Oggetto del Consiglio n. 4834 del 19 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4834/XVI - Interrogazione: "Protocollo relativo alle modalità e tempistiche d'intervento dei servizi sociali a seguito di segnalazioni".
Bertin (Presidente) - Punto n. 26. Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Io non lo dico mai: grazie, collega Foudraz.
Si forniscono i seguenti chiarimenti rispetto alla domanda in merito alle tempistiche di presa in carico da parte dei servizi sociali competenti, evidenziando come queste siano necessariamente differenziate in funzione della tipologia di segnalazione pervenuta.
N. 1, "Segnalazioni da parte delle forze dell'ordine": tali segnalazioni vengono normalmente trattate entro un tempo massimo di una settimana;
N. 2, "Provvedimenti formali di autorità giudiziaria": i servizi sociali procedono con una presa in carico immediata al fine di garantire la redazione delle relazioni richieste nei tempi stabiliti dagli stessi atti giudiziari;
N. 3, "Accessi diretti ai PUA", eccezionale servizio che abbiamo avuto la fortuna di analizzare poc'anzi, dove i cittadini che si rivolgono autonomamente al PUA, italiani, vengono accolti e ascoltati nell'ambito dello sportello. Qualora emerga la necessità di un intervento professionale strutturato, l'utente viene indirizzato all'assistente sociale di riferimento per tutto il territorio valdostano e per tutti. Le assistenti sociali - tutte in possesso di laurea triennale o magistrale in servizio sociale - valutano i tempi di presa in carico in base alla complessità della situazione, all'urgenza e ai bisogni espressi;
N. 4, "Le situazioni di emergenza sociale per le situazioni a carattere emergenziale": la Regione ha attivato un servizio di pronto intervento sociale, il PRIS, garantendo risposte tempestive in orario di sportello, in time, sempre tramite i meravigliosi punti unici d'accesso, i PUA, e fuori orario, quindi extra time, attraverso operatori professionali appositamente incaricati;
N. 5, "Presa in carico multidimensionale e integrazione con altri servizi": in molte situazioni, infatti, la complessità dei bisogni delle persone richiede una presa in carico integrata e multidimensionale, ad esempio quando si parlano delle lingue completamente diverse da quelle che in questo momento stiamo parlando io e lei, che coinvolgono quindi anche altri servizi specialistici del sistema sanitario e sociosanitario regionale.
Proprio nell'ottica di offrire un servizio più efficace, coordinato e rispondente alle esigenze delle persone, sono attualmente in corso di elaborazione specifici protocolli operativi e flussi di collaborazione con il Dipartimento di salute mentale, il servizio per le dipendenze, il SERD, la neuropsichiatria infantile e inoltre con i servizi di psicologia c'è già nei protocolli vigenti una stretta collaborazione, soprattutto per quanto riguarda l'area minori.
Si sottolinea infine - e credo che questo sia un dato che spero tutti i colleghi ascoltino - che attualmente risultano attive circa 4.500 cartelle sociali sul territorio valdostano, per un totale stimato di oltre 10 mila persone prese in carico, pari a circa il 10% della popolazione residente. Questo dato testimonia da solo il notevole impegno e la rilevanza del lavoro svolto quotidianamente dai servizi sociali a tutela delle fasce più fragili di tutta la comunità.
Presidente - Consigliera Foudraz, ne ha facoltà.
Foudraz (LEGA VDA) - Ringrazio l'assessore Marzi per la meravigliosa risposta, a lui piace quest'aggettivo.
L'iniziativa presentata è nata a seguito di alcune segnalazioni circa potenziali criticità nell'attivazione di servizi sociali a seguito di ripetute segnalazioni effettuate da cittadini agli uffici competenti.
Con l'interrogazione in questione si voleva quindi capire se fosse presente appunto un protocollo relativo alle modalità e alle tempistiche d'intervento che gli addetti ai lavori devono seguire per rendere efficace e tempestiva ogni eventuale segnalazione che viene inoltrata presso gli uffici dei servizi sociali della pubblica Amministrazione.
Ricordiamo che il servizio sociale professionale interviene per prevenire situazioni di disagio sociale, per sostenere e recuperare le capacità di autonomia delle persone, delle famiglie e in generale di coloro che si trovano in situazioni di bisogno e di difficoltà derivanti da condizioni che possono essere di fragilità, di disabilità oppure di non autonomia.
L'intervento dell'assistente sociale dovrebbe pertanto realizzarsi in tempi idonei a garantire la dignità, la tutela e i diritti della persona, perché interventi poco tempestivi del servizio, invece, potrebbero generare ulteriori e maggiori difficoltà agli utenti e togliere quindi il senso e il significato professionale all'intervento di aiuto.
Diventa pertanto necessario che tutti gli attori in causa siano in grado d'integrarsi tra loro, al fine di comprendere quali siano i reali bisogni oppure le problematiche e giungere quindi a una visione quanto più coerente possibile sugli interventi da attuare con il singolo oppure con il gruppo familiare in carico, ma tutto questo è possibile solo se vengono date risposte tempestive e prese in carico celeri a tutti coloro che disperatamente stanno chiedendo un aiuto, perché chiedere aiuto è un gesto di forza e consapevolezza, che permette di riconoscere i propri limiti e di aprire le porte a nuove prospettive. È un passo fondamentale per migliorare la propria vita, sia in situazioni personali che professionali, e non è un segno di debolezza ma piuttosto è un atto di coraggio, quindi è fondamentale dare la giusta attenzione e forza a questo coraggio.
