Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4199 del 12 dicembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4199/XVI - D.L. n. 168: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (legge di stabilità regionale per il triennio 2025/2027). Modificazioni di leggi regionali".

Bertin (Presidente) - Passiamo ora, se siete d'accordo, al D.L. 168, punto n. 3.08 dell'ordine del giorno, legge di stabilità.

È stato acquisito il parere del Collegio dei Revisori dei conti sul D.L. in questione, sono stati depositati cinque emendamenti della Lega, uno del gruppo Forza Italia, due del PCP, dieci di Rassemblement Valdôtain, un emendamento dell'assessore Sapinet e due dell'assessore Bertschy. Consigliere Restano per mozione d'ordine, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Chiedo di valutare se prima d'iniziare le votazioni, che ci porteranno avanti per parecchio tempo, se pensiamo di fare una piccola sosta e poi andare fino alla fine oppure se la si può fare a metà delle votazioni.

Presidente - Come preferite, possiamo sospendere un'ora - un'ora e mezzo adesso per riprendere alle otto. Allora iniziamo e poi ci fermiamo alle otto? Va bene, allora sospendiamo e riprendiamo alle ore otto.

La seduta è sospesa dalle ore 19:07 alle ore 20:10.

Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Come dicevo in precedenza, sul D.L. 168 sono stati presentati cinque emendamenti della Lega, uno di Forza Italia, due di PCP, dieci di RV, uno dell'assessore Sapinet e due dell'assessore Bertschy.

Se non ci sono altre valutazioni, possiamo procedere con le votazioni del D.L. 168.

Articolo n. 1. Il consigliere Aggravi ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Una dichiarazione di voto su quest'articolo che serva da guida relativamente poi agli altri. In II Commissione il nostro gruppo si è astenuto, come ha dichiarato anche in altre situazioni, riservandosi di valutare poi successivamente, laddove la votazione è consentita articolo per articolo, perché sappiamo che in Commissione c'è il voto in blocco.

Avremmo sicuramente preferito un'altra gestione, un'altra modalità di rapportarsi con le forze di minoranza, con le proposte che sono state fatte.

Va anche detto che non siamo stati gli unici a lamentare, non solo Rassemblement, ma anche le altre forze di minoranza, il metodo e forse anche alcuni dubbi su alcuni passaggi, su alcuni contenuti di questo bilancio, e se questi dubbi sono stati espressi da chi comunque fa parte di questa maggioranza e da chi, per senso di responsabilità, ha già annunciato il suo voto, da parte nostra i dubbi sono ancora di più.

Per questo, da qui in avanti, noi ci esprimeremo votando a favore soltanto quegli articoli che riteniamo espressamente legati a iniziative che abbiamo portato in questo bilancio o che abbiamo già portato nel corso dell'anno, oppure su delle tematiche a cui teniamo particolarmente.

Ci potrebbero anche essere altri articoli che potevano essere condivisibili, magari anche condivisi, magari anche migliorati o integrati da alcuni emendamenti; si valuterà poi anche relativamente all'atteggiamento generale, ovviamente sugli articoli della minoranza faremo più distinguo, nel senso che ci sono anche delle proposte, ma ci esprimeremo poi emendamento per emendamento.

Sul resto appunto ci esprimeremo di volta in volta e poi ci sarà una dichiarazione di voto finale.

Su quest'articolo ci asteniamo.

Presidente - Mettiamo in votazione l'articolo n. 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 1 è approvato.

Articolo n. 2. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 2 è approvato.

Stesso risultato per l'articolo n. 3, n. 4, n. 5 e n. 6. Dopo l'articolo n 6, vi è il primo emendamento di Rassemblement Valdôtain che introduce il capo I bis. Il consigliere Aggravi per illustrare l'emendamento.

Aggravi (RV) - Con quest'emendamento noi vorremmo introdurre una misura che abbiamo pensato a favore delle famiglie, in particolare: detrazioni a favore di soggetti con figli fiscalmente a carico sino a 16 anni, una detrazione di 200 euro per ogni figlio sull'addizionale regionale IRPEF.

È una misura che noi immaginiamo poter far partire dal periodo d'imposta 2025, una misura che dedica la sua attenzione ai redditi sino a 28 mila euro, che ho già avuto modo di dire, rappresentano a oggi circa il 65% del totale dei contribuenti sull'addizionale IRPEF.

È una misura che ha un peso economico stimato di circa 4.227.000 euro sul biennio 2026-2027 ed è una misura che, nel complesso, va a incidere sulla spesa di circa uno 0,15%. È una misura che ha già delle altre forme e - anche con un'altra magnitudo economica - è già oggi in essere presso la Provincia Autonoma di Bolzano (dal 2011) e in qualche modo è anche stata ripresa da altre Regioni. È una misura che noi crediamo possa essere utile anche come esempio per ulteriori interventi a favore di soggetti più in difficoltà e, come ho già avuto modo di dire, se 200 euro possono sembrare pochi, in realtà per qualcuno rappresentano molto, ed è anche un tentativo di rappresentare un aiuto non sottoforma di contributo ma sotto forma di detrazione fiscale, quindi lasciamo la libertà di spesa nelle mani dei contribuenti valdostani.

Presidente - L'emendamento è stato illustrato. Qualcuno vuole intervenire? Il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Faccio due considerazioni, anche perché sicuramente l'emendamento ha un'impostazione tecnica molto ben fatta; anche gli uffici l'hanno analizzato nelle sue caratteristiche. Rimangono due punti che ci danno da riflettere.

Il primo è di ordine politico: "Se questo tipo di beneficio per le famiglie possa essere quello corretto in questo contesto".

Il secondo è di ordine invece di equità, perché è corretto quello che dice da un certo punto di vista il Consigliere proponente sul discorso relativo al non entrare nelle tasche del contribuente piuttosto che riconoscergli qualcosa.

La questione che si pone è: "Il reddito di 28 mila equivale a un Isee che ha bisogno di essere sostenuto più di altri o il contesto Isee rimane comunque un contesto da potersi applicare?"

È un emendamento che noi non recepiamo ma sul quale si potranno fare delle valutazioni per fugare e condividere, anche in senso più ampio, le due perplessità che ho cercato di esporre.

Presidente - Vi sono altri interventi? Consigliere Aggravi.

Aggravi (RV) - Ovviamente per confermare la messa al voto dell'emendamento.

Ieri l'avevo anche espresso: al di là del rapporto con la maggioranza, spero che i colleghi abbiano apprezzato lo sforzo che ha fatto il mio gruppo nel rappresentare alcuni emendamenti, diciamo anche complessi, effettivamente questo è stato un parto non di poco conto, ed effettivamente è una misura complicata da un certo punto di vista tecnico, ma estremamente semplice da un altro punto di vista.

Sul tema più politico, si potrebbe discutere effettivamente in maniera lunga e dettagliata, ma dobbiamo anche in quel caso necessariamente andare a a fare delle considerazioni al di là di questa misura, per capire se nel complesso - almeno io l'ho interpretata così l'osservazione del Presidente - ci sono anche tutta una serie di benefici collegati o integrati che possono essere a favore delle famiglie.

Sul tema dell'Isee mi permetto solo di osservare che dal nostro punto di vista abbiamo voluto dare, anche sulla base dell'esperienza e dell'esempio che ho citato, una priorità, ovvero quella della dichiarazione, quindi siamo andati al di fuori del discorso dell'Isee che avrebbe sicuramente e ulteriormente complicato l'applicazione di questa misura e quindi sicuramente è una misura a vantaggio e a sostegno di quelle realtà meno abbienti ma che comunque presentano la dichiarazione dei redditi, perché laddove appunto non è dovuta, - è tautologico , ma nel diritto tributario va detto: se l'imposta è minore della detrazione, non sorge alcun credito d' imposta. Questo ovviamente va detto.

Il tema dell'Isee quindi noi non l'abbiamo contemplato proprio perché abbiamo dato priorità alla dichiarazione.

Presidente - Non vedo altre richieste d'intervento, mettiamo in votazione l'emendamento 1 di Rassemblement Valdôtain. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet eTestolin).

L'emendamento n. 1 non è approvato.

Segue il secondo emendamento di Rassemblement Valdôtain che introduce l'articolo 6ter. Il Consigliere Aggravi ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Un'altra misura che cerca di dar corso a una manovrabilità ulteriore sulle imposte. Vorremmo, con quest'emendamento, introdurre un'esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive per le aziende che applicano contratti integrativi.

Nel corso delle audizioni è stato proposto da una forza sindacale, come suggestione, l'introduzione di forme agevolative in termini di esenzioni IRAP, o comunque di un abbassamento delle aliquote dell'IRAP, per quelle realtà aziendali che applicano, o comunque che partecipano, con un elemento economico in più nella forma della contrattazione di secondo livello.

Anche in questo caso abbiamo fatto un lavoro che parte anche qui dal confronto con altre realtà, in particolare citerò di nuovo la Provincia Autonoma di Bolzano, però così è: loro applicano, in realtà, un'altra forma, che è quella dell'aumento dell'aliquota e del non aumento se si aderisce alla contrattazione di secondo livello.

Non ci sembrava da riproporre, abbiamo preferito costruire questa misura sfruttando già una previsione di facilitazione che è già presente nell'ambito dell'IRAP regionale, prevedendo per l'aliquota agevolata IRAP, di cui all'articolo 1 comma 1 della legge 32/2007, l'eventuale esenzione totale per quelle realtà aziendali che applicano contratti collettivi di secondo livello, accordi territoriali o accordi aziendali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello regionale o dalla rappresentanza sindacale unitaria e che sono ovviamente depositati in legge, ma, soprattutto, che contengono almeno un elemento economico territoriale o aziendale aggiuntivo regolarmente erogato, questo anche sulla scorta - l'ho già detto anche ieri - del lavoro e delle sollecitazioni che l'alleanza per il lavoro di qualità fa nella parte che riguarda appunto la parte remunerativa del lavoro.

È una proposta, poteva essere migliorativa sicuramente, però abbiamo cercato di strutturarla nella maniera più congeniale e che potesse anche prevedere, per l'appunto, una possibilità di applicazione immediata, perché ci immaginavamo appunto di farla partire a decorrere dal periodo di imposta in corso, dal primo gennaio 2025.

Sicuramente, come nel parere formulato dagli uffici, c'è un elemento di difficoltà e di complessità nei controlli successivi, però faccio un appunto, o meglio, un'integrazione rispetto a questo: abbiamo toccato giustamente l'aliquota agevolata IRAP che già prevede comunque una valutazione dei controlli che non sono sicuramente semplici.

Certo, bisognerebbe ragionare più in senso lato per quello che riguarda i rapporti finanziari, anche di cassa con lo Stato, ma questo è un altro discorso.

L'impatto della misura è stimato in circa 700 mila euro sul triennio di riferimento, quindi 2025-2027, stimato sulle imprese che oggi già beneficiano dell'aliquota agevolata della legge 32/2007, quindi ipotizziamo un 100% dell'applicazione.

L'elemento aggiuntivo economico, ovviamente, si immagina possa essere, ad esempio, un aumento stipendiale, un premio o comunque un elemento ulteriore a favore dei lavoratori.

Presidente - Ci sono interventi? Il Presidente della Regione ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Solo un breve intervento per sottolineare due aspetti, uno l'ha già toccato il Consigliere nella presentazione dell'emendamento, che è quello di alcune difficoltà tecniche che possono sorgere a valle dell'applicazione di questo.

L'altro invece, che è una perplessità un po' più politica, riguarda l'agevolazione per le imprese virtuose, che è quella dalla quale nasce un po' lo spirito dell'emendamento, e che vede adesso un abbattimento dal 3.90 al 2.98; è un regime notificato e accettato dalla Comunità Europea che non entra nel discorso concorrenza, pertanto non va a incidere sul de minimis.

Al contrario, l'applicazione dell'articolato, così come era stato concepito da questa proposta, andrebbe a influire sul de minimis.

L'altra valutazione che facciamo è quella che, se l'idea è di agevolare ulteriormente questo meccanismo di applicazione dell'IRAP su questa tipologia, è chiaro che dovrebbe essere incentivante, quindi da un certo punto di vista dovrebbero aumentare le aziende - oggi poche decine - che sono coinvolte da questo tipo di beneficio, quindi anche da quel punto di vista lì bisognerebbe capire un po' più l'impatto, al netto che non sono grosse risorse.

Noi non lo recepiremo, ma è un termine di valutazione che può essere interessante, anche perché sull'IRAP nel tempo ci siamo anche spesi nel trovare tutta una serie di esenzioni che, ancora oggi, sono assolutamente condivise.

Allora ci fu una diatriba tra l'esenzione dell'IRPEF e l'applicazione invece dell'IRAP esentata; una delle più importanti è quella sui rifugi alpini, dove addirittura non è in de minimis perché è stata notificata ed è stato chiarito con i tecnici che quella è un'attività che non crea concorrenzialità con altri territori, quindi da quel punto di vista è stato fatto a suo tempo un ottimo lavoro.

Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Scusi, Presidente, solo per aggiungere un ulteriore elemento esplicativo e ringraziando anche il Presidente per le giuste osservazioni e anche per il chiamiamolo dibattito, anche se non è né la sede né il momento.

Spiego solo un passaggio: effettivamente è vero: il numero di aziende è limitato ed è una misura anche che, per quello che ci riguarda, aveva un carattere anche sostanzialmente sperimentale.

Perché abbiamo scelto alla fine del nostro ragionamento di concentrarci su questa tipologia di aziende? Perché questo beneficio, come lei ricordava dell'aliquota dal 3,90 al 2,98, si genera a fronte di risultati - ovviamente la considerazione è a livello nazionale, poi l'impresa dipende dove opera - che hanno anche un plus rispetto alla base imponibile dell'IRAP, quindi la volontà - considerato che la contrattazione di secondo livello comunque va anche applicata, va anche attuata, abbiamo anche delle realtà molto micro dal punto di vista aziendale - è stata quella di concentrarsi su quelle realtà che già hanno comunque delle caratteristiche diverse, hanno un quid pluris rispetto ad altre realtà, quindi è vero, sì, i numeri sono bassi, il carattere è sperimentale, io mi auguro che ci potrà essere modo di approfondire, eventualmente di ripresentare e di trovare una più larga convergenza su un tema che sicuramente può essere condiviso.

Votiamo ovviamente l'emendamento.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Passiamo ora all'articolo 7, mettiamo in votazione l'articolo 7. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 7 è approvato.

Stesso risultato per l'articolo n. 8, n. 9, n. 10 e n. 11. Votiamo l'articolo n. 12. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 12 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 13. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 13 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 14. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 14 è approvato.

Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 15. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 15 è approvato.

Stesso risultato per l'articolo n. 16. Articolo n. 17, interviene il Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Con l'articolo 17 s'interviene con un trasferimento ad ARER per far fronte alle criticità date dalle morosità. Abbiamo avuto modo di dirlo durante il dibattito di questi giorni.

C'è un trasferimento di 1 milione di euro per coprire la morosità che si attesta, secondo quanto riportato dai dati, del 25% per quanto riguarda i canoni di affitto, quindi un quarto degli inquilini non riesce a pagare un affitto. Vi ricordo che, con le regole attuali, la persona che non riesce a pagare l'affitto - non perché non vuole, ma perché non può - viene presa e sbattuta fuori di casa, ma, come abbiamo avuto modo di dire e come ribadiamo, quello che accade invece sulla parte delle spese è ancora peggiore, perché in questo caso quasi il 40% degli inquilini non riesce a fare fronte alle spese del proprio alloggio di ERP.

La stessa cosa vale evidentemente anche per le morosità che si accumulano sulle spese, quindi evidentemente chi non paga viene preso e sbattuto fuori di casa.

Il dato che dovrebbe farci riflettere è proprio questo: come mai c'è una morosità superiore sulle spese rispetto all'affitto di casa? E, soprattutto, perché non si comprende che evidentemente una persona che non ha le capacità economiche sufficienti per pagare l'affitto di sicuro non le ha per pagare spese dell'alloggio che sono addirittura superiori?

Però quello che osserviamo è anche qui particolarmente curioso, cioè questo è un articolo sostanzialmente che si ferma a metà della sua efficacia, quest'articolo dice: "Bene, ci sono una serie di persone che non riescono a far fronte alle spese e quindi diamo un trasferimento ad ARER per coprire le mancate entrate", ma manca un pezzo, perché ARER continuerà a chiedere questi soldi alle persone che non ce li hanno e che non possono pagare, quindi ARER, pur avendo ricevuto la copertura delle spese necessarie, continuerà a mandare lettere e a sbattere fuori di casa le persone che non hanno pagato l'affitto.

Spero che qualcuno che riesca a leggere l'assurdità di questo sistema e forse riesca a intervenire sulla vera morosità incolpevole, che è la morosità di persone che non possono pagare, non perché non vogliono.

Ovviamente voteremo a favore di questo trasferimento che però è soltanto il 50% di quello che dovrebbe essere fatto.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'articolo n. 17. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 17 è approvato.

All'articolo n. 18 vi è l'emendamento n. 1 della Lega, un emendamento sostitutivo. Consigliere Manfrin per illustrare l'emendamento.

Manfrin (LEGA VDA) - Con questo primo emendamento entriamo nella parte dedicata alle spese sociali di questo bilancio. Noto già la gioia che freme negli occhi dell'assessore Marzi.

Ovviamente su questo riproponiamo quella che, secondo noi, è una necessità. L'abbiamo detto prima, l'abbiamo detto durante questi giorni di discussione rispetto alle coperture e rispetto al supporto che viene dato alle persone che sono in una condizione di necessità: ho evocato l'esempio di una persona che vive nella Bassa valle e in questi giorni, mentre noi siamo qui a parlare, grazie a una sottoscrizione che alcune persone hanno lanciato, si è potuta dotare di un generatore per poter collegare il proprio alloggio e dotarlo almeno delle luci per poter vedere dove va la sera e magari attaccare una piccola stufetta perché la corrente gli è stata staccata perché, purtroppo, non poteva pagare, perché non ha un lavoro e vive con l'anziana madre.

Un sistema che prende in carico gli ultimi e che non lascia indietro nessuno dovrebbe farsi carico di queste situazioni in maniera assolutamente pronta e rapida.

Invece questo avviene, come in tanti altri casi, è solo uno dei tanti per presentarvi la questione, solo perché è esploso proprio in questi giorni. Invece in questo caso la persona in questione è andata più volte, ma non negli ultimi giorni, negli ultimi mesi, forse nell'ultimo anno, a chiedere un aiuto alla pubblica Amministrazione che, tanto il Comune quanto la Regione, gli ha detto: "Mi dispiace, soldi non ce ne sono, quindi non ti possiamo aiutare".

Con quest'emendamento noi andiamo a dispiegare una cifra che sicuramente non è sufficiente, perché le situazioni di questo tipo sono molte, ma va a far rivivere quello che era un aiuto, una misura, un'istituzione, quella del prestito sociale d'onore, che permetterebbe, se schierata, di ridare lavoro e dignità, per lo meno se ipotizziamo di immaginare che i 140 mila euro di finanziamento che ci sono su un articolo (che invece che essere utilizzato con fondi europei, utilizza fondi regionali), immaginiamo di aiutare 140 persone con mille euro in una condizione di necessità e sicuramente avremo fatto comunque una parte importante.

Su questo quindi, come su altre, abbiamo scommesso, abbiamo creduto su questa proposta, la formuliamo anche quest'anno, credo che sia il quarto anno che formuliamo questa proposta, da quando è stato cancellato il prestito sociale d'onore, e ci auguriamo che quest'emendamento possa trovare accoglimento.

Non ci facciamo ovviamente grandi illusioni, sappiamo che ci saranno ottime motivazioni di apparenza per non accettarlo.

Presidente - Assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (SA) - In realtà, collega Manfrin, non sono di apparenza, perché il prestito sociale d'onore - come abbiamo già avuto modo di dirle, introdotto appunto con la legge regionale 3/2015 e con una variante diversa rispetto al precedente di cui alla legge 52/2009 - si è rivelato una misura complessivamente poco efficace, sia a causa della complessità burocratica che alle poco flessibili modalità di rimborso.

Infatti solo il 50% circa dei beneficiari ha provveduto o sta provvedendo a restituire quanto ricevuto.

Considerato che la legge prevede come unica possibilità la restituzione del prestito in ore di attività, l'Amministrazione non dispone di alcuno strumento per incentivare le persone ad attivarsi.

Anche alla luce degli scarsi risultati prodotti, l'introduzione a livello nazionale del reddito di cittadinanza ha di fatto, in un certo modo, sostituito tale strumento, pertanto, in sede di approvazione della revisione della legge regionale 23/2010, si è provveduto ad abrogare tale norma con l'approvazione in Consiglio della legge regionale 19/2023.

Il servizio sociale, nel frattempo, si è impegnato con grande difficoltà, a stimolare le persone che non avevano adempiuto nella restituzione del prestito sociale alla restituzione dello stesso sotto forma di ore di attività.

Il servizio sociale, ove possibile, si è anche impegnato nell'inserire le persone nei percorsi occupazionali all'interno del progetto "Riattivazione"; tale progetto prevedeva la sperimentazione di un servizio d'integrazione d'interventi di natura socio-educativa con interventi finalizzati all'inserimento sociale, occupazionale e lavorativo, al fine di potenziare l'autonomia e le competenze delle persone.

L'emendamento prevede poi che la reintroduzione del prestito d'onore sia finanziata attraverso lo spostamento dalle risorse previste dall'articolo 18 del disegno di legge di stabilità - che è a favore di percorsi d'integrazione dei cittadini stranieri -, ma tale intervento è ritenuto necessario in quanto va a finanziare servizi d'integrazione sociale che devono essere poi resi in forma strutturale, come lo sportello immigrazione che cercherà, attraverso l'informazione, di fornire la conoscenza e l'orientamento dei servizi per quanto riguarda l'integrazione e, inoltre, per prevenire l'irregolarità, la presenza in Italia, sviluppare la partecipazione alla vita cittadina, territoriale e favorire il Governo del fenomeno migratorio, attraverso appositi monitoraggi e analisi specifiche.

Nel corso del tempo, sono stati finanziati alcuni di questi interventi attraverso progettualità a valere sul Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) in modo frammentato e discontinuo, motivo per il quale si è reso necessario intervenire in maniera strutturale.

Per questo motivo ci asterremo.

Presidente - Consigliere Manfrin, a lei la parola.

Manfrin (LEGA VDA) - Una risposta che, per lo meno, qualche elemento politico lo dà, e la ringrazio per questo, avevo timore che ci fosse il solito burocratese, invece qualche risposta politica la dà e su queste risposte un minimo politiche si può ragionare.

Una misura poco efficace si dice il prestito sociale d'onore. Sì, è una misura poco efficace nel momento in cui viene utilizzata male, come tutte le cose.

La misura del prestito sociale d'onore è poco efficace se si schiacciano in mano dei soldi a una persona senza chiederle un impegno, oppure se si schiacciano in mano dei soldi a una persona senza ovviamente poi sentirla più, perché io sono venuto, purtroppo, a contatto con decine e decine di persone che hanno detto: "Io ho avuto il prestito sociale d'onore, sono mesi, sono anni che chiedo di poterlo restituire e di farmelo restituire in qualche maniera, però l'assistente sociale continua a rimandare l'appuntamento, mi dice: non lo so, vedremo, faremo".

Allora è ovvio che, se si affronta il prestito sociale d'onore in questa maniera, ovviamente non se ne guadagnerà di certo qualcosa, né la persona che si vede dare i soldi, che ovviamente li percepisce senza un patto con la pubblica Amministrazione, che può tranquillamente essere fatto, perché lo sappiamo benissimo che con una banca dati rispetto agli SDI che vengono forniti, con una banca dati rispetto a quelli che sono i servizi, si hanno tranquillamente gli strumenti per imporre alle persone di lavorare, ma sono felice che lei abbia fatto l'esempio del reddito di cittadinanza che si è dimostrato poco efficace anche perché, purtroppo, la pubblica Amministrazione, e nel nostro caso purtroppo la Regione Autonoma Valle d'Aosta, con grande ritardo si è resa conto che poteva anche far lavorare le persone che percepivano il reddito di cittadinanza.

Do merito e do atto che, a fronte di uno stimolo che c'era stato in Consiglio, sia l'assessore Bertschy, sia l'allora assessore Barmasse - ovviamente la Regione non poteva fare niente, ma erano i Comuni che dovevano far partire i PUC - fecero da stimolo e a quel punto qualche Comune cominciò, con lentezza, con malagrazia, con svogliatezza, a introdurre i famosi PUC; se invece questi Comuni si fossero svegliati per tempo e al momento dell'introduzione di un reddito di cittadinanza avessero imposto alle persone che lo percepivano di lavorare, o per lo meno di mettersi a disposizione della pubblica Amministrazione o della cittadinanza, avremmo avuto un po' di persone e un po' di lavori pubblici in più e forse delle persone a lavorare in nero in meno o sdraiate sul divano a fare nulla.

Invece questo non è stato fatto ed evidentemente tutti gli strumenti, se usati male, funzionano male.

Ma ancora, e la ringrazio anche di questo, Assessore, perché ha mostrato che il "re è nudo", perché con la destinazione che lei ci ha raccontato, va un po' a frantumare quella che è la vera finalità di quest'articolo, che appunto stanzia 140 mila euro sugli interventi volti a favorire i percorsi d'integrazione e percorsi d'integrazione non sono, perché lei ha appena detto che questi fondi verranno destinati allo sportello dell'immigrazione, che non fa progetti d'integrazione, sostanzialmente dà dei servizi in più dedicati esclusivamente agli immigrati.

Ora io credo che se una qualsiasi pubblica Amministrazione facesse uno sportello con servizi dedicati esclusivamente ai cittadini italiani, qualcuno avrebbe a che ridire, ne sono certo. Se domani un qualsiasi Comune o una qualsiasi Regione dicesse: "Sapete che c'è? C'è uno sportello ma ci possono andare solo gli Italiani e facciamo tanti bei servizi e tante belle facilitazioni ma solo per i cittadini italiani", io sono certo che ci sono fior fiore di associazioni, a cominciare magari dall'ASGI, che avrebbero qualcosa da dire.

Invece, in questo caso, si fa uno sportello che facilita con le procedure di qua, facilita con la formazione di là, con l'inserimento lavorativo dall'altra parte, finanziato ovviamente con i soldi dei Valdostani e dulcis in fundo, ciliegina, ci dice che serve per prevenire l'irregolarità.

Ma, Assessore, vuol dire che a questo sportello si rivolgono anche immigrati irregolari? Perché io non credo che sia così. Allora come si fa a prevenire l'irregolarità? L'irregolarità si previene soltanto evitando di far entrare gli irregolari, questa è la prevenzione d'irregolarità.

Se volete dispiegare dei progetti per difendere i nostri confini, anche 140 mila euro magari una differenza la possono fare, allora su questo potremmo anche essere d'accordo.

Dubito che il fine ultimo sia questo, quindi evidentemente voteremo a favore di quest'emendamento e se l'emendamento ovviamente non verrà recepito, voteremo contro all'articolo che stanzia questi fondi.

Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Mi era sembrato di capire che l'emendamento fosse sul prestito d'onore, invece nell'illustrazione e nelle cose che ho sentito si è spostato un po' il tiro su un'altra questione.

Dal punto di vista che abbiamo noi, il prestito d'onore è una misura, uno strumento che può avere un senso, può essere utile, è un discorso su cui ci si può confrontare, ma considerato come è stato posto e anche considerato dove si decide di andare a prendere le somme che sono necessarie, con le valutazioni soprattutto che sono state fatte, assolutamente non è possibile per noi pensare di sostenere questo emendamento.

Presidente - Altri interventi? Non vedo altre richieste, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 21

Favorevoli: 14

Contrari: 7

Astenuti: 14 (Barmasse, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Di Marco, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Marguerettaz, Marzi, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 18. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 19

Contrari: 6

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz, Restano).

L'articolo n. 18 è approvato.

Segue adesso l'emendamento n. 2 della Lega che introduce l'articolo 18bis. Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Anche questa è una battaglia storica che la Lega ha portato all'interno di quest'aula e che ci auguriamo possa trovare accoglimento, ma anche qui non ci facciamo illusioni che ci sia questa sensibilità, ma questo è anche giusto. Alla fine è giusto che i cittadini al di fuori si facciano un'idea ben chiara di cosa pensa chi governa, di cosa pensano le forze politiche che sostengono questa maggioranza, ovvero con quest'emendamento s'introduce lo sportello per uomini maltrattati.

Lo sportello che noi abbiamo immaginato è uno sportello che diventa un punto di riferimento per quegli uomini che, purtroppo, a oggi non hanno un supporto di questo tipo.

Abbiamo parlato più volte all'interno di quest'aula del Centro antiviolenza, che giustamente deve fare un'azione di prevenzione e di aiuto anche per le donne che subiscono violenza. Abbiamo però anche raccontato diversi casi di uomini che si sono rivolti anche su indicazione delle forze dell'ordine - e questo va detto - al Centro antiviolenza, perché siccome non c'è un Centro antiviolenza per le donne, è un Centro antiviolenza e qualcuno stupidamente pensava che si rivolgesse a tutte le violenze, contro tutte le violenze, cosa che è assolutamente corretta.

Invece no, si è scoperto che questo è dedicato esclusivamente alle violenze sulle donne, mentre invece per l'uomo che subisce delle violenze, dei maltrattamenti, delle violenze anche psicologiche, delle pressioni e quant'altro, evidentemente non c'è una possibilità di un supporto.

Ecco perché abbiamo presentato numerosi casi, anche all'attenzione dell'opinione pubblica. Non mi ripeterò, ho presentato i tre casi che per lo meno sono venuti fuori, sono emersi in questi pochi mesi, di tre uomini che hanno subìto rispettivamente uno stupro, una violenza e un tentativo di omicidio, così almeno ce l'hanno presentato gli organi di informazione, e in tutti e tre questi casi non c'era un supporto da poter fornire.

Ecco che quindi si rende necessario, con quest'iniziativa, dare la possibilità a tutte le persone, perché noi non vogliamo fare distinzioni tra donne e uomini, di qua e di là, di su e di giù. È giusto dare il giusto supporto a donne e uomini, a chiunque esso sia, donne, uomini, bambini, persone in generale, che subiscono le violenze, che rischiano di essere evidentemente messi in una condizione difficile di criticità, anche per prevenire quello che è, eventualmente, anche il rischio di gesti estremi, è evidente che si rende necessario per lo meno un punto di riferimento.

Ecco perché con quest'emendamento andiamo a creare e a portare delle risorse su una possibilità di creazione di sportello e ci auguriamo, con questo, che si possa trovare accoglimento.

Come detto prima, dubitiamo fortemente che si possa avere quest'attenzione nonostante, anche nella relazione, quando venne discusso il PSBS e quando vennero discusse anche le attività di prevenzione della violenza, gli stessi uffici segnalarono il documento - e c'è una frase rivelatrice su questo - che non c'era e si chiedeva sempre di più un supporto per gli uomini che si trovano nella condizione di difficoltà; nonostante questo, è evidente che nessuna risposta sia stata data.

Noi ci proviamo e ci auguriamo di trovare accoglimento.

Presidente - Assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (SA) - Il territorio, come già detto più volte, dispone già di un sistema consolidato di servizi universali esistenti che rispondono efficacemente ai bisogni delle vittime di violenza, compresi naturalmente gli atti contro gli uomini.

Il servizio sociale professionale e il servizio di psicologia sono operativi in tal senso, per sostenere le vittime nel percorso di recupero e autodeterminazione, offrendo ogni tipo di supporto, assistenza sociale e consulenza personalizzata.

A tutto ciò si aggiunge il contributo significativo del progetto "Riuscire" avviato nel 2024 con la delibera 883.

Va inoltre ricordato quanto già evidenziato in quest'aula nella seduta dello scorso 2 ottobre 2024, in cui si sottolineava che l'attuale sistema di supporto è pienamente in grado di accogliere e assistere le vittime di violenza, senza necessità di creare strutture aggiuntive. Il sistema, infatti, è progettato per garantire una presa in carico completa e inclusiva, evitando duplicazioni e assicurando un uso efficace delle risorse.

Non si ritiene quindi opportuno istituire uno sportello specifico che replicherebbe servizi già attivi sul territorio e pertanto il nostro voto a quest'emendamento non può essere favorevole.

Presidente - Possiamo mettere in votazione? Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Lei ci dice che c'è già un servizio di presa in carico per tutti, i casi sono due, Assessore, o c'è un servizio di presa in carico per tutti e il Centro antiviolenza allora non ha senso di esistere, perché se c'è già un servizio, non serve il Centro antiviolenza, giusto? Se invece questo servizio non c'è o non è sufficiente quello che fa, serve il Centro antiviolenza per le donne, serve il Centro antiviolenza per gli uomini, oppure serve che il Centro antiviolenza possa supportare donne e uomini contemporaneamente.

A noi poco importa qual è la modalità di messa in opera, a noi importa il risultato, ma soprattutto ci interessa dire che i suoi stessi uffici, Assessore... e sono felice che lei abbia detto quello che ha detto, così almeno noi prenderemo, finita questa seduta, la frase che era stata inserita proprio in quel piano e gliela sbatteremo davanti, così finalmente anche lei dovrà rendersi conto di quello che dicono i suoi stessi uffici: c'è una necessità.

È evidente che questa necessità c'è e vorrei non aver capito male, ma lei ha parlato del progetto "Riuscire"? Perché il progetto "Riuscire" è destinato ai detenuti, io non so di quale progetto parlasse, ma se lei ritiene che il progetto antiviolenza sia un progetto rivolto ai detenuti, forse non ci siamo, forse non sa di cosa parla, forse si è sbagliato o forse lei ritiene che un uomo vittima di violenza sia per forza un detenuto, non lo so, o un poco di buono, non ho idea, non ho idea di quello che volesse dire, però di certo credo che non abbia ben visto forse quello che le avevano scritto o forse non lo abbia studiato a dovere.

In ogni caso, noi voteremo con convinzione quest'emendamento e, qualora non venisse approvato, evidentemente ci asterremo sull'articolo seguente.

Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Solo per fare un'osservazione: io credo che sia legittimo che da parte del collega Manfrin, del suo gruppo, vengano delle richieste per quello che riguarda organi che possano essere di supporto a uomini maltrattati, vittime di violenza; vorrei però ricordare soltanto una cosa, oggi i CAV, i Centri antiviolenza, sono istituzionalizzati, hanno dei contributi che, per legge, sono dati dalle Amministrazioni, ma nascono in un modo diverso.

Il primo Centro antiviolenza in Italia è stato fondato nel 1990 a Bologna da un'associazione di volontariato di donne e in Italia e in Europa questi organismi sono nati tra gli anni '60 e gli anni '80 e vengono da movimenti di base, quindi io credo che, se c'è questa grande necessità, questa grande esigenza, potete promuovere un'associazione, fondare un'associazione che si occupi di questo, poi ci sarà un percorso e chissà, se il fenomeno assumerà proporzioni come ha assunto il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, magari si arriverà anche a un'istituzionalizzazione dei centri antiviolenza per uomini maltrattati.

Presidente - Altri interventi? Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 9

Favorevoli: 9

Astenuti: 26 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Passiamo ora all'articolo 19, mettiamo in votazione l'articolo. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 19 è approvato.

Vi è adesso l'emendamento n. 1 di PCP che introduce l'articolo 19bis. Consigliera Erika Guichardaz per illustrare l'emendamento.

Guichardaz E. (PCP) - Quest'articolo vuole inserire un fondo speciale di parte corrente per il finanziamento del nuovo provvedimento legislativo, chiamiamolo nuovo, anche se sta sedimentando ormai da oltre due anni in Commissione, quindi parliamo della PL 64, recante le disposizioni contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.

Correttamente è arrivato un parere contrario di compatibilità finanziaria rispetto alla PL 64 perché i fondi che avevamo trovato allora si riferivano ai bilanci di allora, quindi per dar corso alla nostra legge, sicuramente anche alla luce delle tante discussioni avute in quest'aula sulla nostra volontà di mantenere comunque divise la violenza contro le donne rispetto alle altre discriminazioni, chiediamo l'inserimento di quest'articolo e, di conseguenza, i fondi vanno presi invece da quella che nella visione di qualcuno deve essere invece una legge che mette insieme tutti i tipi di violenza, magari poi ci sarà anche quella nei confronti degli uomini, lo scopriremo quando vedremo il disegno di legge.

Sotto questo punto di vista, naturalmente, la posizione del nostro gruppo è diversa, quindi l'emendamento va in questo senso.

Presidente - Assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (SA) - L'emendamento proposto, che introduce l'articolo 19bis e prevede l'allocazione di fondi per il contrasto alla discriminazione e alle violenze determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, non risulta coerente con il quadro normativo attuale della legge regionale 4/2013.

Questa legge, di cui abbiamo parlato varie volte durante questo dibattito, infatti si concentra principalmente sulla prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e sulle misure di sostegno alle vittime di tali violenze, con particolare riferimento all'identità di genere stessa. Non vengono tuttavia esplicitamente previste disposizioni relative all'orientamento sessuale.

Considerato che la legge regionale è attualmente in fase di revisione, come abbiamo già detto, riteniamo più opportuno affrontare eventuali aggiornamenti o ampliamenti della normativa nell'ambito di tale processo, anziché attraverso un emendamento al bilancio, che non trova, tra l'altro, riscontro nel testo normativo vigente e pertanto non possiamo accogliere l'emendamento che, peraltro, ha ricevuto parere negativo dal Dipartimento bilancio, finanze e programmazione.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Solo per dire che l'Assessore si vede che aveva un riferimento precedente al parere positivo di quest'emendamento, ma voglio di nuovo farle notare dove va a prendere i soldi quest'emendamento.

Stiamo parlando dei fondi di accantonamento, quindi nessuno sta pensando alla legge attuale ma a future proposte di legge e, come dicevo, esiste già una proposta di legge che è in Commissione ed è depositata da tempo, quindi anche le sue argomentazioni sono un po' deboli, Assessore.

Presidente - Mettiamo in votazione l'emendamento n. 1 di PCP. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 8

Favorevoli: 2

Contrari: 6

Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento n. 1 non è approvato.

Passiamo ora all'articolo n. 20, mettiamo in votazione l'articolo n. 20. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 20 è approvato.

Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 2... Consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Dichiariamo il nostro voto favorevole all'articolo 21 che tratta la proroga dell'efficacia della legge 22/2022, concernente le indennità per medici e gli infermieri. L'abbiamo sostenuta, l'abbiamo cercata, sottolineiamo che questa legge ha un avanzo di amministrazione nei due anni di 4.850.000 euro e sono stati restituiti perché non spesi, però credo che sia stata una norma che ha dato i suoi frutti, per lo meno non ha permesso e ha evitato un ulteriore esodo di personale sanitario fuori regione, quindi la sosteniamo convintamente.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'articolo 21. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 21 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 22. Collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Quest'articolo tratta della proroga dell'efficacia della legge 27/2023, tanto per intenderci: l'indennità al personale sanitario dirigente non medico e alle professioni sanitarie non appartenenti alla professione infermieristica.

All'interno di quest'articolo viene compreso anche il personale a part-time, sia esso medico o delle professioni sanitarie.

Avevamo trattato quest'argomento con un ordine del giorno, cercando di rendere possibile l'erogazione dell'indennità in tutta la sua interezza fin dal mese di gennaio, perché - come vi avevo detto - vi è un accordo, definiamolo sindacale, che non prevede questo, ma prevede la sua riduzione per un certo periodo di tempo.

Così non è stato, perché la maggioranza non ha ritenuto opportuno votare quest'articolo.

Io mi auguro che alla fine del mese di gennaio si sia ripristinata la situazione, me lo auguro soprattutto per il personale che dedica la sua professionalità alla sanità.

Mi preme però sottolineare due cose, in risposta all'intervento dell'Assessore sull'ordine del giorno: Assessore, se la proposta di legge che avevamo presentato a suo tempo non aveva avuto il parere di legittimità finanziaria, si poteva emendare, quindi la si poteva votare, ma oramai è andata in una maniera diversa, ma non è questo il punto.

Noi oggi potevamo emendare questa norma e chiedere invarianza finanziaria, spostare del personale, delle professioni, dall'articolo 22 all'articolo 21, vale a dire dalla legge 27 alla legge 22, che ha 2.400.000 euro di avanzo all'anno di media.

Non avremmo toccato la parte finanziaria, avremmo ripristinato l'ordine spostando i medici in part-time e gli infermieri in part-time dall'altra parte. Non abbiamo voluto farlo, è inutile che scuota la testa, Assessore, lei dice di no, noi diciamo di sì, il nostro esperto finanziario dice che si poteva fare, lei si porti il suo e poi lo discuteremo ma mi lasci finire il ragionamento.

Abbiamo scelto un percorso soft, diverso, che voi non avete ritenuto opportuno seguire; ne prendiamo atto, diciamo che c'erano degli altri percorsi, non avete mai voluto seguire niente, andiamo avanti con le vostre idee.

Il nostro non era uno spot, era un'operazione che conduciamo da parecchio tempo, nella quale crediamo, che abbiamo perseguito, abbiamo insistito e l'abbiamo motivata. Gli spot, probabilmente, sono quelli che arriveranno da oggi in poi.

Presidente - Consigliere Manfrin, a lei la parola.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio il collega Restano per aver introdotto questo tema che suscita in me una riflessione.

Vede, poco fa, assessore Marzi - io purtroppo ero fuori dall'aula - ma mi dicono che lei ha ironizzato circa un potenziale (a livello nazionale) aumento delle pensioni di 1 euro.

Posto il fatto che gli euro sono 3, in realtà mi stupisce che una persona come lei, che accusi gli altri - è una una persona posata che si basa sui dati, sulla documentazione o sullo studio e che un po' rifugge quello che potrebbe classificare, come ha fatto più volte, il facile populismo, il parlare alla pancia delle persone - e che ignori un dato fondamentale, ma che sicuramente - siccome è un attento cultore della materia, o per lo meno in questo momento magari la interesserò - andrà a verificare questo dato che le do.

Le pensioni minime nel 2021 erano di 515,58 euro. Nel 2024, cioè tre anni dopo, sono di 617,9 euro, a cui vanno aggiunti quei 3 euro; questo per effetto del fatto che c'è stata una rivalutazione eccezionale del 2,7% decisa l'anno scorso.

La rivalutazione di più di 100 euro sulle pensioni minime è quella maggiore di questo secolo. Se poi vogliamo andare ancora più indietro, le garantisco che è comunque maggiore, anche guardando molti anni addietro.

Io comprendo che lei possa provare a tirare la coperta e la matematica dalla sua parte, lo comprendo meno nel momento in cui invece che aumentare, lei stesso, Assessore, decide di togliere i soldi al personale sanitario.

Allora anche se quell'aumento fosse stato di 3 euro, sarebbero stati comunque molto superiori a quelli che lei e il suo Governo, di quelli che lei e la sua maggioranza avete tolto dalle tasche dei sanitari che se li sono meritati.

Presidente - Mettiamo in votazione l'articolo n. 22. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 22 è approvato.

Adesso vi è l'emendamento n. 3 della Lega, che introduce l'articolo n. 22bis. Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - I più attenti, tra i frequentanti questo consesso, si ricorderanno che l'anno scorso il bilancio fu incentrato su una discussione che riportiamo all'attenzione di quest'assise, ovvero l'estensione dell'indennità di attrattività anche per gli operatori socio-sanitari.

Ricordiamo quello che venne discusso e quello che accadde, ovvero accade questo: quando si fece la legge per la cosiddetta attrattività, si ricompresero alcune figure, poi ci si rese conto che non si poteva mettere soltanto alcune figure e non altre, primo perché si riteneva che quest'indennità dovesse essere data a chi, durante il Covid, aveva svolto il proprio servizio nella sanità e aveva retto il servizio sanitario con il suo lavoro. In secondo luogo perché la nostra Regione, al pari di altre, rischiava e stava subendo una fuga del personale sanitario verso altre Regioni e, purtroppo essendo noi una regione di confine, anche verso altri Stati. Il fenomeno della Svizzera, purtroppo, è sempre più presente.

Con appunto una legge successiva, si decise che andavano ricomprese, e ne abbiamo parlato un minuto fa, anche altre professioni sanitarie, sostanzialmente tutte, dimenticandosi però qualcuno, perché tra tutte le figure sanitarie, ci sono anche gli operatori socio-sanitari che però sono stati completamente dimenticati. Non si capisce perché, ma a fronte della discussione che ci fu nello scorso bilancio, venne detta una cosa. Noi proponemmo un emendamento sostenuto da tutti i colleghi di opposizione, furono fatti anche ordini del giorno, altre iniziative sul tema, proprio per andare a dire che gli operatori socio-sanitari sono la categoria:

1) che ovviamente ha lavorato al pari degli altri durante la pandemia;

2) che ha sopportato carichi di lavoro veramente pesanti;

3) che è quella che è calata come numeri in assoluto più delle altre.

Ricordiamo, riguardo a questo punto, una tabella e un approfondimento che fu fatto in V Commissione dove, a fronte dei dati presentati sul calo dei medici, degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, venne evidenziato come il calo degli operatori socio-sanitari rispetto agli infermieri e medici era più importante rispetto alle altre due figure, quindi rischiavamo di rimanere senza operatori socio-sanitari più che senza infermieri e senza medici.

Allora ai tempi venne fatto un comunicato da parte della sua maggioranza che diceva: "Non dimenticheremo nessuno, nessuno verrà lasciato indietro, ci ricorderemo di tutti, non vi preoccupate".

Da quella dichiarazione è passato un anno, un mese fa arriva finalmente la soluzione.

Qual è la soluzione geniale? "Alle prime figure mediche a cui abbiamo dato l'indennità di attrattività diamo giustamente l'indennità, alle seconde gliela diamo ma poi un po' gliela togliamo (l'abbiamo visto poco fa) e per le altre, sai che c'è? Invece di dargli qualcosa come agli altri" - ovviamente per fare in modo che rimangano sul territorio e per ringraziarli per il loro lavoro - "Diciamo: dovete lavorare di più, 20 ore in più, e allora forse lì vi diamo qualcosa".

Un accordo firmato, delle robe che giustamente gli operatori socio-sanitari, quando se le sono viste proporre, hanno strabuzzato gli occhi.

Con quest'emendamento, ovviamente la finalità è evidente: ricomprendere anche gli operatori socio-sanitari all'interno dell'indennità sanitaria e ovviamente rendere merito al loro lavoro e dare il giusto riconoscimento del lavoro anche agli operatori socio-sanitari.

Con l'approvazione di quest'emendamento, si andrà a stanziare 1 milione di euro proprio per quest'esigenza e riteniamo che sia una misura di giustizia rispetto a quello che è stato fatto e si continua a fare nelle nostre strutture sanitarie.

Presidente - Assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (SA) - Come abbiamo già ampiamente approfondito e chiarito in più occasioni dentro e fuori da quest'aula, il percorso delle cosiddette leggi di attrattività è terminato con la legge regionale 7/2023 che ha, di fatto, proseguito la 22/2022.

Con il 2024 si è avviato un nuovo percorso, insieme all'Azienda USL e alle organizzazioni sindacali, che si è concretizzato con l'approvazione della legge regionale 12/2024, dando un riconoscimento a tutte le categorie nell'alveo della contrattazione all'interno dei rispettivi contratti collettivi nazionali. In tal senso il Consiglio ha approvato una specifica norma, in collaborazione con l'Azienda USL, volta a ripristinare, l'istituto appunto, delle risorse aggiuntive regionali, previste ovviamente dai decreti legislativi del caso.

La norma, formulata secondo principi e termini più generali, ha accolto la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali, diretta a tutto il personale aziendale che non ha beneficiato delle cosiddette leggi di attrattività.

La norma si riferisce, quindi, agli operatori socio-sanitari e alla dirigenza professionale tecnica e amministrativa, la cosiddetta PDA del personale del comparto non sanitario.

Le risorse necessarie sono state individuate nella misura economica proposta dalle organizzazioni sindacali e sono state ulteriormente verificate dall'Azienda.

Gli importi, stanziati in legge, sono pertanto pari a euro 1.600.000 per il 2024 e a euro 3.200.000 per le successive annualità.

Capirà da subito, collega Restano, in base ai numeri che le RAR sono state finanziate appunto con quanto, di fatto, non speso dalla 22/2022.

Tra le altre cose - come avevamo avuto modo di definire rispetto al fatto che non sarebbe mai stata approvata la PL 95 - ciò è legato al fatto che non si possono utilizzare fondi stanziati per una legge per finanziarne altre, infatti, di conseguenza, gli avanzi sono stati restituiti e con quegli avanzi sono state approvate le leggi del caso.

Ma, tornando a quanto sopra, collega Manfrin, bisogna avere pazienza, non abbiamo abboccato alle provocazioni sulla votazione dell'articolo precedente, però adesso sicuramente due cosine le possiamo dire.

Con queste risorse, e quindi con quelle assegnate dal 2022 al 2027, sono stati stanziati fondi pari a euro 80.500.000.

Noi crediamo di aver fatto un lavoro importante, sia in termini di attrattività che di premialità, infatti avete appena votato sia la prosecuzione degli articoli per quanto riguarda la 22/2022 che per quanto riguarda la 27/2023, quindi evidentemente tanto schifo questa roba non faceva.

Ma a lei, collega Manfrin, pare non andare bene assolutamente nulla. Vota l'articolo 17 che stanza 1 milione di euro per l'ARER ma dice che non va bene, però lo fa lo stesso. Chiede per l'ennesima volta il prestito d'onore, paragonando peraltro 140 mila euro a 124 milioni del bilancio per le politiche sociale e lo sostiene lo stesso anche quando le diciamo che nel 50% dei casi non è di fatto stato restituito.

Per quanto riguarda insomma tutte le questioni trattate, lei, collega Manfrin, fa politica, e segue appunto dinamiche politiche elettorali tutte sue: non governa ma sceglie, a priori, di volta in volta cosa le conviene sostenere o meno.

A questo punto, viste tutte le critiche fatte su questo benedetto articolo 23, faccia che non votarlo, così, di fatto, mantiene un minimo di coerenza.

Per quanto riguarda la questione che ha trattato poi sopra rispetto a un ordine del giorno della collega Foudraz, io non credo che la collega Foudraz avesse bisogno della sua presenza in aula per difendersi, anche perché nessuno l'ha attaccata.

Io ho semplicemente detto alla collega Foudraz che un'iniziativa che viene applicata in tutto il resto d'Italia, dove quel tipo di dati sono in capo all'INPS, è difficile replicarla in una Regione come la Valle d'Aosta dove, di fatto, i dati sono in capo - perché siamo autonomi - ai nostri Dipartimenti, e ho anche suggerito che, nonostante stiamo lavorando con l'INPS in tal senso, convenga non partire denigrando circa 80 milioni di euro che noi destiniamo già con questo bilancio alle persone con disabilità e alle persone anziane, per cui non era una battuta e menché meno da bar.

Per quanto riguarda poi i 3 euro, io capisco che lei può andare indietro finché vuole, ma nel caso specifico, a oggi, la situazione è questa.

Per cui noi su quest'emendamento ci asterremo e siamo assolutamente certi che voi lo voterete e poi dopo non voterete l'articolo 23, così lei poi potrà essere coerente rispetto al fatto che le RAR non funzionano.

Presidente - Consigliere Baccega, ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Si è arrabbiato l'Assessore, stasera, è piccato.

Assessore, dalla 22 alla 27 noi abbiamo sempre sostenuto la tesi che tutto il personale sanitario doveva essere premiato in qualche modo.

All'inizio di questo Consiglio regionale, noi nel nostro ordine del giorno abbiamo chiesto un momento per parlare di sanità, un momento univoco che avrebbe potuto anche sviscerare le tematiche che sono così discusse articolo per articolo, una dietro l'altra, ma che non tracciano un quadro preciso, perché l'indennità di attrattività - è chiaro, e l'abbiamo dimostrato - non ha funzionato nel modo più assoluto, forse ha funzionato un po' di più l'indennità che ha permesso a qualcuno che stava andando verso la Svizzera di rimanere qui, forse, ma non è detto, ma i numeri ci dicono che l'indennità di attrattività non ha funzionato, ma soprattutto ci hanno detto che rispetto alle OSS abbiamo avuto un calo notevole.

Lei mi dice che dalla 2 alla 27 siamo passati alla la legge regionale n. 12/2024, in accordo con l'Azienda USL - e di questo non avevo dubbi - ma soprattutto in accordo con le organizzazioni sindacali, e questo mi lascia quanto meno perplesso, perché gli operatori socio-sanitari sono imbufaliti, perché a loro, sì, si danno le RAR, ma devono lavorare, stanno lavorando ore, ore e ore per poter avere quelle risorse, quindi non è donato niente, non è un'indennità in più, sono ore di lavoro lavorate e pagate, quindi non vendiamo una cosa per un'altra.

Noi voteremo con piacere questo emendamento.

Presidente - Altri? Consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Intervengo sull'emendamento rispetto all'affermazione dell'Assessore. Sicuramente uno dei due si sbaglia, Assessore, e non voglio polemizzare. Quando parlavo di 9.300.000 euro e dell'avanzo, è perché quest'anno in bilancio ritroviamo nuovamente i 9.300.000 euro, solamente per questo, che sono quelli che hanno generato l'avanzo. Tutto qua.

Spero che si assumano persone per spendere 2.400.000 euro di nuove assunzioni.

Presidente - Altri? Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie, Assessore, per la sua risposta, comincio con il dire che ovviamente io non mi permetto nella maniera più assoluta di andare in difesa della collega Foudraz, che può difendersi tranquillamente da sola, anzi, forse si difende molto meglio che se vengo attaccato io.

Qual è la questione? Che però, per amore di verità, ho sentito una castroneria sesquipedale e ho ritenuto opportuno ricondurla a quello che era, ovviamente una castroneria sesquipedale.

Venendo alle altre fanfaluche che sono state disseminate nel suo intervento, vorrei trovare un fil rouge fra quello che ha detto lei nel suo e, peraltro, quello che ha detto addirittura il Presidente nel suo intervento di apertura.

Lei magnifica il fatto che vengano stanziati 80 milioni per il personale, 124 milioni per le politiche sociali. Scusi, Assessore, mi perdoni, noi stiamo parlando del tutto, cioè lei si sta fregiando di avere la capacità, con la sola imposizione delle mani, di fare quello che farebbe chiunque se fosse seduto al posto suo, cioè ci sono iniziative che sono politiche e ci sono iniziative che sono la normalità.

Il pagamento degli stipendi, il pagamento della benzina e delle automobili della sanità e il pagamento delle bollette della corrente della USL sono cose con le quali anche se ci fosse un'altra persona, se io prendessi questa sedia, la rovesciassi e la mettessi al posto suo a fare l'Assessore, verrebbero fatti lo stesso, perché non c'è bisogno di una capacità politica per pagare le bollette, per pagare gli stipendi e per fare le cose di ordinaria amministrazione.

Non si fregi quindi di cose che lei avrebbe fatto e che ha la capacità di fare e di stanziare milioni di euro quando in realtà le iniziative politiche stanno a zero, le iniziative politiche stanno a zero. Qual è l'iniziativa politica? L'iniziativa politica è dire fin dall'inizio: "Sapete che c'è? In sanità ci sono 1, 2, 3, 5, 12, 127 persone che lavorano, 1.500 professioni, 30 mila di qua, 40 mila di là, fare il calcolo e fatto il calcolo, quanti soldi servono per dare l'indennità a tutti per quello che hanno fatto? X. Bene, stanziamo X". Quella è capacità politica, perché si danno le priorità da una parte o dall'altra.

Lei ha deciso, legittimamente, questa è una scelta politica, di dare priorità ad altri, lei ha dato priorità ad altri e altri, gli operatori socio-sanitari, invece, sono arrivati dopo, per lei sono finiti in fondo alla fila e giustamente a qualcuno è stato detto: l'indennità di attrattività - come giustamente ha ricordato il collega Baccega - non è servita per attrarre, è servita per mantenere, forse, ed è stata erogata senza chiedere un intervento supplementare a quelli che l'hanno ricevuta.

Agli operatori socio-sanitari, invece, si chiede di lavorare in più, ore e ore e ore e ore e ore di servizio, e grazie al piffero che ti do dei soldi in più se lavori in più, cioè mi sembra una cosa logica.

Sul voto al prossimo articolo, Assessore, io mi rendo conto che lei legittimamente cerchi di fare politica, peraltro io le ho sempre riconosciuta una grande capacità politica, Assessore: lei è l'unico movimento da un Consigliere che riesca con le sue sole deleghe a impegnare il 20-30% dell'intero bilancio della Regione. È incredibile, questo è un trucco degno del migliore dei maghi, ma la sua capacità e il suo invito a non votare l'articolo, purtroppo si infrange nel nulla, e sa perché? Per una banale questione, perché sono andato a scuola e a scuola ho imparato a leggere, e siccome quest'articolo non contiene solo le RAR per gli operatori socio-sanitari, ma contiene le RAR anche per altre figure che l'indennità di attrattività sanitaria la ricevono, allora sarebbe stupido non votare, così come sarebbe stupido non votare delle scelte. L'abbiamo detto prima, votiamo convintamente l'articolo che riguarda l'ARER perché quei soldi è giusto darli, ma dall'altra parte si fa metà del lavoro, perché quell'altra parte, quegli altri soldi che vengono dati da una parte per coprire i buchi, dall'altra parte poi non bisogna chiederli alle stesse persone che non ce li hanno, quindi non ci venga a raccontare le cucche, Assessore.

Quest'emendamento - l'abbiamo fatto coerentemente anche lo scorso anno - chi lo vota sostiene che giustamente gli OSS abbiano gli stessi diritti del resto del personale sanitario. Chi non lo vota, decide invece di fare figli e figliastri, lo vedremo alla prova del voto.

Presidente - Possiamo mettere in votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Mettiamo ora in votazione l'articolo 23. Consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Il nostro gruppo voterà a favore di quest'articolo. Al di là delle discussioni - non le voglio riprendere - appena fatte dai colleghi, riteniamo che sia un passo avanti, che ci sia ancora però tanto da fare e che tanto si possa fare in favore del personale che s'impegna nel mondo della sanità; però l'impegno, come ha detto l'Assessore, di oltre 3 milioni di euro per le RAR determina un impegno importante per il comparto sanitario.

Presidente - Consigliere Baccega.

Baccega (FI) - Anche noi voteremo l'articolo 23 e nel sottolineare che comunque ci sono delle differenze - ed è questo il motivo per cui prendiamo la parola - diciamo che bene gli stanziamenti, gli 80 milioni che l'Assessore ci ha evidenziato e per i quali avevamo preso atto, ma queste differenze nelle diverse categorie: "A te regalo 800 euro al mese lorde, a te 350, tu invece vai a lavorare perché ti do le RAR" eccetera eccetera, non funziona. Creano malcontento, creano disaffezione, creano conflittualità, come le turnazioni. Ci sono reparti che possono fare le 12 ore in Ospedale, altri reparti che non le possono fare, per effetto di un regolamento che richiede il 90% di adesione; se si arriva all'89, non va bene, non funziona e tornano tutti a casa.

È veramente bizzarro quello che sta succedendo nella sanità valdostana con il personale. Comunque lo voteremo perché è giusto che queste risorse vadano al personale.

Presidente - La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 23 è approvato.

Articolo n. 24, mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti:16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 24 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 25. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 25 è approvato.

Articolo n. 26. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 26 è approvato.

Adesso vi è l'emendamento n. 4 della Lega, che introduce l'articolo 26bis. Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - L'abbiamo detto in discussione generale, e credo l'abbiano detto tutte le parti sociali; le parti sociali, in realtà, ce lo ripetono da tempo e non mi hanno stupito.

Mi hanno stupito alcune parti sociali che non sono vicine a questa parte politica e forse sono più vicine a forze che si trovano in maggioranza - e non parlo della CGIL, ovviamente - che invece hanno, a fronte di una serie di volute lessicali, evidentemente evidenziato la necessità di un intervento che vada a favorire le famiglie proprio dal punto di vista delle spese di riscaldamento.

La Lega, coerentemente con quello che ha fatto dal 2018 a oggi, chiede ancora e sempre a gran voce che venga ripristinato il Bon Chauffage, una misura di buon senso, una misura che è andata a sostenere le famiglie - soprattutto le famiglie che vivono in zone anche di alta montagna, e quindi è chiaro che spendono molto di più rispetto a chi ha una temperatura sicuramente maggiore - ma soprattutto una misura che proprio in maniera concreta arriva laddove è necessario arrivare, quindi aiuta quelle famiglie che sono in difficoltà con il riscaldamento; noi auspichiamo un Isee molto alto - in maniera che anche quel famoso ceto medio, che spesso viene escluso dalle misure, possa avere una sua soddisfazione - che quindi possa intercettare, andare a fornire un aiuto e un supporto a quelle famiglie che sono in difficoltà e che hanno necessità di un supporto.

Cinque milioni di euro per il triennio 2025-2027 per ripristinare il Bon Chauffage, una legge che è ancora pronta, presente, può essere utilizzata, è sufficiente venga rifinanziata, speriamo che questo possa trovare un accoglimento. Noi ci crediamo e riteniamo che questa sia la ricetta giusta.

Presidente - Assessore Bertschy, a lei la parola.

Bertschy (UV) - Rispondo io, come ormai è consuetudine, su quest'articolo, seppure non sia la delega all'energia, quella più corretta, ma ci si rifà sempre all'origine di questa legge.

Come è stato spiegato ieri in risposta all'ordine del giorno del gruppo PCP, c'è un'ampia progettazione da parte dell'assessore Marzi sulle tematiche a sostegno sia della povertà che dell'aiuto alle persone e alle famiglie più fragili.

Io credo che voi abbiate fatto, come l'anno scorso, la cosa giusta nell'indicare una vostra visione politica, noi riteniamo che le spese correnti, che abbiamo messo a disposizione delle famiglie, vadano proprio nella direzione di ridurre i costi a loro carico e anche di aiutarli in questa direzione, avendo ottimizzato costi sul lavoro, sull'istruzione, sui trasporti. Ridurre le disponibilità finanziarie ai Comuni, vuol dire anche permettere a loro d'intervenire con meno efficacia anche per politiche come queste. I Comuni sono i primi ad avere conoscenza delle difficoltà sul territorio, quindi riteniamo che sia prima da completare il lavoro che sta facendo l'Assessorato alle politiche sociali, prima d'intervenire su una misura come questa che, ripeto, ha una visione completamente diversa dal passato.

Noi dobbiamo ridurre i costi dell'energia, ridurre i consumi, migliorare le nostre abitazioni e cercare di sostenere tutti i nuclei per andare in questa direzione e queste risorse riteniamo che vadano utilizzate anche dai Comuni per dare sostegni e cercare di dare la migliore risposta alle proprie comunità, anche con le risorse necessarie.

Come abbiamo fatto finora, riteniamo che le politiche che stiamo mettendo in campo diano una risposta già importante e che un provvedimento come questo abbia bisogno di un tempo di maturazione definitiva che l'Assessorato, ne siamo sicuri, sarà in grado di compiere nei prossimi mesi.

Presidente - Ci sono altri interventi sull'emendamento? Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Devo ovviamente riconoscere il merito all'assessore Bertschy di aver detto le stesse cose che ha detto coerentemente anche nei bilanci passati rispetto a questo tema; quello che sta un po' emergendo, Assessore, e su cui poi differiamo come pensiero è che da alcuni bilanci - anzi, dal bilancio dell'anno scorso, in particolare, a questo - si indicano come sostitutive alcune misure di aiuto che sono sì, assolutamente necessarie e ben accette, anzi, sicuramente meritorie, però lei ha citato una serie di misure che però non colpiscono tutti.

Il Bon Chauffage è una misura erga omnes e arriva a tutti con l'unica discriminante del reddito, e quindi dell'Isee; se lo si vuole mettere, perché poi noi abbiamo lasciato la porta aperta a dare qualsiasi interpretazione, qualsiasi limite, quindi non abbiamo sicuramente imposto delle limitazioni.

Sia le misure che lei ha citato, Assessore, rispetto alle politiche sociali, che riguardano le fasce più in difficoltà della popolazione, sia le misure che lei ha citato come aiuti e che possono essere utilizzate dalle famiglie non sono indirizzate verso una platea che è tutta la Valle d'Aosta, ma sono indirizzate su alcune fasce: chi si sposta con i mezzi, chi ha dei figli, chi si trova in una condizione di necessità.

Il Bon Chauffage invece supera queste barriere e arriva in maniera capillare a tutti i cittadini valdostani.

Ecco qual è l'efficacia del Bon Chauffage ed ecco qual è quella che definirei quasi l'universalità della misura del Bon Chauffage.

Io sono felice che lei dica che si stanno facendo delle riflessioni, però è evidente che con queste riflessioni, man mano che si fanno, sono in atto - penso e immagino dal 2018, cioè da quando non è stata rifinanziata la misura - a forza di riflettere, rischiamo che poi i soldi per pagare le bollette non ci siano più.

Noi ovviamente manterremo quest'emendamento e lo voteremo in maniera convinta.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Consiglieri, stiamo votando il bilancio, cercate di concentrarvi.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 27. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 27 è approvato.

Articolo n. 28, mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 28 è approvato.

Stesso risultato per l'articolo n. 29, n. 30, n. 31.

Vi è l'emendamento n. 3 di Rassemblement Valdôtain che introduce l'articolo n. 31bis. Consigliere Lucianaz, a lei la parola.

Lucianaz (RV) - Sarà il mio unico intervento e sarò breve.

Si sottopone all'esame dell'Aula l'emendamento n. 3 di Rassemblement Valdôtain, un emendamento più di sostanza che di forma. Si va a modificare la legge regionale 61/76 sulla denominazione ufficiale della toponomastica locale - ne avevamo già parlato con un ordine del giorno precedentemente - e in particolare l'articolo 1bis, 1ter, 1quater, 1sexies, 1septies, 1novies.

Nella sostanza si aggiunge la competenza alla Commissione consiliare competente di essere sentita prima di esprimere il parere favorevole della Giunta regionale e altre piccole modifiche sull'elezione dei rappresentanti della Commissione della toponomastica.

Presidente - Il Presidente della Regione ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Solo per sottolineare come le proposte avanzate dal gruppo del Consigliere Lucianaz sostanzialmente tendano a ripristinare delle situazioni che erano già precedenti, poi nel tempo sono state modificate con delle leggi durante il percorso di vita della norma in questione.

A nostro avviso, sarebbe opportuno riprendere queste modifiche che sono state proposte per un'analisi all'interno della Commissione, in modo da poterlo valutare in un percorso che sia il più possibile condiviso. Non sono delle cose particolarmente pesanti, anche se c'è da discuterci sopra, anche alla luce del percorso che la stessa norma nel tempo ha avuto.

Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.

Lucianaz (RV) - Rapidamente, per il fatto che in questo senso, come in altri, si può ben immaginare che si cerca di dare un ruolo più importante alla Commissione competente, di andare un po' controcorrente e di cercare di coinvolgere i membri del Consiglio anche su decisioni tipo queste di carattere culturale.

Presidente - Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 32... Consigliere Aggravi.

Aggravi (RV) - Una brevissima dichiarazione di voto. Il gruppo di Rassemblement Valdôtain voterà a favore di quest'articolo: era ed è un tema che comunque era stato anche oggetto d'iniziativa e di approfondimento non soltanto nell'ambito di questo bilancio, ma anche precedentemente; abbiamo apprezzato in questo caso la predisposizione e l'inserimento di quest'articolo nelle pieghe del bilancio, quindi lo voteremo.

Presidente - Mettiamo in votazione l'articolo 32. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 32 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 33. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 15 (Aggravi, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 33 è approvato.

Vi è adesso l'emendamento n. 2 di PCP che introduce l'articolo n. 33bis. Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Quest'emendamento, invece, riconosce uno stanziamento di 400.000 euro annui al Corpo forestale valdostano per le attività legate allo svolgimento delle competenze di Polizia giudiziaria, prevedendo la possibilità di affidare incarichi di collaborazione tecnica, in particolare rispetto alle violazioni paesaggistiche, ambientali, di vigilanza sull'attività urbanistica e sull'applicazione dei vincoli paesaggistici e idrogeologici, indagini a seguito d'incendi boschivi e via dicendo.

I fondi vanno presi all'interno dell'aumento previsto per le attività del Forte di Bard, ricordiamo che il Forte è passato da 2 milioni a 4 milioni, e con questo bilancio andrete ad aggiungere gli altri 400 mila euro, a fronte - almeno da quello che noi possiamo leggere dai bilanci pubblicati - di ricavi sempre minori, quindi sotto questo punto di vista riteniamo che i 4 milioni siano abbastanza capienti per quella struttura, mentre molto probabilmente quello che riguarda il controllo in materia di difesa del suolo andrebbe potenziato.

Presidente - Assessore Carrel ne ha facoltà.

Carrel (PA) - L'emendamento proposto si colloca nel più complesso processo di revisione della legge regionale 12/2002 riferita all'ordinamento e al funzionamento del Corpo forestale.

Questa legge sarà rivista anche nell'ottica dell'approvazione dell'entrata in vigore della legge regionale 3/2024 circa l'istituzione del nuovo comparto di negoziazione, soccorso e sicurezza, quindi credo che questo sarà un tema di cui si potrà discutere quando andremo a rivedere, nel complesso, la legge 12/2002 con le rispettive risorse e credo che questo possa essere un impegno che ci prendiamo di andare ad approfondire la questione e di andare a valutare, se nel caso, di aggiungere queste competenze e queste risorse.

Presidente - Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 2

Favorevoli: 2

Astenuti: 33 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Lucianaz, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Perron, Planaz, Restano, Rosaire, Sammaritani, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 34. Non vedo richieste d'intervento, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 34 è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 35? No. Mettiamo in votazione o qualcuno vuole intervenire? Non vedo richieste, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 35 è approvato.

Emendamento n. 5 della Lega che introduce l'articolo n. 35bis. Consigliere Manfrin per illustrare l'articolo, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ne parliamo ormai da tempo e adesso è arrivato il momento della verità, perché è chiaro che c'erano - come sappiamo, ne abbiamo più volte discusso all'interno di quest'Aula - due strade per intervenire a supporto delle comunità colpite dall'alluvione.

C'era la strada dei ristori, che è quella che ovviamente proponiamo - che è una strada che va in linea con quello che è stato fatto con alcune categorie, che va in linea con quello che è stato fatto anche con quanto accaduto in passato per altri tipi di eventi calamitosi anche in altre zone del nostro Paese - e poi c'era la strada dei prestiti, quella che è stata poi intrapresa, che sostanzialmente dice: "Sì, sì, io ti concedo un finanziamento, però poi dopo tu questi soldi me li devi ridare, tu non hai lavorato, per carità questi soldi li potrei anche utilizzare per provare a comprare dei prodotti, per provare a pagare gli stipendi e per provare a rimettere in piedi la tua attività per traguardare al prossimo anno, però poi quei soldi me li dovrai ridare".

Per chi ha perso tutto, per chi ha perso la stagione, per chi ha perso quello che aveva, evidentemente questa strada non è quella giusta: l'hanno detto a gran voce le comunità, abbiamo ricevuto anche una raccolta firme in questo senso.

Non è la strada giusta e non è la strada che abbiamo delineato in maniera assolutamente rispettosa rispetto alla discussione di questo tema, abbiamo ascoltato quello che ci è stato detto, abbiamo ascoltato i temi che sono stati posti all'attenzione dell'Aula e della Conferenza dei capigruppo, riteniamo che non sia stata fatta la scelta giusta.

Ebbene, con quest'emendamento, se votato, si potranno stanziare 5 milioni di euro a beneficio di quelle attività che non hanno ricevuto alcun sostegno, alcun supporto per la stagione persa.

Non votando quest'emendamento, si condanneranno coloro che hanno perso tutto a continuare a rimanere senza nulla, e noi lo riteniamo profondamente ingiusto.

Presidente - Assessore Carrel.

Carrel (PA) - Credo che, al netto di quanto abbia già detto il collega Grosjacques durante il dibattito del bilancio, grazie agli ordini del giorno, - e quindi sulla questione credo che ci siamo già espressi - sia però opportuno andare a individuare alcune questioni che riguardano soprattutto il comparto dell'agricoltura, il quale con delibera di Giunta regionale 996 del 26 agosto del 2024 ha previsto, grazie all'articolo 10quater, la possibilità di andare a compensare dei danni causati dalle perdite di reddito dovute alla distruzione completa, o parziale, della produzione agricola, oppure a danni materiali attivi, quali per esempio a fabbricati a uso aziendale, attrezzature o macchinari, scorte, terreni e altri mezzi di produzione.

Non è comunque prevista, nemmeno per il settore agricolo, la compensazione dei mancati guadagni, causata ad esempio dalla mancata vendita di prodotti trasformati o dal minor afflusso di turisti in agriturismi.

Per questo, appunto, come lei ha ben ricordato nella capigruppo, in condivisione con la capigruppo è stata fatta una scelta diversa, che lei lecitamente e politicamente può contestare, ma credo che sia opportuno andare a ribadire.

Per quanto riguarda l'emendamento, con il collega Grosjacques abbiamo comunque analizzato il dove vengano presi i fondi che servirebbero per quest'emendamento e per finanziare questa scelta, e i fondi andrebbero presi dagli Enti locali, e questo creerebbe anche delle problematiche dal punto di vista proprio del bilancio, sia per quanto riguarda il lato Regione, sia per quanto riguarda gli Enti locali.

Per questo motivo proponiamo l'astensione.

Presidente - Vi sono altri interventi su quest'emendamento? Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Per sostenere l'emendamento del gruppo Lega e osservare... perché ha ragione l'assessore Carrel: il fatto di prenderli dagli Enti locali è sicuramente una scelta dovuta alle poche possibilità di manovra che abbiamo all'interno del bilancio, ma in questo caso quello che noi teniamo a fare invece è condividere lo spirito di quest'emendamento, perché non essendo in un momento di ristrettezze economiche, e l'abbiamo detto nella discussione iniziale del bilancio, crediamo che in qualche modo non limitandosi a una questione riferita ai mutui (perché quello va sicuramente a premiare persone che possono comunque accedere ai mutui), in questo caso le persone che potrebbero usufruire sarebbero le altre, quelle che non hanno potuto accedere ai contributi nazionali, quelle che comunque sono in difficoltà e hanno avuto delle difficoltà, e sotto questo punto di vista quindi non possiamo che essere d'accordo.

Capiamo comunque il fatto che da qualche parte quei fondi dovevano essere trovati e quindi è più lo spirito che non la scelta che comprendiamo da parte della maggioranza, perché è normale che, passando quest'emendamento, si andrebbe a togliere fondi dal bilancio, quindi comprendiamo bene il perché non lo votiate.

Sicuramente potevate trovarli voi in altri capitoli i fondi da mettere per le persone che ne hanno bisogno.

Presidente - Altri? Consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Prendo attoche non c'è alcuna volontà, da parte della maggioranza, di andare nella direzione di sostenere le comunità colpite con le misure di sostegno che abbiamo voluto proporre con quest'emendamento, un emendamento che appunto, se approvato, avrebbe predisposto dei ristori per un totale di 5 milioni di euro. Cinque milioni di euro che noi abbiamo individuato in fondi che non sono vincolati, che vanno agli Enti locali, e che quindi non si sa come verranno spesi.

Si è detto più volte: "Ah no, ma si usa per questo, si usa per quello, non c'è vincolo di destinazione e chiunque potrà usarli come meglio crede".

Ebbene, l'impiego migliore per quei fondi sarebbero stati gli aiuti alle comunità colpite. Non si è voluto fare, ovviamente ve ne prendete la responsabilità.

Presidente - Ci sono altri interventi? Consigliere Aggravi.

Aggravi (RV) - Per esprimere una dichiarazione di voto e alcune considerazioni. Sappiamo benissimo che situazioni di questo genere sono tra loro spesso simili, ma anche tra loro spesso diverse, perché riguardo ai danni diretti e ai danni indiretti vi sono delle situazioni che, purtroppo, non si possono prevedere e su cui anche gli strumenti da mettere in campo sono estremamente complessi, soprattutto laddove non ci sia un danno diretto; sembra assurdo, ma è così, perché ovviamente una stima è sempre una stima.

Noi sosterremo quest'emendamento più nello spirito che nella forma per due motivazioni: da un lato, oggettivamente, va bene, la situazione che si è presentata quest'estate, che ha riguardato in maggioranza due aree definite, però ci sono state anche altre attività sul territorio della Valle che sono state colpite anche da danni indiretti, però ci sono anche altre realtà che non dico quotidianamente, ma stagionalmente, sono interessate dai mancati incassi, dalla possibilità di poter operare, dalla possibilità anche di tenere aperto il proprio esercizio pubblico e spesso ciò avviene proprio in attuazione di quei presidi di vigilanza necessari, che però comunque hanno sempre una sorta di aleatorietà finale, perché qualcuno deve decidere cosa fare.

Se si chiude una valle, se si chiude un ponte, se si chiude un paese, c'è sempre qualcuno che, nel bene o nel male, la decisione la deve prendere.

La considerazione che io voglio fare è questa: benissimo intervenire e sostenere l'intervento in questa situazione, ma si lavori anche perché ci siano delle soluzioni e delle misure che non siano spot o (in questo caso) una tantum, ma creiamo, cerchiamo di creare una misura e uno strumento che possa essere utilizzato, al di là di situazioni gravi e pesanti come queste, in situazioni simili, perché i mancati incassi - perché il mancato fatturato e il mancato incasso non sono sempre proprio la stessa cosa, come anche il mancato utile, perché abbiamo parlato anche di questo, sono sempre e comunque delle stime - è ovvio che devono essere in qualche modo governati.

Non è una cosa semplice, assolutamente, anzi, noi lo abbiamo riconosciuto più volte e quindi non puntiamo il dito verso nessuno.

Sicuramente - e questo voglio dirlo perché come minoranze avevamo anche chiesto la possibilità in Commissione di ascoltare la voce delle rappresentanze di categoria, poi, per carità, si era deciso di farlo in certe maniere, poi ognuno si è organizzato a modo suo, ben venga, ognuno fa politica e quindi si muove a modo suo - su questo tema qualcosa bisognerà fare. Troviamo lo strumento, ragioniamoci, però è un problema che c'è.

Non ricordiamoci di queste situazioni - e questo lo dico per tutti, mi ci metto anche io - solo nel momento in cui c'è da fare battage e cercare del facile consenso.

Presidente - Altri? Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Andiamo all'emendamento n. 1 di Forza Italia che introduce l'articolo n. 35bis. Per illustrare l'emendamento, consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Anche noi, come gruppo di Forza Italia, ci siamo fortemente interessati alle questioni relative ai ristori e al riconoscimento dei danni che sono stati patiti dalle famiglie e dalle imprese in seguito all'alluvione del 29 e 30 giugno scorsi. In particolare in ultimo è stata promossa una raccolta firme che c'è stata anche notificata dal nostro responsabile territoriale di Cogne, David Gérard, che è stata sottoscritta da sessanta operatori economici locali in relazione ai danni patiti e non riconosciuti, dai mancati guadagni.

Come abbiamo già detto nelle altre occasioni, in cui ci siamo fatti carico di questa tematica - dal momento di presentazione del Documento di economia e finanza regionale per arrivare alla variazione di bilancio, dove abbiamo presentato due ordini del giorno che andavano in questa direzione - ritenevamo e riteniamo tuttora che l'azione del Governo regionale e del Consiglio regionale dovesse essere complementare a quella messa in campo dallo Stato per riconoscere i danni da mancato guadagno a tutti gli operatori economici che sono stati colpiti; in questo caso qui il non eventuale recepimento di quest'iniziativa comporterebbe un trattamento diversificato sul territorio, classificando alcuni operatori di serie A e altri di serie B.

Noi riteniamo che vada superata la questione dell'iniquità di rapporto da parte della pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese che vivono e lavorano sul territorio.

Per questo abbiamo presentato l'iniziativa che si distingue da quella che è stata poc'anzi descritta per essere una tantum, alla luce anche delle considerazioni che abbiamo sentito di preoccupazione, di creare delle aperture poi difficilmente governabili nel futuro.

Noi riteniamo che debba essere una tantum perché una tantum sono anche i comportamenti che arrivano dallo Stato, e quindi in funzione della situazione che si deve gestire, è giusto affrontarla in funzione della situazione del momento.

Noi oggi abbiamo la forza di poter sostenere queste comunità, abbiamo le disponibilità economiche, e per questo riteniamo che sia uno sforzo che il Consiglio regionale e il Governo regionale debbano fare per mettere chi ha subìto dei danni nella condizione di poter essere ristorato.

Per questa ragione abbiamo proposto uno stanziamento di 3 milioni di euro provenienti e prelevati dalla finanza locale, perché riteniamo che i beneficiari siano i beneficiari di tante realtà, a partire da Cogne per arrivare alla comunità di Valtournenche, ma anche altri Comuni della Valle d'Aosta, quindi riteniamo che sia il prelievo corretto, come ambito, perché afferisce a una responsabilità collettiva degli enti territoriali e della Regione.

Poi ci sarà modo, qualora dovessero esserci delle esigenze in corso d'anno, di fare tutte le opportune variazioni di bilancio perché abbiamo evidenziato in questi giorni che ci sono 400 milioni che crescono, quindi facendo un'operazione di pulizia dei bilanci, c'è la possibilità di mettere a disposizione delle risorse prima che diventino avanzo di amministrazione.

Presidente - Il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Probabilmente vista anche l'ora, lievitano anche un poco le risorse che si trovano per strada e si perde anche un po' la cognizione del meccanismo.

Io rispondo - anche, parzialmente, allacciandomi alle considerazioni sull'emendamento precedente - e ribadisco anche l'approccio, che non è un approccio disinteressato, ma che cerca di tenere conto di quelle che possono essere le evoluzioni e la presenza sul territorio di questo tipo di situazioni molto particolari.

Ne avevamo discusso in qualche modo anche nella presentazione di quella che è poi stata la decisione da parte della maggioranza di approcciare non il ristoro, ma un sostegno dal punto di vista della liquidità, che va ad aggiungersi evidentemente a un ristoro invece per i danni subiti; quello è conclamato all'interno della legge 5 e copre, in via già prestabilita, le risorse che si possono mettere a disposizione nel caso di grandi eventi calamitosi, o comunque eventi calamitosi.

È chiaro che il meccanismo dei ristori non è un meccanismo che appartiene alla legge di protezione civile, di suo; il ristoro, per quanto riguarda la legge di protezione civile, è in merito ai danni subiti e non ad altre valutazioni che, come è stato anche un po' toccato marginalmente dal consigliere Marquis, riprende un meccanismo che, anche a livello statale, non ha visto coinvolti all'unisono tutti i Ministeri, ma solo qualcuno che si è messo più a disposizione di altri per poter in qualche modo proporre, o perché aveva le risorse o perché ne aveva la possibilità tramite un decreto specifico.

Il fatto di approcciarsi con il meccanismo del sostegno tramite mutuo è qualcosa che potrà essere sostenibile nel tempo, a nostro avviso, rispetto a situazioni che potrebbero coinvolgere il nostro territorio in maniera anche diversa, dove effettivamente le casistiche ci hanno portato ad avere fondamentalmente due stazioni più toccate di altre, ed è stato anche un ragionamento molto meditato nel momento in cui - l'ho già detto in altre circostanze - i calcoli, anche assieme alle associazioni di categorie, potevano vedere l'erogazione di poche migliaia di euro, a fronte invece di una possibilità di creare una liquidità importante e sufficiente per ripristinare le attività dopo un mese di chiusura.

Senza la pretesa che la nostra scelta sia in assoluto la migliore, è una scelta alternativa che si è messa in campo e che speriamo possa dare i suoi frutti ed essere condivisa anche con il territorio.

Poi si capiscono le proposte, ma in questo caso ancor di più andando a utilizzare risorse degli Enti locali (che poi si sono attivati prontamente fin da subito per l'esecuzione dei lavori e per il ripristino delle possibilità di far lavorare i propri residenti e le proprie attività sul territorio), che sono i primi a credere in un rilancio dell'attività, in un'attenzione a quelle che possono essere le necessità che escono anche a valle di queste situazioni di catastrofe, quindi, se lo guardiamo da un'altra angolazione, è un po' diverso il fatto di togliere delle risorse agli Enti locali come scelta strategica.

Presidente - Consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Abbiamo ascoltato la sua risposta, immaginavamo questa posizione da parte del Governo regionale perché abbiamo colto l'essere arroccati su questa situazione.

Francamente ci viene difficile capirla. Dalle sue parole in realtà lei dice: "A Roma c'erano le risorse in quel Ministero, le hanno messe a disposizione"; hanno fatto quello che andava fatto, mentre in Regione ci sono le risorse e non vogliamo metterle a disposizione, è questo il paradosso che stiamo vivendo.

Anche la considerazione di dire: "Non vogliamo creare dei precedenti su altre situazioni potenziali, che potrebbero andarsi a verificare nel tempo", non la condividiamo, perché, quando c'è una situazione di emergenza, bisogna vivere l'emergenza e bisogna mettersi a disposizione di questa situazione e cercare di dargli una soluzione.

Quando arriverà un'altra emergenza, si vedrà di mettere in campo le risorse che ci saranno. Se ci sono soldi si metteranno a disposizione, se non ci sono, non lo si potrà fare.

Poi, in quanto al prelievo alla finanza locale, sono tutti dei ragionamenti che sono solo dei prelievi momentanei, non è che una proposta di togliere in questo momento 3 milioni alla finanza locale voglia dire che viene indebolita la finanza locale. Basta fare una variazione di bilancio fra due mesi, quando gestite il bilancio, dove ci sono delle poste che non verranno spese durante l'anno, le togliete e le rimettete in finanza locale.

Non si toglie quindi niente a nessuno, si tolgono solo 3 milioni dall'avanzo di amministrazione dell'anno successivo.

Sono tutte delle narrazioni queste che ci spiace che vengano fatte, perché la soluzione al problema c'è, ci sarebbe, purtroppo registriamo una mancanza di volontà politica e questo ci rincresce molto perché, secondo noi, gestire l'autonomia, vuol dire aiutare la gente nei momenti di difficoltà.

Presidente - Consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Chiedo scusa, probabilmente è anche l'ora, io sono un po' stanca.

Inizialmente noi avevamo pensato di votare quest'emendamento, però c'è una cosa che io non ho capito bene e chiedo anche spiegazioni, nel senso che si dice che il comma 2 viene sostituito dal seguente, e poi leggiamo: "La Giunta può concedere contributi nella misura massima del 40% dell'importo del danno ritenuto ammissibile alle imprese industriali, artigianali, alberghiere, turistiche - e bancarie? " Io non sono riuscita a capire questo pezzo, nel senso che noi stiamo parlando ovviamente degli aiuti relativamente a ciò che è successo.

Io non ho capito bene a che cosa ci si riferisce, perché quali sono le imprese bancarie? È un limite mio, probabilmente, dovuto sia alla mia scarsa conoscenza della situazione, unita al fatto che dopo quattro giorni e mezzo uno comincia a essere un po' stanco.

Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Io ho una perplessità, magari simile a quella della collega Minelli.

Non sono affatto stanco, quindi cercherò di esprimermi.

Non me ne vogliano i colleghi, davvero, però abbiamo letto sia la formulazione dell'articolo precedente sia la formulazione di quest'emendamento.

Quello precedente, quello della Lega, effettivamente aveva un carattere di una tantum ed era costruito sull'una tantum.

Il collega Marquis e i colleghi di Forza Italia si sono inseriti all'interno della legge 5, cambiando il comma 2, quindi la formulazione è rimasta la stessa e oggettivamente l'inserimento di tutte le tipologie d'impresa, quindi anche le bancarie e le assicurative, ha un senso nell'originaria legge 5, perché se ho dei danni diretti, quelli sono tali e quindi io li genero. Non me ne voglia, collega Marquis.

L'inserimento di danni indiretti da mancati utili - posto il fatto che qui si potrebbe aprire una lunga discussione - a mio, molto modesto, giudizio, ha poco senso all'interno di una legge e rischia di essere anche un po' non proprio allineato alle finalità della legge 5, che interviene sui danni diretti; piuttosto si sarebbe dovuto o creare un altro articolo, o creare un articolo ad hoc, con tutte le perplessità che ho espresso già precedentemente.

Andare a modificare la legge 5 - in particolare questo comma, inserendo due principi, quello del danno diretto e quello anche del mancato utile - rischia di generare una problematica.

Pongo anche un'altra questione, la Giunta che concede contributi in conto capitale: un conto è concedere i contributi in conto capitale laddove vi è un danno diretto su un asset sostanzialmente, perché invece il contributo sul mancato utile e sul danno indiretto... punto interrogativo, perché il conto capitale non mi sembra del tutto appropriato, perché ovviamente non sto rifondendo un asset che è stato oggetto di un danno, ma sto sostanzialmente riconoscendo della liquidità, o comunque una parte che bilancisticamente è diversa rispetto a quella di un danno diretto su un qualcosa di materiale.

Oggettivamente su quest'emendamento abbiamo due dubbi: uno è la modifica di un istituto, come la legge 5, che ha un obiettivo chiaro, quindi la modifica di questo comma, secondo il tema del conto capitale, ovvero del fatto che si va a inserire il tema del mancato utile in un comma che parla anche del danno, sostanzialmente di un danno su qualcosa di materiale e questo rischia di generare anche un'applicazione distonica laddove ci sono delle categorie che, oggettivamente, non mi sembra proprio che sia anche il caso, o comunque che sia complesso da quantificare, perché se già è difficile quantificare il mancato utile di un negozio, banalmente, con tutto il rispetto del negoziante e della ditta individuale, andare a quantificare il mancato utile di un'azienda bancaria o di un'assicurazione... oggettivamente a quest'ora divento stanco e ho il mal di testa come la collega Minelli.

Non me ne vogliano i colleghi, ma noi su quest'emendamento ci asterremo, non sul principio, ma proprio sul tema applicativo.

Presidente - Consigliere Marquis, lei è già intervenuto. Se è in grado di spiegare la cosa in un minuto, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Noi abbiamo predisposto l'emendamento riproponendo la medesima dicitura, perché sennò saremmo qui e qualcuno ci direbbe: "Perché avete tolto le banche che erano previste nel comma 2 dell'articolo 20?".

Il professore ci avrebbe probabilmente sollevato quest'eccezione.

C'è la volontà o non c'è la volontà di condividere una scelta? Dopodiché c'è anche la previsione che la delibera di Giunta debba declinare poi le varie situazioni applicative.

In più, non sarà mica tanto un problema nostro se c'è la difficoltà da parte di qualche richiedente a fare la domanda? Sono loro che devono compilare le dovute istanze, non è un problema della politica... però ogni posizione è condivisibile, va bene.

Per quanto ci riguarda, proponiamo l'iniziativa e crediamo che non sia questo il problema nel condividerla o meno per noi.

Presidente - Consigliere Aggravi, circoscriva il fatto personale.

Aggravi (RV) - Circoscrivo il fatto personale perché non è questione di voler fare il professore, collega Marquis, ma lei vuole dare un contributo in conto capitale su un danno indiretto da mancato utile. Sono voci contabili e fiscali differenti, quindi mi spiace, ma lei può dire che il suo spirito e il suo obiettivo sia valido e corretto, e io non le ho detto che il suo obiettivo è sbagliato. Lei ha scritto in modo sbagliato l'articolo e non è questione di fare i professori, è questione che una voce contabile è quella del capitale, un'altra è quella del mancato utile.

Io non ho fatto ragioneria, ho fatto lo scientifico, quindi in tema di contabilità mi può anche dare delle lezioni, però oggettivamente il capitale e il mancato utile sono due cose differenti. Abbia pazienza, poi faccia pure politica, benissimo, ma, insomma, il cornuto all'asino no!

Presidente - Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 9

Favorevoli: 9

Astenuti: 26 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Vi è adesso l'emendamento dell'assessore Sapinet, articolo n. 35bis. Illustra l'emendamento l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Molto brevemente, con la legge 7/2022 è stato avviato il percorso di riordino gestionale e regolatorio che ha portato alla riorganizzazione generale del servizio idrico. Questo percorso ha visto importanti passaggi amministrativi, la costituzione di SEV e i passaggi conseguenti, il Piano d'ambito e la tariffazione.

Il complesso sistema di reti del servizio idrico integrato è stato colpito profondamente dall'alluvione che ha coinvolto sia impianti reflui e di depurazione, sia impianti di fornitura d'acqua. In considerazione, pertanto, di questa situazione, si ritiene indispensabile prevedere un periodo transitorio per consentire l'effettiva presa in carico amministrativa da parte del nuovo gestore dei circa 300 impianti di depurazione presenti sul territorio.

Tenuto pertanto conto di quanto illustrato, si ritiene fondata l'esigenza manifestata dal BIM e opportuno prevedere una proroga della validità delle autorizzazioni, come è previsto dall'emendamento proposto.

Presidente - Possiamo mettere in votazione? Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 13 (Aggravi, Brunod, Distort, Foudraz, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'emendamento è approvato.

All'articolo 36 ci sarebbe l'emendamento dell'Assessore Bertschy che non è posto in votazione, in quanto il parere finanziario è stato negativo. Pertanto mettiamo in votazione l'articolo 36. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 36 è approvato.

Mettiamo ora in votazione l'articolo n. 37. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 37 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 8. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 38 è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 39? Stesso risultato per l'articolo n. 39. Per il 40? No, mettiamo in votazione l'articolo n. 40. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 40 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 41... c'è una richiesta d'intervento, consigliere Brunod ne ha facoltà sull'articolo 41.

Brunod (RV) - Semplicemente per dire che come gruppo Rassemblement Valdôtain sull'articolo n. 41, sul progetto "Scivolare a scuola", abbiamo sempre dimostrato molta attenzione a questo tema, crediamo molto in questo progetto e soprattutto siamo anche contenti che, nonostante le diverse iniziative presentate nel mese di ottobre, durante un'interpellanza, abbiamo avuto dall'assessore Bertschy anche la novità che nel prossimo progetto verrà inserito e integrato, anche attraverso una nuova disciplina, lo sci alpinismo a favore dei giovani, grazie alla collaborazione dell'ASIVA e dell'unico Sci club che porta avanti queste iniziative, quindi, rispetto a questi due giorni, ben venga che, da parte del Governo, a volte succeda positivamente che vengano anche accolti suggerimenti della minoranza e questo ci fa molto piacere, perché questi progetti danno l'opportunità, oltre che di fare sport, di scoprire il nostro territorio, di valorizzare il mondo della montagna, affrontare più in sicurezza le sue problematiche e quant'altro.

Presidente - Mettiamo in votazione l'articolo n. 41. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 41 è approvato.

Segue l'emendamento n. 4 di Rassemblement Valdôtain che introduce l'articolo n. 41bis. Si è prenotato il consigliere Restano.

Restano (RV) - Con quest'articolo parliamo della disciplina delle agenzie di viaggio e dei tour operator. È un argomento che ritroviamo fin dal programma di legislatura, che è stato poi ripreso nel programma di questo Governo, inserito anche nel documento economico finanziario.

Ad onor del vero credo che fosse presente anche nei programmi delle precedenti legislature, perché è una norma che si attende da tempo. Credo perché da una rapida ricognizione ho potuto constatare che almeno quattordici realtà regionali siano già dotate di una norma specifica, inserita o all'interno della norma sul turismo o con una norma proprio ad hoc. Invece noi dovremmo, se non mi sbaglio, far riferimento ad un DPR risalente agli anni '50-60, laddove le regole per l'apertura delle agenzie di viaggio sono un poco vecchie, definiamole così.

Ci sta molto bene che ci sia questa norma in previsione, in questo caso non credo che si tratti di un'attività di spot, così come l'hanno definita i colleghi, però abbiamo notato che non c'è stata una previsione di spesa tra i fondi accantonati, allora abbiamo proposto di accantonare una cifra pari a 20 mila euro, quale spese per la formazione e per la Commissione d'esame, per eventuali esami per i direttori di agenzia. Tutto qua.

Presidente - Assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) - La predisposizione del disegno di legge, così come ha ricordato il collega Restano, rientra nel Documento di economia e finanza regionale 2025-2027 al punto 8.

Il disegno di legge, in corso di elaborazione, non comporta né nuovi oneri a carico del bilancio regionale, né oneri aggiuntivi rispetto a quelli ora determinati dall'applicazione della normativa statale a carico delle agenzie e dei tour operator operanti in Valle d'Aosta; questo perché in Valle d'Aosta non sono mai stati fatti corsi per l'acquisizione della qualifica di direttore tecnico di agenzia di viaggi, o tour operator, per il semplice fatto che non ci sarebbero i numeri sufficienti per la realizzazione di un corso che avrebbe un costo decisamente significativo.

Identico problema sussiste in regioni molto più grandi della nostra, ad esempio il Piemonte. Di conseguenza non sono state previste risorse per pagare i membri di una commissione d'esame che non avrà luogo.

Per questo motivo quindi l'emendamento non è accoglibile.

Presidente - Consigliere Restano.

Restano (RV) - La ringrazio, Assessore. Non conoscendo il testo che voi avete predisposto o che avete in fase di predisposizione, non potevamo fare una valutazione di questo genere.

Una considerazione così, rapida rapida, mi viene in mente: se le altre Regioni non ci riescono, giustamente per il mancato numero di persone, per 20 mila euro noi potremmo provarci ed in questo caso diventare attrattivi. Potrebbe essere una valutazione, però noi confidiamo e ci fidiamo della valutazione.

Visto che è così pronta, penso che nelle prossime settimane possa essere scaricata e, senza fare tanti passaggi in Commissione, anche votata.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Emendamento n. 5 di Rassemblement Valdôtain. Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Cambiamo argomento e iniziamo il filotto che riguarda lo sport.

Nel corso di questi anni, più volte siamo intervenuti sulla questione della legge 3/2004, chiedendo parecchie volte delle modifiche, facendo delle proposte, siamo intervenuti con delle mozioni, degli ordini del giorno.

Nel corso di alcune audizioni in assestamento di bilancio, su specifica richiesta al dirigente competente di avere dei dati sulla profilatura degli atleti, su chi svolge determinati sport, ci è stato risposto che non erano a disposizione dell'Assessorato.

Ad onor del vero, la dirigente si era data disponibile a cercare di raggiungere questi dati e le avevamo risposto che non era necessario, perché consapevoli che il tempo da investire per la raccolta dati è notevole e che ci vuole del personale allo scopo formato.

Il CONI, il Comitato Olimpico Nazionale, tra i suoi compiti ha anche questo, di fare ricerca, di fare raccolta dati in primis, analisi e ricerca. Certo che svolgere questa attività ha un costo.

Noi proponiamo un emendamento alla legge 3; so che sulla norma più volte l'Assessore ci ha detto che ci state lavorando sopra, l'aveva già cominciato questo lavoro il suo predecessore con il quale mi ero confrontato, lei probabilmente ha dato un ulteriore vigore alla norma, però quest'iniziativa riveste un carattere di urgenza, proprio perché, se si vuole programmare, sullo sport è necessario avere dei dati.

Proponiamo quindi di avviare un progetto sperimentale che abbiamo denominato "Contiamoci, formiamoci e cresciamo insieme nello sport" che ha lo scopo di raccogliere dati riguardanti lo sport presso le varie Federazioni sportive, verso le associazioni, di profilare gli atleti per così arrivare a un'elaborazione di un lavoro che possa portare, quale risultato, il miglioramento della formazione sportiva, perché tra i compiti del CONI vi è anche la formazione, proponendo di elevare la qualità della formazione rivolta ai professionisti dello sport, contribuendo così alla crescita dell'attività sportiva in Valle d'Aosta.

L'altro obiettivo è la promozione della cultura sportiva: l'attività può incentivare una maggiore partecipazione e interesse verso la pratica sportiva, con effetti positivi sul tessuto sociale e sulla salute della popolazione.

Inoltre, un ulteriore obiettivo è la promozione del nostro territorio, l'organizzazione di eventi o convegni (anche in collaborazione con l'Università della Valle d'Aosta), riguardanti la pratica sportiva, con il riconoscimento di appositi crediti formativi, incentivando, tra l'altro, la partecipazione di professionisti dello sport provenienti da altre realtà nazionali e internazionali, favorendo la promozione del nostro territorio, nonché la raccolta e l'analisi di dati relativamente ai praticanti gli sport proposti dalle Federazioni, ritenuti utili dal personale incaricato eventualmente dal CONI, finalizzato ad indirizzare le future politiche sportive nella nostra Regione e delle singole Federazioni.

Come vedete è articolato, vi sono più obiettivi, siamo arrivati a questi obiettivi ovviamente attraverso il confronto con gli interessati, non sono piovuti dal cielo e siamo arrivati anche qua guardando ciò che fanno gli altri e cercando, se possibile, attraverso un confronto con i tecnici e con i dirigenti sportivi, di migliorare la nostra proposta.

Ripeto, riveste carattere di urgenza perché, partendo oggi, avremo un anno di vantaggio rispetto probabilmente a una norma che potrebbe maturare il suo percorso nel tempo che è ancora da venire fino a fine legislatura.

Questa piccola variazione, questo piccolo emendamento, non andrebbe a intaccare la programmazione futura della legge sulla quale l'Assessorato sta lavorando.

Presidente - Assessore Grosjacques.

Grosjacques - Con il CONI i rapporti sono di stima reciproca e improntati alla massima disponibilità e collaborazione, tenuto conto anche della complessità dell'ambito sportivo di cui si deve occupare. Riteniamo però che iniziative tese a valorizzare il ruolo a livello regionale debbano rientrare in un sistema completo e integrato, quindi all'interno, come lei già ha citato, della modifica della legge 3/2004, che prevede peraltro espressamente un articolo di sostegno delle attività del CONI che lei ha sinteticamente richiamato, peraltro articolo concertato con il Comitato stesso, e che non devono essere oggetto di iniziative, come in questo caso, presentate in occasione della discussione della legge di bilancio, peraltro da parte nostra né ricevuti come proposta, né concertati con il CONI.

Con il CONI VDA nei mesi scorsi, anche su sollecitazione dello stesso, sono state avviate interlocuzioni finalizzate all'individuazione delle modalità più efficaci per valorizzarne il ruolo trasversale, svolto a beneficio dello sport valdostano, per entrambi gli aspetti oggetto dell'iniziativa, sia quello della formazione per dirigenti, tecnici e atleti, sia per la raccolta dati sulla pratica sportiva.

A questo proposito, voglio segnalare che il CONI ha consegnato all'Assessorato i risultati di una prima mappatura, realizzata dallo stesso, dell'attività sportiva sul territorio, quindi come modifica di sostegno al CONI, come le dicevo, la norma sarà recepita nella modifica della legge 3/2004.

Pur condividendo le finalità dell'emendamento, per quello che le ho detto, chiediamo il ritiro dell'iniziativa perché questa modifica della legge prevederà l'articolo che andrà a sostenere il CONI nelle sue iniziative.

Presidente - Consigliere Restano?

Restano (RV) - Probabilmente soffro della stessa patologia della consigliera Minelli, sono un po' stanco e la prima parte non l'ho capita molto, ma non fa niente, ho capito l'essenza, che non avete intenzione di votarla.

Io spero che voi arriviate quanto prima all'approvazione della norma.

Più o meno il succo della risposta è lo stesso di quello che mi ha già dato nell'ottobre 2023: è passato un anno e una ricerca specifica, una promozione del territorio e tutto quanto le ho elencato prima, da quel momento ad oggi non è stato fatto, ma soprattutto ritengo che non sia stato fatto nei termini previsti, perché, guardi, anche noi ci confrontiamo con i dirigenti, anche noi viviamo lo sport, qualcuno quotidianamente, e non abbiamo dato speranze, perché lo sport vive di speranze.

C'è una pubblicità di questi giorni proprio sul CONI che afferma che lo sport educa al rispetto e poi va avanti su tante altre funzioni dello sport e del CONI.

Lei stesso, qualche giorno fa - e poi glielo ripeterò perché diventa un confronto tra noi due per un po'di emendamenti - in occasione della presentazione dei calendari dello sci, ha definito lo sport il terzo pilastro della società.

Noi a questo pilastro non diamo le fondamenta.

Io mi auguro che lei faccia in tempo ad approvarlo con notevole rapidità, magari con la collaborazione della Commissione che dal venerdì al lunedì passa alle nove.

Presidente - Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Emendamento n. 6 di Rassemblement Valdôtain. Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Parliamo di un altro dei pilastri dello sport, della Valle d'Aosta e non solo, parliamo della Federazione ciclistica italiana.

Anche in questo caso si è previsto un progetto sperimentale, in linea con il progetto sperimentale Children e Under 23, che ha avuto successo nel mondo degli sport invernali, come ben sapete, colleghi.

Invece nel mondo della Federazione ciclistica in questo momento non si è ancora attivato un progetto di questo genere e, stante il successo avuto dal progetto sperimentale sullo sci, proponiamo un progetto sperimentale sul ciclismo.

Ma perché lo facciamo? Per tutto quanto ci siamo detti ed è stato fatto in questa legislatura per il mondo del ciclismo, non possiamo nascondere quanto sia cresciuto in termini sportivi e turistici, quali siano le potenzialità di questo sport nei confronti di una località di montagna.

La Federazione ciclistica, Comitato regionale della Valle d'Aosta, gentili colleghi, ha un'intensa attività, parliamo di 1.262 tesserati, non sono 100, non sono 200 e neppure 300. Sono oltre quattro volte ed è una federazione che occupa vari settori.

I giovanissimi sono oltre 300, pure i promozionali, che sono gli esordienti e gli allievi, che sono le giovani leve, ma che sono soprattutto quelli che potranno fare promozione di un certo tipo di attività per la Valle d'Aosta.

Ma soprattutto stanno crescendo quelle attività agonistiche che riguardano le bike e di cui loro saranno promotori, vi è già un'intensa attività di questo tipo.

Allora con il progetto che abbiamo pensato - insieme alla Federazione, naturalmente, previo un confronto con la Federazione e con i maggiori rappresentanti - "Ruote future per crescere insieme", prevediamo un progetto analogo a quello che abbiamo fatto per lo sci e che prevede dei risultati molto importanti.

Si tratta di un progetto sperimentale per favorire la crescita tecnica e agonistica dei giovani ciclisti, prevenendo la necessità di trasferimenti in altre regioni, per praticare la disciplina a livelli competitivi, perché quello che viviamo è una sorta di esodo. Cresciamo questi giovani poi, dopo una certa categoria, devono trasferirsi o scelgono di trasferirsi fuori Valle per poter praticare al meglio la loro attività.

Questo ci porta a perdere degli appassionati, a perdere delle future professionalità, a perdere degli amanti della montagna.

Quali sono gli obiettivi? Promuovere il ciclismo giovanile, come disciplina sportiva e strategica per la nostra regione, valorizzando i talenti locali; sostenere le associazioni dilettantistiche; contrastare la migrazione sportiva, mantenendo giovani talenti all'interno della Valle d'Aosta e contribuendo allo sviluppo del movimento ciclistico regionale; garantire continuità e stabilità finanziaria al Comitato stesso.

Credo che quest'emendamento possa garantire un passo concreto per consolidare l'impegno della nostra Regione nella promozione dello sport giovanile del pedale, incentivandolo a crescere.

Perché lo dobbiamo approvare oggi e non si può aspettare ulteriore tempo? Perché la stagione è alle porte. I ragazzi, dopo una breve pausa, iniziano a pedalare e la Federazione deve avere il tempo d'imbastire il progetto.

Non è un caso che abbiamo previsto il deposito delle richieste entro il 15 di gennaio.

Presidente - Assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Questo mi dà anche l'occasione per confermare al collega Restano che crediamo molto nello sport come terzo pilastro, dopo famiglia e scuola; la dimostrazione sta nel continuo aumento delle risorse per le Federazioni che sono cresciute nel 2023 di quasi 200 mila euro e di oltre 60 mila euro nel 2024.

Trovo singolare però che in tutte le riunioni, sia ufficiali che ufficiose, mai, e dico mai, le due Federazioni - e così rispondo anche all'emendamento n. 8 - abbiano messo sul tavolo la necessità di poter effettuare, legittimamente ovviamente, dei progetti come quello che lei sostiene di aver concordato con le Federazioni stesse, nemmeno nell'ultima consulta dello sport, dove, peraltro, sono stati divisi, nelle varie declinazioni previste dalla legge 3, i contributi per circa 1 milione alle Federazioni e alle società sportive.

In quest'aula, questa maggioranza, con gli strumenti della legge 3, ha sempre dato risposte puntuali a tutte le esigenze che sono venute dalle Federazioni sportive, quindi il fatto che non siano stati presentati, nemmeno accennati o sostenuti progetti di questo genere, né da parte della Federazione ciclistica né da parte della FIDAL, significa che in questo momento i contributi sono più che sufficienti per sostenere l'attività sportiva. Di conseguenza non sosterremo questi emendamenti.

Presidente - Consigliere Restano.

Restano (RV) - Evidentemente non ha letto bene o mi sono spiegato male, è un progetto sperimentale.

Io mi preoccuperei se non ne ha parlato con le Federazioni, sarei seriamente preoccupato. C'è un problema, ma questo è un problema suo, non è un problema nostro.

Noi ci parliamo, viviamo il mondo dello sport, lo viviamo quotidianamente, forse non abbiamo l'onere di sostenere un Assessorato, quindi abbiamo qualche ora in più, però gli emendamenti che abbiamo presentato e il lavoro che abbiamo fatto dimostra che anche noi, nel nostro lavoro, ci impegniamo.

Il nostro lavoro è anche andare in giro e raccogliere le sensazioni, elaborare - non è trascurabile, non fare degli spot - programmare - e questi non sono degli spot - e portare delle proposte.

Questo abbiamo fatto, lo facciamo con alta umiltà, con serenità, ma con serietà perché ci crediamo, e come più volte le abbiamo detto, le riconosciamo quanto lei ha detto che mette sul tavolo un mucchio di euro.

A volte bisogna saper mettere magari... perché questo non è un impegno molto oneroso, sono 50 mila euro che prendiamo nella missione 20 sulla stessa legge, quindi non andiamo a portarli via agli Enti locali, alla legge 5, li prendiamo dove lei li ha allocati. Non costa niente a nessuno, sarebbe solo anticipare quello che probabilmente lei avrebbe fatto, lo anticipiamo e c'è un reale motivo: perché iniziano la stagione, la programmazione e il lavoro. Anticipiamo tutto di un anno, ma perché lo facciamo? Perché a nostro modo di vedere siamo già in ritardo e lo facciamo per crescere, non per mantenere, perché crediamo nel terzo pilastro, ma il terzo pilastro non si mantiene andando avanti con le consuetudini e aggiungendo dei soldi. Per noi bisogna dare degli indirizzi e gli indirizzi la politica, a nostro modesto parere, li coglie con il confronto, con l'elaborazione dei dati, con la frequentazione del territorio e non solo al taglio dei nastri, delle premiazioni, dove tutti ti dicono quanto sei bravo e quanto è bello andare a festeggiare, ma proprio vivendola con il sangue.

Abbiamo buttato un piccolo seme, io spero che lei lo raccolga.

Questi ragazzi qua e quelli futuri dovranno ancora aspettare, se ne faranno una ragione, però l'importante è che questo semino generi un germoglio.

Poi colgo le parole del suo Presidente: c'è una questione di equità, è vero, adesso è nata una questione di equità, perché per gli uni si fa in una maniera, per gli altri si fa in un'altra, per gli uni facciamo una legge, per gli altri utilizziamo un'altra legge, una società sì, una no, non fa niente.

Noi crediamo nei valori dello sport e crediamo nell'equità.

Presidente - Consigliere Baccega.

Baccega (FI) - Anche noi abbiamo parlato tanto di sport, sia ieri che oggi, parlando di strutture sportive. Sosterremo con grande convinzione quest'emendamento, con l'auspicio che nuovi ciclisti possano percorrere la ciclabile di Aosta, sempre poco utilizzata, e soprattutto anche perché noi stiamo seguendo un progetto del Dipartimento dello sport alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministro per lo Sport e i giovani, dell'ANCI e di Sport e salute, si chiama "Bici in Comune" ed è un avviso pubblico per il finanziamento d'interventi volti alla promozione della mobilità ciclistica e del cicloturismo a livello nazionale.

Questo è un percorso che invito anche l'Assessorato a guardare con attenzione, perché potrebbe portare delle risorse importanti e, con il sostegno anche dei nostri Parlamentari, sicuramente andremo nella direzione d'incrementare lo sport della bicicletta.

Ribadisco, lo dico anche per i 23 spettatori che ci stanno seguendo su Youtube, dico che in qualche modo l'auspicio è che questa ciclopedonale di Aosta possa in qualche modo essere utilizzata dai ciclisti della città.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Emendamento n. 7 di Rassemblement Valdôtain. Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Sarò molto rapido. Prolungamento del progetto "Children under 23" e modificazioni alla legge 3/2004. Abbiamo notato che il progetto ha una scadenza 2023-2025, non so se sia stata una dimenticanza o se ci sia qualche problema.

Approfittando della Missione 20 e degli accantonamenti sulla Missione 20, proponiamo di prolungarlo al 2026 e abbiamo preso i fondi dalla Missione 20, accantonati proprio su questa legge, e li abbiamo organizzati in maniera tale da finanziarlo per i tre anni. Tutto qua.

Presidente - Assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Velocissimo: per il progetto "Children under 23", già parzialmente finanziato anche per il 2026, le risorse mancanti saranno messe a tempo debito in assestamento. Come abbiamo detto l'altro giorno, è un progetto che già lei conosce molto, molto bene, perché credo ne sia stato uno dei fautori e degli autori. I dati sono assolutamente confortanti, sono stati presentati l'altro giorno, per cui diventerà una misura strutturale che, come le ho detto, è già parzialmente finanziata per l'anno 2025, quindi l'emendamento non è necessario.

Presidente - Consigliere Restano.

Restano (RV) - Assessore, mi permetta e non mi dia dei titoli, secondo me va in variazione, non in assestamento...

Restano (RV) - ho avuto il suggeritore, comunque confidiamo che...

Grosjacques (UV) - Accetto la correzione.

Presidente - Mettiamo in votazione...

Restano (RV) - Comunque noi lo voteremo perché è una questione di forma. Per noi sarebbe corretto metterlo oggi.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Emendamento n. 8. Consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Questo è un argomento che seguiamo con attenzione, non lo possiamo di certo definire uno spot perché ci lavoriamo, come ho detto prima, quotidianamente. Per una questione di equità l'abbiamo proposto anche per la Federazione italiana di atletica leggera Comitato regionale. Perché dico una questione di equità? Si potrebbe fare anche per altri sport ma è sperimentale, bisogna vedere i numeri, ed è per questo che c'era stato... (incomprensibile) del CONI.

Sono undici società che praticano atletica leggera: 498 cadetti, 156 promesse, circa 1.400 iscritti, 46 manifestazioni.

Purtroppo quest'anno qualcuno della Federazione ha dovuto rinunciare a delle trasferte per mancanza di fondi, ma penso che lei lo sappia meglio di me, ma questo rientra forse in una questione anche organizzativa.

Quello che proponiamo è il solito progetto sperimentale: "Atletizziamoci".

Perché lo proponiamo a maggior ragione per l'atletica che sugli altri? Perché dall'atletica, ho già avuto modo di dirlo, ci dovrebbero passare tutti. È lo sport più vicino alla popolazione, più vicino ai giovani, di più facile frequentazione anche con un minor investimento. Allora probabilmente è proprio lì che dobbiamo cercare d'incidere e di attrarre i ragazzi per poi avviarli - noi speriamo sempre - agli sport di montagna. Su questo numero sarebbe facile lavorare, però dobbiamo andare a cercarli e "Atletizziamoci", questo progetto, potrebbe fare il caso nostro.

Gli obiettivi, colleghi, sono l'ampliamento dei destinatari dei contributi regionali dell'articolo 3. Con questo progetto, che viene promosso attraverso il Comitato regionale, si prevede la crescita sportiva e tecnica di giovani atleti valdostani, compresi tra i 12 e i 23 anni, per contrastare, anche in questi casi, la migrazione sportiva verso altre regioni.

Mi sembra che, proprio in occasione della discussione del bilancio, vi ho fatto l'esempio di questo ragazzo, che oramai vive fuori Valle, laureato con il massimo dei voti, specializzato con il massimo dei voti, che corre per una società di atletica non valdostana. Questa è una risorsa che penso non ritornerà più in Valle d'Aosta, ma non lo perdiamo come atleta, l'abbiamo perso come professionista della sanità, e guardo il collega Marzi.

Questi sono i veri investimenti che dobbiamo fare, ma li facciamo se fidelizziamo questi ragazzi, se gli diamo degli incentivi - oltretutto è anche allenatore di atleti, oramai, e a fine carriera, ancorché portatore di una medaglia d'oro ai campionati italiani di società.

L'investimento è un investimento che guarda avanti, poi lei mi potrà rispondere, la conosco oramai purtroppo la risposta, però qui ogni giorno perso è una sconfitta, perché ogni giorno rischiamo di perdere un potenziale atleta, ma soprattutto un atleta di quell'età, non lo dico io, copio le parole di un grande allenatore, è un potenziale olimpionico.

Su questo noi dobbiamo riflettere, un potenziale olimpionico è un campione di promozione, e lei lo sa. E non solo: siccome lo sport si tramanda per emulazione, è un investimento sul futuro. Parlo anche per gli altri emendamenti, e oggi noi buttiamo via mesi, spero non anni, buttiamo via delle opportunità.

Trattiamo male i nostri giovani, il nostro bilancio sprofonda, non per causa sua Assessore, sprofonda per tutto quello che non abbiamo fatto fino a oggi.

Gli altri sono più avanti. Io richiamo sempre il Cermis, è mai possibile? E non capiamo che investire su questi giovani vuol dire mantenere le menti, mantenere i cervelli, dargli delle opportunità attraverso la formazione e l'Università? Noi su questo dobbiamo investire.

Presidente - Assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Nel merito dell'emendamento le ho già risposto, ma le dico nuovamente che intanto non ho definito le sue iniziative uno spot, però trovo singolare che le Federazioni non si rivolgano alle strutture e al sottoscritto che pro tempore, anche se magari non pratica lo sport a livello agonistico, come fa lei, oggi è delegato ad occuparsi di queste materie?

Lei ha dato una rappresentazione dello sport e dell'attenzione che questa maggioranza ha dello sport, nella quale ovviamente non mi ci rivedo, perché alla Consulta dello sport, che lei conosce molto bene e che è l'organismo deputato a rappresentare le problematiche dello sport, quello che lei questa sera ha descritto, non è mai emerso a nessun livello, né nelle riunioni informali, né nelle riunioni ufficiali.

Se parlano con lei, hanno il titolo per farlo, io credo che però, per poter ottenere le risposte che a oggi non ci sono state chieste, e che se venissero messe sul tavolo sarebbero affrontate, il canale è quello istituzionale, e se non viene utilizzato per noi, fino a prova contraria, l'esigenza non si pone.

Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Assessore, non ho assolutamente l'intenzione né di giudicare, neppure di analizzare la sua gestione dell'Assessorato, però tra noi c'è una grossa differenza. Forse io sono un poco più dinamico e lei lo è un poco meno, ma il principio è che lei aspetta la richiesta, più volte ho avuto modo di dirlo, "Sono venuti a chiedermi questo".

Io mi muovo, vado a sentire, chiedo, è fatto, e allora è più facile ottenere delle risposte. A volte nella sede istituzionale magari c'è una formalità tale che non ci si lascia andare.

Certo che sono pro attivo, Assessore, è il mio mestiere, non mi hanno mica votato per star qui ad ascoltare quello che fa lei e per applaudirla? Mi hanno votato per portare delle proposte, allora vado, valuto, metto in campo quella poca professionalità che ho, me le cerco, mi confronto, le faccio mie e ho della corrispondenza e gliele porto.

È proprio un modo di affrontare il ruolo in questo caso un poco diverso, ma lei lo ha sempre detto: "Sono venuti, mi hanno fatto una richiesta, abbiamo parlato, mi sono attivato e a fronte della richiesta, è una necessità, devono iscriversi al campionato sennò non si iscrivono", ha fatto le sue valutazioni e le ha portate.

Io interpreto il ruolo del politico... Se vuole, Assessore Caveri può parlare al microfono... Perché io a volte ritorno a Valpelline e vengo accolto gloriosamente, ci ritorno con grande piacere e mi fa piacere che mi accolgano a braccia aperte al mio paese. Poi quella poca esperienza, magari a Verrès o a Saint-Vincent ne avete molta di più, ma io la porto qua e umilmente... (Interruzione fuori microfono)... Ma io sono assolutamente tranquillo, Assessore... (Interruzione fuori microfono) noi abbiamo assistito molte volte fuori microfono a lei che parla delle cose personali degli altri e ieri volevo dire alla collega: "Ma è un bravo ragazzo, ma lo lasci dire, è un bravo ragazzo", non faccio come fa il collega Padovani che schiaccia e parla. Lei è un bravo ragazzo, si diverta ma non commenti, cerchi di essere signore, Assessore.

Comunque, detto questo, ci siamo chiariti, Assessore, è un'interpretazione diversa del ruolo e io rispetto la sua interpretazione.

Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet eTestolin).

L'emendamento non è approvato.

Non vedo richieste, mettiamo in votazione l'articolo 42. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 42 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 43. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 13 (Aggravi, Brunod, Distort, Foudraz, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 43 è approvato.

Articolo n. 44, mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 44 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 45. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 45 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 46. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 46 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 47. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 47 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 48. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 48 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 49. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 49 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 50. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 50 è approvato.

Adesso vi è l'emendamento n. 9 di Rassemblement Valdôtain. Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - L'avevamo annunciato ieri: proporremo un articolo per l'introduzione di misure per favorire il passaggio generazionale nel settore dell'artigianato e dell'industria, sarebbe una modifica della legge 6/2003.

Sono sempre di più le aziende, non soltanto in questi settori, ma in questo caso ci siamo insinuati in una legge che c'è e che comunque, rispetto ad altre, ha un suo funzionamento, è una misura che prende ispirazione anche da altre realtà, l'obiettivo è appunto quello di favorire, in questo caso in maniera corretta, parenti, affini e anche dipendenti, o comunque giovani imprenditori, che vogliano appunto portare avanti una storia imprenditoriale perché, prima di tutto, al di là del fatto che siano soggetti economici, le nostre imprese sono anche portatrici di storia e di tradizione.

L'intervento prevedrebbe 50 mila euro di impegno sulle tre annualità e, come ho già detto, andrebbe a modificare la legge 6/2003.

Presidente - Assessore Bertschy.

Bertschy (UV) - É sicuramente un tema di lavoro su tutto il settore delle imprese, quello del cambio generazionale, soprattutto della relève di tante imprese.

Rispetto alla proposta, ci sono alcuni problemi di tipo tecnico e sotto il profilo politico, vi chiedo ma ovviamente più per aprire una porta anche al lavoro che stiamo facendo sulla legge, eventualmente, se possibile, di ritirare l'emendamento e di prenderlo in carico in questa fase finale di revisione della legge 6.

Noi presenteremo, entro i primi mesi dell'anno nuovo, la legge 6 all'attenzione del Consiglio, è una legge che ha necessità di essere rivista, anche perché datata e non è più in linea con gli orientamenti eurounitari in materia di aiuti alle imprese, quindi c'è una revisione in corso e questo è un tema che può essere portato all'attenzione di questa revisione. In ogni caso, al di là di quello che faremo, se lo votiamo o non lo votiamo, lo faremo lo stesso.

L'importo io immagino che sia, anche da parte dei proponenti, ritenuto non così significativo, è chiaro che stiamo parlando di un principio e non di un vero aiuto, e c'è il tema delle spese correnti che non sono immobilizzazioni, comunque ci sono alcuni aspetti di tipo tecnico che affronteremo e l'astensione sta nel dire che anche quest'aspetto verrà considerato in questa fase di revisione e siamo a disposizione anche per collaborare a ragionarci insieme all'interno di questa revisione della legge.

Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Lo stanziamento è duplice perché c'è una voce specifica che prevede la messa a norma di locali, impianti e attrezzature, solo questo; ma lo dico a beneficio del verbale.

Non me ne voglia, Assessore, noi intendiamo comunque portare al voto, ma accogliamo con favore quanto lei ci ha annunciato, anche perché ovviamente non sapevamo del lavoro di riforma. Ne prendiamo atto e a questo punto vedremo anche quali saranno i contenuti. Speriamo che quest'emendamento, almeno nel principio, possa portare un elemento di novità, o comunque un elemento su cui ragionare, perché oggettivamente rischiamo davvero di avere un fenomeno che, prima o poi, potrebbe allargarsi ancora di più.

Sulla quantità e sulle modalità, sicuramente ci sarà modo di approfondire e anche di renderle più coerenti rispetto alla nuova veste che intendete dare sulla legge.

Presidente - Altri interventi? Non ne vedo, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Annesso vi è l'emendamento dell'Assessore Bertschy che introduce l'articolo n. 50bis, lo diamo come illustrato? Mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 51? No, mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 51 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 52. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 7 (Aggravi, Brunod, Guichardaz Erika, Lucianaz, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 52 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 53. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 33

Favorevoli: 33

Astenuti: 2 (Erika Guichardaz e Minelli).

L'articolo n. 53 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 54. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 10 (Aggravi, Baccega, Brunod, Ganis, Guichardaz Erika, Lucianaz, Marquis, Minelli, Planaz e Restano).

L'articolo n. 54 è approvato.

Mettiamo in votazione l'articolo n. 55. Ci sono interventi? No. Mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 55 è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 56? Stesso risultato per l'articolo n. 56 e n. 57.

Vi è adesso l'emendamento n. 10 di Rassemblement Valdôtain che introduce l'articolo n. 57bis. Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Questo è sicuramente un articolo che ha dei temi complessi ma che, come ho cercato di sottolineare ieri o l'altro ieri, adesso oggettivamente non mi ricordo ma era in discussione generale, forse era l'altro ieri, merita particolare attenzione.

Abbiamo cercato di fare un ragionamento relativamente a tutta una serie di situazioni che si sono presentate nell'ultimo periodo e abbiamo ritenuto di presentare un ulteriore capo all'interno di questo disegno di legge in materia di società partecipate.

Abbiamo fatto un ragionamento come gruppo e abbiamo cercato, nell'ambito della normativa di riferimento (in particolare richiamo il regolamento emittenti delle società quotate) per trovare una possibile via, un principio; non pretendiamo assolutamente che quel comma sia scritto nella pietra, sia più corretto di altri, noi siamo molto umili sotto questo punto di vista, però il principio è importante, e cerco di rappresentarlo nuovamente.

Nell'ordinamento italiano abbiamo due situazioni chiare e una di mezzo: abbiamo delle società non quotate, abbiamo delle società quotate e abbiamo delle società che, ai sensi del Testo unico delle società partecipate, sono simili alle quotate.

Il principio che vogliamo rappresentare nell'interesse della valorizzazione e della salvaguardia del valore economico, comunque pubblico di una società controllata, è quello di dare il maggior grado di trasparenza possibile anche attraverso strumenti tipici delle società quotate, ovvero l'adesione a codici di comportamento di autodisciplina in materia di governo societario, rapporti con gli azionisti, rapporti con gli organi di controllo e rapporti nei confronti di terzi.

E lo dico soprattutto anche a fronte di una serie d'iniziative - fatte anche da altri gruppi, che non ci hanno visto protagonisti, ma ci hanno visto attenti ascoltatori di quello che veniva detto - e se dalla quotata in su ci possono essere oggi gli strumenti di governo o gli istituti di governo, definiti appunto dal TUSP e da altra normativa, dalla quotata giù o dalla simil quotata in giù potrebbe essere utile alla stessa simil quotata, allo stesso azionista, agli stessi terzi, avere degli istituti che sono tipici del comportamento e dell'autodisciplina di queste società.

Per questo abbiamo appunto cercato di costruire un secondo comma all'articolo 4 della legge 20/2016 che consentisse, in senso lato, anche a potenziali società controllate direttamente o indirettamente che potrebbero emettere un domani azioni quotate... le leggi dovrebbero considerare anche casi che non per forza riguardano la contingenza, e forse devono considerare tutte le eventualità, ma anche la possibilità, o meglio, l'indicazione, (poi - ripeto - la forma qui è sicuramente importante, ma non è il nostro obiettivo, è il principio il nostro obiettivo), quella via di mezzo che è prevista dalla normativa italiana e che con degli istituti di autogoverno, di autocomportamento, come si dice nel mondo finanziario, potrebbero garantire un maggiore livello di trasparenza e, magari, anche evitare delle polemiche, con un principio fondamentale del mercato dei capitali: "Se applico, spiego, se non applico, spiego, comunque spiego ai terzi come mi comporto".

Presidente - Il Presidente della Regione ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Due riflessioni. Penso che su quest'argomento la maggioranza intervenga anche con altri rappresentanti.

Da parte nostra raccogliamo l'atteggiamento di attenzione per questo tipo di situazione, che è una situazione adesso mal definita, ibrida, rispetto a quello che è stato rappresentato.

Dal nostro punto di vista, abbiamo cercato di fare un'analisi della presentazione dell'emendamento, così come lo avete costruito.

Da un punto di vista tecnico, ci sono da fare degli approfondimenti per non andare ad appesantire delle situazioni che hanno già, nel loro complesso, delle dinamiche abbastanza complicate, quindi ci possiamo prendere in carico un impegno, che non è approvare l'emendamento in questa sede (anche per non pregiudicare poi lo sforzo e la voglia di andare a chiarire i percorsi piuttosto che complicarli, magari se non sono costruiti nella maniera più opportuna), e di chiudere questo tipo di approccio, proprio nel senso che è stato illustrato nel giro di un mese e mezzo, una tempistica che possa essere considerata accettabile dal punto di vista anche della necessità d'inserire all'interno di questo percorso dei punti fermi che possano aumentare la trasparenza e i meccanismi che possono andare a regolarla in maniera più opportuna.

Presidente - Consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Non è esattamente l'ora più giusta, probabilmente, per approvare degli articoli così importanti e quindi la proposta che fa il Presidente è assolutamente condivisibile, per lo meno da parte nostra.

Solo per spiegare - non saranno tanti quelli che ci ascoltano - a beneficio, come si suol dire, del verbale.

Noi normalmente, quando abbiamo delle società partecipate pubbliche, applichiamo il TUSP che è il Testo unico delle società partecipate pubbliche; questa è la norma generale.

Dopodiché, l'articolo 2 del TUSP prevede delle esenzioni, e queste esenzioni sono per le società quotate, le società quotate sono quelle che evidentemente hanno delle azioni quotate sui vari mercati.

Nel 2022 c'è stata una modifica e sono state equiparate alle società quotate le società che emettono obbligazioni che sono quotate sui mercati; questo è sostanzialmente il caso, non so se ce ne siano altri, della CVA.

Nella norma, quindi, le società quotate applicano il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria.

Io ho fatto la domanda in Commissione alla CVA dicendo: "Ma voi applicate il TUF?" e la risposta è stata no, ma immagino che sia anche corretta perché non sono delle società quotate.

Quindi sostanzialmente, come dice il collega Aggravi, siamo in una zona grigia, ma questo è l'aspetto chiamiamolo accademico.

Dal punto di vista pratico, la gente che ci incontra per strada ci chiede delle informazioni su una società che è per il 100% della Regione e in virtù del fatto che noi non abbiamo la direzione e il coordinamento, e non ce l'ha Finaosta, di fatto noi abbiamo molte poche informazioni, abbiamo le informazioni che ci vengono date in occasione del bilancio.

Ma in realtà noi dobbiamo trovare un modo per evitare di trovarci in una posizione scomoda di direzione e coordinamento, perché questo sappiamo che potrebbe avere delle implicazioni, ma dall'altra parte dobbiamo costruire un sistema per avere delle informazioni.

L'altro giorno io in audizione ho chiesto: "Ma avete fatto 330 megawatt nuovi di rinnovabili, è possibile sapere dove siano questi 330 megawatt e quanto siano costati?", e la risposta della Direzione della CVA è stata: "Eh, no, questa domanda si configura come un controllo di gestione".

Allora da un certo punto di vista io immagino che un azionista non debba interferire con le scelte, ma una volta che le scelte siano state fatte, Santo Dio, sapere quanto siano costati questi megawatt e dove siano collocati e dove saranno collocati gli altri 67 che devono essere realizzati nel 2025... E quelli che sono ancora licenziati? Questo mi sembra il minimo.

Così come per le informazioni che abbiamo avuto in Commissione - e probabilmente le colleghe hanno stimolato... -, riguardo al compenso del Consiglio d'Amministrazione della CVA: è stato oggetto di 3-4 assemblee, così ci è stato detto, e questo compenso non è stato approvato e addirittura abbiamo sentito che il Presidente della Finaosta sembra abbia fatto delle - come sono state chiamate - "pressioni improprie e gravi", ci rende un po' preoccupati, perché noi di tutte queste cose non ne sappiamo nulla.

Allora capite che un sistema di comunicazione mi pare che sia indispensabile, anche perché se il Presidente della finanziaria regionale, 100% della Regione, fa delle pressioni improprie gravi, c'è un grosso problema, e da un certo punto di vista ci si chiede: "Cosa succede oggi?". Beh, io faccio solo una considerazione: quattro quinti del Consiglio di Amministrazione di Finaosta è uguale a quello che c'era prima.

Allora il problema era solo il Presidente? Quando il Presidente è andato in assemblea, è andato facendo di testa sua o con il parere di un Consiglio di amministrazione che per quattro quinti è lo stesso di oggi?

Allora capite che forse il problema che è stato posto è un problema che deve essere analizzato. Io non so se la formulazione sia la migliore ma io credo che sia indispensabile mettere in piedi un sistema di monitoraggio, dove, evitando la direzione...

Presidente - Consigliere, concluda.

Marguerettaz (UV) - ...dobbiamo avere un flusso di informazioni.

Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Molto brevemente. Io credo che il tema che è stato posto dal collega Aggravi e dal gruppo di Rassemblement Valdôtain sia un tema estremamente interessante. Lo stesso ragionamento che è stato presentato in maniera per forza un po' sintetica, vista l'ora, visto che stiamo parlando di un emendamento... credo che però sia talmente delicata anche questa materia che, a nostro avviso, dovrebbe essere affrontata non tanto con un emendamento alla legge di bilancio, è sicuramente qualche cosa che va approfondito, va approfondito molto, così come anche tutta la materia che riguarda le società partecipate e le società controllate crediamo debba essere affrontata, e siamo profondamente convinte che sia necessario ampliare in ogni modo, dove questo è possibile, la trasparenza.

Addirittura io penso che sia una materia così importante che potrebbe essere anche oggetto di una proposta di legge e, comunque, di un percorso che bisogna esaminare con calma.

Sull'emendamento ci asterremo, però ringraziamo che sia stato posto il tema, un tema che vedo anche che sta riscuotendo maggiore interesse rispetto a quello che aveva avuto fino a qualche tempo fa e mi sembra giusto e corretto, perché - soprattutto se ci riferiamo alla più importante delle partecipate regionali, e stiamo parlando di CVA - l'attenzione che tutto il Consiglio regionale deve a questa realtà, a mio avviso deve essere massimo.

Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Anche noi abbiamo partecipato a tutte le sedute della Commissione, in cui abbiamo avuto modo di ascoltare i rappresentanti della CVA ed effettivamente le considerazioni che sono state fatte dai colleghi che sono intervenuti questa sera su quest'argomento credo che siano dei ragionamenti più che condivisibili, perché per noi credo che sia importante lasciare la società nelle condizioni di poter operare sul mercato e che possa continuare il suo percorso di crescita, ma è altrettanto prioritario e indispensabile che il socio unico, la controllante - che deve essere il Consiglio regionale, la controllante politica - debba avere delle informazioni necessarie su quelle che sono le operazioni che vengono fatte.

Riteniamo che sia quasi mortificante dover pietire quattro dati, che è il minimo sindacale, anche per dare poi conto sul territorio a coloro che pongono delle domande. Il cittadino che si incontra, quando ti fa una domanda: "Ma dove hanno comprato?" alla risposta "Noi non lo sappiamo", non crede, non ci può credere, perché sembra quasi paradossale, pertanto, al di là dell'emendamento che è stato posto questa sera in discussione, riteniamo che sia una cosa positiva, perché ha aperto la discussione su questa situazione.

Noi riteniamo che questo ragionamento vada approfondito e si debba trovare una soluzione che consenta alla società di operare e allo stesso tempo che il Consiglio regionale possa essere adeguatamente informato sulle iniziative che vengono poste in essere, perché teniamo conto anche del volume delle iniziative che equivalgono al bilancio regionale: com'è possibile che il Consiglio regionale non abbia nessun tipo di informazione al di là di quattro numeri che vengono rappresentati a bilancio che dicono tutto e dicono niente? I numeri si possono interpretare però dietro a dei numeri ci sono delle politiche aziendali.

Noi riteniamo che sia corretta la richiesta che è stata fatta dal collega l'altro giorno di sapere, iniziativa per iniziativa, qual è il grado di rendimento, dove sono state fatte e quanto sono costate, perché non si può mettere tutto dentro un calderone e non avere un'indicazione che possa dare contezza, al di là del ragionamento complessivo, che è un numero di sintesi che ha una sua positività, però è anche giusto sapere quello che sta succedendo.

Pertanto noi ci asterremo a livello di votazione, ma condividiamo l'idea di approfondire l'argomento per arrivare a trovare una soluzione al problema.

Presidente - Ci sono altri interventi? Consigliere Aggravi.

Aggravi (RV) - Ringrazio i colleghi che hanno partecipato al dibattito, certo mezzanotte e cinque non è un orario in cui affrontare non soltanto temi di questa complessità, ma magari anche altri.

Permettetemi di fare due ulteriori considerazioni: il termine usato dal Presidente, situazione ibrida o comunque ibrido, non è assolutamente sbagliato, anzi, io lo condivido, perché è proprio quella terra di mezzo che ho cercato di rappresentare.

Sappiamo che nelle situazioni ibride, cioè laddove non c'è una chiara indicazione, una chiara natura, potremmo dire così, è necessario dotarsi di strumenti che possono anche essere considerati ibridi, e, tra gli strumenti ibridi, quali strumenti sono migliori di quelli di auto disciplina, o comunque di comportamento, che la stessa realtà si può dare?

Non so se la forma dell'emendamento sia quella corretta, e non vorrei neanche dire che quest'emendamento abbia aperto la strada, per carità, io non voglio assolutamente e il gruppo non vuole prendersi dei meriti, però io tengo a precisare una cosa: abbiamo voluto porre il tema, abbiamo voluto ragionare sul tema, abbiamo voluto analizzare il tema e abbiamo voluto evitare di farci sopra polemica di qualsiasi natura.

Lo dico perché tengo anche a sottolineare un altro passaggio: il fatto di chiedere o di proporre o di suggerire maggior trasparenza non vuol dire che riteniamo che non ce ne sia, ma riteniamo che maggior trasparenza sia sempre utile, soprattutto a una realtà molto importante, non soltanto per la nostra comunità, non soltanto per i bilanci o quant'altro ma importante anche, in questo caso, per il sistema elettrico nazionale.

Da parte nostra quindi la volontà era porre il tema, e non chiederemo neanche il voto segreto, perché se chiediamo trasparenza, giustamente ci deve essere completa trasparente.

Sono anche contento, e ringrazio i colleghi che si sono giustamente espressi e che hanno - e lo dico anche a chi non sosterrà l'emendamento - posto una questione fondamentale: temi di questo tipo necessitano un approfondimento, necessitano uno studio, necessitano anche del supporto di strutture tecniche perché mi rendo conto che non è assolutamente semplice e non è neanche detto che la via normativa e legislativa sia quella corretta. Ci sono anche altre modalità e, perché no, ci potrebbe anche essere un motu proprio dello stesso ente ibrido, chiamiamolo così per semplicità.

Quindi noi non ritireremo l'emendamento ma solo per contezza del lavoro fatto e di quello che abbiamo rappresentato e del fatto che il tema è stato posto.

Poi ognuno giustamente farà le sue scelte. Ho preso nota di quanto mi ha detto il Presidente, non è il mese e mezzo che cambia, possono benissimo essere anche due mesi, ma sappia che oggi è il 13 e io terrò conto del calendario.

Presidente - Altri interventi? Non ne vedo, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 5

Favorevoli: 5

Astenuti: 30 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Perron, Rosaire, Sammaritani, Sapinet e Testolin).

L'emendamento non è approvato.

Articolo n. 58, mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Restano e Sammaritani).

L'articolo n. 58 è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 59? Stesso risultato per l'articolo n. 59, per l'allegato n. 1 e per l'allegato n. 2.

Vi proporrei eventuali dichiarazioni di voto congiunte di farle sul 169, su quello di bilancio, che segue il prossimo documento.

Mettiamo ora in votazione il disegno di legge n. 168. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 30

Favorevoli: 19

Contrari: 11

Astenuti: 5 (Aggravi, Brunod, Lucianaz, Planaz e Restano)

Il disegno di legge è approvato.