Oggetto del Consiglio n. 1828 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1828/XVI - Interpellanza: "Avvio delle procedure per accedere ai fondi PNRR dedicati allo sviluppo dei settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo".
Bertin (Presidente) - Punto n. 41. Per l'illustrazione, il consigliere Planaz ne ha facoltà.
Planaz (LEGA VDA) - Come in tutti i settori, la parola "Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, PNRR" si sente evocare abbastanza da tutti gli organi di stampa, da progetti, non progetti e quant'altro, poi quando entriamo nel merito dei vari argomenti, diviene di difficile applicazione.
Il 30 aprile 2021 l'Italia ha presentato alla Commissione Europea il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Piano intende rilanciare il Paese dopo la crisi pandemica, stimolare la transizione ecologica digitale, favorire un cambiamento strutturale dell'economia, a partire dal contrasto delle disuguaglianze di genere, territoriale e generazionale.
Il Piano si compone in sei missioni e sedici componenti, che si articolano intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione, innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale, penso che siano le parole che sentiamo ripetere soventemente.
Il Piano deve inoltre rispettare il principio di non arrecare danno significativo, è normale.
Per quanto riguarda gli interventi relativi, in questo caso, al mondo dell'agricoltura, il Ministero delle Politiche agricole è titolare delle seguenti misure... e tra le misure quella citata dal Segretario Jordan, che va a intervenire su una di quelle più importanti, al di là delle altre sei, che non vorrei che si dimenticassero, perché soprattutto in un periodo di crisi idrica, energetica e quant'altro, ci sarebbero anche delle misure per rendersi autosufficienti per quello che riguarda parchi agrisolari, agrosistema irriguo...
Soffermiamoci su quanto scritto sui contratti di filiera, poi lo valuteremo e ci potremo confrontare; per quanto riguarda la nostra Regione, al di là di tutta una serie di prodotti di ottima qualità, a mio avviso vi è la difficoltà di arrivare al consumatore, anche fuori regione, per i costi altissimi, causati sia dalla logistica, perché abbiamo delle piccole quantità di prodotti e dobbiamo distribuirli in altre attività che rispecchiano le nostre, perché andiamo ad esempio in rivendite o quant'altro che hanno bisogno di una visibilità, ci vuole il tempo per spiegare il costo superiore, al di là della quantità, ma anche dei costi di produzione e tutto del nostro prodotto, e l'occhio mi cade su questa misura: visto che sono misure importanti e non possono essere eseguite da un gruppo di aziende o quant'altro, ma servirebbero delle forme più associative, più robuste che possono avere dei progetti più importanti e avere, allo stesso modo, delle risorse più importanti per creare delle nuove filiere e inserire i nostri prodotti nel mercato a dei costi per cui anche chi li rivende sia agevolato.
Per questo i miei quesiti: se siano state avviate le procedure per accedere ai fondi del PNRR per quanto attiene il settore agricolo e, in caso non fossero state avviate le procedure, se l'Amministrazione ha intenzione... o ha qualcosa in vista per accedere a questi fondi; conosciamo tutti la difficoltà che si ha per ideare i progetti e quant'altro, ma almeno capire se c'è qualche possibilità o provarci almeno.
Presidente - Risponde l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Secondo quanto previsto, il Decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale 192 del 18 agosto 2022, che fornisce le direttive necessarie all'avvio della misura "Sviluppo dei settori agroalimentari, pesca, acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo", non ammette le regioni amministrative come soggetti beneficiari delle agevolazioni, in quanto rivolto principalmente alle imprese e agli organismi di ricerca.
Questa caratteristica del PNRR, stabilita a livello nazionale dai partiti che sostenevano il Governo, non facilita certamente le Regioni e gli enti locali, che spesso si vedono spettatori di bandi che, soprattutto in Regioni le cui le imprese e le organizzazioni beneficiarie dei bandi, consorzi irrigui, singoli e privati, non hanno una struttura organizzativa o una capacità economica tale, questo non è dovuto a una carenza organizzativa ma semplicemente a volte ad una dimensione territoriale, quindi da poter in poco tempo progettare e partecipare alle complesse procedure; caso un po' noto è quello dei Consorzi di miglioramento fondiario, che i diversi bandi sul Piano irriguo nazionale non favoriscono di certo, quindi parliamo di bandi nazionali e non di PNRR.
Diversi di questi però si stanno organizzando, anche con sinergie tra consorzi. In tale direzione il supporto dell'Amministrazione, in questa fase nel completare i percorsi di mappatura e validazione dei dati relativa ai comprensori irrigui, il cosiddetto SIGRIAN, di cui abbiamo già più volte parlato, in modo da permettere ai consorzi di miglioramento fondiario di procedere.
Qui abbiamo degli esempi che sicuramente conoscerà come i consorzi di Saint-Pierre e Cumiod-Montovert, li abbiamo già citati, che sono riusciti a reperire risorse importanti.
Un percorso di affiancamento e supporto ai consorzi - l'abbiamo detto tante volte, e pian piano la situazione sta migliorando - che non è riferito solo ad aiutarli nel complesso mondo dei bandi nazionali, ora in parte confluiti nel PNRR, in concorrenza con i grandi consorzi di bonifica della Pianura Padana e delle grandi Regioni agricole, ma anche su altre tematiche, come quella ben nota sul discorso della responsabilità dei Presidenti, delle spese di gestione, delle infrastrutture.
In tal senso è necessario aumentare la presenza dei nostri consorzi in ANBI manutenzione, "Associazione nazionale delle bonifiche, dell'irrigazione e dei miglioramenti fondiari", in modo da avere una presenza più strutturata e più forte, da qui poi è nata l'esperienza del Comune di Saint-Pierre e che stiamo seguendo anche da vicino, pur non avendo possibilità come Regione di accederci direttamente, ma siamo al fianco dei consorzi proprio per cercare di creare delle condizioni anche di liquidità, in modo che questi possano partire con le progettazioni preliminari e una rete strutturata che vada dagli uffici regionali agli uffici comprensoriali, ne abbiamo alcuni esempi, e alle realtà territoriali.
Come abbiamo già potuto far presente in numerose occasioni, e non solo qui, invece tutti i ragionamenti sul piano dei bacini idrici e irrigui, ma anche se pensiamo ai bacini per il rinnovamento, devono essere fatti su una regia regionale con il coinvolgimento di tutti gli attori.
Tornando al bando oggetto dell'interpellanza, i bandi potenziali relativi al settore agricolo delle risorse naturali e silvo-culturali, il Dipartimento Risorse Naturali, Corpo Forestale e Dipartimento Agricoltura pone l'attenzione alta sui bandi che stanno uscendo - ad oggi non ne sono usciti ma stanno uscendo - al fine di creare la struttura e di poter vedere là dove possiamo essere individuati o come potenziali beneficiari o comunque come supporto di coloro che saranno coinvolti.
Essendoci tra l'altro attivati con un monitoraggio costante dei bandi emanati dai principali Ministeri, in stretta collaborazione con la struttura semplificazione e supporto procedimentale e progettuale per l'attuazione del PNRR in ambito regionale, per quanto di competenza, si conferma assolutamente l'intenzione di accedere a tali risorse, qualora le Regioni dovessero essere tra i beneficiari dei tali, e l'intenzione di supportare gli enti che saranno coinvolti.
Tra le prossime modifiche al PNRR annunciate si auspica proprio in tal senso un maggior coinvolgimento diretto delle Amministrazioni locali e una più attenta distribuzione delle risorse, anche in un'ottica che sia sempre più con una visione territoriale.
Presidente - Per la replica, consigliere Planaz.
Planaz (LEGA VDA) - Mi fa piacere che almeno su questo argomento ci si muova assieme in un'unica direzione, perché, come lei ha sottolineato all'inizio della discussione, le imprese hanno difficoltà a formare progetti, non hanno le caratteristiche per affrontare da sole queste misure, per mettere in piedi dei progetti per poi poter reperire a questi fondi.
È per questo che, a mio avviso, una cabina di regia regionale che faccia così da "bacino" di tutte le associazioni, di tutte le piccole aziende, per poterle agevolare, se è possibile, perché poi non è mica detto che si partecipi ai bandi e si riesca ad avere le risorse; però come è giusto per i bacini, per quanto riguarda il reparto idrico, io prima non l'ho tanto citato, ho citato solo le cinque-sei misure, però sono cose che dovremmo coinvolgere tutti assieme, perché poi tanto alla fine ne usufruiamo tutti dell'acqua - per uso umano, agricolo e industriale - e se evitiamo gli sprechi e andiamo a creare delle strutture per evitare gli sprechi e quant'altro, secondo me poi ne va a beneficio di tutti.
È per questo che avere una cabina di regia che intervenga su questi progetti, secondo me, è proprio necessario, poi mica è sicuro che quando si aderisce a dei progetti, soprattutto di quest'entità e di queste difficoltà, perché sto seguendo e vedo un po' com'è l'andamento anche a livello fuori della nostra Regione, non è che sia sempre semplice aderire a questi fondi... però fare il possibile per dare più risposte possibile, per dare delle risposte al territorio con fondi che in questo momento sono a disposizione per rilanciare tutta un'intera filiera.
