Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2537 del 7 giugno 2023 - Resoconto

OGGETTO N. 2537/XVI - Interrogazioni a risposta immediata: "Notizie sull'analisi annunciata dal Direttore generale dell'Azienda USL in merito al monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (LEA)" e "Azioni messe in campo per migliorare i LEA regionali, a seguito degli esiti del monitoraggio del Ministero della Salute".

Bertin (Presidente) - I punti n. 7.02 e n. 7.03 sono affrontati congiuntamente, pertanto prima ci saranno le illustrazioni, una sola risposta e poi le repliche. Per illustrare il Question Time, la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - La relazione relativa al monitoraggio dei LEA attraverso il nuovo sistema di garanzia dell'anno 2021, pubblicata al 31 maggio 2023 dal Ministero della salute, consegna dei risultati pessimi per la nostra Regione.

Le uniche due Regioni ad avere punteggi inferiore alla soglia della sufficienza dei 60 punti in tutte le macro aree analizzate, area prevenzione, area distrettuale e area ospedaliera, sono la Valle d'Aosta e la Calabria, in particolare la nostra Regione registra 45,31 punti nell'area prevenzione, 49,31 punti nell'area distrettuale e 52,59 punti nell'area ospedaliera. I risultati del monitoraggio risultano ulteriormente peggiorati rispetto a quelli presentati l'anno scorso.

Ora sappiamo bene che il sistema di garanzia rappresenta lo strumento attraverso il quale il Governo assicura a tutti i cittadini italiani che l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza avvenga in condizioni di qualità, appropriatezza e uniformità, e abbiamo letto le dichiarazioni del direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta, il Dottor Massimo Uberti, riportate dagli organi di stampa, in cui rileva come i dati elaborati dal Ministero e integrati con indicatori standardizzati sono naturalmente utili ma in alcuni casi non possono funzionare a pieno applicati a realtà che si discostano di molto da parametri standard ed evidenzia inoltre che serve un'ulteriore elaborazione per chiarire i risultati che, alla luce di un'analisi specifica, risultano sicuramente migliori.

Ecco, quindi, che chiediamo all'Assessore chiarimenti rispetto a quest'elaborazione regionale richiamata dal dottor Uberti e di esplicitare quando sarà avviata, da chi verrà svolta e se sono intercorse interlocuzioni con il Ministero al fine di richiedere deroghe per la nostra peculiarità.

Presidente - Per l'illustrazione del Question Time 7.03, consigliere Manfrin ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - I due Question Time sono appunto coincidenti rispetto alle criticità che espongono; sono stati esposti già alcuni punti, io ritengo che sia opportuno evidenziarne degli altri, perché il fatto di vedere sbattuto in prima pagina un titolo come "I livelli essenziali di assistenza 14 Regioni promosse, 7 bocciate, a Valle d'Aosta e Calabria la maglia nera" credo che non faccia sicuramente piacere, non fa piacere ai Valdostani, non fa piacere sicuramente a nessuno leggere un titolo di questo tipo perché di sicuro non qualifica la nostra Regione ma la squalifica completamente. Ancora peggio però - è stato evidenziato - è leggere la tabella per quanto riguarda le valutazioni, la tabella peraltro riporta che in due valutazioni su tre la Valle d'Aosta è la peggiore di tutta Italia e in una, la penultima, è sopra ma di poco, direi che sicuramente non c'è nulla di cui vantarsi.

Ho letto però anche io le dichiarazioni formulate da parte del responsabile della USL, che però ci dice una cosa: "Beh, qui sono dei dati elaborati, indicatori standardizzati e quant'altro", però io non ho sentito fare le stesse dichiarazioni quando la Valle d'Aosta aveva soltanto un'insufficienza o quando ne aveva due, cioè non si è detta la stessa cosa, allora mi chiedo se i dati sono standardizzati, non sono applicabili, bisogna affinarli meglio, per quale motivo in altri anni, in anni differenti, si è riusciti a raggiungere un risultato migliore d in questi invece no? Questa è sicuramente una domanda che dobbiamo farci, di certo però le tante persone che attualmente si lamentano per il servizio fornito dalla sanità valdostana... soltanto oggi una signora mi ha detto che un esame che ha prenotato da tempo le è stato comunicato che non potrà essere eseguito mai, doveva farlo oggi e non potrà più essere eseguito, di certo valutazioni di questo tipo non aiutano a comprendere e a migliorare l'immagine che è stata data.

Quindi con quest'interrogazione chiediamo quali siano le azioni messe in campo per contrastare tali giudizi negativi e migliorare i LEA regionali.

Presidente - Per la risposta, l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Ringrazio anche i colleghi perché, nonostante si sia cercato di spiegare con il comunicato stampa di giovedì specificatamente alcuni dati puntuali, è utile magari utilizzare il Consiglio per le domande e anche per le risposte per cercare di ribadire ed essere ancora più chiari su alcuni temi.

Infatti il monitoraggio dei LEA relativo all'anno 2021 è effettuato dal Ministero della Salute sulla base degli indicatori del cosiddetto "Nuovo sistema di garanzia".

Alcuni degli indicatori risultano determinanti nel contribuire al risultato negativo riassuntivo. È il caso dell'indicatore pensato per Regioni di altre dimensioni in termine di territorio e popolazioni che penalizza naturalmente a priori la nostra Regione. Questo sia per i piccoli numeri che costituiscono la base statistica, sia per la specificità legata al tipo di organizzazione strutturata sul bacino di utenza, che non corrispondono ai minimi definiti dalle norme nazionali di riferimento per ciò che attiene al Servizio sanitario regionale.

Al punto 5.3.2 della relazione di monitoraggio dei LEA sui risultati dell'anno 2021 è riportata infatti la scheda riepilogativa dedicata alla Valle d'Aosta, dove sono sintetizzati gli indicatori critici che determinano il nostro giudizio.

Come abbiamo già comunicato, fra quelli che presentano delle criticità rilevanti per la nostra realtà, ci sono i seguenti: l'area ospedaliera e l'intervallo allarme-target dei mezzi di soccorso, è evidente che caratteristiche e complessità del nostro territorio siano pressoché un unicum a livello nazionale e che non tener conto di tali situazioni penalizzi la valutazione. Il tempo ottimale d'intervento previsto è infatti lo stesso sia per regioni di pianura con grandi centri urbani che per la Valle d'Aosta, regione interamente montana dove il 60% degli interventi avviene al di sopra dei 2 mila metri di altezza.

Gli interventi per le neoplasie alla mammella eseguiti in reparti con volume di attività d'interventi annui superiori a 105, con tolleranza del 10%: anche in questo caso le dimensioni della nostra regione non sono comparabili a quelle di regioni con milioni di abitanti ed è evidente che una popolazione limitata influisce sulla possibilità di raggiungere tale numero minimo che viene considerato dal target, permettetemi anche di rilevare, per fortuna.

Percentuali di parti cesarei per i punti nascita sotto i mille parti all'anno: lo standard nazionale non tiene conto del fatto che, pur essendo inferiore ai mille parti all'anno, il nostro punto nascite - unico regionale - svolge il ruolo di primo livello avanzato, assistendo parti ad uno stadio gestazionale precoce.

Inoltre la lontananza dal centro di rianimazione pediatrica, cioè l'Ospedale Regina Margherita di Torino, implica - per ragioni di sicurezza - un maggior ricorso al taglio cesareo.

L'area territoriale, e cioè il tasso di pazienti trattati in ADI: l'organizzazione valdostana, rispetto alle altre Regioni, vede le OSS in carico alle Comunità montane. Questa specificità non permette di conteggiare i dati del personale sanitario OSS che, non essendo appartenenti alla USL, non risultano nei relativi flussi sanitari e non vengono quindi considerati.

Gli anziani non autosufficienti in residenza sanitaria: anche in questo caso influisce la tipicità valdostana delle micro comunità in cui l'Azienda fornisce l'assistenza sanitaria; i dati delle stesse però, essendo in capo alle Comunità montane per circa l'80%, nel caso di ricovero non appaiono nei flussi ministeriali e non sono quindi conteggiati dal Ministero.

L'Azienda USL riferisce inoltre, venendo alle giuste sollecitazioni del collega Manfrin, che dal 2022 è in atto il lavoro di audit sugli indicatori risultati più critici nel corso dell'ultimo monitoraggio disponibile, cioè quelli riferiti al 2020. Gli effetti del lavoro di audit saranno riscontrabili nel monitoraggio dei dati 2022/2023 e riguardano in particolare l'area ospedaliera e l'intervallo per quanto riguarda i mezzi di soccorso, perché nel 2023 è stata sottoscritta una nuova convenzione con tutte le associazioni di soccorso con un incremento delle coperture del 25%, che andrà a regime nella seconda metà di quest'anno.

Già per il 2022, con il progetto "Aree interne" si erano migliorati i tempi d'intervento in un'area dell'Alta Valle.

La percentuale di re-ricoveri in psichiatria: nel corso di quest'anno, dando seguito all'atto d'indirizzo regionale, l'Azienda USL ha in corso la creazione finalmente del Centro di salute mentale, finalizzata agli interventi territoriali che prevarranno sui ricoveri ripetuti. Inoltre, con lo stesso obiettivo, è stato attivato a fine 2021 il Day Hospital psichiatrico.

Proporzione di colecistectomie con degenza inferiore a 3 giorni: è stato effettuato un audit e quest'anno è stato assegnato uno specifico obiettivo di budget alla Struttura complessa di chirurgia.

Per l'area territoriale inoltre, riguardo al il numero di pazienti in ADI nel 2022, grazie alla sinergia tra Azienda e Assessorato, si è riusciti a far inserire sul modello di flussi standard i casi di ADI comprensivi di OSS delle Comunità montane - quello che ho detto prima, che non vengono rilevati dal sistema - e ciò ha naturalmente conseguito, come volevasi dimostrare, il raggiungimento dei target fornitici.

Percentuali casi di deceduti per tumori assistiti dalle cure palliative: è stata sottoscritta una nuova convenzione migliorativa con la Onlus di riferimento, cioè la LILT, e si è potenziato l'organico medico delle cure palliative, tramite l'avviso di mobilità interno e ciò consente un maggior numero di prese in carico, migliorando il risultato.

Per l'area prevenzione, relativamente alla vaccinazione in età infantile, per un errore materiale è stato inviato un dato erroneo rispetto ai due indicatori, che ha falsato il risultato finale. La correzione di tale refuso riporta a un livello positivo la valutazione sintetica ma non è stata apportata in tempo per modificare l'analisi.

In sintesi, e chiudo, questo monitoraggio evidenza problemi oggettivi nella raccolta dati sui quali si sta lavorando per migliorare i riscontri futuri, ma non è questo l'osservatorio più corretto per inquadrare il nostro servizio sanitario regionale, che esiste, funziona e per il quale siamo chiamati a lavorare e collaborare per preservarlo e migliorarlo, assieme a tutte le persone che ci lavorano tutti i giorni, per la salute della nostra comunità.

In sintesi, questo monitoraggio evidenzia un problema oggettivo nella raccolta dei dati, per cui il risultato che il monitoraggio dà non è buono e non fa una fotografia corretta del Servizio sanitario regionale valdostano.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Il dato è che anche oggi è riuscito a non rispondermi perché io non ho capito quando sarà avviata l'analisi, chi la svolgerà e quali interlocuzioni vi siano state con il Ministero, puntualmente.

Quello che fa specie è che la nostra Regione, che era invidiata da tutti per i servizi, si trova a essere invece bocciata fortemente, e questo lei lo ha già detto: riguarda i numeri della popolazione, l'organizzazione dettata della possibilità dell'autonomia... ma l'autonomia dovrebbe essere semplicemente un valore aggiunto!

Crediamo poi di non essere l'unica regione montana e soprattutto in regioni che hanno paesini sperduti, e penso a quelli del Piemonte, non credo che sia più facile il soccorso, come sulle isole oppure nella laguna veneta.

Sull'ADI poi stupisce che il problema fosse solo di carattere tecnico informatico, perché a questo punto ci chiediamo - e la stessa cosa le potrei dire sulla copertura vaccinale dei bambini - chi è che manda i dati e chi li controlla.

In tutto questo vorrei evidenziare che la cosa peculiare che viene evidenziata anche dal direttore generale non permette a noi di dire: "Abbiamo pessimi risultati a fronte della spesa sanitaria più alta della media nazionale", poi non so lei ma tutti noi riceviamo ogni giorno segnalazioni di persone che stanno giornate sulle barelle in Ospedale, persone che non hanno i turni di guardia medica, liste d'attesa infinite, eppure sembra che il problema sia dei dati nazionali e non di quello che rileviamo ogni giorno.

Naturalmente spero che venga esplicitare gli indicatori bene in Commissione o nel prossimo Consiglio sul Piano salute.

Presidente - Consigliere Manfrin ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Vede, assessore Marzi, io purtroppo sono in questo consesso prima di lei e da prima di lei ho ricevuto una risposta che anche lei ha fornito oggi, cioè: "Abbiamo fornito in maniera erronea i dati al Ministero e poi abbiamo provato a sostituire e precipitosamente a cambiare".

Ora io non so se vi sia qualcuno che continuamente manda dei dati sbagliati al Ministero però, caspiterina, questa motivazione mi sembra un poco deboluccia.

Prendo una su tutte le motivazioni che lei ha fornito, Assessore, rispetto, per esempio, al tempo ottimale d'intervento: lei ha detto che è stato fatto un intervento che tagliava i tempi del soccorso in una zona dell'Alta Valle. Io spero che lei non si riferisca all'area interna della Grand-Paradis, perché se lei si riferisce a quella, dovrei innanzitutto correggerla sul fatto che quella non è l'Alta Valle e in secondo luogo dovrei anche farle notare che sì, quell'intervento ha posto un'ambulanza di servizio a Cogne costantemente, ma ne ha posto un'altra per tagliare i tempi d'intervento nella lontanissima Saint-Pierre. Praticamente ci sono due ambulanze che stanno ferme per accorciare i tempi d'intervento: una a Cogne giustamente che è una vallata laterale, e una a Saint-Pierre.

Non ho capito esattamente quale sia la necessità di tagliare i tempi lì e magari non in una zona che probabilmente è servita meno, ma se questa è la strategia messa in campo per tagliare i tempi d'intervento, obiettivamente non mi sembra particolarmente efficace.