Oggetto del Consiglio n. 4710 del 8 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4710/XVI - Interrogazioni: "Rapporto personale/paziente nel Reparto di Oncologia dell'Ospedale Parini" e "Valutazioni dell'Azienda USL rispetto al numero di posti letto presso il Reparto di Oncologia dell'Ospedale Parini".
Sammaritani (Presidente) - Grazie Consigliere. Passiamo a trattare le iniziative come avevamo pronunciato prima: quelle di cui ai punti 51 e 53, che sono accorpate. Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Prima di rispondere puntualmente ai quesiti posti, è bene confermare che in Valle d'Aosta i posti letto di oncologia sono adeguati alla popolazione e in misura superiore a quanto fissato dalla normativa statale. Tra l'altro, questo è utile riferirlo sia per l'importanza che il tema porta nei cittadini, tanti o pochi che ci stiano ascoltando, sia perché a seguito di un errore fatto dall'Azienda USL nel rispondere alla precedente iniziativa... ci scusiamo in anticipo, ma poi spiegheremo che, da un punto di vista concettuale, nulla cambia...
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
...no, manone no, perché, come ho detto, la risposta di riferimento... come voi potete facilmente immaginare, non sarebbero le mie di manone e neanche le chiappone.
È bene anche ricordare che il decreto ministeriale 70/2015 prevede la presenza dei reparti ospedalieri, come l'Oncologia, in presenza di un bacino di utenza fissato da un minimo di 300 mila abitanti sino a 600 mila abitanti, ricordiamo sempre che la Regione Autonoma Valle d'Aosta ad oggi assomma circa 123 mila abitanti. Ciò rende pertanto evidente come sulla base di quanto previsto a livello statale la nostra Regione non dovrebbe neppure avere l'Oncologia e diversi altri reparti, come avviene nel resto d'Italia per le aree con analoga popolazione e dovrebbe quindi organizzare i ricoveri dei pazienti oncologici nei reparti delle diverse specialità oppure in ospedali piemontesi. In Valle d'Aosta è stato quindi possibile mantenere aperti molti reparti, compresa l'Oncologia, grazie alla deroga prevista dalla clausola di salvaguardia contenuta nel citato decreto ministeriale in ragione delle peculiarità geografiche e demografiche della Regione, oltre che della sua vocazione turistica.
L'Ospedale Parini di Aosta, in base alla popolazione valdostana, dovrebbe infatti essere un semplice ospedale di base, si chiamano proprio così, ospedale di base, quindi con Pronto Soccorso, osservazione a breve intensità, Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto di guardia attiva di radiologia, laboratorio ed emoteca. Potete facilmente capire che stiamo parlando più o meno di cinque o sei reparti. In realtà, invece il nostro Ospedale è un presidio di primo livello avanzato, lo potremmo definire medio, quindi con tutte le specialità del primo livello come Ostetricia, Ginecologia, Pediatria, Cardiologia, Unità di Terapia intensiva, leggo espressamente per far cogliere a chi segue, perché questo è fondamentale indipendentemente dalla vostra importante iniziativa... piuttosto che Pediatria, Cardiologia, Unità di terapia intensiva cardiologica, Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria e Urologia, oltre a tutte queste specialità proprie degli Ospedali di secondo livello che adesso vado a citare - e gli ospedali di secondo livello potrete facilmente capire che sono gli ospedali che vengono considerati quelli delle grandi città - come l'Emodinamica interventistica, la Neurochirurgia, la Chirurgia vascolare, la Chirurgia toracica, la Radiologia interventistica, la Medicina nucleare e soprattutto l'Oncologia oggetto di quest'iniziativa.
Le informazioni che ci sono state fornite dall'Azienda USL in rapporto all'interrogazione della collega Guichardaz nello scorso Consiglio facevano riferimento all'intera dotazione di posti letto presente presso il Reparto di Oncologia, senza specificare però la presenza di posti letto dedicati anche ad altre discipline. Alle informazioni incomplete che ci sono state comunicate quindi è conseguita una nostra risposta non adeguata su quel punto e di questo ci scusiamo. A seguito di puntuali correzioni da parte dell'Azienda USL, possiamo ora fornire un quadro più preciso rispetto alla situazione: il Reparto di Oncologia è composto da diciotto posti letto, dei quali otto sono assegnati all'Oncologia, quattro alla Nefrologia, mentre nel mese di gennaio i sei posti letti che sono stati aperti per il tempo necessario nell'ambito del progetto "Ospedale adattabile" sono stati utilizzati nei ricoveri di quella che si chiamava admission room e dismission room e che oggi noi chiamiamo "Reparto polmone" per ridurre quindi, come al solito e come appunto previsto dal progetto "Ospedale adattabile", il forte afflusso derivante dal Pronto Soccorso. Il fabbisogno complessivo di posti letto è determinato dal citato decreto ministeriale che abbiamo detto poc'anzi in tre posti letto per mille abitanti per i ricoveri per acuti e in 0.7 posti letto per mille abitanti per quelli di lungodegenza e riabilitazione. Questo prevedrebbe il decreto 70 che abbiamo citato poc'anzi.
La Valle d'Aosta, con delibera di Giunta 642/2017, come detto in applicazione della sua clausola di salvaguardia rispetto alle peculiarità regionali, ha determinato in 3.25 per mille abitanti la dotazione dei posti letto per acuti e ha confermato in 0.7 posti letto per mille abitanti la dotazione per la lungodegenza e la riabilitazione. Se il fabbisogno di posti letto rapportato a una popolazione di 300 mila e 600 mila abitanti - è per quello che in premessa ho fatto quelle citazioni -, è di diciotto posti letto, per i nostri poco più di 123 mila abitanti il fabbisogno può essere compreso con un minimo di quattro posti letto e un massimo di sette posti letto per quanto riguarda il Reparto di Oncologia, quindi gli attuali otto posti letto di Oncologia garantiscono in Valle d'Aosta un'adeguata dotazione, in linea peraltro con il moderno approccio all'oncologia che vede sempre più i trattamenti effettuati a livello di day hospital.
Venendo al reclutamento del personale infermieristico, oltre ai concorsi, esso avviene attraverso avvisi per l'attivazione di contratti in libera professione. Tra l'altro, ne abbiamo parlato in maniera assolutamente dilungata, se non erro, con la precedente iniziativa, la 31, da parte del collega Baccega, sulla quale abbiamo dato riscontro di oltre cinquanta posizioni che stiamo attivando proprio per questo tipo di contratti. La volontà politica manifestata sin dal 2015 da tutti gli Assessori regionali miei predecessori e proseguita sino ad oggi di mantenere un Ospedale dotato di tutti questi reparti per offrire un servizio adeguato ai cittadini valdostani e ai turisti oggi deve vincere la sfida della grave carenza di personale medico in alcune specialità, ma soprattutto la diffusa e grave carenza di personale infermieristico che colpisce non soltanto l'Italia ma, di fatto, più in generale l'Europa. Va da sé che, nonostante gli infermieri siano insufficienti a coprire tutti i servizi attivati, si continui a lavorare per assicurare comunque il mantenimento dei reparti attualmente funzionanti, che, come detto, vista la nostra ridotta popolazione in Valle, non dovrebbero nemmeno esistere. Si cerca, di fatto, con le forze a disposizione, anche modulando i servizi in base alla disponibilità di personale, che comunque l'Azienda USL continua a cercare di reclutare attivando tutti i canali possibili, di tenere assolutamente botta. Quando si reperiranno nuove risorse infermieristiche, l'apertura di nuovi posti letto sarà valutata con attenzione sulla base naturalmente dei fabbisogni delle varie specialità. Sono tanti infatti i reparti e i servizi che avrebbero bisogno di un numero maggiore di personale infermieristico. Sempre più infatti il ruolo dell'infermiere - e oggi ne abbiamo parlato sia per quanto riguarda il ruolo del personale infermieristico, sia per quello che eventualmente un domani dovrebbe riguardare altre figure professionali sanitarie - è centrale per l'apertura dei nostri reparti ospedalieri e per la medicina territoriale, oltre naturalmente per tutto il tema dell'intensità di cura nei nostri reparti ospedalieri, tant'è che sempre più questo tipo di figure professionali anche a livello nazionale sta assurgendo a ruoli centrali nell'organizzazione delle strutture sanitarie e ospedaliere e questo ritengo sia la migliore delle garanzie rispetto al fatto che anche noi la pensiamo in tal senso.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Vede, Assessore, lei ha cercato in questo caso, credo senza riuscirci, di mettere una toppa sul buco che ha creato la volta scorsa, perché lei è riuscito, Assessore, a dichiarare in aula, non si sa quanto in maniera consapevole, quanto magari cercando di provare a dare una comunicazione che riportasse dati diversi... ha cercato di dire sostanzialmente che i posti letto in Oncologia erano in tutto ventidue, perché lei ci ha detto che i posti erano diciotto, più i quattro che si erano attivati, che non sarebbero stati chiusi perché siete intervenuti e siete bravissimi, quindi diciotto più quattro fa ventidue, quindi sostanzialmente lei ha dato quest'impressione e su quest'impressione ha costruito esattamente l'intervento che ha fatto oggi, ma con numeri diversi, cioè si è messo esattamente a dire la stessa cosa dicendo: "No, però noi siccome i numeri nazionali, il parametro X e Y ci dicono così, noi siamo ancora più bravi perché abbiamo molti più posti di quelli che in teoria dovremmo avere". Poi arriva il Consiglio successivo e ci dice le stesse cose e va dicendo: "Però i numeri sono diversi, scusate, c'è stato un difetto di comunicazione", mi è sembrato un po' Chiara Ferragni quando ha detto che sulle uova c'era stato un errore di comunicazione.
Allora io le dirò, Assessore, che, per sua sfortuna, io proprio il giorno dopo, anzi, qualche giorno dopo la sua risposta, sono dovuto andare in Ospedale e in Ospedale sono stato aggredito dalle persone che ci lavorano, che devo confessarle, da quello che mi hanno detto, non la amano particolarmente, che mi hanno detto cose da far rizzare i capelli anche a chi i capelli non li ha, perché hanno detto: "Ma com'è possibile che l'Assessore dichiari cose di questo tipo e numeri di questo tipo quando i fatti sono diversi?" e avevano ragione, infatti io ho preso quello che mi è stato detto, ho preso atto anche di quelli che erano i posti letto e ho detto: fammi scrivere.
Arriviamo qui e poi devo ascoltare anche tutta la sua simpatica presentazione, mi sembra il cane da pagliaio, cioè le dicono: "Abbai" e lei abbaia. A lei sostanzialmente le dicono: "Questo è il foglio, questi sono i numeri, dica, faccia, difenda, racconti le stesse cose ma con i numeri diversi", però l'approccio non è questo, anche perché, se lei avesse avuto anche soltanto la volontà di approfondire un po' il tema, avrebbe scoperto - io glielo ho scritto ma evidentemente gli uffici che le hanno preparato la risposta, chi aveva sbagliato i numeri la volta scorsa ha voluto volutamente ignorare quello che c'era scritto - che i numeri non corrispondono a quelli che lei ha detto, anche perché, se lei dicesse che il reparto è adeguato alle necessità, direbbe una sciocchezza, perché, come le ho già detto e come le ho scritto, ci sono pazienti oncologici anche in altri reparti, come in Otorinolaringoiatria, quando ci sono arrivato io, ce n'erano due, e in Chirurgia vascolare, senza contare che, quando sono arrivato io, ce ne erano altri due di pazienti oncologici in quella che viene chiamata the charge room, la camera della discarica, dove la gente viene scaricata e c'erano pazienti oncologici anche lì. Ci sono pazienti oncologici dappertutto, però lei ha la faccia tosta di venire qui a dire che il reparto è adeguato e i posti letto sono adeguati alle necessità della nostra Regione. Allora se i posti letto sono adeguati alle necessità della nostra Regione e si deve riempire il reparto, metterne due in Otorinolaringoiatria, due in the charge room, altri in Chirurgia vascolare e poi lei deve dire anche che state facendo tutto quello che volete e che potete e che è tutto fatto bene e che il rapporto anche del personale va benissimo... allora io sinceramente, Assessore, credo che lei stia cercando di rendere squillante il colore beige. È un'impresa impossibile, dovrebbe semplicemente ammettere che state sbagliando, che avete commesso una serie di errori e che il servizio che state fornendo non è adeguato alle necessità delle persone.
Purtroppo non ne parleremo ma c'è un altro servizio che purtroppo ha sollevato dei grossi problemi sempre quando sono andato lì in reparto, è incredibile, io non so se farmi un altro giro lì perché sennò me ne diranno altre dieci di cose che non vanno, ed è incredibile. È incredibile che, nonostante tutto, arrivi qui a dire: "Ah, ma voi spacciate soluzioni semplici per problemi complessi". No, Assessore, basterebbe dire la verità, lei non ci riesce, mi rendo conto che forse l'hanno eletta ad avvocato dei problemi, però basterebbe ammettere quello che è, cioè ovviamente non c'è un servizio adeguato alle necessità.
Presidente - Sempre in replica, la parola alla consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Assessore, io non intendo ribadire alcune cose espresse dal consigliere Manfrin, ma quello che più mi dispiace è che, quando noi poniamo delle domande in Consiglio regionale, molto probabilmente lo facciamo sulla base di alcune segnalazioni, perché il compito ispettivo è questo, quindi noi non possiamo che fidarci di quello che lei ci dice. Non ha fatto in tempo a uscire la notizia rispetto alla mia interpellanza della scorsa volta che, come riprendo, ci sono state un sacco di persone che hanno scritto, perché adesso questo è anche un po' il modo di comunicare di tutte quelle persone arrabbiate e alcune di queste si capisce anche che sono operatori da quello che dicono, perché, come ha ben rappresentato il collega Manfrin, dicono che alcuni pazienti sono stati spostati in altri reparti, dicono: "Ma è corretto che ci sia un solo infermiere per dodici posti letto?", quindi pongono anche delle osservazioni. Io mi chiedo: se non ci fossero state queste persone che hanno scritto e che hanno parlato con il collega, lei quella modifica, quei dati modificati li avrebbe comunicati agli organi di stampa? Perché capisce che c'è una grande differenza dal dire: "Ce ne sono diciotto" o "Ce ne sono otto". Se in Consiglio regionale vengono dette delle cose scorrette, dovrebbe essere buona norma che poi chi in qualche modo le ha dette, quindi in questo caso l'Azienda - perché lei ha rappresentato che sono dati dell'Azienda -a quel punto in qualche modo dovrebbe segnalare che, a differenza di quanto è uscito nell'interpellanza, si comunica quello che ci ha rappresentato oggi, perché noi non possiamo che fidarci di quello che lei ci dice. Dopodiché evidentemente non possiamo nemmeno più fare questo, però quello che io le chiedo è che, se vengono date delle comunicazioni sbagliate, molto probabilmente prima di dover fare una nuova interpellanza, sarebbe bene che l'azienda o chi le ha dato i dati sbagliati lo comunicasse, almeno evitiamo anche di sentirci attaccare o perlomeno anche di leggere le cose che abbiamo letto proprio rispetto a quella notizia.
