Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1955 del 20 ottobre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1955/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno a istituire un tavolo di lavoro per la modifica della legge regionale 14/2008 sulla disabilità nello spirito della legge 112/2016 nota come "Dopo di Noi"".

Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto seguente: punto n. 59. Per l'illustrazione, si è prenotata la consigliera Minelli a cui passo la parola.

Minelli (PCP) - Presentiamo questa mozione per chiedere al Consiglio di pronunciarsi riguardo a una situazione che concerne le persone con disabilità, le loro famiglie e gli operatori del settore. Secondo i dati ISTAT del 2016, che sono i più recenti, il numero delle persone con disabilità nel nostro Paese è di circa 4 milioni e 300 mila, dei quali oltre 3 milioni soffrono di limitazioni che sono classificate come gravi tali da comprometterne l'autosufficienza e di questi 1 milione e 900 mila sono persone anziane, di più di 65 anni, con una percentuale un po' più elevata di donne. Molti di questi sono anche in condizione di relativa povertà. Le interpretazioni della normativa statale, alcune interpretazioni, sono particolarmente rigide e prevedono che al compimento dei 65 anni una persona con disabilità, e questo riguarda 2 milioni circa di disabili anziani, subisce una sorta di mutamento improvviso nella sua condizione di fronte alle leggi: dalla categoria di persona con disabilità, diventa una persona anziana. È vero che anche come persona anziana può ottenere dei contributi ed essere legalmente tutelata, però sono situazioni decisamente diverse che prevedono delle forme di sostegno anche quelle molto differenziate. In pratica a 65 anni tutto quello che riguarda i servizi e le competenze, anche l'organismo che fino a quel momento si è occupato della persona cambia, deve cedere il passo a enti e modalità di tutela del tutto differenti. Sappiamo che le politiche sociali che si applicano ai cittadini con disabilità vengono approvate a livello nazionale ma è anche vero che la loro progettazione pratica, la loro esecuzione sono quasi dappertutto a livello regionale e questo avviene anche per la nostra Regione. I servizi offerti alle persone con disabilità variano quindi da una zona all'altra in base a vari fattori. La nostra legge di riferimento è la 14/2008, che all'articolo 9 prevede, tra le altre cose, che il percorso con cui viene seguita una persona con disabilità comprende tutte le fasi della sua vita: dalla nascita fino al compimento del sessantaquattresimo anno di età. Abbiamo appreso che recentemente è stato segnalato a vari responsabili di strutture operanti nel territorio regionale che occorre mettersi in regola con la norma e che le persone appunto con disabilità che hanno compiuto i 65 anni dovranno essere spostate in altre strutture di accoglienza diverse da quelle in cui risiedono anche da molto tempo e questo trasferimento in alcuni casi potrebbe avvenire anche a breve. Crediamo che questo significhi grandi disagi, un cambiamento di ambiente e di abitudini, che potrebbe portare, per alcuni di essi, a uno squilibrio e a un sovvertimento della loro vita, e non solo della loro, anche delle famiglie e dei tutori legali che si sono sempre occupati della loro assistenza.

A livello nazionale la legge n. 112/2016, la legge nota come "Il dopo di noi" ha provato ad affrontare questa criticità, stabilendo al comma 2 dell'articolo 1 che la legge disciplina misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave non determinata dal naturale invecchiamento. Nella relazione alla Camera di chi ha proposto la legge è stato detto che, grazie alla "Dopo di noi", le persone con disabilità grave non hanno più questa sorta di orologio anagrafico ma se inseriti nei progetti della legge n. 112, non potranno più essere considerati anziani ma in pratica continueranno a essere considerate delle persone con la loro disabilità. Le Regioni hanno applicato le disposizioni in maniera molto diversa e discontinua riguardo a questo spostamento al compimento degli anni e ci sono delle valutazioni diverse che hanno fatto in particolare l'Emilia Romagna, il Veneto e la Toscana, che hanno scelto di non essere così rigidi nell'interpretazione. In particolare l'Emilia Romagna ha stabilito che al compimento del sessantacinquesimo anno di età i disabili dovranno continuare a beneficiare in continuità di tutte le misure delle leggi con il loro progetto di vita e che i Comuni dovranno assicurare continuità di intervento. Anche in Toscana è stato stabilito che le persone hanno - ovviamente chi può farlo - facoltà di decidere se rimanere presso le strutture in cui sono sempre stati o se preferiscono cambiare. In Veneto ci sono state proposte istituzionali per rendere possibile la permanenza dei disabili anziani nelle strutture che già li ospitano e lì è stata introdotta anche una sperimentazione, cioè si sperimenta per un anno per valutare se la situazione è positiva o se invece è meglio cambiare. La Giunta del Veneto ha specificato che tra i requisiti la proposta prevede anche una valutazione multidisciplinare preventiva per chi non ha ancora compiuto gli anni ma ci sta arrivando, quindi si fa una valutazione prima ancora di arrivare al momento critico.

Alla luce di queste considerazioni, noi crediamo che sia quanto mai necessario anche per la nostra Regione aprire una riflessione su questo tema e che si arrivi a definire delle norme più adeguate e più rispettose dell'individualità e del progetto di vita delle persone disabili che si avvicinano ai 65 anni. Per questo l'impegno che noi chiediamo è che il Consiglio regionale chieda appunto all'Assessore alla sanità e alle politiche sociali di istituire un tavolo di lavoro che veda ovviamente la partecipazione della Commissione competente ma anche dei rappresentanti delle associazioni per la disabilità, gli operatori che operano nelle strutture regionali, per costruire insieme una proposta di modifica alla legge regionale n. 14/2008 che vada nella direzione della legge n. 112/2016. È un impegno che noi riteniamo non solo necessario ma direi ragionevole, che si dia vita a questo tavolo e ci si confronti tra soggetti che hanno sicuramente delle competenze e delle capacità propositive per contribuire e fornire degli elementi utili alla modifica della legge, che, oltretutto, è obsoleta avendo ormai quattordici anni.

Presidente - La discussione generale sulla mozione è aperta. Chi intende intervenire si prenoti. Non vedo prenotazioni, chiudo la discussione generale. Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Con riferimento all'oggetto di questa mozione, ritengo innanzitutto importante rilevare che la legge regionale 18 aprile 2008 n. 14: "Sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità", in particolare l'articolo 4, prevede che il coordinamento in ambito regionale, per la tutela delle persone con disabilità, sia affidato al gruppo interistituzionale sulla disabilità composto da soggetti pubblici e privati quali Regioni, Enti locali, Azienda USL, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, istituzioni private sociali e organizzazioni sindacali. Spetta, quindi, al gruppo interistituzionale sulla disabilità, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale 14/2008, elaborare linee politiche condivise sul percorso di inclusione delle persone con disabilità, coordinare e raccordare l'attuazione degli interventi monitorandone e valutandone l'applicazione, garantire l'integrazione tra le modalità operative dei soggetti responsabili all'inserimento sociale, educativo e lavorativo delle persone con disabilità, curare le rilevazioni dei dati e delle informazioni sulle attività svolte e la predisposizione di rapporti periodici, definire le caratteristiche organizzative e operative per la realizzazione di una rete informativa regionale sulla disabilità.

Il gruppo interistituzionale sulla disabilità ha ripreso le sue attività fin dal giugno 2021 e, in applicazione della risoluzione n. 791 dell'8 luglio 2021, è stato integrato da due Consiglieri in rappresentanza sia della maggioranza che della minoranza.

Concludendo, informo che nell'Agenda dei lavori del gruppo è previsto un adeguamento della legge 14/2008, una legge vetusta giustamente com'è stato detto, tenuto conto del quadro completo delle norme che sono intervenute dal 2008 ad oggi, sia a livello nazionale che regionale dell'area disabilità, nell'ambito di tali attività saranno sicuramente previsti i sottogruppi di lavoro, garantendo il più ampio processo di partecipazione alla riformazione della 14/2008 e, per quanto premesso, direi che questa mozione è sicuramente condivisibile e quindi ci sarà il voto favorevole della maggioranza.

Presidente - Vi sono altri interventi? La parola alla consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Soltanto per ringraziare l'Assessore e per sottolineare che all'interno di questo gruppo interistituzionale sicuramente il tema che abbiamo presentato potrà essere affrontato, ovviamente poi dovrà esserci una modifica della legge, quindi ci sarà una proposta ma poi bisognerà recepirla formalmente, altrimenti rimarrà un'indicazione ma non una prescrizione.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta.

Appello nominale del Consigliere presente in remoto sulla piattaforma zoom.

Padovani (FP-PD) - Favorevole.

La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

La mozione è approvata all'unanimità.