Oggetto del Consiglio n. 1976 del 2 novembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1976/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito alla futura destinazione del complesso denominato "Maison Caravex"".
Marguerettaz (Président) - Point 10 à l'ordre du jour. La parole à l'assesseur Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Rispondo in intesa e in accordo con l'assessore Marzi, visto che l'interrogazione riguarda sia gli aspetti strutturali, sia le future intenzioni gestionali.
Alla domanda 1: "L'ammontare complessivo alla data odierna della spesa sostenuta relativa al complesso "Maison Caravex", comprensiva dell'acquisto dei terreni, dei lavori, degli impianti che riguardano l'intera struttura, quindi elettricità, riscaldamento, impianti di deumidificazione per il mantenimento degli oggetti lignei, messa a norma, informatizzazione, eccetera...": dai dati e dalle informazioni fornite dall'Assessorato del collega Marzi, l'importo complessivamente pagato per i lavori a qualsiasi titolo realizzati sul fabbricato "Maison Caravex", solo per la parte interrata, di cui l'ultimo risale a dicembre del 2007, ammonta a euro 2.108.031,83 I.V.A. esclusa.
Domanda 2: "La metratura complessiva dei diversi piani in calcestruzzo realizzati e se questi saranno destinati esclusivamente al deposito per la Soprintendenza, quindi non aperti al pubblico, nonché la metratura complessiva della superficie espositiva destinata al pubblico e quali altri spazi interni rimarranno vietati al pubblico": la superficie complessiva del fabbricato, strutturata su cinque livelli, pari a 2.220, lordi, metri quadrati, comprensiva della parte a terrazzo esterno del piano più a monte che è di circa 120 metri quadrati.
Le domande 3 e 4: "Quanto personale si immagina di destinare al funzionamento dell'intera struttura" e "Qual è la previsione di spesa complessiva per il funzionamento dell'intero complesso, a quale segmento di visitatori si vorrà rivolgere l'area espositiva e se sono previste forme di collaborazione e partenariato con altri enti, fondazioni, associazioni culturale e scuole": con deliberazione della Giunta regionale 1203 del 17 ottobre 2022, è stato approvato, da parte dell'Assessorato Finanze, innovazione, opere pubbliche e territorio, il progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di completamento dell'edificio denominato "Maison Caravex" e la contestuale individuazione del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali quale attuatore dei futuri iter procedurali, sia in relazione alle fasi di progettazione definitiva ed esecutiva, sia per la realizzazione dei lavori necessari al completamento della struttura.
Il trasferimento della competenza fonda la sua ragione sulla destinazione finale dei lavori da poco tempo decisa, a deposito dei beni storico artistici e delle collezioni della Soprintendenza.
Si informa pertanto che finora gli uffici della Soprintendenza sono stati interpellati per condividere la previsione di un completamento della struttura deposito dei beni storici della Soprintendenza stessa, compresa la collezione Cerise, senza ancora entrare nel dettaglio esecutivo.
La futura presa in carico della pratica e di tutto il materiale esistente, con trasmissione da parte dei lavori pubblici di tutta la documentazione esistente, permetterà di proseguire con le attività di progettazione.
La progettazione prenderà in considerazione l'utilizzazione di materiali e tecnologie adatte all'utilizzo del sito con un'idea di bassi consumi di facilità gestionale.
Per quanto riguarda la porzione espositiva e la sua apertura al pubblico, la gestione dell'edificio storico è di competenza dell'IVAT, pertanto sarà necessario collaborare con tale istituto al fine di valorizzare lo stabile, istituto che non rientra peraltro all'interno dell'Assessorato ai beni culturali.
La parte destinata a esposizione e aperta al pubblico è stata già terminata, trattandosi dell'edificio storico "Maison Caravex", oggi è sede del MAIN.
Una porzione del deposito, come previsto da precedenti accordi con IVAT - che doveva essere l'ente gestore, anche nello studio di fattibilità commissionato nel 2017 - verrà sicuramente configurata come deposito visitabile, ma l'individuazione della zona e della sua dimensione sarà effettuata durante le successive fasi di progettazione; a tal proposito faccio presente che la progettazione definitiva verrà probabilmente affidata nel corso del prossimo anno, speriamo già nei primi mesi.
Si può pensare quindi che i luoghi vengano concepiti come spazi per occasionali visite per esperti, o interessati, con apposite zone per tavoli e sedie per analisi dei singoli componenti delle collezioni.
Durante tale attività - aggiungo io - sarà necessario ovviamente un continuo e fattivo confronto con i rappresentanti del Comune di Gignod per la definizione delle attività e per la gestione dello stabile a conclusione dei futuri lavori.
Come le ricordavo, la deliberazione della Giunta è la 1203 del 17 ottobre 2022, quindi siamo proprio nella fase iniziale di quest'operazione.
Président - Pour la réplique, la parole au collègue Lucianaz.
Lucianaz (LEGA VDA) - Io credo che "Maison Caravex" sia proprio l'esempio di cosa non dovrebbe fare l'amministrazione pubblica, nel senso che le idee sono state troppo diverse e i tempi sono stati elefantiaci, direi.
Nel 1985 è stata acquistata dal Comune di Gignod per farne un museo di arte rurale e biblioteca comunale. Alla fine degli anni 90, tra Regione e Comune si sono stabiliti dei lavori di completamento e ampliamento per modificare la destinazione a museo etnografico e sono iniziati i lavori di restauro.
Dopo varie vicissitudini, si arriva a novembre 2007, quando i lavori vengono in parte terminati, ma non del tutto, c'è un collaudo parziale, e solo nell'aprile 2010 si cambia totalmente di registro, si approva un nuovo schema di accordo di programma tra Regione, Comune e IVAT (che è l'Institut Valdôtain de l'Artisanat de Tradition) con la definizione di un intervento di completamento totale per ristrutturare l'intera area, una spesa di 200 mila euro e con la previsione di altri 4.800.000 da spendere in futuro.
Nel maggio 2016 si interrompe la realizzazione del primo intervento, il 21 giugno, d'intesa con IVAT, si decide un'altra cosa ancora: destinare i locali di cui si tratta anche a deposito magazzino visitabile, una sorta di polo museale.
Finalmente il 20 luglio 2016 c'è l'inaugurazione del MAIN, Maison de l'Artisanat International, con un sacco di idee che l'articolista riporta: "Troveranno spazio atelier di falegnameria didattica, laboratori di tecniche di lavorazione, visite guidate, concerti, spettacoli teatrali, oltre a un punto di passaggio dalla Via Francigena con la possibilità di ricevere il timbro delle credenziali del pellegrino, inoltre mostre tematiche per la durata di circa due anni"; tutto questo nel 2008, con l'entusiasmo degli Assessori dell'epoca, Donzel, e Baccega che addirittura sostiene: "Ci sarà ancora un milione di euro per sistemare il piano terra e la realizzazione dell'ascensore".
Nel dicembre 2017 il coup de théâtre: l'Assessorato attività produttive energia evidenzia che il progetto di fattibilità per la redazione non risponde alle esigenze dell'Assessorato medesimo e neanche dell'IVAT, quindi si ricancella tutto, la struttura Opere edili prende atto della non rispondenza e chiede che cosa fare in concreto perché non sa più bene che pesci pigliare.
Nel febbraio 2018 il Comune di Gignod si rifà vivo, poverino, e chiede di realizzare almeno una biblioteca intercomunale o un piccolo museo di arte rurale dove sia appunto prevista l'esposizione della preziosa collezione Cerise che, come tutti sappiamo, è ancora negli scantinati o poco più.
A marzo del 2018 la struttura Opere edili continua a sollecitare, finché a gennaio 2019 cambia nome e diventa Struttura edilizia patrimonio immobiliare, a forza di sollecitare.
A marzo il Dipartimento industria e artigianato ancora una volta sostiene che essendo mutate le esigenze, come deve comportarsi con la nuova progettazione, finché, nell'impossibilità di procedere ulteriormente nell'iter di realizzazione, alza le mani e convoca l'Assessorato per l'artigianato e la tradizione per prendere un'ulteriore decisione.
Questo avviene dopo sollecitazione ulteriore della struttura edilizia che, a un certo punto, chiede drasticamente cosa fare di questo complesso: Venderlo? Demolirlo? Cederlo a titolo di corrispettivo del bene? completare l'opera con cambio di destinazione o completare l'opera con la destinazione prevista?
Finalmente spunta la Soprintendenza nel gennaio 2020 destinandolo a deposito per la conservazione di reperti storico-artistici.
La cosa attuale è che arriviamo alla delibera appunto citata dall'Assessore dell'ottobre 2022 ma al punto 5 leggiamo "Si rinvia a successive deliberazioni della Giunta regionale la definizione delle procedure per la stesura di un nuovo accordo di programma"...
Presidente - Prego collega concluda.
Lucianaz (LEGA VDA) - Ho concluso, grazie.
