Oggetto del Consiglio n. 207 del 29 aprile 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 207/VII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL'ADESIONE ALLA MAGGIORANZA CONSILIARE DEL GRUPPO DEL P.R.I.
PRESIDENTE: Devo comunicare al Consiglio che in data odierna ho ricevuto una lettera del Capo Gruppo del Partito Repubblicano Italiano, il collega Franco De Grandis, con la quale si prega di informare il Consiglio regionale che, a seguito degli accordi intervenuti tra il Partito Repubblicano Italiano, l'Union Valdôtaine, la Democrazia Cristiana, i Democratici Popolari, l'Union Valdôtaine Progressiste e il Partito Socialista Italiano, il Gruppo consiliare del Partito Repubblicano Italiano farà parte d'ora innanzi della maggioranza consiliare che sostiene l'attuale Giunta. Io ne do comunicazione ufficiale al Consiglio con queste parole, ribadendo che agli atti, per chi ne volesse prendere conoscenza, vi è la lettera del collega Franco De Grandis.
E' aperta la discussione su questa comunicazione. Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): In questa legislatura il Partito Repubblicano è entrato per la prima volta nel Consiglio regionale; ovviamente da parte dei repubblicani c'è stata una posizione di prudenza, la chiamerei così, per una assenza di esperienza diretta di questo tipo di amministrazione per cui, pur condividendo quelle che erano state le impostazioni programmatiche di massima, si era limitato a dare un appoggio esterno di carattere critico e non aveva partecipato in maniera attiva alla maggioranza. Tuttavia, l'azione consiliare che i repubblicani hanno svolto è stata sì improntata a uno spirito critico, ma uno spirito critico che ha avuto sempre un carattere costruttivo: non si è mai fatta della polemica per il gusto della polemica; si è cercato piuttosto di approfondire i temi in discussione, e, in caso di dissenso, di presentare delle proposte alternative sotto forma di disegno di legge o di proposte espresse in altro modo, per dare una collaborazione che fosse fattiva e che andasse nella direzione dell'interesse generale della nostra Regione. D'altra parte molte delle proposte avanzate dal Partito Repubblicano nel corso della legislatura sono state accettate dalla Giunta e dalla maggioranza, il che ha portato fatalmente a un maggiore avvicinamento del Partito Repubblicano ai partiti della maggioranza; e oserei dire che la decisione maturata in questi giorni con gli altri partiti è stata quasi uno sbocco naturale dell'azione che il Partito Repubblicano ha svolto nell'ambito di questo Consiglio.
D'altro canto, negli ultimi tempi più di un sollecito ci era venuto, anche se in modo del tutto informale, da parte di alcuni partiti della maggioranza perché noi sciogliessimo queste riserve che continuavamo a mantenere nei confronti della Giunta.
Noi avevamo posto come momento di verifica qualificante la presentazione del progetto di bilancio del 1982. Avevamo scelto questa scadenza convinti che, approvato il nuovo ordinamento finanziario regionale che metteva a disposizione della Regione dei tributi di notevole ampiezza, poteva essere il momento per verificare se quelle linee programmatiche, che non potevano trovare attuazione per effetto della mancanza di fondi, erano poi effettivamente rispettate nella redazione del bilancio.
Ci eravamo premurati il 25 novembre di presentare al Presidente della Giunta un documento che indicava quali erano secondo noi le linee generali di formazione del bilancio, sia sotto l'aspetto tecnico che sotto l'aspetto politico; in questo documento avevamo indicato sei punti relativi ad investimenti di particolare importanza e particolarmente prioritari. Di questi sei punti cinque hanno trovato riscontro nel progetto di bilancio, per cui ci pareva abbastanza contraddittorio a questo punto rimanere al di fuori della coalizione, ma più corretto essere all'interno della coalizione nella quale noi non abbiamo avanzato ragioni, che sono facilmente comprensibili da tutti, perché non ritenevamo opportune chiedere che avvenissero dei rimpasti, anche perché l'ingresso di altre forze politiche recenti non aveva determinato cambiamenti di questo tipo.
Tuttavia ci riproponiamo dall'interno della maggioranza di poter espletare in maniera più efficace la nostra azione politica; di poter meglio verificare da vicino quanto si fa, come si fa e quanto impegno si mette; così come siamo convinti che gli obiettivi che ci si è posti con il progetto di bilancio dell'82 sono molto ambiziosi: per realizzarli occorre un impegno notevole da parte di tutte le forze della maggioranza. E io credo che questo impegno debba anche porsi da diverse posizioni, impegnare anche i Gruppi di minoranza, perché la realizzazione di quegli obiettivi è certamente di interesse generale. Alcuni di questi obiettivi stanno già marciando rapidamente, perché la legge per il decentramento di fondi agli Enti locali per le opere pubbliche è già stata votata da questo Consiglio ed anche la legge per l'istituzione della Finanziaria; ci sono altre scadenze, altre adempienze di notevole importanza, di notevole ampiezza, molte delle quali non dipendono solo dalla volontà di questo Consiglio, sulle quali però è necessario evidentemente espletare il massimo impegno da parte di tutti.
Queste sono le ragioni di fondo che hanno indotto il Partito Repubblicano a sciogliere le proprie riserve, che da parte di qualcuno erano state definite troppo lunghe, per aderire in maniera formale e completa alla maggioranza attuale del Consiglio regionale che sostiene la Giunta del Presidente Andrione.
PRESIDENTE: E' aperta la discussione sulla comunicazione del Presidente de. Consiglio relativa alla lettera de: Consigliere De Grandis. Ha chiesto d: parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Dobbiamo dire che l'ingresso del Partito Repubblicano nella maggioranza non desta particolare sorpresa. Da un po' di tempo ogni: tanto qualcuno entra nella maggioranza e bisogna rifarsi a considerazioni: già fatte, non del tutto nuove, ma che val la pena comunque rinnovare, perché se si è discusso dell'ingresso del Partito Socialista, non vedo perché non si debba discutere dell'ingresso de: Partito Repubblicano.
Dicevo che non desta particolar: sorprese perché era noto a tutti come il Partito Repubblicano da tempo ormai votasse il bilancio e la maggior parte dei provvedimenti con la maggioranza. Si sapeva anche che tale partite partecipava alle riunioni della maggioranza.
Diciamo che con questa iniziativa il Partito Repubblicano semmai esce da una posizione di equivoco, non di equidistanza, esce dal limbo in cui si trovava sospeso non avendo voluto pronunciare mai in modo chiaro la propria posizione rispetto a questi problemi.
Quello che a me sembra invece non accettabile - non è stato detto qui in modo chiaro, ma la domanda è stata posta dalla stampa - è se vi è una correlazione tra l'ingresso del Partito Repubblicano nella maggioranza e il fatto che il Presidente del Consiglio dei Ministri è attualmente il Segretario di tale partito. Se così fosse, se nella maggioranza la benevolenza dimostrata nei confronti del Partito Repubblicano, i reiterati inviti ad entrare, fossero dovuti all'aspettativa di migliori rapporti con il Governo nazionale perché il Presidente del Consiglio dei Ministri è un repubblicano, credo che si sarebbe fatta una valutazione non del tutto corretta, per due motivi Perché i rapporti tra Giunta, tra Consiglio regionale e Governo, devono essere stabiliti attraverso gli organismi stessi e non credo attraverso i partiti. E in secondo luogo perché credo che non esista alcuna posizione più precaria di quella del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana; quindi contare su questi rapporti, ammesso che lo si potesse fare, sarebbe perlomeno una valutazione poco credibile.
Io direi però che se vogliamo fare un'allegoria si potrebbe considerare questa situazione come una specie di nave. Ogni tanto in questa maggioranza qualcuno sale dalla stiva in seconda classe, è difficile riuscire a salire in prima classe, cioè entrare nella Giunta; qualcun altro rimane ancora nella stiva. Sul ponte di comando c'è una sola forza, a nostro giudizio, l'Union Valdôtaine; le altre forze possono spostarsi dalla stiva alla prima classe, alla seconda classe, ma sul ponte di comando si è ben saldi. Quello che non è chiaro è dove va questa nave, dove è diretta.
Le forze che sono in gioco sono praticamente quelle che dal 1980 si sono collegate dopo le elezioni comunali e hanno stabilito una certa maggioranza al Comune di Aosta; la maggioranza che si è costituita in quella sede, e che in fasi successive sta costituendosi anche a livello di Giunta regionale, ha come spinta principale la volontà di partecipare alla gestione del potere, per quel che riguarda la Regione alla gestione dei 1.000 miliardi che si hanno, a nostro giudizio, a disposizione per l'82 e l'83.
Non si sa quali di queste forze si ritroveranno poi nuovamente sulla stessa nave nel 1983; non si sa quali saranno sbarcate al primo porto e se altre forze saliranno su questa nave. Qual è il disegno di questa maggioranza? Fino al 1980 sembrava che il disegno politico fosse quello di avere una maggioranza delle forze regionaliste; l'Union Valdôtaine parlava di un disegno del 51%; dal 1980 in poi, forse anche per la scomparsa del nostro collega Salvadori, questo disegno è rimasto un po' più nell'ombra e sembra che la caratteristica principale della maggioranza sia stata quella di trasformarsi in una specie di pentapartito, ricercando collegamenti con forze nazionali come il Partito Socialista e il Partito Repubblicano, senza mai arrivare a una definizione della situazione.
E' una maggioranza che si allarga, ma dobbiamo dire che è una maggioranza che si allarga con un certo malessere, con malumore, con malcontento, e che molto spesso si viene a trovare, nonostante la sua ampiezza, in difficoltà.
Voglio ricordare, per esempio, il fatto che ieri nell'assemblea dell'Unità Sanitaria Locale è stato bocciato il bilancio perché questa maggioranza non è riuscita a portare in quell'assemblea un numero di Consiglieri sufficienti a farlo approvare. E dubito che si possa riconvocare l'assemblea il giorno dopo che il bilancio è stato respinto; l'assemblea può essere riconvocata quando va deserta, ma in questo caso a me sembra poco "lineare" che lo stesso bilancio venga ripresentato il giorno dopo. Ma su questo si potrà discutere; quello che mi interessava sottolineare è come, nonostante l'allargamento della maggioranza, si verifichino questi fenomeni. Non è soprattutto chiaro qual è il disegno politico amministrativo della maggioranza.
Per fare un esempio, il Presidente della Giunta in occasione della discussione del bilancio aveva affermato di non condividere con il suo movimento l'impostazione dell'autonomia valdostana. Questo è un punto che avrebbe dovuto sollevare all'interno della maggioranza delle discussioni, invece è passato del tutto inosservato. Se non si crede a questa autonomia bisognerebbe precisare a quale autonomia o a quale forma di autogoverno si pensa. Io ritegno invece che su questo punto non ci sia chiarezza all'interno della forza che crediamo essere egemone nella maggioranza e di conseguenza non ci sia un rapporto chiaro tra tutte le forze, perché oggi come oggi bisogna dire che dal punto di vista dell'autonomia finanziaria (dati recenti l'hanno confermato) la Valle d'Aosta non può assolutamente lamentarsi; e se ci sono delle norme, se ci sono dei rapporti tra Stato e Regione che devono essere modificati in questa direzione ci si dovrebbe impegnare e sarebbe possibile su questo trovare una larga convergenza in questo Consiglio. Ma non si fanno neppure dei passi in questa direzione per conquistare nuove competenze alla nostra Regione.
Noi diciamo che non ci è chiaro do. ve è diretta questa nave e non ci sembra che sia guidata nel modo migliore Noi riteniamo che sia necessario aver una alternativa autonomistica rispetto all'attuale maggioranza e in questa direzione stiamo lavorando, abbiamo già preparato alcune proposte che sono state rese note; stiamo lavorando a un progetto autonomistico più complessivo, su cui avere effettivamente una convergenza di forze politiche della nostra Regione e non una associazione di convenienza, un progetto autonomistico che dovrebbe avere come base risanamento dell'economia valdostana il miglioramento della qualità della vita, la certezza e la correttezza de: rapporti tra la nostra Regione e lo Stato.
Forse la nostra non è una nave come quella della maggioranza, sarà una barca a remi, non abbiamo carburante, che qui è rappresentato dalle ingenti risorse del riparto fiscale, che possono invogliare a salire sulla nave molto più facilmente che non su quelle dell'opposizione, ma pensiamo di avere una meta più chiara e crediamo che alla lunga la chiarezza della destinazione possa far evitare guai e possa rappresentare una prospettiva più certa che non quella che ha oggi l'attuale maggioranza.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Su questo problema francamente non vorrei dilungarmi molto, anche perché, De Grandis non me ne voglia, io francamente non vedo quali differenze ci saranno nel dibattito consiliare per il fatto che il Partito Repubblicano esplicitamente entri nella maggioranza, visto il comportamento del Consigliere De Grandis da quando io sono presente in quest'aula, poiché di fatto si è sempre schierato a favore della maggioranza, sollevando a volte delle questioni di carattere morale o dichiarando le proprie rispettabilissime opinioni, che potevano anche non collimare perfettamente con l'impostazione data ai problemi dalla Giunta e dai vari Assessori, salvo poi, tutte le volte che c'è stato da votare in termini politici, schierarsi totalmente a favore della maggioranza, perlomeno nei voti palesi.
Speriamo che non sia così, perché sarebbe a mio avviso il decadimento della dialettica politica che dovrebbe essere alla base del confronto e dello scontro che le forze politiche, con impostazioni ideologiche e programmatiche diverse, dovrebbero portare avanti in continuazione su tutti i problemi che riguardano la cosa pubblica.
A me sorge il dubbio, che è quasi una certezza, diciamolo francamente, che questa maggioranza si allarga e continua ad allargarsi per il fatto che finalmente abbiamo ottenuto questo bravo riparto fiscale. Io ho l'impressione che se il riparto fiscale non fosse arrivato ci sarebbe stato un restringimento della maggioranza.
Con questo cosa voglio dire? Voglio dire che questo non è nella logica delle cose? No, anzi, è nella piena logica delle cose; resta però il fatto che non so quanto questo vada effettivamente incontro a quelli che sono i reali interessi della popolazione valdostana; non so quanto questo fenomeno vada effettivamente incontro a quelle che sono le esigenze di una corretta dialettica politica, per far sì che il contributo problematico della minoranza non sia quello di partecipare in qualche modo alla conduzione di questo bilancio enorme.
Io non accetto l'invito fatto da De Grandis, che ha detto: speriamo che anche la minoranza collabori. No, secondo me la collaborazione che deve dare la minoranza è quella di un'opposizione dura a tutte le scelte che non vengono condivise in pieno, e in questo senso stimolare l'operato della Giunta, dell'esecutivo del Governo regionale, e non invece quello di fare una critica che viene molte volte definita "costruttiva", che però in ultima analisi si ferma sulla soglia della votazione.
Ricordo a questo proposito che, quando c'era la possibilità di dar vita ad una Commissione di inchiesta sul problema dell'Istituto Radiologico Valdostano e c'erano alcuni Consiglieri dell'area della maggioranza (per non dire della maggioranza in senso stretto) che erano titubanti, perché ritenevano che la cosa potesse anche essere positiva, cioè che le richieste portate avanti dall'opposizione avessero un loro fondamento, il Presidente della Giunta ha dichiarato che il problema non è la Commissione di indagine, ma il problema è il rapporto politico di fondo che sta dietro questa richiesta fatta dall'opposizione. Dopo di che tutti i Consiglieri della maggioranza, dell'area critica e meno critica, si sono perfettamente seduti, allineati sulle direttive politiche date dal Presidente della Giunta.
Per cui, per chiudere il discorso, mi pare che questa precisazione della propria posizione da parte del Consigliere De Grandis in effetti modifichi poco i rapporti di forza di quella che è la caratterizzazione politica di questo Consiglio, e secondo me anche di quello che è l'operato che ormai è ben delineato, della Giunta e del Governo regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Se non ci ha sorpreso l'ingresso in maggioranza del Partito Repubblicano, come socialdemocratici ci ha perlomeno sorpreso il modo con il quale è avvenuto questo ingresso nella maggioranza, soprattutto leggendo i documenti apparsi sugli organi di informazione, perché ufficialmente l'ho appreso solo dal Presidente del Consiglio regionale quando ha letto la lettera del collega De Grandis, per cui probabilmente avrò dato un'interpretazione distorta su questo ingresso del Partito Repubblicano nella maggioranza regionale.
Prima di entrare nel merito vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi giornalisti sul fatto che non possono sempre e comunque dimenticarsi dei colleghi Pedrini e Berti, perché anche se non si saprà se sono nella maggioranza o nell'opposizione, comunque ufficialmente la maggioranza è di 24 e non già di 26, come scrivono gli organi di informazione, a meno che bellamente non si vogliono ignorare due Consiglieri eletti, che rappresentano una parte della popolazione valdostana che li ha delegati a rappresentare le loro istanze.
Detto questo, mi dispiace che non ci sia il collega Clusaz; perché potrei rimbalzargli quella battuta, in occasione di un mio intervento, che dice: per un socialdemocratico che esce, due socialisti entrano nella maggioranza.
Io dico che per un Berti che si astiene a questo punto entra un repubblicano. Troviamo qualcun altro che prenda posizione in questo senso, perché quando esce qualcuno o qualcuno si astiene questa maggioranza riesce sempre a recuperare qualche voto in più. Ma questa era solo una battuta che volevo indirizzare al collega Clusaz.
Per quanto riguarda invece l'ingresso del Partito Repubblicano in maggioranza, ripeto che non ci ha stupito, perché da sempre il Partito Repubblicano ne fa parte, da sempre il Partito Repubblicano partecipa, come ha detto il collega Mafrica, alle riunioni preconsiliari della maggioranza, per cui ci sembrava una posizione molto ambigua la sua, e finalmente con questa scelta potremmo dire che ufficialmente il Partito Repubblicano è in maggioranza.
Comunque il collega De Grandis, nelle dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione regionali, ha avuto modo di dire che la sua partecipazione a questa maggioranza è una partecipazione critica, quasi per far capire che il Partito Repubblicano sarà la minoranza della maggioranza, rappresenterà l'opposizione all'interno della maggioranza.
Ma quello che ci ha stupito è il modo di entrarvi perché, tutte le proposte fatte dal Partito Socialista per entrare in maggioranza (finanziaria, decentramento, ecc.) poi in parte accolte dalla Giunta regionale, il Partito Repubblicano ha dichiarato di averle già fatte in precedenza per cui non riusciamo a capire come mai i Repubblicani siano entrati in maggioranza successivamente all'approvazione del bilancio regionale.
Io penso che il punto determinante sia stato la costituzione della Finanziaria regionale.
A questo proposito voglio ricordare che, come opposizione, avevamo presentato degli emendamenti con i quali chiedevamo l'incompatibilità fra le cariche di Consigliere regionale e membro del Consiglio di amministrazione della Finanziaria, e lo stesso Partito Repubblicano questi emendamenti non li ha accettati, stupendoci alquanto perché ritenevamo che il collega De Grandis, che probabilmente è stato spinto dal suo partito a fare certe scelte poiché noi tutti siamo soggetti, in quanto espressione di forze politiche, a sottostare a quelle che sono le direttive dei nostri partiti, è stato condizionato in questa scelta di votare contro, visto che egli è, a mio avviso, uno dei Consiglieri più corretti, senza togliere nulla agli altri. Non so se ha avuto la capacità, per quattro anni, di mascherare questa sua correttezza che poi di fatto non c'è e non lo penso per la stima che nutro a livello personale nei suoi confronti.
Oltre tutto dobbiamo dire che in questo consesso si fa della politica, non si fa pura amministrazione, per cui il fatto che il Partito Repubblicano sia entrato in questa maggioranza non credo sia solo ed esclusivamente un fatto tecnico-amministrativo, ma significa che è stato accettato un certo disegno politico, e se è così la cosa ci preoccupa alquanto, anche perché cor ogni probabilità si arriverà alle elezioni politiche anticipate. Io mi auguro di no per il collega De Grandis, visto che il suo partito esprime il Presidente del Consiglio dei Ministri, però probabilmente a seconda di come andrà il congresso della Democrazie Cristiana può darsi che si facciano le elezioni anticipate.
E a questo punto, ripeto, la cosa ci preoccupa, perché quando si entra in una maggioranza lo si fa in vista di un disegno politico. E riallacciandomi al discorso fatto dal collega Mafrica, che afferma che l'Union Valdôtaine ambiva al 51% dei suffragi elettorali in Valle d'Aosta, se il Partito Repubblicano è entrato in maggioranza con questo disegno e ha sposato quest'impostazione ritengo sia venuto meno a quelli che sono i suoi principi e i suoi ideali. Tra l'altro, il PRI su questa maggioranza non va assolutamente ad incidere; può avere una qualche importanza il Partito Socialista, perché probabilmente riesce a condizionare certe scelte o riesce ad evidenziare certe divergenze all'interno di questa maggioranza quanto mai eterogenea, ma non vedo come riesca a farlo il Partito Repubblicano, quando di fatto aveva sempre votato a favore di questa maggioranza con la riserva di qualche astensione, ma che in maggioranza era già.
L'ingresso del Partito Repubblicano non ci ha sorpreso, ci ha stupito per il modo in cui è entrato in questa maggioranza; secondo me, senza alcuna dignità; e per riallacciarmi al discorso che faceva il collega Mafrica parlando di barche, ai colleghi Consiglieri della maggioranza potremmo dire: ma dove vanno i marinai? Vi aspetteremo nell'83.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.
PEDRINI - (Ind. - P.L.I.): Io non volevo parlare, Signor Presidente, ma mi hanno menzionato, quindi due parole devo dirle, prima di tutto per quanto riguarda la nostra posizione di liberali in questa Assemblea.
Noi abbiamo fatto una dichiarazione molto chiara in sede di bilancio e ci atteniamo scrupolosamente a quella dichiarazione. Voteremo, e l'ho detto al Presidente della Giunta, a favore di tutti quei provvedimenti che riterremo opportuni e di quelli che riterremo in favore della popolazione valdostana.
Voteremo contro tutte quelle cose che non ci piacciono, tutte quelle cose che saranno fatte di nascosto, tutti quegli eventuali sussidi od altro che si stanno preparando per le prossime elezioni regionali.
Se questo è il motivo per cui qualcuno è entrato nella nuova maggioranza dico subito che quelli sono degli illusi, perché qualcuno farà quello che vuole e non saranno certamente gli ultimi arrivati a condizionare o a raddrizzare il timone della barca. Ma questo non ci interessa.
Quello che invece volevo dire, e questo è il punto principale, vista la nostra chiara e pulita autonomia di pensiero, è rivolto ai colleghi della stampa. In effetti noi vediamo che la RAI ogni tanto fa delle riprese in Consiglio, che io non vedo perché, purtroppo, in Valle d'Aosta per il terzo canale ci sono i cittadini di serie A e quelli di serie B; io faccio parte dei cittadini di serie B, quindi non vedo il terzo canale. Questa è la prima osservazione su un grande ente statale che non funziona bene, anche per come viene trattata la stessa Commissione regionale della RAI, una Commissione che mi risulta essere stata creata proprio per il controllo, o, se la parola non piace a qualcuno, per essere vicino alla terza rete, che dovrebbe essere la rete locale, e che non ha nemmeno una macchina da scrivere per battere un comunicato che viene espresso dalla Commissione della RAI.
Ma non ci sono solo queste cose; altre in questo momento stanno bollendo in pentola e penso che sia al Tribunale di Aosta che alla Pretura ne vedremo forse a giorni delle belle; comunque è altrettanto bello stare alla finestra e vedere cosa succederà, perché effettivamente in questo modo non si può andare avanti. Qua si fanno le cose più strane nei modi più strani, giocando sui cinque minuti di presentazione di un documento o non, su tante cose che stanno avvenendo e di cui ancora stamattina sono stato messo al corrente e che mi hanno lasciato veramente allibito. Vedremo se queste cose che mi hanno riferito sono vere o meno, e prenderemo poi posizioni anche su questo.
Ma ritorniamo alla stampa. Abbiamo detto della RAI che si precipita qua e chi intervista? A me non interessa personalmente, sia ben chiaro, non interessa nè come persona nè come Pedrini; può interessarmi come Partito Liberale, questo sì, perché non trovo giusto che la RAI intervisti sempre le stesse persone, sempre certi movimenti, sempre corteggiando chi fa comodo a loro. Questa è la verità che nessuno può smentire, che vorrei che i signori della RAI recepissero nella loro grande intelligenza e nel loro potere sovrannaturale di far filmare certi visi anziché altri.
Secondo, siamo arrivati al punto che i Consiglieri regionali, quando questi signori della RAI vengono in questa sede, che è casa nostra, e non casa nè del Presidente del Consiglio, né del Presidente della Giunta, né degli Assessori, ma di tutti quanti noi Consiglieri regionali, si trovino a dover usufruire dell'unico telefono che hanno a disposizione e di non potervi accedere poiché le porte della preconsiliare sono state sbarrate, chiuse addirittura con le sedie appoggiate contro. Perché? Perché mamma RAI ha da fare qualche cosa per qualcuno.
Io invito formalmente il Presidente del Consiglio a non far più succedere queste cose, perché se capita ancora una volta garantisco che il Consigliere liberale Pedrini sfascia la porta ed entra anche se c'è la RAI, perché la RAI non ha questi diritti. Il Presidente del Consiglio dia degli altri locali, ma non privi i Consiglieri dei locali che sono messi a loro disposizione. Tanto per essere chiari, perché qua ognuno conduce la barca come vuole: il Presidente del Consiglio in una maniera il Presidente della Giunta in un'altra, gli Assessori in un'altra ancora. Tanto più che adesso avendo un voto in più possono fare ancora di più. Mi pare che con questo avete larga maggioranza per poter fare alti e bassi, come avete sempre fatto e come continuerete a fare.
Parliamo un momentino dei quotidiani locali. La Gazzetta del Popolo è morta ma mi auguro riprenderà quante prima (si dice che l'amico Caprotti farà uscire nuovamente questo giornale) con una linea diversa da quella che aveva un tempo, perché sennò ritorniamo veramente al periodo dittatoriale, dove il fascismo imperava e faceva pubblicare quello che voleva (quasi ci siamo in Valle d'Aosta, ma non ci siamo ancora arrivati del tutto). E' giusto perciò che ci sia la voce sparuta di un liberale, che secondo alcuni fa della demagogia quando dice queste cose, che sono invece realtà di fatto e che tutta la popolazione in genere dice.
E allora leggiamo 'La Stampa', giornale quotidiano del capitalista Agnelli messo a disposizione dei lavoratori comunisti della FIAT, perché un giornale più di sinistra della Stampa raramente lo si può trovare, se non si legge l'"Unità". Ma questo fa parte di quell'ambiente in cui si vuole tenere i piedi in più staffe, e quindi si dà la barra del timone in un certo modo affinché i lavoratori leggano certe cose, e si dà l'impressione di essere filosinistroidi, per poi invece fare i grandi capitalisti e i propri interessi, che noi liberali sicuramente non difendiamo. E allora "La Stampa" di ieri pubblica (io non l'ho letta ma l'ho chiesto all'amico Berti che d'altronde è nel limbo come me) che nella maggioranza ci sono i tali partiti, compreso il repubblicano che è appena entrato ieri, e questo mi fa piacere, non è una battuta, è una realtà di fatto, perché io sento le voci che circolano e faccio i miei complimenti. "La Stampa" ripeto, pubblica tutto il gruppo di maggioranza, poi dice che sono all'opposizione: P.S.D.I., P.C.I., Nuova Sinistra. Il Partito Liberale non esiste, gli artigiani di Berti non esistono, e questo può anche farci piacere perché vorrebbe dire che siamo corteggiati o dall'una o dall'altra parte, o che non siamo corteggiati affatto, il che mi piace molto di più, perché questo ci permette di essere indipendenti, di essere liberi, di essere veri liberali, di poter dire tranquillamente la nostra parola senza prendere le lezioni dall'alto, senza cambiare i nostri pareri a destra o a sinistra, a seconda di come stormiscono le foglie.
Ma tanto per dirvi che anche "La Stampa", quando può, la parola libera le non la scrive mai, ma non lo fa soltanto in Valle d'Aosta, è un quotidiano che lo fa regolarmente nella sua edizione nazionale, quindi non c'è niente da stupirsi. E perché? Ma perché noi non siamo simpatici probabilmente al grande Agnelli o non siamo simpatici alla direzione del giornale che preferisce sempre citare altri evitando i nostri parlamentari alla Camera
al Senato, e in Valle d'Aosta chi, come il sottoscritto, ha presentato la legge sull'agriturismo e sulla Finanziaria, leggi che vengono tutte le volte insabbiate e dopo anni portate "ad hoc" sotto altri profili, dicendo: no: siamo i primi della classe, noi siamo quelli che abbiamo fatto la Finanziaria, l'agriturismo, ecc.
Ho detto solo alcune delle cose che avrei dovuto dire alla stampa, perché penso per fortuna che i giornalisti locali siano talmente intelligenti da conoscere i retroscena e se si comportano in una determinata maniera (compresi i giornalisti della RAI) è perché ricevono ordini superiori. E su questo noi non abbiamo da dire null'altro, se non che prendere le loro parti e dire loro che esiste anche per i giornalisti, non soltanto valdostani ma italiani, la parola libertà nel proprio mestiere, e che qualche volta questa parola dovrebbe essere nella loro coscienza per dire le cose come stanno, nella loro sincerità, nella loro crudezza, nella loro verità.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti; ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. Valdostani): Non pensavo che la discussione si protraesse per tutta la mattinata per l'entra in maggioranza del Partito Repubblicano che del resto era ormai data per scontata da tutti, perché dopo tante legislature che lo hanno sempre visto al di fuori del consesso regionale non essendo mai riuscito a entrarvi per trent'anni, evidentemente ha voluto appoggiarsi a questa maggioranza in previsione della scadenza elettorale dell'83, pensando di spartire una fetta di torta per il proprio elettorato, per avere una riconferma del proprio seggio.
Quindi, a mio avviso, questo era scontato, perché dimostrato dall'inizio della legislatura con il voto costantemente a favore e con la partecipazione, per volontà del Presidente della Giunta, a tutte le preconsiliari.
Non vedo comunque quale possa essere il mutamento del quadro politico quando la maggioranza è già di per sé solida e quei tre o quattro "big" che la dirigono non lasciano sicuramente spazio per altre pedine politiche.
Con questo volevo ribadire anche la mia posizione, che non ho ancora cambiato dall'inizio della legislatura. Il mandato affidatomi dal mio elettorato non era di fare quel tipo di politica, di andare a trovare delle pastette per interessi o soprattutto per giochi di potere. Non ho mai chiesto di far parte di questa maggioranza, però ho sempre valutato con il mio Gruppo. di volta in volta le varie opportunità, ed è stato riscontrato da questo Consiglio che il partito Artigiani e Commercianti ha votato per la maggior parte a favore di quei provvedimenti che noi ritenevamo validi, perché non bisogna solo fare la parte dell'opposizione e votare sempre contro, anche se di certi provvedimenti possono beneficiare i nostri cittadini.
Il mio mandato era quello di vedere di volta in volta i provvedimenti proposti dalla Giunta, di vagliarli con, una certa critica, quando è stato possibile, e, quando è stato necessario, il sottoscritto si è rifiutato di votarli, se secondo la nostra visuale andavano a ledere i diritti dei cittadini valdostani.
Questa è la mia posizione, che non è né di maggioranza integrale politica, come quella rappresentata da 26 Consiglieri su 35, né tanto meno di opposizione, in quanto non vedo il motivo perché chi si colloca in un ambito politico di opposizione debba per forza volutamente, contro anche certe logiche, votare contro certi provvedimenti. Questa è la mia posizione che ho voluto ancora una volta ribadire, sia ai colleghi del Consiglio regionale che ai colleghi della stampa.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà in via eccezionale, perché sarebbe concesso, sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, un solo intervento, pregandolo di non aprire polemiche, ma di ribadire solamente il concetto.
DE GRANDIS - (P.R.I.): Solo perché sono state fatte alcune valutazioni che vorrei chiarire ai colleghi Consiglieri che le hanno sollevate.
Innanzitutto vorrei dire al collega Mafrica che non abbia preoccupazioni eccessive che il Consigliere repubblicano sia stato indotto a entrare nella maggioranza per il fatto che a Roma il Presidente del Consiglio è il Senatore Spadolini, che è repubblicano.
A questo proposito io non posso sapere se ci siano reconditi pensieri da parte della Giunta di voler stabilire attraverso me un collegamento particolare con il Presidente Spadolini; posso già affermare che il Presidente della Giunta ha avuto un incontro a Roma col Presidente Spadolini e che questo incontro è stato organizzato dalla Segreteria del Presidente della Giunta, dal suo capo di gabinetto dott. Bortoli, che ha telefonato al capo di gabinetto del sen. Spadolini, che è il dott. Manzella. Io mi sono limitato in tutta questa vicenda a fornire al dott. Bortoli il nome e il numero di telefono del dott. Manzella. Credo che questo sia nel lecito per tutti, che non comprometta assolutamente la moralità di nessuno. Se poi io di mia iniziativa mi sia permesso eventualmente di sollecitare che questo incontro avvenisse per tempo, non penso, se lo avessi fatto, di poter essere tacciato di scorrettezza o di scegliere strade traverse o sotterranee per raggiungere determinati risultati. Sono pienamente convinto della dignità del Presidente della Giunta e che questa dignità deve essere salvaguardata, non devo essere certamente io a facilitare certe cose.
Per quanto riguarda invece la questione che ha sollevato il collega Minuzzo, secondo la quale io avrei aderito al disegno politico, e nel disegno politico individuava il fatto che l'Union Valdôtaine aspira a raggiungere il 51%, questo non mi sembra che sia un disegno politico della maggioranza nella quale sono entrato. A parte che il disegno politico di raggiungere i] 51% potrei avercelo legittimamente anch'io come repubblicano, come qualunque altro partito, e quello di aumentare i propri consensi elettorali è nella normalità, anzi è nel dovere di ogni partito, se crede in quello che fa. Per cui non vedo l'adesione a questo tipo di aspirazione dell'Union Valdôtaine perché, tra l'altro, io ha aderito dopo il bilancio - e qualcun altro ha sollevato sorpresa per questo fatto - soltanto perché nel bilancio vedevo un momento qualificante di verifica sulle cose, e non su progetti che possono rimanere nell'aria o sulla carta, ma perché vedevo in quella risposta reale, concreta, la possibilità di una valutazione più realistica di quello che la Giunta intende fare.
Sappiamo benissimo che quando sono entrati i democratici popolari è stato stilato un documento programmatico; alla compilazione di quel documento aveva partecipato attivamente anche il Partito Repubblicano che era d'accordo, però si trattava di un documento programmatico che ha avuto delle grosse difficoltà di attuazione, e anzi solo in piccola parte è stato attuato, a causa delle difficoltà di carattere economico. Ora che le difficoltà di carattere economico sono superate, il riscontro del bilancio era, secondo le valutazioni mie e del mio partito, il momento particolare per verificare questa reale volontà.
Mi si dice che sono entrato nella stiva. Io non me ne intendo molto di nautica, preferisco andare in montagna che in mare, però credo di sapere che la stiva è una delle preoccupazioni principali del comandante di una nave. Se il carico nella stiva è mal fatto la nave va a fondo; quindi credo che l'importanza della stiva abbia una sua rilevanza non indifferente, e non si può pretendere di essere sempre il comandante della nave. Il comando è riservato a uno, si tratta di vedere se questo comandante è capace di coordinare l'azione che tutte le altre forze che stanno intorno al comandante, dai ponti secondari fino alla stiva, abbiano un comportamento tale che sia quello migliore per la navigazione. E questo è il punto.
Non credo di essere entrato senza dignità in questa maggioranza, Consigliere Minuzzo, non ho capito dove sarebbe il momento indegno di entrata, perché tra l'altro non abbiamo pietito niente a nessuno, è stata un'intesa che è venuta in maniera del tutto naturale, senza controversie e senza difficoltà, ragion per cui credo che la dignità del mio partito sia stata salvaguardata.
Per quello che riguarda la Finanziaria, forse il Consigliere Minuzzo si riferiva ad alcune voci che circolano secondo le quali io sarei un predestinato al governo della Finanziaria. Magari, dico io, ma non ci credo proprio! D'altra parte, nonostante abbia votato in un certo modo e contro alcuni emendamenti che volevano stabilire delle incompatibilità, non ho nessuna difficoltà a dire che non intendo fare il Consigliere regionale e contestualmente il Consigliere di amministrazione della Finanziaria, questo sia ben chiaro. E per una valutazione mia personale; altri possono fare valutazioni diverse e vedremo come le faranno, se saranno accettabili o meno, ma io personalmente di certo non assumerò due incarichi di questo tipo contemporaneamente. Siccome tra l'altro non intendo rinunciare a fare il Consigliere regionale, almeno per questo scorcio di legislatura, dopo lo decideranno gli elettori e non io, evidentemente questi problemi non sussistono.
Al Consigliere Berti vorrei dire che invece di fare certe osservazioni sul mio conto, sul mio comportamento in Consiglio e al momento del voto, andasse a rileggersi i verbali del Consiglio e che dovrebbe essere un pochino più sincero perché io sono nuovo di questo Consiglio come è nuovo lui, le sue manovre per entrare in maggioranza le conosco quanto le conosce lui, quindi non poche volte abbiamo discusso di questa opportunità.
Consigliere Pedrini, io non sono un illuso che è entrato per mangiarsi la fetta di torta, per gestire sussidi. La verità del fatto che io non entro per gestire sussidi è nella mozione da me proposta e che questo Consiglio ha votato per la revisione di tutte le leggi di spesa di questa Regione. Questa proposta era proprio indirizzata a eliminare tutta una serie di sussidi che oggi vengono erogati e che secondo me non sono efficaci per la nostra economia.
Quello che mi sorprende invece è la sparata che lei ha fatto, probabilmente perché oggi c'era un notevole pubblico di giovani, nei confronti dei giornalisti. Quello che mi preoccupa invece è il richiamo ai giornalisti che non farebbero un lavoro sufficientemente equo nei confronti di tutti i Consiglieri. Io ritengo che i giornalisti abbiano il sacrosanto diritto e dovere di essere liberi e indipendenti, di riportare le notizie che ritengono utili e interessanti per la comunità, e non di fare una equa suddivisione tipo manuale Cencelli: tanto a questo, tanto a quello, tanto di spazio per ogni Consigliere, indipendentemente da quello che fa o non fa.
Sono queste le cose che volevo precisare e null'altro.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT - (U.V.): innanzitutto non vogliamo raccogliere oggi quei tentativi di polemica innescati da alcuni Consiglieri e rimandiamo alle risposte che abbiamo sempre dato sulla nostra posizione a proposito dell'autonomia. Non è da oggi che diciamo qual è il nostro pensiero sull'autonomia, qual è l'autonomia che vogliamo noi. Evidentemente c'è un gran divario di punti di vista tra noi e il Partito Comunista in questo campo. Soprattutto perché noi pensiamo di dover difendere una Valle d'Aosta autonoma nei confronti di uno Stato, e non difendere uno Stato contro una Regione autonoma.
Ribadiamo oggi quello che abbiamo già detto al momento della dichiarazione di voto sul bilancio, sulla posizione del Partito Repubblicano Italiano, che dal 1978 ha collaborato in senso critico con questa maggioranza, ha sempre fatto parte delle preconsiliari dal '78 fino ad oggi, sui progetti che la Giunta e la maggioranza volevano portare avanti è sempre stato consultato, e pertanto riteniamo che sia giusto che il Partito Repubblicano abbia sciolto le sue riserve.
Questo viene ancora una volta a ribadire quanto avevamo già detto in precedenza, al momento dell'entrata in maggioranza del Partito Socialista che conferma la validità e il lavoro che ha sempre fatto questa maggioranza E questa Giunta; e cioè che i motivi che hanno consentito questo allargamento siano i programmi e l'attività e non la famosa legge sulla ripartizione fiscale.
Io mi auguro solo una cosa: che le forze che affermano che si debba far parte di una maggioranza per gestire il riparto fiscale dal punto di vista elettoralistico per le prossime elezioni, per il bene della Valle d'Aosta non abbiano mai ad amministrarla.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Molto brevemente per affermare il nostro compiacimento per l'entrata del Partito Repubblicano in maggioranza regionale, motivato dai particolari rapporti che in ogni sede ci sono sempre stati tra i nostri partiti e dal lavoro che ha effettuato in questo Consiglio il Consigliere repubblicano e dal lungo periodo di collaborazione che si è potuto sperimentare nel Comune di Aosta tra il Partito Socialista e il Partito Repubblicano.
Non ho altro da aggiungere se non sperare che anche l'apporto del Partito Repubblicano porti ad una maggiore efficienza dell'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Prendiamo atto con soddisfazione dell'entrata del Partito Repubblicano in maggioranza, anche per l'apprezzato contributo che il Consigliere De Grandis ha dato a questo Consiglio e che credo sia stato sottolineato anche dagli interventi che hanno criticato la scelta politica fatta dal Partito Repubblicano. Non mi sembra che si debba aggiungere altro sull'argomento, vorrei solo fare due piccole precisazioni, una a nome della maggioranza e una a nome dell'Union Valdôtaine. A nome della maggioranza, credo che sia la crisi delle Malvine-Falkland che ha provocato tutti questi paragoni marittimi (navigatori, navi, ecc.); noi che siamo dei montanari conosciamo poco la materia, per cui ci riserviamo di rispondere con altri esempi, anche per il fatto che il dibattito politico non si fa in sede di entrata di una forza in una maggioranza.
L'altra precisazione, a nome dell'Union Valdôtaine, è che io ho appreso dal Consigliere Mafrica di essere colpevole di eterodossia, cioè che sarei un piccolo eretico all'interno dell'Union. Vorrei rassicurarlo e pregarlo di andare a ricercare i comunicati dei Comités Exécutifs nel periodo tra il '46-'48, allora normalmente erano firmati: Albert Deffeyes, Sévérin Caveri,
Charles Boyard, Joseph Bréan, Amédée Berthod, Maria Ida Viglino e alcuni altri che dimentico, e vedrà che per quanto mi riguarda sono rimasto un ortodosso, e poi può anche darsi ... Mi perdoni la battuta, Consigliere Mafrica, può succedere ai migliori fra noi, ai più grandi partiti di avere il proprio Armando.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, non essendoci comunicazioni del Presidente della Giunta, passiamo alla trattazione degli oggetti iscritti all'ordine del giorno.
