Oggetto del Consiglio n. 185 del 7 aprile 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 185/VII - INIZIATIVE PER LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI DELLA MEDICINA SPORTIVA - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica, Carlassare e Péaquin:
Considerato che in data 19.3.1982 la Commissione Regionale di Controllo ha annullato la deliberazione dell'Assemblea dell'U.S.L. n. 3 del 4.1.1982, relativa alla convenzione tra l'U.S.L. della Valle d'Aosta e l'Istituto radiologico Valdostano per prestazioni a favore di cittadini che intendono praticare attività agonistico-sportive; Tenuto conto che in data 18.2.1982 il Ministro della Sanità ha emanato norme per la tutela sanitaria dell'attività sportiva agonistica;
i sottoscritti Consiglieri
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere quali iniziative intenda prendere per risolvere in modo definitivo i complessi problemi della medicina sportiva, che si trova oggi in una situazione di paralisi a causa di una lunga serie di errori e carenze della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Su questo tema abbiamo già dibattuto a lungo in Consiglio. Con questa interpellanza vogliamo conoscere gli orientamenti dell'Assessore, viste le recenti novità in questo campo.
La prima novità è che la Commissione Regione di Controllo ha annullato la delibera dell'Assemblea dell'Unità Sanitaria Locale, delibera che stabiliva la nuova convenzione tra l'Unità Sanitaria e l'Istituto Radiologico Valdostano.
Il secondo fatto è che la nuova convenzione non è ancora stata approvata, perché l'Assemblea dell'U.S.L. non ha raggiunto il numero legale.
La terza e più rilevante novità è che il Ministro della Sanità ha emanato il decreto che stabilisce praticamente di escludere in linea generale l'esame radiologico al torace, riservandolo solo, in pochissimi casi, per ulteriori accertamenti.
Vorremmo sapere dall'Assessore se, vista questa situazione, la Giunta regionale ha predisposto qualche strumento e intende agire in qualche modo, perché di fatto dalla fine dell'anno, per una serie di ragioni che noi riteniamo anche essere di responsabilità dell'Amministrazione, questo servizio non funziona: il fatto che la convenzione non esiste, che l'Istituto non ha la disponibilità dei locali e tutta una serie di cose hanno pertanto alla non apertura di questo servizio.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin per la risposta.
ROLLANDIN - (U.V.): Quanto è stato riferito dal Consigliere Mafrica sulle motivazioni che hanno determinato l'attuale situazione, vale a dire l'impossibilità da parte degli sportivi di usufruire di un servizio, corrisponde al vero, però andrebbe fatta una piccola inversione nelle motivazioni. I tre fatti che citava il Consigliere Mafrica sono tutti e tre veri, solo che non si è avuto prima l'annullamento della delibera dell'Unità Sanitaria Locale, poi l'impossibilità da parte dell'Unità Sanitaria Locale di fare la nuova convenzione e poi il decreto, ma esattamente l'inverso. Dopo che è stata presa la deliberazione dell'Unità Sanitaria Locale c'è stato un periodo di tempo durante il quale si è svolta l'istruttoria, lunghissima; la delibera è arrivata poi in Assessorato per il parere; nel contempo è uscito il nuovo decreto, e l'Assessorato ha espresso sulla base del nuovo decreto il parere che doveva essere rivista la convenzione, perché sarebbe stato un controsenso non tenere conto delle nuove disposizioni. L'ultimo fatto, estremamente spiacevole, è che nell'Assemblea dell'Unità Sanitaria Locale non si è arrivati al numero legale, e qui la responsabilità è chiaramente da ascrivere a tutti quelli che hanno fatto la corsa per ottenere la carica e che poi, quando c'è la convocazione dell'Assemblea, non ci vanno o se sono presenti escono al momento della votazione; non entro nel merito, sono scelte che ognuno fa liberamente e posso affermare che le assenze non erano solo di un gruppo, ma di tutti: ho controllato anche questo per vincere una scommessa con Tonino. Su questo punto, quindi, va detto che il senso di responsabilità, che dovrebbe essere proprio di tutte le Assemblee, è piuttosto carente a questo livello.
Ma tralasciando un momento questi problemi, voglio ricordare qui, che la posizione del decreto rispetto all'orientamento tenuto dall'Assessorato in osservanza di due leggi, ci sta perfettamente bene; il punto di partenza, che portava a dei risultati divergenti, era l'osservanza di un decreto precedente a quello che ha citato Mafrica, cioè quello del 18 febbraio 1982: questo è l'ultimo decreto emanato per la tutela sanitaria dell'attività sportiva agonistica.
Esso richiama espressamente il decreto del '75, che indicava come validi gli esami radiologici; in osservanza a questo noi avevamo previsto che si facessero questi esami, che però non sono stati imposti per volontà dell'Amministrazione; noi, questo, lo abbiamo scritto da tutte le parti, lo abbiamo detto in tutti i modi possibili. Per fortuna, il nuovo decreto elimina i dubbi e richiamandosi al precedente decreto ne risolve i lati oscuri precisando per le attività agonistiche degli esami specifici. Questo è quanto dice il nuovo decreto, e siamo l'unica Regione che ha già emanato un decreto regionale con il quale si fissano le nuove normative, d'accordo con il C.O.N.I., d'accordo con l'Assemblea e il Comitato previsti dall'art. 10 della legge n. 19, la legge sullo sport.
Ora, penso che il decreto che fissa queste nuove norme e la nuova proposta di convenzione che è stata fatta per dare attuazione alle attività sportive tendano alla risoluzione di questo problema; nella nuova convenzione, che è stata approvata da tutto il Comitato previsto all'art. 10, si tiene conto degli esami obbligatori: tra questi, tutti quelli che sono fattibili vengono eseguiti nella struttura pubblica; per gli altri si utilizza la struttura privata, in attesa che siano pronti gli strumenti diagnostici della Piastra, ricorrendo a medici specialisti che danno la loro consulenza e con i quali siamo convenzionati; infatti, si è verificata l'impossibilità di utilizzare il medico generico, il quale potrebbe solo occuparsi, in base a quanto disposto nel decreto, dei propri assistiti; per quanto riguarda il compenso da dare ai medici, nella convenzione che viene proposta si tiene conto di quella già esistente a livello nazionale, fissando determinati parametri.
Penso, quindi, che se l'Assemblea dell'U.S.L. avesse raggiunto il numero legale ci sarebbero già tutti gli strumenti per riprendere l'attività che si era svolta, pur con determinate carenze, cercando di responsabilizzare - discutendo a lungo, come si è fatto a livello del Comitato previsto dall'art. 10 sulla metodica e sulla impostazione da dare a questi esami - i Presidenti delle singole federazioni e delle associazioni sportive che inviano i loro atleti per le analisi, e responsabilizzando anche le varie strutture che svolgono questi esami.
Tutto questo per arrivare finalmente a prevenire i casi in cui atleti che non hanno l'idoneità fisica siano impegnati in competizioni che andrebbero al di là delle loro possibilità, mettendo a repentaglio la loro vita. Questo penso che sia l'obiettivo da tenere ben presente quando si tratta di questi problemi. Perché se è vero, come è vero, che sono stati fatti degli esami radiologici che in base al nuovo decreto non avrebbero dovuto aver luogo, e che i millesimi di microrem dovuti all'assorbimento radiologico di una lastra potevano essere evitati, bisogna anche valutare la quantificazione di questo danno, che è certamente da evitare, ma che sulla base di numerose documentazioni degli esperti ci garantisce un minimo pericolo in questa direzione.
Quello che è importante è che finalmente abbiamo questa normativa; purtroppo anche con questo decreto ci sono alcuni problemi che restano irrisolti, tant'è vero che si sta studiando un decreto integrativo perché ci sono alcuni esami il cui significato non è sufficientemente chiaro: mi riferisco in particolare agli esami del sangue, fra i quali è prevista la determinazione del gruppo sanguigno. Ora è chiaro che con la determinazione del gruppo sanguigno, rispetto agli esami che venivano fatti prima, si va al di là; di per sè questo test è una cosa ottima e dovrebbe essere fatto a tutta la popolazione; ci sono in Parlamento diversi disegni di legge in tal senso, i quali dovrebbero rendere obbligatoria la determinazione del gruppo sanguigno alla nascita e la sua indicazione sulla patente e su tutti i documenti di riconoscimento, in modo da evitare i problemi che sorgono per le trasfusioni in caso di incidente; la questione però va chiarita nel caso degli esami da richiedere per gli atleti.
In conclusione, ritengo che la soluzione sia già stata adottata e che manchi l'ultimo atto, quello dell'approvazione da parte dell'organismo dell'Unità Sanitaria Locale di questa convenzione, che ha seguito il suo iter prevedendo la consultazione degli organi competenti del Comitato di cui all'art. 10, del C.O.N.I. e di tutte le federazioni sportive che si sono augurate che si risolva questo problema, che è costato loro molto denaro perché hanno dovuto avvalersi di strutture fuori Valle, costosissime. Con l'atto definitivo, che verrà adottato nella prossima Assemblea che dovrebbe tenersi il 13, se non vado errato, dovrebbe essere approvata la convenzione, con cui si darà il via all'attività medico-sportiva.
PRESIDENTE: Risponde il Consigliere Carlassare. Ne ha facoltà.
CARLASSARE (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): La nostra soddisfazione sarà completa quando il servizio pubblico sarà in grado di offrire questa prestazione; ma finché non si realizzerà il servizio noi, e soprattutto gli sportivi, non potremo dirci soddisfatti. Rollandin, permettimi una battuta: mi pare che tu ti consideri un po' l'infallibile, perché in questo caso è colpa dell'Unità Sanitaria Locale, è colpa del decreto che è stato fatto in ritardo da Altissimo, è colpa di questo e di quello; non t'è mai balenata per la mente l'idea che magari hai sbagliato tu? No!, difatti sei l'infallibile e l'infallibile non erra mai!
Ecco, io invece che sono fallace sono andato a leggermi le varie leggi riguardanti questo problema. Nella legge n. 833, all'articolo che adesso non sto a citarti perché l'ho già detto, si stabilisce che in carenza del decreto di Altissimo fanno testo non il decreto del '75, ma i regolamenti delle singole federazioni, regolamenti che non prevedevano i raggi X. Ora, al di là delle polemiche, una constatazione che si può fare è che se non ci fosse stata una interpretazione fantasiosa della legge n. 833, e se queste convenzioni fossero state stipulate sulla base di quanto previsto dalla legge stessa, avremmo avuto una continuità di servizio perché la convenzione non sarebbe stata bocciata.
Comunque, il problema che bisogna risolvere è indubbiamente quello di assicurare questo benedetto servizio; consentimi però di fare anche un'altra osservazione un po' malignetta: è vero che i raggi X, somministrati in quella misura, non fanno dei grandissimi danni, anche se sono sempre da evitare in linea di principio, però c'è anche da dire che in effetti questi raggi X hanno fatto molto, ma molto bene alla spettabile Direzione dell'Istituto Radiologico Valdostano, perché con una interpretazione di tipo diverso, questi avrebbero avuto svariate decine di milioni in meno nelle loro tasche. Sei stato non solo infallibile ma addirittura anche molto preveggente per riuscire ad intuire, come era semplicissimo intuire dalla legge n. 833, che il decreto di Altissimo non poteva che andare in quella direzione.
Altra piccola riflessione che va fatta: visto e considerato che i raggi X non ci sono più nella generalità dei casi, ma solo in casi particolarissimi, io mi chiedo: perché bisogna fare la convenzione con un istituto che si chiama Istituto Radiologico Valdostano .... INTERRUZIONE .... Non verrà più fatta lì? Va bene, questo era un dubbio che avevo.
PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 16 dell'ordine del giorno.
