Oggetto del Consiglio n. 4599 del 16 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4599/XVI - Reiezione della P.L. n. 120: "Istituzione del fattore famiglia della Valle d'Aosta".
Bertin (Presidente) - Passiamo al punto successivo dell'ordine del giorno: il punto n. 4.02. La proposta di legge è composta da sei articoli, il relatore è il consigliere Manfrin, a cui passo la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Finalmente questa legge arriva in aula, dal suo deposito sono passati diversi mesi, è stata depositata a settembre 2023, non ha purtroppo le facilitazioni che ottengono le stesse leggi che deposita la maggioranza, che arrivano in aula un mese dopo (quando va male) essere state depositate, ma finalmente ci siamo.
La presente proposta di legge intende introdurre e applicare in Valle d'Aosta il fattore famiglia, ma quello che ritengo importante oggi è chiarire cosa si intende per fattore famiglia, perché molti, purtroppo, ancora non lo conoscono. Il fattore famiglia è un indicatore sintetico della situazione reddituale e patrimoniale che garantisce condizioni migliorative, integrando ogni altro indicatore, ad esempio, quello che viene utilizzato comunemente, ovvero l'ISEE, con un coefficiente e quoziente di premialità per le famiglie, al fine di individuare eque modalità di accesso alle prestazioni sociali e ai servizi a domanda individuale che sono erogati dalla Pubblica Amministrazione.
Il fattore famiglia quindi operativamente è una rideterminazione dell'ISEE nazionale che presenta però scale di equivalenza molto più articolate, in grado di cogliere in modo più preciso le molteplici dimensioni del bisogno. In particolare i benefici del fattore famiglia sono: l'incremento del peso dei figli, che non sono considerati come dei generici componenti del nucleo familiare, per essi si considera anche la fascia di appartenenza, quindi anche la differenza fra, per esempio, un bambino appena nato o un bambino adolescente ha un suo peso rispetto ovviamente alle necessità; un bambino appena nato avrà, per esempio, delle alte spese rispetto che so? al materiale di consumo, pensiamo ai pannolini, magari un ragazzo adolescente avrà invece delle spese legate alla parte sportiva, di tutto questo viene tenuto conto con il fattore famiglia, poi viene tenuta in maggiore considerazione il peso della presenza di disabilità, valutando anche il grado di disabilità della stessa all'interno del nucleo. Viene considerato maggiormente il caso di un genitore solo, madre o padre con figli, anche qui chiaramente sul bilancio familiare incide. Viene considerato il caso di perdita di reddito derivante da problemi di lavoro, anche qui un elemento sicuramente importante per quanto riguarda la famiglia. Viene riconosciuto il maggior peso alla persona che vive da sola, ad esempio, il costo di vita più elevato che capita spesso al genitore debole, che abbiamo detto più volte, nell'80% dei casi è il padre separato, e poi viene considerata, per esempio, la presenza dei figli gemelli, che anche qui hanno delle spese sicuramente differenti. In buona sostanza, quindi, il fattore famiglia premia e sostiene la famiglia, adattando in maniera più favorevole i criteri e i bisogni delle famiglie.
Questo coefficiente, quindi il fattore famiglia, è già stato applicato con successo in diverse Regioni italiane, dal Veneto alla Lombardia e per ultimo anche il Lazio. Per quale motivo, quindi, così tante Regioni hanno deciso di mettere in campo questa misura, che è specificamente dedicata alle famiglie? La risposta arriva dall'analisi dei dati demografici, come sappiamo, infatti, in tutto il Paese è in corso ormai una progressiva riduzione del numero di nascite annue. Il calo è dovuto in parte al minor numero di figli che vengono messi al mondo, i tassi di fecondità sono, come sappiamo benissimo tutti, in calo e in parte alla minore presenza di donne in età feconda. Un indicatore utile per studiare la natalità è dato dal rapporto fra nati vivi e la popolazione media annua, tasso grezzo di natalità per mille residenti. Questo è sicuramente interessante, perché è un'analisi della società valdostana fatta proprio sul nostro territorio dall'Università Cattolica del Sacro Cuore sulla nostra Regione, intitolata: "Struttura e dinamica demografica della Regione Valle d'Aosta e delle sue aggregazioni infraregionali" descrivono e analizzano le dinamiche demografiche del recente passato, mettendo in luce le possibili criticità per il territorio e delineando i possibili scenari futuri a breve termine.
Nello studio, che risale al dicembre 2021, quindi assolutamente recente e attuale, si evidenzia come la Valle d'Aosta abbia anticipato il crollo delle nascite rispetto al resto del Paese. "Il numero medio di figli per donne è sceso sotto 2 a metà degli anni Settanta del secolo scorso e sotto 1 e mezzo prima della fine di tale decennio, quindi è da più di 40 anni che si trova in un'accentuata crisi demografica. La Regione - sto citando ovviamente le parti dello studio dell'Università - è scesa poi al punto più basso, attorno a un figlio per donna nella prima metà degli anni Novanta. Come gran parte delle Regioni del nord Italia, ha poi evidenziato un'inversione di tendenza dal 1995 in poi, in questa fase la Regione ha mostrato una capacità di ripresa tra le più intense del Paese, tanto da portarsi sopra la media nazionale lungo la prima decade del nuovo secolo e tornando temporaneamente sopra l'1 e mezzo, raggiungendo ad oggi i livelli medi europei. Questa fase particolarmente favorevole va presa come punto di riferimento, perché dimostra che un'inversione di tendenza solida può essere ottenuta con una capacità reattiva che la Valle d'Aosta ha mostrato di avere anche in misura maggiore alle altre Regioni, tanto da partire appunto dai livelli sotto la media nazionale a valori in linea con la media dell'Unione europea; ma allo stesso modo va notato come il percorso successivo sia stato più negativo rispetto al dato nazionale. Come per il resto dell'Italia, l'impatto della grande recessione ha infatti interrotto la fase positiva dell'andamento della fecondità e ha portato la curva a virare di nuovo verso il basso. Nella fase fra uscita dalla recessione e impatto della pandemia il numero medio di figli per donna della Valle d'Aosta, da valori tra i più alti in Italia, è sceso purtroppo sotto la media nazionale. Sempre il medesimo studio evidenzia come si sia entrati, per la persistente denatalità passata, in una fase di riduzione della popolazione in età riproduttiva, oltre che di quella attiva, le poche nascite passate riducono la popolazione oggi nell'età in cui si forma una propria famiglia, con conseguenti ancor meno nascite future. Per la Regione Valle d'Aosta le proiezioni ISTAT 2020 illustrano una riduzione della popolazione attiva - e questo è un dato tragico e drammatico per chi si occupa di famiglia, che dovrebbe essere preso ovviamente in assoluta considerazione - di 72.760 unità, nel 2036, a una popolazione attiva di 62.193. La popolazione anziana, dai 65 anni in su, subirà invece un incremento, passando dai 30.220 unità del 2021 alle 37.095 del 2036. L'entità dell'indebolimento della componente della popolazione che maggiormente contribuisce alla crescita economica, finanziaria e fa funzionare il sistema di welfare si può ottenere facendo un rapporto fra le due fasce di età. In Francia la fascia 30-34 è circa il 90% della fascia 50-54, si scende attorno all'85% in Germania, al 75% in Spagna, al 67% in Italia e al 58% in Valle d'Aosta", quindi un calo veramente notevole. "Anche l'ultima analisi ISTAT conferma questa tendenza, nel corso del 2024 in Valle d'Aosta infatti - lo abbiamo visto poco tempo fa - i nuovi nati sono stati 613 contro i ben 700 del 2023, un calo del 10,7%. Il tasso di natalità regionale è sceso al 5,2 per mille, mentre quello di mortalità è salito all'11,6 per mille, portando il saldo naturale a - 6,4 per mille. Il tasso di fecondità è crollato all'1,05 figli per donna, uno dei più bassi a livello nazionale", dati sicuramente critici e che ci devono far riflettere.
Alla luce di questi dati, risulta assolutamente lampante che, senza un'urgente inversione di tendenza della natalità e un rafforzamento anche nel breve e medio periodo della popolazione in età attiva, il rischio sia quello di scivolare in una spirale negativa che porta un continuo aumento degli squilibri strutturali e indebolisce la possibilità di sviluppo economico e sostenibilità sociale.
Come agire quindi per invertire la tendenza? Sempre lo studio che abbiamo citato prima, l'Università del Sacro Cuore, ci viene in aiuto, nelle sue conclusioni, dove si evidenzia, fra le altre cose, "la necessità di favorire le condizioni sociali e ambientali correlate a una buona salute, come, ad esempio, la riduzione delle diseguaglianze socio-economiche, il potenziamento delle reti sociali di vicinanza e supporto, la creazione di spazi abitativi che facilitino l'integrazione fra le generazioni, l'offerta di servizi culturali, impianti sportivi, spazi, tariffe agevolate per svolgere costantemente attività fisica a tutte le età, può aiutare i cittadini a invecchiare bene fornendo un proprio contributo positivo ai livelli della società e riducendo anche i costi per i servizi sanitari". Ma, e qui parliamo di qualità di vita della società, allo stesso tempo dobbiamo ridurre gli squilibri, prendendo spunto, per esempio, da quello che è stato fatto in Germania. Come ben espresso nel report del "Federal Institute for Population Research" che fa il punto dell'andamento demografico fra il 2010 e il 2020: "Germany's population will therefore decline, but at a much more moderate pace than assumed just a few years ago. The resulting consequences will most likely be far less dramatic than feared in the late 1990s". "Le nascite del 2019 sono state 113 mila in più rispetto al 2009"; ho citato inevitabilmente una parte dello studio, mi perdonerà il Presidente, ma era una parte importante che ritengo assolutamente importante sottolineare. Dicevamo che le nascite del 2019 sono state 113 mila in più rispetto al 2009, quindi un aumento sicuramente rilevante, da -700 mila per portarsi vicino alle 800 mila dal 2016 in poi. Il numero medio di figli è salito tra il 2013 e il 2019 ed è aumentato da 1,33 a 1,43. Come riconosce il report, l'inversione dell'andamento delle nascite e il conseguente contenimento degli squilibri demografici sono stati possibili grazie, fra le altre iniziative, all'introduzione da una parte di politiche familiari sia in termini economici che di investimento sui servizi; dall'altra, comprendendo il ruolo rilevante del costo dell'abitazione, assieme alle politiche che favoriscono l'incontro fra domanda e offerta di lavoro, intervenendo di conseguenza. Questa è la strategia che si rivela maggiormente efficace per evitare che gli scenari più negativi, soprattutto per le realtà territoriali che già presentano, come la Valle d'Aosta, squilibri rilevanti tra anziani e fasce d'età più giovani. L'inversione di tendenza deve combinare capacità di attrazione in coerenza con la vocazione del proprio territorio e investimento sulla qualità dei servizi che promuovono la realizzazione dei progetti di vita assieme a quelli lavorativi. È necessario inoltre agire in modo urgente perché più ci si sposta avanti nel tempo e più gli squilibri compromettono la struttura per età della popolazione indebolendo la capacità di risposta endogena. La denatalità passata, attraverso la riduzione delle potenziali madri, mette ipoteca sempre più pesante sulla vitalità futura. Di fronte a questa analisi non si può non osservare - e qui veniamo ovviamente all'oggetto della nostra proposta di legge - come il fattore famiglia sia precisamente ascrivibile a questa fattispecie. I benefici del fattore famiglia sulla crescita demografica e sul supporto alle famiglie sono stati ben evidenziati dal progetto pilota realizzato a Castelnuovo del Garda, prima Amministrazione a dotarsi del fattore famiglia. Il Comune, che all'inizio del 2003 contava 8.900 abitanti, è cresciuto con un tasso costante sino a raggiungere, pensate, 13.370 abitanti nel 2021.
La politica urbanistica, accompagnata dalla realizzazione di importanti opere pubbliche, soprattutto nell'edilizia scolastica e da politiche sociali e politiche familiari efficaci, ha creato un habitat favorevole per una comunità che è tornata a essere generativa. Il rapporto nascite/morti era nel 2001 intorno a 1 e adesso è intorno all'1,7. Visto il successo, l'esperimento è stato esteso a diverse altre comunità che via via lo hanno adottato: Zevio, Nogarole Rocca, Gazzo Veronese - chiedo scusa ma questo è il nome del Comune -, Salizzole, San Pietro di Morubio, Sona, Bussolengo, Torre del Benaco, Cavaion Veronese, Pastrengo, Valeggio sul Mincio, Legnago, San Pietro in Cariano, Negrar, che si trova in provincia di Verona, Conegliano Veneto in provincia di Treviso, Limbiate, Cerea, Brugherio, Giussano, Besana in Brianza, Carate Brianza, Muggio, Seveso in provincia di Monza e della Brianza, Laveno-Mombello in provincia di Varese, Lerici a La Spezia e Vallecrosia a Imperia. Poi ci sono stati tanti altri esperimenti a Forlì, a Verona, a Lecce, a Lodi, a Reggio Calabria, insomma, un'espansione a macchia d'olio che ha permesso di inserire il fattore famiglia in diverse località, anche magari in Regioni che non avevano applicato direttamente il fattore famiglia, ma con Comuni che hanno voluto applicarlo sul proprio territorio, con un conforto sicuramente dei dati demografici e sociali. A questo punto ci chiediamo a che punto siamo in Valle d'Aosta. La legge regionale 21 dicembre 2016, che era la legge di stabilità del triennio 2017-2019, all'articolo 17 ha disciplinato un primo impegno alla creazione di un gruppo di lavoro proprio sul fattore famiglia, anche pur non nominandolo direttamente e più precisamente si riporta la frase che adesso vi cito: "La Giunta regionale, allo scopo di riconoscere il maggior aggravio determinato dalla numerosità dei nuclei familiari e dalle situazioni che contribuiscono ad appesantire l'economia familiare, quali, ad esempio, la presenza di coniugi e figli a carico, di persone con disabilità o non autosufficienti, la monogenitorialità e la vedovanza, istituisce un apposito gruppo di lavoro con il compito di elaborare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un sistema che introduca fattori proporzionali al carico familiare, finalizzati a integrare le correnti modalità in uso per il calcolo delle tariffe dei servizi scolastici, sociali, sanitari e di altro genere a carico delle famiglie". Tutta una descrizione effettivamente di quello che il fattore famiglia fa, non lo si nomina direttamente, ma è esattamente quello che introduce il fattore famiglia.
In una riunione della V Commissione consiliare poi - parliamo adesso del 19 maggio 2017, quindi pochi mesi dopo - l'allora assessore alla sanità, salute e politiche sociali Luigi Bertschy, che vedo qui di fronte a me, informava i Commissari di aver predisposto, per quanto riguarda la tematica relativa alla famiglia, una deliberazione per la costituzione di un gruppo di lavoro interistituzionale che studi le modalità e i tempi di adozione del fattore famiglia anche in Valle d'Aosta, e siamo così al 2017. Pochi giorni dopo, il 29 maggio, veniva effettivamente approvata la deliberazione di Giunta regionale n. 689/2017 e il gruppo di lavoro interistituzionale, costituito dai rappresentanti del Forum delle famiglie e dai dirigenti efferenti gli Assessorati regionali della sanità, salute, politiche sociali, attività produttive, energie, politiche del lavoro e ambienti, istruzione e cultura, opere pubbliche, difesa del suolo, edilizia residenziale pubblica, turismo, sport, commercio e trasporti, quindi un gruppo sicuramente nutrito, inizia a studiare l'applicabilità di strumenti da affiancare all'ISEE che permettano alle famiglie con minori, persone non autosufficienti e con disabilità di essere maggiormente tutelati rispetto ai bisogni di sostegno, assistenza e cura. A febbraio 2018, sempre l'assessore Bertschy, rispondendo all'iniziativa sui voucher asilo, iscriveva l'azione quale prima risposta alle necessità delle famiglie nell'ambito di un più ampio progetto sul fattore famiglia. Si cita quindi esplicitamente, già a partire dal 2017, ma ancora, anche in risposta in aula nel 2018, al fatto che il fattore famiglia doveva essere applicato nella nostra Regione per dare una prima risposta.
Il 7 maggio 2018, con deliberazione di Giunta regionale n. 567 e il collegato provvedimento dirigenziale 2891, veniva approvata la realizzazione di uno studio di fattibilità finalizzato all'adozione del fattore famiglia in Valle d'Aosta, le cui risultanze venivano rese note il 2 ottobre 2018. Nello studio si simulava l'applicazione del fattore famiglia a tre diversi sostegni o servizi erogati dalla Regione, ovvero il bon de chauffage, purtroppo, il compianto bon de chauffage, i collegi, i convitti e il doposcuola e i risultati, è da dire, nello studio sono incoraggianti. Nello studio si evidenzia come il fattore famiglia si riveli uno strumento di perequazione e di efficienza amministrativa che indirizza le scelte sull'uso del denaro pubblico verso un utilizzo più equo ed efficiente, secondo le caratteristiche effettive dei nuclei familiari, generando anche un risparmio di risorse finanziarie. Lo studio conclude dicendo che non soltanto riusciamo con il fattore famiglia ad applicare meglio e in maniera più puntuale alle famiglie le disponibilità che la Regione mette in campo, ma addirittura che con questo metodo si generano dei risparmi. Nelle diverse simulazioni si può apprezzare come le famiglie con una maggiore necessità ottengano un miglior riconoscimento della propria condizione e di come, ad esempio, nel caso del bon de chauffage, la parte di contributo collegata all'ISEE si presenta fortemente sperequata, perché la corresponsione del contributo per scaglioni ISEE per le minime differenze di reddito determina sostanziali differenze dello stesso.
Con la nuova legislatura, anche a fronte di dati forniti dallo studio, è stata organizzata con DGR 1386/2018 una conferenza regionale della famiglia, che si è svolta il 29 novembre 2018, nella quale sono stati presentati i benefici del fattore famiglia e delle relative scale di equivalenza dal suo primo promotore, l'ex Sindaco di Castelnuovo del Garda e Presidente nazionale AFI (io ero presente peraltro a quell'incontro). In quell'occasione sono stati presentati i risultati relativi al Comune di Castelnuovo del Garda, dove è stato utilizzato da 14 anni - dove ai tempi, adesso sono passati alcuni anni... si presentava come un utilizzo di 14 anni -, con l'esito di una riduzione del decremento demografico, di un abbassamento dell'età media della popolazione. In seguito è stato presentato lo studio di fattibilità per la Regione Valle d'Aosta unitamente al portale, che permette di gestire le pratiche di richiesta di contributo o di riduzione delle rette, in un rapporto diretto con le famiglie richiedenti. Tra gli aspetti che sono stati evidenziati dai relatori anche il fatto che l'applicazione del fattore famiglia consenta, rispetto all'ISEE, un maggiore controllo della situazione reale del nucleo richiedente e una valutazione più dettagliata della sua condizione sociale ed economica, con la conseguenza di una distribuzione delle risorse più equa e trasparente e più agevole per la Pubblica Amministrazione. A dimostrazione della bontà della scelta di introdurre il fattore famiglia anche nella nostra Regione, la sua realizzazione, anche con strumenti legislativi, è stata indicata più volte in diversi DEFR, e questo è sicuramente importante, perché abbiamo imparato più volte in quest'aula che, quando ci si pone degli obiettivi da raggiungere, si inseriscono nel DEFR, quindi il fatto che siano stati inseriti da maggioranze diverse all'interno del DEFR evidenzia che la volontà di andare in quella direzione c'era. Cominciamo con novembre 2017 dove per la prima volta viene inserito nel DEFR 2018-2020 e più precisamente al punto 4.2, "Sanità, benessere e inclusione sociale", dove viene preconizzato l'intervento legislativo con uno specifico passaggio sul fattore famiglia, ovvero introduzione del fattore famiglia quale correttivo da applicare all'indicatore del reddito. Lo stesso impegno verrà inserito e reiterato più volte in diversi DEFR: ad esempio, quello del 2019-2021, al punto 4.4.1 "Interventi legislativi" dove viene scritto: "In tali ambiti, anche nell'ottica delle necessarie continuità del processo di riforma dei servizi in ambito sanitario e sociale in atto, sono programmati i seguenti interventi legislativi: introduzione del fattore famiglia, al quale correttivo da applicare all'indicatore di reddito", quindi viene scritto nel DEFR 2019-2021. Poi viene inserito nel DEFR 2020-2022, obiettivo di Governo: "riorganizzare il welfare adottando un unico percorso di sostegno a favore delle persone e famiglie in condizioni di disagio, misura socio-economica, misura unica, per superare l'attuale frammentazione e sovrapposizione di aiuti. È altresì necessario performare il modello esistente di conciliazione lavoro-famiglia e di attenzione ai disabili e ai nostri anziani. Applicare il fattore famiglia quale strumento a integrazione dell'ISEE per tenere maggiormente conto dei carichi familiari". Infine il DEFR 2022-2024, sempre fatto da questo Governo nella sua ultima formazione. Al punto 1.3 si può leggere, infatti, politiche sociali: "Sarà sviluppato il fattore famiglia con una revisione e un coordinamento delle iniziative in materia, partendo dai contributi erogati dall'Assessorato della sanità, salute e politiche sociali, per poi coinvolgere tutti i principali contributi a sostegno delle famiglie". In ultima, in ordine di tempo, proprio collegato al DEFR 2023-2025, quindi siamo esattamente nelle tempistiche che stiamo vivendo, l'approvazione di un ordine del giorno a nostra prima firma, oggetto n. 2051 del 1° dicembre 2022, avente a oggetto la realizzazione del fattore famiglia VdA, approvata con una maggioranza di 32 voti su 34, il che significa che quest'Aula tutta ha l'intenzione di fare quanto fatto, ovvero che "impegnava l'Assessore competente a predisporre ogni attività necessaria al fine di valutare l'applicazione anche in Valle d'Aosta del fattore famiglia", confermando la volontà anche di questo Consiglio di voler intraprendere il percorso che porti finalmente alla realizzazione di quest'importante strumento.
La bontà dello strumento, peraltro, si è dimostrata anche dalle audizioni, poiché sia il Codacons, audito in data 17 dicembre 2024, sia il Forum delle associazioni familiari della Valle d'Aosta, audito il 22 gennaio 2025, che l'avvocato Amato, consulente dell'Assessorato della famiglia e delle politiche sociali della Regione Sicilia e Presidente dei giuristi per la vita, audito il 9 aprile 2025, hanno espresso parere positivo che contrasta nettamente con quello negativo espresso dalla maggioranza. Dopodiché sappiamo benissimo che la maggioranza ha espresso parere negativo perché finalmente il provvedimento arrivasse in aula e se ne discutesse, ci auguriamo che quel voto negativo che ci ha permesso di arrivare qui in aula si possa trasformare in un voto positivo. Infatti, come detto, tutti i pareri positivi hanno indicato come questa proposta di legge rappresenti un passo significativo verso un sistema di welfare più inclusivo e rispondente alle esigenze delle famiglie valdostane.
Quanto brevemente riportato quindi in questa relazione evidenzia come le analisi già effettuate, gli approfondimenti già intrapresi, i gruppi di lavoro già costituiti e la volontà politica espressa a più riprese abbiano portato a una valutazione positiva dello strumento, al punto da essere considerato meritevole di un intervento legislativo dedicato. Questo non può che essere la conferma dell'impegno nei confronti delle famiglie a maggior rischio di fragilità con una serie di dispositivi e azioni che affrontino il tema trasversale della crescita di una comunità attraverso la promozione di politiche familiari forti e coerenti.
Non si possono a questo proposito, e qui ci tengo, dimenticare le parole di Emile Chanoux che si trovano nel libro "Le régionalisme, avant 1932" a pagina 280. Scriveva Emile Chanoux: "Impossible de détruire la famille sans causer des perturbations très graves dans la société. Passer de l'individu à l'État sans aucun organe intermédiaire, c'est vouloir construire une maison avec du sable" e noi non possiamo che ritrovarci in queste parole: ecco perché risulta necessario creare un ambiente favorevole alle coppie che desiderano avere figli con l'applicazione del fattore famiglia e a fornire servizi sostenibili in termini di tempo, flessibilità e costo. Solo allora, quando una famiglia si sentirà sostenuta, affiancata e incoraggiata dalla comunità in cui vive e non si vedrà soffocata dal tempo che non ci sarà più e dai costi insostenibili, penserà con gioia e non con preoccupazione a mettere al mondo un altro figlio, se non il primo.
Presidente - Apriamo la discussione generale, la discussione generale è aperta. Invito i colleghi a prenotarsi. Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Buongiorno colleghi. Oggi siamo qui per illustrare un aspetto fondamentale della proposta di legge n. 120 che ho avuto il piacere di sottoscrivere. Questa proposta di legge introduce il fattore famiglia in Valle d'Aosta, non si limita a sostenere le famiglie in difficoltà, ma guarda anche al futuro della nostra comunità promuovendo un invecchiamento attivo dei nostri cittadini.
Come evidenziato nella relazione che accompagna la proposta di legge, la Valle d'Aosta, come altre Regioni - lo ha ricordato il collega - sta affrontando una significativa trasformazione demografica: da un lato, assistiamo a una progressiva riduzione delle nascite e della popolazione in età riproduttiva; dall'altro, la popolazione anziana è in costante aumento. Ricordo che in questo Consiglio regionale il nostro gruppo presenterà un'iniziativa sulla denatalità, questo appunto per dimostrare il nostro impegno costante nei confronti di questa tematica. In questo contesto quindi l'invecchiamento attivo diventa cruciale, non si tratta semplicemente di allungare la vita media, ma di garantire che gli anni guadagnati siano vissuti in salute, dignità e con un ruolo attivo nella società. La proposta di legge n. 120 si inserisce in questa visione, riconoscendo il benessere anche degli anziani, che è strettamente legato al benessere delle famiglie e della comunità nel suo complesso, quindi il fattore famiglia promuove l'invecchiamento attivo sostenendo le famiglie, aiutando le famiglie a conciliare le esigenze di cura dei propri anziani con la vita lavorativa sociale, si favorisce un ambiente così sereno e inclusivo.
Inoltre valorizza, cosa importante e fondamentale nel contesto in cui viviamo, le persone con disabilità promuovendo la coesione sociale. Il fattore famiglia, con la sua attenzione alle reti sociali di vicinanza e supporto, incentiva la creazione di legami e la partecipazione attiva degli anziani nella vita della comunità e tiene conto anche delle persone che oggi vivono da sole favorendo appunto l'accesso ai servizi, l'applicazione del fattore famiglia a servizi come il trasporto pubblico locale, le attività culturali e sportive può facilitare la mobilità e l'accesso alla cultura anche da parte degli anziani.
In più tiene conto di un genitore solo con figli e delle sue difficoltà nel gestire il ménage familiare.
Come gruppo, quindi, riteniamo che l'invecchiamento attivo sia una sfida che riguarda tutti noi, quindi con questa legge potremmo dare un segnale forte e concreto dell'impegno della Regione Valle d'Aosta nel costruire una società più giusta, inclusiva e solidale, dove ogni cittadino a qualsiasi età può sentirsi valorizzato e protagonista.
Per queste ragioni quindi il nostro gruppo voterà convintamente questa proposta di legge.
Presidente - Altri interventi in discussione generale? Qualcuno si prenota? Altrimenti chiudo la discussione generale. In discussione generale, assessore Marzi, a lei la parola.
Marzi (SA) - Buongiorno a tutti. La presentazione di questa proposta di legge, come richiamato dal collega Manfrin, si è inserita nel percorso del lavoro del gruppo interistituzionale volto ad analizzare le eventuali modalità di adozione dello strumento del fattore famiglia nella nostra Regione sin dal 2017. Il gruppo negli anni passati ha approfondito, attraverso studi, analisi e confronti, come poter introdurre nuovi elementi di considerazione della composizione del carico familiare, piuttosto che delle famiglie valdostane, rispetto alla determinazione che i servizi hanno e hanno avuto. Tale lavoro si era, di fatto, interrotto anche a causa del lungo periodo di emergenza sanitario. Si è quindi reso necessario, nel rispetto di una lineare logica politica e amministrativa, ricostruire il gruppo di lavoro aggiornandolo nella composizione in base all'attuale organizzazione dell'Amministrazione. Si è così consentito allo stesso di ultimare, di fatto, il lavoro intrapreso ponendo quindi le condizioni oggi, come già riferito in V Commissione, di poter valutare compiutamente la proposta nel frattempo da voi presentata e posta oggi all'attenzione dell'Aula. Tutto questo, tra l'altro, è stato ampiamente rappresentato dal sottoscritto anche nella primavera del 2024, quando sospendemmo il giudizio rispetto a questa proposta di legge che nel frattempo però ha visto tutta una serie di interlocuzioni in Commissione rispetto alla possibilità di applicare il fattore famiglia.
Il gruppo di lavoro, di fatto, comprende, oltre alla Presidenza della Regione, gli Assessorati della sanità, salute e politiche sociali, quello dello sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, oltre naturalmente dei beni e attività culturali, il sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali, più il CPEL, l'Azienda USL, l'Università della Valle d'Aosta, il Forum del terzo settore e, naturalmente, il Forum delle associazioni familiari.
Il gruppo ha quindi contestualizzato il lavoro già svolto, anche valutando le difficoltà di applicazione rispetto alla vostra proposta di legge, che, nel frattempo, il territorio aveva fermamente indicato attraverso il parere di astensione del CPEL. Tale parere, di fatto, aveva giudicato imprescindibile un ulteriore e maggiore approfondimento con la realizzazione di studi e simulazioni, anche attraverso l'istituzione del lavoro del tavolo interistituzionale; valutato necessario analizzare gli effetti concreti e l'impatto finanziario di un'eventuale applicazione del fattore famiglia; necessario il confronto con tutti i potenziali attori coinvolti e inoltre di procedere anzitutto con una mappatura di attuazione delle agevolazioni e contributi a sostegno delle famiglie erogati dalle Regioni e dagli Enti locali.
L'Assemblea del territorio ha infine espresso perplessità e preoccupazione rispetto alla clausola di invarianza finanziaria della vostra proposta di legge, ritenendo che un'eventuale attuazione della stessa potrebbe, di fatto, generare conseguenze sui bilanci degli Enti locali. Il CPEL quindi ha posto la proposta di legge in secondo piano rispetto al comprendere quali sarebbero i benefici concreti per un'eventuale applicazione di questo strumento nella nostra Regione.
Torniamo, però, al gruppo di lavoro interistituzionale, che, quindi, ha analizzato quale sia la reale applicabilità in Italia del fattore famiglia, anche raccogliendo esperienze maturate, come tra l'altro ha richiamato il collega Manfrin, in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lazio. Le applicazioni che si sono riscontrate sono limitate e concretizzate però solo per alcuni servizi locali, come, ad esempio, il trasporto pubblico, la scuola, i centri estivi e sono perlopiù considerati come facoltativi per i Comuni; poche, inoltre, sono le misure riscontrate in altre Regioni, ma sono quasi sempre applicate sotto forma di bonus e sono, di fatto, in gran parte o sospese o non sono ancora attivate. In buona sostanza, al di là dei principi sui quali siamo tutti d'accordo, le informazioni raccolte evidenziano una limitata applicazione pratica del fattore famiglia sul territorio nazionale.
Inoltre il fatto che la sua poca applicazione avvenga sporadicamente e solo per alcuni servizi locali e su facoltà dei singoli Comuni non ne garantisce assolutamente un'applicazione omogenea e inclusiva sul territorio, anche perché non tutte le Regioni si sono mosse in tal senso, poi vedremo il motivo principale di tutto ciò.
Il gruppo di lavoro interistituzionale sta quindi elaborando un documento di sintesi finale e il lavoro sul documento finale, in linea di principio, vede nella possibile applicazione del fattore famiglia delle potenzialità, tra cui una metodologia di calcolo maggiormente personalizzata, dall'altro però evidenzia le seguenti criticità e cioè:
1) l'incertezza sulla sostenibilità in mancanza, appunto, di certezza di invarianza finanziaria, infatti, per scongiurare il rischio di penalizzazione di alcuni nuclei familiari, si potrebbero generare scompensi economici sui Comuni qualora dovessero rendere questi servizi;
2) il fatto che una diversa distribuzione delle risorse rispetto a quella attuale, a parità di risorse complessive, perché - se la vostra proposta di legge parla di invarianza finanziaria - di fatto, le risorse dovrebbero essere le stesse e quindi si creerebbero tutta una serie di compensazioni interne che vanno verificate;
3) l'eventuale introduzione comporterebbe un enorme aggravio burocratico, cosa che voi spesso dite essere cosa negativa e sulla quale siamo perfettamente d'accordo, sia per gli uffici regionali che per i Comuni e in termini di costi e di investimenti per specifici adeguamenti delle piattaforme informatiche e dei procedimenti per l'acquisizione di ulteriori dati per le verifiche delle dichiarazioni rese al momento della prestazione dell'istanza, perché ricordiamo che, di fatto, ad oggi, per la Pubblica Amministrazione italiana esiste l'ISE;
4) gli Enti locali segnalano un incremento grandissimo di burocrazia che si ripercuoterebbe inoltre paradossalmente sugli stessi uffici, che, di fatto, si occupano delle politiche familiari perché si occupano sia di tutte quante le politiche attive sulle persone anziane che su tutte quante le politiche attive per i minori.
Tutto questo aggravio determinerebbe inevitabilmente una dilazione assoluta rispetto alle attuali politiche già applicate, senza la possibilità di avere già preventivamente delle valutazioni di equità rispetto alle famiglie stesse. Si verificherebbe quindi una generale disomogeneità tra diversi enti sul territorio in assenza di che cosa? Di un'applicazione uniforme, che è la condizione per garantire le medesime condizioni di accesso ai servizi su tutto il territorio, naturalmente in primis quello regionale, ma anche quello nazionale. In sintesi, per tutto quanto rappresentato, di fatto risulta poco praticabile l'applicazione a livello regionale del fattore famiglia a fronte di un generale aggravio burocratico e naturalmente di costi amministrativi, senza la possibilità di valutare dei fattori positivi per quanto riguarda le famiglie. A tutto ciò si aggiunge inoltre il giudizio emerso dal territorio, che, tra l'altro, sarebbe lo stesso che, in quelle poche Regioni che hanno provato a dare applicazione al fattore famiglia, ha reso facoltativa l'applicazione dei servizi, nel senso che quelle poche Regioni che hanno normato l'hanno fatto su servizi residuali e, di fatto, sono quasi tutti servizi resi dai Comuni e anche a questi Comuni hanno dato la possibilità di applicare solo facoltativamente questi servizi.
Tutti i componenti che stiamo valutando hanno condiviso o, meglio, aiutano a condividere, che, per meglio rispondere ai principi del fattore famiglia, e quindi di favorire i nuclei familiari secondo i differenti oneri e carichi di cura sostenuti dagli stessi, sia piuttosto arrivare al centro della questione e qual è il centro della questione? Che lo Stato provveda a una revisione della scala di equivalenza del fattore ISEE, questione, tra l'altro, che risulta essere assolutamente, in linea di massima, una delle grandi questioni inespresse dei Governi italiani.
Ricordiamo che, per quanto riguarda il Governo nazionale, si è più volte parlato di standardizzare il fattore famiglia a livello nazionale, prima se n'era parlato con una legge delega per la riforma fiscale del welfare familiare nel 2022 - a voi andare a verificare chi governava in quel momento - e oggi si sta lavorando per renderlo parte del sistema informativo dell'INPS, ma non è ancora assolutamente attivo a livello nazionale. Perché? Perché ciò consentirebbe l'uniformità di trattamento in tutto il territorio nazionale e un'applicazione maggiormente efficace dello strumento, perché questo permetterebbe l'interoperabilità della banca dati rispetto appunto all'INPS e questo faciliterebbe anche l'applicazione stessa di tutto quanto ciò.
Il gruppo di lavoro che sta lavorando rispetto a questo e quindi rispetto alle misure regionali attive a favore delle famiglie che accedono ai servizi o a forme di sostegno economico che investono anche competenze della Presidenza della Regione, delle politiche del lavoro, dell'istruzione e dei trasporti ha fatto quindi e sta facendo un'analisi rispetto alle politiche attive oggi presenti in Valle d'Aosta sul tema famiglie, indipendentemente dall'applicazione del fattore famiglia, che vedono: il voucher tate familiari, il contributo straordinario per necessità sulla legge regionale 23 su cui abbiamo parlato e su cui lei era d'accordo, l'assegno di domiciliarità, i contributi alle rette delle strutture socio-sanitarie riabilitative, i contributi assistenza alla vita indipendente, il sostegno alla locazione e all'emergenza abitativa, gli assegni di cura per l'affidamento dei familiari di minori, i servizi residenziali per minori, l'assistenza domiciliare educativa.
Lunedì scorso abbiamo anche emanato una delibera, che andrà a parere dal CPEL, che programma inoltre ulteriori attività del centro a supporto delle famiglie a sostegno della genitorialità. Questo a dimostrazione del fatto che, indipendentemente da una piccola valutazione rispetto a questa proposta di legge che, di fatto, non è applicabile, la politica che viene fatta nei confronti delle famiglie da parte regionale oggi è attiva, lo era nel passato, lo sarà anche nel futuro, con risorse, tra l'altro, eccezionali che vengono messe in disponibilità.
Questo elenco, tra l'altro, da me fatto - non esaustivo - dimostra, come avevamo già avuto modo di sostenere in occasione della mozione discussa e approvata dal Consiglio lo scorso mese di febbraio... - tra l'altro, mozione presentata da lei sul tema delle politiche familiari - che nella nostra Regione l'attenzione alle famiglie è sempre alta e continua concretamente a esserlo, sia integrando progettualità già in essere, sia con nuove iniziative attivate e in fase di avvio, come, ad esempio, i punti unici di accesso, che ricordiamo essere uno dei primi LEPS, quindi uno dei primi Livelli Essenziali per le Prestazioni Sociali che stiamo approvando in questa Regione, piuttosto che il Pronto Soccorso sociale, le misure dedicate al sostegno abitativo, l'inserimento socio-occupazionale, l'assistenza dei soggetti fragili, oltre che all'autodeterminazione e inclusione delle persone con disabilità, che lei conosce benissimo per il rapporto che ha con la ministra Locatelli alla quale tutta la Nazione deve fare un plauso per lo slancio che sta facendo rispetto alle politiche delle persone con disabilità.
Tutto ciò dimostra quindi che stiamo già facendo una buona politica a favore delle famiglie. Approvando, tra l'altro, la mozione di cui stiamo parlando che è stata appunto da voi presentata e poi emendata dalla maggioranza, il Consiglio ha dato mandato alla Giunta sia di individuare il percorso amministrativo e che la concertazione necessaria alla costituzione del tavolo interistituzionale sulle politiche familiari. La mozione stessa approvata dal Consiglio individua, con il supporto dell'Osservatorio regionale economico e sociale, proprio il tavolo interistituzionale quale sede idonea e funzionale a promuovere iniziative efficaci a supporto delle famiglie: quindi il tavolo interistituzionale, di fatto, è lo spazio amministrativo e politico sul quale è naturale che si vadano a fare le analisi rispetto alle letture più generali delle esigenze delle famiglie.
Torniamo però a un tema trasversale che lei ha citato rispetto all'incentivazione della natalità, che viene considerato come elemento centrale di questa proposta di legge e ricordiamo l'impegno dell'Amministrazione ha messo in campo, coinvolgendo larga parte delle strutture regionali, di fatto tutte quante le strutture regionali, ad esempio buona parte dei colleghi presenti a questo tavolo, a partire dal collega Bertschy e dal collega Guichardaz. Inoltre da parte nostra è stata fatta negli ultimi anni una serie inoltre di attività capillari in tal senso.
È importante anche, visto che lei ha deciso di elencare una serie di Comuni di una Regione che lei è andato a menzionare, citare l'ISTAT che il 15 aprile del 2025, rispetto ai dati del 31 di dicembre del 2023, diceva di quella Regione che la popolazione residente ammontava a 4.852.216 persone e, rispetto all'anno precedente, la popolazione era aumentata di oltre 2.600 unità, quindi un aumento dello 0,1%. Diceva però anche che è importante notare che quest'aumento era principalmente dovuto al saldo migratorio attivo positivo in quanto quella Regione, come il resto d'Italia, ha registrato un nuovo record di denatalità nel 2023 con 3.438 nati in calo rispetto all'anno precedente così anche nelle altre Regioni: io capisco politicamente il passaggio rispetto al fatto che la Regione nella quale è stato, si dice, applicato il fattore famiglia. Tra l'altro io - pochi lo sanno - ero presente alla presentazione - tanti anni fa -, in quel Comune, da parte dell'Università del Veneto di questo studio: di conseguenza, è una cosa che ho seguito nel corso degli anni e debbo dire che, pur mantenendo una grande rilevanza come spirito di principio che condividiamo assolutamente in termini applicativi... proprio perché, di fatto, si scontra contro il fattore ISE ISEE, che invece viene applicato omogeneamente su tutta quanta la Regione... ha visto una scarsa applicazione del fattore famiglia.
È, però, sicuramente importante fare una valutazione rispetto al fatto che l'attenzione da un punto di vista politico-amministrativo di questa Regione nelle politiche familiari che sono state recepite è assolutamente alta: stiamo parlando, ad oggi, di oltre 10 milioni di euro semplicemente e immediatamente individuati rispetto ad attività poste in essere dal Governo attuale sulle famiglie stesse. Tuttavia, di fatto, l'oggetto del contendere è che, seppur il tavolo che si sta occupando in maniera sperimentale del fattore famiglia sia arrivato a dire che non è possibile l'applicazione, è comunque assolutamente condivisa anche con il terzo settore e con il Forum delle famiglie stesse la necessità di fare due cose e credo che l'approvazione della mozione da lei presentata e da noi emendata arriverà a fare questo lavoro e questo sarà anche il lavoro del futuro: fare una sintesi di quello che fino ad oggi è stato fatto e che già esiste, cercare di creare una regia rispetto alle attività che ad oggi sono presenti in maniera trasversale su tutti quanti i servizi che vengono resi, ma soprattutto sicuramente partire, in una maniera però che possa definirsi applicabile, con una politica che vada al di là del singolo strumento. Perché, se è assolutamente positivo individuare in questa proposta di legge un'attenzione al tema della famiglia, che noi condividiamo tutti, tant'è che i servizi messi in campo ad oggi dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta in maniera trasversale lo rendono evidente sia nella volontà che nelle risorse stanziate. Non si può sicuramente partire da un indicatore economico come quello del fattore famiglia, poco applicato a livello nazionale, con tutta una serie di problemi di disomogeneità per dividere quest'Aula tra chi è a favore delle famiglie e chi non lo è. Questo, tra l'altro, abbiamo anche avuto modo di rappresentarlo a tutto il terzo settore e alle associazioni del caso, perché naturalmente sia nel corso del lavoro del tavolo interistituzionale, che è tuttora in corso, sia nel corso delle interlocuzioni che normalmente ci sono con le varie associazioni presenti sul territorio, tutti quanti condividiamo che sia necessaria un'azione di sintesi, regia e prospettiva che vada però a rendere applicative le politiche regionali che ad oggi già danno riscontri assolutamente positivi rispetto a fattori che si possono applicare.
Io ritengo che il fatto di definire il fattore famiglia come innovativo e integrativo sia una maniera assolutamente politica di rappresentare un indicatore, che, di fatto, ad oggi non si è ancora evidenziato nella sua reale applicazione.
Per questo motivo noi, rispetto a questa proposta di legge, come già evidenziato ai tempi e come il lavoro che il tavolo poi sta portando avanti, sta rendendo evidente, su questa proposta di legge per la sua inapplicabilità ci asterremo.
Presidente - Siamo ancora in discussione generale, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Assessore, secondo me, lei, oltre che occuparsi delle sue deleghe, dovrebbe scegliere una linea e seguirla, perché tenere il piede in due scarpe non si può fare. O lei, Assessore, ci dice che il fattore famiglia è inapplicabile, come ha detto più volte all'interno del suo intervento, oppure ci dice che c'è grande attenzione, si vuole fare, però ci sono dei rilievi, delle questioni, dei problemi e quant'altro.
Allora prendiamo la prima questione: lei ci ha detto che il fattore famiglia è inapplicabile. Del fattore famiglia, come ho citato nel mio intervento, si parla a partire dal 21 dicembre 2016 e si parla in maniera importante e ho citato volutamente il pezzo di verbale... no, il verbale non si può, ma quanto annunciato dall'allora assessore Bertschy nella V Commissione consiliare nel 2017... a proposito, non mi ricordo più chi è che governava il 2017, perché visto che si parla di una revisione dell'ISEE, forse nel 2017 si poteva fare anche nel 2016 quando se ne è parlato, probabilmente deve essere sfuggito a Renzi e alla sua allegra banda di fare questa modifica, perché ci sono state diverse stagioni politiche, ma, parlando appunto del 2017, vediamo come l'assessore Bertschy disse che si doveva costituire, e si sarebbe fatto di lì a poco, un gruppo di lavoro interistituzionale che studiasse modalità e tempi di adozione, non il fatto che il fattore famiglia si potesse o non si potesse applicare, non il fatto che il fattore famiglia avesse o non avesse i benefici, non il fatto che si dovesse valutare qual era l'applicabilità in Valle d'Aosta del fattore famiglia; no, modalità e tempi di adozione. Se io dico modalità e tempi di adozione, significa che ovviamente predispongo uno studio che faccia in modo che stabilisca quando verrà adottato il fattore famiglia, quindi si sancisce ancor prima di creare il gruppo interistituzionale che il fattore famiglia deve essere adottato. E qui vengono un po' a cadere le cose che ci ha detto. Poi viene fatta una delibera di Giunta: la 689/2017, che stabilisce questo gruppo, che costituisce questo gruppo. Ci dice peraltro, Assessore, che il suo tavolo interistituzionale, il suo gruppo di studi e di approfondimento ha dato parere negativo rispetto all'applicabilità del fattore famiglia in Valle d'Aosta. Io le chiederei, Assessore, se lei per caso ha chiesto al Forum delle famiglie cosa ne pensava, perché nel gruppo che lei ha citato il Forum delle famiglie è presente. Il Forum delle famiglie è venuto in Commissione e ci ha detto che è assolutamente favorevole all'introduzione, però il gruppo di cui lei ci riferisce, perché noi non sappiamo, non c'eravamo... ci riferisce che assolutamente il fattore famiglia non è applicabile in Valle d'Aosta. Delle due l'una, o c'è un'unanimità nell'applicazione oppure qualcuno potrebbe essere portato a pensare che ci sono delle persone che fanno parte del tavolo, che magari rispondono al suo Assessorato e che per ordini di scuderia vanno al tavolo e dicono che non si può fare perché la legge l'ha presentata un Consigliere regionale dell'opposizione, potrebbe essere un'interpretazione, non dico che sia successo, ma potrebbe anche essere, perché, se così fosse, avrebbe un senso, perché sempre nel 2018, a febbraio 2019, sempre l'assessore Bertschy ci diceva non che bisognava valutare se effettivamente il fattore famiglia si poteva applicare o meno in Valle d'Aosta, se aveva dei benefici o meno; no, ci diceva che il voucher asilo... peraltro la domanda era del collega Padovani in quella Commissione... a fronte dell'iniziativa sul voucher asilo diceva che il voucher asilo era una... visto che lei ha citato alcune iniziative, le cito anche questa... l'assessore Bertschy, che mi pare sia il suo vicepresidente di Regione, oltre che assessore della sua Giunta... diceva che il voucher era un'azione come una prima risposta alle necessità delle famiglie nell'ambito di un più ampio progetto sul fattore famiglia, quindi viene a cadere anche esattamente quello che lei ha detto rispetto al fatto che state facendo tanto. Voi state facendo alcune cose, alcune meglio, alcune un po' meno bene, ma sono alcuni interventi spot che non sono sganciati da quello che è il fattore famiglia e l'intervento più ampio e non lo dico io, lo dice un componente della sua Giunta.
Dopodiché su questo gruppo di lavoro e di studio veniva deliberata la costituzione nel 2018 e il gruppo che aveva scelto ed è stato incaricato di fare uno studio sull'applicabilità su specifici riferimenti del fattore famiglia nella nostra Regione ha detto che effettivamente si poteva fare.
Vede, Assessore, lei ci viene a dire delle cose che io capisco che lei debba dire politicamente, ma non corrispondono alla realtà e non corrispondono, per sua sfortuna, anche perché in quella Giunta c'erano persone e chi se ne occupava che fanno parte anche della sua Giunta che dicevano cose opposte rispetto a quello che sta dicendo oggi.
Se lei fosse venuto qui a dirci: "Noi per partito preso vogliamo dire di no", guardi, sarebbe stato più onesto e più sincero, invece prendo atto di quello che ci ha detto prima... eccezionale il passaggio sulla Regione Veneto, che dimostra che non ha fatto grossa attenzione, come peraltro gran parte dell'Aula, lei non è stato uno dei pochi: è stato uno dei tanti che non ha seguito il dibattito ma ci sta, non è che tutto può interessare a tutti. Io ho citato diversi Comuni e diverse Regioni, lei si è concentrato su una Regione in particolare, ma non ha fatto attenzione al fatto che ho citato alcuni Comuni e ho citato concretamente il caso di alcuni Comuni dicendole dell'aumento demografico. Lei prende il caso di una Regione di 4 milioni di abitanti e dice: "Sì, sono cresciuti di 2 mila, però c'è il saldo migratorio". Sì, grazie al piffero o a qualsiasi altro metaforico strumento, ma non è questo, il fattore famiglia viene applicato sul singolo Comune e applicato, per esempio, nel comune di Castelnuovo del Garda, come le ho dimostrato con i dati, ha avuto dal 2003, in cui aveva 8.900 abitanti, una crescita di 13.370 abitanti al 2021.
Questo fattore famiglia quindi non è stato applicato su tutti i Comuni, e in generale sulla Regione, la Regione ha approvato una legge, che consentiva ai Comuni di poterla applicare oppure no sul proprio territorio, quindi è evidente che gli effetti sono questi, non su tutta la Regione. Non si possono valutare su 4 milioni di abitanti, Assessore, si devono valutare sul singolo Comune in cui è stato applicato, le ho fatto un elenco sterminato di Comuni, vada a vederli.
Ancora ci dice che il problema è l'incremento della burocrazia; guardi, Assessore, se lei ci dice oggi che qualsiasi iniziativa che preveda un incremento di burocrazia verrà cassata, io la ringrazio, sono disposto, a fronte di questo, anche a ritirare la legge e a dire che è la peggiore legge del mondo, ma in quest'aula non voglio mai più vedere un qualcosa che aggravi la burocrazia, perché ne avete fatti a iosa di provvedimenti di questo tipo, però vedo che gli aggravi di burocrazia, quando li fa il Governo, vanno sempre bene, quando invece li fa qualcun altro... e non sono aggravi di burocrazia, perché il calcolo dell'ISEE è molto semplice, è un coefficiente che va applicato all'ISEE normale, io ho l'ISEE e gli applico un coefficiente, non ci vuole uno scienziato, è molto semplice questo calcolo. Nel momento in cui questo si definisce un aggravio di burocrazia, a questo punto applicheremo questo ragionamento a qualsiasi altra legge verrà portata in quest'aula, anche la creazione di enti inutili, sdoppiandoli, trasferendo il personale da una parte, dall'altra, il personale ibrido, il mezzo concorso; le richiamo qualcosa? Quello è un aggravio di burocrazia o una semplificazione? le chiedo, se queste sono le motivazioni con le quali lei sostiene ovviamente il fatto che questa legge non vada applicata.
E ancora il problema della verifica dei costi, ma i costi non ci sono, è un coefficiente di applicazione, lo abbiamo scritto in questa proposta di legge, è scritto, chiunque lo può vedere. La clausola di invarianza finanziaria c'è perché è evidente che, se io non devo far altro che prendere un coefficiente e applicarlo all'ISEE, non ho costi, è molto semplice. Poi se l'idea di dire: "Introducete dei costi" serve perché è strumentale al fatto che qualcuno arrivi qui, la legge venga portata in II Commissione e si alzi qualcuno da quei banchi e ci dica: "Eh no, guardate, avete chiesto 100 euro ma non ci sono", come fate sempre, allora, guardi, giochiamo a carte scoperte e lo dica: "No, dovevate mettere dei soldi, così vi bocciavamo la legge perché era incompatibile finanziariamente", perché questa è l'unica cosa che fate, l'unico motivo a cui vi attaccate! Dopodiché il suggerimento che lei fa e che ci dice è: ci sono cinque, sei, sette Regioni che applicano il fattore famiglia, ci sono centinaia e migliaia di Comuni che lo applicano, ma la soluzione migliore è che lo Stato modifichi l'ISEE. Assessore, ma come può dare delle risposte di questo tipo? Ma allora io le dico una cosa, su cui lei è responsabile, le valutazioni che oggi vengono fatte del reddito delle persone che sono in edilizia residenziale pubblica passano dall'ISE da una vita, noi le chiediamo di portare l'ISEE e lei - e questa è una sua facoltà - non l'ha mai fatto. È colpa del Governo cattivo, del Governo di Destra che la spaventa? No, non è così. Lei ha scelto scientemente di modificare quella norma, perché non è dato saperlo, però è così. Allora è inutile che se la prenda con il Governo nazionale se non viene modificato il calcolo dell'ISEE, qui si può applicare un coefficiente diverso che si chiama fattore famiglia. Se non lo vuole fare, lo dica chiaramente, non si attacchi e non si arrampichi sui vetri e sugli specchi se non vuole dare atto del fatto che c'è una proposta.
Dopodiché nelle mille e più iniziative che sono state fatte, nei DEFR, negli ordini del giorno, nelle mozioni, negli impegni che sono stati più volte votati in questo Consiglio, da che ho memoria anche nella scorsa legislatura, si è sempre parlato del fattore famiglia e mai nessuno ha sollevato un'obiezione, le obiezioni che ha sollevato lei, mai nessuno. Allora io mi chiedo, Assessore, è stata una carenza di studio da parte di chi ha approvato, per esempio, il fatto che il fattore famiglia andasse inserito nel DEFR? Perché, Assessore, secondo quello che lei ci ha detto, non è che è un problema di modifica o di correzione di un testo, perché, se così fosse, questo testo è stato in Commissione 1 anno e 7 mesi, allora, se c'erano da applicare dei correttivi in 1 anno e 7 mesi, si potevano tranquillamente applicare. Avete fatto degli emendamenti tra la notte e il giorno che modificavano le norme pensionistiche, penso che in 1 anno e 7 mesi si possano fare anche delle modifiche a un testo di legge se non funziona. No, lei viene qui e ci dice: "Il fattore famiglia non funziona", ma è il contrario di quello che avete detto sempre, è il contrario di quello che è stato inserito nel DEFR 2018-2020, è il contrario di quello che avete detto nel DEFR 2019-2021, è il contrario di quello che avete detto nel DEFR 2020-2022, è il contrario di quello che avete detto nel DEFR 2022-2024 e il problema sa qual è, Assessore? Che noi, con la maggior apertura possibile, abbiamo più volte portato degli stimoli, degli ordini del giorno, delle mozioni, delle proposte, delle richieste. Con cortesia abbiamo detto: "Fatelo", però abbiamo cominciato a dirlo quando siamo entrati qua. Nel 2018 per la prima volta abbiamo detto: "Fatelo, fate questo fattore famiglia", fatelo una volta, fatelo due, fatelo tre. "Sì, lo faremo e lo inseriamo nel DEFR, sì lo faremo e approviamo l'ordine del giorno, sì lo faremo e approviamo la mozione".
Poi arriviamo, a questo punto, sfiniti dalle richieste che abbiamo voluto formulare, a depositare una legge e la risposta è: "Ah no, ma il fattore famiglia non si può applicare in Valle d'Aosta", ma, Assessore, dite il contrario di quello che avete affermato nei vostri DEFR, dite il contrario di quello che avete affermato nelle vostre leggi regionali, dite il contrario di quello che avete approvato nelle delibere a prima firma dell'assessore Bertschy, dite il contrario di quello che ha detto il gruppo di studio che ha verificato l'applicabilità del fattore famiglia in Valle d'Aosta e ha detto che era efficace ed è stato elencato su una serie di temi. Non diciamoci allora che ha funzionato su una serie limitata di questioni in altre parti, è stato applicato come si riteneva più opportuno in altri territori e io sono portato a essere un autonomista e dire che sul mio territorio decido io come applicarlo e gli altri, sul loro territorio, decideranno come preferiscono applicarlo. Noi abbiamo disposto che c'è la possibilità di applicarlo secondo: 1) misure per la genitorialità all'infanzia; 2) misure di sostegno alla famiglia; 3) progetti di inserimento lavorativo; 4) contratti di locazione a canone concordato; 5) trasporto pubblico locale; 6) prestazioni erogate dai Comuni o dall'Unité des Communes a valere sui finanziamenti europei, nazionali e regionali; 7) misure nell'ambito della finanza regionale o comunale.
C'è la possibilità di fare tutto quello che vogliamo, però dovete farlo, però bisogna farlo. Con l'approvazione di questa legge si potrà fare, con delle scuse puerili non si potrà fare. Fate quello che volete, Assessore, ma credo che le cose siano molto chiare, ci sono degli impegni votati da questo Consiglio, ci sono degli impegni inseriti nel DEFR, ci sono degli impegni inseriti in delibere di Giunta, ci sono degli impegni votati con ordini del giorno e mozioni. Se oggi arrivate a fare l'opposto, mi sembra che ovviamente vi sbugiardate da soli.
Presidente - Posso chiudere la discussione generale? La discussione generale è chiusa. Sospendiamo brevemente il Consiglio prima delle repliche per arieggiare i locali.
La seduta è sospesa dalle ore 11:22: alle ore 12:08.
Bertin (Presidente) - La discussione generale è stata chiusa, riprendiamo con la replica dell'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Io volutamente ho chiesto di intervenire in dibattito generale perché l'intervento che il collega Manfrin ha fatto è un intervento che naturalmente connota politicamente tutta una serie di cose, ma non prende tanto in considerazione la sua relazione sulla proposta di legge 120, dove, senza entrare nel merito, lei al secondo capoverso inizia dicendo che: "Il fattore famiglia rappresenta uno strumento innovativo". Poi, in buona parte della sua discussione, in replica, ha rappresentato il secondo intervento che, di fatto, cercando anche una sorta di incongruenza all'interno della Giunta perché c'era un Assessore prima, nel 2016... Io personalmente ricordo di aver partecipato a Verona a quanto rappresentato, credo non fossi neanche ancora Assessore comunale...
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
...no, ma lo so, però io sono andato ad ascoltare quello che l'Università di Verona rappresentava rispetto al fattore famiglia nel Comune da lei citato e, considerato che non ero neanche ancora Assessore comunale, credo stiamo parlando più o meno di 10-15 anni fa, per cui definirlo innovativo è una cosa interessante.
Veniamo poi a un altro aspetto che lei cita rispetto al famoso tavolo interistituzionale che il collega ai suoi tempi, quindi nel 2016, - poi è diventato una delibera nel 2017 - aveva rappresentato. Il tavolo si chiama "Gruppo di lavoro interistituzionale in merito alla proposta di applicazione del fattore famiglia". Tra l'altro, il tavolo, prima di essere sospeso per i noti motivi che sappiamo, e cioè la pandemia, aveva più o meno chiuso i lavori dicendo "l'attività del gruppo di lavoro ha messo in luce la complessità dell'introduzione del fattore famiglia e la necessità di un'analisi approfondita degli impatti su vari livelli, sia familiari che istituzionali". Questo credo fosse nel 2017-2018 quella chiusura di questa roba, tant'è che poi noi lo abbiamo restituito e io l'ho fatto presente quando nella primavera del 2024 sono stato chiamato a esprimere quanto rappresentato, avevo chiaramente dichiarato "facciamo attenzione perché c'è un tavolo, un percorso amministrativo, che nella mia replica ho già individuato e questo tavolo va assolutamente riattivato" e ciò è stato fatto nell'agosto del 2024.
Il lavoro che questo tavolo, che è un tavolo... poi, collega Manfrin, io lo so benissimo che, quando si è in dibattito generale, infatti io sono contento che questa sia una PL, che vengano fatte le mozioni, perché probabilmente poi inizieremo un Consiglio dove ci saranno tante iniziative ispettive nelle quali io posso semplicemente dire "è una robina" e tanto spesso poi dopo non ha nulla a che vedere con le vostre repliche, invece qui qualcosina si può dire: è anche per quello che sono intervenuto in dibattito generale, perché così adesso c'è la replica del Governo e poi magari anche la dichiarazione di voto. Però l'oggetto del contendere qual è? È che lei addirittura arriva a dire che io sarei intervenuto su parti del tavolo.
In quel tavolo, lei lo sa meglio di me, i politici non ci sono e, di fatto, ci sono tutta una serie di rappresentanti di natura tecnica, tra l'altro trasversale di tutti gli Assessorati, più il terzo settore e il Forum delle associazioni familiari, con i quali credo che il lavoro che hanno fatto, visto che sono arrivati alla sintesi che il fattore famiglia oggi rappresenta dei fattori di disomogeneità territoriale, ma soprattutto non coglie nel segno, perché il segno è colto da un intervento che lei si è sentito chiamato in causa con il "bu" sul Governo attuale...
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
...no, è che l'ISEE è delega nazionale e quindi lo possono cambiare i Governi nazionali, qualsiasi siano.
Io nel 2022 non mi sono preso la briga di andare a vedere quale Governo ci fosse, quale composizione avesse: ci poteva essere chiunque tanto per essere chiari, poi posso anche andarlo a verificare, non è detto ci fosse la Lega, non lo so, non è detto. L'oggetto del contendere però è che sicuramente, come nel 2022, anche attualmente il vero indicatore di riferimento, che è uno scoglio che blocca qualsiasi possibilità reale di applicazione, è il fatto che esiste un indicatore di riferimento, che è l'ISE ISEE e anche rispetto giustamente alla sua puntatina sulla 3/2013 rispetto all'applicazione dell'ISE stiamo intervenendo. Probabilmente sulla 3/2013 a brevissimo dovremmo avere un articolato di legge da presentare in V Commissione: abbiamo già avuto una serie di indicazioni quando abbiamo fatto la presentazione della stessa in questa Commissione. Una delle cose che abbiamo sottolineato era proprio il fatto che non ci potesse essere ISE e ISEE con tutta una serie di valutazioni, ma anche altre, però non stiamo parlando di quello, quindi non approfondisco, per cui alla fine della fiera l'oggetto del contendere è che lo stesso tavolo tecnico, con al tavolo le associazioni del terzo settore e non solo, ma anche le associazioni del Forum delle famiglie hanno dovuto concludere che ad oggi, seppure il fattore famiglia in maniera disomogenea è stato in alcuni casi normato, è di difficile applicazione e non può aver dato dei riscontri amministrativi che sono intervenuti addirittura a cambiare la natalità dei Comuni.
Io non mi sono addentrato e per rispetto istituzionale non ho neanche fatto il nome della Regione - che lei invece in replica ha citato - per il semplice motivo che, restando su dati generali, perché poi sono andato a vedere anche i dati particolari - per cui si fidi io ascolto sempre ma, quando è lei a parlare su iniziative che ci riguardano, io la ascolto benissimo -, il Comune che lei ha citato parrebbe essere il secondo in termini di crescita demografica in questo arco temporale. Però, se esistono le regole generali, collega Manfrin, quindi se l'analisi di riferimento che viene fatta dall'ISTAT non dal partito "Pinco" o dal partito "Panco" e lei dice "attenzione, tutta una serie di Regioni italiane...", perché la stessa valutazione viene fatta su tante Regioni italiane, molte delle quali parrebbero aver normato il fattore famiglia ma lo applicano praticamente per nulla, avendo dato facoltà poi ai loro Comuni di applicarlo, ma poi non lo applicano: perché? Perché esiste l'ISE ISEE, infatti quei pochissimi che hanno provato ad applicarlo lo fanno su servizi assolutamente marginali: il trasporto alunni, che è importantissimo all'interno di una dinamica familiare ma sicuramente non è importante come l'azione che il Governo regionale valdostano, ha fatto nel 2024 di abbassamento del 10% della tariffa sugli asili nidi, pur non applicando il fattore famiglia, perché di fatto questo non è, però l'oggetto del contendere qual è? È che la valutazione che l'ISTAT fa di tutta una serie di Regioni, di una Nazione, che, ahimè, sappiamo tutti avere problemi di denatalità, è "fate attenzione, perché se il saldo sembra essere attivo, lo è in realtà per i flussi migratori", che in alcuni casi sono di matrice lavorativa, quindi persone che si spostano per lavorare, ma in buona parte riguardano invece flussi migratori di fuori Italia, mettiamola così, e sappiamo tutti qual è la politica di riferimento di alcuni partiti su questo tipo di tema. Allora io dico che se su una determinata Regione, e anche su altre, si arriva a dire che circa il 10% di quelli che parrebbero essere gli aumenti di riferimento riguardano i flussi migratori, probabilmente anche nella declinazione su ogni singolo Comune questo è possibile, per cui io dico: politicamente ci sta che lei unisca il fattore famiglia, che è un piccolo indicatore economico in una politica generale di uno Stato, di una Regione e di una tonnellata di Province e Comuni rispetto a servizi che oggi vengono resi su ogni tipo di servizio dicendo "anche il fattore famiglia può dare una mano", ma, di fatto, quello che ad oggi sicuramente può dare una mano è integrare l'ISE ISEE, con tutta una serie di parametri che vanno realmente a premiare le famiglie, cosa che il fattore famiglia non riesce a fare per il semplice motivo che - e qui arriviamo alla burocrazia - ad oggi la possibilità di accedere immediatamente a banche dati esistenti velocizza tantissimo l'applicazione dei servizi.
Si figuri poi in una Regione come la nostra... e lei lo sa perché lo abbiamo verificato sulla nuova politica da applicare sulle novità delle nuove normative sulle persone con disabilità, che la Regione autonoma Valle d'Aosta, per suo Statuto speciale, non ha neanche delle interlocuzioni con l'ISE, ma perché ha gli uffici regionali che fanno quel lavoro lì, quindi anche quando giustamente a livello nazionale si è brindato alla possibilità che veniva data come Regione sperimentale anche alla Valle di poter fare certe cose, noi di fatto abbiamo dovuto dire "aspettate, perché noi non abbiamo l'accesso con quelle banche dati" e di fatto lo stiamo applicando ora. Si immagini, quindi, rispetto ad altre Regioni che hanno potuto normarlo ma che, di fatto, non lo stanno tanto applicando e che stanno delegando in maniera facoltativa i Comuni di farlo e i Comuni non tutti lo fanno proprio per gli stessi motivi, in una Regione che non ha neanche la possibilità di accedere alle banche dati per rendere tutti i servizi sociali.
Questo è il tema della PL 120, quindi la PL 120 ha un certo tipo di sviluppo che si inserisce in un percorso già avviato, percorso che, essendo avviato oramai da 9 anni, non lo si può definire innovativo, lei è d'accordo con me, ma che nel corso di questi anni ha avuto la possibilità di fare tutta una serie di analisi. Anche le ultime che sono state portate avanti sono delle analisi che rendono evidenti che, seppure il fattore famiglia esista, seppure il fattore famiglia sia stato normato in alcune Regioni e reso facoltativo in termini di applicazione ad alcuni Comuni, non si hanno proprio dei casi dove questo viene fatto, perché? Perché esiste già un altro indicatore, l'indicatore per antonomasia che ha competenza nazionale, che di fatto dovrebbe avere una serie di integrazioni che vadano a favorire la famiglia e soprattutto le famiglie numerose, perché poi di quello stiamo parlando.
Il motivo quindi per il quale noi abbiamo detto in Commissione "attenzione che c'è un tavolo che sta studiando" e questo tavolo si esprime chiaramente dicendo "oggi, in Valle d'Aosta in particolar modo perché noi non collaboriamo con le banche dati INPS? " è che oggi in Valle d'Aosta in particolar modo non è il caso di applicare il fattore famiglia e arriviamo a tutto l'altro tema - perché poi lei lo sviluppa su due temi -, la denatalità, che, come abbiamo avuto modo di rappresentare, oggi è un problema che va al di là delle politiche sociali e, probabilmente, è quello che lei ha cercato di rappresentare con la sua mozione... ma non è un caso che noi l'abbiamo emendata e abbiamo detto che aveva ragione e che è lì che bisogna lavorare. Bisogna lavorare però non partendo da una cosa che negli ultimi anni non abbiamo applicato pur facendo politiche sociali a favore della famiglia, ma partendo da una regia che cerchi di fare prima di tutto una lettura del contesto dei servizi resi e, in secondo luogo, che provi a collazionarli e a dargli un'indicazione chiara.
Secondo me, quel tavolo interistituzionale - non è detto che io e lei ne faremo parte - dirà esattamente il fatto che bisogna aumentare le spinte verso i Governi nazionali perché intervengano sul fattore ISE ISEE. Mentre lo Stato decide di fare questa cosa, noi dobbiamo cercare di fare quello che in parte stiamo facendo, sicuramente dandogli un ordine e una regia maggiore e anche collaborando di più con le associazioni sul territorio.
Nelle interlocuzioni che il tavolo ha avuto con le associazioni - e che anch'io ho avuto con le associazioni perché le incontro, perché in alcuni casi mi chiedono di essere viste, in altri casi le dobbiamo vedere per tutta una serie di cose che facciamo appunto rispetto alle politiche sociali e sanitarie di questa Regione - di fatto noi ci siamo già espressi rispetto alla non possibilità condivisa con loro, peraltro, di partire da quest'indicatore previsto nella PL 120. Di conseguenza, politicamente non è che chi oggi dice no al fattore famiglia sta dicendo di no alle politiche familiari, così come lei, collega Manfrin, anche se appoggerà la PL 120, non è che il secondo dopo diventa più bravo o più cattivo nei confronti delle famiglie valdostane perché, di fatto, quando si tratta di dire cose positive raramente le dice, quando invece si tratta di dire cose negative le dice indipendentemente poi dal fatto che ci siano tutta una serie di servizi che noi rendiamo alle famiglie, indipendentemente dal fatto che non applichiamo il fattore famiglia e, da un'analisi fatta sul fattore famiglia, si è reso evidente il fatto che nulla cambierebbe se non rallentare tutto e rischiare di metterci ancora più tempo a fare le stesse cose che facciamo adesso.
Presidente - Qualcun altro? Consigliere Manfrin, a lei la parola.
Manfrin (LEGA VDA) - Non voglio alimentare questo dibattito a due, ma credo sia opportuno chiarire un paio di aspetti. Vede, io non amo molto la relazione d'aula per due motivi, poi le dico un'altra cosa: il primo perché la relazione d'aula nella sua idealità dovrebbe rappresentare sostanzialmente un qualcosa di diverso rispetto alla relazione che si è depositata. Il relatore, e non il relatore di minoranza, dovrebbe sostanzialmente scrivere un qualcosa che spieghi la legge che ha depositato e che arriva in aula e magari riassume qualche passaggio di Commissione. Il problema è che qui ci troviamo ogni volta, soprattutto per quanto riguarda le leggi di minoranza, a riprendere quello che si è già detto prima e dire: "In Commissione mi è stata bocciata". Questa è la relazione d'aula. Lo trovo un po' assurdo e trovo forse spesso meglio che a fare questa relazione d'aula sia il relatore di minoranza quando c'è, perché dice cose diverse, aggiunge degli elementi, o trovo meglio fare degli interventi politici, come mi è accaduto, ringraziando anche ovviamente sulla parte della legge elettorale il collega Marguerettaz, perché aiutano a comprendere.
Nella relazione d'aula quindi, lo confesso, non troverete mai e non sentirete mai anche per evitare lo sgradevole accadimento - non succede mai... se mai succedesse... - per il quale la relazione d'aula che viene mandata viene letta pedissequamente e qualcuno con il testo sotto gli occhi guarda e vede qualcuno che legge quello che ha già, sarebbe una cosa sinceramente inutile... io nella relazione che faccio quando presento la legge cerco di fornire degli elementi di novità rispetto a quanto già trattato. Il fatto che lei prenda un pezzo...
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
...una frase di quanto detto per dire che è uno strumento innovativo mi fa un po' sorridere, ma le spiego e forse le chiarisco: lo strumento innovativo del fattore famiglia è uno strumento innovativo perché in Valle d'Aosta non è mai stato applicato: ecco perché è innovativo, come è innovativa e come è stata innovativa, per esempio, la figura del Garante per le disabilità, che esisteva in tutta Italia tranne che in Valle d'Aosta. Sono misure innovative perché, pur essendoci da altre parti, in altre realtà, ovviamente qui non ci sono, quindi è solo per spiegarle le motivazioni.
In secondo luogo lei ci ha detto che al tavolo la politica non entra, non ne fa parte, è vero, Assessore, ma io ho dichiarato e ho detto, in via del tutto ipotetica, che... lei era presente, come ero presente io, in quella seduta dell'estate del 2024 della V Commissione, quando un simpatico Dirigente della sanità arrivò e ci disse: "Eh no, guardate, la legge che modifica le disposizioni per l'erogazione dei buoni per la celiachia non si può fare". Io sgranando gli occhi gli dissi: "Scusi eh, ma questa è la legge che è in vigore in un'altra Regione e lo fanno, quindi?". È stato dichiarato il falso, eppure è stato fatto, perché? Perché c'era la volontà politica di non far passare quella legge, c'era la volontà politica, qualcuno gli ha detto: "Ascolta, fai di tutto per affermare il contrario e per dire che dobbiamo bocciare questa legge".
Allora, siccome è stato fatto in quell'occasione e ci siamo anche confrontati io e lei al di fuori di Commissione e Consiglio... e io le ho detto in maniera molto chiara che, se c'è la volontà politica di fare una cosa ed è legale farla, si fa, e quella cosa era legale farla, modificare l'erogazione dei buoni per i celiaci si poteva fare, se c'è la volontà politica, si fa e non c'è dirigente o parere che tenga.
In quell'occasione è stato dato mandato di bloccare la legge, potenzialmente anche in questo caso, siccome partecipavano al tavolo diversi referenti del suo Assessorato, poteva essere dato mandato di dire: "Sapete che c'è? Questa legge non vogliamo che passi". Potenzialmente è così, non dico che sia successo, dico che è una potenzialità. Ora, se è una potenzialità, è evidente che può essere successo. Io non voglio insinuare assolutamente nulla, ma solo dirle che il fatto che dopo che si è riunito questo comitato e questo tavolo, che dice che il fattore famiglia in Valle d'Aosta non si può applicare, uno dei membri che era presente a questo tavolo venga in audizione in Commissione e ci dica: "Sì, siamo a favore del fattore famiglia, sì, assolutamente a favore", dice esattamente l'opposto. Vuol dire che si può fare. Si può fare, come diceva un film molto famoso. Siccome quindi si può fare, siccome era a favore, allora significa che noi non abbiamo contezza di quanto avvenuto su questo tavolo, ma probabilmente non c'era una concordia all'unanimità probabilmente...
(intervento dell'assessore Marzi fuori microfono)
...lei ci dice che è così. Beh, ne prendiamo atto, noi non ci eravamo, non lo sappiamo, verbali non ne abbiamo, documenti ufficiali non ne abbiamo, ne prendiamo atto ma non sappiamo chi ha detto cosa. Sappiamo che il Forum delle famiglie è venuto qui, così come i rappresentanti del Codacons e ci hanno detto: "Sì, siamo assolutamente favorevoli", nessuno ha chiesto altre audizioni. Se c'era quindi qualcuno che voleva manifestare la propria contrarietà, al netto di lei ovviamente e i suoi uffici, nessun altro è stato chiamato, quindi nessuno è venuto qui a esprimersi. Ne prendiamo atto.
Per quanto riguarda lo strumento ISEE, esso è in funzione da sempre. Se riteniamo che una Regione autonoma debba dire, di fronte al fatto che diverse Regioni, alcune autonome, alcune no, si sono dotate di strumenti per migliorare il calcolo e il reddito dell'ISE e una Regione autonoma deve dire: "Eh no, aspettiamo che lo Stato che cambi le cose", lo Stato che è brutto alcune volte, perché è brutto, lo Stato centrale è brutto, però, quando ci sono delle proposte che vanno nella direzione di migliorare lo stato delle cose per le famiglie, diventa Stato bello, perché a quel punto deve cambiare lui e noi non possiamo che inchinarci di fronte al suo volere.
Noi non ci stiamo, l'hanno fatto diverse Regioni ordinarie, lo hanno fatto diverse Regioni a Statuto speciale e quindi riteniamo che questa sia una scelta che può fare anche la nostra Regione.
Quello che le ho detto rispetto a Regione Veneto, che non era un mistero, Regioni con 4 milioni di abitanti ce ne sono un po' poche nel nostro Stato, ma è una cosa diversa, cioè le Regioni che hanno legiferato su questo tema, esattamente come abbiamo fatto noi, hanno dato la libertà ai Comuni di potersi dotare o non dotare dello strumento del fattore famiglia, quindi in quelle Regioni ci sono Comuni che si sono dotati di quello strumento e Comuni che non si sono dotati di quello strumento e quei Comuni che si sono dotati di quello strumento hanno visto un miglioramento evidente, come giustamente ha ricordato, un aumento nettissimo rispetto alle nascite, un aumento nettissimo rispetto alla struttura sociale del Comune, che non vuol dire che si debba prendere tutta la Regione a livello intero e dire:, "Ah sì, la Regione ha preso 100 abitanti in più, 100 abitanti in meno e quindi il fattore famiglia non funziona", perché è un discorso assurdo, significa che si vuole trovare un modo per dire che il fattore famiglia non funziona, ma non è così, si deve guardare la realtà in cui è stato applicato.
Se c'è un Comune in cui è stato applicato e non ha funzionato, allora avrà ragione lei, non può prendere il dato di tutta la Regione e dire che non funziona, anche perché noi non abbiamo parlato di Regioni, abbiamo parlato di Regioni per quanto riguarda l'applicazione, abbiamo sempre parlato di Comuni per quanto riguarda appunto la sua applicazione concreta sul territorio. Ha detto una cosa: che il fattore famiglia serve a favorire le famiglie numerose. Non è così, il fattore famiglia serve, come ho ricordato all'inizio del mio intervento, per diverse questioni, non solo per famiglie numerose; incrementa i pesi dei figli, che non sono considerati come dei componenti generici e considera anche la fascia di età di appartenenza, perché ovviamente ci sono differenze dei nuclei familiari anche rispetto alle fasce d'età, tiene in maggior considerazione il peso e la presenza di disabilità, valutando anche il grado di disabilità all'interno del nucleo; considera maggiormente il caso di un genitore solo, madre o padre, con figlio, quindi il nucleo monogenitoriale; considera il caso di perdita di reddito derivante da problemi di lavoro, cosa che oggi purtroppo non viene recepita e peraltro viene in qualche maniera recepita in realtà in una delibera che è quella della morosità incolpevole che viene applicata sulla 3/2013, questo è un elemento d'innovazione. Riconosce il maggior peso alla persona che vive da sola e considera anche, questo tra tutti, la presenza di gemelli, cioè riesce ad adattare lo strumento dell'ISEE alla situazione familiare in essere, questo è il principio, non è la famiglia numerosa. Certo, la famiglia numerosa viene favorita, ma è un indicatore che serve a supportare la famiglia in tanti altri ambiti.
Ora, lei ha elogiato i servizi che la nostra Regione fornisce, che lei ritiene siano assolutamente eccezionali, però mi corre l'obbligo sottolinearle, Assessore, che, nonostante gli eccezionali servizi che lei dice che questa Regione fornisce, questa Regione ha il dato della natalità peggiore di tutta Italia. Allora ci deve essere un problema se ci sono questi servizi eccezionali e c'è una natalità in picchiata. Questa è in realtà la questione principale, non può dire che siccome ci sono già dei servizi, allora va tutto bene, non va tutto bene. Se ci troviamo qui a commentare ogni anno una picchiata del calo della natalità, è evidente che la necessità di intervenire è urgente.
La possibilità di intervenire con il fattore famiglia è sotto gli occhi, c'è una proposta di legge e può essere approvata oggi; il fatto che questa proposta di legge, il fatto che il fattore famiglia sia entrato nei programmi di diversi Governi regionali, e precedevano il suo ingresso in questo Consiglio e anche il mio, che però l'hanno vista anche presente nei DEFR quando sono stati elaborati, in questi DEFR non si dice: "No, ma immaginiamo che dobbiamo valutare di pensare, di considerare, di immaginare, di proiettare... di vedere se potrebbe funzionare il fattore famiglia". No, dicono... - per esempio, prendo quello 2020-2022 -: "Riorganizzare il welfare, adottando un unico percorso di sostegno a favore delle persone e delle famiglie in condizioni di disagio socio-economico per superare l'attuale frammentazione e sovrapposizione di aiuti. È altresì necessario performare il modello esistente di conciliazione lavoro-famiglia e di attenzione ai disabili e ai nostri anziani. Applicare il fattore famiglia quale strumento a integrazione dell'ISEE per tenere maggiormente conto dei carichi familiari". Non c'è scritto: "Valutare, se fare, immaginare, dire, fare..." baciare, lettera, testamento, c'è scritto: "Applicare il fattore famiglia", io leggo quello che scrivete voi, non l'ho scritto io il DEFR, l'avete scritto voi e voi scrivete "Applicare il fattore famiglia".
Poi, dopo che lei scrive sul suo DEFR - che si vota lei, perché noi non l'abbiamo votato -: "Applicare il fattore famiglia", arriviamo qua e ci dice che il fattore famiglia non può essere applicato e non va bene per la Valle d'Aosta? Fate pace però con voi stessi, lo avete scritto voi sul DEFR, lo avete approvato voi, non noi! Dopodiché le prendo anche quello che avete scritto nel DEFR 2022-2024: "Sarà sviluppato il fattore famiglia", non "Vedremo se farlo, immaginiamo se... valutiamo...", sarà sviluppato. Lo avete scritto voi, "Sarà sviluppato il fattore famiglia". L'ho scritto io? L'ho votato io? No, l'avete votato voi, "Sarà sviluppato". Quando lo sviluppate? Dicendo che non va bene... Assessore, per noi va bene, la proposta di legge è qui, se volete dar corso al vostro stesso DEFR, c'è la possibilità di farlo, se non volete, ne prenderemo atto e ne prenderanno atto anche i Valdostani.
Presidente - Altri interventi? Non vedo altre richieste, metto in votazione l'articolo n. 1... pardon, per dichiarazione di voto, ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Brevemente in dichiarazione di voto, è stato citato nella relazione del collega Manfrin l'atto che nel 2022 era stato votato e sul quale la collega e io ci eravamo astenute, so bene le motivazioni per cui ci eravamo astenute, le avevo riportate in aula, riguardavano soprattutto il fatto che nella definizione dei soggetti - e quindi delle famiglie che avrebbero potuto usufruire di queste misure proposte, o comunque più in generale del fattore famiglia - c'era stata una diversità di vedute, diciamo così.
Abbiamo letto con attenzione la proposta di legge che è oggi in discussione e abbiamo notato che su alcuni aspetti questo testo che oggi viene proposto è un po' diverso rispetto a quell'ordine del giorno o mozione - ma mi pareva che fosse un ordine del giorno - che era meno articolato. In particolare noi abbiamo visto che all'articolo 3 viene inserita anche la famiglia monogenitoriale, che è una cosa che riteniamo positiva. Ci sono poi, all'interno di questo stesso articolo, degli altri elementi, degli altri commi su cui noi abbiamo alcune perplessità, però voteremo nel merito dei singoli articoli.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Per una dichiarazione di voto, a nome del gruppo di Rassemblement Valdôtain, abbiamo ascoltato il dibattito, come abbiamo anche cercato di approfondire un tema che è sicuramente complesso e penso che, al di là delle aspettative del dibattito che si sarebbe generato tra due fuochi, è un tema comunque complicato.
Dal punto di vista del principio del fattore famiglia, non siamo certo contrari, quindi voteremo a favore del primo articolo; è ovvio che sull'applicazione ci sono molti dubbi, soprattutto delle ricadute in termini anche economici e soprattutto di peso burocratico.
C'è una considerazione che vorremmo fare che riguarda i famigerati ISE e ISEE. Io continuo e continuiamo a ritenere che ci siano altre modalità di espressione, o comunque di valutazione di analisi, della ricchezza o del reddito che viene percepito, banalmente la dichiarazione dei redditi può già dare un'indicazione e mi chiedo: ma siamo in Italia purtroppo o per fortuna... dipende, quindi bisogna complicarsi le cose e aggiungere ulteriore burocrazia rispetto a quella che c'è. Lo abbiamo già anche dimostrato in altre situazioni e spesso e volentieri non abbiamo potuto raccogliere frutti di proposte.
Sul tema degli aiuti e dei sostegni alle famiglie proposte concrete il nostro gruppo ne ha fatte, una la vorrei citare che è a burocrazia minore e a incidenza, come dicevo, non tanto sul nuovo documento di manifestazione economica come l'ISEE, bensì la dichiarazione dei redditi ed è stata la proposta di detrazioni fiscali a favore dei figli a carico per quello che riguarda l'IRPEF, cioè dove qualcosa si può fare, ma questo lo cito come esempio per dire che ci sono possibilità di strumenti applicabili anche più rapidi che mettere in piedi comunque delle strutture complesse.
Non me ne vorrà il relatore, il primo firmatario, ma è ovvio che tra il dire e il fare ci sono tanti documenti da mettere in campo, quindi giustamente ognuno porta le sue battaglie, ma, al di là dell'articolo 1, gli altri articoli sono estremamente più complessi e più complicati, soprattutto nelle loro manifestazioni.
Sul primo articolo noi, ripeto, esprimeremo un voto di concordanza sul principio che riguarda appunto il fattore famiglia. Sulla sua manifestazione e concretizzazione abbiamo altre opinioni ed eventualmente le manifesteremo nel prosieguo della votazione.
Presidente - Posso mettere in votazione? La parola all'assessore Marzi per dichiarazione di voto.
Marzi (SA) - A nome della Stella Alpina, ci asterremo rispetto a questa proposta di legge, ma, secondo me, è utile formalizzare un altro aspetto. Il primo: il collega Manfrin, in controreplica, ha chiaramente richiamato, da un punto di vista amministrativo, il fatto che le Regioni hanno normato, ma si sta parlando dei Comuni. Nella mia articolata presentazione del motivo per cui ci asterremo su questa cosa ho chiaramente richiamato un parere del CPEL della Valle d'Aosta, che, nell'autunno del 2023, ha detto che, di fatto, non si può applicare il fattore famiglia e quindi si asteneva perché "era imprescindibile un ulteriore maggiore approfondimento con la realizzazione di studi e simulazioni, necessario ad analizzare gli effetti concreti nell'impatto finanziario di un'eventuale applicazione del fattore famiglia, necessario il confronto con tutti gli attori coinvolti, di procedere anzitutto con una mappatura e di avere perplessità e preoccupazioni rispetto al concetto di invarianza finanziaria" che nella PL 120, sulla quale ci asterremo, viene espressa. Di fatto, quindi, ha chiaramente espresso il fatto che lui in questa sede nuovamente e correttamente sta facendo politica.
Lui è a favore delle famiglie votando il primo articolo della PL 120, noi siamo a favore della famiglia non votando l'articolo 1 della PL 120 perché la PL 120 non si può applicare. Tra le altre cose questo lo hanno detto anche tutti i tecnici coinvolti, comprese le associazioni e il Forum nel tavolo interistituzionale che è stato riaperto ad agosto 2024 e, di fatto, pare chiuso a dicembre del 2024, dove i soggetti coinvolti hanno chiaramente detto che, prima di muoversi su qualsiasi altro tema, è necessario che lo Stato intervenga sull'ISE ISEE.
Collega Manfrin, però noi ci incontreremo sicuramente su un altro tavolo perché, come le ho detto, noi abbiamo di nuovo dimostrato la nostra sensibilità alla famiglia raccogliendo un'iniziativa consiliare, proponendole un emendamento, condividendolo e rimandando a un tavolo interistituzionale che parla di famiglia la regia delle politiche familiari. Tra l'altro, questo noi l'abbiamo anche rappresentato al Forum delle famiglie, per cui, di fatto, ci asterremo sull'articolo n. 1, ma continueremo a lavorare, come abbiamo sempre fatto, a favore delle famiglie. Siamo assolutamente certi che tutto il mondo delle famiglie, anche coloro i quali sono stati auditi, ma non hanno rappresentato che contemporaneamente stavano lavorando anche all'interno del tavolo dove si stava sviscerando quanto detto, sicuramente sanno che tutti e 35 i Consiglieri regionali di questa Regione sono a loro favore indipendentemente dal voto dell'articolo n. 1 della PL 120 perché questi sono tecnicismi che attengono al Consiglio e in realtà poi dopo, come stiamo facendo, c'è bisogno dei fatti.
Presidente - Altri interventi? Non ne vedo, metto in votazione l'articolo n. 1 della PL 120. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)
L'articolo n. 1 è respinto.
Constatato che il primo articolo è stato respinto, ai sensi dell'articolo 77, comma 2 del Regolamento del Consiglio regionale, l'intera proposta di legge si intende respinta.
