Oggetto del Consiglio n. 4802 del 18 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4802/XVI - Modificazione del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale
Bertin (Presidente) - Punto 3.01. Il 10 giugno scorso, la Commissione per il Regolamento ha approvato, all'unanimità, alcune proposte di modifica del Regolamento interno del Consiglio regionale che rispondono essenzialmente all'esigenza di un adeguamento tecnico a disposizioni risalenti nel tempo o superate da altre previsioni normative che le hanno rese anacronistiche.
Faccio un esempio: era ancora presente nel Regolamento la Commissione di coordinamento, che dal 2001, con modifica statutaria delle norme di attuazione, era stata eliminata, e altre questioni simili.
È un intervento essenzialmente di tipo attuativo e tecnico.
Mettiamo in votazione la modifica del Regolamento.
Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Si può intervenire, Presidente?
Presidente - Certo.
Aggravi (RV) - Molto brevemente, tenevo particolarmente soltanto a rappresentare una questione. Abbiamo anche noi condiviso con gli altri Capigruppo il fatto di portare giustamente delle modifiche, che fossero più tecniche che di sostanza, a livello di Regolamento, tenuto conto soprattutto della fase finale di questa legislatura, quindi non avviare un'attività che si sarebbe dovuta fare con il giusto tempo e anche con la giusta analisi.
Tenevo però a sottolineare che il nostro gruppo ha comunque presentato dei contributi ulteriori, che meritano, almeno da parte nostra, attenzione riguardo ad alcune questioni, e volevo semplicemente darne conto all'Aula.
Abbiamo presentato il 17 dicembre 2024 una serie di proposte di modifica al Regolamento. La prima riguarda la rappresentanza di entrambi i generi nell'ambito dell'Ufficio di Presidenza, perché tanto se ne parla per altri organi e ci è sembrato giusto dare pari dignità anche all'Ufficio di Presidenza.
Sempre in tema di pari dignità, e soprattutto di equilibrio dei poteri, abbiamo presentato - non è assolutamente nei confronti dell'attuale Presidente, ma è proprio per cercare di riequilibrare le possibilità che ha oggi l'Aula nell'ambito della gestione dei pesi e dei contrappesi dei suoi organi - la possibilità di presentare una mozione di sfiducia motivata verso il Presidente del Consiglio, o verso uno dei componenti dell'Ufficio di Presidenza.
Abbiamo anche proposto l'inserimento di un nuovo articolo, che è l'articolo 56bis - che è una delle battaglie storiche del collega Lucianaz, tra l'altro - con la facoltà d'intervenire in lingua francoprovenzale.
Poi, una proposta di modifica a cui tengo particolarmente, perché è stata oggetto di varie discussioni - nell'ambito delle Commissioni, nell'ambito del Consiglio e anche in alcune situazioni - ovvero quella legata ai cosiddetti pareri di compatibilità finanziaria. Avevamo proposto la modifica dell'articolo 66 per riuscire a dirimere una questione che spesso si presenta nell'attività consiliare, in particolare spesso nell'esame di progetti di legge o di disegni di legge di particolare rilevanza e importanza, creando un percorso utile sia ai presentatori degli emendamenti sia agli uffici - che devono giustamente esaminarli - sia ai banchi della Presidenza, che poi li devono gestire nell'ambito dell'Aula.
Abbiamo quindi proposto - e rimarrà come proposta - un parere preventivo e di poter gestire (sostanzialmente nell'arco di 48 ore tra la presentazione e un parere preventivo sull'emendamento) in modo tale da riuscire a trovare poi una sintesi tra le giuste ambizioni politiche e le necessità tecniche, perché gli emendamenti proposti possano essere votabili e soprattutto accoglibili, altrimenti la nostra attività diventa un semplice esercizio di stile. Proponevamo quindi una modifica dell'articolo 66 in tal senso.
Sul tema dei pareri di compatibilità finanziaria, come anche sulla presentazione di emendamenti "payant", quindi che hanno una consistenza finanziaria, sicuramente è un po' una delle sconfitte di tutti, di questa Legislatura, il non essere riusciti in qualche modo a porre delle modifiche che potessero essere definitive rispetto a tutta una serie di problematiche su cui ci si è confrontati in più occasioni, in particolare nell'ambito della II Commissione, che è quella che si occupa dei pareri di compatibilità finanziaria, e spesso anche direttamente in Aula.
Detto questo, ci sembrava corretto dare contezza dei contributi che il gruppo di Rassemblement Valdôtain ha fatto nelle modifiche del Regolamento interno. Ovviamente le modifiche tecniche proposte avranno il nostro sostegno.
Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (GM) - Bondzor a tcheut. Doe paolle eun francoprovensal perqué ueu è l'ocajón pe démouhtré que si Consèille et seutta majorance l'aiyé a queur la lenva di valdoten, encó peu seutta legislateuva tot veun renvià.
Ho solamente detto che questa era l'occasione per la maggioranza e per questa legislatura di riconoscere il diritto dell'utilizzo della lingua francoprovenzale, come previsto dalla legge italiana, anche in quest'aula, ma ancora una volta i capigruppo di maggioranza non hanno voluto esprimersi in questo senso.
Questo è grave, soprattutto perché in data 22 marzo 2023, all'unanimità, questo Consiglio si era espresso votando una mozione che impegnava il Presidente dell'assemblea regionale a convocare la Commissione del Regolamento per prendere in carico il dossier ed elaborare la voie juridique. La voie juridique qui non è stata assolutamente perseguita. Dispiace veramente, ancora una volta, che l'Union Valdôtaine in primis... tra l'altro anche l'assessore Caveri si era occupato negli anni scorsi del francoprovenzale e ci si aspettava un minimo sforzo, almeno di autorizzare quello che è già previsto dalla legge italiana, invece neppure questo.
Union Valdôtaine, Stella Alpina, Pour l'Autonomie, PD, col collega Cretier, non hanno assolutamente a cuore questo riconoscimento.
Tengo a ribadirlo: continuerò, per questo poco tempo che mi rimane, a esprimermi nella mia lingua, nella lingua dei Valdostani, che questo Consiglio regionale e che questa maggioranza non vuole assolutamente valorizzare.
Vi ringrazio.
Presidente - Le proposte di modifica del Regolamento sono state diverse, tra quelle di Rassemblement ma anche di altri gruppi, per un dossier piuttosto corposo che è stato già in passato mandato più volte ai componenti della Commissione del Regolamento.
Devo dire al consigliere Lucianaz che la Commissione del Regolamento non è riuscita, ha avuto anche diverse difficoltà, anche soltanto a convocarsi, e non per una scelta deliberata da parte di qualcuno, bensì per una scelta trasversale che riguardava più gruppi, tra l'altro in alcuni dei quali lei militava. Per questo non è riuscita neanche ad affrontare la questione.
Ma era una decisione trasversale, che ha visto una responsabilità collettiva, non soltanto di alcuni gruppi, ma, ripeto, di tutti i gruppi.
Consigliere Cretier, ne ha facoltà.
Cretier (FP-PD) - Era solo per intervenire in totale dissenso da quello che ha espresso il Consigliere Lucianaz, semplicemente perché, in quanto fervente patoisant, le mie trascrizioni a volte sono messe in discussione anche tra chi verbalizza, perché tra il francese e l'italiano a volte ci sono delle difficoltà di comprensione. Me ne assumo la responsabilità.
Sul patois ho già detto più volte che ognuno ha il suo, quindi diventa difficile. Tra l'altro a fine mese verrà presentato quello di Gaby, quindi si potrà leggere e vedere che assolutamente ci sono dei modi di dire, delle trascrizioni, che sono diverse. Secondo me - visto che mi ha citato, e anche a nome del gruppo - intervenire in patois diventa complicato e difficile alla comprensione, magari non nostra, ma di chi è all'esterno.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Avevo compreso che sarebbe stato un intervento rapido rispetto ad alcune modifiche necessarie, un aggiornamento necessario, che è quello che abbiamo condiviso nella Commissione Regolamento, ma vedo che si è aperto un dibattito, che trovo assolutamente interessante, rispetto alla questione Regolamento a cui sono particolarmente affezionato, per cui ritengo opportuno intervenire.
Comincio dal fondo, rispetto a quello che ha appena detto il collega Cretier, con il quale sono assolutamente in disaccordo, e le farò un esempio calzante. Lei sa - o, se non lo sa, la informo in questo momento - che nel Comune di Aosta si può intervenire in francoprovenzale in Consiglio. È esplicitamente previsto nel Regolamento che c'è la possibilità d'intervenire in francoprovenzale durante il proprio intervento, a patto che, alla fine dell'intervento, si riassuma brevemente, in italiano o in francese, quello che si è detto.
Questa è la modalità che noi abbiamo sostenuto e condividiamo la proposta che è stata formulata - l'abbiamo sostenuta già nella scorsa legislatura - di dare la possibilità, la libertà, di poter intervenire appunto in francoprovenzale, e poi ovviamente riassumere quanto detto, brevemente, in italiano o in francese. Questa è sicuramente una possibilità che non è così aliena, ma che permetterebbe magari anche di avvicinare le persone che oggi non ascoltano il Consiglio, perché magari lo sentono più lontano, o non lo comprendono.
Perché no, quindi? Perché non dare questa facoltà, visto che il Comune di Aosta ha già trovato la formula?
Rispetto al resto, ritengo che effettivamente si sarebbe potuto fare di più, ma trovo anche che, purtroppo, ci siano stati in molti casi effettivamente dei veti incrociati, delle differenze, e sappiamo benissimo che il Regolamento, per essere approvato, in ogni modifica ha bisogno di una maggioranza qualificata, quindi se non si trova una quadra è impossibile modificarlo.
Quello però che ho trovato, secondo me, assolutamente fuori da ogni logica, sono due cose. La prima è quella che ha già citato il collega Aggravi, cioè il fatto che i Consiglieri, segnatamente i Consiglieri di opposizione, non abbiano la possibilità di depositare, a volte, delle proposte di legge che prevedono una copertura, perché, ogni volta che ci si presenta, si può scrivere il testo più bello del mondo, poi si arriva all'ufficio legislativo e l'ufficio legislativo dice: "Sì, però noi i conti in mano non li abbiamo, quindi non possiamo indicare quali sono le coperture, trovare le missioni, i capitoli, le spese, quantificare e quant'altro".
Bisogna per forza chiamare, ovviamente, l'Assessorato alle Finanze, che ha tutt'altro da fare, che è sempre impegnato; non è ovviamente per criticare l'Assessorato alle Finanze, ma per dire che bisognerebbe fare in modo che, se si vuole fare un qualcosa, se si vuole realizzare qualcosa che preveda una spesa, ci dovrebbe essere un meccanismo per il quale io scrivo il mio bel testo di legge, lo consegno e poi, per le coperture finanziarie vengono trovate, sarà poi il governo, eventualmente, che ci dirà: "I soldi, lì dove volete prenderli, non vogliamo muoverli, perché preferiamo tenerli lì". Benissimo, se ne discute politicamente e ok.
Però dare la possibilità a tutti - soprattutto ai Consiglieri di minoranza, che non hanno ovviamente il supporto delle strutture che ha la Giunta - di poter presentare i disegni di legge con copertura, sicuramente è un vulnus per quanto riguarda l'attività legislativa di questo Consiglio.
Aggiungo un altro punto, su cui ci sono state grosse discussioni in questa legislatura e io mi auguro, per il futuro, che possano essere sanate: il 116, per il quale purtroppo si sono dovute registrare più volte mancanze, più volte ritardi, più volte dinieghi, che ovviamente spesso paiono ingiustificati.
Per esempio, io ho ricevuto i dati degli assegnatari di edilizia residenziale pubblica negli anni fino al 2022, se non sbaglio, e nel 2023 l'ARER, a suo insindacabile giudizio, ha ritenuto che io, gli stessi dati che ho ricevuto dal 2018 a oggi, non li potessi più avere, per non meglio precisate necessità di privacy; privacy che, peraltro, il Regolamento prevede che non possano essere apposte ai Consiglieri che fanno richiesta di un 116.
Questa è la follia contro cui oggi ci troviamo a combattere: qualcuno, che in qualche oscuro ufficio ti dice: "No, io quei dati non te li do, per la privacy", il Regolamento dice che tu, per la privacy, non puoi opporre un rifiuto... e comunque non si possono avere quei dati; e non si può avere neanche un singolo contratto, ti danno il contratto standard.
Allora è evidente che noi dobbiamo avere accesso a tutti i documenti che forma la pubblica amministrazione, almeno l'amministrazione regionale, mentre qui qualcuno invece si oppone e non vuole consegnare questi dati.
Parliamo anche dei ritardi: avevamo inserito nella modifica, che era passata qualche tempo fa, delle sanzioni, avevamo ricordato che c'erano delle sanzioni per i ritardi accumulati. Potremmo dire che nulla è cambiato: anche quando vengono formulati dei ritardi, chi accumula ritardo, chi è responsabile di ritardi nelle risposte, non paga mai.
Questo è sbagliato, perché se io ho bisogno di un dato, segnatamente magari un dato che ha necessità di avere una risposta nei 7 giorni, perché, come da previsione regolamentare, l'accesso rafforzato prevede che un documento che è già formato all'interno della pubblica amministrazione debba essere consegnato... ho un documento, ce l'ho già lì, non devo formulare delle tabelle e mettere assieme dei dati diversi, ma c'è un documento esistente, o più documenti esistenti già lì: li devo consegnare entro 7 giorni. Diventano 8, diventano 10, "non ne hai diritto perché sono tanti dati"... questo è un ostacolo, un impedimento rispetto all'attività di questo Consiglio e soprattutto all'attività ispettiva da parte dell'opposizione.
C'è quindi una somma di cose che evidentemente va cambiata. Non si è potuto fare, perché evidentemente bisogna trovare una maggioranza qualificata che potesse dare via libera a questo.
Siamo purtroppo spesso ostaggio anche un po' del gioco delle parti, per cui la maggioranza preferisce che ci sia magari un accesso un po' più limitato, o un'azione un po' meno penetrante o ficcante da parte dell'opposizione, l'opposizione invece chiede i dati e i documenti per poter fare la propria azione.
Credo che forse, come abbiamo detto più volte, questo Regolamento sia a tutela della minoranza, più che della maggioranza, ma forse immaginare una minoranza che abbia accesso e l'opportunità di poter svolgere il proprio lavoro con maggiore libertà andrebbe a garanzia di tutta l'attività consiliare e ovviamente della nostra democrazia.
In ogni caso il gruppo della Lega, che mi onoro di rappresentare, voterà favorevolmente alla modifica del Regolamento.
Presidente - Come accennato, la modifica del Regolamento richiede una maggioranza qualificata ma, al di là di questo, a inizio Legislatura ci eravamo dati una regola nel cercare l'unanimità per modificare il Regolamento.
Abbiamo fatto una modifica significativa, all'unanimità, all'inizio di questa legislatura, lo ricordo. Doveva essere un primo step, al quale dovevano seguire altre modifiche. Da quel momento in poi non è più stato possibile, per varie questioni di volontà trasversale, affrontare le questioni.
Resta un corposo dossier che verrà dato alla prossima Legislatura che potrà, mi auguro, affrontarlo.
Passiamo ora alla votazione dei singoli articoli. Ogni votazione vale sia per la versione italiana che per la versione francese.
Mettiamo in votazione. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
L'articolo 1 è approvato all'unanimità, nelle due versioni.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 2?
Per l'articolo 3?
Per l'articolo 4?
Stesso risultato.
Mettiamo ora in votazione la proposta di modifica nel suo insieme. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
La proposta di modifica al Regolamento è approvata all'unanimità.
