Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1829 del 22 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1829/XVI - Interpellanza: "Visione e strategie per favorire una diffusa valorizzazione della qualità del paesaggio antropico".

Bertin (Presidente) - Punto n. 42. Per l'illustrazione, consigliere segretario Distort ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Con quest'interpellanza voglio continuare una battaglia che combatterò finché sarò in Consiglio, per cui fatevene una ragione.

È la battaglia che stimola il Governo regionale ad avere capacità di visione sulla gestione del nostro territorio, in modo che sappia essere all'altezza delle aspettative di chi vi risiede, come le aspettative di chi potrebbe risiedervi in futuro, così come le aspettative di chi il nostro territorio lo vorrebbe o potrebbe scegliere come meta turistica.

Il minimo comune multiplo di queste varie ottiche sul nostro territorio è dato dall'attrattività e l'attrattività discende direttamente da un concetto che potrebbe sembrare molto generico, ma è fondamentalmente impostata su alcuni principi.

Mi permetto, senza avere la competenza di una figura professionale formata in ambito di strategie del turismo, quindi, con tanta umiltà, intravedo qualità del servizio turistico, sinergia con strategie di eventi e cultura, e bellezze di spazi naturali e antropici.

Laddove noi parliamo di bellezze e di spazi naturali, noi abbiamo la possibilità di essere nati e di vivere in una sorta di "piccolo paradiso terrestre", ma, per quanto riguarda lo spazio antropico, è noto che lo spazio antropico è lo spazio che è trasformato, così come dice la parola, trasformato dall'attività dell'uomo; quest'attività ha la possibilità o di migliorarlo o di peggiorarlo.

I beni culturali raccontano proprio la tendenza a migliorarlo: immaginiamo, uscendo dalla nostra regione, uno dei tanti borghi, San Gimignano, simbolo dell'attività umana e di come un condensato di costruzione sia riuscito a generare bellezza.

Altra possibilità, invece, è il peggioramento. Il peggioramento, in qualche modo, cerca di essere tamponato dall'attività urbanistica, dalla disciplina edilizia, ma in questo particolare momento è estremamente importante sempre questo concetto di sinergia che avevo ricordato nella precedente interpellanza, quelle varie parti del Governo regionale. Vedo che mi risponderà l'assessore Guichardaz in quanto il turismo, paesaggio è di sua prioritaria competenza, però il suo collega Marzi, che vedo sorridere compiaciuto, si senta anche lui pronto ad adoperare i suoi passaggi e le sue parti, perché comunque questa è una sfida estremamente importante e noi, attraverso l'aspetto che ha un termine, anche antico ma non passato di moda, che è il termine di "Decoro", decoro del paesaggio, noi ci giochiamo questa capacità di essere attrattivi.

Noi non immaginiamo, perché quando uno vive su un territorio, si abitua al proprio territorio, e tra l'altro, paradossalmente, si abitua anche alle brutture, si abitua al disordine, ma per il turista non è così, il turista lo vede per la prima-seconda volta e soprattutto si aspetta qualcosa di ordinato, qualcosa di diverso rispetto ai luoghi di provenienza.

Quindi noi in questa sfida non dobbiamo essere da meno dei nostri vicini di casa Svizzeri, dei nostri vicini di casa Francesi e di altre realtà che sanno gestire il territorio con ordine e l'ordine avviene sicuramente attraverso anche disposizioni di regolamento.

Altra sfida per il Governo è saper gestire un ordinamento di regolamento tale che non sia vissuto come coercizione, che non sia preso in antipatia, che non sia visto come una sottomissione a regole e norme, ma che sia, invece, valorizzato e diffuso come senso di bellezza.

Questi sono concetti generali, ma io mi sto rivolgendo a un Assessore, a un Governo, quindi a una parte politica, una parte che ha come compito la visione; i dettagli li lasciate giustamente ai dirigenti, ai funzionari, a tutta la macchina amministrativa, ma il compito di avere visione è un compito a cui voi non potete sottrarvi.

Con questo spirito la domanda di quest'interpellanza rimane: "Quale sia la visione e le strategie che si intendano seguire per favorire una diffusa valorizzazione della qualità del paesaggio antropico con azioni di riordino e di riqualificazione degli spazi costruiti e delle aree libere annesse e con quali strumenti e con quali risorse si prevede di attuare tali strategie".

Faccio ancora una piccola precisazione: il paesaggio è quello che appare, fondamentalmente è quello che appare, e, tra l'altro, diventa estremamente importante, il luogo nevralgico, è proprio la via di accesso al paesaggio - quindi lo spazio che intercorre tra, normalmente, la strada o il sentiero, comunque una via di accesso - e la percezione dello spazio costruito, questo è il luogo su cui deve lavorare la normativa, questo è il luogo in cui deve migliorarsi la normativa, perché se di fatto noi andiamo a osservare i nostri territori, ci rendiamo conto che recinzioni completamente diverse una dall'altra possono in un certo modo creare un senso di ricchezza, ma in altro un senso di disordine, così come tutta una serie di reliquati abbandonati, spazi indefiniti tra la strada e la costruzione vera e propria di edifici... quello rischia molto spesso di essere luogo dello smarrimento, luogo dell'abbandono.

Così come anche i cartelli stradali. Io ho una mania, forse patologica, io percepisco subito un cartello che non è in bolla, che non è a piombo, percepisco subito cartelli che sono ormai consumati dai raggi solari e quindi la colorazione e la definizione non ha più la qualità pensata in origine.

Sono degli elementi, sono dei suggerimenti, non vogliono essere elucubrazioni di un architetto che, non sapendo cosa fare, si mette ad andare in giro nel territorio a vedere i cartelli stradali, però questo è il tenore della sfida e tutto questo fa parte di una visione che è richiesta a voi come Governo.

Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - La sua interpellanza è un manifesto direi, quando si parla di quali sono le visioni da parte di un Assessore in particolare o di un Governo regionale, forse non basterebbe un convegno, neanche un conclave, per arrivare a dare il giusto peso alle sue domande o a dare la giusta risposta, però siccome è stata assegnata al mio Assessorato, io le risponderò per quanto di competenza è del mio Assessorato, poi siamo i primi consapevoli, con il collega Marzi, che l'ampiezza della sua domanda - ma più che della sua domanda, direi della sua riflessione - è talmente ampliabile che richiederebbe, secondo me, anche ben altro che non dieci minuti di risposta in Consiglio regionale.

Quindi alla sua domanda "Quali siano le visioni e le strategie che s'intendano seguire per favorire una diffusa valorizzazione della qualità del paesaggio antropico, con azioni di riordino e di riqualificazione degli spazi costruiti e delle aree libere annesse e con quali strumenti e con quali risorse si prevede di attuare tali strategie", per quanto - le ripeto - di competenza dell'Assessorato che rappresento, posso dirle che le diverse scelte che le Amministrazioni propongono, al fine di attuare le politiche di gestione territoriale, vanno prese in considerazione nell'ambito della predisposizione degli strumenti urbanistici ai diversi livelli: da quello regionale a quello comunale con i piani regolatori, a quelli di dettaglio, agli accordi di programma e alle intese per la realizzazione di opere pubbliche.

La materia inerente al paesaggio è compiutamente trattata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, al quale si affiancano il Piano territoriale paesistico, regionale, la normativa urbanistica disciplinata dalla legge regionale 11/98.

È necessario richiamare quindi alcuni principi della sopracitata legge regionale, 11/98, la normativa urbanistica e pianificazione territoriale della Valle d'Aosta, non per lei, ovviamente, che la conosce a menadito, ma per chi ci ascolta.

L'articolo 1 comma 1 stabilisce che la Regione determina le condizioni giuridiche riguardanti l'uso del proprio territorio idonee a perseguire lo sviluppo sostenibile del territorio medesimo.

Il comma 3 stabilisce che la pianificazione territoriale paesistico-urbanistica di settore e la programmazione generale e settoriale sono orientate a perseguire uno sviluppo sostenibile, gestendo le risorse in modo misurato e compatibile con l'ambiente, tutelando il paesaggio e i beni culturali nel caso specifico.

Il comma 4 stabilisce che le trasformazioni edilizie urbanistiche del territorio devono rispettare le norme della stessa legge, nonché quella delle altre leggi, dei regolamenti e dei piani di volta in volta applicabili.

L'articolo 2 comma 3 stabilisce che il PTP è il Piano urbanistico territoriale avente specifica considerazione dei valori paesistici ambientali ai fini e agli effetti di cui all'articolo 1bis della legge 431/85, oggi Codice dei beni culturali e del paesaggio.

L'articolo 11 comma 1 stabilisce che lo strumento generale di pianificazione urbanistica è costituito dal piano regolatore generale comunale urbanistico e paesaggistico, il PRG, formato e approvato ai sensi della normativa regionale in materia urbanistica e di pianificazione territoriale previgente alla stessa legge, il PTP, di cui tutti i Comuni sono dotati.

La pianificazione urbanistica di ogni singolo Comune è in capo all'Amministrazione comunale e le proposte di variante e modifica al PRG vigente sono valutate dalle strutture regionali competente per materia nell'ambito di iter differenti a seconda della loro tipologia.

La visione e le strategie che si seguono per favorire una diffusa valorizzazione della qualità del paesaggio antropico trovano luogo in tali procedure tramite, sempre, il confronto fattivo con il Comune.

È del tutto evidente come sia importante intervenire in fase di pianificazione, poiché è in questa sede che avviene il proficuo confronto fra l'Amministrazione regionale, portatrice della necessità di tutela, e quella comunale, che rappresenta le esigenze dei cittadini ma è anche, al tempo stesso, profonda conoscitrice del proprio territorio.

La Soprintendenza, come lei sa, esprime parere, che può essere favorevole o meno, sulle proposte comunali, non può prevaricare la competenza sindacale in merito alla gestione del territorio.

A cascata, nell'ambito della valutazione paesaggistica delle singole proposte progettuali presentate da istituzioni e cittadini, le azioni di riordino e di riqualificazione degli spazi costruiti e delle aree libere annesse si esplicano tramite la puntuale analisi in sede d'istruttoria di merito delle richieste stesse, le eventuali prescrizioni stabilite nel provvedimento autorizzativo; con esso viene stabilito di prassi il riordino delle aree esterne e delle soluzioni progettuali proposte entro e non oltre la fine dei lavori.

Vi è sempre grande attenzione da parte dei funzionari all'inserimento di qualunque intervento negli ambiti vincolati, in relazione alle visuali preferenziali su di essi. In merito si ricorda che il Piano regolatore contiene una tavola prescrittiva nella quale sono inseriti i coni di visuale.

La sensibilizzazione per la riqualificazione degli spazi costruiti e delle aree libere annesse avviene anche attraverso le consulenze che la Sopraintendenza fornisce a progettisti e proprietari nell'ambito delle proprie attività istituzionali, che sono peraltro numerose e frequenti.

Completano il quadro la partecipazione a gruppi di lavoro, - anche di livello sovraregionale nazionale, come ad esempio l'Osservatorio per il consumo di suolo e il tavolo tecnico, gruppo del paesaggio nell'ambito del coordinamento interregionale tecnico infrastrutture, mobilità e governo del territorio -, la partecipazione a conferenze, nonché il trattamento di temi attinenti e il paesaggio antropico in pubblicazioni.

A livello regionale, in vista di un futuro aggiornamento del PTP, si ricorda che il comma 4 del già richiamato articolo 35 del decreto legislativo 42/2004 stabilisce che per ciascun ambito i piani paesaggistici definiscano apposite prescrizioni o previsioni ordinate, in particolare:

A) Alla conservazione degli elementi costitutivi e delle morfologie dei beni paesaggistici sottoposti a tutela, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali costruttivi, nonché delle esigenze di ripristino dei valori paesaggistici.

B) Alla riqualificazione delle aree compromesse o degradate.

La Soprintendenza, e qui concludo, da sempre è molto sensibile a tale tematica.

Al momento le risorse messe in campo sono i funzionari che si occupano dell'istruttoria delle pratiche, sia urbanistiche sia edilizie, e che contribuiscono alla diffusione della cultura del paesaggio, anche tramite la pubblicazione di articoli a tema sul bollettino della Soprintendenza stessa.

Presidente - Per la replica il consigliere Distort.

Distort (LEGA VDA) - Grazie per i complimenti svolti in apertura. L'evocazione del termine "Manifesto"... è comunque un termine che forse sarebbe più piaciuto al collega Padovani, su di me sortisce un po' una sorta di reazione allergica. Comunque effettivamente sì, nella mia intenzione c'era esattamente quello di spronare una visione, tant'è che la risposta che le hanno prodotto gli uffici e in merito a cui ho avuto una piccola confidenza, in termini buoni e collaborativi, sembra che una qualche persona - non voglio svelare né il nome né il sesso di questa persona che ha collaborato alla stesura di questa risposta - abbia commentato "Distort è stato troppo generico nei quesiti di quest'Interpellanza, non ci sono strumenti tecnici per rispondergli, ci sta mettendo in crisi, in difficoltà".

Io voglio dire che ha ragione questa persona, questo commento lo sposo integralmente, e non è una captatio benevolentiae verso un componente della pubblica Amministrazione, che svolge diligentemente il proprio lavoro, ma questo sottolinea il fatto, Assessore, che il compito di rispondere a quest'interpellanza - perché di questo si tratta, di un'interpellanza: nell'interpellanza vengono espresse le intenzioni future di un Governo, le linee, i lineamenti, la visione - questa risposta la deve dare lei al suo personale.

Questo glielo dico non per una sorta di braccio di ferro tra Distort e l'assessore Guichardaz, ma glielo dico in senso assolutamente costruttivo.

È assolutamente importante che il ruolo di ciascun membro del Governo sia quello di tracciare una visione, sia quello di dire: "Dobbiamo andare in questa direzione. Attualmente gli strumenti sono questi, vediamo come possiamo modificarli".

Io non mi aspettavo- benché sia passato parecchio tempo da quando ho depositato quest'interpellanza alla risposta odierna - una risposta completa ed esaustiva a questi quesiti, però io mi aspetto un'assunzione d'impegno da parte sua, da parte di chi ricopre il ruolo assessorile, ad assumersi questo senso, questo impegno, ad assumersi questa volontà di "Mettere in atto visione e di saper tracciare visione", perché questo è chiesto al politico. La parte tecnica la sanno già fare benissimo gli uffici, ma la visione, l'indirizzo, dove vogliamo andare, con quali meccanismi vogliamo raggiungere certi obiettivi, la deve tracciare l'Assessore.

Questo è quello che deve fare un buon Governo e soprattutto questo è quello che si aspetta la Valle d'Aosta, soprattutto un settore così importante come il turismo.