Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4853 del 22 luglio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4853/XVI - D.L. n. 194: "Disposizioni in materia di competitività, dinamicità e internazionalizzazione delle imprese industriali e artigiane. Abrogazione della legge regionale 31 marzo 2003, n. 6". (Approvazione di un ordine del giorno).

Bertin (Presidente) - Punto n. 7 all'ordine del giorno. Il D.L. 194 è composto da 20 articoli; è stato depositato un ordine del giorno da parte del gruppo Rassemblement. Il relatore è il consigliere Rosaire che si è prenotato, ne ha facoltà.

Rosaire (UV) - Disegno di legge in materia di competitività, dinamicità e internazionalizzazione delle imprese industriali e artigiane; abrogazione della legge regionale 31 marzo 2003 n. 6.

Il presente disegno di legge si propone di favorire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese operanti in Valle d'Aosta nei settori dell'industria e dell'artigianato, coerentemente con i piani e le strategie di sviluppo del territorio, in materia di specializzazione intelligente e di sviluppo sostenibile, promuovendo la competitività, la dinamicità e l'internazionalizzazione delle imprese, nel rispetto dei criteri di uniformità e parità di trattamento di tutti i beneficiari.

L'intervento prevede la concessione di agevolazioni alle imprese aventi sede operativa nel territorio della Regione, in particolare di contributi per l'acquisto di beni strumentali alla realizzazione di progetti di investimento innovativi in termini di rispetto dell'ambiente e di mutui per l'acquisto, la realizzazione, l'ampliamento e l'ammodernamento d'immobilizzazioni immateriali e per l'acquisto di immobilizzazioni materiali.

Un'ulteriore misura promuove l'internazionalizzazione del sistema produttivo regionale attraverso interventi mirati in vari ambiti.

Tra le principali iniziative, si annoverano la concessione di contributi per l'elaborazione di studi di marketing per la realizzazione di campagne pubblicitarie, per la ricerca di nuovi mercati attraverso l'e-commerce e per la partecipazione a fiere e a manifestazioni promozionali.

Inoltre, la Regione attua azioni dirette come l'elaborazione di studi e ricerche di mercato, la partecipazione collettiva a manifestazioni fieristiche e l'organizzazione di congressi, seminari, convegni e dibattiti.

Queste misure mirano a creare un ambiente favorevole all'internazionalizzazione, sostenendo le imprese locali nel loro processo di espansione sui mercati esteri e contribuendo così alla crescita economica della regione.

Il presente disegno di legge prevede, in linea con le altre norme di settore recentemente rinnovate, la semplificazione delle procedure previste dalla norma attualmente in vigore, legge regionale 31 marzo 2003 n. 6, che sarà contestualmente abrogata.

Le principali novità riguardano:

snellimento delle procedure con riduzione dei tempi di concessione di erogazione delle agevolazioni e uniformità di trattamento per tutti i beneficiari;

digitalizzazione delle domande, mediante l'utilizzo di una piattaforma telematica dedicata;

possibilità di avviare procedure a bando a integrazione e rafforzamento delle misure strutturali a sportello;

ampliamento delle fattispecie d'investimenti agevolabili e delle tipologie di spese ammissibili;

apertura a progetti green, economia circolare, sviluppo sostenibile, oltre l'innovazione tecnologica.

I beneficiari del presente disegno di legge sono le imprese industriali e artigiane con sede operativa nel territorio regionale e operanti in settori individuati da specifici codici Ateco.

Per accedere alle misure i beneficiari devono redigere un progetto d'investimento che individua le principali caratteristiche dell'intervento.

Il disegno di legge si compone di 20 articoli divisi in quattro capi:

Il Capo I si compone di nove articoli e reca le disposizioni generali

L'articolo 1 esplicita l'oggetto e le finalità del presente disegno di legge, sintetizzabile nel consolidamento e sviluppo delle imprese operanti in Valle d'Aosta nei settori dell'industria e dell'artigianato e definisce in che modo debba essere conseguita tale finalità, ovvero mediante la concessione di agevolazioni volte a promuovere la competitività e la dinamicità delle imprese, tramite il sostegno agli investimenti in beni e servizi, all'introduzione nel sistema produttivo di processi di produzione innovativi e all'internazionalizzazione del sistema produttivo regionale.

L'articolo 2 individua i beneficiari del disegno di legge, ossia le imprese artigiane industriali aventi sede operativa nel territorio della regione.

L'articolo 3 individua le tipologie di agevolazioni concedibili consistenti in contributi a fondo perduto e con mutuo a tasso agevolato.

L'articolo 4 prevede che i soggetti interessati, per accedere alle agevolazioni, debbano presentare domanda, corredata da apposito progetto d'investimento, prima dell'avvio degli interventi tramite piattaforma web dedicata e che le agevolazioni siano concesse per ordine cronologico di ricevimento e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. Ogni impresa può presentare una sola domanda ogni 12 mesi.

L'articolo 5 definisce il procedimento d'istruttoria effettuata dalle strutture competenti che per gli investimenti produttivi possono avvalersi di Finaosta S.p.A. o di altri soggetti esterni e per i progetti di internazionalizzazione di società in house regionali o della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales.

La concessione delle agevolazioni è disposta con provvedimento dei dirigenti delle strutture competenti.

L'articolo 6 stabilisce la possibilità di cumulo delle agevolazioni con altre agevolazioni pubbliche concesse per le stesse spese ammissibili, nel rispetto naturalmente della normativa eurounitaria vigente in materia di aiuti di Stato.

L'articolo 7 concerne i vincoli, l'alienazione, il mutamento di destinazione d'uso e la sostituzione dei beni, prevedendo l'obbligo di mantenere la destinazione produttiva dichiarata dei beni oggetto di agevolazione.

L'articolo 8 disciplina i casi di revoca delle agevolazioni e le modalità di applicazione della revoca, nonché la sanzione per i casi di mancata restituzione.

L'articolo 9 disciplina le modalità di controllo e di ispezione da parte delle strutture regionali competenti sulle iniziative oggetto di agevolazione.

Capo II: il capo II si compone di tre articoli e reca: "Disposizioni in materia di interventi a sostegno della competitività e dinamicità delle imprese".

L'articolo 10 individua le spese ammissibili ad agevolazioni che devono essere coerenti e funzionali all'attività dell'impresa, a servizio esclusivo dell'iniziativa agevolata, distinguendole in immobilizzazioni materiali e immateriali.

L'articolo 11 dispone che i contributi possono essere concessi per investimenti innovativi, aventi ricadute positive sul territorio regionale in termini di rispetto dell'ambiente, promozione della sostenibilità, utilizzo efficiente delle energie e delle risorse naturali.

Definisce le tipologie di spese per le quali possono essere concessi distinguendoli in contributi per l'acquisto di beni mobiliari e in contributi per spese per servizi e assistenza e consulenza di alta gamma.

Esclude dalle spese ammissibili a contributo i veicoli.

Qualifica l'entità massima del contributo concedibile in euro 300 mila nella misura massima del 50% delle spese ammissibili e stabilisce il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai contributi, pari a euro 10 mila, e quello massimo nel corso di un triennio, pari a euro 2 milioni e mezzo per le piccole e 5 milioni per le medie imprese fino a euro 10 milioni per le grandi imprese.

L'articolo 12 prevede che i mutui a tasso agevolato siano concessi per l'acquisto, la realizzazione, l'ampliamento e l'ammodernamento di immobilizzazioni immateriali e l'acquisto d'immobilizzazioni materiali e stabilisce il limite minimo di spesa ammissibile pari a euro 2 milioni e mezzo per le piccole imprese, 5 milioni per le medie imprese e 10 milioni per le grandi imprese.

Capo III: il capo III si compone di due articoli e reca: "Disposizioni in materia d'interventi a sostegno dell'internazionalizzazione del sistema produttivo regionale".

L'articolo 13 delinea le azioni che la Regione attua per favorire l'internazionalizzazione del sistema produttivo regionale. Tra le principali iniziative figurano l'elaborazione di studi e ricerche di mercato finalizzati a identificare i canali e gli strumenti d'investimento nei paesi esteri, la partecipazione collettiva, manifestazioni fieristiche e l'organizzazione dei congressi, seminari e convegni.

La Regione può stipulare accordi con le Camere di commercio e con il Ministero competente e avvalersi della collaborazione di enti pubblici e privati nei settori dell'industria e dell'artigianato per attuare le suddette iniziative.

Infine la struttura regionale competente in materia di internazionalizzazione, al fine di definire le attività da realizzare, promuove un confronto con la Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, che rappresenta i soggetti a vario titolo interessati allo sviluppo del sistema produttivo regionale.

L'articolo 14 definisce la concessione di contributi da parte della Regione per supportare l'internazionalizzazione delle imprese che intraprendono iniziative volte a sviluppare attività promozionali e commerciali.

Le principali attività finanziabili includono l'elaborazione di studi volti a sviluppare strategie di marketing e la progettazione e la realizzazione di campagne pubblicitarie.

Per l'attuazione delle suddette attività, la Regione può avvalersi delle società in house regionali della Chambre valdôtaines des entreprises et des activités libérales, al fine di razionalizzare gli interventi a supporto dell'internazionalizzazione.

La misura massima dell'agevolazione è pari al 60% della spesa ammissibile e l'importo minimo di spesa per accedere alle agevolazioni è pari a euro 2.500 e l'importo massimo è pari a euro 50.000.

Capo IV: il capo IV si compone di sei articoli e reca le disposizioni finali e transitorie.

L'articolo 15 demanda alla Giunta regionale la definizione di ogni ulteriore requisito o aspetto, anche procedimentale, per l'accesso alle agevolazioni previste dal presente disegno di legge e prevede che possano essere concesse anche tramite procedimenti a bando in conseguenza di eventi che possano manifestarsi e che richiedano specifici interventi di rilancio dell'economia regionale.

L'articolo 16 reca le disposizioni transitorie.

L'articolo 17 abroga la legge regionale 31 marzo 2003 n. 6.

L'articolo 18 dispone che per la concessione dei mutui a tasso agevolato sia costituito un fondo di rotazione la cui dotazione iniziale è pari a 2 milioni di euro.

Infine l'articolo 19 reca le disposizioni finanziarie.

L'articolo 20 dispone l'entrata in vigore individuata nel 1° gennaio 2026.

Presidente - Apriamo la discussione generale. La discussione generale è aperta.

Ci sono interventi? Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Intervengo in discussione generale, facendo anche una presentazione dell'ordine del giorno che abbiamo depositato, così da semplificare il percorso e l'esame di questo disegno di legge.

La riforma della legge 6/2003 è sicuramente un passaggio molto importante e, tra l'altro, è anche una riforma attesa, soprattutto dal punto di vista procedurale e - come ha detto il relatore, come abbiamo avuto modo di esaminare anche nel corso dell'esame in Commissione - permetterà di fare delle modifiche utili soprattutto al percorso che le imprese dovranno adottare per accedere ai sostegni di questa legge.

L'ordine del giorno che abbiamo presentato in realtà non è un argomento nuovo, o meglio: avevamo già provato in discussione del bilancio - e lo ricordiamo nelle premesse - di cercare di inserire un ulteriore elemento nell'ambito dei sostegni e dei supporti alle imprese industriali e artigiane per ovviare, o comunque per considerare, anche una problematica che forse è meno conosciuta di altre ma che, in realtà, si muove in maniera silenziosa e rischia soprattutto d'intaccare pesantemente il nostro tessuto artigiano ed economico, ovvero quella del passaggio generazionale.

Nell'ambito dell'emendamento 9 che avevamo presentato al disegno di legge 168, avevamo provato a presentare una misura di modifica d'inserimento di un articolo specifico nell'ambito appunto della legge regionale 6.

L'Assessore all'epoca e il Governo non avevano sostenuto l'emendamento, ma avevano annunciato che ci sarebbe poi stata per l'appunto la presentazione del disegno di legge di modifica e di aggiornamento, potremmo dire, della legge 6.

All'interno del disegno di legge in discussione ci sono due articoli che citiamo nelle premesse dell'ordine del giorno, in particolare l'articolo 11 che disciplina la parte e identifica nel contributo agli investimenti - e in particolare nelle spese ammissibili anche alla lettera B del comma 2 - i contributi per spese e per servizi di assistenza e consulenza di alta gamma.

Abbiamo pensato che nell'ambito di questa lettera, quindi di questa previsione, si potesse ripresentare e riproporre il principio che avevamo cercato di presentare con l'emendamento che ho poc'anzi citato, il disegno di legge 168, in combinato disposto con l'altro articolo, cioè l'articolo 15, quello che, di fatto, va a prevedere che la definizione, l'applicazione e gli aspetti attuativi e procedurali della legge vengano poi definiti dalla Giunta regionale.

Per questo presentiamo oggi un ordine del giorno per cercare di prevedere nell'ambito dell'applicazione di questo intervento di legge anche il principio relativo al passaggio generazionale che ci sta particolarmente a cuore e l'impegnativa dell'ordine del giorno prevede o prevederebbe l'impegno al Governo regionale, nell'ambito della definizione dei requisiti, delle modalità e degli aspetti procedurali di attuazione del disegno di legge 194, ai sensi dell'articolo 15, affinché tra le consulenze di alta gamma ammissibili a contributo siano espressamente incluse anche quelle finalizzate a favorire, accompagnare o risolvere il passaggio generazionale delle imprese artigiane e industriali, quale strumento strategico per la continuità imprenditoriale nel territorio valdostano.

Si parla tanto - e giustamente - di innovazione, di tecnologia, di evoluzione delle nostre produzioni ma il problema che vogliamo portare all'attenzione dell'Aula è quello per cui, se non c'è un passaggio generazionale, alcune produzioni, ancor prima di potersi innovare e di potersi evolvere, spariscono, rischiano di sparire e spesso, quando sparisce un'azienda, finisce anche una storia, un'esperienza e soprattutto finisce la possibilità di occupazione non soltanto per chi era l'imprenditore, ma soprattutto per chi lavora con l'imprenditore.

Un passaggio generazionale che non necessariamente deve avvenire nell'ambito della famiglia, perché capita anche spesso che chi ha lavorato magari una vita in un'impresa la senta quasi sua e possa anche essere disposto a fare un passo in più e diventare da dipendente a vero e proprio imprenditore e magari rilevare questo tipo di attività.

Teniamo conto che per assurdo i passaggi generazionali rischiano di dare un tasso di mortalità maggiore in termini di aziende sulle realtà piccole e micro più che sulle grandi realtà, perché le società di capitali sono sicuramente più strutturate relativamente ai passaggi generazionali, e con società di capitali non necessariamente dobbiamo pensare a delle grandi S.p.A.; diciamoci la verità: sicuramente una S.r.l. è più strutturata e ha più possibilità rispetto a una piccola impresa, magari un'impresa artigiana, come in questo caso, o anche una piccola impresa a carattere industriale.

Per questo motivo l'ordine del giorno ci sembrava soprattutto anche pregnante dal punto di vista delle tempistiche, visto che la Giunta dovrà comunque definire delle modalità applicative.

Detto questo, non entro negli altri punti, negli altri articoli contenuti nella legge, il nostro gruppo voterà l'intervento normativo e attendiamo di conoscere invece le sorti del nostro ordine del giorno.

Presidente - Consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Qualche considerazione su di una legge che è una semplificazione di una normativa già esistente, riguardante l'aiuto per l'innovazione e l'internazionalizzazione delle imprese industriali artigiane valdostane, legge che appunto sostituirà la legge 6.

C'è una metafora che viene spesso utilizzata per descrivere l'economia italiana, che è quella del calabrone. Il calabrone che non ha la struttura fisica per volare ma vola lo stesso, e io mi permetto di dire che l'economia valdostana, almeno per tanto tempo, non è assomigliata a un calabrone ma piuttosto, mi permetto di dire, a una gallina, che non ha la struttura fisica per volare, infatti non volava.

Gli ultimi dati che abbiamo nell'ultimo anno delle imprese registrate non sono dati molto positivi: il saldo tra iscrizione e cessazione delle imprese registrate è negativo, il tasso di crescita è negativo. Un dato che spicca poi sempre in negativo sono le imprese giovanili che calano del 4,4%, un dato che fa riflettere molto.

Questi dati, e in generale l'andamento delle imprese in Valle d'Aosta, sono dovuti sicuramente a tutta una serie di fattori dati anche dalla morfologia territoriale della Valle d'Aosta, ma anche da altri aspetti.

Più volte ho portato questo tema della mentalità per il settore pubblico, della mentalità imprenditoriale che in Valle d'Aosta, forse - anzi, spesso, troppo spesso - non c'è o non è sviluppata quanto sarebbe necessario.

Cito alcune parole di un professore che è stato anche il mio professore all'Università, Giampaolo Viglia, che qualche mese fa a un convegno disse: "Una cosa che mi rattrista molto e su cui sto cercando di lavorare è che molti dei nostri studenti non vogliono fare gli imprenditori. Vi dico molti, ma dovrei dire quasi tutti. Sognano di lavorare come dipendenti o di lavorare in Regione, ma hanno paura di assumersi il rischio di impresa anche se partono da un reddito più che discreto".

Da giovane leggere queste parole, poi per carità, vedo anche la carriera lavorativa di altri miei coetanei, mi chiedo: "Ma che razza di sogni hanno i nostri giovani se il loro obiettivo è quello di andare a lavorare nel posto pubblico, come nei film di Checco Zalone, ma dove vogliamo andare?".

Poi, per carità, sono il primo a dire che il comparto pubblico deve avere dipendenti, assolutamente, c'è chi sicuramente è portato per lavorare in un ufficio, però non possiamo far finta di niente, non possiamo fare in qualche maniera finta che in Valle d'Aosta il settore pubblico non sia stato anche in qualche maniera spinto e che questo abbia portato a una distruzione, a una riduzione della mentalità imprenditoriale dei nostri studenti.

Poi è ovvio che tutti quelli che studiano o che hanno voglia di lavorare aprono un'azienda o altro prendono e vanno all'estero e non tornano più, perché, ovviamente, se in Valle d'Aosta non ci sono le condizioni per poter investire, questi al massimo ci verranno in vacanza in Valle d'Aosta o torneranno quando saranno in pensione.

C'è sicuramente un enorme lavoro da fare, però bisogna rimarcare una cosa: credo che mai come in questa legislatura sia stato fatto qualcosa per le imprese e le aziende, diquesto va dato merito anche e soprattutto all'assessore Bertschy.

Misure come per esempio la zona franca della ricerca e lo sviluppo, altre misure, questa legge per esempio, è ovvio che non hanno degli effetti immediati, non hanno degli impatti da qui all'anno prossimo, possono volerci magari dieci anni per vedere i risultati di queste politiche però, per fortuna, anche la Regione ha cambiato approccio riguardo allo sviluppo industriale e allo sviluppo delle nostre aziende; sviluppo che in Valle d'Aosta era sempre stato molto carente.

In Valle d'Aosta manca un po' un'economia di agglomerazione, che è quella che rende forti anche territori che sono costituiti da tutta una serie di piccole aziende messe in contatto fra di loro.

La legge che stiamo discutendo prevede mutui a tasso agevolato per l'acquisto, la realizzazione, l'ampliamento e l'ammodernamento dei beni mobili e immobili, aiuti per l'elaborazione di studi e strategie di marketing, ricerca di mercato, la partecipazione collettiva a manifestazioni fieristiche; una legge che è quindi uno strumento molto importante per aiutare soprattutto le piccole aziende valdostane che, di certo, non hanno le risorse, né magari economico-finanziarie, né di personale per l'internazionalizzazione e per lo sviluppo anche semplicemente di un e-commerce valido e solido.

Ho detto che in Valle d'Aosta manca un'economia di agglomerazione: sarebbe l'unica possibilità di uno sviluppo sinergico fra le nostre tante piccole aziende che potrebbero essere anche messe in connessione fra di loro, tramite distretti virtuali e tramite Università.

Avevo già parlato in passato, anche in altre discussioni, dell'importanza di sviluppare collaborazioni anche con Università svizzere e francesi sfruttando in questo caso la nostra morfologia dell'essere regione di confine. Ci vuole tempo, sicuramente non è così semplice, però avere degli spin-off di Università anche straniere in Valle d'Aosta non sarebbe affatto una cattiva idea, anzi, permetterebbe che la Valle d'Aosta possa diventare veramente un hub specialistico su tutta una serie di tematiche che poi potrebbero in qualche maniera sviluppare e fare in modo che appunto queste spin-off di Università possano creare un know-how che in Valle d'Aosta per troppo tempo è stato un poco carente, se non quasi inesistente, almeno in alcuni temi; altro tema che sarà assolutamente centrale, oltre a quello del ricambio generazionale, perché sappiamo benissimo che da qui ai prossimi anni avremo tutta una serie di diminuzioni di popolazione di persone che lavorano attivamente, è appunto il tema del ricambio generazionale.

Altro tema che si lega inesorabilmente al tema del ricambio generazionale è quello dell'intelligenza artificiale, perché - soprattutto in alcuni ambiti e anche nel settore pubblico, e soprattutto nel settore pubblico - l'intelligenza artificiale potrebbe in qualche maniera compensare la mancanza di lavoratori. L'intelligenza artificiale è un tema con cui bisogna per forza confrontarsi, uno può essere più a favore, più contrario, ma è un dato di fatto che questa è un'onda che spazzerà via tantissime cose e quindi o in qualche maniera si cavalca altrimenti se ne rimane annegati.

Tema dell'intelligenza artificiale che rischia ancora una volta di aumentare il divario fra le grandi aziende di Fuori Valle, e le nostre piccole aziende che non hanno magari possibilità d'innovare, perché non hanno appunto risorse economiche o non hanno personale per poter lavorare sull'intelligenza artificiale.

Avevo visto uno slogan che diceva che non sarà l'intelligenza artificiale a portarti via il lavoro, ma sarà chi la utilizza a portarti via il lavoro, quindi queste sono tutte cose che devono in qualche maniera far riflettere anche sul futuro della Valle d'Aosta.

Altro tema, poi, è quello della logistica: le piccole aziende, se vogliono fare in qualche maniera l'internazionalizzazione o avere export al di fuori della regione, devono essere in qualche maniera dotate di una rete di logistica importante, cosa che, al momento, non c'è.

A tutti questi temi, e ovviamente ce ne sarebbe da parlare per delle ore e delle ore, l'abbiamo già anche fatto in questa legislatura, qualche risposta, meno male, è stata data, ne mancano altre; tutti questi temi ovviamente dovranno essere oggetto centrale nella prossima legislatura.

Chiunque ci sarà, io mi auguro che comunque non si sottovaluti l'importanza del ricambio generazionale, dell'intelligenza artificiale e della creazione di una rete di logistica: sono tutti temi che sono assolutamente vitali per la Valle d'Aosta e per le nostre aziende, perché sappiamo benissimo che altrimenti il rischio di essere schiacciati da tante grandi aziende, da tanti colossi tecnologici che già ci fanno spesso una concorrenza sleale, sarebbe grandissimo.

Questo è un impegno che credo chiunque ci sarà nella prossima legislatura dovrà in qualche maniera prendersi, perché non possiamo rischiare di ritornare indietro.

Presidente - Consigliere Di Marco, ne ha facoltà.

Di Marco (PA) - Il disegno di legge 194, oggi presentato alla nostra attenzione, con cui si va ad abrogare e sostituire, a decorrere dal 1° gennaio 2026, la legge regionale 6/2023, "Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane", si propone di favorire un maggior consolidamento e sviluppo delle predette imprese aventi sede operativa nel territorio della nostra Regione.

Il tutto viene realizzato in piena coerenza con i Piani e le Strategie di sviluppo del territorio in materia: di specializzazione intelligente, definita dal Portale Imprese della Valle d'Aosta come "un approccio innovativo concepito nell'ambito della politica di coesione, che mira a sostenere la crescita e l'occupazione in Europa, stimolando ciascuna Regione a identificare e sviluppare i propri vantaggi competitivi"; e di sviluppo sostenibile, inteso come un processo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni presenti, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri che, per la nostra Regione, secondo "La strategia di sviluppo sostenibile della Valle d'Aosta 2030, integrata con il quadro strategico regionale", si articola in cinque macro obiettivi strategici: una Valle d'Aosta più intelligente, più verde, più connessa, più sociale e più vicina ai cittadini.

Come Movimento, da sempre attento a questi principi, come anche al mondo delle imprese valdostane, non possiamo che guardare con interesse a questa proposta normativa con cui si vanno a definire tutta una serie d'interventi da porre in essere per promuovere la competitività, la dinamicità e l'internazionalizzazione delle aziende che svolgono la loro attività in due settori molto importanti per il nostro ambito economico, quali appunto quello industriale e quello dell'artigianato, che vantano una forte tradizione e sono profondamente radicati nel nostro territorio.

Gli interventi descritti nel testo sono già stati ben illustrati dal collega relatore e mi limiterò quindi a porre l'accento su quelli che ci appaiono maggiormente interessanti.

In primo luogo valutiamo come indispensabile che si favorisca la competitività e dinamicità di queste nostre imprese attraverso due tipologie di misure.

La prima tipologia di misure è relativa alla concessione di contributi per l'acquisto di beni immobiliari - in particolare macchinari, attrezzature e software, ma non veicoli - strumentali alla realizzazione di progetti di investimento innovativi che, secondo noi, avranno significative ricadute positive sul territorio regionale in termini di rispetto dell'ambiente, di promozione della sostenibilità e di utilizzo efficiente dell'energia e delle risorse naturali; nonché per l'acquisto di servizi di assistenza e consulenza di alta gamma sotto il profilo gestionale, tecnologico e ambientale, che aiutino le aziende a ottimizzare le prestazioni e il rendimento, permettendo uno sviluppo pieno e completo. In merito a detti contributi, ci appare corretto che siano previsti un limite minimo di spesa per potervi accedere differenziato in base alle dimensioni delle imprese (piccole, medie e grandi) e una misura massima concedibile sulle spese ammissibili.

La seconda tipologia di misure è relativa alle concessioni di mutui a tasso agevolato per l'acquisto, la realizzazione, l'ampliamento e l'ammodernamento di immobilizzazioni immateriali e immateriali, che consentano alle aziende di potenziare a lungo termine le capacità produttive ed operative; per cui sono altresì correttamente fissati limiti minimi di spesa e modalità temporali specifiche di accensione mutuo e sua durata.

Entrambe queste forme di agevolazione ci appaiono perfettamente in linea con lo scopo prefissato da questo disegno di legge e da noi condiviso, che è quello di sostenere queste nostre imprese nel percorso di crescita e di adattamento ai cambiamenti, spesso molto rapidi, del mercato, rispondendo in modo sempre più efficace alla concorrenza e cogliendo le nuove opportunità di sviluppo.

In secondo luogo, stimiamo come essenziale che si intervenga per promuovere l'internalizzazione di queste imprese. Crediamo infatti che aiutarle nel processo di espansione delle loro attività oltre i confini nazionali costituisca una scelta strategica che va compiuta e una sfida cruciale che va affrontata, se si vuole vederle realmente affermarsi in un contesto mondiale sempre più globalizzato.

In quest'ottica, riteniamo opportuno che la nostra Regione si attivi, sia con iniziative quali l'elaborazione di studi e ricerche di mercato, la partecipazione collettiva a manifestazioni fieristiche e l'organizzazione di congressi, seminari e convegni; e sia con lo stanziamento di contributi in favore delle imprese che intraprendono azioni mirate allo sviluppo di attività promozionali e commerciali, attraverso studi di strategie di marketing, progettazione e realizzazione di campagne pubblicitarie di respiro internazionale, ricerca di nuovi mercati, partecipazione a eventi e a manifestazioni fieristiche, sia nazionali che estere.

Ancora, in tema di questi contributi, giudichiamo appropriato che, per la loro gestione e per una migliore razionalizzazione delle risorse, ci si possa avvalere delle società in house regionali e della Chambre Valdôtaine; e che siano stabiliti precisi criteri relativi alla misura massima concedibile e ai limiti minimo e massimo di spesa ammissibile per potervi accedere.

Per quanto attiene alle altre disposizioni dell'articolato, pensiamo che siano assolutamente coerenti con l'obiettivo definito da questo disegno di legge. E sto parlando sia di quelle attinenti, tra l'altro, alle modalità e procedure per accedere alle agevolazioni, alla disciplina della loro revoca, alla possibilità di cumulo e alle ispezioni e controlli; e sia di quelle relative alle disposizioni finali e transitorie, comprensive delle abrogazioni della legge regionale 6/2003 e di alcuni articoli di diversi altri testi normativi regionali, e delle disposizioni finanziarie che determinano l'onere complessivo derivante dall'applicazione di questa legge in euro 1.835.000 per il triennio 2025-2027.

Concludendo, daremo il nostro voto a questo disegno di legge nella convinzione che, per conseguire il risultato di supportare il percorso di consolidamento e di sviluppo delle nostre imprese operanti nei settori industriale e dell'artigianato, sia necessario agire con misure concrete ed efficaci, quali quelle descritte in questo testo, che porteranno sicuri e indiscutibili benefici a questi ambiti economici, ma anche, conseguentemente, a tutto il nostro tessuto produttivo e alla nostra comunità.

Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.

Ganis (FI) - Come gruppo di Forza Italia abbiamo esaminato il disegno di legge regionale n. 194, che si propone di sostenere le imprese industriali e artigiane.

Noi, come gruppo, riconosciamo l'importanza d'intervenire a favore del tessuto economico della Valle d'Aosta e apprezziamo l'intento di promuovere le nostre aziende anche a livello internazionale; tuttavia non possiamo ignorare delle criticità che, a nostro avviso, compromettono in parte l'efficacia di questo provvedimento.

Innanzitutto, l'articolo 4 stabilisce che le agevolazioni saranno concesse secondo l'ordine cronologico del cosiddetto "Click day", quindi questo sistema, a nostro avviso, può penalizzare le piccole realtà meno strutturate e con minori risorse.

In secondo luogo, e non di minore importanza, nell'articolo 14, commi 3 e 4, vengono fissati i limiti di spesa. La cifra massima è di 50 mila euro per i contributi a favore del mercato internazionale e, a nostro avviso, sembrano un po' insufficienti.

Se l'obiettivo è davvero quello di sostenere le nostre imprese nell'affrontare i sempre più competitivi mercati esteri, questa somma appare esigua per coprire gli studi di marketing, campagne pubblicitarie internazionali, e non quelle locali, o anche le partecipazioni a fiere di respiro globale.

Da una nostra analisi come gruppo, per una piccola media impresa che si approccia ai mercati esteri con un mix di marketing digitale e con qualche partecipazione a delle fiere mirate importanti, un budget iniziale per coprire i costi di marketing potrebbe variare da alcune decine di migliaia di euro, quindi 20 mila- 50 mila, per arrivare anche oltre, ad esempio anche a 100 mila euro.

Per queste ragioni quindi, a nostro avviso, il budget iniziale può essere insufficiente per coprire i costi d'investimento iniziale.

L'articolo 7, invece, prevede i vincoli temporali stringenti per il bene oggetto di agevolazione, quindi le imprese beneficiarie sono obbligate a mantenere la destinazione produttiva per un periodo che va dai 3 ai 10 anni e tali vincoli, a nostro avviso, possono essere rigidi in un contesto economico in continua evoluzione.

Infine l'abrogazione della legge regionale 31 marzo 2003 n. 6, che va a decorrere dal 1° gennaio 2026, sebbene possa mirare a una semplificazione, come hanno detto i colleghi, richiede un passaggio chiaro e mirato: è essenziale che non vi siano interruzioni nel sostegno delle imprese o incertezze per i procedimenti in corso, come parzialmente previsto dall'articolo 16.

In sintesi, pur riconoscendo la necessità di sostenere le imprese valdostane, riteniamo che il presente disegno di legge presenti delle criticità legate appunto alla tempistica, alla modalità di accesso ai fondi, all'entità degli importi per l'estensione, come abbiamo detto, a livello internazionale e alla trasparenza delle procedure di valutazione.

Ora come gruppo non ci resta che attendere la discussione in aula per poi, dopo la replica dell'Assessore, prendere la nostra posizione e poi decidere.

Presidente - Siamo in discussione generale. Altri interventi? Posso chiudere la discussione generale? La discussione generale è chiusa.

Le repliche del Governo? Assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UV) - Grazie per gli interventi, grazie in particolare al relatore, alla Commissione, che ci ha permesso di portare il disegno di legge in aula, e ai Capigruppo che hanno consentito di completare la discussione.

Questo disegno di legge è uno dei numerosi disegni di legge che in questa legislatura abbiamo portato all'attenzione del Consiglio per la sua approvazione e per cercare di governare al meglio una fase importante dello sviluppo economico della nostra Regione, cercando di disporre di leggi nuove, adeguate, in linea con quello che sta succedendo nei settori che governiamo e soprattutto a sostegno dello sviluppo delle nostre imprese.

È stato ben ricordato - e mi ritrovo sia negli interventi del consigliere Aggravi che del consigliere Lavy - come sia necessario creare le condizioni perché nell'insieme l'economia possa trovare nelle risorse pubbliche un sostegno necessario allo sviluppo (e non sostitutivo al sistema di gestione di un'impresa) e soprattutto è stato ben ricordato, e anche qui mi ritrovo, come sia necessario che, per far sì che i nostri giovani possano trovare una risposta sul proprio territorio alle competenze che acquisiscono nel corso dei loro studi, il sistema nel suo complesso, privato e pubblico, debba offrire delle possibilità.

È di domenica scorsa un articolo comparso su La Stampa dove si diceva: "Se adesso i giovani scappano anche all'estero dalle regioni del ricco Nord", e qui si riferivano al Nord-Est, raccontando come la difficoltà oggi è legata sia all'attrattività dei territori ma soprattutto alle difficoltà del riconoscere, attraverso sistemi salariali corretti, le competenze e le capacità che i giovani acquisiscono - giovani e non solo loro - e che invece altri territori sono in grado di offrire, creando quelle condizioni di attrazione del quale il nostro Paese soffre.

Non è tanto quindi una questione "Regione Valle d'Aosta", "Piemonte" o "Lombardia", è una questione che riguarda tutti e, ripeto, territori come questi, come il Veneto, come l'Emilia, territori importanti, soffrono degli stessi problemi.

Una riflessione generale al riguardo va fatta.

Il testo di legge si propone obiettivi molto semplici che sono stati ben elencati dal relatore e che però sono di fondamentale importanza per il futuro di questa legge e per gli obiettivi che vuole raggiungere.

C'è un tema di semplificazione, c'è un tema legato all'adeguamento di queste norme e anche all'utilizzo dei fondi strutturali, ce lo diciamo molte volte qui in aula quanto sia importante creare le condizioni perché l'utilizzo dei fondi strutturali sia a supporto del nostro bilancio.

Questa legge aveva bisogno di adeguamenti; dal prossimo anno, una volta adeguata, potrà utilizzare, per esempio, i fondi FESR.

Nell'intervento del consigliere Ganis, che visto che siamo aperti al confronto, ringrazio per la critica - non ne condivido una parte, ovviamente -, provo anche a spiegare alcune cose che sono state dette: le risorse a disposizione sono integrate poi dai fondi dello Stato, dai fondi strutturali; questa è una legge che nel corso di questa legislatura ha continuato a dare risposte, tra l'altro l'anno scorso la Giunta regionale ha adeguato i nuovi parametri dei contributi in de minimis, quindi elevandoli e creando le condizioni perché le imprese potessero utilizzarle al meglio.

L'anno scorso, nel 2023, questa legge ha comportato agevolazioni per euro 3.278.000, nel 2024 per euro 4.226.000, quest'anno siamo ad agevolazioni richieste intorno a euro 5.400.000, ma perché è una legge che è molto interessante per le imprese, sia per la parte a fondo perduto, sia per la parte a finanziamento, che permette di fare investimenti importanti alle imprese artigianali e alle imprese industriali che fanno investimenti importanti anche per migliorare le proprie sedi di lavoro, i propri siti produttivi e, a oggi, tutte le richieste sono sempre state evase.

Quella modalità di scrivere la legge è legata al fatto che non si possono creare in generale risorse infinite con gli articoli delle leggi a sostegno, ma - lo abbiamo evidenziato e lo evidenzio ancora in quest'intervento - non c'è stato nessun intervento non finanziato nel corso di questa legislatura perché, nel caso di ulteriori necessità - nella terza variazione di bilancio, in questo senso abbiamo previsto ancora delle risorse - queste sono sempre state integrate nella fase di assestamento.

Una legge quindi che andava migliorata per questi aspetti, andava migliorata per allargare la possibilità di finanziamento a nuove tipologie, importanti anche per tutto il tema delle consulenze, perché, in una fase economica come questa, dove c'è la necessità che anche le imprese si strutturino per crescere e per rimanere competitive anche nell'utilizzo di strumenti legislativi come quelli che proponiamo e di strumenti che possono comportare anche l'utilizzo di molteplici fonti di finanziamento - credo che l'abbiate colto -la legge permette (ovviamente non per le stesse spese) di cumulare più possibilità di utilizzo di nuove risorse, ed è una legge che si pone anche l'obiettivo di far crescere uno dei temi che più volte abbiamo affrontato, lo abbiamo affrontato insieme ai colleghi Grosjacques e Carrel con uno studio sull'internazionalizzazione affidato a La Chambre: il tema è far crescere le nostre imprese anche in questo senso e la legge permetterà sostegni di nuove tipologie di finanziamento e anche di nuove tipologie di consulenza proprio al riguardo di questo.

Sul tetto di spesa, come sapete, c'è stata una concertazione insieme a La Chambre, a Confindustria, Confartigianato e a CNA, che hanno trovato adeguate queste proposte, poi, come tutte le leggi, lo verificheremo in corso d'opera, come si dice, e vedremo se sarà necessario aumentarle e creare tetti differenti da quelli attuali.

È bene ricordare che sono sempre misure che vanno a sostenere una parte dei progetti che le imprese mettono a disposizione, l'altra parte dei finanziamenti è a carico dell'azienda, quindi si tratta anche di regolare il sistema e di creare una possibilità per tutti di lavorare in questi termini.

La possibilità che creiamo con questa legge è anche quella di completare una serie di norme che abbiamo messo a disposizione in questa legislatura. Io ho sempre colto, e ringrazio tutti quanti, una grande attenzione per il sistema delle imprese da parte dei gruppi in Consiglio e - se abbiamo rinnovato la legge sull'imprenditoria dei giovani, se abbiamo rinnovato la legge sulla cooperazione, se abbiamo introdotto una legge sulla Zona Franca, se oggi andiamo a lavorare su questo disegno di legge, se abbiamo modificato il bando sulla legge 8 che finalmente sta dando le sue prime risposte - è perché c'è stata la possibilità di confrontarsi e di raggiungere le migliori soluzioni possibili dalle proposte che sono scaturite.

Tutte queste leggi quindi stanno iniziando a produrre un importante risultato con l'obiettivo d'invertire - e qualche segnale in questo senso lo abbiamo già in senso positivo - quel trend sulla necessità di far sì che la nostra economia sia sostenuta dagli imprenditori attuali, da coloro che magari all'interno delle famiglie continueranno l'attività di impresa, ma anche da nuovi imprenditori.

Oltre alla legge sulla nuova imprenditoria, la legge 31, a inizio legislatura abbiamo anche nell'ambito delle politiche attive predisposto - e anche qui annualmente ci sono nuovi piccoli imprenditori che si affacciano alla norma - la misura sulla neo imprenditoria che ha creato comunque un'attenzione, quindi un investimento sulle norme, un investimento culturale per il futuro; credo che anche la nostra Università, che porteremo a collaborare sempre più con noi per quello che riguarda gli aspetti economici dello sviluppo, potrà creare un buon fil rouge con un sistema che si sta sviluppando.

Da poco abbiamo presentato il piano industriale che arriva alla conclusione di altri lavori, è pronta finalmente tutta la fase di sviluppo del Centro unico per la ricerca: l'IIT, l'Istituto italiano di tecnologia, ha portato in Valle d'Aosta un suo centro per stabilizzare il centro di medicina predittivo e per creare anche occasioni d'impresa, e, ai primi di agosto, lavoreremo già con delle imprese anche, al riguardo di questo, sugli altri settori che esso sviluppa con grande qualità e con grande collaborazione con i territori, per esempio la robotica, la meccatronica e altri aspetti.

Ci sono quindi condizioni positive perché nei prossimi anni si possano creare nuove attenzioni e nuove misure a sostegno di un'economia che, come è stato correttamente detto, deve essere un'economia attenta a tutti i settori, ce ne sono di quelli che producono di più in termini di PIL e altri in misura percentuale minore, ma ogni settore deve essere degno della nostra attenzione, anche perché ogni settore rappresenta possibilità occupazionali e di sviluppo di stare sui mercati differenti.

Il settore dell'industria, per esempio, può creare le condizioni per un lavoro sicuramente più stabile e un'attrattività importante riguardo a competenze delle quali oggi c'è necessità ed estremo bisogno da parte delle imprese.

Sotto questo profilo si sta continuando a lavorare con grande attenzione: l'assessore Caveri sul tema dell'intelligenza artificiale ha iniziato a sviluppare le sue strategie e a condividerle con il territorio, come è stato ben detto, senza paura di subire fenomeni di così grande importanza. É stato ricordato nel corso della presentazione del piano industriale a quale velocità si sia sviluppata in brevissimo tempo tutta l'attività dell'intelligenza artificiale rispetto ad altri fenomeni che sembravano essere arrivati velocissimi e che invece sembrano averci messo dei secoli rispetto allo sviluppo che tutto questo ha anche sui sistemi produttivi, però questo deve essere parte del nostro lavoro.

Io concludo ringraziando ancora per gli interventi, ringraziando in particolare le strutture dell'Assessorato del Dipartimento che comunque, à tour de rôle si sono impegnate per portare nuovi progetti di legge all'attenzione del confronto politico, in particolare in questo momento ringrazio la dirigente Alessandra Spalla, che ha concluso un lavoro di revisione importante di questa legge che ne permetterà un migliore utilizzo per il futuro, sia per le strutture che per le imprese, e soprattutto un utilizzo, e lo ribadisco, anche di fondi strutturali che sono di fondamentale importanza.

Rispetto alla presentazione dell'ordine del giorno di Rassemblement Valdôtain, noi lo accoglieremo e cercheremo, nella delibera applicativa, di svilupparlo, ovviamente l'obiettivo politico bisognerà tradurlo in aspetti più tecnici e amministrativi, però sotto questo profilo si collaborerà per cercare di farlo nella maniera migliore.

C'è il tempo per farlo, perché la legge entrerà in vigore nel prossimo anno ed è per questo che abbiamo previsto un periodo di transizione proprio per permettere una corretta informazione alle imprese, anche in accordo con le associazioni di categoria, e una preparazione anche delle imprese per capire come lavorare per rispondere al meglio alle esigenze della legge, ma anche alle possibilità che la legge offre.

Si arriva anche qui alle piattaforme, alla digitalizzazione, sono numerosi gli investimenti che abbiamo fatto in questa direzione che permetteranno una semplificazione e anche una velocità di presentazione delle domande ed un'economicità di presentazione delle domande molto diversa dal passato.

Ricordo come questa legislatura sia iniziata con la grande crisi del Covid, con l'impatto che questo ha avuto sull'economia, ma anche con l'impatto che ha avuto sul modello di lavoro e sull'organizzazione di lavoro dell'Amministrazione regionale, che ha comunque saputo rispondere nel corso di questi anni cercando di arrivare a semplificare e digitalizzare sempre di più le proprie procedure.

Presidente - Prima di passare alle votazioni, ricordo l'ordine del giorno del gruppo di Rassemblement Valdôtain, che diamo come illustrato e lo mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.

Se non ci sono altri interventi, passiamo all'articolato e alle votazioni.

Articolo n. 1, non vedo richieste, mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

L'articolo n. 1 è approvato all'unanimità.

Art. n. 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20, stesso risultato.

Mettiamo ora in votazione, se non ci sono interventi, la legge nel suo insieme. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 35

La legge è approvata all'unanimità.