Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 498 del 6 ottobre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 498/VII - SITUAZIONE E PROSPETTIVE PER L'OCCUPAZIONE E LA PRODUZIONE DELLO STABILIMENTO IN LOCALlTA' CHAMPAGNE DEL COMUNE DI VERRAYES AFFITTATO ALLA ROSSIGNOL-SKI ITALIANA. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Lustrissy:

INTERPELLANZA

preso atto della notizia apparsa nel quotidiano economico "Il Sole 24 ore" il giorno 29.6.1982, secondo la quale la "Ski-Rossignol" francese avrebbe chiuso l'esercizio finanziario 1981-82 con una perdita di 48,8 miliardi di franchi francesi;

considerato l'impegno finanziario per oltre 2 miliardi di lire della Regione per la costruzione di uno stabilimento per la produzione di bastoncini da sci, in località Champagne di Verrayes, affittato alla Rossignol-ski italiana

INTERPELLA

il Signor Presidente della Giunta per conoscere:

1) i prevedibili riflessi sull'attività di tale stabilimento della pesante situazione finanziaria della società Rossignol-ski;

2) il numero attuale degli occupati presso lo stabilimento di bastoncini dello sci di Champagne e le prospettive occupazionali per l'immediato futuro ed i relativi dati della produzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la interpellanza il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (DP): Questa interpellanza prende le mosse da notizie apparse sul giornale economico "Il Sole 24 ore", relative alle difficoltà in cui si è trovata la Rossignol-ski francese nei confronti del mercato del materiale sciistico; naturalmente quando si affronta il campo dello sci, dobbiamo considerare anche tutto l'indotto, del quale fanno parte anche i bastoncini.

Risulta che la partecipazione azionaria della Rossignol-ski francese alla Rossignol-ski italiana sia stata realizzata con modifica societaria e che nella società originariamente composta da due ditte italiane, si siano inserite altre partecipazioni azionarie, ivi comprese la Rossignol-ski francese e svizzera, almeno da quanto mi è stato riferito.

Con questa interpellanza si chiede, dati i risultati conseguiti nel settore e le preoccupazioni che ancora ci sono sul mercato, se questa situazione internazionale del mercato dello sci e del materiale a questo collegato, abbia avuto una qualche influenza sull'attività prevista nella fabbrica valdostana.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Per due anni di seguito non c'è stata neve nel Nord America; le vendite sono crollate, la Rossignol ha chiuso le fabbriche degli Stati Uniti, mantenendo però quelle del Canada.

Alla Rossignol di Champagne partecipa solo, con il 52% delle azioni, la Rossignol Svizzera, che è in attivo; partecipano poi per le quote minoritarie la Società Mobert e la "Aristide de Nicola", con bilanci in attivo.

Per quanto riguarda la seconda domanda, farò poi avere i dati al Consigliere Lustrissy, è previsto un utile per quest'anno di 200 milioni di lire.

Attualmente vi sono 26 addetti e la convenzione arriverà a pieno regime solo alla fine del 1983; l'azienda però procede bene, così pure le vendite. Il ritardo è dovuto al fatto che il mercato americano non ha assorbito le quote previste né di sci né di bastoncini, per cui si è slittata nel tempo la messa a pieno regime della fabbrica che, comunque, ha già prodotto 350 mila paia di bastoncini per un valore di un miliardo e mezzo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (DP): Prendo atto di quanto riferito dal Presidente della Giunta. Mi rendo conto della situazione, perché il Presidente non ha nascosto che la convenzione - che prevedeva inizialmente l'occupazione di 35 unità per raggiungere le 60-70 unità lavorative entro il 1983-1984 - non è ancora in piena applicazione; nondimeno lo pregherei di seguire attentamente queste attività, perché alcune preoccupazioni di fondo permangono e soprattutto c'è un interrogativo al quale nessuno risponde.

Come mai la Rossignol-ski, che è molto diffusa come attività di vendita anche nel mercato europeo, ha degli sbocchi così fuori dal mercato continentale tradizionale dello sci?

Si parla della Nuova Zelanda, dell'Australia come mercati della Rossignol e non ne capisco i motivi.