Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1960 del 2 novembre 2022 - Resoconto

OBJET N° 1960/XVI - Communications du Président du Conseil.

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 33 consiglieri, possiamo dare avvio all'analisi dell'ordine del giorno. Punto n. 1.

Il 26 ottobre, la Giunta regionale ha depositato un disegno di legge per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile e femminile nei settori dell'industria e dell'artigianato. L'atto è stato assegnato alla IV Commissione.

Il 25 ottobre, la Giunta ha depositato il bilancio consolidato della Regione per l'esercizio finanziario 2021, che è stato assegnato alla II Commissione.

Il 21 ottobre, i gruppi consiliari Forza Italia e Lega hanno presentato una proposta di legge per la modifica al Testo unico in materia di interventi economici di sostegno e promozione sociale. L'atto è stato assegnato alla V Commissione.

Venerdì scorso, 28 ottobre, si è avuto notizia dell'archiviazione dell'inchiesta Egomnia riguardante le elezioni regionali del 2018. Con l'archiviazione si conclude, sul piano giudiziario e penale, una vicenda che ha coinvolto le istituzioni, creando le premesse per lo scioglimento anticipato del Consiglio Valle, per la prima volta nella sua storia, e che ha inciso sull'immagine della Valle d'Aosta. Una vicenda che ha inoltre messo a dura prova le persone che a vario titolo sono state coinvolte, per le quali, finalmente, dopo oltre tre anni, la vicenda si è conclusa.

Il 25 e il 28 ottobre, sono state depositate due petizioni popolari: la prima, denominata "Il riscaldamento non è un lusso", è accompagnata da 758 firme; la seconda, "Salviamo il vallone delle Cime Bianche", è corredata da 2335 firme. L'Ufficio di Presidenza, in una prossima riunione, sarà chiamato a deliberarne la ricevibilità e l'ammissibilità.

La Conferenza dei Capigruppo, appena riunita, ha deciso di discutere congiuntamente i punti all'ordine del giorno 11 e 28, riguardanti Finaosta, e i punti 33 e 34, riguardanti le discariche di Chalamy e Pompiod.

Les 24 et 25 octobre, j'ai participé avec les conseillers Corrado Jordan et Pierluigi Marquis à la 34ème Assemblée régionale Europe de l'APF. La réunion, qui a eu lieu au Parlement de Catalogne, a été l'occasion pour débattre le thème des parlements et des droits humains, avec un focus sur le droit d'expression et de réunion des parlementaires.

Si è prenotato il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Volevo intervenire sulle sue dichiarazioni relative all'archiviazione dell'inchiesta Egomnia, rispetto a quello che lei ha scritto e ha detto. Volevo chiederle che fine hanno fatto i pesciolini rossi, perché il 16 dicembre 2019, quando si discussero delle dimissioni dei colleghi, quando iniziò questo triste percorso, lei ci ricordò una cosa, ovvero che: "Lo ripeto da 10 anni, questa è una questione politica innanzitutto. Non è una questione di ordine pubblico, non è una questione di forza di polizia, non è una questione di magistratura. Questi organismi fanno la loro parte e la fanno anche bene, la questione è una questione politica che riguarda tutta la società". Questo lo diceva lei.

Vede, la mia forza politica è stata tra le promotrici di un importante referendum sulla giustizia, che purtroppo non è passato, perché forse non è stato capito, perché forse in tanti l'hanno banalizzato, ed è un vero peccato, perché certe cose si dimostrano. Ma io chiedo a lei che fine hanno fatto i pesciolini rossi? Perché poi giustamente lei ci diceva: "Non basta inseguire il fatto di cronaca quando succede qualcosa e poi dimenticare con la solita velocità della memoria del pesciolino rosso; questo vale per tutti". Dov'è quel pesciolino rosso? Soprattutto, ne ha parlato in maggioranza? Perché lei ne fa una questione politica, non una questione di fatti, e l'ha sempre detto. Quindi io mi chiedo perché poi leggiamo quattro stringate righe del Presidente del Consiglio? Certo, le cose sono cambiate, lei oggi è il Presidente e all'epoca non lo era. Oggi non siamo in campagna elettorale, all'epoca ci eravamo quasi.

Mi chiedo, visto che lei è sempre stato molto bravo a parlare di coerenza e molto bravo a sottolineare questi atti e queste situazioni, ricordando tra l'altro - lo dico anche a beneficio di tutti i colleghi - che poi i cattivi erano sempre quelli della Lega, cito anche quelli di Stella Alpina, lo dico per il collega Marzi, perché noi avevamo sostenuto delle elezioni dove il più votato era un soggetto, un ex collega, che poi tra l'altro abbiamo visto dove sono andate comunque le cose, il percorso giudiziario fa il suo percorso, ma ci sono dei soggetti che ne fanno politica e puntano sempre l'indice nei confronti degli altri. Lei questo indice l'ha puntato in maggioranza? Tra le varie cose che state facendo, e le chiamo così perché non ci sto più capendo niente, penso di non essere il solo, ne ha fatto una questione politica? Ne avete parlato di questo? Penso sia importante capirlo e saperlo, dato che siete in diciotto o forse anche meno.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Intervento anch'io rispetto a quanto è stato detto sul caso Egomnia, dicendo che l'esito positivo di questa vicenda ci fa tirare un sospiro di sollievo e non può che vederci vicini ai colleghi che hanno patito per anni anche accuse di cui parlava poco fa il collega Aggravi. Riteniamo però che non può essere usato questo esito positivo per abbassare la guardia sulla contaminazione della 'ndrangheta in Valle d'Aosta, anzi, come è stato detto prima di me, ci stupiamo delle parole stringate dette dal Presidente del Consiglio che nel marzo 2021, quando si era preso dell'avviso di garanzia consegnato al collega Testolin, proprio in questo Consiglio regionale diceva: "Da questa indagine emerge un quadro sconfortante e inquietante, in particolare per quel che riguarda le modalità di raccolta del consenso inaccettabili, al di là delle responsabilità penali dei singoli". Anche noi le chiediamo se quelle parole oggi sono cambiate o se conferma quanto aveva detto.

In attesa di leggere il decreto di archiviazione del fascicolo della Procura, riteniamo comunque grave che vengano sollevate accuse di estrema gravità senza che queste abbiano basi forti, perché c'è una profonda differenza tra una condotta punibile penalmente e una condotta eticamente censurabile.

Per queste ragioni io mi auguro che proprio chi è passato in questa vicenda e che molto probabilmente ricoprirà la carica più alta della nostra Regione, userà un pugno duro e forte contro i fenomeni mafiosi, perché la mafia in Valle d'Aosta c'è e bisogna fare di tutto per denunciare i comportamenti illeciti, aumentare la trasparenza per evitare le infiltrazioni, non abbassare la guardia sulle regole, ad esempio quelle sulle sale scommesse o sale slot che ogni tanto ci vediamo arrivare in Commissione e che sappiamo essere strettamente connesse anche a questioni di usura. Bisogna prestare molta attenzione e promuovere un'azione forte per contrastare quei fenomeni mafiosi.

Mi piace concludere citando Enrico Berlinguer, che rilasciava un'intervista famosa ad Eugenio Scalfari, destinata poi a passare nella storia, in cui evidenziava come la questione morale esisteva già allora, nel 1981, da tempo, ma ormai era diventata la questione politica prima ed essenziale, perché dalla sua soluzione dipendeva la ripresa della fiducia nelle istituzioni, l'effettiva governabilità e la tenuta del regime democratico. Questa vicenda non può che affidarci un compito ancora più forte di lotta contro la mafia che, ripeto, essere presente nella nostra regione.

Presidente - Consigliere Marquis ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Inizio anch'io l'intervento esprimendo non solo a nome mio e del collega di gruppo, ma anche di tutto il partito, le felicitazioni agli ex colleghi e all'attuale collega per essere usciti definitivamente con l'archiviazione del procedimento che li vedeva coinvolti da una bruttissima vicenda, a distanza di 1047 giorni dal suo inizio. Da quello che abbiamo capito oggi, e grazie ai giornalisti che operano bene nella nostra regione, abbiamo avuto quest'anticipazione, perché risulterebbe che, sotto il profilo formale, non si sa ancora effettivamente il riscontro che c'è stato anticipato.

Detto questo, ritengo che sia arrivato il momento di fermarsi un attimo per riflettere a tutto tondo sull'argomento giustizia, cercando di unire i punti, senza limitarsi a commentare frettolosamente la vicenda odierna, ma ponendo invece l'attenzione alle vicende che hanno colpito - sottolineo: colpito! - pesantemente negli anni coloro che hanno ricoperto e che ricoprono un ruolo politico. Questo è un momento storico particolare, che ha messo a dura prova coloro che si sono trovati a ricoprire un ruolo politico amministrativo.

Dal 2017 al 2022, in quest'aula dei colleghi sono stati interessati pesantemente da questioni sotto il profilo giudiziario, questioni che a oggi hanno visto tutti uscire in modo pulito, con delle assoluzioni o con delle archiviazioni, senza degli strascichi penali. Oggi stiamo parlando del procedimento di Egomnia, ma voglio ricordare che dal 2017 al 2022 c'è stato anche il procedimento della Corte dei conti, sotto un profilo della giustizia se non penale ma contabile. Il 27 giugno 2017 è arrivato un invito a dedurre in quest'aula a tanti colleghi, un invito a dedurre che poi è stato seguito da un atto di citazione del 19 gennaio 2018, che ha portato a una sentenza di primo grado che ha visto una richiesta di rifondere 30 milioni di euro di danni alla Regione. Il 30 luglio 2021 è stata pronunciata la sentenza di appello: sono passati 1009 giorni, tre anni! Dopodiché, l'11 aprile 2022, c'è stata la pronuncia della Corte costituzionale che ha annullato tutto! Sono trascorsi 1749 giorni, cinque anni!

Cinque anni in cui dei colleghi si sono trovati un fardello pesantissimo sulle proprie spalle, un fardello che, se alla fine ha dichiarato che avevano assunto delle posizioni legittime, è un fardello che comunque si porteranno ancora nel corso della vita tutti sulle spalle, perché ci sono stati dei riflessi a tutto questo che ho detto sotto il profilo politico innanzitutto. In questi anni la politica ha sicuramente pagato un prezzo altissimo, perché tutto questo, dal 2017 al 2022, ha portato dell'instabilità politica nella nostra regione, ha portato delle situazioni di oggettiva difficoltà nella mancanza di credibilità della politica, ha portato una disaffezione della politica nei confronti dei cittadini, ha portato delle speculazioni politiche addirittura all'interno dei partiti politici di riferimento. Il culmine di tutto questo è stato l'interruzione della legislatura del 2018-2023: dopo un anno e mezzo siamo dovuti andare a elezioni, mettendo nel caos la Valle d'Aosta nel pieno di una pandemia.

Ma tutte queste cose ce le ricordiamo? Io credo che oggi, caro presidente Bertin, non si possa chiudere la discussione dicendo "ci felicitiamo"! Ma l'analisi viene fatta di questa situazione che abbiamo vissuto? Io credo che quest'aula debba fare delle riflessioni, non solo sotto il profilo politico: non ho toccato l'aspetto umano! Le persone e le famiglie cos'hanno subito in questi anni? Cos'hanno subito sotto il profilo umano per poi sentirsi dire: "tutto a posto, non c'è stato niente, abbiamo archiviato".

Io credo che delle riflessioni vadano fatte sotto il profilo politico. Innanzitutto c'è da smetterla di speculare a livello politico su queste situazioni dal momento che ci sono delle comunicazioni di indagini, perché chi fa politica, dal momento che c'è una comunicazione di indagine, subisce già una condanna definitiva sotto il profilo pubblico. Andiamo a vedere quanti fiumi di parole sono stati scritti in questi anni. Per concludere, visto che il tempo è ristretto, credo che questa questione vada analizzata sotto il profilo politico e bisogna fare una riflessione, una volta per tutte, affinché la politica prenda atto di quello che è successo e prenda posizione.

Presidente - Consigliere Carrel ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Io non le porrò delle domande, credo che i colleghi lo abbiano già fatto a sufficienza e puntualmente. Credo che su questa vicenda due siano i sentimenti che dobbiamo sottolineare: uno, sicuramente solidarietà dal punto di vista umano per le persone che sono state coinvolte, dall'altra grande amarezza. Amarezza perché, lo hanno già sottolineato, tutto questo ha sicuramente influito sulla storia politica della nostra Regione, ma anche perché sono trascorsi tre anni. Tre anni è un tempo lunghissimo e anche per questo motivo credo che sia giusto sottolineare, senza dilungarmi oltre, come il nostro gruppo, il nostro movimento Pour l'Autonomie, abbia creduto fortemente nella riforma della giustizia, abbia creduto nel referendum del 12 di giugno del 2022, essendo l'unico movimento autonomista ad aver raccolto le firme ufficialmente come movimento e ad avere sollecitato i propri iscritti, ovviamente andando a votare per una riforma della giustizia.

Io credo che questa riforma, al di là di come la si pensi, debba essere fatta, e i motivi sono stati ben rappresentati dal collega Marquis poc'anzi nel suo intervento. Credo che la Valle d'Aosta e le istituzioni valdostane meritino maggiore rispetto e mi unisco a quelle che sono state le domande nei suoi confronti, nelle sue posizioni prese in passato, per fare luce su quanto è emerso quest'oggi.

Presidente - Consigliere Baccega.

Baccega (FI) - A sostegno di quanto ha detto il mio capogruppo, voglio ricordare un episodio della campagna elettorale del 2018, dove un consigliere regionale, che poi fu eletto in quella tornata elettorale, disse: [con voce rotta dalla commozione, ndc] "Li vogliamo mandare tutti in galera"! Faceva parte del Movimento 5 Stelle, non è più stato rieletto, probabilmente non si è neanche più presentato, non lo so.

Presidente, io le voglio dire che lei ha più volte sostenuto quelle tesi nei suoi interventi. Io non sono stato a riguardarmi tutti i suoi interventi legati a questi passaggi e alle varie indagini che c'erano, ma lei era sempre e sempre solidale in quella direzione!

In questi ultimi due anni sono arrivati elementi di verità, e la mia non è solidarietà, la mia è un grido di felicità a chi è stato assolto.

Noi su questo piano abbiamo lavorato anche a livello nazionale, abbiamo all'interno del nuovo Governo a trazione centro-destra persone che hanno tutta la volontà, e ringrazio l'ex collega Spelgatti, la senatrice Spelgatti, per essere qua quest'oggi in questo momento importante, dove andiamo a fare due riflessioni rispetto a quanto è successo in questi anni in Valle d'Aosta. Ed ecco che a livello nazionale saremo propositivi, affinché ci sia una riforma importante della giustizia, una riforma che vada nella direzione dove non saranno i media a dover dare condanne con titoli a sei colonne e poi, quando si viene in qualche modo o assolti o il fatto non sussiste, quattro righe. È indecente questo. Faccia delle riflessioni, presidente Bertin, rispetto alle sue affermazioni di questi anni in quest'aula. Faccia delle riflessioni!

Presidente - Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Credo che un intervento in relazione all'archiviazione di questo procedimento sia dovuto. Gli interventi che mi hanno preceduto di fatto hanno definito molto bene il perimetro di quello che è accaduto. Ovviamente potremmo aggiungere dei dettagli, il collega Marquis ha parlato della Corte dei conti; ovviamente essendone stato parte, ricordo che a oggi noi abbiamo ancora i beni immobili bloccati. A oggi quel procedimento che la Corte costituzionale ha dichiarato che non doveva esserci, oggi vede i nostri beni immobili tutti bloccati; solo per capire!

Ma vedete colleghi, io in realtà non me la prendo con la magistratura. La magistratura fa il suo lavoro. Io me la prendo con la politica, io me la prendo con quella parte della stampa che, per speculare, per qualche vendita in più, per qualche visualizzazione in più, fa dei titoli dove descrive la classe politica come una classe di farabutti! Questo è quello che accade, e la speculazione è tutta una speculazione politica! Vedete, il mio pensiero oggi va sicuramente a Renzo Testolin che è al mio fianco, parlo ovviamente di quelli dell'Union, parlo dell'amico e collega Luca Bianchi che si è dimesso; noi gli avevamo chiesto di non dimettersi, ma si è dimesso, e quando è tornato al lavoro un'azienda partecipata della pubblica amministrazione, l'ha lasciato 15-20 giorni a casa dicendo "dobbiamo ancora vedere se sei degno di tornare a lavorare". Questo è quello che è accaduto. Immaginatevi che cosa ha passato questa persona. Riavvolgo il nastro e in questa occasione ricordo anche Marco Sorbara che, rispetto a tutti gli altri, si è fatto anche sette mesi di galera.

Chi è stato artefice di tutto questo? In gran parte la politica, perché vedete, la magistratura fa le sue indagini, non possiamo dire che non possa fare le indagini, ma qual è il significato che diamo a un avviso di garanzia? L'avviso di garanzia è una condanna, non è a garanzia dell'indagato. Qua abbiamo i campioni del mondo del tintinnio delle manette, abbiamo delle persone che gridano ai quattro venti delle condanne, a volte senza conoscere neanche una riga del dossier.

Prima di tutto la politica faccia un esame di coscienza, la politica faccia due ragionamenti, perché il mondo gira, la ruota gira, e poi a giro tutti finiscono. Baccega giustamente ha parlato dei 5 Stelle: noi oggi abbiamo l'Appendino che è entrata in Parlamento, però quando arrivavano gli avvisi di garanzia alle 5 Stelle, quella era acqua fresca!

Presidente Bertin, una volta anche lei è finito in modo sciagurato sulle pagine per un'eventuale dichiarazione mendace, ma nessuno ovviamente fa una speculazione.

Queste, credo, siano delle lezioni da imparare. La magistratura faccia il suo lavoro ma la politica cessi di speculare in modo infame. La settimana scorsa si è chiuso un capitolo, purtroppo lavorando possono esserci altri casi dove la magistratura indagherà, ma non facciamo gli sciacalli.

Presidente - Consigliera Minelli ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Comincio con il dire che ritengo sconcertante che non si sia deciso di dedicare dello spazio e di aprire un dibattito su questa questione, quando poi comunque, di fatto, in un tempo assolutamente ridotto, si devono fare e si provano a fare delle analisi, e un'analisi andrebbe fatta su tutta la vicenda; credo che sarebbe veramente stato opportuno.

Tutti noi ci auguriamo che dalle motivazioni di questa archiviazione, motivazioni che non conosciamo al momento, emerga che non c'è stata nessuna contiguità fra esponenti politici della nostra Regione ed elementi di associazioni mafiose operanti in Valle. Io credo che su questo auspicio non ci debba essere alcun dubbio, ma non dobbiamo nemmeno essere superficiali e imprudenti. Non dobbiamo e non possiamo, perché l'indagine Geenna, di cui Egomnia è una costola, ha fatto emergere una situazione di notevole gravità in Valle d'Aosta. Non possiamo non dirlo, perché così è. Ci sono state delle sentenze di primo e di secondo grado importanti, ci sono persone che sono state condannate a diversi anni di carcere, sia esponenti di quella che è stata individuata come un locale nella nostra regione, sia personaggi politici. Il Consiglio comunale di Saint-Pierre è stato sciolto e queste non sono delle quisquilie, non sono cose su cui non si deve fare una riflessione, non si deve aprire una riflessione quando arriva una decisione di questo tipo.

Il contesto che è emerso dall'inchiesta e da quei processi, mi riferisco al processo Geenna, è un contesto grave e pericoloso e nelle sentenze che ci sono state, sia a Torino che ad Aosta, si parla esplicitamente di pesanti condizionamenti politici esercitati dal sodalizio; questo si dice. Io credo che, visto il contesto che è stato ricordato, visto questa presenza accertata di un locale in Valle d'Aosta, vista l'attenzione per le elezioni amministrative del 2015, su cui ci sono state delle condanne anche per alcune persone, vista la situazione del Comune di Saint-Pierre, bisogna domandarsi: è pensabile che per l'associazione mafiosa operante nella nostra regione non si sia progettato di agire anche in occasione delle elezioni regionali del 2018, per portare all'elezione di esponenti da cui si immaginava di trarre un vantaggio? Secondo noi non è pensabile. Infatti, dalle pagine delle indagini emerge un'attenzione notevole nei confronti della politica regionale.

Che poi il locale sia riuscito o meno nel suo intento di piazzare alcune persone, è tutto un altro discorso, ma che l'associazione criminale ci abbia provato, emerge da centinaia di pagine d'inchiesta. Quindi, secondo me, a poco serve cercare dei capri espiatori, parlare di un giornalismo che è di facciata, che cerca di avere dei vantaggi da tutto questo. Ci sono degli atti che su questo parlano chiaro. Sostenere che non è successo niente è inopportuno, perché c'è stata un'archiviazione ma di cui manco conosciamo le motivazioni.

Abbiamo un Osservatorio antimafia, sulla cui costituzione abbiamo espresso, è vero, delle criticità. Noi crediamo che sarebbe il caso però che questo Osservatorio si attivi, acquisisca la documentazione necessaria e in particolare le motivazioni di questa archiviazione, e che ci sia un approfondimento accurato di quanto è stato evidenziato e anche delle posizioni di coloro che sono stati oggetto di indagini.

Voglio ancora soffermarmi su un aspetto, su alcuni titoli di giornale e sull'inclinazione che emerge in qualche modo da varie dichiarazioni che ho letto, che quasi intende operare un sillogismo, che è questo: consiglieri indagati, indagini archiviate, consiglieri in qualche modo da premiare. Io ritengo che questo sia un modo di intendere le cose quantomeno strano, al di là del profondo rispetto per quello che alcune persone in questo periodo hanno sicuramente patito, e non solo loro, anche le loro famiglie. Ma fare questo sillogismo - l'ho chiamato così - mi sembra una cosa sbagliata. Inoltre - non se ne parla, ne parleremo probabilmente nella prossima seduta, ma è su tutti i giornali e in questi giorni i bombardamenti sono all'ordine del giorno - stiamo per discutere di un cambio non tanto di un assessore, cosa che deve esserci da diciotto mesi, ma del cambio di una Giunta, di un Presidente. Io credo che anche la proposta che sta arrivando di indicare il consigliere Testolin come nuovo Presidente della Regione, sembra andare un po' in questa direzione di risarcimento ed è sorprendente, perché non credo che si scelga una persona sulla base di questo. Ci sono alleati anche che dovranno dire la loro e non è un affare interno soltanto a un movimento.

Io credo che è veramente sbagliato che si sia deciso - concludo - di strozzare in questo modo il dibattito, perché tanto ci sarebbe stato da dire e tanto ci sarà comunque ancora da dire, non soltanto su questa questione ma anche sul fatto che emerge adesso, quasi che la conclusione anticipata della legislatura sia stata direttamente collegata a questo.

Presidente - Concluda.

Minelli (PCP) - Sappiamo che questo è stato un acceleratore, ma non è solo questo.

Presidente - Consigliere Chatrian ne ha facoltà.

Chatrian (AV-VdA Unie) - I nostri movimenti hanno preso posizione a seguito della novità dell'archiviazione di venerdì scorso. Sono dei temi delicati, temi discussi in questi anni più volte all'interno di questo Consiglio, dove tutti gli interventi fatti dai colleghi hanno cercato di mettere in evidenza tre aspetti. Il primo, l'aspetto più umano: pensiamo che, per quanto riguarda l'aspetto umano, siano state liberate da un incubo le persone che hanno subìto questa criticità principalmente. Premetto che la magistratura ha il suo ruolo e ha il suo compito ed è giusto che faccia il suo ruolo. Dall'altra parte, è altrettanto corretto che la politica non abdichi, tant'è vero che un anno e mezzo fa la politica non ha abdicato nel momento in cui ha deciso di impugnare quello che è stato il percorso sulla questione Casinò.

Noi pensiamo che la buona politica, nel momento in cui decide di occupare il suo spazio per il fatto che noi siamo eletti da una comunità, debba - all'interno delle regole del gioco - andare a verificare quelle che sono le questioni, quelle che sono le competenze, quelli che sono i percorsi che sono stati fatti. Quindi distinguere quelli che sono i ruoli di ognuno di noi. Questa è la prima considerazione, e ci spiace che nel momento in cui la politica non ha abdicato, non tutti abbiano dato corso a questo percorso. Questo il primo elemento.

Il secondo, nel 2019 il nostro collega di gruppo, Laurent Viérin, ha dato subito le dimissioni per sgomberare il campo, e in quel momento penso non fu una decisione facilissima. Il Presidente della Regione, subito dopo, donò le dimissioni non solo da presidente ma, anche lui, da consigliere, mettendo in grossa difficoltà quella che era l'istituzione della Regione. Qualche settimana dopo si piombò purtroppo nella pandemia, proprio qualche settimana dopo, in ordinaria amministrazione. Eravamo in cinque in Giunta, con una non maggioranza in Consiglio regionale, con le difficoltà che conosciamo assolutamente tutti. Nonostante quello, si cercò di reagire con il collega Bertschy, con i colleghi Testolin, Baccega e Certan, nell'accompagnare quella che fu l'ordinaria amministrazione in un momento delicatissimo e difficilissimo. Nello stesso tempo il Consiglio, pur non avendo una maggioranza, approvò delle leggi utili ad accompagnare un momento di così grande difficoltà e criticità.

Un'ultima considerazione che vorrei fare è legata alle conseguenze che ci sono state, lo hanno detto altri colleghi intervenuti prima: sicuramente sono state indebolite le istituzioni, questi cambiamenti repentini, il fatto di non avere comunque una stabilità, non ha permesso di poter affrontare in una maniera serena quelle che sono le sfide del momento e del futuro, e sicuramente la scacchiera si è modificata in questi 4-5 anni, dal 2017 al 2022.

Sul lato umano, ho messo in evidenza il passaggio che ho fatto poc'anzi, sul lato politico sicuramente il percorso - e termino, Presidente - degli equilibri, è stato sfalsato. Su questo io penso che, come è stato fatto l'anno scorso nel mese di settembre del 2021, la buona politica non debba abdicare, sapendo perfettamente che dobbiamo tenere altissimo quello che è il termometro legato al fatto che le associazioni criminali comunque cercano di entrare nelle istituzioni, dove c'è del business, dove ci sono comunque dei grandi numeri. Penso che su questo, non solo la questione dell'Osservatorio, ma in generale le istituzioni debbano mantenere un'attenzione altissima.

Presidente - Assessore Marzi ne ha facoltà.

Marzi (SA) - É stato richiamato da tutti, da un punto di vista politico, cosa è successo nel 2019: annus horribilis, iniziato il 23 di gennaio e terminato di fatto il 16 dicembre, giorno nel quale una serie di colleghi di allora decisero, con il parere negativo di tutti quanti i movimenti politici coinvolti - io ricordo ancora con terrore e commozione quella mattina del 16 di dicembre, era un lunedì, al siège in Avenue des maquisards, il confronto politico che ci fu con alcune persone presenti e con alcune persone assenti - rispetto alle opportunità politiche in un momento di assoluto errore, di persone in carne e ossa che non sapevano che cosa fare e che fecero una scelta politica, personale e amministrativa, che a quei tempi sembrava dovuta; perché la politica si trova sempre sola e le persone che fanno questo mestiere pro tempore si trovano sempre sole quando ci si trova in momenti come quelli.

Da capogruppo della Stella Alpina comincio per tutti a essere vicino e a esprimere vicinanza all'allora assessore Stefano Borrello, che lunedì 16 dicembre venne in aula, unico tra coloro che si dimisero, a rappresentare le proprie dimissioni e a voler anche rappresentare la sua estraneità ai fatti. Chi era presente e chi lo vide può assolutamente ricordarsi come un uomo, un padre di famiglia, un professionista, un politico, era a dir poco basito nel trovarsi a dover vivere certe cose e a dover dire e fare determinate scelte.

È facile, lo è sempre per chi non si rende conto che questo spettro ti accompagna sempre quando fai questo mestiere, pensare, è stato richiamato da qualche collega, che questo riguardi sempre gli altri. Non è così, per chi ha questa dipendenza, io spesso la chiamo malattia, della politica, e chi lo fa seriamente sa che purtroppo questo binario nero, la possibilità anche quando si opera in piena onestà di poter incappare in un confronto tra i poteri dello Stato, è purtroppo una cosa che può capitare. Questo però non è il luogo nel quale bisogna discutere di quello che è l'equilibrio tra le parti che compongono lo Stato; questo è un luogo nel quale tra addetti ai lavori e di fronte all'opinione pubblica, bisogna assolutamente rappresentare, in occasione come queste, che cosa vuol dire politica e tra politici, come è stato richiamato, si specula. Adoro il termine utilizzato dal collega Marguerettaz: si scende nel ruolo biblico di "sciacalli" rispetto a situazioni di quel tipo perché a quel punto si ottengono due risultati drammatici. Il primo, si bara, perché noi viviamo un mestiere pro tempore che vive anche di rapporti con la propria comunità e di ritorni elettorali, per cui coloro i quali si ergono a giudici e sfruttano situazioni di questo genere stanno barando. Il secondo, proprio per il motivo che ho appena citato, una persona che viene colpita - naturalmente sto parlando di persone che non hanno fatto nulla - da questo tipo di inghippi, partono con un handicap anche nello sviluppare e nel poter svolgere il proprio mestiere. Per cui alcune di queste persone non si sono più candidate, hanno interrotto un servizio nei confronti della loro comunità; qualcuna di queste magari, purtroppo, deciderà di non candidarsi più. Per cui, non soltanto nel momento in cui si specula ci si comporta da sciacalli rispetto a queste evenienze si cerca di fatto di approfittare di una situazione di debolezza ma, allo stesso tempo, si avvia un percorso B di fronte anche ad aule elette, ad istituzioni, da cui non potrà mai più tornare indietro.

Se tutto questo riguardasse le persone, sarebbe un fatto di vita, un fatto di cronaca giusto o sbagliato; il problema fondamentale è che questo non riguarda soltanto le persone, questo riguarda dei ruoli istituzionali, questo riguarda le istituzioni tutte. Oramai in Italia sono trent'anni che andiamo avanti così! Noi abbiamo vissuto dei passaggi politici tra la prima e la seconda Repubblica ancora non avendo risolto quel tipo di problema e siamo arrivati a essere uno dei pochi Paesi democratici al mondo ad avere delle forze politiche, che fondamentalmente si rifacevano al giustizialismo puro aprioristico, per cui non soltanto hanno acquisito del consenso ma sono arrivati addirittura a governare nelle assise elette, fino al Parlamento, partendo dal presupposto che a priori bisognava sempre e soltanto essere giudici in terra.

Noi tutti che facciamo pro tempore questo mestiere, la prima cosa che dobbiamo imparare, esprimendo solidarietà assoluta per tutti coloro i quali si sono trovati in quelle circostanze, e purtroppo ci si trovano e ci si troveranno, è che chi decide di fare politica, chi decide di farlo per un periodo della propria vita, deve sempre e soltanto difendere la politica stessa e anche l'assoluta dignità che chi fa politica e la politica hanno nei confronti di se stessa, dei cittadini, dell'opinione pubblica.

Presidente - Concluda.

MARZI (SA) - Quando si smette di ricordarsi che non si è lì per sé stessi, ma si è lì per tutti, in quel momento si rende più debole la politica, la propria comunità e anche il proprio fratello.

Presidente - Consigliere Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Credo che tutti i colleghi che sono intervenuti, abbiano già molto correttamente fatto un'analisi di quello che è successo e abbiano manifestato la loro vicinanza al collega Testolin presente in quest'aula e ai colleghi che sono stati ingiustamente colpiti. Io invece sono rimasto colpito da alcune affermazioni che ha fatto la collega Minelli, sulle quali credo che non si possa e non si debba sorvolare. La collega Minelli ha detto che non si può immaginare che non ci sia stato un contatto tra mafia e politica durante le regionali 2018. Bene, io però aggiungo il pezzo che avrebbe dovuto aggiungere la collega Minelli: se questo contatto c'è stato, si tratta di contatti con delle persone che all'epoca delle elezioni del 2018 erano non solo per la gran parte incensurate, ma anche perfettamente inserite nella società civile ed economica di questa regione. E se questo contatto c'è stato, l'archiviazione dimostra che questo contatto è stato respinto da coloro che eventualmente lo hanno in qualche modo subito, perché l'archiviazione dice che i politici che sono stati infangati da quest'indagine, e che oggi vedono riconosciuta finalmente e tardivamente la loro completa estraneità, hanno respinto e non si sono prestati a quelle che, secondo qualcuno, avrebbero potuto essere le richieste delle organizzazioni criminali.

Quanto alla giustizia, io credo che ci sia qualcosa da rivedere nei suoi meccanismi, perché i colleghi, alcuni di questi, hanno ricevuto gli avvisi di garanzia diversi mesi dopo che erano iniziate le indagini nei loro confronti, quando c'è stata la richiesta di proroga delle indagini. Lo strumento dell'avviso di garanzia, che dovrebbe essere una tutela di coloro che legittimamente, da parte della magistratura, sono sottoposti a indagini, dovrebbero essere portati a conoscenza immediatamente.

Chiudo dicendo che il riconoscimento della posizione del collega Testolin, se così sarà al termine del confronto con le forze di maggioranza, non è un premio perché il collega Testolin è scampato a un'indagine, è il riconoscimento del consenso popolare ottenuto attraverso sistemi leciti e non viziati da aiuti veri o presunti di organizzazioni camorristiche.

Visto che abbiamo oggi in aula l'ex collega, la senatrice Spelgatti, io la invito a raccogliere le suggestioni che sono emerse oggi da questo Consiglio e prendersene carico per portare nelle sedi istituzionali quelle che sono le criticità che sono emerse oggi. Lo dico perché legittimamente a quel tempo - oggi credo che la senatrice Spelgatti abbia un po' rivisto la sua posizione, alla luce di quello che poi è emerso - ma fu molto critica nei confronti della politica valdostana e in particolare del movimento che rappresento e di cui il collega Testolin è stato il consigliere più votato.

Invito la senatrice Spelgatti a raccogliere le idee che sono emerse, che potrebbero anche essere formalizzate con un atto del Consiglio, questo non so se sarà possibile e se sarà interesse dei gruppi farlo, ma certamente, rispetto alle considerazioni che fece la consigliera Spelgatti all'epoca, direi che è stata restituita giustizia alle persone, alla politica e anche a questo Consiglio regionale.

Presidente - Consigliere Cretier ne ha facoltà.

Cretier (FP-PD) - Sarò, come al solito, molto breve. Già è stato ricordato il passaggio sui due anni, 2019 e 2020, ma io mi ricordo bene, perché ero presente in aula, quello che è successo nel 2017 o 2018, quando uno a uno i consiglieri sono stati invitati in via Olietti a ritirare il primo avviso di garanzia sul Casinò, quindi mi ricordo bene la situazione, la sofferenza al ritorno dal Tribunale. Veramente già allora non ero un giudice e non lo voglio essere nemmeno adesso, ma le sentenze bisogna accettarle. Mi sembra che anche oggi, malgrado il risultato che c'è stato venerdì con i giornali hanno dato notizia dell'archiviazione, direi che è positivo per tutte quelle persone che hanno sofferto negli ultimi due anni, ma anche per quelle che hanno sofferto nella precedente sentenza.

Vorrei anche ricordare che, come gruppo nel 2018, con il collega Guichardaz forse non con troppa forza avevamo chiesto una presa di posizione, perché allora anche i sindaci erano veramente in difficoltà, poiché veniva messa in discussione qualsiasi scelta amministrativa, finanziaria e sugli investimenti. Già allora, mi ricordo bene e non ultimo ho parlato con un sindaco la settimana scorsa, per la situazione che si era venuta a creare era altamente pericoloso poter fare delle scelte di tipo politico e di investimento; per esempio, qualsiasi opera in corso veniva sicuramente messa in discussione per quegli avvisi di garanzia, quindi era un momento veramente di difficoltà.

Sulla questione della solidarietà ai colleghi, sia personale che del gruppo, non ci sono problemi, perché oltre che a farlo oggi qui in passerella, hanno già ricevuto un pieno sostegno e una scelta definitiva e di approvazione sulla sentenza di archiviazione. Mi sembra che oggi giustamente sia lecito che ognuno faccia la propria parte, però mi sembra che si cerchi nuovamente di fomentare tanti aspetti che sono stati citati dai colleghi, per cui chiederei - personalmente, chiaramente - di avere rispetto delle sentenze, che non si discutono e si accettano. Eviterei nuovamente di ripartire con sterili polemiche e situazioni per cui diamo fiato alle tante persone che reputano che la politica sia il malaffare; sono assolutamente contrario a questi pensieri, perché tutti possono provare, tutti possono mettersi in gioco e assumersi anche dei rischi sulle scelte fatte negli anni.

Presidente - Consigliere Restano ne ha facoltà.

Restano (GM) - Anch'io voglio esprimere soddisfazione riguardo all'archiviazione dell'inchiesta Egomnia che ha coinvolto il collega Testolin qui presente oggi, ma che ha anche coinvolto altri colleghi che oggi non sono qui con noi e hanno dovuto dimettersi a seguito di quell'inchiesta.

Volevo soprattutto soffermarmi, come già detto da qualcuno che mi ha preceduto, sul comportamento della politica quando vi sono delle inchieste che coinvolgono dei colleghi e sulla capacità di alcuni gruppi consiliari di cavalcare queste vicende giudiziarie. Personalmente l'ho vissuto quando si è trattato della vicenda della Corte dei conti, dove ogni nostro comportamento veniva messo in dubbio. Si è posto perfino in dubbio la nostra volontà di voler pagare quanto c'era richiesto, quando questo per alcuni di noi era già avvenuto. Si è chiesto di certificare l'avvenuto pagamento, quando questo è un compito degli uffici.

Io ritengo che ognuno debba svolgere il proprio ruolo, come già detto da alcuni di noi: la magistratura ha il dovere di investigare, di accertare se i nostri comportamenti sono corretti, ma la politica ha un altro compito. Sicuramente non ha il compito di giudicare, ha il compito di guardare un pochino oltre, di programmare, di lavorare, di creare delle prospettive per il futuro. Noi lo abbiamo fatto con l'istituzione dell'Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità. Ricordo a tutti che i compiti dell'Osservatorio sono stati bene definiti nell'articolato e non sono certamente quelli di investigare e di raccogliere dati finalizzati alle indagini, ma sono quelli di sensibilizzare, di formare, di istruire tutta quella che è la nostra società. L'auspicio è che da queste vicende, i comportamenti all'interno di questo Consiglio siano consoni a quelli che sono i compiti che ci hanno affidato i cittadini, senza cadere in speculazioni e in critiche che non sono opportune.

Presidente - Consigliere Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - Naturalmente non potevo esimermi dall'intervenire in una discussione di questo genere, che coinvolge proprio i temi della giustizia che mi stanno, come sapete, a cuore per professione, per passato e per l'impegno anche attuale che io e tutto il nostro partito stiamo ancora mettendo in questo campo.

Ho sentito parlare qui adesso di ruoli, del fatto che magari non è il nostro ruolo quello di parlare di equilibri fra i vari poteri dello Stato, quando invece probabilmente non abbiamo allora ben capito davvero quali sono i nostri ruoli. É proprio questo il ruolo che abbiamo noi oggi, a maggior ragione con la presenza della nostra senatrice che, e rispondo al collega Grosjacques, sa benissimo quello che bisogna fare nell'ambito della magistratura e della giustizia in generale. Ho dei dubbi forse, spero che non sia così invece, per quanto riguarda il vostro rappresentante, che è espressione invece di un partito che, per esempio, nel referendum di solo qualche mese fa, non ha preso posizione, ha lasciato liberi i cittadini, che vuol dire quasi "andate pure anche a fare le scampagnate, invece che andare a votare". E questo non è bene, perché peraltro, se non ricordo male, addirittura in quest'aula era stato anche chiesto da parte nostra al Consiglio regionale, al presidente Lavevaz, di pensare magari di fare come hanno fatto altri Consigli regionali di schierarsi su questo tema, perché la politica deve recuperare questo ruolo.

Forse non abbiamo capito un fatto: è vero che ogni potere deve fare il suo, la magistratura deve fare il suo, la politica deve fare il suo, ma le regole le fa la politica, non le fa la magistratura. Invece, è quello che è accaduto dall'inizio degli anni novanta in poi, dove la politica è stata indebolita, si è indebolita da sola probabilmente, e ha consentito a un altro dei poteri dello Stato di prevaricare, di andare a occupare quegli spazi che la politica stava lasciando liberi. E questo è stato un errore madornale: il tema dell'immunità e delle garanzie che i politici devono avere, che adesso li vediamo tutti i giorni. Uno dei referendum era l'abolizione della legge Severino, che è proprio l'espressione massima di questo: la condanna anticipata, anticipare la condanna di qualcuno prima ancora che ci sia la condanna definitiva.

Questo condiziona la politica, inevitabilmente. L'ha condizionata tre anni fa quando qualcuno ha deciso di dimettersi e probabilmente non doveva farlo, e adesso abbiamo la prova che infatti non avrebbe dovuto farlo; l'ha condizionata adesso, dove stiamo già beatificando qualcuno, mentre in realtà non sappiamo ancora cosa sia successo esattamente; ma va bene. Bisogna però comunque distinguere e fare sempre attenzione a quello che è un elemento di rilevanza penale e ciò che invece magari eticamente non è esattamente il massimo, e invece secondo me a un politico bisognerebbe chiedere il massimo. Non mi piacciono le condanne anticipate, le aborro, come diceva qualcuno che non è neanche della mia fede calcistica, ma non mi piacciono neanche le beatificazioni immediate, quindi facciamo attenzione a queste cose.

Il collega Marguerettaz dice che non ce l'ha con i magistrati; io, da avvocato, purtroppo un po' ce l'ho, perché se le notizie vengono fuori prima che le sappiano addirittura gli indagati, vuol dire che qualcuno ha fatto sì che uscissero, e questo è condizionare la politica, per esempio, ed è una responsabilità dei capi di quegli uffici della magistratura, di quegli uffici giudiziari.

Sono tutte questioni che devono essere affrontate. Il tema della separazione delle carriere è fondamentale: abbiamo fatto agli inizi degli anni novanta, fine anni ottanta, delle riforme epocali dal punto di vista del codice di procedura penale, dimenticandoci che quel codice si poteva fondare soltanto su una forte separazione delle carriere, e ancora adesso stiamo discutendo di questo. Per questo dico che noi a Roma sappiamo perfettamente cosa va fatto. Spero che, anche nel proprio piccolo, i partiti che magari non hanno una rilevanza nazionale ma comunque anche solo locale, visto che peraltro rappresentano noi laggiù, abbiano ben chiara questa idea.

Mi fa un po' specie esprimere vicinanza, eccetera; mi sembra di essere lì passivi: è successo un terremoto e adesso esprimiamo la vicinanza... No, no! Noi dobbiamo agire in modo diverso, dobbiamo prevenire, dobbiamo cambiare le regole, perché altrimenti cosa stiamo qua a fare?

Questo è il tema: quando si fanno delle riforme, bisogna pensare di prendere posizione, di recuperare il ruolo della politica, di capire che la politica è fondamentale per stabilire le regole del gioco. Io mi auguro che queste lezioni che sono state date in questi ultimi anni, ci portino a capire che le riforme vanno fatte e non bisogna fare quei giochi politici per cui, come quando si parla di sentenze, se la sentenza fa comodo, allora la sentenza è giustissima, se la sentenza non fa comodo, va criticata; lo stesso vale per le regole del gioco. Tanto, come diceva giustamente il collega Marguerettaz, prima o poi la ruota gira, quindi facciamo delle regole valide per tutti, poi giocheremo tutti meglio con le con le regole più corrette.

Presidente - Questa vicenda penale ha avuto un effetto sul piano istituzionale, come già evidenziato, decisamente rilevante e ha portato direttamente, o ha creato le condizioni per uno scioglimento anticipato del Consiglio regionale, un fatto storico certamente non positivo, che è stato condizionato pesantemente da questa indagine. Un'indagine di cui abbiamo letto sui giornali: sostanzialmente è stata riportata tutta sui giornali e coinvolge persone in modo diverso, alcune maggiormente altre di meno, alcune prima, altre dopo, certamente creando confusione.

Resta il fatto - questa è una mia personale valutazione - che tre anni è più per chiudere la vicenda di un'indagine di questo genere sono certamente tanti. Una giustizia con dei tempi così lunghi è di per sé ingiusta. Certamente, al di là di questa vicenda che ha avuto anche delle implicazioni istituzionali, i tempi non precisi e di questo genere hanno avuto sulle persone e sulle istituzioni coinvolte degli effetti estremamente negativi, anche di indignazione.

Sul piano generale, resta una questione politica, nel senso che la presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta deve essere contrastata in modo chiaro e senza tentennamenti da parte, innanzitutto, della politica, che deve ritenerla come una delle priorità. È un fatto che ci riguarda tutti e tutti dobbiamo fare la nostra parte, a iniziare dalla politica, non abbassando l'attenzione e dotando le istituzioni di tutti quegli strumenti che, in qualche modo, possono contrastare l'infiltrazione e il condizionamento di questa realtà e di questo fenomeno, che è presente nella nostra regione e in tutte le regioni d'Italia, che da sempre cerca di condizionare e di utilizzare ogni spazio per creare business e guadagnarci, per condizionare i territori. Una responsabilità politica ce l'abbiamo tutti: questo rimane, a prescindere da ogni altra considerazione.

Sottolineo, tra l'altro, che abbiamo oggi la presenza della senatrice Spelgatti, che assiste alla riunione del Consiglio regionale: la saluto a nome del Consiglio.