Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2020 del 16 novembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 2020/XVI - Interpellanza: "Criticità riguardanti il progetto presentato dalla Società CVA per una derivazione d'acqua a uso idroelettrico tra i Comuni di Pré-Saint-Didier e Morgex con particolare riferimento agli sport d'acqua viva".

Bertin (Presidente) - Punto n. 8 all'ordine del giorno. Per illustrare l'interpellanza, si è prenotata la consigliera Minelli a cui passo la parola.

Minelli (PCP) - Venerdì scorso, nell'ambito dell'incontro che si è tenuto al Forte di Bard, l'incontro "Clima Lab", tra le varie cose interessanti che abbiamo ascoltato c'è stata anche una comunicazione sul tema dei conflitti che sono legati alla risorsa idrica, conflitti che sono a vari livelli. Sappiamo tutti che ci sono state nel tempo e nel mondo delle vere e proprie guerre per l'acqua, e devo dire che per un attimo, ascoltando quella comunicazione, ho pensato che anche la vicenda che è al centro di quest'interpellanza, come altre che si sono discusse in quest'aula, rientra un po' nei meccanismi dei conflitti, perché effettivamente quando parliamo di acqua, di uso della stessa o dello sfruttamento dell'acqua, non mancano mai elementi di discussione, di conflittualità che però, secondo quanto gli esperti giuristi ci hanno detto a Bard, devono essere forzatamente affrontati e composti attraverso un maggior coinvolgimento dei vari portatori d'interesse nei processi decisionali e con un ampliamento reale dell'attività partecipativa.

Sono degli elementi su cui, a mio avviso, occorre fare una riflessione ed è una considerazione che ho voluto mettere a fattor comune.

L'interpellanza che presentiamo e le richieste che abbiamo formulato mi sembrano infatti in linea con questa riflessione. Parliamo di un progetto di C.V.A. per una derivazione di acqua a uso idroelettrico della Dora Baltea nei Comuni di Pré-Saint-Didier e Morgex, che prevede un'opera di presa nel Comune di Pré-Saint-Didier, due gallerie di derivazione che arrivano poi al Comune di Morgex, dove è prevista la centrale di produzione, e un canale di restituzione all'altezza della zona industriale.

Il progetto è in questo momento all'esame della valutazione di impatto ambientale e sono state presentate varie osservazioni, fra cui quelle del Comune di Morgex, di Legambiente della Valle d'Aosta, della Federazione Italiana Rafting dell'ARPA, del Dipartimento Programmazione Risorse Idriche del territorio e altre ancora. In queste osservazioni abbiamo visto che si evidenziano varie criticità. L'impianto previsto avrebbe un impatto importante non solo sulla zona fluviale ma anche sui territori circostanti.

Il Comune di Morgex, nelle sue osservazioni, oltre a delle possibili alterazioni idrogeologiche, ha evidenziato dei problemi legati al transito dei mezzi e al deposito del materiale vicino all'area sportiva, alla pista ciclabile e al percorso "Bébé en marche".

È stata poi manifestata anche una preoccupazione, che è quella che si potrebbe svuotare l'opera di presa per l'irrigazione delle aree verdi del Comune; però, in particolare, ed è su questo che ci siamo soffermati maggiormente, il progetto ha messo in allarme le attività che operano nell'ambito degli sport fluviali e del rafting in particolare, perché temono di non poter praticare in futuro le loro attività nel tratto che è interessato dall'intervento, ovviamente con un danno economico.

È possibile che si suggerisca alle società di rafting di spostarsi su un altro tratto del fiume, però quello che è compreso nella Dora tra Pré-Saint-Didier e Sarre è considerato un po' da tutti gli esperti un luogo eccezionale - l'ho visto su una rivista specializzata che sono andata a consultare - una sorta di Colorado europeo, in particolare proprio quella zona.

Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana Rafting, le attività che si sviluppano nella zona impiegherebbero circa settanta collaboratori stagionali e il dato è di 15 mila presenze turistiche annue e poi si evidenziano anche delle competizioni di livello internazionale.

Mi sembrano dei dati di tutto rispetto che confermano come gli sport di acqua viva, quindi il rafting ma anche la canoa, il canyoning e l'hydrospeed siano da considerarsi oggi un'importante opportunità da valorizzare e da sostenere a livello regionale, in quell'ottica di diversificazione e di sostenibilità dell'offerta turistica globale che deve affrontare con razionalità il tema dei cambiamenti climatici, che sempre più condizioneranno le attività più tradizionali.

In attesa che il progetto termini il suo percorso di VIA, così come previsto, quello che vorremmo sapere è se è stato condiviso con CVA il progetto della nuova derivazione idroelettrica sulla Dora Baltea tra Pré-Saint-Didier e Morgex, come si valutano le preoccupazioni e le criticità che sono state espresse dal Comune di Morgex, poi quante sono le società che operano nel campo degli sport di acqua viva e quanti sono gli operatori del settore nella nostra regione e, infine, come si intenda regolarsi per sostenere gli sport di acqua viva nella nostra regione.

Presidente - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Prima di rispondere brevemente alla n. 8, in merito alla sollecitazione alle domande, senza entrare nel merito di chi le fa, rispetto all'interrogazione n. 7, le posso assolutamente garantire che basta guardare le deliberazioni della Presidenza della Giunta di lunedì per avere conferma rispetto al fatto che con la ditta che operava sul cantiere della biblioteca di Châtillon, sicuramente c'è stata tutta una serie di questioni da risolvere che sono state ben impiegate operando a favore della struttura del Comune, invece che semplicemente attendendo che questioni di altra natura si risolvessero.

Veniamo invece alla risposta n. 1: in relazione al primo quesito è bene considerare che C.V.A. S.p.A., pur essendo di proprietà pubblica, opera sul mercato privato e, come tale, ha facoltà di valutare iniziative imprenditoriali che ritiene più attinenti al perseguimento degli obiettivi affidatile.

Per quanto attiene invece le iniziative in argomento da parte del Governo regionale, non sono state fornite specifiche indicazioni nel merito perché, come da voi richiamato nelle premesse dell'interrogazione, il progetto che accompagna la proposta di CVA stessa è stato sottoposto a verifica di valutazione dell'impatto ambientale.

Tale verifica si è conclusa, anche in conseguenza delle variabili evidenziate giustamente dalle proponenti l'iniziativa, con la necessità di sottoporre la proposta progettuale di cui trattasi alla valutazione dell'impatto ambientale, quindi la VIA, in capo all'Assessorato dell'ambiente.

La VIA è proprio il momento di sintesi all'interno del quale confluiscono le osservazioni che possono mettere in luce ogni possibile criticità derivante dalla realizzazione dell'intervento.

Sempre la VIA è la sede in cui effettuare le valutazioni costi/benefici per verificare se un'iniziativa è sostenibile dal punto di vista ambientale, soprattutto in relazione al suo inserimento nel tessuto socio-economico del territorio in cui si va a collocare.

La valutazione dell'impatto ambientale, infine, è anche la sede all'interno della quale possono essere individuate tutte le azioni correttive che possono rendere attuabile un'iniziativa in presenza di ulteriori interessi diffusi a essa contrapposti.

Giova ricordare inoltre che l'iniziativa della società CVA muove i primi passi nell'anno 2008, quindi quattordici anni fa, per consentire la riaccensione delle linee elettriche della Valdigne in caso di black-out, in quanto tale settore non risultava coperto da un'eventuale riattivazione di emergenza a opera degli impianti idroelettrici già presenti sul territorio regionale.

All'epoca infatti era ancora forte il ricordo del disservizio occorso alla rete elettrica nazionale verificatosi il 28 settembre del 2003, il più grave evento in tal senso che abbia colpito l'Italia intera.

Con la deliberazione della Giunta regionale 3046/2008, il progetto CVA era stato ammesso in concorrenza eccezionale con similari iniziative di sfruttamento idroelettrico proposte da altre società.

Dopo numerosi anni di contenziosi legali instauratisi presso il Tribunale superiore delle acque pubbliche sino alla suprema Corte di Cassazione, la situazione di concorrenza e di contenzioso si è risolta con apposito accordo tra le varie parti in causa e la presentazione di due nuovi progetti distinti rispettivamente da parte di C.V.A. nel tratto della Dora Baltea di Pré-Saint-Didier e da parte di altra società nel tratto di Dora Baltea tra Courmayeur e Pré-Saint-Didier.

Nella fase di verifica di assoggettabilità alla VIA, non solo il Comune di Morgex, ma molti altri soggetti, come da lei richiamato, - e tra questi anche le strutture e gli enti regionali che a vario titolo sono coinvolti nei procedimenti valutativi riguardanti le derivazioni idroelettriche, oltre all'ARPA e alle Federazioni sportive da lei richiamate - hanno evidenziato le principali criticità che necessariamente devono essere risolte in fase di VIA, affinché la proposta progettuale possa essere considerata assentibile, sia in relazione agli impatti generati sull'ambiente che, come in precedenza specificato, in relazione all'attività economica in atto e agli interessi diffusi presenti su tutto il territorio.

Pertanto, come già evidenziato, saranno le risultanze del procedimento di valutazione dell'impatto ambientale a indicare se l'iniziativa proposta sia attuabile, a quali condizioni e con quali limitazioni in relazione ai vincoli presenti sul territorio, determinati anche dalla preesistenza delle attività economiche e turistiche già attive sul territorio.

Venendo alla Federazione Italiana Rafting e a tutte le attività a esse connesse, essendo da oltre vent'anni una persona che spesso le pratica, riguardo al tema del sostegno degli sport di acqua viva abbiamo come Assessorato da tempo intrapreso con la Federazione Rafting una collaborazione finalizzata a coniugare gli interventi sulla Dora Baltea alle esigenze legate allo svolgimento delle attività delle discipline sportive di acqua, in particolare abbiamo assicurato il coinvolgimento della Federazione nella predisposizione degli interventi puntuali, quali, ad esempio, quelli attinenti al progetto Life Grey Marble, che ha la finalità di migliorare lo stato di conservare e valorizzare le specifiche ittiche autoctone.

Il progetto prevedeva nel particolare l'esecuzione di puntuali interventi di rimozione di salti a ostacoli esistenti e realizzazione di rampe di risalita per la fauna ittica che, oltre a favorire la creazione di un habitat favorevole allo sviluppo delle spese ittiche autoctone, consentono di recuperare un tratto di Dora potenzialmente idoneo alla pratica e alla promozione dell'attività di valorizzazione sportiva e turistica nel corso d'acqua, quale quelli afferenti al mondo del rafting, perché sapete benissimo che tutte quante le attività di acqua viva non sono semplicemente legate all'attività del rafting ma hydrospeed e tutta un'altra serie di attività.

A tale proposito, anticipo che è in corso di approvazione la progettazione esecutiva, redatta a cura della struttura regionale Opere Idrauliche, di due interventi di sistemazione della Dora Baltea nel tratto della Plaine ricompreso tra Pont-Suaz e il comune di Brissogne, del costo complessivo di circa 780 mila euro, finanziati all'85% da fondi comunitari.

È importante anche considerare, come da lei richiamato, il significativo impatto infatti che deriva annualmente dalle attività proposte sia per i risultati di natura turistica e le presenze da lei richiamate, tra le 10 e le 15 mila, sia per tutte quante le professionalità che vivono il nostro fiume in Valle d'Aosta che, come da lei richiamato, tra l'altro anche quest'anno ha ospitato gare di matrice internazionale, che in altre parti non potevano essere ricomprese, e, per chi non ha ancora avuto l'avventura di potersi fare un giro o farsi un bel tuffo nel fiume, quello che si vede della Valle d'Aosta in tutti quanti i tratti percorribili immersi dentro l'acqua della Dora è uno scenario assolutamente eccezionale che permette di vedere la Valle da prospettive completamente diverse.

Per cui non soltanto siamo solidali rispetto a quanto da lei richiamato ma, in termini amministrativi, abbiamo rincarato la dose e da un punto di vista personale, riteniamo che queste siano delle assolute priorità e in tal senso ci siamo mossi.

Passo la parola al collega Guichardaz per completare la risposta.

Presidente - Per i restanti minuti, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Solo per rispondere alle ultime due domande, che sono più di pertinenza del nostro Assessorato.

"Quante sono le società che operano nel campo degli sport di acqua viva e quanti sono gli operatori del settore nella nostra regione": dalle informazioni acquisite anche mediante la consultazione degli organismi sportivi interessati, sono cinque le associazioni sportive dilettantistiche valdostane attualmente affiliate alla FIRAFT, che è la disciplina sportiva associata e riconosciuta dal CONI relativamente al rafting. Qui si aggiunge una ASD affiliata alla Federazione Nazionale Canoa e Kayak.

In particolare, per quanto riguarda l'attività di rafting, attività sportiva che, in via di gran lunga prevalente, usufruisce delle acque della Dora Baltea, i praticanti tesserati alla FIRAFT ammontano a circa 4.500 soggetti, cui si aggiungono alcune migliaia di persone che frequentano i centri rafting valdostani e le discipline sportive associate.

In base alle informazioni acquisite, gli operatori di settore, quindi collaboratori stagionali, risultano essere circa 60-70.

I dati di cui sopra evidenziano in effetti le dimensioni del fenomeno rafting nella nostra regione, dimensioni che ne dimostrano la rilevanza non solo sotto il profilo squisitamente sportivo, inteso come attività agonistica di promozione della pratica di questo sport, ma anche sotto il profilo dell'offerta turistica per gli amanti dell'attività outdoor.

All'ultima domanda, come è noto i sostegni regionali a favore dell'attività sportiva sono regolati dalle disposizioni contenute nella legge regionale 1 aprile 2004 n. 3 e nell'ambito delle diverse provvidenze regionali previste da tale legge non sono previste misure di sostegno specificamente destinate a discipline sportive di cui trattasi. Gli sport di acqua viva quindi, se in possesso dei requisiti previsti dalla legge 3/2004, possono accedere, a condizioni di parità con le altre discipline sportive in possesso dei medesimi requisiti di accesso, alle provvidenze regionali ivi contemplate; fra queste segnalo in particolare l'accesso ai contributi previsti per l'organizzazione in Valle d'Aosta di eventi sportivi di alto profilo tecnico e di interesse turistico promozionale ai sensi del capo 5 della citata legge n. 3/2004 come è avvenuto - e lo ha ricordato l'Assessore Marzi - da ultimo, in relazione all'organizzazione della competizione internazionale denominata "Euro Cup Rafting 2022", svoltasi a Villeneuve lo scorso luglio.

Presidente - Per la replica, la parola alla consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Ringrazio gli Assessori per le risposte.

La prima considerazione che mi viene da fare è questa: considerato che un progetto è all'esame di VIA, sostanzialmente la Regione non fa nessuna valutazione preliminare, nonostante sia un progetto che ha delle implicazioni notevoli per quanto riguarda il territorio.

Poi è stato detto che si privilegia l'aspetto dell'economicità eccetera eccetera, questo è da vedere, è discutibile.

Lei ha fatto riferimento a un periodo molto lungo, tredici anni da quando è stata presentata la prima richiesta, e ha fatto anche riferimento agli anni di contenzioso che ci sono stati con il Tribunale delle acque.

Il fatto stesso che ci siano stati questi contenziosi evidenzia che siamo in una situazione in cui andare a fare un intervento di questo tipo pone ovviamente dei problemi per quello che riguarda il contesto idrico.

Faccio presente - è una cosa che penso molti sappiano, però lo ricordo - che la Dora è suddivisa in sedici corpi idrici, che poi sono stati in parte accorpati e ridotti a tredici; il corpo idrico che è interessato da quest'intervento è classificato con un codice, 04 VVA, ed è l'unico tratto di tutta la Dora Baltea, - che in Valle d'Aosta percorre 100 km e poi 152 in territorio piemontese -, fatto salvo il pezzettino che c'è ai piedi del Monte Bianco, che non è ancora derivato a scopo idroelettrico; l'unico tratto, ed è un elemento che non si può trascurare ai fini di una valutazione più globale che ovviamente dovrà fare la VIA ma credo che sia una valutazione che deve fare anche la parte politica.

Nel territorio di Morgex ci sono già i torrenti Colomba e Arpy che sono derivati sempre a scopo idroelettrico, a valle del punto di restituzione delle acque c'è anche la riserva naturale del Marais di Morgex e La Salle che rientra in una zona SC, nella zona umida di Morgex.

L'impoverimento generale delle portate dei corpi idrici che sono presenti sul territorio potrebbe anche aggravare non solo le condizioni delle acque superficiali, ma anche, nel caso di interferenza con le acque di falda, le sorgenti vicine all'opera di presa, fra cui ricordo che c'è la sorgente delle Terme di Pré-Saint-Didier.

Il progetto si configura comunque con un intervento molto importante che influirà sull'ambiente con un impatto che è sicuramente rilevante. Faccio ancora notare che il progetto prevede una captazione di 30 metri cubi al secondo che è la portata media nei mesi estivi e che è verificabile anche con una applicazione. Questo cosa vuol dire? Che nel tratto da Pré-Saint-Didier a Morgex il fiume potrebbe essere secco e quindi non potrebbe svolgere il suo ruolo, non solo per gli sport ma nemmeno il ruolo di ossigenare e depurare l'acqua.

C'è poi un problema contingente che è quello del collettore fognario che sembrerebbe, anche, da segnalazioni che sono pervenute, non raccogliere tutto, quindi nei mesi di grande flusso turistico ci potrebbe anche essere un problema di odori e forse anche un problema sanitario.

Già con le situazioni di siccità che ci sono state recentemente nell'ultima estate, l'unico tratto di fiume navigabile per il rafting nei mesi di luglio-agosto, nel territorio circostante inter-regionale, è stato questo, è stato il tratto che sarebbe interessato dal progetto, e che quindi ha portato - essendo l'unico navigabile - del turismo in Valle d'Aosta che altrimenti avrebbe potuto rivolgersi altrove.

Considerando che la criticità del clima si protrarrà per anni, sarebbe importante fare una riflessione che non va soltanto addebitata alla VIA, ma una riflessione più approfondita da parte della Regione.

Presidente - Punto n. 10... Per mozione d'ordine consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Per chiedere una sospensione dei gruppi Lega, Forza Italia e Pour l'Autonomie.

Presidente - Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 12:10 alle ore 12:58.

Bertin (Presidente) - Riprendiamo brevemente il Consiglio regionale. In considerazione dell'ora, d'accordo anche con gli altri, il Consiglio è sospeso e i lavori riprendono alle ore 15:00 di questo pomeriggio, come da convocazione del Consiglio stesso.

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La seduta termina alle ore 12:58.