Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4124 del 20 novembre 2024 - Resoconto

OBJET N° 4124/XVI - Communications du Président du Conseil.

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 34 Consiglieri possiamo iniziare con l'ordine del giorno. Punto n. 1.

Il 19 novembre scorso il consigliere Ganis ha depositato una proposta di legge che contiene disposizioni per la promozione e la valorizzazione della filiera regionale del legno.

Il 13 novembre la Giunta regionale ha depositato un atto amministrativo in materia di razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche, che è stato assegnato per competenza alla II Commissione.

Il 4 novembre il gruppo Rassemblement Valdôtain ha depositato una proposta di legge per la disciplina delle attività di tatuaggio, trucco permanente e piercing. L'atto è stato assegnato alla V Commissione per competenza e alla II per la compatibilità finanziaria.

Lunedì 18 novembre sono pervenute due lettere. Il gruppo Rassemblement Valdôtain, in relazione allo svolgimento di una riunione della IV Commissione, ha evidenziato la necessità di chiarire il ruolo delle Commissioni consiliari. Ricordo che le Commissioni sono un'articolazione del Consiglio regionale, quindi degli organi politici, altresì è buona prassi separare la fase conoscitiva dalle valutazioni politiche.

Inoltre il gruppo Progetto Civico Progressista ha sollecitato la consegna di un parere sulla questione del limite dei mandati in Giunta: nella giornata di ieri l'Ufficio di Presidenza ha approfondito con gli uffici la questione, che, a breve, formerà oggetto di risposta.

Une délégation du Conseil, composée par le vice-président Marguerettaz et les conseillers Jordan et Marquis, a participé à la 36e Assemblée régionale Europe de l'APF, réunie les 12 et 13 novembre au Kosovo, autour du thème des guerres hybrides, un danger pour la sécurité et la démocratie.

Infine, a nome del Consiglio regionale, tengo a esprimere il nostro cordoglio per la scomparsa di Gioachino Gobbi. È stato un esempio di passione, visione e impegno, il cui nome è intimamente legato a Courmayeur, dove ha saputo rappresentare un punto di riferimento per la comunità, oltre a essere un imprenditore capace e innovativo. Le nostre condoglianze alla famiglia.

Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Dividerei in due, credo ci siano altri che vogliono intervenire per ricordare Gioachino Gobbi e poi mi riservo di intervenire per una breve relazione e un breve commento sulla 36esima Assemblea europea della francofonia.

Per quanto riguarda la scomparsa prematura di Gioachino, credo che valga la pena ricordare un uomo che ha lasciato un ricordo straordinario nella nostra comunità. Per certi versi, Gioachino è figlio di una cultura particolare, vedete, la mamma, è una Bertholier, che è espressione della cultura, della tradizione valdostana di Courmayeur, e dall'altra parte Tony Gobbi, una persona che non era valdostana, ma che ha scelto la Valle d'Aosta come la sua terra.

Vedete, questa situazione ha permesso a Gioachino di crescere con dei valori, con una curiosità, con un'intelligenza incredibile e questo gli ha permesso di fare un percorso che è arricchente per lui e per tutta la comunità. È riuscito a rilanciare la Grivel come azienda leader di un settore particolare che è tipico della nostra cultura, cioè l'attrezzatura alpinistica. Un imprenditore di successo, ma non solo, lui si considerava un collezionista compulsivo e, se qualcuno di voi ha avuto la fortuna di stare a casa sua, di frequentarlo... effettivamente aveva la possibilità di raccogliere e di collezionare di tutto, sintomo di una grande curiosità. Accompagnato ovviamente dai suoi cari, in particolare la moglie Betta, i suoi figli, Caterina e Oliviero, una persona che si è messa a servizio anche della comunità perché è stato per anni Presidente della Courmayeur Mont-Blanc Funivie e ha sempre cercato di creare le condizioni per creare convergenze, per creare condivisioni, quindi un'attività che abbiamo particolarmente apprezzato. Ricordo infine solo un particolare della sua generosità: quando oggi andiamo a Skyway e arriviamo al Pavillon e troviamo questa grandiosa opera, se guardiamo sulla destra, c'è la vecchia stazione. Quella stazione era della sua famiglia, di lui, che l'hanno regalata alla nostra comunità. Io credo che la Regione, la nostra comunità debbano veramente valutare e apprezzare questo suo percorso.

Oggi purtroppo ci saranno i funerali. Noi, come gruppo dell'Union Valdôtaine, ci stringiamo attorno alla sua famiglia, ripeto, alla sua amata Betta, che così simpaticamente lo definiva l'orso, e i suoi figli Caterina e Oliviero. Riposa in pace.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi su questo punto.

Aggravi (RV) - Credo che il titolo della stampa di oggi rappresenti in sintesi quello che era Gioachino Gobbi, il visionario delle vette. Era un visionario perché credeva nell'innovazione, credeva nella tradizione riproposta, era un grande collezionista e io ricorderò sempre le due ore e mezza passate nell'estate del 2020, quando mi presentò gran parte della sua collezione con grande dovizia di dettagli e si perdeva quasi come un vero appassionato, più che un tecnico, di quello che aveva collezionato nel raccontare anche gli aneddoti, con i quali appunto questa collezione era stata e si stava componendo. Io lo voglio però anche ricordare personalmente con una sua particolarità, era un visionario, era un divulgatore, raccontava, sapeva raccontare, ma nei giudizi sapeva essere estremamente serafico, netto e deciso e forse lì il sangue Bertholier veniva fuori più di altri. Lo ricordo proprio quasi a ogni presentazione di qualsiasi tipo di iniziativa, Jardin de L'Ange, dove lui aveva un giudizio serafico per tutti, per il sottoscritto in primis e io l'ho sempre ringraziato dei suoi giudizi molto, molto diretti.

Courmayeur oggi perde e dà il saluto a uno dei suoi figli, come tanti altri. Io da Creuméyeurèns non so se saremo in grado o saremo all'altezza come Creuméyeurèns, soprattutto la parte più giovane, di sostituire o comunque di poter portare avanti l'eredità che personaggi come Gioachino hanno lasciato al nostro Paese. Cercheremo di farlo al meglio, senza dimenticare il contributo che hanno dato queste persone e cosa hanno rappresentato per Courmayeur-Mont-Blanc ma soprattutto anche per tutta la Valle d'Aosta.

Il gruppo del RV porge le sue condoglianze alla famiglia e io personalmente saluto la moglie che era davvero un tutt'uno con Gioachino, "Uno senza l'altro - dicevano spesso - non siamo nulla". Non sarà sola sicuramente, perché la famiglia c'è e così vogliamo ricordare Gioachino Gobbi.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lavevaz, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Mi voglio associare anch'io alle condoglianze non come membro di quest'Assemblea o del gruppo, l'ha fatto molto bene il mio Capogruppo; lo voglio fare, se mi permettete, come ex Amministratore del Comune di Verrayes, perché è storia meno nota della grande storia imprenditoriale di Gioachino Gobbi il fatto che Gioachino e la sua famiglia hanno rilevato una situazione molto difficile ormai 20 anni fa. Io ho conosciuto Gioachino ormai quasi 20 anni fa, presentato dall'allora presidente Caveri, quando la Rossignol, l'azienda che costruiva bastoncini per lo sci, stava chiudendo con quaranta famiglie che rischiavano di trovarsi dal giorno all'indomani in mezzo alla strada. La famiglia Gobbi, con grande coraggio, ha rilevato quest'attività facendo anche di questa un'attività di successo, creando l'ABC Company, un'attività che ancora oggi va avanti, mantenendo tutti i posti di lavoro e poi portando anche a Verrayes la produzione della Grivel. Da questo punto di vista, la lungimiranza e la grande visione sul futuro che Gioachino ha messo in primis sulla Grivel e poi sull'altra sua attività è di tutta evidenza. Mi permetto di ricordarlo per questo debito di riconoscenza che credo la comunità di tutta la Media Valle debba a lui e alla sua famiglia per quanto fatto.

Voglio anche ricordarlo - ho avuto modo di conoscerlo poi negli anni - per il suo lato umano, un lato umano di grande sensibilità, di grande empatia, che riusciva a mettere anche nel suo lavoro, facendo della sua azienda una famiglia; tutti gli operai della sua attività avevano veramente questa sensazione di trovarsi all'interno di una famiglia che aveva l'onore in qualche modo di portare questo simbolo tutto valdostano sulle più alte vette di tutto il mondo. Mi stringo anch'io, un po' a nome della mia comunità da cui provengo, a tutta la famiglia, in particolare a Betta, a Oliviero e a Caterina per questo lutto che li ha colpiti così improvvisamente.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Malacrinò, ne ha facoltà.

Malacrinò (FP-PD) - Anch'io per unirmi al cordoglio per la scomparsa di Gioachino Gobbi. A nome del gruppo Federalisti Progressisti Partito Democratico, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze.

Presidente - Vi sono altri interventi sul punto? Ha chiesto la parola il presidente Testolin, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Anche da parte del Governo le riflessioni sono già state sviluppate dai colleghi e fanno parte di un sentire comune, chi ha avuto la possibilità di apprezzare l'uomo, Gioachino Gobbi, nelle sue diverse tonalità: uomo di montagna, con dei momenti di sole, dei momenti un po' più cupi, dei momenti caratterizzati dalla coltre nevosa, un personaggio dalle molte opportunità, dalla capacità di trovare delle convergenze, dalla capacità di guardare lontano, da essere uomo di paese a essere un imprenditore internazionale.

Quello che hanno rappresentato i colleghi penso che sia un pezzo di Valle d'Aosta che tutti siamo contenti di aver potuto condividere, ognuno con le sue caratteristiche personali, ognuno con le sue conoscenze e i suoi momenti di intimità e di condivisione.

Crediamo che questo tipo di situazioni facciano e arricchiscano, anche nei momenti più tristi, una comunità all'interno della quale... bisogna credere in queste persone che hanno dato tanto alla nostra Regione per poter guardare avanti e fare in modo che il loro insegnamento, la loro traccia non si perda, ma che rimanga come un'indicazione da seguire per il futuro delle prossime generazioni.

Je profite en queue à ce moment même pour rappeler, dans les communications du Président du Conseil, la disparue de Monsieur Giorgio Celesia, notre représentant de la Communauté valdôtaine qui nous a quitté dans ces jours et qui a bien représenté sa communauté de Pollein pendant sept ans de Conseil communal, sapeur-pompier volontaire, Président de la Polisportiva Pollein pendant plusieurs années. Un homme qui a caractérisé sa vie même pour sa présence dans le Charaban, un homme qui a voulu être un exemple de bon Valdôtain pour suivre celles qui sont les traditions de notre peuple, qui a valorisé notre langue, qui, à sa façon, a bien voulu représenter un moment de notre culture, de notre tradition, à lui aussi. À sa famille, à sa femme Corinne Pieiller et Jean-Pierre, à Fabien, à Michel, nos condoléances les plus sincères et un sentiment d'affection.

Presidente - La parola al consigliere Marguerettaz sulle parti restanti delle comunicazioni.

Marguerettaz (UV) - Je crois que j'aurai le droit d'avoir au moins 5 minutes parce que je dois relater sur l'Assemblée régionale Europe qui s'est déroulée les 12 et le 13 novembre à Pristina, au Kosovo. Alors, comme il a bien dit le Président, le titre de l'Assemblée était: "La guerre hybride, un danger pour la sécurité et la démocratie". La guerre hybride est une forme de conflit qui mêle des tactiques militaires traditionnelles à des stratégies non conventionnelles, telles que la désinformation, la cyberattaque, le soutien au mouvement insurrectionnel ou, encore, l'utilisation d'acteurs non étatiques. Son objectif principal est de déstabiliser ou affaiblir un adversaire, tout en évitant une confrontation militaire, pas seulement militaire, directe et en restant en dessous du seuil d'une guerre ouverte. Ce type de guerre est souvent utilisé par les États ou des groupes puissants pour atteindre des objectifs politiques, économiques ou géostratégiques, tout en maintenant une certaine ambiguïté sur l'origine des attaques.

Les travaux se sont déroulés sur trois panels: le premier c'était: "Manipulation de l'information, cyberattaque, ingérence étrangère et instrumentalisation de l'histoire, quelle action mise en place est envisagée, comment se défendre sans se déformer; le deuxième panel c'était: "Les impacts de la guerre hybride et de la guerre menée par la Russie en Ukraine sur la politique, dont la politique de défense, sur les droits et sur les valeurs démocratiques"; enfin, le troisième panel c'était: "Quelles perspectives pour une Europe en sortie de la guerre".

Colleghi, la delegazione composta dal sottoscritto, dal collega segretario Corrado Jordan e dal collega consigliere Marquis, con la presenza del segretario generale del Consiglio, dottoressa Perrin, ha seguito con attenzione. Allora, solo per condividere dei momenti che sono stati molto toccanti, perché, finché gli argomenti vengono trattati teoricamente e si parla di hackeraggio, si parla di introduzione, diciamo, si può seguire con una certa freddezza ma, quando ci sono delle testimonianze di persone che vivono quotidianamente la guerra, qui le emozioni sono diverse. C'era Volodymyr, questo filosofo ucraino, che ogni mattina dice: "Io ho tre bambini e non so se questi tre bambini posso portarli a scuola, perché, quando suona la sirena, io purtroppo non li posso portare e, quando li porto, quando suona la sirena, anziché stare a scuola, questi ragazzi stanno nei sotterranei". Quando tu ascolti il Primo Ministro del Kosovo, che è stato due anni e mezzo in carcere, torturato, per combattere e avere la libertà, capite che le emozioni cambiano; i valori che a volte noi esprimiamo di libertà, di democrazia assumono un'intensità non banale.

Allora noi stiamo vivendo delle situazioni pesantissime, le stiamo vivendo nell'est, in Ucraina, le stanno vivendo in Medio Oriente e questi grandi gruppi si attrezzano per fare delle attività veramente terribili; quando si parla di cyberattaque, sono delle situazioni dove la realtà si confonde con la fantasia, ma tutto questo porta solo a delle tragedie. Allora, se c'è una funzione che deve avere l'Assemblea parlamentare della francofonia, è cercare di mettere in rete e di creare le condizioni perché i valori della democrazia, della libertà non siano solo parole, ma diventino dei comportamenti fattivi. La delegazione ha tratto un contributo, è stata un'esperienza molto positiva e cercheremo di mettere a profitto quello che abbiamo sentito e appreso in questi tre giorni di lavoro.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Intervengo in relazione alla risposta che ha fornito a seguito della lettera che le abbiamo inviato circa un chiarimento quale ruolo delle Commissioni consiliari, traducendo in ruolo politico. Noi le abbiamo fatto questa lettera perché, durante la IV Commissione consiliare, un collega, formulando una domanda è stato fermato dal Presidente. Alla richiesta di spiegazione il Presidente della Commissione si è giustificato dicendo che era stato imparziale e che si trattava di una Commissione tecnica e non di una Commissione politica. Gradiremmo che lei potesse indirizzare i Presidenti delle Commissioni, magari attraverso l'applicazione dell'articolo 9 del Regolamento, quindi convocando una Capigruppo e chiarendo che, quando la Commissione viene convocata e viene convocato un politico - in questo caso era un Sindaco che si era avvalso della facoltà di farsi accompagnare da un tecnico che lui stesso avrà autorizzato -, la mantiene una funzione politica, perché questo è il nostro ruolo e non ascoltare, non aspettare neppure il completamento della domanda... quindi, non potendo capire qual era l'orientamento della domanda, è una valutazione che noi riteniamo alquanto affrettata, che poi ha portato alla conseguenza di dover fermare anche l'intervento del collega Di Marco. Gradiremmo quindi che queste situazioni non si ripetessero più. Qualora qualcuno di noi uscisse fuori dal seminato, è giusto fermarlo, ma non permettere neppure di formulare una domanda ci sembra veramente esagerato, stiamo passando il limite.

Ci rivolgiamo come sempre a lei perché svolga appieno le sue funzioni di direzione degli uffici e delle Commissioni, quindi ci aspettiamo una risposta in tal senso.

Presidente - Come ha già detto, Consigliere, le Commissioni sono delle articolazioni del Consiglio, per cui sono degli organi politici, è altresì buona prassi separare la parte conoscitiva da quella di valutazione politica, ma credo che tutti ne siano a conoscenza.

Altri interventi? Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Intervengo sull'altra parte delle sue comunicazioni, cioè sulla lettera che la collega Guichardaz e io le abbiamo inviato il 18 novembre per sollecitare il parere sulla legge regionale 7 agosto 2007 n. 21, in particolare sul comma 3 all'articolo 3.

Noi avevamo già inviato una lettera il 15 di ottobre, abbiamo aspettato, nello scorso Consiglio lei aveva brevemente accennato al fatto che se ne fosse parlato nell'Ufficio di Presidenza e dopo oltre un mese, dopo 37 giorni, ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ora poco fa lei ha detto che a breve ci sarà una risposta, ci sarà non so se un parere o che cosa. Io sono direi abbastanza sconcertata, perché sappiamo intanto che ci sono dei tempi per rispondere, noi non avevamo nemmeno ricevuto delle risposte fino a quel momento, neanche un cenno di riscontro alla prima lettera, ma poi mi chiedo come sia possibile che non arrivi in un lasso di tempo così ampio un parere, anche perché mi risulta che l'ordinamento giuridico di questo Paese preveda che ci sia una corretta interpretazione di competenza del legislatore e, nel caso di quella legge, il legislatore è regionale, quindi credo anche che un'interpretazione da parte sua e dei suoi uffici ci debba assolutamente essere, perché non è una questione di scarsa rilevanza, tutt'altro. Stiamo parlando di una questione che interessa la comunità intera, oltre che le persone direttamente coinvolte. Non è ammissibile la mancata o la ritardata consegna di questo parere. Ci viene spesso detto che le persone, i cittadini devono conoscere la legge, che non è ammessa ignoranza e qui su una legge che è in essere, che esiste da tempo, dal 2007, non si dà un'interpretazione, non si riesce a capire come essa funzioni. Io credo che sia veramente un po' troppo quest'attesa e mi sembra anche che il parere dovrebbe già esserci, io credo che ci sia già anche. Il fatto che non venga consegnato, o comunque che si impieghi tutto questo tempo per dare una risposta ai Consiglieri, a mio avviso, Presidente, si configura anche come una sua omissione di atti d'ufficio, o almeno sembra averne l'aria. Io sollecito quindi che ci sia al più presto questo parere, perché mi sembra che sia veramente strano che dopo 37 giorni, su una legge regionale esistente da quasi 20-17 anni, non si riesca a dare un'interpretazione.

Presidente - Sulle sue considerazioni, che non condivido per niente, mi limito ovviamente alla questione. Ieri è stata affrontata nell'Ufficio di Presidenza, durante il pomeriggio, ed è stata analizzata nel dettaglio una situazione non tanto nel merito della questione... ma di una certa complessità... per quanto comporta... non tanto nel merito della questione, ma su come affrontarla. L'Ufficio di Presidenza ieri ne ha discusso e, come le accennavo in precedenza, a breve riceverà risposta su questa legittima richiesta.

Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Ho ascoltato questa sua precisazione. Lei mi dice che l'Ufficio di Presidenza deve affrontare una questione che è complessa, mettiamo che sia complessa, le credo, ma stiamo parlando di una richiesta che è stata formulata il 15 di ottobre, ora che in 37 giorni non si sia riusciti a...

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...no, dal 15 di ottobre ad oggi, oggi è il 20 di novembre e la prima richiesta è stata fatta il 15 di ottobre e sono 37 giorni, mi sembra veramente che in questo tempo un'interpretazione debba esserci stata. Mi sembra veramente strano che in un tempo così lungo non si sia riusciti a produrre un parere. Aspetteremo questo "a breve" lo aveva già detto 15 giorni fa, vedremo in che cosa consiste il "breve" per lei.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.

Lucianaz (RV) - Bondzor a tcheutte. [Traduzione letterale dal patois: Buongiorno a tutti].

Faisant référence à l'intervention du collègue Marguerettaz, j'aimerais savoir s'il y a la possibilité de connaître quelle était la position des délégués valdôtains dans cette occasion, s'il y a eu une intervention de la part des Valdôtains et quelle position ils ont pris à propos des trois panels dont nous a parlé le collègue, c'est-à-dire s'il y avait dans cette Assemblée une position clairement filo-occidentale, donc antirusse; si on s'est occupés du Kosovo, dans le sens s'il y a un droit à l'autodétermination du Kosovo, bien, on aimerait connaître le droit à l'autodétermination des autres peuples qui luttent pour leur liberté, si les enfants qui se cachent dans les refuges du Liban ont le même droit des enfants de l'Ukraine. J'aimerais bien, si pas maintenant, connaître dans quelle occasion on peut avoir une réponse sur ce qui concerne la position des trois Valdôtains qui étaient présents à la Conférence.

Presidente - La parola al consigliere Marguerettaz per rispondere alla richiesta del consigliere Lucianaz.

Marguerettaz (UV) - Oui, merci collègue, je crois qu'on peut tranquillement prévoir un moment de débat parce que le thème n'est pas banal et complexe. Seulement pour relater au Conseil qui il n'y a pas eu une déclaration à la fin des travaux, donc il n'y a pas eu une position où l'Assemblée a défini de quelque façon des adresses, mais je peux vous témoigner que toutes les interventions ont été à faveur et au soutien de l'Ukraine, Hongrie aussi, même la représentance de la Hongrie a condamné les attaques russes. Après, évidemment, sur comment résoudre la question, le conflit, il y a des positions différentes mais, du point de vue de la condamnation, a été unanime et, pour ce qui est du Moyen Orient, on n'a pas parlé de cela, le thème c'était la guerre hybride et l'activité de la Russie sur les Nations qui étaient voisinâtes du Kosovo.

Presidente - Se non vi sono altri interventi... ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Solo un intervento per evidenziare il dibattito che c'è appena stato, che sottolinea una volta in più come a livello regolamentare - non entro nel merito delle questioni - gli interventi sulle comunicazioni siano multipli, ma vorrei sottolineare come al collega Marguerettaz, giustamente, sia stato consentito di intervenire tre volte sulle comunicazioni, cosa che in altri momenti non è stato concesso di fare. Io sono a favore del dibattito, ma chiederei che questa facoltà di intervenire più volte, così come previsto dal Regolamento, venga riconosciuta poi a tutti, perché, Presidente - l'ho sottolineato sia durante la Capigruppo, sia in altre occasioni -, lei ha la tendenza un po' a soffocare il dibattito, soprattutto quando le materie le sono sgradite o sono sgradite alla sua maggioranza che rumoreggia.

Le chiederei quindi cortesemente, Presidente, che il metro di giudizio, che è corretto, che è stato utilizzato questa volta, si consenta anche le prossime volte eventualmente per replicare, perché sono state fatte le comunicazioni che sicuramente hanno ecceduto i cinque minuti, siamo andati anche oltre, sono stati fatti tre interventi, quindi questo è un benchmark che adotteremo anche per le prossime. Glielo dico, così almeno è chiaro per tutti.

Presidente - Abbiamo separato gli aspetti legati alle comunicazioni e all'attività del Consiglio da quelli che riguardano invece il ricordo delle persone scomparse. Questa è la ragione per la quale ci sono stati più interventi, oltre che una precisazione che è stata richiesta e che è stata utile anche rispetto al dibattito che si è svolto e questo criterio è sempre stato applicato e lo applicheremo anche in futuro.

La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Al netto del fatto che durante la Capigruppo di ieri non si è deliberato o non è stata messa a conoscenza l'Assemblea di nessuna celebrazione e di nessun ricordo - e io non sono contrario - lo dico per chiarezza, ma ricordo distintamente che il collega Aggravi ha chiesto ieri se ci sarebbe stata qualche celebrazione e non c'è stata nessuna risposta, quindi, posto il fatto che questa era al di fuori di qualsiasi scelta e non è stata comunicata, a me va benissimo, non c'è nessun problema, le ricordo che due Consigli fa io ho voluto intervenire una seconda volta perché c'è stata la commemorazione dell'assessore Donzel e poi dopo ci sono state altre comunicazioni e alla mia seconda comunicazione, visto che sono intervenuto sulla commemorazione, mi è stato quasi rimbrottato il fatto di poter intervenire. Siccome lei ha adottato un metro quella volta e io in Capigruppo le ho detto che a livello regolamentare quello non era il metro da adottare e oggi è stato adottato il criterio corretto, allora questo criterio d'ora in poi si applichi così, perché altrimenti, come sempre, per gli amici le regole si interpretano, per i nemici si applicano. Non va bene così, no? Il Regolamento dice brevi interventi, plurale, quindi gli interventi sono perlomeno due, ma non c'è un limite, per cui sono perlomeno due, in questo caso tre. Non ho nessun problema, anzi, sono a favore della libertà di espressione, facciamone trenta di interventi, non c'è nessun problema, però vengano garantiti a tutti.

Presidente - Non ci sono né amici né nemici, si applica il Regolamento e sulla parte non riguardante i lavori del Consiglio, rimangono i cinque minuti complessivi con più interventi nei cinque minuti come da Regolamento e questo è sempre stato applicato. Ci sono altri interventi?