Oggetto del Consiglio n. 4870 del 24 luglio 2025 - Verbale
Oggetto n. 4870/XVI del 24/07/2025
REIEZIONE DI MOZIONE: IMPEGNO A INTERROMPERE OGNI RAPPORTO, DI QUALUNQUE NATURA, CON I RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI DEL GOVERNO ISRAELIANO. (APPROVAZIONE DI UNA RISOLUZIONE. REIEZIONE DI UNA RISOLUZIONE).
Il Presidente BERTIN dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dalle Consigliere Erika GUICHARDAZ e MINELLI e iscritta al punto 14 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Comunica che sono state depositate due risoluzioni, collegate alla mozione, rispettivamente del gruppo Rassemblement Valdôtain e del gruppo Lega VdA.
Prende la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere PADOVANI che chiede una sospensione dei lavori.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,16 alle ore 18,42.
Alla ripresa dei lavori, illustra la Consigliere Erika GUICHARDAZ.
Intervengono i Consiglieri PADOVANI, BACCEGA, MINELLI e CRETIER.
Prende la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere CHATRIAN, che chiede di sospendere la seduta.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,14 alle ore 19,28.
Prendono la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere LUCIANAZ e il Presidente della Regione TESTOLIN.
Intervengono i Consiglieri LUCIANAZ e MINELLI (secondo intervento), che propone un emendamento al primo punto del dispositivo della mozione.
Replica il Presidente della Regione TESTOLIN.
IL CONSIGLIO
- con l'emendamento presentato dal gruppo Progetto Civico Progressista;
- con voti favorevoli sette e voti contrari uno (presenti: ventotto; votanti: otto; astenuti: venti, i Consiglieri AGGRAVI, BARMASSE, BERTSCHY, BRUNOD, CARREL, CAVERI, CHATRIAN, DI MARCO, GANIS, GROSJACQUES, JORDAN, LAVEVAZ, LUCIANAZ, MARGUERETTAZ, MARQUIS, PLANAZ, RESTANO, ROSAIRE, SAPINET e TESTOLIN);
NON APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA /VALLÉE D'AOSTE
RICHIAMATA la discussione avvenuta nel Consiglio del 18 dicembre 2024 riferita alla mozione oggetto n. 4210/XVI "Impegno per chiedere al Governo nazionale il riconoscimento a tutti gli effetti dello Stato palestinese." e alla risoluzione ad essa collegata;
RICORDATO l’art.11 della Costituzione Italiana;
CONSIDERATOche il genocidio è un crimine di diritto internazionale condannato da tutto il mondo civile;
CONSIDERATO che la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio esige la cooperazione internazionale per liberare l’umanità da un delitto così odioso;
RICORDATO il mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale contro il Premier israeliano Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Gallant, che certifica – fra l’altro – il ricorso alla fame come strumento di guerra;
RICHIAMATA l'iniziativa assunta dalla Regione Puglia: il Presidente Emiliano con una lettera inviata a tutti i dirigenti e dipendenti del’lente, delle sue Agenzie e delle società partecipate, ha affermato: "A causa del genocidio di inermi palestinesi in atto da parte del Governo Netanyahu, siete invitati a interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto Governo e con tutti quei soggetti ad esso riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella striscia di Gaza. Questa è una posizione che viene assunta nei confronti del governo Netanyahu, non del popolo israeliano";
RICHIAMATA l’iniziativa analoga della Regione Emilia-Romagna: il Presidente De Pascale in una lettera inviata ai membri della Giunta e ai dirigenti dell’istituzione chiede che vengano interrotti "i rapporti con tutti i soggetti riconducibili al governo (israeliano ndr) che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato";
RICHIAMATA la mozione approvata dalla Regione autonoma Sardegna (che aveva già riconosciuto lo Stato di Palestina a ottobre 2024), che impegna, tra le altre, "A interrompere ogni rapporto di cooperazione, scambio o progettazione condivisa tra la Regione Sardegna (comprese agenzie, enti strumentali, aziende partecipate, istituzioni accademiche e di ricerca) e lo Stato di Israele, fintanto che perdureranno le gravi violazioni accertate dalle istituzioni internazionali";
RICHIAMATE altresì le iniziative, mozioni, risoluzioni di riconoscimento dello Stato di Palestina adottate da vari Enti locali, primo fra tutti il comune di Napoli;
IMPEGNA
il Presidente della Regione e il Governo regionale
-
a non intrattenere rapporti di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del Governo israeliano e con tutti quei soggetti ad esso riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella striscia di Gaza;
-
ad adoperarsi, nelle sedi opportune, affinché il Governo italiano si faccia parte attiva per rendere permanente il cessate il fuoco a Gaza e in tutto il Medio Oriente ed - a questo fine - perché cessi ogni fornitura di armi, ed ogni forma di sostegno militare ad Israele; in particolare impedisca il rinnovo del Memorandum d’intesa tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo dello Stato di Israele in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa (ratificato con la legge 94/2005) ed agisca in sede europea affinché sia sospeso l’accordo di associazione UE-Israele e siano applicate delle sanzioni adeguate, diplomatiche, politiche e commerciali, idonee a ridimensionare l’onnipotenza di cui gode il Governo d’Israele.
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Successivamente il Presidente invita il Consiglio ad esaminare la risoluzione presentata dal gruppo Rassemblement Valdôtain.
Illustra il Consigliere AGGRAVI.
Intervengono l'Assessore al turismo, sport e commercio, GROSJACQUES, i Consiglieri MINELLI, DI MARCO e LUCIANAZ, l'Assessore ai beni e alle attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali, Jean-Pierre GUICHARDAZ, e l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, MARZI.
IL CONSIGLIO
- con voti favorevoli trentuno (presenti: trentaquattro; votanti: trentuno; astenuti: tre, i Consiglieri Erika GUICHARDAZ, MINELLI e PADOVANI);
APPROVA
la sottoriportata
RISOLUZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE
PREMESSO CHE
- il conflitto in corso tra Israele e Hamas, con epicentro nella Striscia di Gaza, ha provocato e continua a provocare migliaia di vittime civili, inclusi donne, bambini e anziani, configurando una grave crisi umanitaria e sanitaria che preoccupa l'intera comunità internazionale;
- i tragici eventi del 7 ottobre 2023, con l'attacco terroristico compiuto da Hamas in territorio israeliano, hanno causato la morte di oltre 1.200 persone, il rapimento di centinaia di civili e gravi violenze, rappresentando un crimine da condannare senza ambiguità;
- la risposta militare di Israele, pur legittimata dal diritto
alla difesa, si è estesa nel
tempo e nello spazio con intensità crescente,
sollevando forti preoccupazioni per l'elevato numero di vittime
civili e per l'utilizzo di strumenti bellici che potrebbero non
rispettare i principi di proporzionalità e distinzione previsti dal
diritto internazionale umanitario;
RICHIAMATE
- le risoluzioni dell'Organizzazione delle Nazioni Unite n. 181/1947, n. 194/1948, n. 237/1967, n. 242/1967 e n. 2728/2024, che riconoscono il diritto all'esistenza e alla sicurezza di Israele così come il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese;
- le principali tappe del processo di pace, tra cui gli Accordi di Camp David (1978), gli Accordi di Oslo (1993), la Road Map per la Pace (2003), la Conferenza di Annapolis (2007), il Piano di disimpegno israeliano (2005) e i più recenti tentativi di dialogo;
CONSIDERATO CHE
la popolazione civile palestinese si trova oggi stretta tra la violenza delle organizzazioni terroristiche e il blocco militare, con accesso estremamente limitato a beni essenziali e cure mediche;
l'escalation regionale del conflitto, che coinvolge anche Libano, Siria, Iran e i ribelli Houthi, sta mettendo in pericolo la sicurezza di un'intera area strategica, con implicazioni globali;
la soluzione auspicata della convivenza pacifica tra "due popoli
e due Stati", riconosciuti e autonomi, è oggi ostacolata sia dalle
occupazioni illegittime che dalla presenza e dal potere coercitivo
di Hamas, organizzazione che deve essere disarmata e privata di
ogni legittimazione politica e militare;![]()
RIBADITO il diritto inalienabile sia del popolo
israeliano che del popolo palestinese a esistere, in modo autonomo,
sicuro e indipendente, nel rispetto dei principi sanciti dalla
Carta delle Nazioni Unite, in particolare agli articoli 1, par. 2,
55 e 76;![]()
CONDANNANDO ogni atto terroristico, in particolare quelli compiuti da Hamas, che minano ogni prospettiva di pace, danneggiano il popolo palestinese e violano gravemente i principi del diritto internazionale, così come l'uso eccessivo e indiscriminato della forza militare da parte dello Stato di Israele, che sta causando un numero sproporzionato di vittime civili e alimentando ulteriori tensioni nella regione;
ESPRIMENDO solidarietà a tutte le vittime del conflitto, senza distinzioni, e vicinanza alle famiglie degli ostaggi ancora trattenuti;
ESPRIMENDO INOLTRE profondo sostegno ai civili
palestinesi e israeliani che invocano la pace, la giustizia e la
coesistenza, e si oppongono a ogni forma di estremismo e
fanatismo;![]()
RITENENDO quanto mai necessaria la rifondazione di una nuova Autorità Nazionale Palestinese moderata, autonoma e credibile, in grado di esercitare pienamente la sovranità nei territori palestinesi e di avviare negoziati reali con la controparte israeliana;
IMPEGNA
il Presidente
della Regione e il Governo regionale ad attivarsi, anche per il
tramite dei Parlamentari valdostani, affinché il Governo
nazionale:
sostenga con determinazione ogni iniziativa utile a favorire un immediato cessate il fuoco umanitario, l'apertura di corridoi sicuri per gli aiuti internazionali, la liberazione degli ostaggi e il ripristino di condizioni minime di sicurezza e dignità per le popolazioni civili coinvolte;
promuova, in collaborazione con l'Unione Europea e le Nazioni Unite, l'organizzazione di una nuova conferenza internazionale di pace, fondata sul principio del reciproco riconoscimento e sull'applicazione concreta delle risoluzioni delle Nazioni Unite;
sostenga attivamente il processo di costruzione di uno Stato palestinese sovrano, democratico e privo di condizionamenti terroristici, nell'ambito di una soluzione politica equa e duratura, fondata sul principio dei "due popoli, due Stati".
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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,09 alle ore 20,10.
Alla ripresa dei lavori, prende la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere DI MARCO che chiede una sospensione per una Conferenza dei Capigruppo.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,11 alle ore 20,19.
Alla ripresa dei lavori, prende la parola il Consigliere BACCEGA che esprime la propria contrarietà rispetto alla decisione della Conferenza dei Capigruppo e abbandona l’aula.
La Consigliera MINELLI interviene per mozione d’ordine.
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Successivamente il Presidente invita il Consiglio ad esaminare la risoluzione presentata dal gruppo Lega VDA.
Illustra il Consigliere MANFRIN.
Intervengono i Consiglieri PADOVANI, Erika GUICHARDAZ, MANFRIN e DI MARCO.
IL CONSIGLIO
- con voti favorevoli undici (presenti: trentuno; votanti: undici; astenuti: venti, i Consiglieri BARMASSE, BERTIN, BERTSCHY, CARREL, CAVERI, CHATRIAN, CRETIER, DI MARCO, GANIS, GROSJACQUES, GUICHARDAZ Jean-Pierre, JORDAN, LAVEVAZ, MALACRINÒ, MARGUERETTAZ, MARQUIS, MARZI, ROSAIRE, SAPINET e TESTOLIN);
NON APPROVA
la sottoriportata
RISOLUZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE
VISTA la mozione concernente l'interruzione di ogni rapporto con i rappresentanti istituzionali del Governo israeliano;
VISTA altresì la dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri di Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Italia, Giappone, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera ed il Commissario europeo responsabile per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi;
PRESO ATTO che, secondo quanto sottoscritto, i summenzionati Paesi, Italia compresa, firmatari hanno condiviso un messaggio semplice e urgente: la guerra a Gaza deve cessare immediatamente;
EVIDENZIATO che, nel testo della dichiarazione, si evidenzia come:
la sofferenza dei civili a Gaza ha raggiunto livelli insostenibili. Il modello adottato dal governo israeliano per la distribuzione degli aiuti è pericoloso, alimenta l'instabilità e priva i cittadini di Gaza della loro dignità umana. Condanniamo il rilascio a rilento degli aiuti umanitari e l'uccisione disumana di civili, compresi bambini, mentre cercano di soddisfare i propri bisogni essenziali di acqua e cibo. È agghiacciante che oltre 800 palestinesi siano stati uccisi mentre tentavano di accedere agli aiuti. Il rifiuto da parte del Governo israeliano di fornire assistenza umanitaria essenziale alla popolazione civile è inaccettabile. Israele deve adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale.
gli ostaggi trattenuti crudelmente da Hamas dal 7 ottobre 2023 continuano a subire terribili sofferenze. Condanniamo la loro detenzione prolungata e chiediamo il loro rilascio immediato e incondizionato. Un cessate il fuoco negoziato rappresenta la migliore speranza per riportarli a casa e porre fine all'angoscia delle loro famiglie.
Per il tramite del Presidente della Regione, con il coinvolgimento dei parlamentari valdostani
INVITA il governo israeliano a revocare immediatamente le
restrizioni al flusso degli aiuti e a
consentire con urgenza alle Nazioni Unite e alle ONG
umanitarie di svolgere il proprio lavoro salvavita in sicurezza ed
efficacia;
CHIEDE a tutte le parti di proteggere i civili e di rispettare pienamente gli obblighi previsti dal diritto umanitario internazionale. Le proposte di trasferire la popolazione palestinese in una "città umanitaria" sono del tutto inaccettabili. Lo sfollamento forzato permanente costituisce una violazione del diritto umanitario internazionale.
SI OPPONE fermamente a qualsiasi misura che implichi un
cambiamento territoriale o demografico nei Territori palestinesi
occupati. Il piano di insediamento El annunciato
dall'Amministrazione Civile israeliana, se attuato, dividerebbe in
due il futuro Stato palestinese, costituendo una palese violazione
del diritto internazionale e compromettendo gravemente la soluzione
dei due Stati. Nel frattempo, la costruzione di nuovi insediamenti
in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, ha subito
un'accelerazione, mentre le violenze da
parte dei coloni nei confronti dei palestinesi sono
aumentate drasticamente. Tutto ciò deve cessare.
ESORTA le parti e la comunità internazionale a unirsi in uno sforzo comune per porre fine a questo terribile conflitto, attraverso un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente. Ulteriori spargimenti di sangue non servono a nulla. Ribadiamo il nostro pieno sostegno agli sforzi di Stati Uniti, Qatar ed Egitto per raggiungere questo obiettivo.
CONDIVIDE ed auspica l'adozione di ulteriori misure a sostegno di un cessate il fuoco immediato e di un percorso politico che garantisca sicurezza e pace per israeliani, palestinesi e l'intera regione.
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