Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4702 del 8 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4702/XVI - Interrogazione: Rinuncia a una quota di introiti derivanti dalle accise o dall'IVA per ridurre il prezzo del carburante sul territorio regionale.

Bertin (Presidente) - Il punto n. 42 sarà affrontato successivamente al punto n. 56 dell'ordine del giorno, pertanto passiamo al punto n. 43. Risponde il Presidente della Regione.

Testolin (UV) - I Consiglieri interrogano per conoscere: "se, alla luce del vigente quadro normativo nazionale comunitario, vi sia la possibilità per la Regione Autonoma Valle d'Aosta di rinunciare a parte, ovvero una quota di introiti derivanti dalle accise o dall'IVA sui carburanti erogati sul territorio valdostano al fine di ridurre direttamente il prezzo alla pompa per tutta l'utenza o per specifiche categorie, residenti, lavoratori transfrontalieri, trasporti locali e altre categorie". Occorre innanzitutto premettere che la risposta a tale quesito è sicuramente di grande complessità stante la vigente normativa comunitaria che si interseca inevitabilmente con le vicende riguardanti i cosiddetti "buoni benzina", aboliti nella nostra Regione a partire dal 2010. Con riguardo all' inquadramento delle accise e dell'IVA sui carburanti, occorre ricordare che trattasi di tributi armonizzati su base europea, ovvero rientranti nella sfera di competenze dell'Unione europea, anche al fine di livellare le differenze territoriali. Infatti, già a partire dal 1992, la direttiva del Consiglio 92/81 CE, relativa all'armonizzazione delle procedure delle accise sugli oli minerali ha fissato un livello di tassazione minimo comune per tutti i prodotti petroliferi. La questione è stata ulteriormente regolata dalla direttiva del Consiglio 2003-1996, che insiste sulla necessità di avere un mercato interno omogeneo e di introdurre misure volte alla protezione ambientale. Tale direttiva prevedeva, con riguardo all'annualità tra il 2003 e il 2006, una minima flessibilità, consentendo agli Stati membri di applicare determinate ulteriori esenzioni o riduzioni del livello di tassazione, ma solo quando ciò non pregiudicasse il corretto funzionamento del mercato interno e non compromettesse distorsioni della concorrenza. Furono così concesse unicamente deroghe ai fini politici per singole zone geografiche, escludendo quelle ritenute poco funzionali anche nell'ottica di scoraggiare il cosiddetto "Turismo del serbatoio". Dunque, a partire dal 2003, il regime delle accise, in particolare il regime speciale accisa per la Valle d'Aosta è stato definitivamente assoggettato esclusivamente alle indicazioni del legislatore comunitario. Prevedere esenzioni territoriali alle accise sui carburanti, ancorché limitate ad alcune categorie di soggetti, necessiterebbe una previa autorizzazione comunitaria, che, anche alla luce degli avvicendamenti passati, risulterebbe di improbabile ottenimento. Inoltre l'introduzione di un'esenzione per beneficiare, non persone fisiche, ad esempio, società di trasporti locali o simili, richiederebbe precisi approfondimenti per la valutazione del rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato. In ultimo, da un'analisi della normativa regionale del Friuli che è stata citata all'interno delle premesse di cui ha fatto riferimento anche il Consigliere, che prevede l'erogazione di contributi, emerge che la legge regionale n. 14/2010 nella sua versione vigente, interessa come beneficiario appunto unicamente le persone fisiche della Regione. La misura è strutturata nella forma del contributo sugli acquisti di carburanti autotrazione effettuati dai soggetti beneficiari cumulativamente sui singoli rifornimenti di carburante sulla base di quantità acquistata. Al di là dunque dell'applicabilità nella norma friulana nei termini rappresentati, si ritiene che tale tipo di iniziativa sia sostanzialmente finalizzata a un contributo al cittadino automobilista, contributo alternativo ad altre tipologie di aiuto quali, ad esempio, quelle attuate per incentivare l'acquisto delle auto elettriche, piuttosto che quello di attivare tariffe agevolate per l'utilizzo di mezzi pubblici o ad altre agevolazioni di qualsiasi altra tipologia e/o campo di applicazione. Certo che in un contesto come quello che è stato sviluppato negli ultimi anni sul nostro territorio di cambiamento energetico, quale quello che caratterizza la nostra epoca, questo tipo di scelta potrebbe apparire anche un po' schizofrenica rispetto alle politiche ambientali di transizione che da anni si sta cercando di sviluppare a favore di una mobilità e di uno sviluppo sostenibili che quindi andrebbero a penalizzare, per certi versi, quelle che invece utilizzano ancora combustibili fossili.

Presidente - La parola al consigliere Aggravi per la replica.

Aggravi (RV) - Ringrazio della risposta. Temevo che mi dicesse, come a volte è capitato - ma lo dico in senso ironico tra me e lei -: "Ho già risposto l'11 ottobre 2023 in qualche modo", ma adesso me lo consenta, nel senso che è in qualche modo in realtà simile, infatti richiamiamo la nostra interrogazione, ma un po' diversa.

Ringrazio della risposta, è particolare, non abbiamo fatto apposta che questa interrogazione si discuta dopo la sessione europea, perché la prima parte della risposta che ci ha dato... e me lo sono segnato perché adoro il termine "tributi armonizzati", l'armonizzazione è diventata un po' come la resilienza, perché se c'è un'imposta che, purtroppo... e, secondo me, è una delle grandi mancanze che oggi ci sono nell'Unione europea, è appunto una reale armonizzazione dell'IVA, siamo un mercato comune, abbiamo tante IVA diverse, dobbiamo capire se vogliamo un mercato competitivo o un mercato armonizzato, ma lo dico visto che stiamo parlando dopo la sessione europea, così come fa sempre specie il fatto che definiamo sempre una tassazione minima e mai una tassazione massima, però ovviamente prendiamo quello che ci viene dato così o, meglio, lo subiamo purtroppo inesorabilmente.

Aspettando appunto l'abolizione delle accise che non so contare più, è un po' come l'abolizione delle Province, ci segneremo le giornate, ma, al netto di questo, se andiamo a vedere più della metà, o quasi la metà, del costo che paghiamo alla pompa è di incidenza fiscale. Lei ha fatto una considerazione finale sull'opportunità politica di definire dei contributi, o comunque degli aiuti a favore di chi utilizza mezzi a combustibile fossile, io la battuta che faccio è che preferisco sempre che l'utilizzatore sia libero di scegliere in questo caso il carburante che vuole, perché comunque sia, se autorizziamo ancora la possibilità e mi auguro che ancora rimanga almeno di utilizzare una vettura che non è elettrica, o comunque di altra natura... ci sia questa possibilità, poi sono d'accordo con lei che bisogna anche decidersi un po' su che cosa agire.

L'interrogazione voleva fare un ulteriore passo avanti rispetto a quella che era stata la risposta del 2023 e su un'attività che si sta facendo e anche finalizzata ad avviare, almeno da parte del nostro gruppo, una valutazione relativamente a una proposta di legge che è depositata da un altro gruppo e che verrà poi valutata in seno alla Commissione competente.

Ringraziamo quindi per la risposta e le chiederei, se fosse possibile, di avere la copia scritta.