Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4140 del 21 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4140/XVI - Interrogazione: "Notizie in ordine alla ricollocazione presso l'Azienda USL o gli enti del comparto unico del personale OSS con capacità lavorative ridotte".

Bertin (Presidente) - Punto n. 10. Risponde il Presidente della Regione.

Testolin (UV) - La Consigliera chiede la composizione del tavolo di confronto finalizzato al raggiungimento della ricollocazione presso l'USL della Valle d'Aosta presso gli enti del comparto unico del personale OSS con capacità lavorative ridotte, inoltre i criteri e le modalità definite, l'attuazione della modalità del personale interessato, il numero di avvisi di operatori interessati che hanno ottenuto la suddetta mobilità con la specificazione dell'ente di destinazione e se i criteri e le modalità di cui al punto 2 sono stati estesi anche a tutte le altre categorie del comparto.

Rispetto a quest'interpellanza, si tratta di uno di quei casi in cui le intenzioni, nel caso specifico quelle declinate nella richiamata mozione del luglio 2021, trovano poi nella realtà ostacoli diversi da quelli immaginati. Già nel novembre 2022, a seguito di un'interrogazione analoga, si era dato conto delle difficoltà emerse nel dar seguito all'impegno della mozione, in primo luogo perché, anche se si tratta di enti del comparto unico, è necessario comunque un accordo tra gli enti per procedere a quella che è comunque una cessione di contratto individuale, come previsto all'articolo 43, comma 4bis, della legge regionale 22/2010.

Sono emerse e non ancora risolte una serie di criticità che, al momento, anche considerando che il Dipartimento del personale è stato assorbito dalla programmazione e realizzazione dei concorsi del rinnovo dell'accordo collettivo regionale 2022-2024 per il personale non dirigente del comparto unico, hanno impedito di attivare il tavolo di lavoro con le organizzazioni sindacali pur avendo lo stesso Dipartimento iniziato a lavorare a una proposta in tal senso. I nodi da risolvere sono: anzitutto, con riferimento al trattamento economico, il profilo professionale di OSS è inquadrato in posizione B2S, mentre gli altri profili professionali di categoria B impiegati dall'Amministrazione regionale degli altri enti del comparto sono inquadrati in posizione economica B2. Per tale personale OSS si determinerebbe quindi un reinquadramento in posizione economica inferiore, a fronte del quale occorre definire se il dipendente mantiene il trattamento economico di provenienza e in che modo, ovvero debba recepire il nuovo trattamento economico della posizione di nuovo inquadramento. Il re-inquadramento economico deve essere previsto per legge non essendo sufficiente il contratto. Secondariamente la mobilità con un cambio di profilo professionale da operatore socio-sanitario a coadiutore non può essere disposta d'ufficio a fronte di una sopravvenuta inidoneità totale o parziale alle mansioni di OSS. Si tratta infatti di profili professionali molto diversi tra loro, per la cui conversione occorrerebbe una prova attitudinale per il ruolo di mansione.

Ancora: si deve tener conto che con l'accelerazione della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione i profili professionali e amministrativi della categoria posizione B2, operatore specializzato, si sono necessariamente evoluti e chiedono oggi competenze tecniche molto più elevate rispetto a dieci anni fa, tant'è che la riforma dell'ordinamento professionale delle Pubbliche Amministrazioni, già intervenuta a livello statale e di prossima introduzione anche a livello regionale, prevede, quale requisito di accesso alla categoria B, il diploma e non più la licenza media. È per questo che è stato posticipato al 2026 l'espletamento del concorso per il reclutamento di personale di categoria posizioni B-B2, con profilo professionale di coadiutore, per evitare di fare oggi un concorso richiedendo a normativa vigente un titolo di studio non più adeguato alle mansioni e ai contenuti professionali che i dipendenti di categoria B saranno chiamati a svolgere.

Alla luce di quanto sopra risulta pertanto non semplice definire oggi le regole per la mobilità del personale con profilo professionale di OSS verso profili amministrativi dei ruoli degli enti del comparto unico regionale prima di avere proceduto a definire un nuovo ordinamento professionale e un nuovo sistema di classificazione del personale, anche perché ipotizzare mobilità verso altri profili professionali della medesima categoria non è proponibile attese le limitazioni delle capacità lavorative dei lavoratori in questione.

Presidente - Replica la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Chiedo al Presidente, visto che anche i colleghi hanno chiesto, se è possibile avere la risposta, perché sicuramente quello che emerge chiaramente è che dal 2021 ad oggi nulla si è fatto e le criticità emerse rimangono tutte - perché, come ricordava, c'era già stata un'iniziativa - sul piatto. Quello che evidenziamo però è che vi sono state nel tempo delle persone di categoria OSS che sono state spostate, ad esempio, da strutture, come l'Azienda J.B. Festaz, ne abbiamo parlato giusto nello scorso Consiglio, in Ospedale, magari svolgendo anche un lavoro meno pesante, perché non possiamo dire che ogni reparto ha lo stesso carico di lavoro, perché è piuttosto evidente che chi sta in ortopedia alzerà dei pesi, chi sta in un ambulatorio molto probabilmente svolgerà un altro tipo di lavoro. Quello che si richiede è se non possono essere collocati in portineria, nei centralini, come avveniva sempre e come è avvenuto nel tempo in tante occasioni; se questo non è più possibile, magari dare la possibilità comunque di potersi spostare in strutture sotto un certo punto di vista meno pesanti anche rispetto ai loro carichi di lavoro.

Quello che mi lascia ancora più perplessa è il fatto che basta vedere le tante dimissioni che sono avvenute e stanno avvenendo nel tempo per capire che questa figura professionale, indispensabile per la tenuta di qualsiasi struttura sanitaria, in qualche modo viene sempre poco considerata: ecco quindi che non si fanno battaglie per definire il lavoro usurante di queste figure, ecco perché non gli si dà la possibilità di essere ricollocate in lavori forse meno pesanti, quando poi in altre occasioni prestiamo il personale come nulla fosse e poi ci arriva uno sciopero sulla testa oppure ci arrivano dimissioni una dietro l'altra. Io chiederei quindi, sotto questo punto di vista, se non è praticabile lo spostamento all'interno delle strutture amministrative, come ci ha detto il Presidente, per tutti gli ostacoli che ci sono, di dare la possibilità a queste persone di poter accedere magari a settori e reparti meno pesanti rispetto a quelli a cui devono prestare servizio.