Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 198 del 7 aprile 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 198/VII - PREDISPOSIZIONE DI PIANI D'INTERVENTO PER LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI DELLE AZIENDE S.I.V. E FORTUNA WEST - (Approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Carlassare e Cout:

Verificato il deteriorarsi della situazione occupazionale della Bassa Valle; Considerato che attualmente due delle maggiori aziende della zona, la S.I.V. e la Fortuna West sono in gravissime difficoltà;

Preso atto che è necessario andare ad una risoluzione rapida della situazione delle due aziende;

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a presentare con urgenza un piano d'intervento dell'Amministrazione regionale capace di risolvere i problemi occupazionali delle due aziende.

PRESIDENTE: Illustra la mozione il Consigliere Carlassare.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Molto brevemente, non perché. ci sia poco da dire, anzi c'è moltissimo, ma perché il tutto è sintetizzabile in pochissime parole: queste due fabbriche sono di fatto chiuse; tutte e due le aziende non usufruiscono più delle forniture di forza e luce dall'ENEL perché le bollette non sono state pagate e non so se uguale sorte hanno subito i telefoni; i dipendenti delle due aziende da parecchi mesi non ricevono lo stipendio e non si sa quando potranno godere dell'indennità prevista dalla cassa integrazione. Con questa mozione abbiamo inteso sollevare il problema, cogliendo la presenza in quest'aula dei rappresentanti dei lavoratori delle due aziende.

Invito la Giunta, il Presidente - non tanto l'Assessore all'Industria, e Commercio, che ritengo sia poco informato vista la non risposta datami alla richiesta di dati riguardanti le aziende industriali in Valle - ad illustrarci quali siano le reali intenzioni di intervenire, quali le possibilità in tal senso della Giunta regionale, e quali prospettive si aprono per la ripresa del lavoro nelle due aziende.

Il dibattito penso debba toccare i punti che ho accennato ed evidenziare la realtà che dobbiamo affrontare e che soprattutto devono affrontare i lavoratori. Spero che ci sia una illustrazione adeguata e che possano essere giudicate positive le prospettive sulla ripresa del lavoro nelle due aziende.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone. Ne ha facoltà.

TAMONE - (U.V.): Brevemente. Ci rendiamo conto che la situazione occupazionale in tutta la Valle (non solo nella Bassa Valle, dove peraltro l'industrializzazione ha raggiunto livelli molto più alti che in altre zone) si presenta per tratti drammatica, come del resto avviene un po' per tutte le società industriali occidentali in questo momento.

Non ci convince però l'impostazione per cui dovrebbe sempre essere il governo regionale a farsi carico di certe situazioni. Noi siamo convintissimi che il governo regionale, soprattutto sulle piccole industrie, deve svolgere una azione chiara, precisa e ben definita; ma non si può, secondo noi, chiedere che esso risolva i problemi svolgendo attività in luogo dell'azienda.

Noi pensiamo che l'azione dell'imprenditore sia fondamentale; se questa viene a mancare evidentemente manca uno dei pilastri sui quali l'industria può andare avanti. E' chiaro che in moltissimi settori la Regione interviene, ma secondo me deve farlo soltanto come supporto; non può mettersi al posto di chi decide e determina, altrimenti a questo punto è la Regione che diventa imprenditore. Questo bisogna chiarirlo; se siamo d'accordo per seguire una via di questo genere, noi potremo anche essere disponibili a discutere del caso concreto, ma non ci sembra che in questo momento siamo già a quel punto.

Quindi noi chiederemmo, essendo sostanzialmente d'accordo con quello che dice la mozione nella parte illustrativa, di modificare il deliberato sostituendo l'attuale: "di impegnare la Giunta regionale a presentare con urgenza un piano d'intervento dell'Amministrazione regionale capace di risolvere i problemi occupazionali delle due Aziende", con il seguente: "di impegnare la Giunta regionale a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per ottenere con urgenza dalle Aziende interessate piani validi e credibili dal punto di vista economico-finanziario, che consentano assieme ad altri eventuali interventi il mantenimento degli attuali livelli occupazionali nella zona".

Qui traspare la posizione che l'Union Valdôtaine ha nei confronti dell'industria: l'industria in Valle d'Aosta deve continuare ad esistere, chiaramente ai livelli attuali e non scendendo al di sotto; la nostra proposta di deliberato riflette appunto questa posizione.

PRESIDENTE: Altri chiedono di parlare? La parola al Consigliere De Grandis.

DE GRANDIS - (P.R.I.): Vorrei fare alcune considerazioni sulle situazioni che si verificano in Bassa Valle in alcune aziende di carattere privato. Io sono dell'opinione, come già ha detto Tamone, che la Regione non può sostituirsi all'imprenditore privato, anche perché quando questo avviene, come è successo in altre zone, i risultati non sono certamente brillanti.

Il caso particolare della Fortuna West, se esaminato attentamente, ci dimostra che quel tipo di azienda non ha futuro, da una parte perché gran parte di questo tipo di lavorazione è di proprietà del settore pubblico, che può permettersi di produrre sotto costo, dall'altra perché vi è una concorrenza pesantissima da parte dell'Estero Oriente, di Hong Kong in particolare; perciò la Fortuna West si è trovata al punto che i suoi sette, otto clienti, per lo più stranieri, potevano rifornirsi degli stessi prodotti provenienti da Hong Kong a un costo inferiore di circa la metà e franco i loro stabilimenti.

Ora in una situazione di questo genere è evidente che un semplice sostegno della Regione con finanziamenti non è assolutamente risolutivo del problema, perché l'Azienda deve o ristrutturarsi o cambiare forma di produzione. Cosa significa cambiare forma di produzione? Si crea un marchio come fanno determinate aziende che oggi sul mercato reggono proprio perché hanno un nome, ma questo è un rischio che può assumersi soltanto l'imprenditore, il quale deve avere determinate e specifiche capacità per poterlo fare; non può farlo certamente la Regione che, a mio avviso, può soltanto sollecitare le aziende affinché presentino dei programmi credibili di ristrutturazione o di modifica, tali che giustifichino il suo intervento in difesa dei posti di lavoro; altrimenti, io credo che non sia un'operazione economica valida neanche da parte dell'Ente pubblico sostenere aziende che non hanno un futuro.

Credo che in questo settore noi dovremmo preoccuparci anche di un altro fatto: visto l'andamento del mercato, dovremmo concentrare la nostra attenzione, se vogliamo attirare in Regione aziende capaci di dare uno sbocco occupazionale ai lavoratori della Bassa Valle, su quelle aziende che, da quello che si legge sulle riviste specializzate, sulla stampa, hanno un futuro; mi riferisco, ad esempio, alla telematica e all'informatica: ecco, questi settori che certamente hanno un futuro perché si stanno sviluppando in maniera massiccia in tutto il mondo, dovrebbero attirare la nostra attenzione come possibili settori degni di essere sostenuti, perché non corrono il rischio di trovarsi nel giro di un anno o due o tre in condizione di difficoltà.

Mi rendo conto d'altronde che non è facile attirare in Valle le aziende che piacciono a noi piuttosto che quelle che sono disponibili, però io sono anche convinto che certi tipi di aziende che secondo le ricerche di mercato hanno effettivamente un futuro, possono essere incoraggiate anche con uno sforzo maggiore della Regione, perché evidentemente è di gran lunga preferibile concentrare lo sforzo su aziende operanti in settori in fase di espansione, piuttosto che disperdere gli interventi per aiutare aziende che probabilmente regrediranno. Questo si sta verificando per i molti insediamenti effettuati in Bassa Valle, che un futuro non l'hanno avuto e che sono motivo di continua preoccupazione per i lavoratori e per lo stesso Ente pubblico.

Sono quindi favorevole all'emendamento proposto da Leonardo Tamone a favore del quale voterò.

PRESIDENTE: Altri prendono la parola in sede di discussione generale?

La parola al Presidente della Giunta.

ANDRIONE - (U.V.): Ribadisco ancora una volta che non si possono avere contemporaneamente degli obiettivi differenti. Il nostro obiettivo in questo momento è quello di difendere i livelli occupazionali, sostenendo delle industrie che siano sane, quali che siano le loro attività, ed i livelli occupazionali devono tenere conto sia della mano d'opera femminile che di quella maschile. A questo punto, non possiamo fare il discorso della scelta, anche con incentivi enormi, per l'insediamento di future industrie altamente specializzate che però impiegano pochissima mano d'opera altamente qualificata. Nel caso specifico delle due aziende di cui stiamo trattando, per quanto riguarda la S.I.V. l'ho già detto e lo ripeto, entro la fine del mese sarà presentato un piano da parte dei responsabili, perché la S.I.V. è un'azienda sana; la preoccupazione è quella che con il crollo del Gruppo Carminati bisognerà trovare una collocazione di mercato valida per il prodotto S.I.V. che fino ad oggi era tutto assorbito all'interno del Gruppo Carminati. Quindi il problema si pone in termini di chiusura di conti bancari passivi assolutamente insostenibili per il costo del denaro, e in termini di collocazione a priori della produzione. Vista la qualità del prodotto e vista la disponibilità dell'azienda, pare che la cosa sia fattibile: aspettiamo di avere il piano per sottoporlo al Consiglio.

La questione Fortuna West si presenta invece molto più grave perché tale industria opera in un settore in cui la concorrenza è spietata da parte, oltre che dei Paesi citati dal Consigliere De Grandis, dal Terzo Mondo, con produzione di "casual" proveniente da Formosa e Taiwan. Proprio oggi abbiamo avuto un incontro, l'Assessore competente Chabod ed io, con una grossa ditta di Biella ed abbiamo messo le prime basi chiare perché ci venga presentato un piano attraverso il quale superare la crisi della Fortuna West. Gli imprenditori biellesi hanno già visitato la fabbrica, riconoscendo che la struttura ed il macchinario sono validi; bisogna tener conto però che il machina-rio invecchia nell'arco di sette anni e che la produzione è molto legata ai tempi; per cui un investimento tardivo con un macchinario che permette dei tempi più corti, mette rapidamente fuori mercato un'industria valida; quindi si lavora in condizioni particolarmente difficili.

Detto questo, la Regione ha preso alcuni impegni: considerando la situazione attuale, si procederà alla chiusura, se è necessario, della precedente gestione e si richiederà a questi possibili nuovi soci la presentazione di un piano specifico.

La formulazione di impegno per la Giunta proposta dal Consigliere Tamone è più precisa, ma sia con questa che con quella originale la Giunta è impegnata a trovare una soluzione specifica al problema riguardante queste due fabbriche. Qualora la Fortuna West riproponga la presentazione di un piano, come quello già presentato una volta, inattuabile e cioè perdente in partenza, la Giunta riferirà al Consiglio l'impossibilità di continuare nella lavorazione tessile perché, - e su questo concordo perfettamente con il Consigliere De Grandis - non siamo disponibili né a stabilire un dirigismo regionale e quindi a creare un'industria seguita direttamente dalla Regione, né a partire con delle soluzioni che riteniamo non siano valide.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout. Ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): Ci sembra di poter concordare su gran parte di ciò che ha detto il Presidente della Giunta; l'importante è, sì, di avere degli imprenditori, delle aziende che riescano a portare piani credibili, è però necessario che anche la Giunta sappia intervenire di conseguenza su questi piani faccende delle sue proposte affinché si possano trovare delle soluzioni a questi problemi. Al di là delle diverse posizioni espresse nel deliberato della mozione o in quello proposto dal Consigliere Tamone, il problema è quello di arrivare alla discussione di questi piani in Consiglio regionale, e di conseguenza discutere anche sulle proposte di intervento che farà la Giunta.

Penso che si possa anche accettare la proposta che ha fatto il Consigliere Tamone, con la quale in definitiva si impegna la Giunta a portare in Consiglio questi piani che verranno proposti in discussione. La discussione si sposta a quel momento, e in quella sede ognuno potrà esprimere il suo giudizio.

PRESIDENTE: La parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod.

CHABOD - (D.C.): Vorrei aggiungere una cosa a quello che ha detto il Presidente. Non dimentichiamo che la SIRCA DAVIT, l'APPEL e anche altre è la quarta volta che vanno male! Tutti quelli con i quali noi prendiamo contatti sono a conoscenza di questo fatto; rendetevi conto quindi che, con tali precedenti il nostro compito non è certamente facile: non si trovano certo molti imprenditori disposti a rilevare delle aziende in perdita! Io non sto a dirvi perché si va male, ma è certo che questo fatto è un handicap enorme per la "Fortuna West".

PRESIDENTE: Anche il Consigliere Carlassare concorda con l'emendamento che è stato presentato?

La parola al Consigliere Carlassare.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Sì, il problema non è chiaramente quello di mettersi a discutere sulle virgole in questo momento; probabilmente bisogna però avere le idee un pochino più chiare di quanto non dimostri l'Assessore Chabod, perché io invece vorrei proprio sapere perché le cose continuano ad andar male: questo mi pare sia il vero problema.

Concordo come avevo già detto altre volte con il Presidente Andrione quando dice che il problema non è solo quello di avere un'industria futuribile, perché diventa impossibile occupare la gente che ha bisogno del posto di lavoro in questo momento; dobbiamo tener conto delle caratteristiche socio-economiche della Valle in cui operiamo, per cui se impiantiamo ex novo, senza aver predisposto una serie di condizioni ben precise, o facilitiamo. l'intervento in Valle di certe industrie, probabilmente non occupiamo nessuno, oppure dobbiamo importare tecnici da altre parti e occupiamo solo della manodopera locale, senza creare i presupposti che consentano al processo di industrializzazione di svilupparsi quasi automaticamente.

Il problema è che la Regione stabilisca finalmente delle linee di tendenza, su cui noi possiamo anche non esessere d'accordo, all'interno delle quali intervenga, faccia degli investimenti per servizi, faccia degli investi menti che vanno in quella direzione;non deve più accadere che da parte della Giunta vengano le risposte e le affermazioni che ha fatto l'Assessore all' Industria. Non si può ammettere che si dica: non stiamo qui a discutere perché è la quarta volta che-va male! Questo è inaccettabile.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Una domanda al Presidente della Giunta: questi piani, qualora fossero presentati in tempi brevi, verrebbero finanziati attraverso i fondi di rotazione o attraverso la Finanziaria?

ANDRIONE - (U.V.): Attraverso la Finanziaria, perché il tipo di investimento diventa importante; e il Consiglio regionale sarà chiamato proprio a discutere la possibilità - e credo che abbiate già il disegno di legge in mano - dell'utilizzo del fondo speciale per questo tipo di difesa del livello occupazionale.

PRESIDENTE: Allora dall'esito della discussione, mi pare che i presentatori della mozione siano d'accordo per sostituire il deliberato con quello proposto dal Consigliere Tamone.

Do lettura della mozione nel testo concordato dai presentatori e dal Consigliere Tamone:

Verificato il deteriorarsi della situazione occupazione della Bassa Valle; Considerato che attualmente due delle maggiori aziende della zona, la S. I. V. e la Fortuna West sono in gravissime difficoltà;

Preso atto che è necessario andare ad una risoluzione rapida della situazione delle due aziende;

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

di impegnare la giunta regionale a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per ottenere, con urgenza, dalle aziende interessate piani validi e credibili dal punto di vista economico-finanziario che consentano assieme ad altri eventuali interventi il mantenimento degli attuali livelli occupazionali nella zona.

PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione testé letta:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 22

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: La seduta è tolta.

Il Consiglio sarà convocato a domicilio.

L'adunanza termina alle ore 18.52