Oggetto del Consiglio n. 4244 del 19 dicembre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 4244/XVI - Interpellanza: "Interventi per incrementare il fotovoltaico nei prossimi cinque anni".
Bertin (Presidente) - Punto numero 26. Consigliera Minelli, a lei la parola.
Minelli (PCP) - L'interpellanza affronta vari temi che sono legati all'applicazione del cosiddetto decreto Aree idonee del Ministero dell'ambiente, pubblicato il 2 luglio del 2024. Un decreto che ha un notevole impatto anche sulla nostra Regione, primo perché pone un obiettivo che la Regione deve raggiungere per quello che riguarda lo sviluppo d'impianti per la produzione di energia rinnovabile, secondo impone a tutte le Regioni di approvare con proprie leggi, entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, le aree e le superfici idonee e non idonee a ospitare impianti di produzione di energie rinnovabili.
Per quanto riguarda l'incremento di potenza installata, la Regione Valle d'Aosta deve, secondo questo decreto, entro il 2030 incrementare di 328 megawatt la potenza installata rispetto a quella risultante al 31 dicembre 2020. In una recente risposta a un question time, fatto il 21 novembre, l'Assessore ha risposto che fra il dicembre 2020 e il 30 settembre 2024, quindi poco meno di quattro anni, l'incremento di potenza installata nella nostra regione è stato soltanto complessivamente di 23,4 megawatt, cosa che, se i dati sono corretti, impone la necessità nei prossimi 5 anni di un balzo di circa 300 megawatt, che non è poco.
Anche in base alle analisi e alle valutazioni del piano energetico regionale al 2030, il PEAR, non si può e non si deve ipotizzare un ulteriore incremento dell'idroelettrico che è già arrivato a uno stadio di forte e, in certi casi, eccessivo utilizzo delle acque regionali e infatti il PEAR non prevede un aumento della produzione dell'idroelettrico, come si può leggere bene alla tabella 56 di pagina 210 del documento. Anzi, tendenzialmente l'idroelettrico, per effetto dei cambiamenti climatici, riduce la sua produzione, riduzione che però può essere compensata con degli interventi di potenziamento e ammodernamento delle centrali esistenti.
Sempre il piano energetico evidenzia che il solare offre una potenzialità molto rilevante, con un possibile incremento di 180 megawatt entro il 2030, anche soltanto utilizzando le coperture di edifici e strutture varie. All'interno del potenziamento del fotovoltaico, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, un importante contributo allo sviluppo degli impianti di rinnovabili può avvenire dalle comunità di energia rinnovabile, le quali, a loro volta, riceverebbero un contributo rilevante anche dalla possibilità di utilizzare le coperture di edifici o di strutture religiose o di proprietà comunque di enti religiosi, superando - almeno in parte e laddove è possibile - i vincoli che attualmente ne impediscono l'utilizzo.
A nostro avviso, è importante che nella elaborazione della legge sulle aree e sulle superfici idonee da destinare a questi tipi d'impianti di energia rinnovabile ci sia una opportuna interlocuzione sicuramente con i Comuni, cosa che sappiamo che verrà fatta, ma anche con le parrocchie e la diocesi, prevedendo, tra le altre cose, anche una discussione e una possibile revisione di disposizioni attuali che impediscono un utilizzo più significativo d'importanti superfici, così come è stato segnalato anche in un paio di casi da parroci del nostro territorio.
Le questioni che sono quindi poste dall'interpellanza sono quattro. La prima: in che modo si intende operare per raggiungere l'obiettivo di questo potenziamento di 328 megawatt rispetto al dicembre 2020 previsto dal decreto? In particolare, qual è l'obiettivo d'incremento del fotovoltaico nei prossimi 5 anni? Secondariamente, quale obiettivo di potenziamento della potenza installata si intende realizzare tramite le comunità energetiche? In che modo si intende intervenire rispetto alla normativa vigente, affinché molte delle superfici di edifici religiosi siano utilizzabili per l'installazione di impianti fotovoltaici? Infine, se è stata avviata un'interlocuzione specifica con le parrocchie e la diocesi al fine di raggiungere l'obiettivo citato nel punto precedente, alla terza domanda.
Presidente - Risponde l'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) - Rispetto al primo quesito, "In che modo si intende operare per raggiungere l'obiettivo del potenziamento di 328 megawatt calcolato rispetto al dicembre 2020 e, in particolare, qual è l'obiettivo d'incremento del fotovoltaico nei prossimi 5 anni": come premessa, semplicemente perché rimanga al verbale, tutti sanno che tutte le Regioni hanno lavorato in accordo con i Ministeri, ma che poi ci sono stati vari distinguo anche rispetto agli obiettivi fissati da parte delle Regioni, sia rispetto a obiettivi dati che alla tempistica e poi, come tutti sappiamo, a livello nazionale ci sono state differenti vedute sugli obiettivi da raggiungere, rispetto per esempio tra Ministero dell'agricoltura e gli altri Ministeri.
L'obiettivo al 2030 fissato dal Ministero è più elevato rispetto al già sfidante obiettivo del PEAR VdA 2030, pertanto, per capire l'incremento di potenza installata occorre fare riferimento alla tabella riportata nel DM 236 del 21 giugno 2024, che individua in 328 megawatt al 31/12/2030 la nuova potenza da installare rispetto al 31/12/2020, con questa cadenza temporale: 2021 un megawatt; 2022 4; 2023 10; 2024 27; 2025 47; 2026 75; 2027 112; 2028 162; 2029 231 e 2030 328.
Rispetto alla domanda, non vi è in tal senso una ripartizione del contributo o l'obiettivo tra le diverse fonti, ma un obiettivo per tutte le fonti. L'incremento entro i prossimi 5 anni, stante la tabella, dovrebbe essere di 231 megawatt di nuova potenza da FER, che include anche il voltaico rispetto al 31/12/2020. A fine ottobre 2024 la nuova potenza FER installata è pari a 24 megawatt, di cui 10 megawatt di idroelettrico, quindi la potenza ancora da installare è pari a 207 megawatt.
Come già riportato nel PEAR VdA 2030, il contributo dell'idroelettrico sarà inferiore in termini di potenza installata e la fonte principale a cui fa riferimento, vista la scarsa vocazione nel nostro territorio all'installazione di fonte eolica, sarà il fotovoltaico.
Rispetto all'idroelettrico, il PEAR VdA 2030 ha ipotizzato l'installazione di nuova potenza per circa 29 megawatt, di cui 15 di repowering d'impianti esistenti.
In termini di produzione, la fonte idroelettrica potrà dare un importante contributo alla nuova generazione elettrica, un mega di idroelettrico produce infatti molto di più rispetto a un megawatt di fotovoltaico e il DM Aree Idonee ha previsto, dopo l'esplicita richiesta delle Regioni, di valorizzare questo aspetto nei conteggi relativi agli obiettivi regionali. A tal fine il Ministero ha demandato al GSE la definizione di parametri di equiparazione, fattori moltiplicativi per la potenza degli impianti idroelettrici sulla base della producibilità media degli stessi rispetto a quella della fonte voltaica; benché il DM prevedesse 30 giorni per la loro individuazione, tali parametri non sono ancora stati definiti, pertanto non è possibile determinare quale fattore di valorizzazione sarà assegnato ai 29 megawatt ipotizzati, stimando in ogni caso almeno "Per due", è possibile dare una moltiplicazione di questi megawatt. Questo significa che l'obiettivo di nuova potenza da fotovoltaico è comunque estremamente alto e non è possibile avere la certezza del raggiungimento di tale obiettivo, al momento. Dalle analisi in corso, per quanto riguarda il fotovoltaico, il potenziale teoricamente installabile su coperture, e aree antropizzate, inclusi i parcheggi, potrebbe essere teoricamente sufficiente per il raggiungimento di questi obiettivi. Tuttavia un potenziale teorico suddiviso su piccoli impianti risulta estremamente difficile da raggiungere nei tempi previsti in quanto non dipende ovviamente dall'azione d'investimento dell'Amministrazione regionale, ma dall'azione di numerosi soggetti, anche, ovviamente, privati. È comunque ipotizzabile pensare che buona parte dei nuovi impianti sarà installata su copertura o comunque in configurazioni di autoconsumo.
Gli uffici dell'Amministrazione regionale, insieme al Coenergia, stanno lavorando su diverse misure da attivare a inizio 2025, finalizzate al sostegno dello sviluppo delle FER, tra le quali il miglioramento delle disposizioni applicative per la concessione di mutui per l'edilizia residenziale ai sensi della legge 13/2015. La misura esistente sta ottenendo un notevole successo e, attraverso alcune modifiche, immaginiamo di implementarlo ancora, sono già 100 le pratiche presentate sul quinto avviso, molte delle quali integrate con impianti fotovoltaici.
Tra le altre misure, il bando per il finanziamento delle esternalizzazioni di fonti rinnovabili nell'ambito di configurazione di autoconsumo in Comuni sopra i 5000 abitanti, complementare alla misura analoga del PNRR, è una misura destinata alle imprese per l'efficientamento energetico di involucro, impianti e processi produttivi con installazioni FER. Nell'ambito del tavolo tecnico Aree Idonee si stanno portando avanti alcuni approfondimenti finalizzati a individuare ulteriori tipologie di aree che, in virtù delle loro caratteristiche, possono essere destinate a ospitare impianti, minimizzando gli impatti su paesaggio, agricoltura e ambiente.
Tuttavia, l'effettiva realizzabilità degli impianti dipende soprattutto dalla convenienza economica per gli operatori di mercato, per cui si negli anni a venire renderà necessario monitorare il quadro incentivante a livello nazionale e l'attivazione di nuove misure, vedi ad esempio il decreto FERSC, e come queste potranno essere applicate in una realtà territoriale particolare come la nostra regione, nonché valorizzare la complementarità e sinergia di misure nazionali e regionali.
Domanda due, "Quale obiettivo di potenziamento della potenza installata si intende realizzare con sviluppo del CER?": non è facile stabilire un obiettivo, perché le CER rappresentano uno degli strumenti a disposizione per lo sviluppo delle FER, lo stanno verificando tutte le Regioni e lo si sta verificando anche nella misura del PNRR, che oggi è in fortissima difficoltà rispetto alla potenzialità di risorse messe a disposizione. Tant'è vero che si ipotizzano delle modifiche per quello che viene detto ai tavoli tecnici; comunque, considerato che, per via della particolarità del nostro territorio, una porzione della nuova potenza fotovoltaica arriverà da impianti di piccola taglia, è ipotizzabile immaginare che in gran parte di questi impianti saranno inseriti in configurazione di autoconsumo diffuso, tra le quali, appunto, la CER.
Dal 1° gennaio 2025, infatti, non saranno più attivabili nuovi contratti di scambio sul posto e la valorizzazione delle energie in eccesso tramite autoconsumo virtuale in CER potrebbe essere uno dei pochi meccanismi, se non l'unico, che consentiranno un beneficio ulteriore rispetto al ritiro dedicato e all'autoconsumo fisico per quella tipologia di impianti e promuoveranno, oltre alle misure regionali, anche le ulteriori misure che verranno attivate a livello nazionale, anche alla luce del fatto che l'attuale quadro incentivante potrebbe essere modificato nei prossimi anni. Si ricorda peraltro che il meccanismo delle CER sta faticando a decollare in tutto il territorio nazionale, nonostante l'incentivo PNRR, proprio alla luce della complessità del quadro regolatorio del sistema CER che sta emergendo.
"In che modo si intende intervenire rispetto all'attuale normativa affinché molte delle ampie superfici degli edifici religiosi siano utilizzabili per l'installazione d'impianti fotovoltaici?": gli edifici religiosi sono in buona parte ricadenti all'interno dei beni tutelati dalla parte terza del Codice dei beni culturali e del paesaggio e sono dunque vincolati in virtù della loro importanza storico-culturale, trattandosi perlopiù di edifici plurisecolari. In virtù di questa considerazione non è prevista la possibilità d'installazione di impianti fotovoltaici sulla copertura degli edifici di culto ricadenti in tale ambito.
Nel tavolo tecnico Aree Idonee, l'ipotesi di escludere tali edifici dai beni tutelati non può essere considerata in relazione al fatto che gli stessi sono stati preservati anche nel decreto nazionale Aree Idonee. Per completezza d'informazione, da una rapida stima cartografica, comunque, sarebbe possibile individuare su tali edifici superfici atte a ospitare pochi megawatt di potenza, circa 5. Per quanto riguarda gli altri edifici di proprietà di parrocchie, enti religiosi quali, ad esempio, oratori e case parrocchiali, non sottoposti a vincoli, questi sono già oggi potenzialmente sfruttabili con impianti fotovoltaici secondo la normativa vigente.
Domanda quattro, "Se è stata avviata un'interlocuzione con le parrocchie e la diocesi per raggiungere l'obiettivo di quel precedente punto": come ho risposto, una buona parte degli edifici della diocesi e parrocchie è vincolata, per il resto il Coenergia (l'apertura dello sportello a cittadini e imprese, tra cittadini e imprese ricomprendiamo tutti coloro che hanno questo interesse) è a disposizione e promuoverà una serie di iniziative nel 2025 proprio per cercare di sensibilizzare e favorire tutti gli attori a produrre investimenti in questa direzione.
Lunedì 23 ci sarà una riunione del tavolo tecnico e poi della cabina di regia per considerare gli avanzamenti o, meglio, la situazione della definizione delle aree idonee su scala valdostana.
Come avevo detto al consigliere Aggravi - in occasione del suo question time, se non ricordo male - darò informazione alla fine di questi lavori al Consiglio, ovviamente anche lei, sullo stato delle cose al momento.
Presidente - Per la replica, la Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Le chiederò una cortesia, Assessore, così come le ho chiesto per l'altra iniziativa che avevo discusso: se mi può fornire la risposta, perché ci sono diversi dati, soprattutto sulla tempistica anno per anno dell'installazione delle potenze in megawatt, prevista dal GSE.
Ho ascoltato la sua risposta sul primo punto. Al di là della premessa, lei dice che i calcoli sono diversi da quelli che avevo fatto, e mi parla di 207 megawatt di potenza. Mi leggerò poi bene i dati per verificare i conteggi. In ogni caso, come ha rilevato lei stesso, stiamo parlando di una quantità che ovviamente rimane un obiettivo estremamente sfidante. Mi sembra anche di aver capito, da quanto lei ha detto, che dal punto di vista delle Regioni c'è stata anche un'interlocuzione con i Ministeri per sottolineare che questi obiettivi sono un po' tutti sfidanti. In realtà io credo che gli obiettivi abbiano un senso. È ovvio che bisogna incrementare in maniera significativa la produzione da FER.
Per quello però che ci riguarda io credo - e mi sembra di capire che al momento non ci sia questo strumento - che sia importante per la Valle d'Aosta avere un piano o un programma preciso: così come anno per anno viene data quell'impostazione da parte del GSE, anche noi dovremmo pensare esattamente che cosa intendiamo fare un anno dietro l'altro.
Per quello che riguarda la questione della normativa e degli edifici religiosi, lei dice "la stragrande maggioranza delle superfici è vincolata". È quello che chiedevo. Noi sappiamo che ci sono delle superfici che sono assolutamente vincolate, perché parliamo di tetti che possono avere un certo numero di anni, se non più di un secolo, anche di più, però è proprio su quello che bisogna, a mio avviso, fare una riflessione.
Intanto lei dice che le case parrocchiali già possono essere utilizzate, possono essere conteggiate. Non è proprio così, perché i tetti delle case parrocchiali che sono adiacenti o comunque incorporate nel corpo di fabbrica di una chiesa, di un edificio religioso, fanno parte di quel complesso, quindi al momento in alcune situazioni non sono utilizzabili, pur magari essendo dei tetti che nel tempo sono stati pure rifatti perché ce ne sono e non possono essere utilizzati.
Quello che io chiedo è che in questo senso ci sia una volontà di esaminare la situazione da parte ovviamente non solo del suo dipartimento, perché mi rendo conto che non è una cosa che riguarda soltanto il settore energia, riguarda pure i beni culturali, riguarda in certi casi probabilmente anche altri, allora un'attenzione, in questo senso, a mio avviso deve essere posta perché sappiamo che gli enti religiosi - penso alla città di Aosta, ma anche ai Comuni - non sono soltanto proprietari di chiese e di parrocchie, ma anche di altri edifici, in alcuni dei casi considerati all'interno di zone vincolate. Io credo che una riflessione in questo senso vada assolutamente fatta.
Sulla questione poi invece delle comunità energetiche, quindi dell'obiettivo di potenziamento, lei mi ha fatto un discorso che è legato alle norme in corso, ai bandi per l'efficientamento, io su questo - lei lo sa, abbiamo insistito molto - torno a dire che c'è una preoccupazione dal nostro punto di vista perché la potenzialità e il ruolo delle comunità energetiche in Valle, a mio avviso, continuano a essere un po' sotto sottovalutate.
Le chiedo di avere la risposta e poi, Assessore, su questa questione dell'interlocuzione con la Diocesi io credo che debba essere ripreso il discorso. Sappiamo bene entrambi, perché avevamo seguito la cosa, che il primo incontro pubblico sulle CER era stato organizzato proprio dalla diocesi di Aosta, poi si sono un po' fermati, ma una sensibilità in questo senso c'è, è una sensibilità di tipo culturale al momento, ma ritengo che sia una grande risorsa. Bisogna però anche lì intervenire, perché si possa poi effettivamente fare qualcosa e non fermarsi semplicemente alle intenzioni.
Presidente - A questo punto sospendiamo brevemente i lavori del Consiglio per arieggiare i locali. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 17:33 alle ore 17:52.
