Oggetto del Consiglio n. 1955 del 20 ottobre 2022 - Verbale
Oggetto n. 1955/XVI del 20/10/2022
APPROVAZIONE DI MOZIONE: "IMPEGNO A ISTITUIRE UN TAVOLO DI LAVORO PER LA MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 14/2008 SULLA DISABILITÀ NELLO SPIRITO DELLA LEGGE 112/2016 NOTA COME 'DOPO DI NOI'".
Il Presidente BERTIN dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dalle Consigliere MINELLI e Erika GUICHARDAZ e iscritta al punto 59 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Illustra la Consigliera MINELLI.
Replicano l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, BARMASSE, e la Consigliera MINELLI.
Il Presidente ricorda che i Consiglieri presenti in aula votano utilizzando il sistema di voto elettronico e il Consigliere collegato in videoconferenza vota a seguito di appello nominale.
IL CONSIGLIO
- richiamati l'articolo 36bis del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale e la delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 35 del 12 aprile 2022;
- proceduto a votazione palese mediante procedimento elettronico da parte dei Consiglieri presenti in aula e per appello nominale da parte del Consigliere collegato in videoconferenza;
- ad unanimità di voti favorevoli (presenti e votanti: trentaquattro);
APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE
EVIDENZIATO che nel nostro Paese, secondo i più recenti dati disponibili (Istat 2016) il numero delle persone con disabilità è di circa 4 milioni e 360 mila, dei quali quasi 3 milioni e 120 mila soffrono di limitazioni classificate come gravi, tali da compromettere l'autosufficienza, e che tra questi ultimi ben 1 milione e 900 mila sono anziani over 65, con una percentuale leggermente più elevata di donne, e molti dei quali in condizioni di relativa povertà;
CONSIDERATO che secondo alcune rigide interpretazioni la normativa italiana che coinvolge i quasi 2 milioni di disabili anziani prevede che al compimento dei 65 anni una persona con disabilità subisce una sorta di mutamento improvviso nella sua condizione di fronte alle leggi: dalla categoria di "persona con disabilità" passa a quella di "anziano". In entrambi i casi, può ottenere dei contributi e venire legalmente tutelato; tuttavia, si tratta di situazioni diverse, che prevedono forme altrettanto diverse di sostegno economico e di assistenza;
TENUTO CONTO che al compimento dei 65 anni scattano le procedure per il passaggio dei servizi e delle competenze e che l'organismo che prima prendeva in carico la cura di una persona con disabilità è costretto a cedere il passo a enti e modalità di tutela del tutto differenti;
CONSIDERATO che le politiche sociali che si applicano ai cittadini con disabilità vengono discusse, approvate ed emanate a livello nazionale ma che tuttavia, la loro esecuzione concreta e la loro progettazione pratica avviene spesso a livello regionale, come nel caso della Valle d'Aosta, e che di conseguenza, nella maggior parte dei casi, i servizi offerti alle persone con disabilità, e in particolare ai disabili anziani, variano da una zona all'altra in base a molteplici fattori;
RILEVATO che la l.r. 14/2008 all'articolo 9 (Percorso educativo, scolastico e formativo) comma 1 prevede che "la Regione promuove il percorso educativo, scolastico e formativo al fine di favorire la realizzazione del progetto di vita delle persone con disabilità, la diffusione della cultura dell'inclusione sociale e l'eliminazione di ogni forma di discriminazione, pregiudizio, emarginazione. Il percorso comprende tutte le fasi della vita della persona con disabilità, dalla nascita fino al compimento dei sessantaquattro anni di età.";
APPRESO che è stato recentemente segnalato a responsabili di alcune strutture operanti nel territorio regionale che occorre rispettare la norma e che le persone con disabilità che abbiano compiuto i65 anni dovranno essere spostate in strutture di accoglienza diverse da quelle in cui risiedono anche da lungo tempo, e che ciò potrà avvenire a breve per alcuni utenti;
RITENUTO che ciò significherebbe non solo un difficile cambiamento d'ambiente ma in alcuni casi comporterebbe uno squilibrio e un vero sovvertimento nella vita della persona con disabilità, della famiglia o dei suoi tutori legali, e di tutti coloro che fino a quel momento si occupavano della sua assistenza;
RICORDATO che la legge n. 112/2016, meglio nota come "Dopo di noi", ha tentato di affrontare questa criticità stabilendo al comma 2 dell'articolo 1 che essa "disciplina misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento". La relatrice della legge alla Camera, l'on. Elena Carnevali, ha spiegato che grazie a questa norma "le persone con disabilità grave non hanno più questa sorta di 'orologio anagrafico' ma, se inseriti nei progetti della legge 112, non potranno più essere considerati 'anziani', ma vedranno assicurata la loro continuità di vita dentro il progetto appropriato che è stato scelto";
RILEVATO tuttavia che le regioni applicano queste disposizioni in maniera molto diversa e discontinua e che per quanto riguarda il problema dello spostamento delle persone con disabilità over 65 dalle strutture per disabili a quelle generiche per anziani la differenziazione regionale si continua a mantenere fortissima;
EVIDENZIATO che regioni quali l'Emilia Romagna, il Veneto e la Toscana hanno affrontato il tema del trasferimento di questi cittadini sulla base delle richieste e delle opportunità derivanti dalla legge 112/2016 sul "Dopo di noi";
In particolare l'Emilia Romagna ha stabilito attraverso la Delibera n. 733 del 31/05/2017 che "al compimento del 65esimo anno di età i disabili, beneficiari delle misure a valere sul fondo della legge 112/2016, dovranno continuare a beneficiarne in continuità con il loro progetto di vita. I comuni dovranno dunque assicurare continuità di intervento, evitando revisioni del progetto individuale basate esclusivamente sul criterio anagrafico". In Toscana è stato stabilito che le persone disabili over 65 hanno facoltà di decidere di rimanere presso le strutture in cui sono residenti.In Veneto le proposte istituzionali di rendere possibile la permanenza dei disabili anziani nelle strutture che già li ospitano sono state subordinate a un percorso di sperimentazione di un anno e alla possibilità di trasferimento in caso essi siano completamente non autosufficienti. La giunta regionale ha specificato che, tra i suoi requisiti, la proposta prevede anche una valutazione multidisciplinare preventiva per i disabili prossimi ai 65 anni, per poter stabilire quale sia il servizio più idoneo per ciascuno;
RITENUTO quanto mai necessario che anche in Valle d'Aosta si apra una riflessione sul tema illustrato e che si definiscano norme più adeguate e rispettose dell'individualità e del Progetto di vita delle persone con disabilità over 65;
IMPEGNA
l'Assessore alla Sanità e Politiche sociali a istituire un Tavolo di lavoro che veda la partecipazione della V^ Commissione consiliare, dei rappresentanti delle associazioni per le persone disabili e degli operatori delle strutture operanti sul territorio regionale al fine di prevedere una modifica della legge regionale 14/2008 che recepisca lo spirito della legge 112/2016.
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