Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4020 del 3 ottobre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4020/XVI - Interpellanza: "Revisione della normativa regionale in materia di locazioni brevi per finalità turistiche".

Bertin (Presidente) - Punto n. 51. Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Cercherò di essere sintetica, ma è un argomento che con l'Assessore abbiamo già affrontato diverse volte, un pezzo l'abbiamo già affrontato nel question time, è legato alla questione degli affitti brevi e soprattutto alla questione della banca dati nazionale delle strutture ricettive.

Come sappiamo, il Ministero ha messo in piedi la banca dati, ci sono stati durante l'estate diversi comunicati, anche un comunicato dell'Assessorato del turismo che evidenziava tre questioni importanti: che la Regione, con il supporto di INVA e con l'obiettivo di semplificare gli adempimenti per le aziende e i locatori, operava per trasferire nella banca tutti i dati già presenti nelle piattaforme regionali e questo, da quello che ci ha già detto quest'oggi, dovrebbe essere stato fatto, costruire una rete anche di assistenza per affiancarsi a quella statale e confrontarsi con le associazioni degli operatori per fornire a ciascun titolare di strutture ricettive e di alloggi specifiche istruzioni per le operazioni di acquisizione del CIN. Il Governo stava anche valutando - questo si annunciava - se e come modificare la normativa regionale di settore. Dalla compilazione per l'assegnazione del CIN abbiamo anche appreso che veniva chiesto ai locatori di dichiarare la presenza di dispositivi di sicurezza e la presenza anche, oltre che degli estintori, del rilevatore di monossido. In una precedente interpellanza l'Assessore ci aveva segnalato che questo sarebbe stato obbligatorio solo per gli alloggi a uso turistico gestiti in forma di impresa.

Le domande che noi poniamo all'Assessore sono quattro: 1) i tempi e i modi con cui la Regione, con il supporto di INVA, e con l'obiettivo di semplificare gli adempimenti per le aziende e i locatori intende trasferire i dati; 2) lo stato dell'arte della rete di assistenza che la Regione sta costruendo e che verrà affiancata a quella statale per fornire tutte le istruzioni per le procedure di acquisizione del CIN; 3) se conferma quindi che le misure di sicurezza, quindi estintori e altri dispositivi, sono prescritte esclusivamente per gli alloggi a uso turistico gestiti in forma di impresa; 4) le valutazioni e le modifiche che si intendono apportare alla normativa regionale di settore.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Intanto in premessa è opportuno evidenziare che in Valle d'Aosta ci sono tra alberghi, residenze turistico-alberghiere, complessi ricettivi all'aperto e tutto il settore extra-alberghiero, circa 1.200 strutture turistico-ricettive, di cui 430 aziende alberghiere e 40 campeggi. A queste dobbiamo aggiungere quasi 4 mila attività di locazione breve per finalità turistiche. Abbiamo quindi oltre 5.000 attività per le quali si applica l'articolo 13ter del decreto-legge 145/2023, convertito con la legge 191/2023, la cosiddetta "Legge Santanchè". Teniamo anche a evidenziare che la Banca Dati delle Strutture Ricettive, che ha come acronimo BDSR, ha messo insieme i dati provenienti da Regioni diverse, ciascuna con la sua organizzazione e le sue regole. Qualcuna aveva i CIR, altre non le avevano, altre li hanno solo per alcune categorie. Inoltre non tutte avevano gli stessi dati e nemmeno le categorie delle attività ricettive sono esattamente omogenee sul territorio nazionale. Ciò non solo ha determinato per tutti un lavoro tecnico e informatico molto complesso, ma ha anche portato ad avere una casistica molto differenziata. Per questo motivo molte notizie diffuse su Internet su alcune pubblicazioni e addirittura tramite i canali ufficiali nazionali sono corrette per alcune realtà regionali, ma rischiano di essere fuorvianti per altre, ne abbiamo parlato questa mattina nel question time. A titolo di esempio alcuni giorni fa è stata riportata una notizia che invitava i titolari di bed & breakfast a chiedere il CIR prima di acquisire il CIN, ma questo per la Valle d'Aosta non è possibile perché nella nostra regione non è previsto il CIR per le strutture turistico-ricettive, tra cui ci sono ovviamente anche i bed & breakfast. Questa premessa per far capire che c'è una grande complessità sia dal punto di vista dei numeri, sia da quello dei contenuti, rispetto alla quale gli Uffici dell'Assessorato hanno dovuto costruire un quadro chiaro, condividerlo con i principali referenti per il mondo delle strutture turistico-ricettive e degli alloggi a uso turistico e poi costruire una comunicazione mirata per gli operatori valdostani. Operando in modo diverso, avremmo rischiato di fornire informazioni non corrette.

Per quanto riguarda le domande, i dati presenti sulle piattaforme regionali sono stati trasferiti alla banca dati nazionale tra il 19 e il 21 agosto. In effetti il Ministero del turismo, il 21 agosto ha ufficializzato, con un proprio comunicato, la possibilità per gli operatori valdostani di accedere alla richiesta del CIN. Gli unici dati che non sono ancora stati trasferiti riguardano circa 90 alloggi a uso turistico, per i quali i locatori sono cittadini stranieri. In assenza del codice fiscale che la nostra piattaforma non chiedeva ai locatori stranieri la banca dati nazionale non accettava viceversa il trasferimento dei dati. Il problema è stato risolto dal punto di vista informatico la scorsa settimana e a breve verranno date apposite istruzioni ai soli locatori stranieri.

Per quel che riguarda la seconda domanda, come accennato in premessa, era importante fornire informazioni che fossero corrette e verificate rispetto ai dati delle strutture turistico-ricettive e degli alloggi a uso turistico valdostani. L'Assessorato, dopo aver fatto insieme a INVA alcuni test sulla banca dati nazionale e aver raccolto alcune segnalazioni dei primi operatori che di loro iniziativa si erano collegati alla banca, si è confrontata con le principali associazioni di settore per condividere le principali informazioni e capire quali erano, anche da parte dei loro associati, le difficoltà e le domande più frequenti. Sulla base degli elementi via via acquisiti, la Regione ha istituito, sin dal 21 agosto, un indirizzo mail a cui rivolgersi per avere informazioni sui nuovi obblighi: elaborato una serie di FAQ che sono state pubblicate il 20 settembre sul sito regionale, insieme a varie informazioni e documenti di riferimento; inviata lo scorso 23 settembre una mail per ciascun CIR, che era quello credo al quale si riferiva lei, presente sulla piattaforma locazioni turistiche, cui sono state fornite le principali indicazioni per acquisire il CIN e una serie di riferimenti; inviata lo scorso 23 settembre una mail per ciascuna struttura turistica ricettiva presente sui database regionali, anche in questo caso fornendo le principali indicazioni per acquisire il CIN e una serie di altri riferimenti; gestite, a partire dal 21 agosto, le oltre 350 segnalazioni generate dagli utenti sulla banca dati nazionale la quale inoltre automaticamente alle Regioni; fornito infine assistenza telefonica direttamente tramite gli uffici e indirettamente tramite il call center gestito da INVA dedicato a locazioni turistiche.

Per dare un'idea della consistenza numerica, gli uffici ricevono circa 60 telefonate al giorno, molte delle telefonate e delle segnalazioni riguardano problemi degli utenti a operare sulla banca dati nazionale non riuscendo a trovare le proprie strutture, cosa che la banca nazionale ha attribuito al caricamento lento della pagina che può verificarsi in momenti di forte carico. È tuttavia giusto evidenziare che prima del 20 settembre, ovvero quando la Regione non aveva ancora pubblicato le proprie informazioni e le FAQ, già il 21% degli operatori era riuscito più o meno autonomamente ad acquisire i CIN. Al 26 di settembre la percentuale era già salita al 35% e i numeri stanno aumentando di giorno in giorno. Per chiudere il punto di risposta, voglio segnalare che molti utenti si dichiarano soddisfatti dell'assistenza ricevuta dalla Regione.

Per quel che riguarda la domanda n. 3, gli estintori e i rilevatori di gas combustibili e del monossido di carbonio sono obbligatori per tutti gli alloggi a uso turistico e per quelli destinati alle locazioni brevi. Solo i requisiti di sicurezza degli impianti sono previsti esclusivamente per quelli gestiti in forma di impresa, quindi non corrisponde al vero che io abbia fatto dichiarazioni diverse, perché, se guardiamo il comunicato diffuso dal Consiglio sulla discussione dell'interpellanza, vi è riportato che "riguardo alla normativa statale, l'Assessore ha spiegato che le poche richieste di informazioni dei locatori, riferite alla normativa statale, hanno riguardato in massima parte la tipologia di estintore da acquistare e il possesso dei requisiti di sicurezza degli impianti che è prescritto esclusivamente per gli alloggi a uso turistico gestiti in forma di impresa. È prescritto, quindi fa evidentemente riferimento al possesso dei requisiti di sicurezza degli impianti e non alla tipologia degli estintori. Con riferimento all'ultima domanda, le valutazioni che stiamo facendo come Assessorato ci portano a intervenire solo sulla legge regionale 11/2023, relativa alle locazioni brevi per finalità turistiche. L'idea è di semplificare gli adempimenti e di evitare le contraddizioni tra legge regionale e statale. Tra le ipotesi sulle quali stiamo lavorando c'è quella di evitare l'obbligo di esporre il CIN, perché è evidente che basta un codice identificativo per individuare l'alloggio. Dovremmo inoltre capire come gestire le locazioni turistiche che vanno oltre i 30 giorni per non creare due binari e due procedure separate.

Contiamo inoltre di recepire sulla legge regionale l'obbligo di SCIA per chi esercita le locazioni per finalità turistiche nella forma di impresa. Altri aspetti che stiamo valutando sono se recepire anche nella legge regionale gli obblighi sugli estintori e i rilevatori e come trattare l'imposta di soggiorno per le locazioni turistiche oltre i 30 giorni. Non vorremmo invece intervenire, almeno questa al momento è la scelta, sulle leggi regionali che regolano le strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, perché sul nostro territorio sono già adeguatamente censite e riconoscibili, quindi vorremmo lasciare alla sola normativa statale l'obbligo relativo al CIN e alla sua esposizione.

Presidente - Per la replica, la parola alla consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Grazie Assessore. Come ha evidenziato, purtroppo le notizie che si susseguivano su Internet hanno fatto sì che ci fosse veramente una grandissima confusione durante l'estate e soprattutto che molte persone si fossero affrettate a cercare di richiedere il CIN senza in qualche modo avere delle risposte. Come immaginerà, adesso c'è invece un problema riferito agli estintori e ai rilevatori di monossido perché, anche sotto questo punto di vista, non è tanto l'acquisto dell'estintore in sé, ma, come sappiamo, poi l'acquisto dell'estintore impone anche tutta una normativa sia per i controlli, sia per tutto quello che ne consegue. Sotto questo punto di vista, speriamo che in qualche modo... perché anche le aziende valdostane forse sono anche in difficoltà rispetto alla quantità di richieste che hanno in questo momento, quindi forse bisognerà anche pensare di intervenire in qualche modo per agevolare questo pezzo, perché sicuramente adesso questo sarà un problema che già si sta presentando e sicuramente si presenterà nel futuro. Naturalmente è legato a una norma nazionale, però quello che ci tenevo a segnalarle è che in questo momento sta diventando un problema anche per la nostra Regione. Ha continuato a parlare di associazioni di settore e, sotto questo punto di vista, io non ho ancora ben capito qual è l'associazione di settore che si occupi veramente di quelle 4 mila case di affitti brevi, perché anche in audizione abbiamo compreso che giustamente l'ADAVA si occupa di albergatori e strutture ricettive, l'UPI si occupa di più delle case, soprattutto di titolarità, dopodiché c'è un universo mondo che ha quelle 4 mila persone che non lo fanno neanche in forma professionale e forse hanno anche più bisogno rispetto agli altri di un aiuto. La speranza è che vi sia una comunicazione puntuale rispetto anche a quello che ci dicevamo oggi, quindi anche rispetto agli adempimenti sul CIN, perché sarebbe interessante capire le percentuali attuali, ma la ringraziamo intanto delle risposte che ci ha dato.