Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 181 del 7 aprile 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 181/VII - LIMITAZIONE DEL NUMERO QUOTIDIANO DI PRESTAZIONI AMBULATORIALI EFFETTUATE DAL LABORATORIO DI ANALISI DELL'OSPEDALE DI AOSTA - (Interpellanza)

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare:

Venuto a conoscenza del fatto che il laboratorio di analisi dell'Ospedale a partire dal 23.2.1982, ha limitato il numero dei pazienti ambulatoriali a n. 60, dandone avviso pubblico (TG3) solo in data 11.3.1982;

Considerato che in epoche anteriori, in situazione di personale e automazione inferiori all'attuale, si effettuavano prelievi in numero di gran lunga superiore;

Constatato che non si è verificata alcuna situazione nuova di una tale gravità da giustificare riduzione del servizio;

Tenuto conto del grave disagio al quale sono sottoposti utenti di ogni età e spesso provenienti (a digiuno) da lontano, e del fatto che sono sballottati tra l'Ospedale e l'Igiene e Profilassi (che talvolta li rimanda indietro);

INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:

1) Per quale motivo il primario del Laboratorio di Analisi, dopo aver affisso in laboratorio un avviso di limitazione a partire dal 23.2.1982 ha dato comunicazione al Capo del servizio n. 4, al Presidente dell'U.S.L., all'Assessore alla Sanità e agli organi di informazione solo il 10.3.1982;

2) come sia possibile che il Primario di un servizio di tale importanza possa, del tutto autonomamente, senza alcuna consultazione, nè all'interno, nè all'esterno della struttura, limitare l'accesso al servizio;

3) come sia possibile giustificare una limitazione di analisi in una situazione come quella del Laboratorio non certo povera nè di personale nè di macchinari (taluni recentemente acquistati);

4) che cosa intende fare l'Assessore affinché tali episodi, sempre più frequenti, non abbiano a ripetersi.

PRESIDENTE: Il Consigliere Carlassare ha la parola per l'illustrazione dell'interpellanza.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Per illustrare questa interpellanza vorrei, se me lo concedete, descrivervi una situazione cui mi è toccato di assistere e partecipare. Ho avuto necessità di fare delle analisi al Laboratorio di Analisi dell'Ospedale: arrivo lì a digiuno, come tutti quelli che devono fare dei prelievi o devono farsi analizzare le urine e mi trovo circondato dalla gente che in genere fa questo tipo di analisi. Si tratta in primo luogo di diabetici, donne incinte, malati di vario genere, con vari gradi di invalidità. Naturalmente tutti sono digiuni. Si scende nell'integrato dell'ala nuova dell'Ospedale, e ci si trova in mezzo ad un gruppo di persone che sgomita per riuscire ad ottenere la compilazione del bigliettino e della scheda con cui poi si va ad effettuare il prelievo; insomma, visto che manca sia una regolamentazione generalizzata che l'educazione, per cui c'è sempre il furbetto, si crea una situazione di tensione, tutti controllano chi era arrivato prima e chi dopo per non farsi passare avanti.

Una prima riflessione che viene in mente è questa: perché non si regolamenta il flusso facendo sedere le persone e destinando un'impiegata alla compilazione delle schede, cosicché l'ordine viene stabilito automaticamente e ciascuno verrà chiamato al momento che tocca a lui? Oltretutto, le impiegate lavorano decisamente male con un gruppo di venti, trenta persone affollate davanti allo sportello!

Ma tornando ai fatti dell'altro giorno, ad un certo punto esce un'impiegata dall'ufficio e dice che da quel momento si accettano non più di venti pazienti, e distribuisce venti foglietti numerati alle persone presenti. Momento di panico, perché tutti cercano di prendere un biglietto; dopo questa operazione ho notato che oltre a queste venti persone già in coda ce n'erano praticamente altrettante escluse, le quali vociando per un motivo o per l'altro sollevano il problema che le analisi le devono fare perché devono prendere il posto di lavoro o perché chi arrivava da fuori c'era già stato il mattino prima e non era riuscito a farle per altri motivi. A quel punto interviene un medico, il quale spiega a una dopo l'altra di queste persone non comprese tra i venti fortunati che si sono alzati tre minuti prima o abitano 30 Km. più vicino all'ospedale, che possono andare a farsi effettuare i prelievi al Laboratorio di Igiene e Profilassi.

Ora mi domando come sia possibile che si verifichi un fatto di questo genere, come sia possibile avere quella coda allo sportello, come sia possibile che a un certo punto si intervenga e si dica che non si fanno più analisi, quando il cartello esposto in bellavista stabilisce che le analisi si fanno fino a una certa ora, mi pare fino alle 9, mentre erano le 8.15 o le 8.20. Il problema va considerato, secondo me, da due punti di vista: il primo è che siamo di fronte a persone che hanno necessità di fare delle analisi (non lo fanno sicuramente per piacere o per comodo loro); sono persone che, come ho detto prima, sono digiune, e per alcuni questo fatto è grave, perché, per i diabetici per esempio è consigliata una precisa regolamentazione delle ore dei pasti e il saltare la colazione o il farla più tardi può anche determinare effettivamente delle condizioni di malessere; ci sono anche donne incinte che stanno lì in piedi, magari mezz'ora a far la coda senza riuscire a prenotarsi e debbono quindi andare al Laboratorio di Igiene e Profilassi.

L'altro aspetto è quello di dare funzionalità a questo servizio, perché io penso che si potrebbe evitare l'ammassarsi di persone davanti allo sportello se si mettessero quattro panche e si distribuisse un numero alle persone man mano che queste scendono in Laboratorio; l'impiegata potrebbe chiamare un paziente alla volta, appena disbrigata la pratica precedente e nel frattempo tutti sarebbero comodamente seduti.

Ora, tenuto conto che da quanto mi è stato detto dai personale medico e paramedico che opera all'interno del Laboratorio non abbiamo una situazione di crisi per quanto riguarda il personale, o per lo meno non una situazione più grave di tante altre volte; tenuto conto che le apparecchiature funzionano regolarmente, anzi c'è stata anche una maggiore automatizzazione rispetto agli anni addietro; tenuto conto del fatto che il Primario del Laboratorio ha comunicato con molto ritardo di aver emanato un ordine di servizio affiggendo un cartello al vetro dello sportello dove si compilano le schede, ho formulato le domande, contenute nell'interpellanza e che non sto ad illustrare perché sono praticamente il senso del discorso che ho fatto, per vedere se si prevede di riuscire a superare questa situazione che probabilmente si può risolvere senza una eccessiva spesa e senza un eccessivo impegno da parte dell'Assessore o delle strutture sanitarie.

PRESIDENTE: Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Dall'esposizione che è stata fatta dal Consigliere Carlassare, ho avuto un quadro delle persone che aspettavano di fare le analisi: fra queste diabetici, donne incinte ed invalidi. Ora io non metto in dubbio che tra le persone che aspettavano ci fossero anche queste, ma per quanto riguarda i diabetici sappiamo che gli esami vengono fatti regolarmente non al Laboratorio dell'Ospedale, ma al Laboratorio di Igiene e Profilassi; se c'era qualche diabetico era la prima volta che si sottoponeva agli esami, perché a tutti gli altri vengono fatti regolarmente. Non solo, ma siccome c'è una organizzazione di prelievi a livello periferico, mi stupisce che il Consigliere Carlassare abbia parlato di 30 Km., perché la distanza massima è quella di Châtillon, e non sono 30 Km. .... INTERRUZIONE .... Carlassare, non è il chilometro in più o in meno, possono anche essere venti, ma faccio per dire che il discorso dei prelievi è legato all'organizzazione che si è già data a livello dell'asse centrale della Valle per evitare che si verifichi quel fenomeno di cui tu parlavi, cioè l'accentramento in una struttura che è relativamente ridotta. Questa organizzazione prevede un servizio decentrato a Morgex, a Châtillon, a Verrès, a Pont-Saint-Martin e a Saint-Vincent, e stiamo per creare punti di prelievo anche nelle valli laterali, in modo da evitare che la gente debba venire all'Ospedale di Aosta per fare i prelievi. Non solo, ma ultimamente, ad esempio per gli anziani, si va direttamente a fare il prelievo nelle abitazioni.

Seconda questione: tu portavi una soluzione che sarebbe razionale, cioè anziché tenerli tutti in piedi, li facciamo accomodare e diamo a ognuno il numero; nulla da eccepire. Ma il discorso è risolvibile se si evita innanzitutto di fare accedere tutti in una struttura che diventerebbe insufficiente; se tu una mattina hai tempo e provi ad andare a vedere cosa succede negli ambulatori che sono nell'ex ingresso dell' Ospedale, vedrai che sono state sistemate delle panche dove puntualmente gli interessati sono invitati a sedersi e ad aspettare il proprio turno, perché tanto non si può passare avanti ad esempio per togliere il gesso oppure per fare una visita ambulatoriale; eppure sono tutti ammassati davanti alla porta, malgrado ci sia uno spazio adeguato che è completamento vuoto, con le panche vuote, e ci sono tre passi, misurati! Questo per dire che malgrado tutto non è così semplice spiegare che non passa chi è più svelto o chi fa il furbetto e cerca di infilarsi nella coda; questa, come dicevi, è questione di educazione, ma non è mettendo un cartello "sedetevi tutti" che si risolve il problema, perché tutti stanno in piedi e sono convinti che chi è in piedi passa prima o cose di questo genere.

Comunque questi sono problemi organizzativi, e penso che con il discorso cui accennavo prima di organizzare in modo corretto il prelievo zona per zona, si può evitare il disagio di cui parlavi, cioè che ci sia gente che viene da una certa distanza per fare questa operazione. Si deve però tenere presente l'altro grosso problema di coordinare l'attività del Laboratorio di Igiene e Profilassi con l'attività dell'Ospedale. Per inciso, è bene precisare che adesso si stanno facendo le operazioni concorsuali, essendo stato superato il problema di come fare i concorsi: finora era tutto bloccato e il posto è oggi vacante, c'è un aiuto che fa cento funzioni. Ma indipendentemente dalla copertura del posto, il. problema è innanzitutto quello di evitare che si facciano esami superflui; in secondo luogo, quello di individuare aree degli esami, vale a dire: se io devo fare un normale controllo senza scadenze, è un conto, e può essere programmato, se io devo fare esami determinati per la diagnosi, è un altro discorso; ed ecco che il Laboratorio dell'Ospedale deve essere essenzialmente legato a una attività diagnostica che può portarmi un domani ad avere dei presupposti per un ricovero. Mi spiego: se io sono andato dal medico per avere una diagnosi e il medico per poterla fare richiede degli esami, è giusto che io li faccia nel Laboratorio dell'Ospedale, perché tenuto conto che le metodiche sono unificate, se disgraziatamente a seguito della diagnosi io dovessi essere ricoverato, ho già delle analisi fatte lì e all'esame successivo ho un riscontro. Altrimenti, è come se arrivassi in Ospedale per la prima volta: quindi c'è uno spreco di tempo, di denaro oltre che di analisi. Questo è un problema essenziale; ormai sappiamo che la tecnica nel Laboratorio di Analisi è avanzata ed evoluta; ci sono macchine sofisticate che sono giustificate al momento in cui c'è un notevole numero di analisi. Però le analisi vanno mirate perché, attualmente succede che, per arrivare a certe diagnosi, vengono richieste serie di analisi che comprendono praticamente tutti gli esami possibili, anche quelli che non servono a niente. C'è l'urgenza di arrivare ai cosiddetti "protocolli diagnostici", vale a dire, a seconda del tipo di indagine che si vuole fare, deve essere richiesta una determinata serie di esami e non tutti quelli possibili ed immaginabili. Questo è un altro grosso spreco, ed è un'altra delle rivendicazioni che si porta avanti a livello nazionale; bisogna considerare che siamo l'unica Regione che non ha ambulatori convenzionati, mentre tutte le altre Regioni spendono miliardi per la convenzionata esterna; in Val d'Aosta si è concentrato tutto a livello pubblico, e talvolta si notano dei disservizi. Cercare di raggiungere una migliore organizzazione, mi trova pienamente concorde; non solo, ma deve esserci un raccordo tra l'attività all'interno e quella all'esterno, cioè del Laboratorio di Igiene e Profilassi, perché altrimenti si rischia di fare dei doppioni.

Ormai questo, per fortuna, non succede più; ma prima succedeva che lo stesso individuo faceva l'analisi al Laboratorio d'Igiene e Profilassi, poi ad un Laboratorio privato e poi ancora al Laboratorio dell'Ospedale: faceva tre esami nel giro di un mese, perché pensava sempre che non fossero fatti bene e ne faceva quindi altri di controllo. Però poteva capitare che le condizioni di base non fossero sempre le stesse è perciò i risultati erano diversi: la conclusione del paziente era che le tecniche non sempre erano corrette; perciò oltre allo spreco di denaro e di tempo, alla fine il paziente stesso non era convinto dell'esame che gli era stato fatto. Queste sono cose che al momento non succedono più; ci sono però altri disguidi, core quello che ricordava il Consigliere Carlassare, che sono risolvibili con una migliore organizzazione. A questo proposito, teniamo anche conto di un dato di fatto obiettivo, che nel Laboratorio dell'Ospedale le condizioni di lavoro non sono ideali: io ho qui un pacco di grosse lettere che si scrivono tra aiuti ed assistenti, tra assistenti e facenti funzioni, tra facenti funzioni e primari; parlano di tutto, tranne di lavoro; si danno delle lezioni di comportamento, si danno dell'imbecille a vicenda, si fanno delle grosse lavate di testa l'un con l'altro; il risultato è l'organizzazione attuale del lavoro. E' chiaro che chi organizza un servizio deve anche prendersi le responsabilità che ne conseguono; questo è l'aspetto negativo di un laboratorio dove sono stati fatti dei notevoli passi avanti, però a livello organizzativo ci sono ancora delle carenze. Nel piano che si sta prevedendo c'è la necessità di avere, lo ripeto, un coordinamento tra tutte le strutture che fanno le stesse funzioni con modalità diverse, oppure all'acquisto di apparecchi che potrebbero essere sostituiti da uno solo che fa il triplo di esami, riducendo il numero di personale e il tempo di esecuzione; questo è il lavoro che si sta attuando adesso in collaborazione tra i responsabili dei due laboratori.

La situazione quindi può e deve essere migliorata in tal senso, evitando anche che ci siano disguidi come quelli delle persone che sbagliando vanno al Laboratorio dell'Ospedale, quando le loro analisi devono essere fatte al Laboratorio di Igiene e Profilassi.

Per quanto riguarda la questione degli ordini di servizio del Primario, purtroppo nell'organizzazione di un lavoro succede anche che vengano fatti degli ordini di servizio, seguendo una determinata procedura che può essere più o meno accettata perché forse non tutti concordano sul tipo di gestione del laboratorio; sulla limitazione di analisi, io non mi preoccuperei tanto, mi preoccuperei invece, come dicevo prima, di limitare le richieste ad analisi giustificate, altrimenti si verificano ritardi nella esecuzione di analisi effettivamente necessarie e urgenti: questo è quello che accade adesso, perché molti medici purtroppo, lo ripeto, per un mal di testa richiedono l'esame del sangue completo come se uno dovesse essere operato il giorno dopo, senza magari nemmeno ritirarle.

All'Ospedale, tu lo sai, ci sono delle analisi già fatte che poi non vengono ritirate, quindi non sono utilizzate. Se ci fosse un risparmio in questo senso, e penso che ci potrebbe essere, sarebbero evitati questi disguidi di attesa e potrebbero essere più funzionali le apparecchiature che attualmente sono già in dotazione.

Per quanto riguarda la domanda sul concorso per il posto di Primario, posso dire che sono già state fissate le date per l'esecuzione delle prove.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare per la replica.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Intanto vorrei precisare che non è che i malati che accedono al Laboratorio di Analisi dell'Ospedale sbagliano, perché nessuno gli ha detto dove andare .... INTERRUZIONE .... Sì, sì, succede anche questo, però ti assicuro che in quel caso nessuno gli aveva detto di andare al Laboratorio di Igiene e Profilassi perché sennò questi ci sarebbero andati per conto loro; io ho assistito alla discussione con i medici che spiegavano dov'è il Laboratorio di Igiene e Profilassi, e nessuno dei presenti era stato invitato, o gli era stato indicato di andare al Laboratorio d'Igiene e Profilassi; questa è una carenza esterna da regolamentare.

Il problema che io voglio sottolineare è che dal punto di vista organizzativo - e l'hai riconosciuto - si potrebbe fare di meglio; io ti assicuro che questi stessi malati appena hanno ricevuto lo scontrino per fare poi successivamente il prelievo, stanno seduti tranquillamente nelle panche che ci sono nella sala adiacente e aspettano di essere chiamati per voce dall'infermiera che fa il prelievo; non è che si accalcano, perché hanno un numero, hanno una loro scheda precisa e devono solo stare in attesa di essere chiamati. Come si potrebbe risolvere, e proprio banalmente, questo problema? Tu hai detto che non stanno seduti; se uno non vuole stare seduto, starà in piedi, sono affari suoi, però, semplicemente, si può distaccare per due ore, dalle 7 alle 9, un'infermiera generica o una qualsiasi altra persona che dia il numero progressivo via via che la gente arriva, avvertendo che possono sedersi e che al loro turno .... INTERRUZIONE .... Sì, ma il problema c'era ugualmente, con tutta quella gente accalcata davanti allo sportello; secondo me, col sistema del numerino, se si mette una panca, le persone stanno sedute lì finchè non vengono chiamate. Non so se tu ci sei mai andato, ma io quando ero ragazzino andavo a fare la doccia, visto che non avevo la doccia ed il bagno in casa, nei bagni pubblici, e lì le persone venivano chiamate con il loro numero; uno andava, prendeva il suo numeretto, e se c'era tanta gente andava a farsi un giro; così succedeva che se avevano già chiamato il tuo numero rientravi in fondo alla coda: è un sistema semplicissimo, e pensate che c'erano centinaia, migliaia di persone mentre di bagni pubblici ce n'erano pochissimi. Era un sistema estremamente lineare, senza nessun costo.

C'è poi un altro aspetto: è vero, che si deve coordinare, che non debbono esserci doppioni, che le analisi debbono essere mirate e non generalizzate, sono perfettamente d'accordo, però non si può far ricadere su quel- le persone colpe non loro! Se è vero che vi erano anche persone molto prestanti, devo dire però che vi erano persone di salute malferma, malati che, tutto sommato, sono anche i più rispettosi e timorosi nei confronti dell'autorità che le spedisce da un Laboratorio all'altro, non mostrando nei loro confronti quel rispetto che loro invece hanno nei confronti della struttura sanitaria.

E così, senza grosse difficoltà, si potrebbero risolvere altri piccoli inconvenienti: se per motivi che io non sto a sindacare non si possono fare più di 60 esami, quando si arriva al 60° bigliettino staccato, si potrebbe dire subito agli altri di servirsi di un'altra struttura senza far fare mezz'ora di coda inutilmente!

PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 12 dell'ordine del giorno.