Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1831 del 22 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1831/XVI - Interpellanza: "Rilascio del nulla osta necessario per l'inserimento nell'elenco dei Sacrari Nazionali del grande Ossario eretto nel cimitero di Aosta".

Bertin (Presidente) - Punto n. 44. Per l'illustrazione dell'interpellanza, consigliere Manfrin ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Di questo Sacrario, di questo Ossario, ho avuto modo di prendere visione grazie a un bellissimo libro, che peraltro è stato anche acquistato dalla Presidenza del Consiglio, che si chiama "Aosta ai suoi Caduti nella grande guerra".

È un libro sicuramente interessante, che pone in evidenza tutta una serie di opere che celebrano appunto i Caduti della grande guerra nella nostra regione e che evidenzia come, a volte, ci dimentichiamo di celebrare adeguatamente coloro che hanno perso la vita per garantire quello che abbiamo oggi.

Io partirei dall'iscrizione che appunto campeggia su questo Ossario, "Qui giacciono valorosissimi soldati i quali, adempiuto il proprio dovere nella guerra di moltissimi popoli, morirono in questo Ospedale militare - i cittadini di Aosta ne conservano la memoria e con il culto la venerazione".

Per raccontare un poco la storia di questo Ossario, credo che sia opportuno fare un salto nel passato e trarre, rispetto a quello che viene raccontato nel libro, l'articolo che descrive la traslazione avvenuta il 24 novembre del 1932.

La traslazione di centotrenta salme di militari deceduti durante la guerra, migliaia di soldati durante la guerra sono stati trasportati negli Ospedaletti da campo al Mauriziano di Aosta dove molti di essi ebbero a soccombere in seguito a ferite riportate in combattimento o in seguito a malattie contratte per cause di servizio.

Questi gloriosi, che nonostante le cure più fraterne e premurose dei sanitari e delle dame valdostane della Croce Rossa, non hanno potuto sopravvivere al loro eroismo, sono stati sepolti nel Camposanto Vecchio, dove anche quest'anno, nel giorno dei defunti, i familiari hanno infiorato le tombe dei loro cari.

Il Camposanto Vecchio, nell'opera di rinnovamento che Aosta sta completando, è destinato a essere soppresso e quindi divenire, data la sua posizione centrale, un importante settore per il traffico economico e turistico della zona.

D'altronde il Comune ha costruito un grandioso cimitero lungo la strada del Piccolo San Bernardo a due chilometri dalla città su un'altura aperta e soleggiata sovrastante il corso della Dora Baltea.

In esso è stato eretto un Ossario dove le salme di circa centotrenta Caduti sono state domenica scorsa trasportate tra la più intensa commozione della cittadinanza la quale ha voluto accompagnare i miseri resti fino all'ara che simboleggerà questo generoso ed oscuro Olocausto della guerra rimasto in sacra custodia alla città di Augusto.

L'Ossario, ormai dimenticato - qui siamo fuori ovviamente dall'articolo - nel cimitero fu oggetto di restauri conservativi iniziati fra il 2009 e terminati nel 2012.

I lavori furono fatti eseguire dalla Soprintendenza regionale, tutti i documenti e le fotografie relative sono stati consultati presso l'Ufficio tecnico comunale, questo ovviamente per quanto riguarda sia la parte di restauro, sia la parte su cui questa iniziativa si impernia per quanto riguarda la loro collocazione nell'elenco dei Sacrali nazionali.

Dalla relazione d'intervento di restauro - questa ovviamente è una nota dolente, che però vogliamo rendere pubblica - datata 2 dicembre 2009, si legge che l'Ossario versava in pessimo stato di conservazione, nel secolo scorso l'opera è stata più volte ridipinta, le prime operazioni in fase di restauro sono state l'asportazione delle ridipinture sovramesse, successivamente si è proceduto al risanamento del supporto di malte cementizie colmando le lacune e le fessurazioni anche di piccola entità e integrando porzioni architettoniche mancanti.

Precedentemente, nell'ottobre 2007, furono eseguiti i lavori d'impermeabilizzazione per gravi problemi di umidità.

Dalla visione delle fotografie - sempre questa continua relazione - si è potuto constatare che, successivamente ai detti lavori, scomparve un pesante vaso, probabilmente di cemento, qui posto per deporvi dei fiori. Era scomparsa anche - ma in tempi passati - una lampada votiva accesa perennemente "che ravviverà in eterno, in questo estremo lembo di patria, il culto e la memoria degli Eroi", come testimonia della sua passata collocazione sull'Ossario un articolo apparso successivamente alla traslazione dei resti dei caduti nel 1932, quindi successivo all'articolo che le ho letto.

In seguito al ritrovamento dell'Ossario, è stata trasmessa una segnalazione da parte dell'autore del libro "Aosta e i suoi Caduti nella grande guerra" alle autorità competenti in materia di Sacrari militari, ovvero al Commissariato generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa il cui interessamento si è attivato immediatamente.

Qui arriviamo al vero nocciolo del problema, che purtroppo ostacola il riconoscimento di quest'Ossario, perché da questa segnalazione si originano questi problemi, infatti, a seguito delle procedure attivate, è stato effettuato un primo sopralluogo da parte dell'ufficiale competente del Commissariato che, dopo aver effettuato il sopralluogo, ha comunicato al Comune di Aosta alcune criticità rilevate a cui porre rimedio.

Dopodiché è stato programmato un secondo e definitivo sopralluogo di un ufficiale del Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti di Roma che però non ha avuto luogo, poiché il Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione - e quindi qui veniamo al nostro ruolo - non rilascia al Comune di Aosta il nulla-osta per l'apertura del summenzionato Ossario, nonostante i numerosi solleciti.

Materialmente che cosa deve accadere? Materialmente deve accadere questo: l'Ufficiale dell'Onor Caduti di Roma deve recarsi ad Aosta, deve aprire - autorizzato -- l'Ossario e dire: "Sì, ci sono delle ossa", richiuderlo e dare ovviamente il suo parere.

Il problema è che non è mai stato autorizzato a farlo e quindi c'è una strozzatura proprio nella parte che riguarda la Soprintendenza che non autorizza l'Ufficiale dell'Onor Caduti a poter aprire l'Ossario e verificare la presenza delle ossa, un'operazione banale, io l'ho descritta in maniera abbastanza semplicistica, ma direi che non siamo nell'ordine di ore o di giorni di lavoro, eppure questa strozzatura che si è creata, impedisce che questo Ossario, che celebra appunto i Caduti della grande guerra, possa essere inserito nell'elenco dei Sacrari nazionali.

Quindi a fronte di questa mancanza, e con la necessità di poter veder riconosciuto l'inserimento di questa struttura sicuramente importante che testimonia una pagina storica alla quale i Valdostani hanno contribuito, chiediamo se queste affermazioni corrispondano al vero e, in caso affermativo, se sia intenzione di quest'Amministrazione esplicitare le cause di tale mancato rilascio del nulla-osta e mettere in campo ogni azione utile per permettere l'ultimo sopralluogo e rendere possibile l'inserimento dell'Ossario - contenente i resti di centotrentaquattro militari della grande guerra deceduti negli Ospedali militari di Aosta - nell'elenco dei Sacrari nazionali.

Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Le confesso che non conoscevo i particolari della questione, la sua iniziativa mi ha anche dato modo di documentarmi sul tema e anche di appassionarmi, visto anche il valore simbolico di questo monumento.

Lei interpella l'Assessore per conoscere se tali segnalazioni corrispondano al vero.

Bisogna fare un doveroso distinguo, così mi è stato spiegato: la Soprintendenza non è stata interpellata per rilasciare un nulla-osta per l'inserimento dell'Ossario del cimitero di Aosta nell'elenco dei Sacrari nazionali, in quanto quest'inserimento è di competenza esclusiva del Commissariato generale per le Onoranze ai Caduti.

È stata tuttavia interpellata dal Comune di Aosta per ottenere l'autorizzazione all'apertura del monumento commemorativo, autorizzazione che evidentemente può essere rilasciata previo sopralluogo tecnico, per verificare la possibilità di procedere senza che ciò danneggi in alcun modo il manufatto.

"Nel caso affermativo, se sia intenzione di quest'Amministrazione esplicitare le cause di tale mancato rilascio del nulla-osta": la Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali è stata correttamente interpellata dal Comune, in quanto competente in virtù delle disposizioni contenute agli articoli 11 e 50 del Codice dei Beni culturali del paesaggio, che identificano le vestigia della Prima Guerra Mondiale tra i beni oggetti di specifiche disposizioni di tutela.

Con lettera ricevuta dagli uffici il 16 settembre 2019, il Comune di Aosta ha avanzato richiesta di autorizzazione all'apertura dell'Ossario, per consentire all'Ufficiale competente del Commissariato generale per l'ordinanza ai Caduti di verificare l'effettiva esistenza, come accennava lei, dei resti mortali dei circa cento militari individuati da una specifica ricerca effettuata su questo monumento.

Per il rilascio di tale autorizzazione si è reso necessario prevedere un sopralluogo preventivo, in modo da valutare eventuali rischi di danneggiamento del manufatto, che si compone di una lapide commemorativa, di un bassorilievo figurato e di un'ara monumentale, per i quali era necessario comprendere la possibilità di apertura e ispezione.

L'incontro - che coinvolgeva non solo gli uffici della Soprintendenza, ma ovviamente anche i funzionari del Comune e i referenti per i servizi cimiteriali della PS di Aosta, nonché, nella fase di apertura vera e propria del sacello, lo stesso Ufficiale superiore del Ministero della Difesa Commissariato generale per le ordinanze ai Caduti - doveva trovare disponibilità in figure diverse.

Malgrado questa complicazione, il sopralluogo era stato stabilito e confermato, mi dicono, con scambi di mail conservati agli atti per il 10 marzo 2020.

Questa data risuona sinistramente, perché coincide con l'inizio del periodo del lockdown, che ha travolto e necessariamente costretto a posticipare i sopralluoghi e interventi sul territorio.

Una successiva relazione del Ministero della Difesa al Comando delle Truppe Alpine, Ufficio Affari Territoriali Presidio Valle d'Aosta, trasmessa per conoscenza anche alla Regione Valle D'Aosta e al Comune di Aosta in data 3 giugno 2021, risollevava la questione - probabilmente è lì che lei ha avuto l'informazione - ma la difficoltà degli uffici regionali a far fronte a tutte le urgenze legate a specifici compiti di tutela e vigilanza - sia per il numero insufficiente di funzionari preposti che per il protrarsi delle assenze legate al Covid tra le figure tecniche, i restauratori in particolare, necessaria a presenziare i sopralluoghi - ha effettivamente rallentato lo svolgimento di tale sopralluogo.

Domanda 2: "Mettere in campo ogni azione utile per permettere l'ultimo sopralluogo e rendere possibile l'inserimento dell'Ossario contenente i resti di centotrentaquattro militari della grande guerra deceduti negli Ospedali militari di Aosta nell'elenco dei Sacrari nazionali": a seguito dei contatti intercorsi tra la Soprintendenza e il funzionario del Comune di Aosta che segue la richiesta del Ministero per conto dell'Amministrazione comunale, in data 3 agosto 2022, quindi dopo il deposito della sua iniziativa, è stato svolto il sopralluogo preventivo di tenore propriamente tecnico finalizzato a valutare la possibilità proprio di aprire il monumento funerario; tale incontro si è svolto alla presenza della Vice Sindaco, la dottoressa Josette Borre, e di un rappresentante dell'area tecnica del Comune di Aosta, l'architetto Andrea Lazzarotto, di una restauratrice e di una funzionaria della struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Soprintendenza regionale, cioè la dottoressa Laura Pizzi e la dottoressa Martine Grange e in assenza dei rappresentanti dei servizi cimiteriali, che in quella data erano impossibilitati a intervenire.

Dal verbale dell'incontro trasmesso il giorno stesso dall'architetto Lazzarotto del Comune di Aosta si evince quanto segue: il monumento risulta ispezionabile essendo chiuso da una lastra munita di due maniglie ad anello in metallo, forse in bronzo, che si ritiene possano permettere di sollevarla con la dovuta cautela. Pertanto l'ispezione richiesta dal Ministero potrebbe effettuarsi con l'ausilio di un adeguato mezzo di sollevamento. Si prevede, come da indicazioni fornite durante l'incontro dalle rappresentanti della Soprintendenza che le ho citato, che tale operazione avvenga rigorosamente sotto la supervisione di un restauratore all'uopo incaricato e, considerata la complessità e la delicatezza delle operazioni, in un'unica occasione, contestualmente alla prevista ispezione a cura del Commissariato generale per le ordinanze ai Caduti del Ministero della Difesa.

Al proprietario spetta la copertura dei costi relativi alla movimentazione della lastra lapidea e alla supervisione da parte del restauratore incaricato.

A oggi - dovendo ricevere conferme da parte del Comune di Aosta sulla volontà di procedere all'apertura del sacello, da effettuarsi a conclusione della ricerca archivistica avviata dall'ente stesso per appurare la proprietà del monumento - non è stata ancora disposta l'autorizzazione a firma del Soprintendente. Non si dispone inoltre di sufficienti elementi in merito a tempistiche logistiche dell'operazione da vagliarsi in accordo con il Ministero, necessari al rilascio della stessa, che risulterà comunque subordinata alle prescrizioni operative di cui sopra vista la complessità e la delicatezza dell'intervento.

Solo a quel punto - dopo la verifica dell'effettiva presenza dei resti mortali dei Caduti della grande guerra da parte del Commissariato, che è competente in via esclusiva a tale verifica, il monumento funerario aostano - potrà essere iscritto nel censimento ufficiale ed elevato a Sacrario militare secondo un iter che prescinde completamente dalle competenze, lei lo sa sicuramente, della Soprintendenza regionale, in quanto, come detto prima, risulta unicamente in capo al Commissariato generale per l'ordinanza ai Caduti del Ministero della Difesa.

Presidente - Per la replica il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Direi che un primo step l'abbiamo fatto, e la ringrazio per la sua risposta.

La parte regionale che, per quanto di competenza, doveva appurare la possibilità di esplorare e dare il nulla-osta è stata esperita, adesso tutto va nelle mani dell'Amministrazione comunale di Aosta.

Quindi noi trasmetteremo questa sicuramente positiva novità a chi di dovere e ci auguriamo che a questo punto il Comune di Aosta - che deve assumersi i costi dell'operazione e deve incaricare una persona per questo delicato compito per sovraintendere all'apertura - possa farlo al più presto per mettersi in contatto con un rappresentante del Ministero della Difesa e della direzione dell'Onor Caduti in maniera da poter inserire finalmente questo cimitero all'interno dei Sacrari nazionali.

Sono particolarmente soddisfatto del fatto che tutto questo sia avvenuto a seguito dell'interpellanza, ovviamente non era sicuramente prevedibile il lockdown proprio nella data del 10 di marzo, certo è che la grande guerra è terminata da qualche annetto: se queste operazioni fossero state eseguite con più celerità, probabilmente non saremmo arrivati al 2020 a dover agire con tutte le conseguenze che poi ha comportato.