Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 364 del 29 giugno 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 364/VII - VALUTAZIONE DEI DATI EMERGENTI DALLA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA SECONDA FASE DEL PROGETTO SULLE FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE NEL TERRITORIO DELLA VALLE D'AOSTA SVOLTO DALLO STUDIO MASOLI DI TRIESTE.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Il Consigliere Faval, che ha presieduto la Commissione consiliare speciale per i problemi dell'energia, farà una relazione più ampia della mia, nella quale darà una valutazione delle varie fonti di energia; a me interessa solo sottolineare che, anche se con qualche ritardo, dovuto alle difficoltà di installazione di strumenti, siamo arrivati a terminare questa fase dei lavori che fornisce un quadro abbastanza preciso ed ampio delle possibilità di sfruttamento di energie rinnovabili nella Regione.

Vorrei quindi che il Consiglio fosse d'accordo di prolungare - anche se di poco, perché bisognerà prendere una decisione entro breve tempo - il mandato della Commissione suddetta per stabilire, finita la seconda fase, in che modo e con quali priorità andare allo sfruttamento di tali energie, d'intesa tra Regione, Comuni e altri operatori economici sul territorio, in quanto mi sembra che si possa dare, nell'insieme, un giudizio positivo di questi studi, proprio perché permettono alla regione di sapere quali sono le sue reali potenzialità in materia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (UV): Credo che una tappa importante sia stata compiuta da questo Consiglio regionale per il tramite dello studio che è stato affidato allo studio Masoli di Trieste, in relazione alla possibilità, da parte della regione, di sfruttare le energie rinnovabili.

Prima di passare alla valutazione politica del lavoro che è stato fin qui compiuto, ritengo opportuno dare una valutazione puntuale su ciascuno dei settori che lo studio ha esaminato, iniziando da quel settore di energia rinnovabile che si è dimostrato fin qui quello meno importante sul piano della possibilità di sfruttamento - del resto non avevamo dubbi in merito - per passare poi, via via, agli altri.

Per quanto riguarda il biogas, a conclusione della seconda fase prevista in convenzione e di questa fase di lavoro, si è giunti ad alcune constatazioni, stante la diffusione sul territorio degli insediamenti zootecnici che, dal nostro punto di vista, vanno comunque mantenuti perché tutti sappiamo che se, altrove, la concentrazione in stalle di un certo tipo può essere, dal punto di vista economico, un ragionamento valido, non lo è in Valle d'Aosta, perché qui da noi l'interesse primario è quello di mantenere sul territorio l'attività agricola e, dal momento che in Valle d'Aosta questa è fondamentalmente legata all'allevamento del bestiame, è bene comunque che queste attività mantengano a diffusione attuale.

Di questa prospettiva è stato prospettato un utile esempio riferito all'allevamento di Gressan che all'epoca in cui si è proceduto al sopralluogo esisteva, mentre oggi, per vari motivi, non esiste più. Comunque, lo studio che è stato fatto è interessante perché dimostra che, nonostante una elevata concentrazione di capi di bestiame in quella stalla cooperativa, vi sono altri grossissimi problemi che fanno sì che ad un certo punto lo sfruttamento di questo tipo di energia in Valle d'Aosta non sia utile dal punto di vista economico.

La valutazione data finora di questo settore, genericamente negativa, può essere rivista alla luce dei dati presentati. Ritengo che altri esempi e calcoli riferiti ad altre situazioni specifiche possano aiutarci a meglio valutare i possibili interventi futuri nel settore.

Per questo motivo sarebbe opportuno che lo studio Masoli, nell'ambito dei lavori relativi alla terza fase, che praticamente sta iniziando adesso, approfondisse la situazione relativa al Comune di Brissogne, dove vi è un grosso cumulo di refluo umano ed anche una certa consistenza di insediamento zootecnico. Questo potrebbe essere un esperimento che può anche dare dei risultati.

Allegato alla relazione vi è uno schema di progettazione per il trattamento integrato dei rifiuti solidi urbani, reflui fognari e zootecnici. Si tratta di uno schema tipo, chiaro e ben strutturato, dal quale si desume che l'insieme organico di derivazione umana e zootecnica è reso, a fine trattamento, sotto forma di acqua con caratteristiche comprese nella tabella A della legge Merli. Anche questo progetto, pur nella sua semplicità, può essere considerato un'anticipazione della terza fase.

E passiamo a parlare dell'energia eolica, in quanto, come abbiamo già detto, il biogas non ha delle grosse possibilità nella nostra regione.

Il materiale, prodotto al termine della seconda fase, è costituito da una relazione e da una serie di allegati: la relazione è molto ampia ed articolata e chiarisce come, volendo affrontare in modo completo un piano di fattibilità relativamente a questo tipo di energia in un ambito territoriale definito, occorra valutare una serie di aspetti fra i quali ad esempio la meteorologia, l'aerodinamica dei generatori, la distribuzione dell'energia all'utente, l'impatto con l'ambiente, le valutazioni di carattere economico.

Il lavoro dello studio Masoli si è sviluppato mediante un'indagine storica del regime dei venti in Valle d'Aosta, valorizzato con una serie di interviste dirette, con la raccolta e l'elaborazione dei dati meteorologici disponibili, un'indagine di mercato sulle apparecchiature di produzione e la formulazione di ipotesi di utilizzo dell'energia eolica in Valle.

Nella relazione è anche proposta una scheda tipo, da distribuire ai vari rifugi alpini, che è stata compilata in modo opportuno e potrà fornire ulteriori informazioni su tutta una serie di parametri.

Personalmente, mi farò carico in questi giorni di provvedere alla distribuzione di queste schede a tutti o a buona parte dei rifugi, o almeno a quelli più facilmente accessibili. E' stata presentata una mappa colorata dell'energia eolica in Valle d'Aosta che è una sintesi del lavoro fatto nella seconda fase. A parer mio, va dato atto che questo lavoro è stato in gran parte svolto, anche se i risultati dovranno essere affinati, con i dati di ulteriori campagne di misura sul territorio e con quelli ricavati da centraline.

Come ha accennato il Presidente e come i membri della Commissione sanno, abbiamo avuto delle difficoltà di carattere burocratico e tecnico per la ricezione dei dati che ci vengono trasmessi dalle centraline; in particolare per il reperimento delle zone nelle quali installare le centraline e per avere, da parte del Ministero, la autorizzazione ad utilizzare la banda per la trasmissione di questi dati. Come tutti sanno, dal mese di gennaio alcune centraline trasmettono già in fase sperimentale tutti i dati che possono accumulare, tutte le altre, invece, partiranno e saranno in grado di funzionare dall'inizio di luglio.

Sempre nel settore dell'energia eolica sono disponibili dei dati riferiti ad una serie di situazioni puntuali tipo l'aeroporto di Aosta, Saint-Vincent ed altre zone, dove avevamo già a disposizione una serie di attrezzature. Pertanto, giudico apprezzabile il lavoro di mercato che è stato fatto sulle apparecchiature, presentato nell'allegato C, così come la valida sintesi, descritta nell'allegato D, delle ricerche di collaborazione con gli enti interessati allo sviluppo dell'energia eolica. Nel medesimo allegato è contenuta anche una carta schematica dei punti interessanti per possibili installazioni a tempi brevi di aereomotori. Voglio far presente anche che ho disponibile della documentazione relativa ad alcuni progetti realizzati da tecnici locali su possibili modelli di aereomotori. Sempre nell'ambito dei lavori, relativi alla terza fase, farò intervenire lo studio Masoli per dare una valutazione tecnica di questi prototipi e per valutare una possibile serie di prove sul territorio di questi aereomotori con gli interessati.

Come giudizio sintetico, penso che la gran mole di materiale presentata è globalmente di buona qualità ai fini di applicazioni future, anche se, come ho detto prima, suscettibile di miglioramento a seguito di campagne di misure sperimentali e dell'acquisizione di dati delle centraline. Va anche sottolineato il fatto che per quanto riguarda questo settore, la tecnologia, così come si suol dire, non è ancora matura, di conseguenza il lavoro che oggi stiamo facendo è un lavoro di acquisizione dati e di preparazione rispetto a quello che svolgeremo al momento in cui la tecnologia sarà in grado di darci delle macchine che sfrutteranno correttamente - e con correttamente mi riferisco soprattutto al problema di carattere economico - questa energia. Per allora disporremo di tutti i dati per scegliere quali sono le zone nelle quali è conveniente installare gli aereomotori. Quindi, questo lavoro di preparazione, che qualcuno potrebbe definire inutile, è, al contrario, un lavoro che ci qualifica proprio perché siamo all'avanguardia e non perdiamo il nostro tempo.

E passiamo, quindi, all'energia solare. La valutazione delle potenzialità energetiche in questo settore ha determinato una maggiore quantità di materiale, per cui abbiamo a disposizione due fascicoli per un numero di pagine superiore alle 400.

Sinteticamente si può affermare che si tratta di un ottimo lavoro, anche questo però suscettibile di ulteriori ritocchi e perfezionamenti a seguito di campagne di misure sperimentali sul territorio e dei dati trasmessi dalle centraline. Intanto però i dati presentati costituiscono un punto fermo ed un riferimento ben preciso; ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

La relazione introduttiva - 37 pagine più la bibliografia - parte da considerazioni di carattere generale sull'energia solare, per trattare subito dopo il problema in riferimento alla realtà valdostana. C'è poi una determinazione puntuale dell'energia solare sul territorio ed anche una sua distribuzione areale. Un risultato senza dubbio apprezzabile è la carta solare colorata che fornisce un'indicazione sull'energia solare globale, annua e media, dei vari siti sul piano orizzontale. Se i Consiglieri ne vogliono prendere visione, questa è a disposizione nel mio ufficio.

La relazione è accompagnata da una notevole mole di allegati che si può così riassumere: la serie degli allegati A, in numero di sette, tratta della raccolta ed elaborazione dei dati meteorologici disponibili in Regione, raccolti in vari ambiti come l'aeroporto di Aosta, Saint-Vincent, oltre che una valutazione dello stato del cielo ed i dati desunti dal servizio meteorologico regionale e dall'unità mobile.

Gli allegati B, in numero di tre, forniscono invece la mappa solare puntuale, i profili dell'orizzonte, le tabelle relative alla mappa di cui sopra.

Infine, l'allegato C presenta la mappa solare areale.

In base ai risultati presentati risulta evidente che le applicazioni più interessanti nella nostra regione sono, intanto, la produzione di calore a bassa temperatura fino a 90° ca. con collettori solari piani destinati al riscaldamento di acqua od aria per usi domestici o industriali, o per riscaldamento degli ambienti, produzione diretta di energia elettrica mediante celle fotovoltaiche, realizzazione di serre o di sistemi integrati di utilizzo dell'energia per usi agricoli. A tale proposito la Commissione potrà richiedere allo studio Masoli la realizzazione di un prototipo di serra che usi in modo razionale l'energia solare. Questo è un discorso che si è fatto in varie occasioni, bisogna tenere conto però di alcune situazioni particolari che si presentano in Valle d'Aosta, quali per esempio quella della presenza del vento che, a detta dei tecnici potrebbe compromettere l'utilizzazione di questa energia per questo settore dell'agricoltura per il tramite e per il mezzo delle serre. Comunque, credo valga la pena sul piano sperimentale di provare.

Voglio, infine, far presente, sempre parlando di questo settore, che mi arriveranno delle proposte per lavori da fare svolgere allo studio Masoli nell'ambito della terza fase.

Ho avuto comunicazione verbale che il Comitato tecnico, previsto dalla legge regionale 44 sta elaborando delle proposte in tal senso che esamineremo in Commissione.

Ho in programma, inoltre, una serie di incontri con vari esperti a livello nazionale di energia alternativa, per raccogliere idee ed indicazioni. In occasione del simposio che si è tenuto in U.R.S.S. sull'energia, ho conosciuto l'Ing. Botio - il responsabile di energia risorse e il realizzatore del teleriscaldamento a Brescia - ed il Dott. Custodero - uno dei maggiori esperti italiani nel settore dell'energia eolica - con i quali ho mantenuto dei contatti ed ho fissato degli appuntamenti a settembre, in modo da poter avere, anche attraverso la loro esperienza, idee e suggerimenti per quel che si può fare in Valle d'Aosta.

Passiamo infine all'energia idroelettrica. Credo che si possa, senz'altro, affermare che in questo settore è stato fatto un lavoro che potrà avere dei riflessi ampiamente positivi sul futuro della nostra regione.

Per una valutazione realistica della potenzialità energetica del settore, ossia dell'energia idroelettrica ottenibile, sono stati analizzati con attenzione tutti gli aspetti tecnici e socio-economici connessi all'installazione di nuovi impianti. Le potenzialità non sono state valutate su base teorica, ma con una serie di campagne di misure riportate di cui esiste un fascicolo che i commissari hanno potuto vedere e che è comunque a disposizione di tutti i Consiglieri che ritengano di volerlo consultare al fine di conoscere bene il regime idraulico ed il profilo altimetrico dei corsi d'acqua.

La ricerca si è rivolta a quegli impianti di potenza massima, raramente superiori ai 3.000 kW, suscettibili di un utilizzo locale d'interesse per l'economia generale della regione. Questa scelta è da porre in relazione alla volontà di avere installazioni rispettose di aspetti ambientali e di realtà locali, imponendo limiti ben definiti alla cattura delle acque, al fine di garantire il mantenimento di un ambiente umido nei letti dei torrenti e non interferire con le risorse idriche, attualmente destinate ad altri usi.

I risultati ottenuti si possono così riassumere: prima carta regionale riassuntiva, in scala 1:100.000, che indica le localizzazione sul territorio di 197 possibili nuovi impianti; le schede tipo dei 197 impianti citati sopra sono state raggruppate in un fascicolo e ciascuna di queste contiene tutta una serie di parametri come il salto utile, la portata, la potenza massima ottenibile, fino alla definizione del tipo di turbina ritenuto più idoneo. Poi abbiamo la seconda carta regionale riassuntiva, denominata anche carta della potenzialità annua della produzione d'energia di fonte idroelettrica. In essa la classificazione delle 197 centrali è effettuata sulla base della loro potenza e mira anche a fornire un quadro della distribuzione territoriale della produttività potenziale.

La suddivisione, evidenziata dalla diversa colorazione degli impianti, è basata sulla produzione annua di energia espressa in kW/h per anno medio. Il totale di energia così ottenibile è quantificato in ca. 760 milioni di kW/h, sottolineo questo dato che credo si commenti da solo.

Infine, nell'allegato n. 4, che ha per titolo "Prospettive nel settore dell'energia elettrica nella Conca di Ollomont", è presentato un esempio di trattazione del problema energetico in un'unità territoriale definita e costituisce già un'anticipazione della terza fase. Sempre a questo proposito ho avuto dallo studio Masoli una rielaborazione delle 197 possibili nuove centrali suddivise in fasce, in base al tipo di turbina da impiegarsi. Mi sono premurato di richiedere l'elaborazione di un progetto tipo per ogni fascia d'impianto.

Fatta questa valutazione di carattere analitico, è assolutamente indispensabile passare ad un'analisi di carattere politico dei risultati del lavoro prodotto dallo studio Masoli.

A questo punto credo che ci siamo resi conto che abbiamo di fronte la possibilità, con l'entrata in vigore della legge n. 308 del maggio scorso, che interessa in particolare la Regione Autonoma Valle d'Aosta, perché liberalizza l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili fino a 3.000 kW e, tenuto conto dei dati che ho appena letto, di renderci assolutamente autonomi rispetto al problema energetico, perché 760 milioni di kW/h annui rappresentano il 95% del consumo della Regione Autonoma Valle d'Aosta.

Se si riflette un attimo sull'importanza di questo dato, ci rendiamo conto che al momento attuale pochissimi paesi al mondo sono in grado di essere autonomi rispetto a questo problema, che è il problema centrale a livello mondiale: ebbene, noi saremmo in grado di diventarlo, ed uso il condizionale perché dipende da noi fare le scelte giuste per realizzare in modo più tempestivo ed efficace questa realtà, per cui ci compete da questo momento il dovere di analizzare questi dati per portare poi in Consiglio delle proposte di carattere legislativo, incisive, che riescano a realizzare questo obiettivo che potrebbe sembrare molto distante, ma non lo è; soprattutto dobbiamo tenere conto di un altro aspetto, che mi pare forse ancora più importante, e cioè che noi riusciremo ad ottenere questa enorme quantità di energia senza compromettere l'equilibrio socio-territoriale.

Queste centraline prevedono lo sfruttamento della caduta dell'acqua, quindi per ottenere questa quantità di kW/h non dovremmo fare delle dighe, non dovremo spostare delle comunità insediate, non dovremo alterare il territorio. Ripeto, adesso il compito è soprattutto del Consiglio che deve essere in grado di fare delle proposte adeguate a quella che è la portata della capacità di produzione di energia della regione.

In questo senso credo che un altro nostro dovere, molto preciso, sia quello di dare il massimo di pubblicità ai dati che abbiamo a disposizione, perché, personalmente, non credo che solo noi 35 in quest'aula siamo in grado di formulare le proposte migliori; non bisogna essere presuntuosi, occorre dare invece massima pubblicità affinché tutti coloro che sono interessati, a livello personale o collettivo, a realizzare delle centraline o ad installare delle macchine eoliche o solari, possano darci suggerimenti ed indirizzi. Questo è un impegno che il Consiglio dovrebbe assumersi fin d'ora. In qualità di Presidente della Commissione Energia, cercherò di organizzare per settembre-ottobre una manifestazione per pubblicizzare l'attività all'interno della regione, ed anche all'esterno, da dove pure possono venirci dei suggerimenti circa le tecnologie da adottare e metodi da applicare.

Vi è poi un altro aspetto molto importante, sempre all'esterno della Valle d'Aosta, per consentire di realizzare nella nostra regione questi progetti, ed è quello finanziario; a questo proposito credo che non ci dobbiamo limitare alla legge 308, che ha stanziato per i tre anni 1981/82/83 840 miliardi di lire per un'incentivazione in questo settore, vista la macchinosità della legge stessa.

Ho letto recentemente sul giornale che, da calcoli fatti, alla Valle d'Aosta dovrebbero arrivare due miliardi; ebbene possono senz'altro affermare che si tratta di un calcolo assolutamente empirico, fatto sulla base di analoghe leggi. Mi auguro che perlomeno non sia al di sotto di questi due miliardi, però esiste il problema di sapere quando potremo usufruire di questi finanziamenti. Noi seguiremo senza altro questa strada perché non vedo come si possa rinunciare a questi finanziamenti; oltre a questi, però, io credo, dal momento che esistono delle direttive C.E.E. che riguardano specificatamente questo settore, che dobbiamo preparare un piano pluriennale contenente una proposta di varie decine di miliardi, con il quale dobbiamo andare a contrattare la possibilità di accedere a quei finanziamenti.

A questo punto, ripeto, la parola è al Consiglio regionale, nel senso che lo studio ci ha dato dei risultati estremamente positivi; tocca a noi, adesso, proporre delle leggi che possano realizzare le possibilità che lo studio ha dimostrato esistenti in Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: E' aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sarei lieto che si chiarisse meglio lo scopo della discussione di oggi, perché oltre a fare la valutazione di questa ricerca, bisogna vedere anche il senso della discussione stessa.

Mi sembra che il Presidente della Giunta abbia chiesto di sospendere ogni decisione, in attesa che la Commissione verifichi come continuare il lavoro.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (UV): In assenza del Presidente della Giunta, che se ci fosse potrebbe dare, meglio di ogni altro, la risposta al Consigliere Mafrica, vorrei dare una mia interpretazione del suo intervento.

Secondo me, il Presidente della Giunta ha voluto dire che, vista la positività dei risultati fino qui ottenuti, tenuto conto che alcuni di questi - come d'altra parte io stesso nell'analisi dei vari settori ho sottolineato - debbono essere ulteriormente approfonditi (e conosciamo le cause del ritardo di questo approfondimento, non imputabili allo studio Masoli), sarebbe opportuno procrastinare di qualche tempo, non molto, il lavoro che lo studio Masoli sta portando avanti.

Mi pare che il senso della proposta del Presidente della Giunta fosse questo; quando arriva, ce lo confermerà.

Quindi, il senso di questa discussione che stiamo affrontando adesso in Consiglio regionale - rispondo alla prima domanda posta dal Consigliere Mafrica - è quella di valutare il lavoro prodotto dallo studio Masoli, seguendo la volontà espressa dal Consiglio regionale due anni fa, quando abbiamo votato la convenzione.

PRESIDENTE: Se mi è permesso intervenire al riguardo, appena torna in aula il Presidente della Giunta, che è stato chiamato al telefono, sarà lui a dare l'interpretazione.

Mi è sembrato che avesse chiesto - perché questo era anche quanto aveva chiesto a me - che il Consiglio non si pronunciasse oggi formalmente con un voto, ma che si esprimesse soltanto sulla necessità della prosecuzione di questo lavoro e del mantenimento in vita della Commissione speciale per l'Energia, fermo restando ogni altro provvedimento e di carattere formale-procedurale e di carattere finanziario in altra sede ed occasione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Stando a quanto ha detto il Presidente del Consiglio adesso, possiamo affermare che è opportuno che la ricerca continui e che la Commissione Energia svolga ulteriormente il suo lavoro.

Fin dall'inizio abbiamo espresso una riserva non sulla necessità della ricerca, ma sul fatto di affidarla ad uno studio privato piuttosto che ad una istituzione scientifica, italiana o straniera, cosa che avremmo gradito di più perché riteniamo che le Università ed i Centri di studio pubblici, avendo per fine esclusivamente lo sviluppo delle conoscenze, siano sempre preferibili in questo campo a studi privati, che hanno per fine anche il profitto.

Venendo a dare una valutazione complessiva dello stato dei lavori, è necessario fare delle distinzioni a seconda delle diverse fasi dei tipi di energia.

Per ciò che riguarda il settore idroelettrico lo studio è da giudicare abbastanza completo ed anche rapidamente utilizzabile. Lo studio, come ha già detto il Vicepresidente Faval, è consistito nell'esame puntuale in 197 punti di corsi d'acqua non utilizzati dall'ENEL; sono state misurate la portata del corso d'acqua, l'energia minima e massima che è possibile ricavare e sono stati individuati anche i possibili impianti, sempre in linea di massima, che è necessario costruire per sfruttare l'energia. Da questo punto di vista, pertanto, la ricerca è abbastanza soddisfacente. La fase successiva dovrebbe essere quella di redarre progetti tipo per 5-6 famiglie, in cui vengono classificati i diversi corsi d'acqua a seconda delle possibilità di sfruttamento.

Una valutazione da fare è se queste progettazioni di massima serviranno realmente, quando poi passeremo a verificare con un progetto specifico, punto per punto, cosa è possibile fare.

Per ciò che riguarda l'energia solare, in questo settore abbiamo raccolto dei risultati interessanti dal punto di vista scientifico, ma certamente ancora molto lontani dall'essere utilizzati dal punto di vista pratico. Sono state costruite 65 tavole, alcune di queste riprendono l'energia solare disponibile mensilmente secondo 5 orientamenti: l'inclinazione di 45°, di 90° e di 60°, l'inclinazione piana e quella naturale.

Queste carte hanno il limite di avere come unico riscontro la misurazione sperimentale dell'intensità della radiazione solare all'aeroporto di Aosta, per cui per il momento l'indagine conserva in questa fase un certo livello di teoricità e bisognerà continuare perché queste carte siano verificate e poi magari utilizzate. Tuttavia, resta il fatto che facendo il calcolo dell'energia disponibile, su un quadrato di 400 m. per 400 m., nessuna carta sarà mai in grado di valutare esattamente cosa succede in un determinato punto del quadrato, perché la situazione può cambiare a seconda che ci si trovi in una zona d'ombra o in una zona che non ha ostacoli davanti.

Il tipo di valutazione che è possibile dare per l'energia eolica è che la ricerca è stata condotta da un punto di vista prevalentemente qualitativo, attraverso una specie di sondaggio, e le misurazioni effettive dell'intensità del vento sono state fatte ancora una volta all'aeroporto di Aosta ed all'osservatorio di Saint-Barthélemy. quindi, mentre per l'energia solare anche poche misurazioni possono servire come punto di riferimento, queste non sono assolutamente valide per ciò che riguarda l'energia eolica, in quanto l'intensità del vento varia moltissimo a seconda della località, dell'ora e dell'altezza alle quali si effettua la misurazione.

La carta preparata ha quindi carattere precipuamente qualitativo e dovrà anch'essa essere successivamente aggiornata con le rilevazioni della centrale mobile.

Sempre per ciò che riguarda l'energia eolica, c'è da dire che gli impianti che vengono costruiti, magari in zone in cui non è possibile utilizzare altre forme di energia, hanno il limite di avere determinati costi e comunque una potenza disponibile di 1 kW; quindi, per questo settore credo possano essere considerate come molto limitate le possibilità di uno sfruttamento intensivo, diversamente da quanto succede nell'ambito dell'energia idroelettrica, per la quale - come diceva prima il Vicepresidente Faval - si può giungere sino ad una potenza di 135.000 kW e ad un'energia complessiva di 760 milioni di kW. Di questi 760 milioni di kW, la parte consumata dalle industrie valdostane è di circa 500 milioni, quindi la valutazione data dal Vicepresidente Faval sull'utilizzazione, può essere ancora migliorata se si tiene conto del fatto che i consumi civili, in effetti, sono intorno ai 250 milioni di kW/h, per cui si può concludere che per l'energia idroelettrica ci sono delle possibilità di sfruttamento e che si deve procedere in questa direzione, avvalendoci della legge 44 che abbiamo approvato in passato.

Non mi sembra, invece, né molto completo né assolutamente utilizzabile lo studio compiuto per il biogas, proprio perché il calcolo è stato fatto in relazione ad un solo insediamento animale e, successivamente, esteso all'utilizzazione del refluo umano, mentre la produttività in biogas di un impianto che utilizzi tutti questi materiali è poi di ca. 200.000 lire al giorno, con una redditività di 60 milioni annui rispetto a costi di gestione che sicuramente potrebbero essere superiori.

Si diceva che l'unica utilizzazione può essere quella di tipo ecologico, cioè un'integrazione dello sfruttamento di questo tipo di energia con la fase di smaltimento dei rifiuti.

Il giudizio complessivo da dare è il seguente: rispetto ad una prima fase della ricerca c'è stato un migliore lavoro ed una maggiore utilizzazione anche di personale locale, perché la ricerca si è dislocata effettivamente in modo più preciso sul territorio. I ritardi sono venuti fuori per la posticipata installazione della centralina, per cui alcuni risultati sono ancora da verificare. Resta comunque in noi l'impressione - al di là del giudizio sull'immediata utilizzazione dei risultati - che avremmo potuto avere risultati altrettanto attendibili, validi scientificamente e forse a costi minori, se avessimo affidato lo studio ad un Istituto pubblico o all'Università di Torino o Grenoble.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI - (DP): Non ho avuto una documentazione che mi permetta di fare adesso un intervento più organico e preciso, quindi mi riferisco in modo particolare alla relazione svolta dal Consigliere Faval e mi limiterò solo ad alcuni appunti.

Mi pare che questo studio riveli un dato importante per la nostra regione, e cioè l'importanza storica che le acque hanno da sempre in Valle d'Aosta e che si ripresentano oggi come una delle massime ricchezze per il futuro della nostra regione. Infatti, una corretta utilizzazione delle acque ci dovrebbe condurre ad una autonomia anche reale nel settore delle fonti di energia, utile in due direzioni, all'interno ed all'esterno della regione, consentendo alla Valle d'Aosta di essere indipendente nel campo dell'approvvigionamento energetico, il che costituirebbe indubbiamente anche un beneficio indiretto per tutto il resto del paese.

Tale sottolineatura è non solo giusta, ma indica anche la direzione lungo la quale è necessario approfondire e rendere operativo un piano che nel medio termine dovrebbe consentire la concreta attuazione di questi obiettivi regionali di interesse generale.

Un secondo aspetto che mi pare importante mettere in evidenza è che dobbiamo sfruttare questo momento, perché la crisi a livello nazionale obbligherà le autorità centrali ad optare per decisioni che creeranno condizioni vantaggiose per la realizzazione di questo piano.

Passando poi ad una valutazione politica, ritengo che questo tipo di scelte sia compatibile con le linee politiche di fondo della nostra regione, che sono quelle di evitare il crearsi di una seconda ENEL in Valle d'Aosta, cioè impedire che il possesso e la gestione centralizzata di grandi quantità di energie portino in loco anche una concentrazione del potere politico, che è quello che in ultima analisi decide della possibilità di sviluppo non solo di paesi, ma anche di grandi aree geografiche.

Mi pare, inoltre, che, in luogo di disperdere in mille rivoli le risorse finanziarie che abbiamo, sarebbe bene concentrare al massimo queste energie su una scelta che pare la più opportuna, convalidata anche storicamente; mentre le altre risorse energetiche, tranne forse l'energia solare, la cui applicazione può essere legata allo sviluppo di certe colture, e quindi può aprire a nuove possibilità, quale ad esempio nelle serre, data la grande quantità di sole che abbiamo lungo l'asse centrale della nostra regione, siano più per effettuare sperimentazioni che non per attuare piani veri e propri.

Queste mi paiono le considerazioni che, ripeto, mi sento di fare solo al seguito di un materiale che mi piacerebbe vedere più nel dettaglio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (UV): Vorrei dare un'ulteriore informazione circa il materiale.

Ho fatto distribuire, per il momento, ai Capigruppo solo la fotocopia delle relazioni, ma ogni relazione, come ho avuto occasione di illustrare, contiene numerosi allegati che costituiscono, forse, la parte più importante, perché in modi visivo si può prendere atto di quello che è possibile fare in Valle d'Aosta; pertanto, questo materiale che non si è potuto distribuire, in quanto si tratta di carte la cui riproduzione è molto costosa, è a disposizione presso l'ufficio del sottoscritto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Come primo giudizio sulla validità scientifica dello studio, realizzato dall'équipe del Prof. Masoli, devo dire, francamente, che mantengo tutte le perplessità di chi mi ha preceduto, per cui chiedo se è previsto in qualche modo che i risultati della ricerca fatta dall'Ing. Masoli siano sottoposti ad una sorta di collaudo da parte di qualche ente, dal momento che nessuno qui dentro penso abbia delle nozioni scientifiche sufficienti per dare al riguardo un giudizio di merito approfondito.

Quindi, sarebbe opportuno, a mio avviso, visto che si è optato per affidare ad uno studio privato la realizzazione di questa indagine, richiedere la consulenza di Istituti di ricerca a livello universitario o del C.N.R. o di strutture analoghe, in modo da garantirci che la ricerca stessa è scientificamente valida. Questa consulenza ci sarebbe d'aiuto anche nelle scelte programmatiche che dovremmo operare. Se la risposta alla domanda che faccio è che non è prevista questa sorta di consulenza, chiedo allora se si può provvedere in merito, in modo da avere tale garanzia.

In secondo luogo, vorrei dichiararmi decisamente favorevole a che si cerchi comunque di utilizzare le fonti energetiche alternative e le fonti energetiche rinnovabili, perché solo in questo modo si potrà arrivare ad avere un corretto sviluppo economico delle Comunità, nel caso particolare, della Comunità valdostana.

Non vorrei però, prendendo spunto da un'affermazione del Consigliere Faval, che ci illudessimo che è sufficiente avere una rete di centraline per risolvere il problema energetico nella nostra regione, perché se è vero che sommando l'energia prodotta da ogni singola centralina otteniamo una certa produzione di energia, è anche vero che, soprattutto per quanto riguarda l'utilizzazione dell'energia da un punto di vista industriale, il fabbisogno energetico non è equamente distribuibile durante l'arco della giornata, ma può presentarsi particolarmente ingente, magari per brevi momenti, ai quali non possono far fronte delle piccole centraline; ecco che allora è necessario poter disporre di grossi impianti con una portata sufficiente a soddisfare tale richiesta.

Un esempio può essere il momento in cui entra in funzione un forno elettrico; in questo caso non è pensabile che il forno possa venire alimentato dall'energia prodotta da una serie di piccole centraline, ma è necessario disporre del grosso impianto.

Quanto ho detto non è assolutamente in contraddizione con la realizzazione delle centraline, di cui invece auspico venga realizzato lo sfruttamento, ma vuole solo attenuare un po' quella che potrebbe essere presa come una affermazione categorica, dicendo che il 95% dell'energia necessaria per la Valle d'Aosta potrebbe essere soddisfatta con tali realizzazioni, oppure con l'utilizzo delle acque.

Comunque, l'elemento che mi preme sottolineare è soprattutto il primo, e cioè che si arrivi, per un corretto giudizio da parte del Consiglio, a questa specie di collaudo dell'opera realizzata dallo studio Masoli, in modo che il parere scientifico sia dato da persone o enti competenti, il che permetterebbe a noi di proseguire lo studio e poi di fare delle scelte programmatiche sulla base delle garanzie che da quello ci derivano.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Vorrei fare due aggiunte al mio intervento precedente che mi sono state sollecitate anche dall'intervento del Consigliere Carlassare. Sono d'accordo che avere una disponibilità di 760 milioni di kW/h significhi avere una grande energia a disposizione, ed anche la potenza di 135.000 kW complessivi non è trascurabile; però questo tipo di energia e di potenza sono da considerarsi integrative, da utilizzare per particolari attività e insediamenti.

Non credo che il Vicepresidente Faval abbia voluto intendere la completa indipendenza della Valle d'Aosta anche rispetto a grossi impianti; del resto non ho neanch'io idea di come si potrebbe fare a meno dell'ENEL e produrre da noi, basandosi unicamente sul fatto che utilizziamo complessivamente per consumi civili 250 milioni di kW/h, per cui avendone 760 disponibili, possiamo stare tranquilli.

Questi impianti saranno certamente utilizzati per alpeggi, latterie, caseifici, laboratori artigianali, villaggi isolati, ma non potranno essere facilmente sfruttabili su ampie aree, altrimenti vengono fuori problemi di distribuzione e di costi di distribuzione. Quindi, si tratta di aggiungere questa produzione all'altra fatta dall'ENEL senza sfruttare nuovi invasi, ma anche senza farsi l'opinione di potersi sostituire all'ENEL nella produzione di energia elettrica.

Il Vicepresidente Faval diceva che è difficile pubblicare tutto il materiale di studio, invece credo sarebbe utile pubblicare almeno il volume delle 197 schede, perché quel lavoro potrebbe essere messo a disposizione degli ingegneri che potrebbero dare delle prime valutazioni di massima sulla fattibilità di determinati impianti, in determinate zone, sulla base delle richieste dei cittadini. Non credo invece siano utilizzabili le carte solari, proprio perché tali, o mensili o annuali, riferite ad una certa inclinazione della radiazione solare, per cui, per avere un'idea dell'incidenza della radiazione, bisogna prenderle tutte e cinque e vedere mese per mese cosa succede nella zona dove si vuol sfruttare l'energia solare.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.

NEBBIA - (PSI): Voglio solo fare alcune considerazioni, che ho già fatto in sede di Commissione, senza addentrarmi eccessivamente negli aspetti particolari dei diversi settori.

Innanzi tutto dobbiamo dare una valutazione del lavoro svolto e complessivamente, anche se ci sono, a parer mio, delle deficienze, ritengo che il lavoro sia stato prodotto con una certa precisione e diligenza. Bisogna dire che a questo risultato ha operato anche la Commissione regionale consiliare, che ha seguito abbastanza da vicino, con una serie di riunioni, il lavoro dell'équipe incaricata, tanto che le diverse sollecitazioni della Commissione hanno provocato nella stessa équipe un rinnovo di componenti e quasi direi un suo ringiovanimento.

Al di là di questa valutazione globale, concordo con le proposte che sono state fatte da diversi sulla necessità che la Commissione si fermi un attimo ad esaminare, dopo le spiegazioni che sono state fatte dall'équipe, i diversi risultati ed indichi le strade da seguire per il completamento delle ricerche, perché le ricerche stesse hanno un certo valore scientifico e di indagine, però devono essere maggiormente indirizzate e concretizzate.

Per quanto riguarda ad esempio il settore idroelettrico, sarebbe opportuno che si verificasse non solo la quantità di energia disponibile per acqua fluente, ma la possibilità in cui, in certi casi specifici, su richiesta o sull'evidenza di una richiesta di energia, si possano realizzare anche dei piccoli invasi con un notevole incremento di produzione.

Dico questo perché è vero quanto ha riferito in precedenza il Consigliere Faval sulla disponibilità teorica di energia, ma bisogna fare una valutazione - che potrà essere fatta in questa fase successiva di lavori - circa i costi dell'energia stessa, cioè fare un paragone fra i diversi tipi di impianto e le possibilità che vengono offerte in un determinato ambito territoriale - mi riferisco sempre all'idroelettrico - da impianti che partono da concetti diversi.

Sappiamo tutti che il dibattito che si fa sull'energia, sia nucleare, sia derivata dallo sfruttamento del petrolio, sia idroelettrica, concerne principalmente i costi, non tanto la disponibilità. Noi dobbiamo fare una valutazione in questo senso se pensiamo che l'utilizzazione non sia puntuale, se pensiamo che l'utilizzazione di questa energia possa essere distribuita anche lungo una piccola rete.

Per gli altri aspetti energetici valgono le stesse considerazioni pur in dimensioni più ridotte, ricordando che per il solare, il lavoro svolto ha principalmente un valore scientifico generale, per il quale si deve ancora verificare la realizzazione concreta degli impianti ed il costo degli stessi, così come per l'eolico.

La proposta che faccio è che la Commissione si riunisca per fare delle valutazioni sul lavoro e per individuare le linee di sviluppo dello stesso, coinvolgendo anche un gruppo di ricerca regionale, come è stato coinvolto in una prima fase, per fare in modo che questo lavoro venga acquisito e permetta di formare un'équipe di esperti in regione in grado di dare delle indicazioni in tutti i settori.

Chiedo inoltre al Consiglio di prolungare, anche per brevi tempi, il lavoro della Commissione e di verificare nell'ambito della stessa, con discorsi più specifici di quelli che si possono fare in Consiglio, le prospettive che questo lavoro può aprire per la nostra regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Lasoio rispondere al Vicepresidente Faval che ha seguito, meglio di me, il dibattito. Vorrei solo fare una precisazione, in risposta al Consigliere Mafrica.

Per quanto riguarda l'energia idroelettrica, non parlo degli alpeggi in alta quota o cose del genere, ma se ci fossero dei salti bassi, l'ENEL è disponibile per una convenzione nella quale il vettoriamento potrebbe essere fatto da lei stessa. Ci sono delle regioni che hanno fatto convenzioni di questo genere. La cosa può avere un forte interesse in relazione a quel progetto di legge che non è ancora stato approvato, ma che è già in Parlamento, che prevede di dare dei premi a quelle regioni che producono più energia di quanta ne consumino.

Quindi, disporremo già di una mappa di quello che può essere il risparmio energetico rispetto alle enormi necessità del Nord Italia - almeno per dieci anni l'Italia sarà deficitaria - a partire da oggi; quindi tutto quello che si fa, ha un particolare valore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (UV): Intervengo per fare alcune precisazioni rispetto alle considerazioni che sono state fatte dai Consiglieri che sono intervenuti in questo dibattito.

Il Consigliere Carlassare propone di sottoporre lo studio prodotto dal Prof. Masoli all'esame di un Istituto Universitario; ritengo impossibile una cosa del genere per il semplice motivo che quando il Consiglio regionale ha scelto di affidare questo lavoro allo studio Masoli, ha deciso,- a quel momento, di fidarsi di lui, e nessuno di noi si è espresso allora nei termini di fare poi verificare l'operato a qualcun altro. Oltre tutto questo non sarebbe neanche un comportamento serio rispetto al lavoro che la Commissione, per emanazione del Consiglio, ha fatto, in quanto in Commissione, all'inizio dei lavori, ci sono state delle disquisizioni circa i metodi che quel gruppo intendeva adottare e, finalmente, si è verificato che tutto ciò era valido. A questo punto i risultati ci sono e, come è stato detto, ci sono anche delle parti che devono essere integrate, ma non ritengo sia assolutamente il caso di fare sottoporre ad ulteriore esame questo lavoro.

Inoltre, vorrei fare una considerazione di carattere generale: non si può aprioristicamente esprimere un giudizio negativo rispetto al privato. Per l'esperienza che ho vissuto in questa fase, se noi avessimo affidato questo compito ad una Università, i contatti e i risultati sul piano dei tempi sarebbero stati molto diversi, in quanto nel nostro caso avevamo un contratto con un privato che potevamo sollecitare per ottenere, nei tempi che volevamo, determinati risultati. L'Università, invece, non assume impegni di questo genere, per cui i risultati arrivano anche con troppo ritardo.

Rispondendo sia al Consigliere Carlassare ed in parte anche ai Consiglieri Mafrica e Nebbia, quando ho fornito il dato di energia producibile in Valle d'Aosta ho sottolineato l'importanza di questa quantità, ma non ho assolutamente pensato di sostituire la quantità alla qualità e mi riferisco al fatto che l'utilizzazione dell'energia, ad esempio a livello industriale, è limitata ma concentrata, in qualche caso, in determinate ore del giorno. Tuttavia, dobbiamo tenere presente che avendo verificato che potremmo realizzare delle centrali che con una potenza di oltre 3.000 kW, che si avvicina ai 5.000 kW, tutto ciò ci fa pensare che questa energia può essere prodotta ed utilizzata anche a livello industriale e da grosse comunità.

Vorrei cioè che non si pensasse né alla piccola centralina da 10 a 30 kW, sparsa un po' dappertutto, né alla centrale da megawatt; è invece un discorso razionale e valido perché comprende sia l'una che l'altra cosa: la centralina sparsa, ma anche la centrale di notevole consistenza che può soddisfare le esigenze di grosse cittadine tipo Saint-Vincent, Châtillon, ecc. Se leggete le potenze installabili al Marmore ed in altri corsi d'acqua, vi rendete conto che tutta la parte di usi civili alla quale si riferiva il Consigliere Mafrica è senz'altro fattibile da quanto è emerso dallo studio. Quindi, non intendevo disinformare o almeno far sorgere delle illusioni, ma non è neanche corretto interpretare in modo solo restrittivo.

Per quel che riguarda il problema dei costi, a cui aveva accennato il Consigliere Nebbia, una scelta delle possibilità energetiche utilizzabili, sempre relativamente all'idroelettrico, è già stata fatta nel senso di evidenziare le possibilità di produzione di energia idroelettrica nelle zone di immediata utilizzazione, quindi con dei costi di installazione, soprattutto per quanto riguarda il trasporto dell'energia, assolutamente bassi, che dovrebbero rendere valida dal punto di vista economico l'installazione di queste centrali.

Un'ultima osservazione per il Consigliere Mafrica: ho detto prima che sono del parere che bisogna dare il massimo di pubblicità a tutto il materiale che abbiamo; possiamo anche affrontare lo sforzo di pubblicare ciò che al momento attuale non abbiamo distribuito ai Consiglieri e Capigruppo. Abbiamo delle carte e delle mappe, e non credo che la regione, dopo quanto ha speso e con quello che sta ancora spendendo per ottenere certi risultati, non possa spendere qualche milione per pubblicare e distribuire a coloro che effettivamente hanno interesse (e siano in grado poi di utilizzarlo) il materiale disponibile. Sarebbe, pertanto, utile che ci vedessimo in Commissione per verificare qual è il materiale più utile da pubblicare fin d'ora.

PRESIDENTE: Con ciò è conclusa la discussione sull'oggetto n. 22. Il Consiglio prende atto e auspica che la Commissione continui il suo lavoro con a diligenza con cui lo ha fatto finora, in modo che nei luoghi e nel momento opportuno sia possibile l'adozione dei provvedimenti necessari.