Oggetto del Consiglio n. 4660 del 7 maggio 2025 - Verbale

Oggetto n. 4660/XVI del 07/05/2025

RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ SVOLTE DALLA REGIONE NELL’ANNO 2024 PER L’ATTUAZIONE DELLE POLITICHE PROMOSSE DALL’UNIONE EUROPEA E IN MATERIA DI RAPPORTI INTERNAZIONALI, PREDISPOSTA AI SENSI DELL'ARTICOLO 4 DELLA L.R. 8/2006. (REIEZIONE DI UNA RISOLUZIONE).

Il Presidente BERTIN, in relazione al dibattito avvenuto (oggetto n. 4659/XVI), invita il Consiglio a continuare la discussione sulla relazione indicata in oggetto, iscritta al punto n. 1 dell'ordine del giorno dell'adunanza. Ricorda, inoltre, che è stata depositata una risoluzione del gruppo Lega VdA e del Gruppo Misto.

Replicano l'Assessore agli affari europei, innovazione, PNRR e politiche nazionali per la montagna, CAVERI, e il Presidente della Regione TESTOLIN.

Successivamente, il Presidente invita il Consiglio ad esaminare la risoluzione presentata dal gruppo Lega VdA e dal Gruppo Misto.

Illustra il Consigliere MANFRIN.

Intervengono l'Assessore CAVERI e i Consiglieri LUCIANAZ, AGGRAVI, PERRON, MARQUIS, MINELLI e PADOVANI.

IL CONSIGLIO

- con voti favorevoli sette e voto contrario uno (presenti: trentacinque; votanti: otto; astenuti: ventisette, i Consiglieri AGGRAVI, BACCEGA, BARMASSE, BERTIN, BERTSCHY, BRUNOD, CARREL, CAVERI, CHATRIAN, CRETIER, DI MARCO, GANIS, GROSJACQUES, GUICHARDAZ Erika, GUICHARDAZ Jean-Pierre, JORDAN, LAVEVAZ, MALACRINÒ, MARGUERETTAZ, MARQUIS, MARZI, MINELLI, PLANAZ, RESTANO, ROSAIRE, SAPINET e TESTOLIN)

NON APPROVA

la sottoriportata

RISOLUZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

PREMESSO che:

il Green Deal europeo, adottato dall'Unione Europea anche tramite i provvedimenti del pacchetto "Fit for 55%" impone agli Stati membri una serie di obblighi e target ambientali, tra cui la riduzione delle emissioni di gas serra e la transizione verso un'economia verde, con scadenze e vincoli stringenti;

il Patto di Stabilità e Crescita, pur temporaneamente sospeso in alcune fasi, prevede limiti rigidi al disavanzo pubblico e al debito degli Stati membri, restringendo la flessibilità di bilancio necessaria per affrontare crisi economiche o investimenti strategici;

il Piano ReArm Europe/Readiness 2030, recentemente presentato dalla Commissione europea, prevede di utilizzare le leve immediatamente disponibili per mobilitare fino a 800 miliardi per investimenti per la difesa, attraverso l'uso di fondi pubblici a livello nazionale; il nuovo Security Action for Europe (SAFE), che fornirà agli Stati membri fino a 150 miliardi in prestiti, e il ricorso al potenziale della Banca Europea degli Investimenti per mobilitare capitali privati, accelerando l'Unione dei Risparmi e degli Investimenti;

tali misure, sebbene apparentemente ispirate a principi di sostenibilità e stabilità economica, hanno generato crescenti preoccupazioni tra i cittadini e le imprese italiane per il loro impatto su settori chiave come l'industria, l'agricoltura e i trasporti; inoltre, a tali preoccupazioni, si sono aggiunte le ulteriori incertezze derivanti dalla nuova politica degli Stati Uniti in tema di commercio estero con conseguenti turbolenze nei mercati finanziari mondiali;

il Piano ReArm Europe/Readiness 2030, in particolare, solleva forti perplessità, soprattutto alla luce dell'attuale contesto geopolitico ed economico, in cui sarebbe prioritario destinare risorse pubbliche e investimenti verso altri ambiti di maggiore urgenza e impatto sociale.

CONSIDERATO che

l'Italia, per la sua struttura economica e le sue specificità territoriali, si trova a dover sostenere costi sproporzionati rispetto ad altri Paesi membri per adeguarsi agli obiettivi del Green Deal, con rischi concreti per la competitività delle imprese e l'occupazione;

le regole del Patto di Stabilità limitano la capacità del governo di adottare politiche espansive per rilanciare l'economia, soprattutto in un contesto di ripresa post-pandemica e di crescenti tensioni geopolitiche, e d'altra parte il rilancio dell'economia non può essere affidato solo a maggiori spese militari. Numerosi Stati membri e movimenti politici in Europa stanno sollevando critiche simili, evidenziando la necessità di una revisione delle politiche comunitarie per garantire maggiore flessibilità e adattabilità alle esigenze nazionali;

sovranità economica e la tutela degli interessi nazionali devono rimanere principi cardine nelle scelte di politica europea.

IMPEGNA

il Governo regionale:

a sostenere ogni iniziativa del Governo e degli enti locali perché intervengano con urgenza presso le istituzioni dell'Unione Europea per avviare una negoziazione volta a ridefinire gli obblighi e le limitazioni imposti dal Green Deal proponendo obiettivi più realistici e sostenibili per l'Italia, in grado di contemperare la tutela ambientale con la salvaguardia del tessuto produttivo nazionale, ponendo particolare enfasi alle scadenze più preoccupanti, quali la messa al bando dei motori endotermici disposto dal Regolamento (UE) 2023/851 che modifica il Regolamento (UE) 2019/631, combinato con altri provvedimenti che comporteranno forti limitazioni per la circolazione di alcuni veicoli, tra cui gli Euro 5 a diesel, gli adempimenti connessi alla "casa green" disposti dalla Direttiva (UE) 2024/1275 (cosiddetta EPBD), l'obbligo del bilancio di sostenibilità stabilito dalla Direttiva (UE) 2022/2464 (cosiddetta "CSRD") e gli obblighi di dovuta diligenza connessi al rispetto dei criteri ESG imposti dalla Direttiva (UE) 2024/1760 (cosiddetta "CS3D"), obblighi che costituiscono un vero e proprio dazio implicito alle nostre imprese;

a promuovere, in seno al Consiglio dell'Unione Europea e in altre sedi competenti, una revisione del Patto di Stabilità e Crescita, al fine di introdurre maggiore flessibilità nei parametri di bilancio, consentendo investimenti pubblici strategici, sgravi fiscali e politiche di crescita economica che consentirebbero anche di aumentare gli acquisti dagli Stati Uniti rafforzando la nostra posizione negoziale nei loro confronti per ridiscutere le politiche commerciali come dazi e tariffe, considerando l'obiettivo prioritario di orientare le politiche di bilancio alla rapida riduzione degli squilibri macroeconomici interni ed esterni all'Unione Economica e Monetaria;

a rappresentare, in ogni sede opportuna, nazionale e dell'UE, la propria ferma opposizione all'attuazione del PianoReArm Europe/Readiness 2030, chiedendo che le risorse previste siano invece indirizzate verso altre priorità di interesse pubblico;

a riferire periodicamente al Parlamento e alla Conferenza Stato-Regioni sugli sviluppi delle suddette negoziazioni e sulle azioni intraprese per tutelare gli interessi dell'Italia in ambito europeo.

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Successivamente il Presidente invita il Consiglio a prendere atto della Relazione in oggetto.

IL CONSIGLIO

Premesso che:

- la legge regionale 16 marzo 2006, n. 8, recante: "Disposizioni in materia di attività della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste nell'ambito delle politiche promosse dall'Unione europea e dei rapporti internazionali" prevede, all'articolo 4, comma 2, l'esame di una relazione annuale, presentata dalla Giunta regionale, sulle attività svolte dalla Regione nell'anno precedente per l'attuazione delle politiche promosse dall'Unione europea e in materia di rapporti internazionali, nell'ambito di una sessione europea e internazionale del Consiglio regionale;

- il Presidente della Regione ha presentato, in data 28 aprile 2025, all'attenzione del Consiglio regionale, riunito in sessione europea e internazionale, l'allegata relazione prevista dalla legge regionale 8/2006, approvata dalla Giunta regionale in data 28 aprile 2025, con atto n. 466, che è stata illustrata dall'Assessore agli Affari europei, Innovazione, PNRR e Politiche nazionali per la montagna;

PRENDE ATTO

della "Relazione sulle attività svolte dalla Regione nell’anno 2024 per l’attuazione delle politiche promosse dall’Unione europea e in materia di rapporti internazionali, predisposta ai sensi dell'articolo 4 della l.r. 8/2006", allegata al presente atto di cui forma parte integrante e sostanziale.