Oggetto del Consiglio n. 4651 del 17 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4651/XVI - Interpellanza: "Modifiche ai criteri e alle modalità di attuazione dei progetti di inclusione attiva".
Bertin (Presidente) - Riprendiamo intanto i lavori. Punto n. 50. Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Assessore, avevamo già parlato, anche per le vie brevi, di questa interpellanza. Si parla dei Progetti di Inclusione Attiva (PIA) e tenuto conto che appunto la delibera va nella direzione di far sì che ogni lavoratore non può essere inserito nei PIA per più di quattro anni consecutivi, la domanda ? la faccio breve perché, insomma, ne abbiamo già parlato ? è se c'era la possibilità di proseguire questo percorso all'interno di queste operatività a cui sono impegnate queste persone, oppure se ci sono dei percorsi di supporto per dare continuità all'operatività per non lasciare queste persone a non fare nulla e non avere più la possibilità di lavorare. Questo è un po' il senso di questa interpellanza. Si tratterebbe di modificare appunto il capoverso che indica che ogni lavoratore non può essere inserito nei PIA per più di quattro anni consecutivi ed eventualmente come si intende procedere per queste persone, che non hanno un progetto futuro probabilmente.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UV) - Grazie consigliere Baccega. Capisco bene la sensibilità che pone nel proporre l'interpellanza. Allo stesso tempo è corretto spiegarle perché c'è un limite temporale e anche a tutela di chi e di che cosa.
Non rispondendo quindi alla prima domanda, senza leggerle la lunga risposta, le dico di no: non c'è questa intenzione di modificare questo limite perché questo andrebbe a discapito della finalità dello strumento, che vuole porre proprio in una dinamica che è legata alle politiche attive la possibilità a tutte le persone di poter essere inserite in questi programmi per poter ritornare a lavorare. Se quindi noi mantenessimo in maniera continuativa per alcune persone la politica, escluderemmo di conseguenza altre persone, perché la platea non è una platea ben definita, ma è una platea, appunto, di tante persone che hanno necessità in alcuni momenti della propria vita di avere questa possibilità.
Si confonde poi questa misura con un contratto di lavoro. Questa è una misura di politica attiva, che ha proprio la finalità di creare le condizioni perché le persone in quella situazione possano trovare dei momenti di formazione per ritornare poi nel lavoro, nel vero lavoro, con contratti di lavoro. Non tutte le persone fanno l'intero percorso proprio perché quelle che si ritengono pronte vengono messe in condizione di ritornare il prima possibile in questa condizione. Tutto questo è gestito attraverso l'équipe dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, ovviamente è gestito dai centri dell'impiego, ma con una grande attenzione a far sì che tutto questo abbia la giusta trasparenza e anche il giusto grado di priorità per dare, appunto, una risposta complessiva alle persone che si rivolgono a questi servizi. Quando lei dice, appunto: "qualora non sia intenzione modificare detto capoverso, come intendete procedere operativamente per dare risposte alle persone che perderanno il diritto di essere titolari dei PIA? ", per darle alcuni numeri, dal 2020 al 2024 le persone che hanno fatto quattro edizioni consecutive dei PIA sono 19 a fronte di 460, 460 persone quindi hanno avuto la possibilità, nel corso dei quattro anni, di ritornare a lavorare, di avere delle offerte di lavoro; alcune, 19 appunto, hanno completato invece tutto il periodo. Nel completare il periodo poi le persone non vengono lasciate sole, ma vengono prese in carico attraverso nuovi progetti e altre attività, ma evidentemente, se non sono riuscite a prepararsi per il mercato del lavoro in quel periodo di tempo, è necessario trovare strumenti ancora più attenti per le fragilità che queste persone presentano. È evidente che le persone vanno accompagnate, non vanno lasciate sole. Il lavoro che dobbiamo fare è un lavoro che permetta loro di essere considerate sia durante la gestione dei PIA che, eventualmente, nella fase successiva, però è bene che le persone che si rivolgono a questi servizi, prima erano tre gli anni a disposizione, capiscano che devono creare nell'attività che vanno a fare, anche loro devono metterci l'impegno che serve per ritornare nella situazione di lavoro. È per questo che, oltre a mettere delle risorse, oltre a organizzare i servizi, oltre a fare in modo che, nel caso uno completi il percorso, ci siano servizi ancora a disposizione per essere sostenuti e per essere formati per trovare nuove possibilità... la cosa che un po' tutti dobbiamo impegnarci a fare nell'organizzazione del lavoro pubblico e privato è anche prendersi in carico un cambio culturale, che, una volta create le condizioni, metta a disposizione l'organizzazione delle aziende e dell'Amministrazione pubblica... per permettere a persone un po' più fragili a rientrare nel mercato del lavoro. È per questo che abbiamo fatto i corsi per i Disability Manager e abbiamo fatto altre iniziative di sensibilizzazione, perché poi tutto questo deve ritrovarsi in una condizione di vera inclusione lavorativa e di vere possibilità. I PIA sono stati recentemente riorganizzati e devo dire che stanno dando importanti risposte. Credo che abbiamo trovato la strada giusta per creare la possibilità per queste persone di essere sostenute.
Io rimango a disposizione eventualmente per raccogliere con lei, anche in una fase non di confronto consiliare, le problematiche che possono emergere. Ripeto, però, di quel numero di persone che ha partecipato ai progetti (460) solo 19 sono arrivate, per fortuna, alla fine del percorso e a queste 19 sono state dedicate nuove attenzioni, probabilmente, appunto, per le fragilità che hanno presentato.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Baccega.
Baccega (FI) - Grazie Assessore. In realtà, i numeri parlano chiaro, perché diciamo che su 460 persone solo 19 sono state escluse da un futuro percorso, ma se c'è da parte dell'Amministrazione comunque, laddove ci sono delle importanti fragilità, la possibilità di avere dei servizi a disposizione che possono dare un minimo di continuità anche dal punto di vista della gestione personale, quindi con degli strumenti più innovativi... diciamo che siamo anche abbastanza soddisfatti per la risposta. Certo è che, è vero, sono poche persone, ma vanno seguite con una maggiore attenzione, perché si rischia poi di trovare situazioni che sono davvero di difficile gestione.
