Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4548 del 27 marzo 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4548/XVI - Interrogazione: "Effetti dell'abrogazione di una norma della legge regionale in materia di procedimento amministrativo riguardante la tutela delle attività professionali nei confronti della Pubblica Amministrazione".

Bertin (Presidente) - Punto n. 13. Risponde il Presidente della Regione.

Testolin (UV) - Innanzitutto il collega chiede: "quali siano le motivazioni che hanno portato ad abolire tale norma". Il disegno di legge di revisione della legge 19/2007 è stato predisposto dagli uffici del Dipartimento legislativo aiuti di Stato in collaborazione con la task force, un'assistenza tecnica costituita da esperti professionisti contrattualizzati dalla Regione nell'ambito delle missioni M1 e C1 del PNRR presso la struttura Semplificazione e rapporto procedimentale e progettuale per l'attuazione del PNRR. Per la stesura del disegno, è stato avviato un tavolo di lavoro con gli esperti della task force, con l'obiettivo di aggiornare la normativa regionale in base alle più recenti modifiche legislative e statali e introdurre misure di semplificazione procedurali. Dopo un'analisi approfondita di procedimenti, condotta con particolare attenzione ai tempi di durata, della necessità di ridurli per rispettare gli obiettivi del PNRR, la task force ha proposto, tra le varie misure, l'abrogazione dell'articolo 4bis della legge 19/2007 intitolato: "Tutela delle attività professionali nei rapporti della Pubblica Amministrazione". La disposizione era contenuta nella legge regionale 6 agosto 2007 n. 19, che, come è noto, disciplina il procedimento amministrativo ha il diritto di accesso ai documenti amministrativi. La motivazione della proposta di abrogazione precludeva la conclusione del procedimento in assenza della prova del pagamento dei compensi del professionista incaricato. Ciò comportava che adempimenti non controllabili dall'Amministrazione ed estranei al procedimento andavano a incidere negativamente sui tempi del medesimo. È stata quindi proposta l'abrogazione della disposizioneritenendo non corretto porre a carico dell'Amministrazione oneri di controllo afferenti ai rapporti privatistici cui l'Amministrazione è estranea. Inoltre, se lo scopo è tutelare le professioni, in realtà era stata ritenuta sufficiente la recente introduzione dell'equo compenso, mentre, se si tratta di finalità di controllo e di regolarità contributiva fiscale, non si era ritenuto che ciò rientri nella competenza dell'ente nel momento in cui è soltanto titolare di un procedimento che riguarda rapporti meramente privatistici.

Alla luce di queste motivazioni, al fine di valutarne la presentazione alla Giunta regionale, la questione relativa all'abrogazione dell'articolo 4bis, era poi stata sottoposta al tavolo di lavoro che già aveva avuto modo di approfondire le tematiche legate all'equo compenso di professionisti. Nella riunione del settembre 2024 il tavolo tecnico si è espresso favorevolmente sulla proposta di abrogazione, ritenendo che la tutela dei professionisti poteva essere oggi garantita dalla nuova disciplina di equo compenso, già ritenuta dallo stesso tavolo integralmente applicabile ai contratti pubblici.

Domanda 2: "quali sono gli effetti negativi dell'applicazione di questa norma sul comparto delle libere professioni che coinvolge 1.500 Valdostani e se preliminarmente a quest'intervento legislativo, nel corso della predisposizione del disegno di legge, sono stati consultati gli Ordini". Premesso che ad oggi non sono stati segnalati eventuali effetti negativi, la task force ha lavorato con un approccio partecipativo e collaborativo, confrontandosi con tutti i soggetti interessati, tra cui le strutture regionali, nonché il SUEL, il CELVA e gli Ordini delle professioni tecniche attraverso la Consulta dei lavori pubblici, in particolare gli Ordini sono stati auditi in almeno due occasioni: il 2 novembre 2021 e il 13 luglio 2023.

Per farla breve, la questione è che questo tipo di impostazione è stata data perché a valle del PNRR, degli impegni assunti dallo Stato italiano nei confronti della Comunità europea, bisogna ridurre anche i tempi di fornitura, diciamo così, di consegna delle autorizzazioni in qualsiasi contesto. Questo tipo di procedimento andava a influire negativamente sulle tempistiche. Se vogliamo dare una lettura di questa decisione, la lettura è che si doveva cercare di eliminare dalle fasi autorizzative e dai procedimenti autorizzativi tutte quelle questioni che non rientrano nel perimetro di competenza dell'Ufficio che è tenuto a riconoscere una certa autorizzazione in un tempo predeterminato e questo è monitorato a livello nazionale per consentire alla Regione e agli Enti di poter continuare a usufruire dei benefici del PNRR.

Probabilmente in questo percorso c'è stata anche una sottovalutazione da parte di alcune considerazioni che sono state probabilmente alla base di quest'interrogazione, che sono state rappresentate anche al Governo regionale, che si è prontamente attivato per verificare quali potessero essere le iniziative da porre in essere per ripristinare questa tutela degli Ordini sotto una forma leggermente diversa, che permettesse di non inficiare le tempistiche di assegnazione delle autorizzazioni, ma di impedire, a valle delle autorizzazioni, gli altri procedimenti, quindi andando a ristabilire le richieste legittime dei liberi professionisti. Questa soluzione è già sostanzialmente stata applicata in una norma che è stata licenziata dal Governo regionale lo scorso lunedì, a valle di un confronto con le associazioni dei professionisti, gli albi dei professionisti e che è stata inserita all'interno della variazione della legge 11/1998 e va a ripristinare in maniera adeguata la tutela da una parte e la necessità di rispettare delle tempistiche che non vengono inficiate da altri procedimenti dall'altra.

Quella che è invece una domanda che io mi pongo sempre... è che questo passaggio probabilmente è sfuggito un po' a tutti, anche all'interrogante, probabilmente, perché nella fase in cui diciamo è stata approvata l'abrogazione probabilmente si è sottovalutato quest'aspetto, non lo si è verificato e quindi diciamo che la volontà è assolutamente sempre quella di creare i presupposti per cui ci siano le cose che funzionano, poi si chiede sempre di accelerare le risposte verso il cittadino, questo è un meccanismo che ci porta a questo tipo di attività, dall'altra parte di tutelare il lavoratore. Penso quindi che abbiamo fatto in queste settimane un buon lavoro per dare una risposta complessiva.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Proverò a sintetizzare la sua risposta. Nei fatti è sfuggito qualcosa sotto il profilo politico e la parte tecnica che si deve occupare di velocizzare le tempistiche ha evidentemente fatto delle scelte che andavano in questa direzione, ma una considerazione mi sia consentita: quando ci sono delle procedure e devo contenere i tempi... mi pare che qui sia stata fatta una scelta di dire: togliamo questa cosa qui perché dipende dai cittadini, viene a influire sul tempo complessivo del rilascio della pratica ma dipendiamo dalle dinamiche dei cittadini. Ma perché non si prova a semplificare sulle dinamiche che dipendono da sé stessi? È questa la vera domanda che bisogna farsi nel rilascio delle procedure delle istanze quando si devono ridurre i tempi, perché si può lavorare molto sulla riduzione dei tempi della gestione delle pratiche, invece si è preso tout court e si è tagliato via un pezzettino perché si dice: "Questa parte qui porta ad allungare i tempi, invece dipende dal cittadino, non tocca a noi, raggiungiamo l'obiettivo". Fa piacere che ne avete preso atto e avete cercato di trovare una soluzione per ripristinare questo tipo di norma, che aveva un senso e che continua ad averlo a tutela delle libere professioni e soprattutto anche perché tende a evitare anche l'evasione fiscale questo tipo di norma e l'aumento del gettito.

Poi potrà ben capire che, se è un peccato mortale per il Governo regionale che gli sfugga una cosa così, per noi può essere un peccato veniale, perché non abbiamo le strutture e ci troviamo negli ultimi giorni a dover leggere leggi ed emendamenti che vengono approvati, però una riflessione a chiosa di tutto questo credo sia... Bisogna fare maggiore attenzione a livello legislativo e, l'abbiamo detto già in diverse situazioni, non è un buon modo di legiferare quello di promuovere degli autoemendamenti all'ultimo minuto, all'ultimo giorno, poi capitano queste cose che sfuggono a tutti perché non c'è la possibilità di poter portare i dovuti controlli.

Così come ho detto prima sulla legge elettorale, anche in questa occasione si cade sotto delle questioni che potevano essere affrontate con maggiore diligenza da parte di tutti.