Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1822 del 22 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1822/XVI - Interpellanza: "Politiche di utilizzo della biomassa per scopi energetici e misure di aiuto per l'acquisto di pellet o per l'efficientamento dei gruppi termici esistenti.".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 35 all'ordine del giorno. La parola al consigliere segretario Distort.

Distort (LEGA VDA) - La presente interpellanza affronta temi e argomenti che sono già stati comunque sviscerati nelle iniziative precedenti a vario titolo, però repetita iuvant, ma soprattutto quando questa ripetitività ha come obiettivo il sano intento di stimolare, sollecitare il Governo e gli Assessorati competenti a mettere in moto meccanismi virtuosi per il benessere e il bene della Valle d'Aosta.

La strategia, che è contenuta in quest'interpellanza e vuole che nasca e che si attivi nel Governo, sappiamo benissimo che nasce da un progetto e un progetto nasce da un'analisi. Allora, dal punto di vista dell'analisi, noi ci rendiamo conto che possiamo partire da due presupposti: il primo presupposto è il più evidente, è veramente all'ordine del giorno, ne abbiamo parlato ampiamente anche ieri nella misura di legge che poi è stata portata all'approvazione ed è l'aumento dei costi energetici e la preoccupazione di chi, negli anni recenti, ha investito i propri soldi per sostituire il proprio gruppo termico da un'alimentazione basata su fonte fossile a fonte rinnovabile e l'amara constatazione quest'anno legata all'aumento del pellet che si attesta sull'ordine del 100 percento rispetto all'anno precedente. Questo è un primo elemento di analisi del tutto evidente ma è bene riferirlo perché il mio modo di ragionare, voi sapete, procede per sillogismi, io ho bisogno di avere le due proposizioni per arrivare alle conclusioni.

La seconda proposizione e il secondo presupposto è la constatazione - e di questo ne abbiamo già parlato ma voglio ritornare a parlarne perché è estremamente importante - che in Valle d'Aosta la superficie dell'area boscata rispetto all'intero territorio regionale ricopre il 30 percento della superficie complessiva del territorio regionale. Questo indice di boscosità, così si chiama in termini tecnici, pari al 30 percento, è da leggersi, come detto, in rapporto all'intera superficie del nostro territorio, tenendo conto anche di tutta la superficie che supera i 2.000-2.500 metri di altezza. Noi quindi abbiamo una disponibilità di materia prima imponente ma chiaramente non dico che il bosco diventa ipso facto materia prima, non mi permetterei mai, ho una formazione... anche come gruppo abbiamo condotto e stiamo conducendo approfondimenti, studi, esulando quindi dal semplice passaggio logico che noi intendiamo utilizzare le risorse forestali per alimentare le nostre necessità di energia, ma noi sappiamo benissimo che le risorse forestali hanno assolutamente bisogno annualmente di una manutenzione. La manutenzione presuppone andare a selezionare all'interno dei nostri boschi le piante malate, le piante cadute, le piante, tutta quella massa lignea che non permette una corretta sopravvivenza del bosco. Questo è l'atteggiamento più virtuoso e veramente ambientalista nei confronti della risorsa bosco, perché essere ambientalisti vuol dire prendersi cura, non significa abbandonare a sé stessa una realtà. Tutta quest'attività di manutenzione assolutamente virtuosa purtroppo pesa sulle casse della Regione come costo, allora ecco che noi ci troviamo paradossalmente in una necessità energetica, abbiamo una tecnologia che permette di utilizzare la biomassa a scopo non solo di produzione di riscaldamento, ma anche di produzione di energia elettrica, tra l'altro, peraltro stoccabile e quindi utilizzabile a necessità, quindi abbiamo tutti i vantaggi; dall'altro lato abbiamo delle spese di manutenzione paradossalmente per gestire questa biomassa, per gestirla intesa proprio come pura attività di manutenzione del bosco.

Allora il sillogismo vuole arrivare a una conclusione e la conclusione è questa: vogliamo mettere in atto politiche che permettano di trasformare un punto di debolezza in opportunità, che permettano di trasformare i costi in investimenti, che permettano di trasformare l'impegno di attività come costo per l'ente pubblico in un investimento per renderci autonomi, per migliorare la nostra visione, la nostra condizione di autonomia? Perché, colleghi, il concetto di autonomia va sviscerato in tutti i suoi risvolti, compresa la capacità di essere autonomi nel reperimento di materie prime, questo è l'uso virtuoso dell'economia, questo è quanto si aspetta la popolazione da un Governo regionale che debba dimostrarsi all'altezza.

Con queste premesse, leggo i quesiti specifici dell'interpellanza: "quali siano gli approfondimenti in corso in merito all' incentivazione di uno sfruttamento della filiera forestale verso la realizzazione di biomassa per scopi energetici, nella linea di una politica di valorizzazione delle risorse territoriali e di chilometro zero e quali siano la visione e le strategie che si intendono porre in atto, con quali azioni, con quali strumenti e con quali risorse, se si intendano - secondo quesito - parallelamente porre in atto misure di aiuto - ecco, questo secondo quesito sappiamo che è stato oggetto di ampia discussione ieri, comunque, per onor di cronaca, lo ribadisco - se si intendono parallelamente porre in atto misure di aiuto agli utenti per sostenere l'aumento dei costi relativi all'acquisto di pellet o di extraincentivi, oltre a quanto previsto dalla vigente disciplina statale, per l'efficientamento dei gruppi termici esistenti, conversione dei gruppi termici alimentati da fonti non rinnovabili con apparecchi alimentati da fonti rinnovabili e sostituzione dell'apparecchiatura biomassa, eventualmente già esistente, con modelli di stessa tecnologia ma di nuova generazione, oltre alla conversione, ovviamente, verso altre tecnologie a basso impatto ambientale".

L'autorizzo, Assessore, che mi sta per rispondere, che sul secondo punto può sorvolare, ma quello che è fondamentale è il primo punto dell'interpellanza.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Avevamo predisposto la risposta su entrambi i punti e ringrazio per quel che riguarda il secondo, anche la Struttura Sviluppo energetico sostenibile del collega Bertschy con il quale le mie strutture si sono interfacciate, Assessorato con il quale stiamo anche lavorando proprio sullo sviluppo della filiera legno.

Venendo al primo quesito, si ricorda che proprio in relazione ai limitati prelievi legnosi nei boschi della nostra regione, alla volontà di progredire nello sviluppo della filiera foresta-legno regionale, con un provvedimento dirigenziale, era il n. 6842 del 14 novembre 2019, è stato affidato all'Istituto per le piante da legno e l'ambiente, più noto come IPLA S.p.A di Torino, il servizio di valutazione delle filiere forestali dei boschi della Valle d'Aosta con l'obiettivo principale di formulare gli scenari di uso sostenibile delle risorse forestali regionali, in particolare attraverso la valutazione e la promozione delle filiere del legno locale. Lo studio è stato effettuato nel 2020, consegnato nella sua versione definitiva nel 2021 e, come noto, era stato illustrato in un'interessante e proficua seduta della III Commissione svoltasi il 30 novembre del 2021. I risultati dello studio sono stati messi a disposizione, non di meno traendo spunto anche da quanto emerge dallo studio si evidenzia e si illustra quanto segue, poi magari le darò una copia così potrà analizzarla: circa il 57 percento dei 98.869 ettari di foreste sono di proprietà privata, ovviamente riferito alla nostra Regione. La ripresa potenziale dei boschi serviti è stimata in un periodo di quindici anni in circa 2,7 milioni di metri cubi, pari a 181 mila metri cubi annui, di questo circa un 45 percento considerato legname da opera, un 50 percento legname da ardere e triturazione ai fini appunto energetici, un 5 percento di paleria.

La maggioranza delle proprietà private sono frammentate, di piccole dimensioni, prive di piani di gestione forestale. È necessario dotarsi del programma forestale regionale e dei piani forestali di indirizzo territoriale e aggiornare, di conseguenza, i piani di assestamento forestale di cui sono dotati quasi tutte le proprietà pubbliche, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 34/2018 e dal successivo decreto ministeriale del 28 ottobre 2021.

L'Assessorato, attraverso i dirigenti e funzionari delle strutture competenti, ha partecipato attivamente al Tavolo di concertazione permanente del settore forestale istituito con decreto ministeriale del 26 giugno 2019 e ai gruppi di lavoro a esso afferenti.

L'adozione di suddetti strumenti di pianificazione permetterà quindi di calibrare le politiche di incentivazione della filiera forestale anche ai fini energetici, contemperandoli con la produzione legnosa a fini strutturali e con gli altri servizi ecosistemici assicurati dalle foreste della Valle d'Aosta, tra cui l'irrinunciabile e prevalente funzione di protezione diretta.

Tra gli aspetti che si intendono inoltre approfondire in modo integrato nei suddetti strumenti di pianificazione e in modo parallelo con azioni mirate, anche avvalendosi di fondi nazionali menzionati, nonché anche di quelli previsti dal Programma di Sviluppo Rurale, si evidenzia un'analisi del mercato dei prodotti legnosi, anche relativamente all'attività delle decine di segherie operanti nel territorio e al contesto interregionale e internazionale, in continua e talora imprevedibile mutazione e la valorizzazione e la qualificazione delle imprese forestali.

Per quel che riguarda il Programma di Sviluppo Rurale, stiamo portando avanti il lavoro proprio partendo un po' anche da quelle criticità di quelle misure che riguardano questo settore, criticità che erano emerse e che sono state anche qui discusse. Si ricorda in tal senso la delibera di Giunta regionale n. 713/2021 di recente approvazione, ai sensi dell'articolo 77 della legge regionale n. 8/2020, dove si è voluto disciplinare l'Albo delle imprese forestali e degli elenchi degli operatori e istruttori forestali della Regione e l'inserimento nel repertorio regionale di cui alla delibera di Giunta regionale 396/2018 dei profili professionali regionali di operatore forestale e di istruttore forestale in abbattimento, allestimento ed esbosco dei relativi standard formativi. Attualmente sono iscritte all'albo dieci imprese di piccole dimensioni, la maggior parte delle quali ha tuttavia necessità di completare il percorso, mentre un'altra decina ha palesato il proprio interesse ai percorsi formativi. In tal senso è in fase di approvazione un bando a valere sui fondi residui del PSR 2014-2020 e ulteriori corsi potranno essere attivati con i fondi nazionali. Il confronto con queste aziende è continuo, si stanno organizzando anche tra loro e un po' è finalizzato anche alla nostra volontà di rilanciare la filiera.

Infine si evidenzia che, nell'ambito del lavoro della preparazione come dicevo del PSR, si è partecipato attivamente alla definizione delle azioni di interesse forestale, che consentiranno di disporre di ulteriori risorse per il settore e di renderle più adeguate alle esigenze della realtà valdostana.

Si sottolinea inoltre che le attività sopraesposte sono alquanto articolate, prevedono continui approfondimenti di tipo contenutistico, normativo e procedurale e presuppongono frequenti interazioni con gli addetti ai lavori presenti sul territorio.

Analoghi risultati erano emersi con riferimento allo sfruttamento della filiera forestale per la produzione di biomassa per scopi energetici e si ritrovano nello studio effettuato nell'ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Alcotrà 2007-2013, denominato "Renerfor". Grazie all'attuazione appunto di questo progetto, è stato possibile trarre alcune importanti considerazioni sul bosco, che è per sua natura multifunzionale, per cui la sua gestione non può transigere dal concetto di sostenibilità e non può essere considerato esclusivamente come una coltivazione di biomassa ai fini energetici.

Al fine di ridurre la domanda di biomassa e limitare quindi i quantitativi da importare, occorre agire sulla diminuzione dei consumi. Ciò può essere fatto principalmente riducendo il fabbisogno energetico degli edifici con interventi di riqualificazione energetica degli involucri perché possono portare, come lei ben sa, portare a risparmi anche del 50 percento del fabbisogno termico e tramite una graduale sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con altri tecnologicamente più avanzati, sia su caldaie centralizzate, sia apparecchi domestici. I rendimenti di combustione possono infatti aumentare da una media del 50 percento per gli impianti obsoleti a valori prossimi al 90 percento per tecnologie di nuova generazione. È indispensabile valutare lo sviluppo degli impianti a biomassa anche su base delle esigenze di tutela della qualità dell'aria. Infatti l'adozione di tecnologie a biomassa concorre a ridurre le emissioni di CO2, soprattutto se viene effettuata una valutazione comparativa globale sull'utilizzo di fonti fossili che includa tutti i consumi di energia non rinnovabile che avvengono lungo la filiera di produzione dei prodotti petroliferi, estrazione: lavorazione, stoccaggio, conversione, costo energetico dei macchinari e delle attrezzature impiegate per le singole fasi. Dall'altro, però, la combustione della biomassa legnosa porta all'emissione di particolari ossidi d'azoto, composti organici volatili e monossido di carbonio superiori ai combustibili gassosi, quali metano e GPL.

L'importanza della biomassa a scopi energetici è altresì ribadita nella Roadmap per una Valle d'Aosta Fossil Fuel Free al 2040, con la quale si evidenzia che, per il raggiungimento dell'obiettivo della decarbonizzazione al 2040, la biomassa, specie se prodotta localmente, può costruire un valido combustibile e l'efficientamento di stufe e caminetti può contribuire a ridurre, ma non azzerare l'inquinamento del prodotto di tale tipo di combustibile.

Detto ciò, quindi colgo il suo invito per quel che riguarda il secondo quesito di cui abbiamo già dibattuto ieri, le farò comunque pervenire l'intera risposta e la ringrazio ancora dell'iniziativa.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere segretario Distort.

Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Mi permetta un endorsement a suo favore, lei è stato mandato come pecora in mezzo ai lupi, i lupi non siamo noi Leghisti, i lupi sono le sfide relative all'energia, per cui apprezzo questo suo senso di dedizione, ma l'intervento e l'iniziativa di sollecito è per tutto il Governo che, come squadra, deve mettere in gioco tutte le proprie forze e tutte le proprie competenze, perché è vero che parliamo di risorse forestali, ma parliamo di filiera dell'energia, parliamo quindi di attività produttive, parliamo quindi di imprese, parliamo quindi di visione, parliamo di capacità di essere autosufficienti, di non dipendere dalle importazioni almeno in questo settore dove noi abbiamo la materia prima in abbondanza.

Il primo invito è questo: a un gioco di squadra, poi l'altro invito è ricordare che governare così come lo intendiamo noi non è esercitare un potere, governare è accettare le sfide, accettate le sfide. Soprattutto dal punto di vista energetico, la sfida è imponente, dal punto di vista ambientale, anche la sfida è imponente, ma è imponente anche non solo la garanzia di una qualità ambientale, ma è imponente anche la capacità, la lucidità di capire che cos'è per davvero la sostenibilità ambientale. Tra l'altro, in merito al fatto che la biomassa, nel momento che brucia, crea emissioni, allora intanto noi sappiamo perfettamente, e vi do un dato tecnico, che un albero marcio caduto a terra e che si lascia imputridire emette la stessa CO2 che emette durante la sua combustione, quindi il saldo, al netto della CO2, è saldo a zero. Non parliamo poi invece di che cosa produce durante la sua vita la biomassa: produce ossigeno, quindi un apporto positivo. Questa è visione ambientalista, questa è vera visione ambientalista.

Rendiamoci anche conto che la tecnologia viene in nostro supporto, perché anche le emissioni di micro polvere, o comunque di sostanze ulteriori rispetto alla CO2, vengono già risolte con la tecnologia. Ci sono sistemi di tecnologia avanzatissimi, studi avanzatissimi sui sistemi di filtraggio. Noi quindi cerchiamo di tenere la barra dritta sulla capacità, sulla volontà, sulla disponibilità, sull'autonomia di dover gestire e di poter gestire le nostre risorse, una materia prima che abbiamo in abbondanza, e non facciamoci condizionare da falsi ambientalismi. Questo è assolutamente fondamentale perché attraverso l'utilizzo della biomassa e quindi delle risorse forestali, come ho già detto in presentazione e ribadisco ancora, noi mettiamo insieme ambiente, lavoro, energia, economia e con economia mettiamo anche indipendenza dalle importazioni, vogliamo declinare in maniera diversa questa parola "indipendenza" e vogliamo chiamarla autonomia? Non è slogan, non è ambito di campagna elettorale, è materia su cui noi abbiamo giurato come Consiglieri regionali. Infine il paesaggio. Questo quindi è il tenore che si aspetta la Valle d'Aosta, che si aspettano i Valdostani da chi li governa. Allora o riuscite a dare delle risposte, e delle risposte che vanno fino in fondo in questa linea e che risolvano, anticipano e velocizzano tutti i passaggi, oppure voi non state dando delle risposte. È chiaro che il mio augurio cristianamente è che voi riusciate in questo impegno, ma l'augurio non è tanto per salvare la vostra faccia, quanto per salvare la Valle d'Aosta.