Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 290 del 26 maggio 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 290/VII - INIZIATIVE PER FAVORI RE L'ESERCIZIO E LO SVILUPPO DEI GIOCHI TRADIZIONALI VALDOSTANI.- (Interpellanze).

PRESIDENTE: Do lettura delle interpellanze concernenti l'oggetto, presentate dal Consigliere Martin e dai Consiglieri Péaquin, Mafrica e Cout:

INTERPELLANZA

CONSIDERATA la popolarità raggiunta dagli "esport de nohtra tera", che ogni anno vedono aumentare il numero delle squadre partecipanti ai vari tornei e campionati;

CONSIDERATO altresì che è intenzione dell'Amministrazione regionale di valorizzare questi sports, come dimostrato dall'approvazione della legge regionale n. 53 dell'11.8.1981, che prevede il riconoscimento di tali sports ed un loro autonomo finanziamento;

VISTA la lettera inviata dai Presidenti delle Associazioni del fiolet, della rebatta, dello tsan e del palet, in cui si richiede all'Amministrazione regionale di intervenire con sollecitudine, per dotare questi sports di idonei campi da gioco anche in considerazione del fatto che gli attuali campi in Comune di Brissogne potrebbero essere attraversati dalla tangenziale di Aosta, rendendoli quindi inutilizzabili;

tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere

INTERPELLA

l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali per conoscere le iniziative intraprese dalla Giunta regionale

volte ad assicurare agli esport de nohtra tera un regolare svolgimento favorendo al tempo stesso un loro progressivo sviluppo.

F.to: Maurizio Martin

INTERPELLANZA

CONSIDERATO che nel programma triennale di attrezzature sportive, approvato dal Consiglio regionale, è inserita la predisposizione di un'area destinata agli Sports Popolari Valdostani;

TENUTO CONTO del sempre più elevato interesse dimostrato dai giovani valdostani verso tale tipo di attività sportive;

i sottoscritti Consiglieri

INTERPELLANO

l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali per sapere quando verrà data una definitiva risposta alle ormai decennali richieste di un'area attrezzata, provenienti da parte delle Associazioni di Sports Popolari Valdostani.

F.ti: Sergio Péaquin - Demetrio Mafrica - E. Cout

PRESIDENTE: Per l'oggetto n. 17 ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.

MARTIN - (U.V.P.): Penso che siamo concordi nell'affermare che i giochi tradizionali costituiscono una profonda realtà culturale e sociale, un modo di essere che affonda le sue radici nella storia della popolazione valdostana, e rappresentano una fondamentale componente delle nostre antiche tradizioni e della nostra millenaria cultura. E' per questo che ho presentato questa interpellanza, che prede lo punto da una lettera inviata dai Presidenti delle "Federachon di sport de Noutra Tera", nella quale si afferma la preoccupazione per la destinazione dei campi da gioco per questi giochi che ultimamente hanno avuto un grande sviluppo, tant'è che per lo tsan vi sono oggi circa 22 sezioni che raggruppano 1200 giocatori circa per il fiolet 24 sezioni con 800 giocatori, per la rebat-ta 11 sezioni con ca. 350 giocatori, per un totale di ca. 2350 praticanti.

Ritengo sia un problema che debba essere affrontato, al fine di tutelare questi sports e favorire il loro continuo sviluppo, anche nello spirito della L.R. n. 53, che è stata votata da questo Consiglio regionale per riconoscere a tutti gli effetti questi sports. In questa legge si prevede anche la realizzazione di campi da gioco; l'interpellanza è pertanto volta a conoscere le iniziative intraprese, o quelle che la Giunta vorrà intraprendere, per assicurare un regolare svolgimento di questi sports, ed al tempo stesso per proseguire in un loro razionale potenziamento.

PRESIDENTE: Per l'oggetto n. 18 ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin, ne ha facoltà.

PEAQUIN - (P.C.I.): E' questo un argomento che ritorna in discussione periodicamente. Avevamo già avuto occasione di chiedere informazioni con interpellanze all'Assessore competente negli anni passati circa la possibile realizzazione di un campo per la pratica degli sports tradizionali valdostani.

Dopo un periodo di un paio di anni, nel quale questo campo era stato individuato nell'area di Brissogne, se ne ritorna oggi a parlare in seguito alla lettera mandata dai responsabili della Federazione degli Sports tradizionali, dove si esprime la preoccupazione che questo campo possa venire attraversato dalla superstrada.

Crediamo che si debba arrivare ad una soluzione, e che non si possa continuare a trascinare il problema negli anni, trovando subito dei campi adatti alla pratica di questi sports, sia per l'alto numero di persone che lo praticano, sia per l'interesse che buona parte della popolazione dimostra.

Se è vero che gli iscritti sono circa 2300, è anche vero che le persone che praticano questi sports sono di molto superiori, perché basta in primavera passare in tutte le zone della Valle per vedere i prati invasi da giovani e da non più giovani che passano il loro tempo libero praticando questi giochi.

Con questa interpellanza, vorremmo sapere dall'Assessore quali sono le iniziative concrete intraprese per risolvere positivamente il problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini per rispondere alle due interpellanze, ne ha facoltà.

POLLICINI - (D.P.): Indubbiamente il problema che era avviato a soluzione, ha subito recentemente una battuta di arresto. Recentemente in senso relativo, perché si tratta di considerare che nella zona dove già la Regione aveva investito per la preparazione e per l'attrezzatura di questo campo e per la sua manutenzione, è intervenuta la prospettiva della realizzazione della tangenziale sud, e quindi dello svincolo che va ad investire all'incirca una superficie di quattro ettari. Quindi dei dieci ettari complessivi, all'incirca la metà sarebbe occupata dallo svincolo e dalle zone di rispetto.

Si pone quindi il problema di allargare questa zona o di trovarne una analoga: la ricerca di zone di tale dimensione in posizione di baricentro rispetto alla Valle, fatta dai rappresentanti degli sports popolari, non ha dato risultato. L'altra prospettiva era quella di allargarci verso la zona del Pioppeto, e cioè a sud dell'attuale area destinata ai giochi popolari, destinandola a completamento dell'area complessiva.

Abbiamo avuto contatti con il Comune, c'era una disponibilità verbale almeno a modificare quell'area, che nella proposta di Piano regolatore del Comune è destinata ad uso industriale ed artigianale. Abbiamo avuto anche recentemente incontri con il Comune, il quale sembra riluttante a cambiare la destinazione di quell'area, riservandosi comunque di coinvolgere il Consiglio comunale (finora gli unici contatti si sono avuti col Sindaco) per vedere se c'è una disponibilità per trasformare la destinazione di quella zona da uso industriale ad uso servizi e area sportiva. Siamo in attesa di avere questa risposta da parte del Comune, avremo un incontro fra non molto in questa direzione.

Un altro aspetto che deve essere considerato è che, nello spirito della legge degli Sports Popolari, abbiamo previsto lo scorso anno un ulteriore contributo del 3% oltre a quello previsto dalla legge n. 35 del 26.8.1974, che assegnava complessivamente 350 milioni per le attività sportive, di cui 1'11% a favore degli Sports Popolari.

Quest'anno la Giunta porterà in Consiglio un disegno di legge in cui la quota percentuale viene elevata dal 3% al 5%; tenuto presente che la cifra proposta per gli interventi a favore dello sport passa quest'anno da 350 a 450 milioni, gli Sports Popolari verrebbero ad avere 37 milioni e mezzo della quota passata, 11 milioni dell'aumento della quota complessiva, più 22 milioni e mezzo che rappresentano il 5% destinato agli Sports Popolari, dei 450 milioni assegnati alle attività sportive, complessivamente, 71 milioni circa.

L'aspetto importante dei campi da gioco lo seguiamo e siamo in attesa della decisione del Consiglio comunale di Brissogne, dopodiché vedremo il da farsi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin per la replica, ne ha facoltà.

MARTIN - (U.V.P.): Mi ritengo soddisfatto per la risposta fornita dall'Assessore, un po' meno sulle prospettive future, anche se questo in effetti non dipende dall'Assessore. Lui ci ha spiegato che aree di questa grandezza non sono di facile reperibilità, quindi se per caso il Comune di Brissogne non dovesse acconsentire al cambiamento di destinazione dell'area, il problema non si risolverebbe.

D'altronde, capisco la riluttanza del Comune di Brissogne; infatti non dobbiamo dimenticare che fra i Comuni della Valle, quello di Brissogne è forse quello che è stato più tartassato. Su di lui sono gravati tutti quanti quei servizi di interesse regionale che nessun altro Comune vuole, come le carceri o l'inceneritore; quindi mi sembra logico che ora cerchi di difendersi da ulteriori espansioni per dei servizi, o comunque degli sports che sono di interesse regionale. Si potrebbe vedere se è il caso di dare a questo Comune un corrispettivo, per le aree che mette a disposizione nell'interesse della Regione, in modo da invogliarlo ancora una volta a fare un sacrificio per la collettività valdostana.

Al di là di queste considerazioni, che mi pare giusto fare, rimane il fatto che se il Comune di Brissogne decidesse di non cambiare la destinazione dell'area, il problema probabilmente non riusciremmo a risolverlo, perché, da quanto ho capito, altre aree di queste dimensioni, almeno nella zona centrale che è poi quella maggiormente interessata da questo tipo di sports, non sono disponibili. Quindi non resta che aspettare le decisioni del Comune: se poi la risposta sarà negativa, non dovremo neanche addossargli tutte le colpe, ben comprendendo i motivi di questa eventuale scelta. Pregherei l'Assessore di vedere se è possibile trovare una soluzione diversa, perché in effetti una soluzione per questi sports la dobbiamo pur trovare.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin, per la replica, ne ha facoltà.

PEAQUIN - (P.C.I.): Prendiamo atto di quanto ci viene detto dall'Assessore e naturalmente anche per noi valgono le considerazioni che ha già fatto il Consigliere Martin.

Ci auguriamo che da parte del Comune di Brissogne, compatibilmente con le necessità che questo Comune ha anche per le altre scelte urbanistiche, ci venga data una risposta positiva. Se dovessimo invece avere una risposta negativa le prospettive non sarebbero molto chiare. Pregheremmo l'Assessore di tenerci informati.