Oggetto del Consiglio n. 197 del 7 aprile 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 197/VII - INIZIATIVA PER L'ISTITUZIONE DI UNA NUOVA COMUNITA' MONTANA COMPRENDENTE I COMUNI WALSER - (Approvazione di mozione).
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, sono in discussione due mozioni: la prima presentata dai Consiglieri Lustrissy, Maquignaz e Lanivi e iscritta al n. 34 dell'ordine del giorno; la seconda presentata dai Consiglieri Carlassare, Minuzzo e Tonino e iscritta al n. 35 dell'ordine del giorno. La proposta della Presidenza è di discuterle abbinate; ci sarà perciò una discussione unica ma la votazione sarà separata a meno che i proponenti non trovino in seguito una soluzione concordata.
Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Lustrissy, Maquignaz e Lanivi:
Constatato che la proposta di legge costituzionale di iniziativa del Consiglio regionale per l'aumento di un Consigliere regionale in rappresentanza della Comunità Walser non è stata accolta dal Governo nazionale;
Vista la proposta pervenuta dai Consigli comunali di Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean e Issime tendente ad ottenere l'istituzione di una nuova Comunità Montana comprendente i Comuni Walser;
Affermata l'esigenza di accogliere tale istanza per motivi di carattere etnico e culturale;
IL CONSIGLIO REGIONALE DELIBERA
di impegnare la Giunta regionale a predisporre gli opportuni atti amministrativi ai sensi dell'art. 4 della legge regionale 5.4.1973, n. 13 da sottoporre all'approvazione della prossima riunione del Consiglio regionale.
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Carlassare, Minuzzo e Tonino:
Vista la più volte riconfermata volontà dei Comuni di Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean ed Issime di vedere riconosciute le caratteristiche etnico-linguistiche delle loro popolazioni;
Considerato che la costituzione di una Comunità Montana comprendente i Comuni di Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Gaby ed Issime potrebbe favorire la salvaguardia del patrimonio storico-culturale dei Walser;
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA DELIBERA
di impegnare la Commissione Affari Generali, Programmazione e Decentramento a predisporre in tempi brevi una proposta di legge che risolva il problema della Comunità Walser nel senso voluto dalle popolazioni dei Comuni interessati.
PRESIDENTE: Illustra la prima mozione il Consigliere Lustrissy, che ha facoltà di parlare.
LUSTRISSY - (D.P.): Questa mozione prende la mossa dalla proposta di legge costituzionale approvata nell'adunanza del Consiglio regionale del 6 dicembre '79, proposta che risultava dall'unificazione di due formulazioni distinte presentate rispettivamente dai colleghi dell'Union Valdôtaine e dai colleghi del Gruppo Comunista e che prevedeva una modifica dello Statuto regionale con l'istituzione di un 36° Consigliere in rappresentanza della Comunità Walser.
Di questa proposta di legge costituzionale non abbiamo più avuto notizia sino al gennaio di quest'anno, quando il Governo su proposta del Ministro dell'Interno approvava un disegno di legge costituzionale, n. 1732, inviato in tale data alla Presidenza del Senato, mediante il quale si accettava una precedente proposta del Consiglio regionale tendente all'attribuzione alla Valle d'Aosta delle competenze in materia elettorale per l'elezione del Consiglio regionale, così come avviene normalmente nelle altre Regioni a Statuto Speciale; tale richiesta veniva accettata dal Governo assieme ad altre proposte di modifiche statutarie per quanto riguarda le Regioni a Statuto Speciale.
La cosa che ci preoccupa di questa proposta di legge di iniziativa governativa è che se da una parte accoglie un'istanza del Consiglio regionale di modifica statutaria di rilievo, perché attribuisce alla Regione Valle d'Aosta la competenza in materia elettorale regionale, dall'altra parte nella relazione, respinge la proposta di legge costituzionale di iniziativa del Consiglio regionale per l'istituzione di un 36° Consigliere da assegnare alla Comunità Walser.
Quello che meraviglia e lascia perplessi è la motivazione: infatti, nella relazione che accompagna il disegno di legge, si riconosce l'esistenza di questa Comunità dotata di caratteristiche idiomatiche e culturali, ma si ritiene che la consistenza numerica del gruppo è talmente limitata da non giustificarne la rappresentanza in sede regionale distinta da quella comunemente assicurata secondo i principi costituzionali dell'art. 51. Ma l'art. 51 della Costituzione dispone semplicemente - ed è un principio costituzionale di eguaglianza - che "tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge".
Ebbene, questo era il modo peggiore, secondo me, per rispondere ad una istanza che muoveva da una richiesta che poco aveva a che fare con l'art. 51 della Costituzione e che molto aveva a che fare, invece, con l'art. 6 della Costituzione, il quale stabilisce che "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche". Si ricollega, questo, alla dichiarazione dell'ONU, approvata dal Parlamento nazionale alcuni anni fa, nella quale si riafferma ancora il principio di rappresentanza delle minoranze etnico-linguistiche nel contesto delle Comunità nazionali.
Per sopperire a questa volontà manifestata da parte del Governo nazionale di non rispondere alla richiesta del Consiglio pur riconoscendo l'esistenza di questa Comunità, e in considerazione della recente richiesta avanzata dai rappresentanti dell'amministrazione dei Comuni interessati all'istituzione di questa rappresentanza a livello consiliare, abbiamo ritenuto opportuno per il momento accontentarci di una soluzione temporanea - in attesa di quella legislativa costituzionale che resta comunque il nostro obiettivo - che soddisfi i desideri della Comunità che chiede la rappresentanza in Consiglio regionale. E credo che- sia anche legittima la richiesta di una evidenziazione come Comunità Montana dei Comuni facenti parte della Comunità Walser, perché, come fase di transizione, credo sia una delle possibili soluzioni temporanee ad una situazione locale che il Consiglio regionale ha sempre ritenuto degna di attenzione.
Naturalmente, questa soluzione che ho indicato come temporanea avrà la durata che avrà, in quanto l'obiettivo che il Consiglio regionale deve continuare a perseguire è quello di vedere riconosciuta sul piano legislativo costituzionale la minoranza culturale. E di conforto ci è anche un recente atto del Parlamento Europeo che riguarda la nuova legge elettorale per le elezioni di questo organismo; in questo atto, dopo aver dettato alcune norme regolamentari per gli Stati membri, si fa richiamo particolare sul piano generale per la nostra Regione, nel senso
che "allo scopo di tener conto delle particolarità geografiche o etniche espressamente riconosciute dalla Costituzione scritta o non scritta dello Stato interessato, gli Stati membri possono adottare talune misure derogatorie alle disposizioni di cui agli articoli precedenti". Questo sarà oggetto poi di altre battaglie, che il Consiglio regionale dovrà condurre affinché nelle prossime elezioni europee questa Comunità regionale trovi espressione e rappresentanza.
Quanto qui proposto è naturalmente suscettibile di modifiche e integrazioni, non è una proposta definitiva: la richiesta di istituire una nuova Comunità Montana, così core suggerito dalle amministrazioni locali, può essere interpretata in modi diversi e siamo aperti a tutti i contributi e alle modifiche al contenuto della mozione presentata purché si salvaguardi il principio di rappresentanza. Su questo il Consiglio regionale si è già espresso più di una volta: si tratta di individuare la forma ed il modo di rappresentare queste istanze delle popolazioni locali.
Per quanto ci concerne, richiamandomi a quanto detto in premessa sull'esigenza di non lasciare passare inosservata questa proposta di legge governativa di riforma costituzionale, che pure nega questa rappresentanza, vorrei proporre un emendamento alla mozione che abbiamo presentato al Consiglio, giacché, come ho detto, la mozione è modificabile: l'attuale parte dispositiva diventerebbe il punto 1) e si aggiunge un punto 2) così formulato: "di invitare i Parlamentari valdostani di farsi promotori nelle opportune sedi parlamentari di idonee iniziative a modifica del disegno di legge costituzionale n. 1732, presentato dal Governo il 26 gennaio 1982 alla Presidenza del Senato, con l'inserimento tra le competenze attribuite alla Valle d'Aosta dallo Statuto del 1948 di norme specifiche per la salvaguardia della particolarità culturale e linguistica della minoranza Walser".
Credo che questo sia in linea con quanto già richiamato, con gli intendimenti già manifestati e con le risoluzioni già adottate da questo Consiglio affinché in via transitoria si pervenga alla soluzione indicata, che però è ancora da concordarsi con gli amministratori locali; in secondo luogo chiediamo che i Parlamentari della Valle d'Aosta si facciano carico di questa esigenza e, agganciandosi alla rifiutata proposta di legge costituzionale del Consiglio regionale e al disegno di legge presentato dal Governo, presentino opportuni emendamenti affinché sul piano statutario e costituzionale venga riconosciuta questa situazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): Molto brevemente, per illustrare la mozione che abbiamo presentato. Anche noi siamo partiti dalla richiesta avanzata dai Comuni interessati: Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Gaby ed Issime, però partiamo anche da una posizione che altre volte abbiamo espresso in quest'aula.
L'approvazione in Consiglio regionale della proposta di legge costituzionale per la rappresentanza di un Consigliere regionale espresso dalla Comunità Montana Walser rappresentava, secondo noi, il primo passo per quello che avevamo definito il riconoscimento politico di quella realtà, un primo passo anche in assenza di attuazione dell'art. 6 della Costituzione, che prevede che lo Stato legiferi, con legge organica, in materia di tutela delle minoranze linguistiche esistenti nel Paese.
La nostra opinione era appunto che, per una Regione particolarmente sensibile a queste tematiche, la proposta di legge fosse il primo passo verso questo riconoscimento; riconoscimento, ripete, di una realtà che è ben definita anche se forse alcuni problemi possono sorgere per il Comune di Gaby, e si tratterà di discuterli in quella sede; dicevo, una realtà che comunque è molto ben circoscritta e rappresenta anche da un punto di vista sociale e politico, una comunità con contorni ben definiti.
Perché la scelta della comunità montana? Noi crediamo che la Comunità Montana, se attuata e se ad essa vengono riconosciuti anche dei compiti che siano più ampi di quelli ricavabili da una lettura restrittiva della legislazione esistente, possa essere la condizione in cui una comunità riesce ad auto-gestire non soltanto la sua economia ma anche tutto il suo patrimonio di strumenti esistenti di difesa della storia, della lingua, della cultura. La necessità di una autogestione in questa direzione fa d'altronde parte della storia di quei Comuni: infatti, molte delle iniziative sorte in quella zona sono nate spontaneamente ed hanno delle radici, tra l'altro, molto indietro nel tempo.
La nostra opinione è perciò che lo strumento della Comunità Montana sia anch'esso un primo passo per il riconoscimento di quella realtà politica. Nel deliberato della mozione che abbiamo presentato noi crediamo, a differenza dei colleghi Democratici Popolari, sia necessario impegnare la Commissione Affari Generali nella predisposizione degli strumenti.
Ribadisco inoltre questo concetto: qualsiasi proposta si faccia si deve innanzitutto concordarla con quelle comunità, e in secondo luogo deve essere per quanto possibile unitaria di tutte le forze politiche presenti in quest'aula, ovviamente se non ci sono pareri discordanti. Impegnare la Commissione Affari Generali in tale senso garantisce di questa unitarietà del Consiglio; occorrerebbe naturalmente tener presente soprattutto la assoluta necessità di avere contatti e rapporti con quelle realtà, perché - ripeto - alcuni problemi in fase attuativa potrebbero nascere.
Per quanto riguarda - ed ho concluso - la proposta della Giunta di aggiungere un 2° punto al deliberato della mozione precedentemente illustrata, noi siamo d'accordo con la proposta avanzata dal Consigliere Lustrissy.
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE FAVAL
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat. Ne ha facoltà.
VOYAT - (U.V.): Siamo d'accordo anche noi sull'emendamento presentato dal Consigliere Lustrissy e, senza ricominciare il discorso già fatto al momento dell'approvazione della proposta di legge costituzionale, circa due anni fa, proposta con la quale avevamo chiesto l'aumento di un Consigliere regionale, annuncio la presentazione di un nostro emendamento che sostituisce completamente il deliberato della mozione del Gruppo Demopopolare; il nuovo testo del deliberato è il seguente: " di delegare la Giunta regionale" - oppure, se il Consiglio è d'accordo, la Commissione Affari Generali, per noi non ci sono difficoltà - "a presentare al Consiglio regionale una proposta per la soluzione dei problemi della Comunità Walser, in accordo con i Comuni interessati e secondo le indicazioni della Commissione di studio legislativo per la riforma dell'organizzazione amministrativa regionale ed il riordino degli Enti locali".
Innanzitutto, non vogliamo partire con una proposta ben definita quale può essere la Comunità Montana, anche perché abbiamo dei dubbi che il solo fatto di creare una nuova Comunità Montana possa risolvere tutti i problemi della Comunità Walser.
In secondo luogo, c'è la questione del Comune di Gaby; io ho qui una deliberazione del Comune di Gaby in cui, alla fine del deliberato, è scritto: "tenuto conto di questi elementi, il Consiglio comunale ritiene che il problema debba venire ulteriormente approfondito". Perciò ritengo che la Giunta regionale, o la Commissione, insieme ai quattro Consigli comunali interessati debba cercare una soluzione.
In ultimo, credo che sia anche logico tenere conto, qui in Consiglio, di quelle che potranno essere le nuove idee, le nuove proposte che possono venir fuori da questa Commissione di studio.
Vorrei poi dire che se qualcuno aveva dei dubbi sull'attività dei nostri Parlamentari a Roma, qui possiamo risolverli perché da parte del Deputato della Valle d'Aosta è stata presentata una proposta di legge sulla questione dei Walser. Il progetto di legge porta il titolo: "Norme costituzionali a favore delle popolazioni di lingua tedesca della Valle d'Aosta".
Riteniamo che anche questa iniziativa, seppure al di fuori delle proposte che ha fatto ora il Consigliere Lustrissy, possa avere un peso per una sempre più completa definizione dei problemi della Comunità Walser.
PRESIDENTE: Altri chiedono di parlare in sede di discussione generale?
La parola al Presidente della Giunta
ANDRIONE - (U.V.): A noi sembra che quale che sia l'organo che studierà il problema e la sua soluzione concreta, la cosa importante è quella di accogliere la richiesta dei Comuni interessati. Se poi la struttura sarà quella della Comunità Montana, o quella del Consorzio di Comuni o la delega ai Comuni per ottenere certi scopi, non ha molta importanza perché ci sembra che la difesa di un certo patrimonio sia un obiettivo valido.
Già tanti anni fa la Giunta regionale aveva istituito una biblioteca comune e dei primi corsi di lingua tedesca che proseguono ancora oggi, e partendo da questa situazione, ritenuto che sia necessario aiutare i Walser a difendere ed a mantenere le loro tradizioni, a me sembra che forse sarebbe più opportuno iniziare con una Commissione consiliare, proprio per sgrossare il problema in diretto contatto con i Walser; dopodiché, non appena le idee saranno un po' chiarite, dovranno essere convocati i membri dell'esecutivo, per vedere quali sono le possibilità pratiche.
Riteniamo, insomma, che il Consiglio possa sia istituire una nuova Comunità Montana, perché non vi sono difficoltà di ordine legislativo in materia, sia dare indicazioni pratiche su come di fatto ottenere che i Walser possano avere una struttura a specifica difesa del loro patrimonio culturale, delle loro tradizioni. Questo mi sembra il punto da raggiungere e quindi la proposta del Consigliere Voyat, integrata con il secondo punto della mozione del Consigliere Lustrissy, è accettabile.
Proporrei però di scrivere "la Commissione" più che "la Giunta regionale", proprio per evitare che il primo contatto diretto sia tra esecutivo regionale e Walser. Incominciamo con la Commissione Affari Generali e poi, immediatamente dopo, la Giunta regionale può essere chiamata a rispondere.
PRESIDENTE: Altri chiedono di parlare?
La parola al Consigliere Lustrissy.
LUSTRISSY - (D.P.): Noi abbiamo già dichiarato di essere disponibili a qualsiasi proposta di emendamento perché in definitiva, come ha detto il Presidente della Giunta, quello a cui miriamo è il risultato finale di questa attività; che poi si risolva in un modo o nell'altro non ci interessa; l'importante è che si risolva, d'intesa con le comunità locali; questo mi sembra il principio più giusto che si possa affermare.
Siamo pertanto d'accordo di sostituire la parte deliberativa della nostra mozione con. quella proposta dal Consigliere Voyat - sostituendo alle parole "la Giunta regionale" le parole "la Commissione Affari Generali", e naturalmente aggiungendo un punto 2° con il quale - pur tenendo conto che il nostro deputato On. Dujany ha già predisposto un disegno di legge - si intende sollecitare i Parlamentari a proseguire su questa iniziativa.
PRESIDENTE: Altri chiedono la parola?
A questo punto, tenuto conto di come si è svolto il dibattito e delle proposte che sono state avanzate dai vari Consiglieri, credo sia opportuno puntualizzare la situazione. Alla mozione dei Consiglieri Lustrissy, Maquignaz e Lanivi è stato proposto un emendamento da parte del Consigliere Voyat, il quale ha accettato le osservazioni del Presidente della Giunta.
Ne do lettura: Sostituire il deliberato con il seguente: "di delegare la Commissione Affari Generali a presentare al Consiglio regionale una proposta per la soluzione della Comunità Walser, in accordo con i Comuni interessati e secondo le indicazioni della Commissione di studio legislativo per la riforma dell'organizzazione amministrativa regionale ed il riordino degli Enti locali".
Il Consigliere Lustrissy ha poi proposto un emendamento aggiuntivo alla stessa mozione, il quale recita: "di invitare i Parlamentari valdostani a farsi promotori nelle opportune sedi parlamentari di idonee iniziative a modifica del disegno di legge costituzionale n. 1732, presentato dal Governo il 26 gennaio 1982 alla Presidenza del Senato, con l'inserimento tra le competenze attribuite alla Valle d'Aosta dallo Statuto del 1948, di norme specifiche per la salvaguardia della particolarità culturale e linguistica della minoranza Walser".
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'emendamento proposto dal Consigliere Voyat:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'emendamento aggiuntivo proposto dal Consigliere Lustrissy:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: Do lettura della mozione così come emendata:
Constatato che la proposta di legge costituzionale di iniziativa del Consiglio regionale per l'aumento di un Consigliere regionale in rappresentanza della Comunità Walser non è stata accolta dal Governo nazionale;
Vista la proposta pervenuta dai Consigli comunali di Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean e Issime tendente ad ottenere l'istituzione di una nuova Comunità Montana comprendente i Comuni Walser;
Affermata l'esigenza di accogliere tale istanza per motivi di carattere etnico e culturale;
IL CONSIGLIO REGIONALE DELIBERA
1) di delegare la Commissione Affari Generali a presentare al Consiglio regionale una proposta per la soluzione della Comunità Walser, in accordo con i Comuni interessati e secondo le indicazioni della Commissione di studio legislativo per la riforma dell'organizzazione amministrativa regionale ed il riordino degli Enti locali;
2) di invitare i Parlamentari valdostani di farsi promotori nelle opportune sedi parlamentari di idonee iniziative a modifica del disegno di legge costituzionale n. 1732, presentato dal Governo il 26 gennaio 1982 alla Presidenza del Senato, con l'inserimento tra le competenze attribuite alla Valle d'Aosta dallo Statuto del 1948, di norme specifiche per la salvaguardia della particolarità culturale e linguistica della minoranza Walser.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione testè letta:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: La mozione presentata dai Consiglieri Carlassare, Minuzzo e Tonino è ritirata.
Passiamo all'esame dell'oggetto iscritto al n. 36 dell'ordine del giorno.
