Oggetto del Consiglio n. 4816 del 19 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N.4816/XVI - Interrogazione: "Valutazioni del ricorso in Cassazione della Regione in merito alla sentenza della Corte d'Appello relativa al risarcimento del danno per la reiterazione di contratti a tempo determinato a favore di un docente".
Bertin (Presidente) - Punto n. 8. Per la risposta, il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - La domanda: "Quali siano le valutazioni in base alle quali l'Amministrazione regionale ha deciso, nonostante la precedente giurisprudenza in materia, di ricorrere a oltranza anche nel caso qui sopra menzionato".
Le questioni sono due, alla prima risponderò io, alla seconda sarà il collega Guichardaz.
Per quanto riguarda il primo quesito, la risposta è quella che sostanzialmente avevo già dato nel corso del Consiglio del 16 e 17 aprile scorso in occasione di un'analoga interrogazione a risposta immediata, cominciando con il ribadire relativamente alle premesse dell'interrogazione che non si è trattato di una difesa a oltranza, considerato che la Corte - nell'accogliere l'istanza della difesa regionale in discussione in udienza pubblica - ha rilevato espressamente che la Cassazione stessa non si era mai in precedenza pronunciata sull'estensibilità dei principi di diritto di altre sentenze alla reiterazione dei contratti a tempo determinato nel settore scolastico stipulati dopo la citata legge 107/2015.
Per questo motivo, come già detto nella precedente occasione, la Corte ha ritenuto opportuno che l'esame della questione avvenisse all'esito di un'udienza pubblica, come scritto nella sentenza, quale momento privilegiato del giudizio di Cassazione, nel quale devono essere assunte in forma di sentenza le decisioni con peculiare rilievo di diritto mediante più ampia e diretta interlocuzione tra le parti e, tra queste, del Pubblico Ministero.
Si ricorda ancora a questo riguardo che il Pubblico Ministero si era pronunciato in senso favorevole all'accoglimento del ricorso della Regione, quindi, nonostante l'esito della causa sia stato sfavorevole, lo sviluppo del giudizio in Cassazione e la dichiarata valenza della sentenza ai fini di uniformità interpretativa hanno dimostrato che le ragioni adottate dalla Sovrintendenza agli studi e sostenute dall'Avvocatura regionale necessitavano di un'attenta valutazione e del più ampio contraddittorio.
Presidente - Risponde l'assessore Guichardaz per il tempo restante.
Guichardaz J. (FP-PD) - Il punto 2 chiede "Se sia stata valutata l'opportunità di bandire i concorsi per l'immissione in ruolo con cadenza triennale, onde evitare nuovi ricorsi".
Prima di fornire puntuale risposta al secondo quesito dell'interrogazione appunto presentata dai colleghi Manfrin e Sammaritani, occorre evidenziare che il presupposto su cui si basa l'interrogazione stessa, così come descritto nell'ultimo punto delle premesse, risulta a oggi totalmente erroneo, come si potrà agevolmente evincere dalle seguenti precisazioni.
In primis si ricorda che ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1975, n. 861, la Regione Autonoma Valle d'Aosta indice i concorsi per il personale docente in concomitanza con i corrispondenti concorsi indetti nel restante territorio nazionale, come ho avuto modo di dire prima.
Pertanto, i concorsi regionali sono stati indetti tutte le volte che sono stati indetti i concorsi nazionali, con le medesime tempistiche.
A questo bisogna aggiungere che il problema del rispetto della cadenza triennale attualmente è superato, in quanto nella missione 4, "Istruzione e ricerca del PNRR", è stata prevista la riforma 2.1; si tratta della riforma che punta alla revisione dell'attuale sistema di reclutamento dei docenti, prevedendo sia una nuova formazione per i docenti, sia la copertura con regolarità e stabilità delle cattedre disponibili.
Ed è per dare attuazione a questa riforma che (con il decreto legge 25 maggio 2021 n. 73 recante: "Misure urgenti connesse all'emergenza da Covid-19 per le imprese e i lavori giovani, la salute e i servizi territoriali", in particolare con l'articolo 59, comma 10) è stato previsto che l'indizione di concorsi ordinari per il personale docente per la scuola, per i posti comuni di sostegno avvenga con frequenza annuale, quindi la risposta è già contenuta in legge.
In altre parole, l'articolo 59, comma 10, mira a garantire che la selezione del personale docente avvenga con regolarità, permettendo così di assicurare un adeguato organico alle scuole.
E così è stato dato avvio alle nuove procedure di reclutamento per la scuola e, finora, negli ultimi due anni sono stati avviati ed espletati appunto due concorsi ordinari per il personale docente.
Il cosiddetto concorso PNRR 1, bandito a livello nazionale con decreto del Direttore generale per il personale scolastico del Ministero dell'istruzione e merito n. 2575, in data 6 dicembre 2023, all'articolo 14 fa salve le specifiche competenze in materia di reclutamento della Regione Valle d'Aosta.
Infatti, tempestivamente, con decreto del Presidente della Regione n. 12 in data 15 gennaio 2025, è stato indetto il concorso ordinario regionale per 119 posti così ripartiti: per la scuola secondaria di primo grado 40 posti comuni e 25 posti di sostegno, per la secondaria di secondo grado 21 posti comuni e 33 di sostegno.
L'anno successivo, non il triennio successivo, è stato poi bandito il concorso nazionale cosiddetto PNRR2, con decreto del Direttore generale per il personale scolastico del Ministero dell'istruzione e merito n. 3059 in data 10 dicembre 2024, fatte salve all'articolo 14 le specifiche competenze in materia di reclutamento della Regione Autonoma Valle d'Aosta, a cui è seguito subito dopo il concomitante bando di concorso regionale con decreto del Presidente della Regione n. 25 in data 22 gennaio 2025, prevedendo la copertura di 5 cinque posti comuni e 25 posti di sostegno nella scuola secondaria di primo grado e 17 posti comuni e 33 di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.
L'obiettivo della riforma PNRR è l'indizione di concorsi a cadenza regolare e con logica di programmazione, rendendo costante il reclutamento del personale docente sui posti liberi disponibili per favorire l'accesso dei giovani all'insegnamento e per evitare nuove sacche di precariato.
In conclusione, come appena illustrato, il punto 2 dell'interrogazione risulta inconferente in quanto, in linea con quanto previsto dalla riforma PNRR della scuola, ormai da due anni i concorsi per i docenti si stanno svolgendo con regolare cadenza annuale e anche per questa fine anno si attendono i nuovi concorsi.
Presidente - Consigliere Manfrin, a lei la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio ovviamente in primis l'assessore Guichardaz a cui respingo al mittente l'inconferenza, ma verificheremo, rispetto a quanto ci ha riferito, la veridicità di quello che ci ha detto e poi dopo avremo gli elementi per confrontarci.
Per quanto riguarda invece quanto esposto dal Presidente, mi trovo in maniera decisamente e diametralmente opposta, cioè lei, Presidente, ci ha detto che sostanzialmente in fase di dibattimento è stata accolta la tesi della Regione, però la Regione ha perso sia in primo che in secondo grado, allora io non so in quale maniera si sia potuto accogliere la tesi della Regione nel momento in cui si dà torto alla Regione.
Io mi sono consultato anche con il collega Sammaritani, che è avvocato, che mi dice che effettivamente è un po' difficile dire una roba di questo tipo: se mi viene dato torto in giudizio, è un po' difficile che venga accolta la tesi difensiva.
È evidente quindi - secondo noi, secondo quello che abbiamo potuto appurare - che continuare a reiterare un ricorso nei confronti di un docente (quando in realtà sia in primo che in secondo grado si è ribadita, come poi è accaduto anche con la sentenza di Cassazione, la ragione proprio del docente) è stato un assoluto spreco di risorse: evidentemente i ricorsi non sono gratis ma costano, e anche ingiustamente si è voluto allungare il brodo, allungare ancora le tempistiche rispetto al sancire la ragione definitiva del docente, come poi alla fine è stato stabilito in Cassazione.
Secondo noi, quindi, si poteva tranquillamente non fare, e ogni volta che si continuano a fare questi ricorsi e a reiterare questi giudizi, evidentemente, se ne vanno delle risorse della pubblica amministrazione, se ne vanno delle energie che ovviamente devono essere spese per stare dietro a questi ricorsi e se ne va ovviamente anche il buon senso.
Su questo continuiamo ad avere l'idea di essere assolutamente contrari.
Bertin (Presidente) - Sospendiamo temporaneamente per arieggiare i locali. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 17:09 alle ore 17:51.
