Oggetto del Consiglio n. 4708 del 8 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4708/XVI - Interrogazione: "Mancato rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente per lo svolgimento di alcune prestazioni sanitarie".
Sammaritani (Presidente) - Passiamo a trattare il punto n. 50 all'ordine del giorno. Per il Governo, la parola all'assessore Marzi.
Marzi (SA) - "A quanto ammontava il 30 marzo la domanda di prestazioni sanitarie in priorità D": il totale complessivo delle prestazioni prenotate nel primo trimestre dal servizio sanitario regionale è pari a 27.539. Il numero delle prestazioni prenotate per il codice di priorità D, prendendo in esame la prima disponibilità offerta all'utente in sede di primo contatto, nel primo trimestre 25 è stato pari a 16.135, di cui l'81.19 prenotate in soglia, cioè entro il tempo massimo previsto per la priorità D. Delle predette 16.135 prestazioni 5.987 riguardano prime visite, di cui il 79.27% sono state prenotate in soglia. Questi dati si riferiscono alle 114 prestazioni oggetto di monitoraggio da parte di Agenas e precisiamo che si tratta solo di prime visite e prestazioni come previsto dalla disciplina statale.
Venendo alla domanda n. 2: "a quanto ammontava al 30 marzo la domanda di prestazioni sanitarie in priorità UBP", sempre con riferimento al primo trimestre 2025, le prestazioni prenotate con prestazioni U sono state 3.558, di cui il 75.80 prenotate in soglia; le prestazioni prenotate con priorità B sono state 1.147, di cui il 73.67% in soglia; le prestazioni prenotate con priorità P sono state 6.676, di cui ben il 96.39% prenotate in soglia.
Venendo alla domanda n. 3: se siamo soddisfatti, siamo tutti consapevoli, collega Marquis, che il problema delle liste d'attesa che affligge tutta Italia sia un problema complesso; per coloro i quali decidessero di farlo siamo anche consapevoli che in questa fase storica sia facile proporre soluzioni semplicistiche di impatto per l'opinione pubblica, come sempre accade nei momenti in cui si vivono generali situazioni di difficoltà, ecco perché chi sceglie invece la via delle responsabilità e non delle boutades deve dire quanto segue: le liste di attesa sono un problema non risolvibile definitivamente nell'immediato, ma che certamente deve essere governato ed è proprio ciò che stiamo facendo.
I dati sopra riportati sono sicuramente migliorabili, ma riteniamo che al momento siano più che soddisfacenti e ne spieghiamo le ragioni: la prima ragione è che il Governo, nel riconoscere che i tempi di attesa sono un'emergenza nazionale, ha dato a tutte le Regioni, attraverso il decreto-legge 73/2024 che abbiamo citato circa un milione di volte in questo Consiglio, degli strumenti univoci e comuni di monitoraggio che, con l'entrata in funzione della piattaforma nazionale delle liste di attesa, su cui Regioni e Agenas stanno lavorando, permetteranno a chiunque di parlare con cognizione di causa e non con dichiarazioni a effetto. Siamo soddisfatti perché avere metodo e monitorare mensilmente come previsto dalla norma è già parte della soluzione del problema, e questo lo diceva anche lei.
La seconda ragione è che, non potendo agire su più aziende sanitarie, avendone una sola nella nostra Regione, non è possibile spalmare la risposta all'utente su strutture con tempi migliori, come accade nelle altre Regioni nelle quali i cittadini accettano di essere dirottati in altre strutture, anche a costo di percorrere molti chilometri in più, anche perché ad oggi le convenzioni stipulate dalla nostra azienda con strutture piemontesi per l'esecuzione di alcune visite specialistiche hanno avuto poco successo. Dobbiamo quindi riconoscere che ottenere le percentuali previste dalla normativa entro soglia sull'USL valdostana, come richiamato nei dati citati, è fonte di soddisfazioni e spinta a ulteriore miglioramento. Questo denota un impegno interno fatto di azioni importanti e condivise, tra le quali evidenziamo la novità dell'attivazione di prestazioni ambulatoriali di sabato, la novità dell'attivazione dell'attività serale, la novità dell'estensione dell'offerta serale e l'avvio domenicale, l'assegnazione a ogni struttura complessa del budget di libera professione, l'accordo degli specialisti per l'erogazione di volumi prefissati. Questo è molto importante, collegata ai tempi di attesi rispettati, l'innalzamento del tetto dell'offerta di prestazioni erogabili dal privato accreditato, l'avvio di specifici progetti per migliorare l'appropriatezza e il ricorso superfluo a visite specialistiche, oltre naturalmente al telemonitoraggio.
La terza ragione è soprattutto sulle prestazioni monitorate, si è passati dal 27% di prestazioni prenotate nel periodo dei tempi previsti dai codici di priorità a dicembre 2024 al 68% di prestazioni che rispettano i tempi previsti ad aprile 2025. La percentuale di liste di galleggiamento che il sistema di presa in carico del paziente in caso di agende temporaneamente senza disponibilità, nello stesso periodo si è ridotta dal 21% al 3.5%. In sintesi il risultato complessivo dimostra una strategia articolata su più fronti, un coinvolgimento programmato e organizzato ed una partecipazione di tutte le strutture complesse e dei professionisti dei vari settori. Le procedure specifiche per garantire il rispetto dei tempi massimi previsti delle casse di priorità a fine aprile aveva già ricevuto l'85% di risposta alle 3.047 richieste avanzate per i percorsi di tutela. Attraverso gli incontri di budget, inoltre, la Direzione strategica dell'Azienda USL ha definito con i direttori di ogni struttura le risorse disponibili, il personale necessario, gli obiettivi legati agli incentivi economici, concordando che gli incrementi dei volumi di attività per le prestazioni ambulatoriali siano il più possibile coincidenti con le esigenze richieste. Come abbiamo anticipato, anche al privato accreditato è stata richiesta una maggiore produzione di prestazioni e tutta questa strategia, ribadiamo, è completata da un sistema di monitoraggio continuo per incentivare tempestivamente in merito alle criticità. L'Azienda ha effettuato la ricognizione per acquisire la disponibilità degli erogatori privati accreditati e ampliare le prestazioni in convenzione nei settori dove si fatica maggiormente a garantire i tempi previsti dai codici di priorità. È ovvio che al privato accreditato chiediamo uno sforzo per fare qualcosa in più rispetto a quello di cui abbiamo bisogno e non a quanto abbiamo già concordato in termini di prezzi, tra l'altro, maggiorati rispetto al nomenclatore. La risposta del privato accreditato c'è stata, ma in misura troppo limitata ad oggi, speriamo riescano a fare di più. A tutto ciò si aggiunge l'avvio delle attività dell'Unità centrale di gestione dell'assistenza sanitaria e dei tempi delle liste di attesa, sempre previste dal 73/2024, che obbliga anche a prendere in capo in maniera coordinata tutta una serie di azioni. Questa è coordinata dal sottoscritto e ne fanno parte, oltre al Coordinatore del Dipartimento sanità e salute, con le Dirigenti delle competenti strutture dell'Assessorato, tutta la Dirigenza strategica dell'USL, quindi Direttore generale, Direttore sanitario, Direttore amministrativo, i Capi dei Dipartimenti di area medica, di area chirurgica e diagnostica per immagini, oltre al Responsabile Unico dell'Assistenza Sanitaria (il RUAS), nuova figura che era stata istituita appunto dal 73/2024. L'Unità si è riunita lo scorso 23 aprile, concordando le azioni strategiche da porre in essere per migliorare i tempi di attesa. Le azioni che abbiamo appena riassunto in risposta a quest'iniziativa confermano che è stato avviato un modus operandi che porta a essere fiduciosi su ulteriori miglioramenti, già nel breve termine e poi nel prossimo futuro, considerando che ogni azione è possibile o è già stata attivata o lo sarà nelle prossime attività. Non c'è bisogno poi che dica al rappresentante di una forza politica nazionale che tutta quest'attenzione in merito al 73/2024 ha portato anche gli organi di controllo dello Stato a frequentare tutti quanti gli Ospedali, le Aziende e gli Assessorati in merito alle liste d'attesa, quindi abbiamo potuto rappresentare quanto sopra anche a chi di dovere, con una - per quanto possibile - relativa soddisfazione.
Presidente - Replica il consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Grazie Assessore. Le chiederei innanzitutto se è possibile avere la copia della risposta che ha letto perché contiene un sacco di dati e di percentuali che non sono riuscito a sintetizzare per comprendere effettivamente come sta la situazione. Dalle sue parole si evince una soddisfazione per una situazione in miglioramento, io credo che i Valdostani non abbiano la stessa percezione, perché tutti i giorni sentiamo delle persone che ci dicono: "Sto facendo la prenotazione, prenotazione all'anno prossimo, fra sei mesi" e quant'altro. Lei, vede, continua a voler essere sordo, non vuol sentire le proposte che noi facciamo. Non esistono delle proposte semplicistiche, Assessore, esistono una serie di iniziative che possono contribuire alla risoluzione del problema. Noi abbiamo proposto una modalità di intervento aggiuntiva rispetto a quelle che lei ha in atto che può contribuire alla risoluzione del problema, un problema che non è risolto ad oggi, questo deve essere chiaro. È per questo che abbiamo fatto questa interrogazione, esamineremo i dati e poi, quando discuteremo la mozione, faremo le valutazioni del caso, perché abbiamo presentato la mozione per introdurre la possibilità di rivolgersi al privato. Lei continua a dire che bisogna richiedere uno sforzo al privato accreditato aggiuntivo, uno sforzo che è vero che va richiesto, ma non si può continuare a lavorare con questa modalità messa in atto sino adesso. Non si può alzare il telefono quando si è in difficoltà, chiamare il privato accreditato e dire: "Mi servirebbero un paio di migliaia di visite". Il privato accreditato non è che accende l'interruttore e fa partire il macchinario o ha i medici a disposizione, sa cosa deve fare? Deve organizzarsi per tempo, deve poter pianificare la propria attività, quindi serve urgentemente un tavolo di lavoro tra pubblico e privato affinché ciascuno abbia evidenza dei contributi che deve dare per la soluzione del problema. Sono due comparti complementari, ancorché uno ha ovviamente, come è giusto che deve essere, una grande predominanza, ma il piccolo contributo che può dare il privato in questa fase è fondamentale per dare un servizio ai cittadini e voi continuate imperterriti a non voler capire questo, che occorre un tavolo di lavoro per pianificare le responsabilità e i rispettivi impegni.
Non capisco questa sua mancanza di volontà di affrontare il problema. Lei continua a dire: "C'è un nomenclatore nazionale, noi abbiamo già alzato i prezzi, bisogna fare di più", ma, se non può programmarsi, il privato come può fare a contribuire in funzione di come voi mettete a disposizione le richieste? È questo il problema fondamentale.
In più la proposta che facciamo di rivolgersi al privato, non il privato accreditato, contribuirebbe a risolvere il problema e a lei non interessa niente, per lei questo non è un problema, quindi è soddisfatto dell'operato che viene fatto dall'USL, è soddisfatto dei piccoli miglioramenti che registra, ma non ha assolutamente la volontà di prendere la questione per le corna e trovare la soluzione definitiva a questo problema. Abbiamo le risorse noi in Valle d'Aosta, non siamo messi come nel resto d'Italia, questo è un modello che si potrebbe tranquillamente sperimentare visti i piccoli numeri che abbiamo e un'iniziativa di questo genere consentirebbe anche di acquisire dei dati preziosi per l'appropriatezza delle prestazioni. Solo che l'ha persino detto il Direttore generale dell'USL che un'iniziativa, se ci sono le risorse, può essere messa in atto; noi le diciamo che le risorse ci sono, l'avanzo di amministrazione anche quest'anno ammonta a 280 milioni, al posto di lasciare creare un avanzo di amministrazione di 280 milioni, durante l'anno faccia una variazione di bilancio, proponga una variazione di bilancio che liberi un paio di milioni ancora in più a disposizione dell'USL per affrontare questo problema, perché il dottor Uberti ha detto che, se ci fossero le risorse, si potrebbe fare questa iniziativa. Lei invece è sordo e questo ci rincresce molto, ma stia tranquillo che continueremo la battaglia e ne discuteremo quando verrà all'ordine del giorno la mozione che abbiamo messo a disposizione del Consiglio regionale.
