Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4683 del 8 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4683/XVI - Interpellanza: "Interventi dell'Amministrazione regionale in materia di politiche abitative".

Bertin (Presidente) - Punto n. 22. Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Questa è l'ultima, Assessore. Torniamo sul tema dell'edilizia residenziale pubblica, ieri ne ha parlato con il consigliere Baccega, le domande invece di quest'interpellanza sono quattro: il numero di sgomberi forzosi riferiti all'anno 2024; l'attività, le valutazioni e le intenzioni espresse dal tavolo di lavoro misto, tecnico e politico, per la revisione della legge 3/2013; se si ritiene che il problema casa sia legato agli affitti turistici, e in caso affermativo, quali siano le intenzioni dell'Amministrazione per limitarli e la quarta domanda: se nel caso di una prossima variazione di bilancio vi sia l'intenzione dell'Amministrazione di intervenire rispetto a questa tematica di cui parliamo ormai in ogni Consiglio.

Presidente - Assessore Marzi per la risposta.

Marzi (SA) - Nel corso dell'anno 2024, secondo i dati forniti dalla Cancelleria civile del Tribunale di Aosta, sono stati eseguiti complessivamente 85 sgomberi forzosi di immobili a uso abitativo, naturalmente questo va connotato in alloggi di proprietà privata; nello specifico 18 sgomberi sono stati effettuati per finita locazione, 67 sgomberi sono riconducibili ad altre cause.

Venendo alla domanda n. 2, il secondo quesito posto sulla revisione della legge 3 attiene a un ambito diverso dalla locazione privata legata alla domanda n. 1; quest'ultima è legata maggiormente, infatti, alle dinamiche di mercato e alle politiche nazionali e territoriali. La revisione invece della legge 3 attiene all'edilizia residenziale pubblica e quindi più prettamente al disagio socio-abitativo che vede appunto al lavoro il tavolo misto tecnico politico.

Nell'ultima riunione dello scorso marzo, nel tavolo si sono condivise alcune linee d'intervento prioritarie che sono state poi sviluppate e recepite nel documento di revisione della legge.

La proposta di revisione include nuovi modelli abitativi e misure innovative sviluppate proprio con l'intento di rispondere in modo più efficace ai bisogni abitativi dei cittadini, in particolare delle categorie più fragili, proprio perché la legge è rivolta alla complessità del disagio socio-abitativo che, ripeto, essere cosa diversa dal mercato privato.

Si prevedono interventi volti a migliorare l'accesso alla casa, a semplificare le procedure di assegnazione e a rafforzare i meccanismi di prevenzione della morosità incolpevole, anche attraverso l'accompagnamento degli inquilini, accrescendone la partecipazione sociale e dando loro quindi supporto nelle situazioni di fragilità.

Un esempio per tutti: oggi è assolutamente possibile che alcuni cittadini assegnatari di edilizia residenziale pubblica non siano presi in carico dal servizio sociale, e quindi si possono verificare fattispecie come quelle ad esempio segnalate ieri dal collega Baccega.

È stata una delle cose che più mi ha lasciato stupito nell'analisi del disagio socio-abitativo e dimostra anche che ai tempi le cose venivano gestite in maniera divisa tra loro.

Venendo alla domanda n. 3, la risposta a questo quesito può essere valutata più dagli addetti ai lavori e dalle amministrazioni comunali che hanno maggiormente il controllo sul territorio, considerando che in ogni caso il tema dell'accesso alla casa è complesso e coinvolge naturalmente tanti e diversi fattori.

Riportiamo però le analisi competenti degli operatori del settore che, tra le cause della riduzione dell'offerta residenziale, invitano anche loro a considerare un quadro più articolato, che va ben oltre la crescita degli affitti brevi.

Come ben rappresentato pubblicamente dalla FIAIP Valle d'Aosta, e cioè la Federazione degli agenti immobiliari professionali, le criticità principali permangono, la morosità degli inquilini che scoraggia i proprietari, ovviamente nel mondo privato; l'elevata fiscalità sulle locazioni; la scarsa tutela percepita da parte dei locatori, vero o falso che sia; i costi elevati di ristrutturazione e la gestione di edifici spesso vetusti.

In questo contesto, diversi proprietari preferiscono non affittare o orientarsi verso il mercato turistico, ritenuto più sicuro e redditizio, anche a fronte della crescita della domanda di acquirenti stranieri.

Venendo alla domanda n. 4, la revisione della legge regionale 3/2013 rappresenta un primo e fondamentale passo verso un intervento più strutturale e sistemico in materia di politiche abitative, consolidando quindi il quadro delle misure a carattere permanente a discapito degli interventi resi a carattere straordinario.

La finalità rimane rafforzare le misure ritenute più efficaci per fronteggiare però il disagio socio-abitativo e quindi sostenere i nuclei più fragili e promuovere l'equità nell'accesso alla casa.

Come per altri temi più di carattere generale, non esiste una domanda efficace e non può esistere una risposta esaustiva su temi così importanti e generali.

Però questo problema - e cioè la disponibilità di alloggi per le famiglie del cosiddetto ceto medio, sempre se esiste ancora nelle vallate laterali e nelle zone turistiche e di montagna - deve essere uno degli argomenti al centro della politica valdostana.

Bene stanno facendo il collega Grosjacques e il Consiglio a legiferare in tal senso, ma, proprio per questo pragmatismo e per questa sensibilità, deve restare alta l'attenzione (e lo studio con gli Enti locali valdostani) su questa tematica.

Presidente - Per la replica, la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Proprio nella sua chiosa finale, lo abbiamo detto prima rispetto al problema degli OSS che non si trovano per un problema casa, lo diciamo di nuovo rispetto all'emergenza abitativa, lo diciamo rispetto agli operatori agricoli e via dicendo, quindi sì, adesso si sta facendo una legge per gli stagionali degli alberghi, ma il problema dovrebbe essere affrontato anche in questo caso a 360 gradi, cioè non possiamo pensare che il problema sia affrontato a settori e soprattutto, come lei ha evidenziato, sì, ci sono persone che decidono di orientarsi verso gli affitti brevi, ma è uscito da poco il rapporto sulle abitazioni occupate e non occupate in Valle d'Aosta, solo per la città di Aosta di abitazioni non occupate, quindi che non hanno nemmeno gli affitti turistici, parliamo di 4.706 abitazioni. Molte di queste sono, come lei ha ben evidenziato, delle case che dovrebbero essere ristrutturate, ma che le persone non ristrutturano, magari perché sono gli alloggi della nonna che hanno mille proprietari, perché non si hanno i soldi e via dicendo, bisognerebbe secondo me valutare se non è pensabile invece di intervenire magari proprio su quegli immobili vuoti, con qualche proposta intelligente, per ridurre anche l'emergenza abitativa, mettendo dei vincoli, mettendo dei mutui a tasso molto agevolato con il vincolo poi di poter affittare con residenza e magari a quel punto anche intervenire, anche come Regione, perché bisogna capire quali sono le priorità nella vita, quindi in qualche modo credo che sotto questo punto di vista forse, come lei ha detto, un'analisi a tutto tondo del problema casa avrebbe più senso.

Dico poi, anche rispetto a quanto lei ha evidenziato, che proprio l'Assessore alle politiche sociali del Comune di Aosta ha puntato il dito contro chi fa affitti brevi, rispetto alla questione dell'emergenza abitativa; non possiamo pensare che sia il privato a farsi carico di questa parte.

Possiamo sì agevolare in qualche modo, ma non possiamo pensare che anche rispetto alla questione della proprietà privata ci siano atteggiamenti di quel tipo perché nel mondo degli affitti brevi sicuramente c'è chi lo fa a livello imprenditoriale e ha molte case, ma c'è anche chi lo fa semplicemente per potersi pagare il mutuo o tasse come l'IMU e via dicendo, quindi sotto questo punto di vista, prima di additare le persone, soprattutto in casi come quello in cui è stata utilizzata questa dichiarazione, molto probabilmente bisognerebbe pensarci cento o mille volte.