Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 184 del 7 aprile 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 184/VII - SNELLIMENTO DELLE PROCEDURE PER IL RICONOSCIMENTO DELLE INVALIDITA' CIVILI - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Péaquin, Bajocco e Carral:

Avendo ricevuto da parte di numerosi cittadini segnalazioni del fatto che coloro i quali rivolgono domanda per ottenere il riconoscimento dell'invalidità civile o la concessione della pensione d'invalidità o dell'indennità di accompagnamento devono sopportare lunghi periodi di attesa prima di essere sottoposti a visita medica da parte delle Commissioni competenti,

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:

1) quante sono attualmente le domande di persone che attendono di essere sottoposte a visita medica per ottenere il riconoscimento dell'invalidità civile, la concessione della pensione o dell'indennità di accompagnamento

2) quali iniziative intende assumere per ridurre i e tempi di attesa., tanto più insostenibili ove si consideri che molti dei richiedenti si trovano in gravi condizioni di salute e che necessitano quindi di interventi solleciti da parte delle strutture pubbliche.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Bajocco. Ne ha facoltà.

BAJOCCO - (P.C.I.): Non abbiamo avuto occasione di sentire, durante la discussione del bilancio, la risposta dell'Assessore Rollandin su questa interpellanza che era già stata presentata.

Io dico che il problema è grave, lo accennava anche l'Assessore l'altro giorno dicendo che vi è un patronato o più patronati che accettano domande pur di raccogliere le mille lire per pratica. Bisognerebbe sapere quali sono questi patronati, per individuare veramente chi fa queste cose solo per ricavare del denaro, invece di venire incontro all'interesse dei cittadini.

Il mio problema non è tanto quanto ho detto or ora, ma è che vi sono veramente centinaia, migliaia di persone che attendono, penso da più di un anno, di avere una risposta sulla domanda presentata per ottenere la pensione di invalidità civile. Avevamo sentito dall'Assessore che vi sono difficoltà tecniche e pratiche, ma a nostro avviso bisognerebbe fare uno sforzo per accelerare questo iter. Non possiamo permettere che i richiedenti aspettino un anno e mezzo per poter avere una risposta; non dobbiamo anche noi, Amministrazione regionale, fare come viene fatto in alcuni enti; in cui quando si presentano certe domande a volte si ha una risposta dopo due anni; l'Amministrazione regionale, proprio perché è un ente che deve dare fiducia e in cui la gente deve avere fiducia, deve dare rapidamente le dovute risposte.

Ecco, noi nella nostra interpellanza volevamo sapere prima di tutto quante erano le domande giacenti presso l'Assessorato e quale è l'intendimento dell'Amministrazione, della Giunta regionale, per smaltire quanto prima tutte le domande giacenti.

PRESIDENTE: La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin per la risposta.

ROLLANDIN - (U.V.): Precisione, l'interpellanza è stata protocollata negli uffici dell'Assessorato il 1° aprile, quindi quando abbiamo parlato di questo argomento non ero ancora a conoscenza dei quesiti posti nell'interpellanza e le mie considerazioni si basavano sul fatto che il problema era già sentito quando si discuteva del bilancio.

Ora, effettivamente, guardando queste domande mi convinco sempre di più che Carlassare aveva ragione quando diceva che al Laboratorio di Analisi c'erano degli invalidi ad aspettare: qui sono tutti invalidi! Per forza non può non esserci un invalido che aspetta o alla corriera o al bus o al cinema! Se facciamo una prova, sfido chiunque a trovare un qualsiasi consesso dove non ci sia al minimo un 20% di invalidi! Questa è una sfida generalizzata che sono pronto a fare e sono sicuro di vincere. Ma a parte questo, il discorso che viene posto è effettivamente molto grave.

E' stata resa esecutiva una legge che aveva dei principi validi, tendeva a riconoscere - non a dare, ma a riconoscere, laddove c'erano - condizioni di invalidità tali da determinare una riduzione delle possibilità lavorative e quindi permettere di avere diritto a pensioni diversificate a seconda della percentuale di invalidità. Però tutto questo ha determinato una situazione anomala, perché da quando è entrata in vigore la legge, a quando è stata emanata la normativa che risolveva la questione dell'incompatibilità, c'è stato un lasso di tempo molto lungo, che ha determinato la corsa al riconoscimento dell'invalidità. Mi spiego: c'erano persone che avevano già una pensione dell'I.N.P.S. e che presentavano regolare domanda per essere riconosciuti invalidi, perché la legge non diceva ancora se in questo caso si aveva diritto ad ottenere due pensioni o se, come poi è stato chiarito, coloro che già hanno una pensione erogata dall'I.N.P.S. a qualsiasi titolo non possono ottenere pensioni di invalidità, escluse quelle del 100%.

Se questo fosse stato detto subito molte domande non sarebbero neppure state accettate, perché se anche la visita avesse riconosciuto il 40%, il 45% o il 50% di invalidità non ci sarebbe stato diritto ad alcuna pensione integrativa; questo non è avvenuto, si sono fatte regolarmente le visite, l'I.N.P.S. ha tenuto in sospeso le pratiche creando difficoltà enormi; noi abbiamo avuto diversi incontri con l'I.N.P.S. per ottenere che si arrivasse finalmente ad una definizione di queste pratiche, ma l'I.N.P.S. non decideva dichiarando di essere in attesa della definizione di questa famosa incompatibilità; e le domande erano centinaia, la gente continuava a chiedere: ma insomma, ho diritto o non ho diritto? La prendo o non la prendo questa pensione? Fino a quando, da quando? E così via. Questo è il primo grosso problema che si è presentato.

C'è poi un altro fatto: noi sappiamo che le Commissioni sono Commissioni mediche; sappiamo quali sono i gettoni di presenza per altri tipi di Commissione, e non entro nel merito; i medici che dovevano partecipare a queste Commissioni prendevano 3000 lire per e seduta; ora io vorrei sapere chi si presta a fare la carità e a regalare il suo servizio per questo tipo di lavoro, che è oltretutto estremamente ingrato, perché nel momento in cui un medico dice che una persona non è invalida, si porta dietro i suoi accidenti fino alla tomba, perché questa dirà che il medico non ha visto, non ha saputo capire! Quindi i medici disponibili per questi tipi di Commissioni sono sempre meno numerosi e una normativa approvata dal Consiglio, che elevava questi compensi a 10.000 lire, è stata in un primo tempo bocciata, per disguidi tra gli Interni e la Sanità; la Sanità diceva: in base a queste nuove normative, adeguate i compensi; gli Interni sostenevano: non hanno diritto ai compensi perché glieli diamo già noi sotto altra forma. Morale, la legge è stata bocciata una prima volta; ripresentata, è stata poi approvata e quindi i compensi sono stati elevati.

Terzo problema: della possibilità che a certe categorie venisse dato un riconoscimento di invalidità, hanno approfittato i singoli patronati, come tu giustamente hai ricordato; io ne ho parlato anche in termini piuttosto pesanti, al momento dell'illustrazione della relazione al bilancio, e ho detto che è scandaloso che alcuni abbiano approfittato di questa situazione per accumulare pratiche - perché per ogni pratica incassavano un quid - sapendo benissimo che molte non avrebbero avuto esito favorevole; in questo modo i patronati hanno prima di tutto creato una confusione enorme fra i cittadini interessati e in secondo luogo hanno appesantito il già oneroso lavoro delle Commissioni.

Inizialmente c'era una sola Commissione - e a questo proposito voglio ricordare che la Lombardia ha fatto una legge che prevede che ci sia una Commissione ogni 100.000 abitanti - poi abbiamo chiesto ai medici di costituire due Commissioni proprio per arrivare finalmente a smaltire tutte le pratiche; per dare un esempio, le domande presentate fino al marzo 1982 erano 10.142, le persone visitate alla stessa data erano 8.316; dall'1.1. al 31. 12.1981 sono state presentate 2.209 domande e sono state visitate 1.108 persone: è il momento in cui abbiamo raddoppiato la Commissione.

Attualmente, le Commissioni visitano in media dalle 22 alle 25 persone per settimana, in due sedute; abbiamo chiesto di raddoppiare anche la Commissione di Châtillon. Abbiamo fatto di tutto per cercare di smaltire le domande; teniamo conto anche che per un certo periodo le domande erano rimaste in sospeso perché non si sapeva ancora come dovevano essere fatte le visite; infatti è previsto che ci sia un tabulato di base al quale il medico, visitando, sappia a quale percentuale di invalidità corrisponde una determinata minorazione o la somma di più minorazioni.

Vi rendete conto, quindi, di quali difficoltà abbia comportato questo gioco estremamente pesante e scorretto che è servito a dare alla gente l'illusione di avere diritto a qualcosa che invece si sapeva benissimo che non gli spettava e che "ingolfando" le Commissioni di domande ha rallentato e ritardato il riconoscimento di invalidità a quelle persone che effettivamente ne avevano diritto: questi aspettano da anni e dovranno aspettare ancora; per chissà quanti novantenni o ottantenni la pratica si chiuderà per avvenuto decesso dell'interessato!

Ora, io ritengo che dopo il tentativo che si è fatto, possa avere seguito il discorso del raddoppio delle Commissioni - adesso aspettiamo la disponibilità dei medici - e si possa smaltire il lavoro.

Attualmente, facendo leva sul discorso dell'incompatibilità, abbiamo cercato di porre un freno alla presentazione di domande, anche per evitare che i medici vengano messi in imbarazzo; posso fare degli esempi clamorosi: chiedono il riconoscimento della cecità assoluta e vanno di persona a portare la domanda; oppure il riconoscimento di paralisi e arrivano guidando l'automobile! Non sono barzellette, sono cose vere queste! Non sono tutti casi di questo tipo, però ci sono anche questi assurdi!

Queste sono le modalità seguite per porre rimedio a questo problema che effettivamente, come diceva il Consigliere Bajocco, è gravissimo, perché i ritardi sono enormi, soprattutto per quelle categorie che hanno diritto e aspettano di avere questa pensione che gli è dovuta. E' vero che c'è il discorso retroattivo, cioè i soldi li prendono da quando hanno presentato la domanda, però è anche possibile che uno questi soldi se li goda in Paradiso! E questo è uno strano modo di godersi la pensione dello Stato!

PRESIDENTE: Il Consigliere Bajocco intende replicare? Ne ha facoltà.

BAJOCCO - (P.C.I.): Prendo atto della completa illustrazione dell'Assessore, che ha riconosciuto l'esistenza di gravi carenze in questo campo. Io non voglio soffermarmi sul discorso del gettone di presenza, capiamo bene che per un medico che percepisce 30, 50, 60 milioni all'anno un gettone di presenza di 3.000 lire non invoglia a partecipare a queste Commissioni. Noi chiediamo, però, proprio perché c'è già un indirizzo in tal senso da parte dell'Assessore, di ampliare il numero delle Commissioni: ve ne sono due in piedi, facciamo uno sforzo per arrivare ad una terza Commissione per sbrigare veramente quanto prima tutte queste pratiche.

Io sono dell'avviso che non possiamo penalizzare chi è veramente invalido per colpa di altri, dobbiamo cercare di lavorare in questa direzione.

Per quanto riguarda il fatto che vi sono dei cittadini che fanno la domanda alla Previdenza e poi corrono a farla agli Invalidi Civili, dobbiamo tenere in considerazione che la legge; con il riconoscimento del 35% di invalidità, attribuisce una certa agevolazione per l'avviamento al lavoro, definisce cioè una categoria che è protetta sotto quella forma; queste cose bisogna tenerle in considerazione.

Io ringrazio l'Assessore e lo prego di fornirmi gli ultimi dati, con le cifre che ha letto.

PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 15 dell'ordine del giorno.