Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4789 del 5 giugno 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4789/XVI - Interpellanza: "Adozione di misure urgenti per risolvere le criticità della gestione dei percorsi abilitanti per gli insegnanti valdostani".

Bertin (Presidente) - Il punto n. 33 è rinviato al prossimo Consiglio.

Punto n. 34. Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Oggi ci troviamo a discutere di una questione di fondamentale importanza per il nostro sistema scolastico e per il futuro dei nostri insegnanti, parlo dell'accesso alla formazione abilitante e le criticità che ne sono emerse nel contesto valdostano, ma anche a livello nazionale.

Vorrei iniziare ricordando che quest'interpellanza nasce dall'attenzione e dalla preoccupazione condivisa all'interno del gruppo di Rassemblement Valdôtain, più in generale all'interno del movimento di Rassemblement Valdôtain, e spero e mi auguro anche di tanti Consiglieri regionali, per le sorti dei nostri docenti, che rappresentano il cuore pulsante del nostro sistema educativo.

Recentemente, come riportato da un articolo pubblicato su "La Stampa" il 17 di marzo 2025, sono emerse gravi criticità sulla gestione dei percorsi abilitanti per gli insegnanti valdostani. Le Organizzazioni sindacali hanno denunciato un vero e proprio inciampo, un ritardo che rischia di compromettere le opportunità professionali di molti nostri insegnanti, un ritardo che, a nostro avviso, evidenzia anche una mancanza di attenzione e di azione concreta da parte delle Istituzioni regionali.

In particolare, si evidenzia che l'Università di Torino, incaricata dal CIFIS, Centro Interregionale per la formazione degli insegnanti secondari, del quale fa parte l'Università della Valle d'Aosta, di organizzare i corsi abilitanti, non ha previsto lo svolgimento delle prove finali in tempo utile per conseguire il conseguimento dell'abilitazione entro il termine del 30 giugno 2025.

Questo termine è fondamentale perché permette ai nostri aspiranti docenti di inserirsi nelle graduatorie regionali per le supplenze e di poter operare sul territorio valdostano.

Ma cosa significa tutto ciò? Significa che molti di loro, e mi riferisco ai nostri insegnanti, che hanno dedicato anni di studio all'insegnamento, impegno e risorse economiche, si trovano ora impossibilitati a dimostrare la propria abilitazione nel tempo stabilito.

Questo li esclude dalla prima fascia delle graduatorie, compromettendo le loro possibilità di lavoro e, di conseguenza, la stabilità della nostra scuola pubblica. Non possiamo ignorare il fatto che altre Università, anche telematiche, hanno invece calendarizzato regolarmente le prove finali prima del 30 giugno.

Queste differenze di trattamento configurano una disparità, una vera e propria discriminazione tra aspiranti docenti a livello nazionale, una disparità che si traduce in un danno concreto verso i nostri insegnanti valdostani e di riflesso alla qualità dell'offerta formativa delle nostre scuole.

A ciò si aggiunge il fatto che, nonostante la gravità della questione, alla data del comunicato stampa delle Organizzazioni sindacali, cioè il 16/05/2025, giorni prima dell'articolo di stampa, l'Assessore all'istruzione della Valle d'Aosta non aveva fornito alcun riscontro alla segnalazione unitaria recapitatagli a inizio di maggio dalle Organizzazioni sindacali stesse.

Questo atteggiamento di inerzia genera un clima di incertezza e sfiducia, rischiando di compromettere la corretta organizzazione del sistema scolastico regionale.

A quanto sopra, mi sembra doveroso aggiungere che il 24 maggio 2025, giorno successivo alla presentazione di quest'interpellanza, le Organizzazioni sindacali rinnovavano l'istanza già presentata all'Assessore chiedendo, in sostanza, di intervenire per pianificare delle sessioni d'esame in tempo utile e invitavano lo stesso Assessore e il Presidente della Regione, nelle loro vesti di amministratori dell'Università della Valle d'Aosta, a esprimersi in merito.

Per questi motivi, con quest'interpellanza vogliamo chiedere al Governo regionale alcune risposte chiare e concrete.

Prima di tutto, vorremmo capire perché, di fronte alle denunce pubbliche e alla gravità della situazione, non siano state finora adottate iniziative per tutelare i nostri docenti valdostani e garantire loro pari opportunità. È fondamentale che le Istituzioni si assumano le proprie responsabilità e si attivino per risolvere questa problematica.

In secondo luogo, chiediamo se si ritenga possibile e opportuno attivarsi, anche in collaborazione con l'Università della Valle d'Aosta, per avviare in futuro corsi abilitanti sul territorio regionale.

Questa soluzione potrebbe rappresentare un'opportunità importante per superare le criticità attuali, offrendo un percorso formativo più accessibile e tempestivo ai nostri futuri insegnanti.

Infine, riteniamo che l'Assessore all'istruzione debba assumersi un ruolo più attivo, adottando misure urgenti e risolutive che evitino ulteriori disagi e discriminazioni.

È necessario garantire che il sistema educativo valdostano funzioni in modo equo, trasparente e efficace, tutelando i diritti di tutti i nostri aspiranti insegnanti e, di conseguenza, la qualità dell'istruzione offerta ai nostri giovani.

In conclusione, questa situazione richiede un'attenzione immediata e concreta da parte di tutte le Istituzioni coinvolte: la formazione dei nostri insegnanti, il futuro delle nostre scuole non possono essere lasciati al caso o all'inerzia.

È nostro dovere, come rappresentanti della popolazione valdostana, fare tutto il possibile affinché questa problematica venga affrontata e risolta nel rispetto dei diritti di tutti.

Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Ringrazio il collega Restano per l'interpellanza, che mi offre l'opportunità, credo per la ventesima volta, di fare chiarezza su una questione che ha avuto da parte della Regione un impegno costante e condiviso, come ho più volte illustrato in quest'Aula.

Faccio una piccola premessa, visto che nelle sue premesse e nei suoi interpelli lei chiedeva se intenda finalmente assumere un ruolo attivo, allora faccio di nuovo un cappello, ma credo che lei lo sappia perché vedo che è abbastanza informato rispetto a quello che è stato fatto.

Intanto, vorrei ricordare che tutti i docenti vincitori di concorso in Valle d'Aosta sono stati assunti a tempo determinato in attesa dell'abilitazione a far data dal 1° settembre dell'anno scorso. Ciò ha consentito loro di trovarsi formalmente già da quella data nella condizione per potersi iscrivere ai percorsi abilitanti non appena questi fossero stati attivati.

Questo lo dico perché non tutte le Regioni hanno potuto garantire una tempistica così rapida.

L'attivazione dei percorsi abilitanti, come ho già avuto modo di dire, tuttavia, non è di competenza regionale, c'è sempre un po' questo travisamento e sembra che sia la Regione che può attivare.

Noi abbiamo qui un regime particolare in Valle d'Aosta ma, come lei sa, oltre a dover pagare, a fare tutte le trattative relativamente agli aspetti di carattere finanziario ed economico, noi dipendiamo da un contratto nazionale per gli insegnanti e per quanto riguarda l'ordinamento, i corsi e tutto il resto dipendiamo dalle disposizioni nazionali, non abbiamo competenza diretta.

Questo vorrei che fosse chiaro, perché tutte le volte sembra che la Regione Valle d'Aosta abbia la potestà di poter mettere in piedi corsi e fare di tutto.

Non può farlo, soprattutto per quanto concerne i corsi abilitanti, perché, come lei sa, i corsi abilitanti vengono attivati e sono stati attivati, se ben ricordo, nel 2023, gli ultimi, forse ad agosto, con un DM che ha definito l'architettura complessiva della formazione iniziale e poi da una serie di altri decreti ministeriali, che sono stati emanati dai vari Ministeri competenti, in questo caso specificamente dal Ministero dell'Università, sono stati emanati, specificamente per i CFU, nella primavera del 2025, ma ho già avuto diverse occasioni per dire le date.

Si attendevano questi benedetti decreti ministeriali che sono arrivati, credo, se non ricordo male, a marzo o comunque giù di lì, in quelle date.

Queste tempistiche hanno inevitabilmente compresso la possibilità organizzativa delle Università, ma non dell'Università della Valle d'Aosta, di tutte le Università d'Italia, quindi se fossero arrivate in tempi un po' più rapidi, probabilmente oggi non saremmo qua a dibattere sul 31 agosto o quando si devono chiudere questi.

La Regione Valle d'Aosta, pur non avendo competenza diretta quindi sull'attivazione dei corsi, ha agito con tempestività e determinazione, questo in stretta collaborazione con l'Università appunto della Valle d'Aosta e con il CIFIS che lei ha citato, e ha promosso accordi, ha sollecitato autorizzazioni, ha predisposto le condizioni logistiche e amministrative per consentire la frequenza anche sul nostro territorio.

Come ho già avuto modo di dire, la frequenza di due terzi di questi corsi sono stati attivati attraverso il CIFIS in Valle d'Aosta.

Le cito, ad esempio, adesso non mi ricordo quale fosse la classe di concorso, forse la E25, quella di francese famosa, la sua autorizzazione, se lei si ricorda, da parte del Ministero all'Università di Torino, è giunta mi pare un mese e mezzo fa, quindi con un notevole ritardo e solo dopo uno specifico sollecito da parte della nostra Amministrazione, avevo anche letto la nota che avevamo mandato, forse ne avevamo mandate addirittura due, una riguardava tra l'altro anche la questione relativa alle maternità, alle malattie, eccetera, che poi è stata comunque perfezionata dal Ministero competente che ha ribadito che queste persone, le persone impossibilitate, possono finire il proprio percorso successivamente.

Anche in questo caso, quindi, abbiamo lavorato per garantire la copertura, parlo nello specifico per esempio di quella di francese, di una disciplina particolarmente rilevante per la nostra realtà.

L'Università della Valle d'Aosta in questo percorso è stata fondamentale, sono stati attivati quindi dei presidi locali, predisposti dei moduli per la firma, non so se ricorda, organizzati i servizi di supporto ai docenti come era stato richiesto, messi a disposizione spazi e connessioni, questo in stretta connessione con le esigenze del corpo insegnante.

Parallelamente, abbiamo mantenuto un'interlocuzione costante con le Organizzazioni sindacali, tant'è che poi è arrivata una lettera del 26 maggio del 2025 in cui, laconicamente, prendono atto che non è una questione che può essere risolta a livello regionale. Se lei ha la nota la può leggere e dire: "Capiamo che non è responsabilità della Regione".

Tra l'altro, abbiamo accolto anche numerose richieste, perché abbiamo fatto un contratto integrativo regionale sui permessi di studio, abbiamo messo i permessi di studio anche per i percorsi abilitanti, abbiamo stabilito anche delle borse di studio per i percorsi abilitanti derogando anche ai limiti di età che sono previsti per tutte le altre borse di studio... è stato fatto tutto quello che si poteva fare.

Direi quindi che non mi sembra che quest'insinuazione, che l'Assessorato non sia intervenuto o sia intervenuto in ritardo, manchi di una visione come è stato da lei rappresentato, tutto sommato sia da accogliere o da accettare.

Io non voglio entrare in polemica, però le ricordo che poi, alla fine, ci si scaglia contro il politico di turno, ma dietro ci sono strutture, c'è l'Università, ci sono mille interlocuzioni.

Comunque, questo per quanto riguarda una risposta alla questione più generale.

In merito alle interpellanze in oggetto, però (le do una risposta che spero la soddisfi), si precisa che i Ministeri competenti hanno dato all'Università indicazioni di privilegiare nella calendarizzazione degli esami finali i candidati vincitori di concorso iscritti ai percorsi da 30 a 36 CFU ai fini dell'acquisizione dell'abilitazione all'insegnamento. Questo entro e non oltre il 18 luglio 2025. Quindi spero che questo conforti i vincitori di concorso: saranno pertanto completati tutti gli esami degli aventi titolo.

Al fine di facilitare, tra l'altro, la conciliazione fra esigenze lavorative e esigenze formative i Ministeri competenti, attraverso una nota CRUI del 12 maggio, hanno disposto che sempre per i vincitori di concorsi iscritti ai percorsi da 30 a 36 CFU, ai fini dell'acquisizione dell'abilitazione all'insegnamento, le Università potessero stabilire, attraverso appositi accordi, la possibilità di frequentare le didattiche disciplinari, che prima dovevano andare altrove, quel terzo famoso in più, presso la sede universitaria più vicina alla sede di servizio del docente.

Pertanto, in accordo con l'Università di Torino e con il CIFIS, l'Università della Valle d'Aosta ha predisposto moduli utili e atti a raccogliere le firme di ingresso e di uscita, i moduli per eventuali giustificativi, l'elenco degli aventi diritto e i turni del personale dell'Università, delegato e dedicato a raccogliere le firme.

Nel frattempo l'Università della Valle d'Aosta si è organizzata per mettere a disposizione dei e delle docenti valdostane, che potranno avvalersi di tale facoltà, le aule e le credenziali per accedere al Wifi.

Si segnala inoltre che le lezioni presso l'Università della Valle d'Aosta hanno già avuto inizio, qui mi dice: "Precisamente a partire dalla settimana scorsa", credo da un paio di settimane fa, quindi l'Università alla fine ha risolto anche quella criticità che era una criticità segnalata precedentemente, cioè quella della possibilità anche di compiere quel terzo in più, quelle lezioni e quelle cose che non potevano essere o che dovevano essere compiute altrove.

Io penso che l'Università si sia attivata e si sia attivata naturalmente perché il sistema tutto si è attivato nel cercare una soluzione e questa soluzione credo che oramai sia stata trovata.

Presidente - Consigliere Restano per la replica.

Restano (RV) - Naturalmente la nostra interpellanza è mossa dalle note dei sindacati e dagli insegnanti che si sono rivolti a noi per cercare di capirne di più sulla situazione. Rilevo però che nella lettera che lei ha citato, l'ultima lettera di fine maggio da parte dell'organizzazione, c'è anche un invito al Presidente della Regione e all'Assessore a esprimersi in merito e l'invito, in altre parole, ci sembrava un intervento più facile: pianificare delle sessioni di esami in tempo utile.

Noi, come vede, non ci siamo, non abbiamo richiamato l'attività dell'Università, perché noi interpelliamo l'Assessore: come si suol dire, oneri ed onori. Alcune volte è chiaro che vediamo nell'intervento da parte del politico la possibilità di riuscire ad attivare queste sessioni di esame entro la data del 30 giugno che, pare dagli atti in mio possesso, che sia una data vincolante, anche per chi deve raggiungere i 60 crediti formativi.

Noi rileviamo che vi sono delle Università pubbliche, l'Università di Bari, l'Università della Tuscia e di Viterbo, che hanno calendarizzato entro il 30 giugno le sessioni di esame, gli appelli per arrivare agli esami.

Vi sono inoltre delle Università online che hanno avviato, entro le stesse date, le possibilità di frequentare gli esami e questo crea una disparità.

Spero che sia come dice lei, non ho modo di contraddirla, che sia stato prorogato e che tutti i nostri insegnanti riescano ad ottenere l'abilitazione ad accedere alla prima fascia entro le date dovute.