Oggetto del Consiglio n. 4689 del 8 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4689/XVI - Interpellanza: "Azioni per intercettare le situazioni di disagio abitativo".
Bertin (Presidente) - Ritorniamo ora al punto n. 24 dell'ordine del giorno. Il consigliere Manfrin si è prenotato, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Questa è un'iniziativa di cui si è anche velatamente parlato questa mattina ma che è opportuno approfondire in maniera specifica, perché riporta dei casi di una gravità assoluta che - per fortuna o per sfortuna - ho avuto modo anche di poter approfondire a livello personale, perché una di queste due persone, peraltro, era venuta ad assistere al Consiglio regionale esattamente due settimane prima di, purtroppo, morire in assoluta solitudine all'interno di un garage situato in Via Saint-Martin-de-Corléans.
Questa persona io l'avevo segnalata per ben tre volte direttamente ai servizi sociali, era una persona che, purtroppo, viveva in un garage perché non aveva altro posto in cui stare. Io ho avuto anche modo di fare dei sopralluoghi all'interno di questo garage che era completamente occupato da mobilio, da oggetti raccolti e avanzava una piccola striscia di spazio prospiciente, attaccata alla serranda, nella quale metteva questo sacco a pelo e dormiva all'interno di questo sacco a pelo nel garage.
Più volte a questa persona è stata prospettata la possibilità di essere inserita in una struttura promiscua con la quale ricordo, ho ancora i suoi messaggi sul telefono, lui non voleva assolutamente avere nulla a che fare, non perché fosse schizzinoso, perché stiamo parlando di un periodo sicuramente precedente... ma voi immaginate una persona che ha più di 70 anni, che ha passato tutte le feste, Natale, Santo Stefano, Epifania, il Capodanno e quant'altro, dentro un garage con le temperature che ben sapete senza riscaldamento, piuttosto che andare in una struttura che gli era stata proposta?
O chiaramente ci si trova di fronte a una persona matta - ma questa persona matta non era - o le soluzioni proposte erano assolutamente peggiori rispetto a un garage, e se viene giudicata una proposta di questo tipo una soluzione abitativa peggiore di un garage, nelle condizioni che vi ho descritto, direi che è tutto dire!
Questo è un caso, che purtroppo ho avuto modo di approfondire a livello personale, per il quale sono rimasto davvero amareggiato e questo era un caso noto ai servizi sociali; l'altro era un caso che, da quello che abbiamo potuto leggere sugli organi d'informazione, non era noto e, tanto nell'uno, quanto nell'altro, sicuramente la necessità di intervenire è evidente. É evidente da una parte, perché pensare che un caso di quel tipo fosse noto ai servizi sociali e non si sia trovata una soluzione utile, grida sicuramente vendetta.
Immaginare che fosse noto che una persona come noi (che sedeva lì, due settimane prima di morire era lì e assisteva al Consiglio) di morire in solitudine dentro un garage, direi che per lo meno una seria riflessione andrebbe aperta.
Dall'altra immaginare che una persona di età similare - sempre in una comunità che alla fine non è una comunità fatta da milioni di abitanti, ma è una comunità di poche decine di migliaia - possa morire in assoluta solitudine senza essere intercettata, questo ci deve interrogare sulla necessità ovviamente di fare quanto è nostra possibilità per provare a intercettare questo disagio.
Ovviamente non tacerò quelle che sono state le oscene parole da parte dell'Amministrazione comunale di Aosta, Amministrazione che ha pensato bene di pulirsi la coscienza dicendo due cose che io ho trovato particolarmente sbagliate: la prima che la colpa non era loro, e la colpa - come ha detto correttamente la collega Guichardaz - è solo dei privati che non affittano, questo è quello che è stato detto.
Il fatto che una persona nota o non nota ai servizi sociali muoia in assoluta solitudine dentro un garage perché non trova un altro posto non è colpa dell'Amministrazione che dovrebbe gestire quei servizi di supporto, ma è colpa dei privati cattivi che non vogliono affittare la loro casa.
La stessa Amministrazione comunale, lo stesso Assessore - a cui potremmo affidare una nuova delega, l'Assessore al malessere sociale, che ha gestito proprio in maniera perfetta in questi cinque anni e ci auguriamo che non la gestisca mai più - ha detto che sostanzialmente la colpa era anche della famiglia.
La colpa, secondo questo Assessore, era della famiglia perché non avevano saputo aiutare, intercettare e supportare.
Ecco, in quel caso, per fortuna, per un caso fortuito degli astri, il figlio, e lo potete vedere perché l'abbiamo pubblicato sui social, dappertutto, su sua esplicita richiesta, ha detto che esattamente non era così, quindi pensare che un figlio che ha fatto comunque il possibile e l'impossibile per supportare un genitore e nonostante questo, nonostante l'inerzia del servizio sociale, il genitore è finito ovviamente come è finito... immaginare che una persona che occupa un ruolo delicatissimo di tutela e di lavoro nell'ambito sociale si permetta di dare giudizi sulla famiglia senza conoscerla, perché se si fosse informata avrebbe saputo che la situazione non era ovviamente come era stata descritta... peraltro, apro una parentesi, Sindaco e Assessore al malessere sociale dopo il video poi hanno cercato il figlio per dirgli: "Ma parliamoci"; direi che i rapporti erano già compromessi e quindi quest'incontro non c'è stato, però tanto per dirvi che queste persone si sono preoccupate dopo aver parlato di quello che avevano detto.
A fronte di tutto questo, ritengo che sia utile aprire una riflessione e proprio perché non è soltanto esclusivamente un tema legato a quelle due persone, ma è un tema che ci deve riguardare e ci deve impegnare tutti... al netto dei salottini che vedo di fronte a me che non si preoccupano ovviamente del rumore della loro voce, se posso proseguire, grazie, gentilissimi, al netto di questo mi rendo conto che il tema non vi tocchi e non vi tanga, la sinistra è famosa per far finta di occuparsi del sociale e poi girare le spalle ai problemi quando si presentano, proprio per questo motivo credo che sia opportuno fare di tutto, responsabilizzarci e renderci conto di quella che è la situazione perché un caso di questo tipo o casi di questo tipo non debbano mai più accadere.
Non siamo nel caso di specie, ma siamo ovviamente alla ricerca di una soluzione che possa intercettare questo disagio prima che questo si manifesti e soprattutto poter fornire delle risposte opportune nel momento in cui si manifestano, risposte opportune che, ovviamente, non sono delle strutture promiscue nelle quali si mescolano casi sociali differenti che hanno tutte le loro fragilità e che evidentemente, assommate una all'altra, sommano le criticità e non le risolvono.
Con quest'interpellanza chiediamo se si fosse a conoscenza dei fatti summenzionati e, in caso affermativo, se sia stato fatto un approfondimento con i servizi sociali per capire la situazione di disagio dei due anziani deceduti e quali azioni s'intenda mettere in campo per intercettare il disagio abitativo ed evitare che accadano fatti come quelli riportati dalla cronaca.
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Ci troviamo, dopo mesi, a trattare temi delicati, sui quali innanzitutto si esprime il comune, profondo dispiacere e cordoglio per quanto accaduto ai due cittadini aostani deceduti in condizioni di grave disagio.
Si tratta di situazioni che hanno colpito profondamente la nostra comunità e richiamano l'attenzione di tutti, a partire dalle istituzioni, e che sono state trattate più volte pubblicamente, anche in aula del Consiglio comunale di Aosta, Comune nel quale i due cittadini erano residenti, ma soprattutto in quanto persone anziane di riferimento.
Le risposte ai quesiti posti porranno in evidenza il fatto che le istituzioni, comunali e regionali, hanno sempre cercato d'intervenire, per quanto è stato possibile, per dare supporto alle situazioni di disagio nella maniera nelle quali l'Amministrazione lo consente, che un conto è un approccio politico, piuttosto che personale privato, altro sono gli strumenti amministrativi; porranno in evidenza anche che in entrambe le situazioni le persone hanno giustamente esercitato pienamente la loro autodeterminazione, l'ha richiamato anche lei nella sua presentazione, una libertà fondamentale che va rispettata anche quando le scelte intraprese non sono quelle che i servizi sociali ritengono più idonee per il benessere delle persone stesse.
Lei, collega Manfrin, ha parlato di persone che conosceva, o che comunque di cui conosceva il disagio, lo stesso vale anche per me, almeno in uno di questi due casi.
La prima situazione, che attiene al primo signore citato nell'iniziativa, è stata seguita dai servizi sociali comunali e regionali, per le rispettive competenze, appunto questa.
Appena ne siamo stati informati abbiamo attivato i servizi sociali regionali per monitorare e approfondire la situazione del signore, ovviamente in collaborazione con il servizio sociale del Comune di Aosta, protagonista per competenza, tenendo conto che quelle attribuite alla Regione sono riferite per lo più all'edilizia residenziale pubblica.
La situazione del signore - come lei ben sa e come ha citato - era già nota e trattata con particolare attenzione da parte dei servizi sociali competenti che avevano avviato un percorso di accompagnamento sin dal 2012, quindi 13 anni, ma con adesioni discontinue da parte della persona che era poi stata inserita nel progetto "Fare casa" a partire dal 24 agosto 2023 con soluzione abitativa temporanea, infatti "Fare casa" è una soluzione abitativa temporanea.
Durante il periodo di accoglienza nella struttura sono stati effettuati colloqui mensili per monitorare il percorso in essere e valutare ulteriori possibili soluzioni.
I servizi hanno dovuto prendere atto del fatto che il signore abbia esplicitamente richiesto che la progenie non fosse coinvolta e hanno proseguito i colloqui e le attività per cercare un'abitazione stabile, ma le persistenti difficoltà economiche ne hanno ostacolato la soluzione.
Si sono quindi prese in considerazione la presentazione di domanda per essere inserito in graduatoria di edilizia residenziale pubblica e di accesso a misure di sostegno economico a valere sulla legge regionale 23/2010 e di ricercare comunque il coinvolgimento ai sensi degli obblighi di legge della progenie.
La persona è stata seguita dai servizi sociali che hanno valutato la sua situazione e gli interventi possibili a un percorso di reintegrazione e di reperimento di una sistemazione stabile alla quale il signore aveva però rinunciato.
In buona sostanza, parrebbe, nonostante i ripetuti tentativi da parte dei servizi, che il signore, in piena legittimità da parte sua, non abbia mai accolto le soluzioni proposte.
La seconda situazione citata è riferita a una persona che, in precarietà abitativa, occupava delle cantine in alcuni condomini di Aosta, e questa è quella di cui parlava lei poc'anzi e di cui ero a conoscenza, amministrativamente, anche io.
La persona che non era in carico ai servizi sociali e che non voleva essere presa in carico dai servizi sociali è stata attenzionata dall'assistente sociale che si dedica alle persone senza fissa dimora, a seguito di una segnalazione dei Carabinieri quando, per la condizione abitativa dell'anziano, ci si era rivolti ai servizi sociali del Comune di Aosta.
L'assistente sociale che si occupa delle persone senza fissa dimora ha quindi ripetutamente offerto alla persona, come da lei anche richiamato, un supporto per regolarizzare la sua residenza anagrafica e per accedere ai diritti correlati, anche sanitari, in quanto diverse vicissitudini avevano condotto la persona a uno stato di generale difficoltà, anche di matrice sanitaria.
Anche in questo caso, nonostante i vari tentativi, questa si è allontanata dai servizi senza dare possibilità di un riavvicinamento.
Quanto descritto evidenzia come le istituzioni abbiano cercato, in più occasioni, di dare aiuto e risposte possibili alle situazioni di disagio che, purtroppo, in entrambe le situazioni, non sono state accolte in alcun modo.
Il confine tra autodeterminazione e ruolo dei servizi sociali è tema complesso che in molti casi dipende dal contesto giuridico e dalle specifiche circostanze, condizioni e volontà della persona.
L'attenzione tra il rispetto dell'autonomia individuale e la necessità d'intervenire per il benessere sociale è appunto proprio una delle sfide principali del lavoro di coloro che si occupano di questo aspetto particolarissimo come la sfera sociale delle persone stesse.
Presidente - Consigliere Manfrin, a lei la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Dalla sua risposta ricavo sostanzialmente due indicazioni: la prima, che contrariamente a quello che era stato detto dall'Amministrazione comunale di Aosta, e non mi stupisce, entrambi i casi erano noti ai servizi sociali, quindi ha fatto la descrizione di quelli che sono stati gli avvenimenti trascorsi, quindi l'Amministrazione e l'Assessore al malessere sociale del Comune di Aosta sapevano benissimo e avrebbero dovuto sapere che entrambi i casi erano in carico ai servizi sociali di Aosta ma, incredibilmente, hanno dichiarato pubblicamente che uno era noto e l'altro no. Ne prendiamo atto.
Nell'altro caso, anzi, in entrambi i casi, prendiamo atto di un altro dato, e cioè il fatto che le soluzioni proposte sono state considerate in maniera negativa, al punto tale da preferire di passare la propria vita in un garage invece che nella soluzione abitativa proposta.
Ora io credo che chiunque fra noi fosse posto nella condizione di dover scegliere se provare a trascorrere la notte, magari anche il giorno, in un garage, magari in un periodo invernale senza riscaldamento, o in un alloggio differente fornito dalla pubblica amministrazione, tendenzialmente sceglierebbe l'alloggio della pubblica amministrazione.
Se questa scelta non è avvenuta e se le persone invece hanno deciso invece di scegliere il garage, allora ci dobbiamo interrogare sul livello di offerta di servizi che vengono dati, perché davvero se ci proviamo a immaginare in questa situazione, difficilmente faremmo questa scelta, a meno che quella scelta non sia assolutamente peggiore rispetto al garage, e immaginare che un alloggio fornito dalla pubblica amministrazione sia assolutamente peggiore rispetto alla vita in un garage senza riscaldamento nei mesi d'inverno è assolutamente assurdo.
Io la ringrazio ovviamente, Assessore, credo che a questo punto, per lo meno per quanto riguarda l'intercettazione del disagio, ci sia una rete, quello che è da migliorare, però, sono le risposte che vengono fornite e fare in modo che cose come quelle a cui abbiamo assistito non accadano mai più.
Presidente - Interrompiamo i lavori del Consiglio per la mattinata di oggi. Riprenderanno alle ore 15:00.
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La seduta termina alle ore 12:58
