Oggetto del Consiglio n. 4661 del 7 maggio 2025 - Resoconto
OBJET N° 4661/XVI - Communications du Président du Conseil.
Bertin (Presidente) ? In apertura di questa parte di lavori del Consiglio regionale desidero ricordare la figura di Papa Francesco, scomparso il 21 aprile scorso. Bergoglio è stato un protagonista assoluto dei nostri tempi. Ha speso la sua autorevolezza spirituale e morale, senza mai risparmiarsi. Tante le cause, dalla pace ai cambiamenti climatici. Così come non ha mai perso occasione per ricordare a tutti che i migranti non sono nemici e che la "guerra mondiale a pezzi" va fermata.
Propongo un minuto di silenzio.
Minuto di silenzio
Il 29 aprile, la Giunta ha presentato il rendiconto generale della Regione per l'anno 2024. L'atto è stato assegnato alla II Commissione.
Il 23 aprile, il gruppo della Lega ha depositato una proposta di legge che contiene disposizioni per il sostegno all'acquisto di carburanti per autotrazione ai privati cittadini residenti nella regione.
Il 22 aprile, la Giunta regionale ha presentato il Piano regionale faunistico-venatorio, che è stato assegnato alla III Commissione.
La Conferenza dei Capigruppo di ieri ha deciso di abbinare la trattazione dei seguenti punti all'ordine del giorno: 10 e 12; 17 e 18; 42, 44 e 56; infine, 51 e 53.
Il punto 6 all'ordine del giorno è stato ritirato, mentre i punti 26, 33, 64 e 73 non saranno trattati oralmente, bensì sarà fornita risposta scritta.
Il 3 maggio ho ricevuto una nota da parte del consigliere Aggravi in merito agli approfondimenti che sta svolgendo la IV Commissione sulla Compagnia Valdostana dalle Acque. Ho risposto nella giornata di ieri alla nota inviatami dal Consigliere.
Ieri, i consiglieri Manfrin, Lucianaz e Marquis mi hanno inviato una lettera con la quale chiedono di avere un parere da parte del Segretario generale del Consiglio su quanto evidenziato in una nota rivolta al Comitato promotore del referendum da parte del Presidente della Regione.
Ricordo che a gennaio di quest'anno i dirigenti degli uffici del Consiglio, su richiesta dei gruppi di minoranza, avevano indirizzato una nota con indicazioni di carattere generale, anche per la mia situazione molto diversa, relativa al procedimento legislativo per quanto riguarda l'approvazione delle leggi statutarie e la loro entrata in vigore. Per quanto riguarda la lettera, poi, risponderò nei prossimi giorni nel merito della richiesta, ma, come evidenziato, gli uffici del Consiglio hanno già risposto in termini generali a quanto richiesto dalla lettera in questione.
Infine, in vista della Giornata mondiale della Fibromialgia, che sarà celebrata lunedì 12 maggio, avete trovato sulle vostre postazioni un fiocco viola, fornito dall'associazione "Sindrome Fibromialgica" per sensibilizzare tutti noi e l'opinione pubblica, in generale, su questa malattia.
Consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (Lega VDA) ? In merito all'ultimo punto da lei dichiarato in comunicazione, con richiamo alla Giornata mondiale della Fibromialgia, vorrei esprimere alcune considerazioni.
Nastro viola chiaro, oggi all'occhiello di noi Consiglieri regionali, per solidarietà di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla fibromialgia in vista del 12 maggio, Giornata mondiale della Fibromialgia. Altra attività di solidarietà avverrà attraverso l'illuminazione viola chiaro di vari monumenti e vari edifici pubblici, per accendere simbolicamente un faro di sensibilizzazione sulla fibromialgia, una sindrome, come è già stato detto più volte anche in questo Consiglio, invalidante, che provoca dolore muscoloscheletrico diffuso e affaticamento, e che colpisce solo in Italia, approssimativamente, 3 milioni di persone. I dati sono purtroppo in aumento.
Ma quello che è ulteriormente difficile da sopportare non è soltanto uno stato di malattia, è il fatto che questa sindrome cambia completamente la vita di chi ne è affetto e la vita di chi è vicino a queste persone.
L'impatto di questa sindrome sulle dinamiche familiari, di coppia o lavorative è deflagrante, aggravato dalla difficoltà di diagnosi e dalle manifestazioni più o meno frequenti dei sintomi, spesso senza minimo preavviso. È proprio per l'impatto che questa malattia ha anche sulle persone vicine al malato che si genera un effetto di secondo ordine, nel quale viene coinvolta, quantomeno a livello psicologico, tutta la famiglia.
Altro impatto sul quale occorre riflettere è la perdita del lavoro per diversi soggetti fibromialgici. La malattia ha risvolti invalidanti e, soprattutto chi è impiegato nel settore del privato, si ritrova improvvisamente incapace a svolgere le consuete attività lavorative e con gli stessi ritmi, con un presumibile effetto di licenziamento. Peggio ancora succede per chi è titolare di partita IVA e si trova ad avere la responsabilità di un'azienda intera.
La fibromialgia, come ogni malattia, è in genere un avvertimento che ci è dato per ricordarci ciò che è essenziale, che in questo caso consiste nel raggiungere quella consapevolezza che ci rivela che troppo spesso alcuni di noi, a un certo punto, muoiono più per la stanchezza di non essere capiti che per la malattia stessa, e che troppo spesso le malattie si accompagnano alla delusione, dove nessun agente patogeno distrugge quanto la mancanza di attenzione.
Presidente ? Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) ? Intervengo rispetto alla nota che le ho trasmesso e la ringrazio per averne data comunicazione.
La nota pone sostanzialmente due domande. Una, quella principale diciamo, è quella di comprendere se, a fronte dell'attività che la IV Commissione sta svolgendo a fronte della risoluzione, ormai famosa, sul tema CVA, verrà redatta una comunicazione al Consiglio, una relazione o quant'altro. Chiedo anche, eventualmente se non su tutta l'attività, soltanto su una parte, ovvero quella che ha carattere di indagine conoscitiva ai sensi dell'articolo 24, appunto se verrà redatta in quel senso.
Io tengo a precisare, al netto di aver preso atto della sua risposta e della responsabilità che è data alla Commissione, se posso sintetizzare così la sua risposta di scegliere cosa fare o no in tal senso, un principio, ovvero che poi vedremo cosa avverrà in Commissione. Nella risoluzione però si fa riferimento anche a poter agire ai sensi del primo comma dell'articolo 24, quindi quello appunto della previsione delle indagini conoscitive. Tengo però a dire che il comma 4 dello stesso articolo 24 dice: "Le Commissioni riferiscono al Consiglio, con apposito documento, le acquisizioni e le conclusioni delle indagini".
Non perché io mi aspetti particolari relazioni, però nel momento in cui è stata presentata la risoluzione e nel momento in cui è stato anche esplicitato il senso della risoluzione, anche in antitesi rispetto alla costituzione di una Commissione speciale, io mi attendevo, al netto della possibilità di procedere ai sensi del comma 1 dell'articolo 24, quindi con indagini conoscitive, per cui tra l'altro non c'è neanche la necessità di autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza ai sensi del successivo comma 2, perché è stata autorizzata con una risoluzione già dallo stesso Consiglio, fatto salvo la parte di eventuali costi conseguenti all'attività di indagine, che una relazione o, meglio, un documento o, meglio, una comunicazione su quello che si sta facendo, sarebbe stata prodotta dalla Commissione.
Anche a fronte del fatto che, ripeto, il comma 4 parla anche soltanto di acquisizioni. Le acquisizioni e le conclusioni. Penso che sulle acquisizioni siano parte di acquisizioni documentali, altrimenti mi viene da chiedere che cosa serva quella risoluzione.
Presidente ? Come ho risposto nella lettera, nel lato della sua autonomia organizzativa la Commissione potrà eventualmente disporre un'indagine conoscitiva. Nel qual caso dovrà obbligatoriamente predisporre una relazione al Consiglio, ma resta nell'autonomia della Commissione come procedere.
Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (Lega VDA) ? Io spero di aver colto, nella sua risposta rispetto alle preoccupazioni circa la nota del Presidente della Regione, quasi una giusta difesa di quello che il Segretario generale ha esposto nella sua nota, che vado testé a leggere, ma soltanto un brano, e le spiegherò perché.
Perché, in un periodo non sospetto, il Segretario generale del Consiglio ci scriveva in questa nota, tralascio tutto, ma per quanto riguarda le tempistiche di entrata in vigore della norma: "Ipotizzando che il decreto di convocazione dei comizi elettorali sia pubblicato a fine luglio 2025, la proposta di legge statutaria avrebbe dovuto essere approvata dal Consiglio regionale entro il periodo dicembre 2024-metà gennaio 2025 per poter indire e svolgere un eventuale referendum, tenuto conto del termine soprastimato ? che è stimato ovviamente nel testo che è riportato ? per eccesso di 230 giorni, che ? questo è un punto importante ?, qualora fossero ridotti tutti i termini comprimibili, potrebbe scendere a non meno di 180 giorni ? cioè a sei mesi ? e fare in modo che la legge statutaria entrasse in vigore entro il termine di indizione dei comizi elettorali".
Io credo che questo sia molto chiaro. Credo che sia molto chiaro.
Leggere allora che il Presidente della Regione ci scrive... scrive, a noi no, scrive al Comitato e scrive anche al Segretario generale che "la nota è stata inviata in una fase in cui non era ancora noto quale sarebbe stato l'effettivo contenuto della legge elettorale" ci fa un po' sorridere.
Cioè, non è che le scadenze vengono fatte in base al contenuto della legge elettorale. Le scadenze sono scadenze. La legge elettorale può modificare una virgola o può modificare completamente tutto il testo. Non è che le scadenze vengono fatte in base al contenuto di un testo di legge.
Questa è l'assurdità e io spero che su questo, ovviamente, lei, Presidente, e anche Segretario generale, ci possiate dare dei lumi, ci possiate dare delle delucidazioni, soprattutto possiate anche difendere l'onore degli uffici del Consiglio, che scrivono una nota e poi vengono palesemente smentiti da parte del Presidente della Regione.
Anche perché la lettura di quello che il Presidente della Regione ha trasmesso al Comitato promotore del referendum, e non solo, non ha uno straccio di riferimento giuridico. Cioè, questa sembra una cosa che, mi perdonerà sempre il collega avvocato, i giuristi chiamano intuitu personae perché non ci sono riferimenti. Qualcuno direbbe mentula canis, ma, insomma, diciamo che ci limitiamo all'intuitu personae.
Su questo specifico riferimento io sinceramente mi sono detto: ma come mai? Come si può scrivere una nota di questo tipo senza dare alcun riferimento e pensare che questa abbia un valore superiore rispetto alla nota scritta dal Segretario generale del Consiglio? Non lo so. Io spero che ci possa essere una risposta in questo senso e spero che possa essere fornita a tutti i colleghi. Magari il Segretario generale ci potrà fare una nota in cui si dice: ho sbagliato, mille volte ho sbagliato, e mi frusto sulla pubblica piazza per aver scritto una cosa che non corrisponde a verità.
Aspettiamo questa nota, aspettiamo questo chiarimento e, ovviamente, attendiamo in maniera trepidante una risposta.
Presidente ? Consigliere Sammaritani, sullo stesso tema? Ne ha facoltà.
Sammaritani (Lega VDA) ? Proprio sullo stesso tema, perché, appunto, mi pare di avere compreso dal suo breve cenno che effettivamente il parere è già stato reso ed è un parere che io condivido, naturalmente, anche perché parla di tempi tecnici che sono quelli, e così sicuramente dovrà essere.
Ma il tema grosso sono le conseguenze, cioè tutto questo naturalmente parte da un peccato originale, cioè il fatto di aver voluto a tutti i costi, con una certa arroganza, devo dire io, e che quindi spesso poi ci si ritorce contro, approvare una legge a tempo ormai scaduto e, oltretutto, con una maggioranza risicata, perché sono solo 19, e sappiamo cosa comporta questo 19 ai fini anche referendari.
Tutto ciò quindi cosa ha comportato? Che ci troviamo adesso in una situazione di una certa preoccupazione, anche molto forte dal punto di vista giuridico, perché se il referendum verrà fatto, ma indipendentemente addirittura che venga fatto o meno, ci sono delle criticità molto grosse.
Nel senso che il primo errore, chiaramente, è stato fare la legge troppo tardi, il secondo errore è stato quello di approvarla con solo 12 voti e il terzo errore è quello di aver fatto una modifica alle preferenze che, probabilmente, è anche in odore di incostituzionalità.
Questa legge, questa riformina così, o "riformaccia" a questo punto, perché davvero è stata una scelta improvvida, crea un ingorgo istituzionale chiarissimo, nel senso che si deve andare a indire le elezioni, quindi a emettere il decreto che indice i comizi elettorali, prima che l'eventuale referendum venga svolto.
Ad aggravare ulteriormente questa situazione è la lettera del Presidente, la nota del presidente Testolin, che dice sostanzialmente, pare di capire, soprattutto, spiegare a quelli fuori da qui, che intanto partiamo con i comizi elettorali, quindi con la gara elettorale, con tutto ciò che ne consegue. Anzi, vi ricordo che, per esempio, per raccogliere le firme per le liste, eccetera, si parte addirittura prima, quindi figuratevi. A partita in corso quindi, poi vediamo se le regole cambieranno.
Questo davvero dal punto di vista giuridico è un obbrobrio, sicuramente. L'ho sempre sostenuto e mi pare di aver capito che anche insigni professori molto più bravi di me lo abbiano ribadito recentemente, qualche giorno fa, in un convegno, in un incontro.
Ma non solo. Al di là di questo, del referendum, quindi il referendum che non potrà che essere svolto dopo l'indizione dei comizi e, quindi, inevitabilmente si dovrebbe pensare di far partire questa riformina sulle preferenze solo per la prossima tornata elettorale, non certo quella di quest'anno, c'è anche il problema, appunto, come accennavo già, delle preferenze, perché anche le preferenze fatte così, cioè tre preferenze ma con la terza di genere, non la seconda, non è uniformata ai principi costituzionali attualmente vigenti, o comunque oggetto di attenzione da parte della Corte costituzionale, perché la seconda di genere garantisce il riequilibrio, la terza di genere no, la terza di genere consente all'elettore di votare due uomini, quindi questo è un grosso problema, un grosso vulnus.
Questo quindi fa sì, come conseguenza, che questa legge, per più di un motivo, rischia, se dovesse entrare in vigore, di essere il motivo di annullamento delle elezioni, perché un qualsiasi cittadino che si svegliasse la mattina e il giorno dopo, il 26 di ottobre o il 27 di ottobre, dicesse "sai che c'è? Non mi è piaciuta questa tornata elettorale e non mi piace nemmeno questa legge con questo tipo di preferenze. Sai che c'è? La impugno" potrebbe arrivare a far annullare questa...
Io concludo qui, credo che su questo tema dovremmo tornare e spero che, anche con l'ausilio appunto dell'attività degli uffici della Presidenza, si possa tornare a fare un po' di chiarezza su questo.
Io, presidente Testolin, sono comunicazioni del presidente Bertin ma mi rivolgo a questo punto al presidente Testolin, io mi permetto, in tutta modestia, di fare un auspicio nel suo interesse e di darle un consiglio. Due cose.
L'auspicio è che speri che il referendum venga chiesto, perché almeno quello è il modo per evitare che questa norma, che probabilmente è incostituzionale, entri in vigore.
In secondo luogo, se il referendum quindi verrà richiesto, adotti le tempistiche di legge, lo faccia contestualmente alle elezioni o dopo le elezioni regionali, almeno non entrerà in vigore una legge che ha una spada di Damocle sulla testa grande come una casa. In modo da evitare anche danni erariali, evidentemente, ma soprattutto, credo, un danno politico e di immagine enorme per la nostra Regione.
Presidente ? Consigliere Marquis, sempre su questo argomento? A lei la parola.
Marquis (FI) ? Anch'io non entrerò nel merito tecnico della questione. Riteniamo che comunque sia una questione che abbia dei grossi riflessi politici e incide sull'attuazione della democrazia in Valle d'Aosta.
Noi mai avremmo immaginato che si potesse verificare una situazione di questo genere, che a distanza di quattro mesi dalle elezioni non si sappia quali saranno le regole alle quali saranno sottoposte le elezioni stesse.
Non abbiamo mai visto un grado di responsabilità politica così elevato. Avevamo già posto una question time il mese scorso per capire quali erano le regole, ci è stato detto che gli uffici facevano degli approfondimenti. Abbiamo poi letto a mezzo stampa le dichiarazioni del Presidente. Noi non possiamo non immaginare che le dichiarazioni fatte siano frutto di qualche parere acquisito perché, diversamente, la situazione sarebbe ancora più grave.
Ma se ci sono dei pareri, io credo che un parere deve essere patrimonio di tutti, non può essere patrimonio di solo qualcuno, di qualche parte politica all'interno dell'Aula, quando parliamo delle regole di funzionamento della democrazia. I soldi che vengono utilizzati sono dei soldi pubblici, sono dei soldi di tutti che si gestiscono, quindi riteniamo che sia doveroso - doveroso, sottolineo - che venga messo a disposizione quanto avete. Se non avete niente a disposizione, chiediamo che vengano acquisiti dei pareri, perché non è possibile non sapere a quali condizioni si dovranno predisporre le liste.
Come è stato sottolineato, cioè, il 28 del mese di luglio dovranno essere indette le elezioni. Noi riteniamo che non sia possibile che il 28 del mese di luglio non si sappia quali sono le regole, se verrà presentata una proposta di referendum su una legge di rango statutario. Ma come è mai possibile una cosa del genere? Ma è una mortificazione della democrazia. Ci sono delle incombenze, della gente sul territorio alla quale bisogna dare delle risposte. È stato detto dal collega prima che chi non è presente in Consiglio regionale deve pure raccogliersi le firme e muoversi con largo anticipo. Senza sapere quali sono le regole, secondo voi? Per noi è inammissibile.
Pertanto vi sollecitiamo ancora una volta a esprimervi con chiarezza. Se non avete dei pareri acquisiteli, e con grande urgenza; se ci sono dei pareri vi invitiamo a metterli a disposizione di tutti, perché credo che questa sia correttezza istituzionale e chiarezza nei confronti della Comunità valdostana.
Presidente ? Sempre su questo argomento? A lei la parola, Consigliera Minelli.
Minelli (PCP) ? Presidente, lei nel suo intervento riguardo a questo punto ha detto che c'è già una nota degli uffici, una nota che conosciamo bene, perché l'abbiamo letta con grande attenzione quando ci è stata inviata, l'abbiamo approfondita, abbiamo cercato di esaminarla parola per parola e abbiamo compreso.
Lei però dice: quando è stata scritta quella lettera eravamo in una situazione assai diversa. Non mi sembra che fossimo in una situazione assai diversa, perché era poco prima del voto su quella legge e quella legge è stata votata.
Poi c'è una risposta al Comitato che ha chiesto il referendum da parte del Presidente della Regione, che di quella nota non tiene minimamente conto.
A me sembra del tutto evidente che ci troviamo di fronte a un vero e proprio pasticcio, un vero e proprio pasticcio che può sfociare, come è stato evidenziato dal collega Sammaritani, in una crisi istituzionale. Questo da che cosa è stato determinato? È stato determinato dal fatto che non si sono rispettati i tempi previsti, i tempi di legge previsti, previsti e necessari per l'approvazione e la promulgazione di una legge statutaria, perché così è quella che è stata votata il 27 febbraio in quest'Aula.
La Segreteria della Presidenza del Consiglio lo aveva segnalato in tempo, e in maniera assolutamente esaustiva, che per l'approvazione di una legge di rango statutario non bisognava andare oltre la metà di gennaio. Che cosa è successo? È successo che è stata fatta una forzatura, è stata fatta una forzatura da parte della maggioranza, si è arrivati a una approvazione fuori tempo massimo. Perché questo è il risultato.
Come era stato detto e previsto, il provvedimento approvato a febbraio non è stato promulgato, non è stato promulgato perché bisognava aspettare tre mesi, e con ogni probabilità non potrà essere promulgato neppure a giugno in presenza di una richiesta di referendum confermativo.
In questo caso, lo ha già detto il collega Sammaritani, il decreto di convocazione dei comizi elettorati dovrà avvenire sulla base della legge attualmente vigente e prevede, come sappiamo, la preferenza unica.
La tesi del Presidente della Regione sulla natura meramente descrittiva del decreto di indizione delle elezioni regionali è infondata, ma lo è perché? Perché basta rileggere il decreto n. 296 del 20 luglio 2020 che indiceva le elezioni del 20 settembre 2020. Se lo si legge, si può constatare facilmente che si fa riferimento esplicito non solo alla legge vigente, ma specificatamente si fa riferimento agli articoli che disciplinano il procedimento elettorale, ivi compreso l'articolo in cui si fa riferimento al conteggio delle preferenze, della preferenza unica. Si fa riferimento all'articolo 40 della legge n. 3/1993, che è quello che parla di preferenze.
Il decreto di convocazione dei comizi elettorali disciplina tutte le regole del procedimento elettorale e non può essere modificato né un mese né alcune settimane prima del voto, a seconda dell'esito di quello che potrebbe essere un referendum che si vorrebbe, se appunto ci saranno tutti i tempi previsti, fare prima dell'indizione dei comizi elettorali.
Un decreto incompleto, senza gli opportuni riferimenti di tipo legislativo riguardanti la norma vigente, sarebbe un atto illegittimo, sarebbe un attimo illegittimo e ovviamente, come è stato ricordato, sarebbe a rischio di impugnazione.
Non è soltanto una opinione nostra, lo diceva poco fa il collega Sammaritani. Venerdì scorso c'è stato un incontro pubblico con la partecipazione di docenti universitari di diritto costituzionale, che forse ne capiscono un pochino più di noi, e il professor Moroni in quell'occasione, come hanno riportato poi i media, lo avrete sicuramente visto, è stato netto nell'affermare che il decreto di fine luglio dovrà essere fatto sulla base della legge vigente nel suo complesso, ivi compreso il sistema delle preferenze.
Quello che quindi chiediamo è che nell'interesse di tutti quanti, dell'elettorato attivo e anche di quello passivo, e nel rispetto delle norme, si faccia chiarezza. È innanzitutto un atto di responsabilità istituzionale, oltre che di serietà, e non è accettabile che il Presidente della Regione utilizzi questa disinvoltura e adotti un atteggiamento che ha tutta l'aria di essere una prepotenza bella e buona, che non possiamo che stigmatizzare.
Presidente ? Ribadisco quanto detto in precedenza: gli uffici del Consiglio, su richiesta delle minoranze, avevano indirizzato a inizio di quest'anno, i primi di gennaio, una nota che conteneva indicazioni di carattere generale relative al procedimento legislativo per l'approvazione delle leggi statutarie e la loro entrata in vigore. Questa era stata la nota mandata dagli uffici, che rispondevano a domanda astratta sulle tempistiche e sul procedimento legislativo.
Ricordo anche che, invece, per quanto attiene al procedimento elettorale, questo non è di competenza nostra, intesa come Assemblea regionale, bensì è una competenza amministrativa della Presidenza.
