Oggetto del Consiglio n. 1788 del 21 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1788/XVI - D.L. n. 75: "Misure urgenti in materia di contenimento dei costi energetici delle famiglie e a favore degli investimenti delle imprese. (Approvazione di un ordine del giorno)".
Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori del Consiglio di questo pomeriggio. Chiedo al collega segretario Jordan di procedere all'appello. Alla presenza di 30 Consiglieri, riprendiamo l'analisi del D.L. 75. Eravamo alla fase di replica del Governo. Si è prenotato l'assessore Barmasse, ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - Inizio ringraziando tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito di questo disegno di legge che ritengo essere sicuramente non completamente risolutivo. Sono state fatte varie considerazioni sulla possibilità e sull'entità delle risorse, ovviamente le risorse non sono infinite, ma ritengo che sia stata una misura importante, ed è importante proprio per cercare non dico risolvere, ma dare un sostegno al problema dei costi energetici e delle ricadute che questi aumenti hanno avuto e avranno sulle famiglie e sulle imprese.
Direi che questo è un segnale importante della volontà di questo Governo di intervenire integrando le misure attuate a livello nazionale; sapete che a livello nazionale le risorse non sono state particolarmente significative, il limite Isee è di circa 12 mila euro quello a cui il Governo ha fatto riferimento, quindi è una fascia decisamente più bassa.
Terrei - e di questo non me ne voglia l'assessore Bertschy - a riprendere un argomento che lui ha trattato e che ritengo veramente importante, ossia questa dicotomia che si è un poco evidenziata tra gli aiuti alle famiglie e alle imprese, come se queste fossero due entità diverse, con dignità diverse, o come se noi amministratori - parlo di tutti noi - dovessimo considerarle in competizione tra loro. Io penso che un Governo - o comunque noi come Consiglio regionale - debba occuparsi del sistema Valle d'Aosta: il sistema Valle d'Aosta è fatto dalle imprese e da coloro che producono reddito e lavoro, di conseguenza questo determina un minor impoverimento delle famiglie, anche perché se noi focalizzassimo tutte le nostre attenzioni solamente - e non dico "solamente" in termine diminutivo ma in senso ripartitivo - sulle famiglie che hanno delle difficoltà, questo vorrebbe dire magari avere delle risposte adesso, ma non poterle dare in seguito, perché se non abbiamo delle risorse finanziarie, se non abbiamo delle imprese che creano lavoro e occupazione, non possiamo neanche ridurre la platea delle persone che necessitano di aiuti economici né possiamo avere questi aiuti economici.
Direi, quindi, che è abbastanza miope, e a volte anche un po' strumentale, non riconoscere che il buono stato di salute del nostro tessuto imprenditoriale abbia un impatto positivo sulla crescita economica, ma soprattutto sul benessere dei lavoratori e delle loro famiglie.
Mettendo in evidenza poi alcuni aspetti più puntuali della legge - io direi anche innovativi rispetto a misure a livello nazionale - vorrei evidenziare appunto che una scelta importante è stata quella di portare l'Isee a 20 mila euro: questa è una scelta che è stata condivisa anche con le Associazioni, con i portatori di interesse e con i sindacati, perché troppe volte - a mio avviso - ci dimentichiamo di una fascia, della quale il Governo centrale si è dimenticato, la fascia di quelli che hanno un reddito basso, o medio-basso, che viene - come dicevo - dimenticata. Sono delle fasce che non prendono mai aiuti, ma che sono in grossa difficoltà e sono forse il tessuto sociale più importante della nostra società, perché sono persone che lavorano, che si danno da fare e non ricevono mai nulla. In questo momento di crisi avere 20 mila euro circa di Isee non vuol dire certamente essere ricchi, ma vuol dire magari avere dei figli all'Università e dover pagare le bollette, così come tutti gli altri, a fine mese.
Ritengo, quindi, che l'aver portato a 20 mila euro l'Isee sia stato sicuramente una cosa importante, un provvedimento importante e condiviso, come dicevo, anche con le varie Associazioni, i sindacati e tutti coloro che abbiamo incontrato in questo periodo.
Per quanto riguarda i tempi relativi all'iter della legge, vorrei comunque ribadire che le poche settimane intercorse per il reperimento dei fondi - con l'assestamento due mesi fa e l'approvazione del disegno di legge da parte della Giunta - sono state necessarie per instaurare un proficuo confronto con tutte le Associazioni di categoria, proprio per evitare che accadesse quanto rilevato da qualche collega, ossia correre il rischio di presentare un disegno di legge che non scandagliasse a sufficienza le istanze dei potenziali beneficiari o di cui, in un periodo di crisi sanitaria, economica ed energetica qual è quello attuale, non si fossero esaminate attentamente le ricadute.
Prima si parlava d'impegno da parte del Governo, io direi che l'impegno da parte del Governo è stato più che evidente, sia nella legge di assestamento in cui sono stati stanziati 12 milioni di euro per le imprese e per le famiglie, sia con la presentazione di questa legge in cui questi fondi... mi piace parlare di soldi più che di risorse, così magari se qualcuno ci ascolta le cose sono molto più chiare, questo è l'impegno del Governo.
Ovviamente, come dicevo già prima, i soldi non sono mai sufficienti, la crisi economica è qualcosa di molto più grande di noi, non è colpa nostra, il Governo regionale sta cercando di fare quanto possibile, compatibilmente con le risorse regionali.
L'impegno che il Governo regionale ha preso e prende con i cittadini direi che è piuttosto evidente. Ci sono due leggi, una legge di assestamento e l'attuale legge, per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie e alle imprese.
Per quanto riguarda, invece, il fatto che qualcuno rimanga fuori - il famoso "Click Day" che piace così tanto - io direi che, come è già stato affermato - se non ricordo male anche dal consigliere Chatrian, di maggioranza - stiamo reperendo dei fondi importanti da immettere in questa misura, nella misura delle famiglie, che potrebbe portare a un aumento di circa il 33% o anche di più dell'attuale impegno economico.
Da questo punto di vista mi sento di confermare quanto ha già detto il consigliere Chatrian, cioè che nessuno rimarrà fuori, questo è un impegno che è già stato preso anche dal Presidente in Commissione, quindi non solo nessuno rimarrà fuori, ma anche l'entità degli aiuti, verrà aumentata - a mio avviso - in maniera considerevole.
Volevo fare solamente una puntualizzazione sull'entità della cifra. La consigliera Erika Guichardaz riferendosi al "Bon de chauffage" parlava di più di 7 milioni di risorse, in realtà in quella legge le risorse sono state circa 5 milioni e quello che è stato poi in realtà dato alle famiglie non arrivava ai 4 milioni di euro.
Quindi direi che anche in relazione al "Bon de chauffage" questo investimento e queste risorse sono state trovate dalla Regione, dal Governo e, come ho già detto prima, verranno significativamente integrate. Prima ho sentito dire: "Allora perché non lo avete fatto?". Beh, chi fa dell'amministrazione la conosce e sa che non è così facile fare degli spostamenti dei fondi dai capitoli: ci vogliono delle leggi, non è una cosa semplice ma questo è quello che sta facendo il Governo attuale e questo è quello che vedremo successivamente.
Questi sono impegni che il Governo regionale si prende, soprattutto con i cittadini.
Visto che io di solito non parlo molto, direi che i punti che ritenevo più significativi siano stati toccati. Nella delibera attuativa si faranno delle valutazioni su quelli che saranno i criteri, che potrebbero non essere solamente criteri legati all'Isee e al numero dei componenti del nucleo familiare; valuteremo quelle che possono essere - sempre nell'interesse dei cittadini - "ulteriori caratteristiche" di accesso a questa norma, a questo aiuto.
Questo è un ulteriore impegno che si prende il Governo e lo porteremo a termine.
Presidente - Sempre per la replica del Governo, l'assessore Jean-Pierre Guichardaz si è prenotato, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - Riguardo ai contenuti e agli effetti di questo provvedimento, non ho tanto da aggiungere rispetto a quanto detto dai colleghi di maggioranza, ma anche dai colleghi dell'opposizione. Ciascuno ha portato, a mio parere, un contributo importante alla discussione, mettendo sul tavolo le proprie idee, le proprie sensibilità e le proprie soluzioni.
Il momento è drammatico e mi pare di comprendere che tutti in quest'aula siamo consapevoli che qualunque misura non possa essere considerata risolutiva e sufficiente.
Tutti, a prescindere dalla collocazione politica, hanno rilevato la difficoltà del momento presente che, non vorrei ci dimenticassimo - al di là della siccità e del tema del cambiamento climatico, del buco dell'ozono, di altre macro cause che conosciamo tutti, che ormai hanno effetto non solo più sui ghiacciai o sull'innalzamento del livello delle acque, ma anche sui nostri fontanili, sui nostri pascoli, addirittura sui nostri orti - che questa crisi energetica e il conseguente impoverimento di imprese e di cittadini, ha una causa primordiale molto chiara, cioè - come è stato accennato anche dal collega Bertschy - il conflitto russo-ucraino, che anche lo stesso presidente Putin ha ormai classificato come una vera e propria guerra e non solo più come "un'operazione speciale", un termine tragicamente grottesco che ha cercato per mesi di nascondere un'azione di guerra totale, non solo contro l'Ucraina ma contro la Nato e contro tutto l'Occidente, come peraltro ha ribadito il Presidente della Federazione russa, durante il suo recentissimo discorso davanti alle telecamere, nell'ennesimo tentativo di sovvertire la realtà dei fatti derubricando un vero e proprio attacco a un Paese sovrano in "Guerra di difesa del Paese", ha proprio detto così mentre annunciava addirittura la mobilitazione di oltre 300 mila riservisti e dichiarava di non escludere neppure l'uso delle armi atomiche in risposta addirittura alle minacce della Nato.
Ma al di là delle macro cause che forse, per timidezza, sono state poco dibattute in quest'aula - anche forse per il timore di toccare temi sensibili in una delicata fase politica, mi riferisco alle prossime elezioni nazionali, naturalmente - la discussione di oggi ha giustamente limitato il tiro alle misure messe in atto a livello locale e che tutti sappiamo - come dicevo prima - non essere risolutive, ma che non definirei neanche un palliativo, considerato che comunque si tratta sempre di 12 milioni di euro che sono poi corrispondenti a 24 miliardi delle vecchie lire che forse, dette così, fanno un po' più effetto.
Il collega Chatrian questa mattina ha accennato alle varie disposizioni messe in atto in questi ultimi due anni e mezzo - anche con l'avallo e il contributo positivo delle opposizioni, contributo che va assolutamente riconosciuto e apprezzato, a prescindere poi dai voti finali sui vari provvedimenti - delineando un quadro più ampio dell'azione politica di questa legislatura e anche della precedente, in cui io non c'ero ma che, da semplice cittadino, ho apprezzato per il pragmatismo e per la sua trasversalità per quanto concerne proprio la discussione e i provvedimenti assunti per queste finalità, mettendo in risalto che i 12 milioni di euro sono la punta dell'iceberg di un'azione molto più robusta durata due anni e mezzo, da quando cioè la pandemia ha cominciato a minare una ripresa economica e finanziaria timida ma innegabile, anche se sempre fragile e mai al riparo delle mille minacce alle quali, purtroppo, ci si abitua in fretta.
Ricordiamoci che solo negli ultimi vent'anni abbiamo avuto il terrorismo internazionale, la crisi economica devastante del 2008 e, per venire all'attualità, il Covid, la guerra Russia-Ucraina e la siccità, diciamo che ci mancano solo le cavallette e l'elenco delle piaghe si può dire completo.
Misure "local" per capirsi "regionali" per centinaia di milioni di euro, alle quali vanno aggiunte, e anche qua ci si dimentica spesso, le tantissime risorse provenienti dal PNRR - quasi 200 miliardi di euro solo per il nostro Paese - e quelli provenienti dallo Stato a vario titolo.
A tale proposito voglio solo segnalare che il Fondo montagna, le famose risorse provenienti dallo Stato a favore delle imprese di montagna, è stato interamente utilizzato in Valle d'Aosta. Dei quasi 29 milioni di euro, sono stati erogati quasi 18 milioni ai sensi dell'articolo 9 della legge 15/2001 - e parliamo di 1.408 imprese turistiche beneficiarie - e oltre 11 milioni sono stati erogati o sono in fase di erogazione - speriamo entro settembre - a ben 1.421 beneficiari, ai sensi dell'articolo 2 della legge 14/2022.
Segnalo anche i contributi ai maestri di sci, 4 milioni di euro, e alle guide alpine, provenienti sempre comunque da fondi statali, rapidamente erogati in Valle con l'aiuto delle Associazioni di riferimento, che nuovamente ringrazio per la loro disponibilità.
A proposito del Fondo montagna, è utile che si sappia che la Valle d'Aosta è forse l'unica Regione -o siamo comunque in pochi, aspetto gli ultimi dati per avere un quadro proprio ad oggi - ad averlo interamente impegnato ed utilizzato.
Questo non per merito, forse, della politica - ognuno poi è libero di fare le sue valutazioni - ma sicuramente per il grandissimo lavoro che le strutture deputate hanno fatto e stanno facendo a conferma, ancora ce ne fosse bisogno, della grande efficienza di una macchina pubblica, a prescindere dalle maggioranze e minoranze del momento, che in più di un'occasione si è rivelata amica dei cittadini e delle imprese.
Voglio solo citare, a proposito di efficienza e di sinergia pubblico-privata, la rapidità con la quale gli Enti locali e la Regione hanno affrontato e fronteggiato i fatti di Courmayeur: solo qualche settimana fa, in pochi giorni è stato rimesso in funzionamento l'acquedotto, ripulito il greto del torrente, costruito un ponte di emergenza, destando credo l'ammirazione non solo di tanti amministratori pubblici del nostro Paese, ma anche stranieri.
Il collega Grosjacques, ma anche il collega Testolin, ma direi tutti i rappresentanti della maggioranza hanno ben rappresentato l'azione appunto della maggioranza fornendo dei dati emblematici dell'impegno economico della nostra Regione che - voglio dirlo sottovoce per non dare adito a polemiche inutili - quando si parla di sostegno alle fasce più deboli e bisognose, siano esse famiglie o imprese, entità come diceva qualcuno che spesso si confondono e si compenetrano, si traducono anche in un impegno in termini di scelte politiche. Le scelte sono sempre opinabili, per carità, organizzative, umane, le nostre strutture da oltre due anni e mezzo sono sotto stress permanente per convertire i provvedimenti della politica in azioni concrete.
Riguardo al settore che rappresento posso solo aggiungere alle tante cose dette dai colleghi nel corso della mattinata che le imprese turistiche e commerciali da questo provvedimento trarranno non solo un aiuto economico per quanto concerne le azioni di risparmio ed efficientamento energetico in atto, e per l'emergenza siccità che, è vero, riguarda le aziende agricole, ma non dimentichiamo la sinergia strettissima tra agricoltura e turismo che ha ben evocato tra l'altro il collega Sapinet nel suo intervento questa mattina, ma contribuiranno anche a dare un nuovo impulso a una green economy realista e pragmatica, e sottolineo realista e pragmatica, che non è solo più velleitaria o di nicchia, come poteva essere qualche anno fa, quando il cosiddetto ambientalismo sembrava una fissa per pochi naif con la testa fra le nuvole, ma una necessità imprescindibile, così come imprescindibile diventa un ragionamento sugli sprechi evitabili e sulla limitatezza delle risorse naturali, ciò a prescindere dal discorso sulla geografia delle risorse, su chi sia cioè il detentore attuale delle fonti energetiche.
Credo che ormai non sia più possibile prescindere da un modello di sostenibilità e durabilità, usando un francesismo, o quanto meno più attento al tema degli sprechi e dell'efficientamento anche nell'ambito del turismo e del commercio che, come sappiamo, sono settore iper energivori.
Solo una considerazione a margine e a chiusura, giusto per aggiungere un argomento di riflessione in questa fine di campagna elettorale, per dire che le risorse oggetto di questa discussione, i famosi 12 milioni, di fatto provengono dalla nostra compagnia regionale delle acque, la CVA, e sono a tutti gli effetti una redistribuzione a beneficio della comunità e delle imprese, risorse che non possono essere ovviamente redistribuite in forma di contributi per i noti meccanismi degli aiuti di Stato, ma che, di fatto, aiutano piccoli e grandi economie con un occhio all'ambiente, alla sostenibilità e alla lotta agli sprechi.
Presidente - Si è prenotato il presidente della Regione Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Qualche breve considerazione in replica rispetto a quanto è già stato detto in particolare dai miei colleghi in replica.
. Non mi ripeterò, proverò quantomeno a non farlo.
È stato ben sottolineato, ma lo sappiamo tutti, della situazione sociale ed economica che stiamo vivendo - senza dubbio con pochi precedenti nella storia recente - che si è aggiunta - e lo ha detto in maniera molto chiara e puntuale l'assessore Guichardaz anche agli ultimi due anni di pandemia il che crea veramente un combinato disposto che possiamo definire "Esplosivo", in particolare per le imprese e di conseguenza anche per le famiglie.
Quando si parla di misura di aiuto di qualsiasi tipo, di qualsiasi natura, il dibattito si apre sull'entità, sulle tempistiche, sul fatto che si potesse fare di più, che si potesse fare più in fretta.
Se chiediamo se questa misura potrà coprire gli aumenti dei costi che le famiglie, in particolare le famiglie più in difficoltà, stanno affrontando e dovranno affrontare nel prossimo inverno, la risposta è sicuramente no.
Se ci chiediamo se questa misura sarà sufficiente a coprire gli aumenti dei costi che le imprese stanno affrontando, con aumenti di costi energetici in particolare, senza entrare in altre dinamiche, in particolare del mondo agricolo dove oggettivamente ci sono state anche ulteriori difficoltà legate alla crisi idrica, anche qui sicuramente la risposta è no.
Avremmo voluto fare di più? Sicuramente sì. Avremmo potuto invece fare di più? Probabilmente meglio sì ma tanto di più a livello economico credo di no.
Quando si parla di una misura economica, come abbiamo già avuto modo di dire, e l'ho detto anche in Commissione, quando si ha una disponibilità finanziaria e questa deve essere ripartita, sono due sostanzialmente gli aspetti, che sono inversamente proporzionali: è proprio così matematicamente, cioè se vogliamo aumentare come politica gli importi di questi aiuti, ferma una disponibilità iniziale, diminuisce la platea.
Se, al contrario, la politica vuole aumentare la platea, è ovvio che diminuiscono gli importi degli aiuti. È una questione matematica, però di fatto è intorno a questi parametri che la discussione politica si è sviluppata già all'interno della maggioranza, prima di scaricare il disegno di legge in Giunta, sia dopo l'approvazione in Giunta del disegno di legge e il dibattito successivo con le organizzazioni sindacali, con il mondo datoriale eccetera.
È intorno a questo che la discussione politica si è svolta ed è intorno a questo che si poteva svolgere, non è che ci sono tante altre questioni.
È già stato sottolineato bene, in particolare dall'assessore Barmasse ma anche dai colleghi di maggioranza che sono intervenuti questa mattina, il fatto che questa misura va comunque ad ampliare in maniera anche importante la platea dei beneficiari - parlo della misura alle famiglie - e gli importi rispetto alla misura nazionale; questo è un aspetto che va sottolineato ancora.
Io credo che in questi frangenti non esista una verità o una soluzione che sia assoluta, o che sia oggettivamente giusta; il compito della politica è trovare delle soluzioni, trovare delle mediazioni, e questo è stato fatto.
Si è parlato tanto degli emendamenti presentati dalla maggioranza. Sono una cosa strana questi emendamenti presentati dalla maggioranza? Credo di no, credo che sia più strano forse il fatto che la minoranza non ne abbia presentato sulla parte economica, perché si è discusso tanto, già in Commissione, del fatto che questa misura era ritenuta non opportuna, non comunque confacente alla necessità del territorio, quindi - lo dico sinceramente, senza polemica o retorica - mi aspettavo degli emendamenti che proponessero degli spostamenti.
(intervento fuori microfono) ...certo che si fa, è una variazione di bilancio, bisogna fare delle scelte che si possano... (intervento fuori microfono) ...certo, ma può anche presentarla, il Consiglio come ben sa... reperendo e individuando delle risorse, ma soprattutto si potevano presentare delle modifiche sull'utilizzo dei 12 milioni, visto che non c'è nulla di più semplice quando il capitolo è individuato, degli utilizzi diversi all'interno della legge, ma questo non è stato fatto.
(intervento fuori microfono) ...sappiamo tutti come funzionano le cose senza cercare di raggirare la cosa, ma credo che sia abbastanza ovvio.
Non credo che sia il Governo, o la maggioranza, a essere in qualche modo assopito, come è stato detto stamani, o avvolto da torpori in qualche modo, perché credo che delle proposte potessero essere in qualche modo portate, ma non c'è stata questa proposta.
Quindi credo che anche di questo ne vada preso atto: è il Consiglio che legifera, il Governo applica le leggi, ha un potere esecutivo; ovviamente il Governo propone dei disegni di legge, questi all'interno del Consiglio possono essere analizzati e possono essere emendati, come spesso viene fatto.
Come già detto, e l'hanno detto in maniera molto chiara i miei colleghi di Giunta, quest'impianto avrà delle iniezioni comunque di risorse aggiuntive nei prossimi mesi, che vengono da delle economie, che sono cose diverse rispetto a delle variazioni.
Sono delle economie che derivano da economie di bilancio, ad esempio sulle politiche sociali - e l'Assessore l'ha detto - si tratterà di un paio di milioni, probabilmente, che potranno essere inseriti, ad adiuvandum della misura, in particolare delle famiglie; con l'impostazione che abbiamo dato a questa misura, potranno anche essere erogate con delle forme di automatismo che permetterà un'erogazione veloce delle somme.
Faccio due considerazioni invece più puntuali in replica a quanto detto dai colleghi: i 4 milioni hanno, come è specificato in legge, un tetto di Isee, sui riparti a livello operativo sarà la delibera di Giunta che andrà a definire quali sono i parametri. Le considerazioni che abbiamo fatto - i conti li sappiamo fare anche noi - se dividiamo 4 milioni per 11 mila famiglie, non viene 500 euro perché 500 euro è il limite massimo, ci sono dei limiti intermedi che andranno definiti in base ai parametri che verranno decisi e che verranno anche riconsiderati; lo dico rispetto alle considerazioni che sono state fatte anche in Commissione, ad esempio sulla questione delle fasce climatiche: è un aspetto che può essere considerato e può essere inserito all'interno della delibera di Giunta.
Oltre a questo - l'assessore Sapinet l'ha detto - ci saranno delle misure importanti, ad hoc sulla zootecnia per circa 3 milioni di euro, quindi sono tutta una serie d'interventi che in questo momento non potevano essere fatti per ragioni tecniche di disponibilità delle risorse, però con quest'impianto, potranno essere erogati in maniera anche automatica, laddove le risorse saranno disponibili.
Le considerazioni che ha fatto in particolare il gruppo della Lega sono sintetizzabili in buona sostanza in due punti che in parte ho già toccato. Il primo sull'inadeguatezza delle risorse e l'altro sulle tempistiche.
Sulla tempistica, credo che non ci siano molti dubbi sul fatto se avessimo approvato l'emendamento proposto dal vostro gruppo a fine luglio, il cosiddetto "Chèque énergie", oggi le famiglie avrebbero i soldi in tasca, perché non è così, perché mi dovete spiegare come. Sono tutte delle procedure di applicazione di delibere applicative e di predisposizioni di piattaforme che comunque andavano fatta.
Noi abbiamo portato, come abbiamo detto a luglio e l'abbiamo fatto, in fase di assestamento la misura nel primo Consiglio utile e siamo a settembre con la misura fatta e, le piattaforme che sono in fase di ultimazione, quindi saranno pronte per l'apertura dei bandi, e quindi con una messa a terra delle risorse che sarà veloce.
E soprattutto, come dicevo prima, e non voglio ripeterlo, ci sarà la possibilità di mettere in campo degli automatismi nel momento in cui queste risorse in più saranno disponibili senza richiedere alle famiglie ulteriori richieste, ulteriori domande e ulteriori aggravi dal punto di vista delle procedure.
In buona sostanza, anche quanto detto dalla collega Guichardaz si rifà un po' a quanto detto: si sottolinea come questa legge cambi poco alla realtà dei fatti, come bisognasse intervenire in maniera diversa, in maniera più puntuale, che queste risposte non saranno efficaci. Non ho capito quale sia la controproposta.
Credo che la politica può essere fatta sotto forma di protesta o può essere fatta invece in maniera più propositiva. Probabilmente la politica fatta a mo' di protesta rende forse un poco di più a livello di ritorno mediatico - che può essere utile in particolare in questi momenti di campagna elettorale -invece la politica di proposta, è quella che invece può effettivamente apportare delle migliorie a un provvedimento, a un atto, ma questo evidentemente è un altro modo di vedere il ruolo di Consigliere che probabilmente è un modo diverso da quello che lei ha.
Presidente - Non sono intervenuto per non interrompere la discussione, invito però i Consiglieri che vogliono intervenire a prenotarsi e a non alimentare un brusio di fondo, decisamente fastidioso. Vi sono altri interventi in fase di dichiarazione di voto, o altro? Altrimenti passiamo... Consigliere Baccega.
Baccega (FI) - È stata una mattinata intensa, abbiamo avuto modo di audire le due relazioni su un tema che avevamo già affrontato nel mese di luglio, c'erano a disposizione 12 milioni e ci ritroviamo, dopo due mesi, che sono rimasti 12 milioni.
L'auspicio era che in questi due mesi di attesa si potesse fare una valutazione attenta, all'interno dei capitoli di spesa, affinché si decidesse se potevano esserci delle economie o soldi che evidentemente non potranno essere spesi da qui alla fine dell'anno e che, inevitabilmente, andranno in avanzo di amministrazione.
Così non è stato fatto, quindi le ragioni nostre, quelle dell'opposizione, sono quelle di dire: "Okay, ci ritroviamo a quanto si era definito nel mese di luglio e ovviamente le famiglie e le imprese riceveranno queste risorse leggermente in ritardo - a fine anno secondo me, e se tutto va bene a fine anno! - perché evidentemente ci sono degli aspetti che sono molto ben evidenziati nella relazione di minoranza - e ringrazio il collega Distort - che ho molto apprezzata, dove vengono evidenziati tutti quegli elementi che abbiamo ritenuto elementi che si potevano superare attraverso una serie di valutazioni più attente. La mancanza di verifica su eventuali altre risorse l'ho già detto, la criticità di accesso al contributo è un dato di fatto, qui è inevitabile che qualche anziano non riuscirà ad accedere al contributo, è inevitabile, è inutile che ce la raccontiamo, e non solo gli anziani.
Tutti coloro che sono in povertà e che non sono in grado di avere la possibilità di avere un computer in casa.
Poi quello che mi sembra di rimarcare è la mancanza di concreta attenzione alla povertà, alle nuove povertà. Io credo che questo Consiglio debba prendere atto, una volta per tutte, che c'è una nuova rimodulazione del tessuto sociale a seguito della pandemia, a seguito della guerra, a seguito della situazione politica che si sta generando nel Paese e in Valle d'Aosta.
Questo significa che su un tema di questo tipo, di risorse che venivano date - parlo soprattutto per le famiglie - bisognava avere un'attenzione maggiore.
Il Piano della povertà è un elemento fondamentale per poter dire "Diamo delle risposte alle famiglie povere". É corretto, avete portato da 12 mila a 20 mila euro l'Isee; è un aspetto importante anche quello, ma poi vediamo come saranno ripartite quelle risorse. Davvero ci troveremo famiglie che hanno l'aumento solo in un mese di 700 di energia ad avere 303 euro che è poi la risultante di quanto viene fatto.
Il Presidente ci dice "Non avete portato emendamenti", ma si era tutto blindato, Presidente! Siete arrivati in Commissione e avete detto: "Questi sono i soldi, i tempi sono questi, votare e via".
Non credo che si potesse fare altrimenti. Gli emendamenti su che cosa?
Se ci fossero state quelle risorse in più che noi auspicavamo ci fossero, allora probabilmente avremmo ragionato di più, soprattutto nell'ambito della povertà, che è quello che in questo momento dovrebbe interessarci un po' di più, guardo a destra per parlare alla sinistra.
È questo il senso delle cose che noi vogliamo capire.
La Provincia autonoma di Trento ha messo 100 milioni di euro; c'è qualcosa che in qualche modo ci rende perplessi, ma il fatto che ci renda perplessi non significa che noi non andremo a votare questi contributi. È una prima fase? Okay, 8 + 4 = 12 milioni, ma prendetevi un impegno di fare un qualcosa in un mese e mettere a disposizione delle risorse attraverso una verifica dei capitoli di spesa e degli avanzi che potrebbero generare, e allora ci date un po' più di soddisfazione nell'andare a votare questo contributo, ma diamo anche più soddisfazione all'esterno, perché sennò davvero sembra la mancetta della campagna elettorale.
Non deve essere questo, in questo momento di grossa difficoltà di tante famiglie e di altre imprese.
Quindi noi sì, certo, lo voteremo, ma con il rammarico di non aver potuto incidere come avremmo voluto su un intervento di questo tipo.
Presidente - Consigliera Minelli, preferisce fare l'intervento adesso o dopo l'ordine del giorno?
Minelli (PCP) - Anche dopo.
Presidente - La parola al consigliere Manfrin per dichiarazione di voto.
Manfrin (LEGA VDA) - Lascio la parola alla collega Minelli, che giustamente si era prenotata prima di me.
Presidente - Va bene. Prego, consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Non avevo capito bene se era stato saltato il passaggio dell'illustrazione dell'ordine del giorno e quindi lei voleva ritornare indietro, comunque mi è indifferente, anche perché io intervengo in dichiarazione di voto.
Annuncio già anche che sull'ordine del giorno e sull'emendamento che è stato presentato noi voteremo a favore, così a scanso di equivoci diciamo già come stanno le cose.
Per quello che riguarda il voto al disegno di legge, sarà un voto di astensione, ma voglio fare anche alcune puntualizzazioni rispetto a quanto è stato detto soprattutto in fase di replica, in particolare dall'assessore Bertschy.
Lei, Assessore, ha dato un'interpretazione volutamente distorta delle parole che ha pronunciato la collega Guichardaz nel suo intervento, affermando che da parte sua, quindi da parte nostra, c'è una sorta di chiusura e quasi direi - da quello che lei ha detto - di demonizzazione nei confronti delle misure che riguardano le imprese. Lei dice: "Gli aiuti alle famiglie valdostane sono apprezzati, ancorché ritenute insufficienti, mentre quelli nei confronti delle imprese sono visti come qualche cosa di estraneo, avulso in qualche modo dal contesto della nostra regione".
Non so dove lei ha sentito questa cosa, chi lo ha detto, certamente non noi.
Sicuramente siamo attente ai provvedimenti nei confronti delle famiglie valdostane, e ci mancherebbe, visto che parliamo di 11 mila famiglie sotto la soglia Isee di 20 mila euro, di cui quasi 4 mila nella fascia 0-6.000 euro; quindi sicuramente c'è un'attenzione forte nei confronti di queste famiglie, ma ci siamo espresse anche nei confronti della misura relativa alle imprese e la collega Guichardaz ha evidenziato quello che già a luglio avevamo detto, cioè che complessivamente quest'intervento ci sembra limitato e poco efficace, e abbiamo anche detto quelle che - secondo noi - avrebbero potuto essere delle altre linee d'intervento.
Il Presidente dice che ci si esprime contro e non si dice cosa si farebbe. Non è così.
Quello che vengo a puntualizzare è che sicuramente noi non consideriamo le imprese come estranee alla realtà valdostana, tutt'altro, e lei, assessore Bertschy, dovrebbe saperlo bene perché abbiamo lavorato a lungo sulle misure anche in epoche passate e l'attenzione nei confronti delle imprese c'è sempre stata, però quelle che sono state previste sono delle misure orientate a sostenere soprattutto le imprese più robuste e strutturate e meno orientate verso quelle piccolissime.
Mi riferisco a quelle piccole imprese familiari operanti sul territorio in molti piccoli Comuni dove i proprietari generalmente in questo periodo devono preoccuparsi maggiormente di affrontare i costi energetici e difficilmente riescono a pensare a degli interventi strutturati per quello che riguarda l'efficientamento energetico, che è importante, è stato detto che bisogna andare in quella direzione. Sì, ma per fare questo ci vogliono delle misure strutturate e non di tipo emergenziale, non delle misure che scadono al 15 novembre per le quali solo chi è in una condizione sicuramente di maggiore strutturazione della sua impresa può avanzare delle richieste, può già avere degli interventi che o sono stati abbozzati o lo saranno, e anche magari avere già questa possibilità di dimostrare il pagamento del 20%. Molti altri sicuramente no.
Per quello che riguarda le proposte, noi abbiamo detto che gli interventi potevano essere più mirati, nei confronti per esempio delle rate dei mutui, su affitti calmierati, su riduzione dei costi energetici.
Poi c'è stato anche detto, in qualche modo, che le misure e gli emendamenti sono stati concordati anche con la Chambre, che si è fatta interprete delle varie realtà produttive.
Io rilevo che dalle interlocuzioni con vari operatori economici, emerge anche che non sempre le Associazioni di categoria, che svolgono il compito di corpo intermedio tra le imprese e l'amministrazione, sono pienamente rappresentative del complesso e articolato tessuto imprenditoriale della regione.
Lo dico perché sono segnalazioni che vengono e di cui, secondo me, bisognerà anche tenere conto in futuro.
Presidente - Consigliere Manfrin ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Davvero qui devo riportare in voga un'apertura d'intervento che si usava molto nella scorsa legislatura "Non volevo intervenire, ma" perché sono rimasto particolarmente colpito dall'intervento del presidente Lavevaz.
Il Presidente Lavevaz è sostanzialmente rimasto stupito che la minoranza non abbia presentato emendamenti. Ora - al di là del fatto che la minoranza un emendamento l'ha presentato, unitamente a un ordine del giorno, per migliorare questo testo di legge, quindi io credo che così almeno chiediamo le cose e diamo anche un'informazione a chi ci ascolta qui di fuori, altrimenti sembra che siamo qui a fare nulla, ma abbiamo provato a migliorare il testo - ma la cosa più curiosa che io ho trovato è stata che sostanzialmente siamo stati catapultati in una realtà consiliare e di Commissione nella quale è arrivato il presidente anziano della Commissione, delle tre Commissioni riunite, e ci ha detto: "Sai che c'è? Oggi ci riuniamo tutti assieme, va bene? Va bene".
Abbiamo protestato, abbiamo detto la nostra, va bene così, perfetto.
Ci riuniamo giovedì, facciamo queste audizioni, ne chiediamo delle altre, "No, va bene così, chiuso così, va bene".
Arriviamo a giovedì, sentiamo le audizioni, facciamo delle domande, non ci vengono fornite le risposte, chiediamo delle audizioni ulteriori, "No, nessuna audizione, è tutto bocciato".
Poi ci vengono schiacciati in mano degli emendamenti cinque minuti prima e ci dicono: "Adesso li votiamo e va bene così". E secondo lei poi dovremmo venire qua in aula e presentare degli emendamenti.
Probabilmente lei voleva avere il gusto di poterceli bocciare. Io credo che fosse l'unica cosa che la può muovere. Lei voleva avere degli emendamenti qui in aula per poter avere il gusto di respingerceli. Probabilmente lei si diverte così, ognuno si diverte a modo suo, però vede, Presidente, noi un emendamento gliel'abbiamo presentato ma non in questo testo, gliel'abbiamo presentato due mesi fa. Era un emendamento che le dava ampia delega di erogare quei fondi.
A quell'emendamento che le dava ampie deleghe di erogare quei fondi lei ha detto no, lei ha detto di no e oggi ci dice che se avessimo approvato la misura due mesi fa non sarebbe cambiato niente.
Presidente, allora io mi preoccupo, perché io ho calcolato più o meno un mese fra la chiusura delle domande, e quindi il 15 di novembre, alla loro lavorazione. Nel momento in cui poi vengono lavorati i provvedimenti relativi, si arriverà alle prime settimane del 2023.
Se lei ci dice che due mesi non avrebbero cambiato nulla, allora significa che i nostri calcoli devono essere rivisti ovviamente con un conteggio superiore, e questo preoccupa me e preoccupa le famiglie valdostane qua fuori, perché è questo quello che lei ha detto.
Allora lei - come vedo ci fa ampi cenni di diniego - o ha detto una sciocchezza prima, e quindi due mesi avrebbero fatto la differenza se quell'emendamento fosse stato presentato, oppure dice una sciocchezza adesso, quando dice che in realtà i tempi non sono questi. Delle due l'una, "tertium non datur".
Mi fa anche piacere, Presidente, che lei abbia parlato delle fasce climatiche perché, vede, c'è stato un ampio dibattito anche nel nostro gruppo per capire, per comprendere, per valutare quella che sarebbe stata la migliore soluzione e lei ci ha detto che avrebbe recepito questa cosa delle fasce climatiche. No Presidente, perché lei ha scritto una cosa diversa nel testo di legge.
Nel testo di legge che è in votazione oggi, c'è scritta una cosa diversa, c'è scritto che verrà calcolato il numero di persone del nucleo familiare, sulla base di valutazioni che ci sono oscure, perché è tutto delegato.
Quindi lei cerca di dire "No, ma i fondi ci saranno, sono 2 milioni, 3 milioni, 16 milioni, 160 milioni e lo vedremo, quello che avete detto, le fasce climatiche, adesso lo facciamo, diciamo, vediamo", ma il testo che andiamo ad approvare oggi non contiene nulla di tutto questo!
Presidente, se lei vuole prenderci in giro, continui su questa strada, se invece ritiene di fare un dibattito dove partiamo dal punto di vista che siamo tutti intelligenti e comprendiamo cosa c'è scritto, allora forse è meglio usare toni diversi.
Soprattutto per questo il nostro gruppo valuterà articolo per articolo il voto da erogare.
Presidente - Consigliere Rollandin.
Rollandin (PA) - Il clima alla base di questa discussione credo che sia noto dal mattino al pomeriggio. Le questioni che forse potevano essere presentate con la voglia di discuterle sono assolutamente svanite.
Questa mattina c'era quasi un rimprovero per dire: "Ma voi non avete presentato nulla in controcanto, non avete detto che cosa vorreste al posto di", sapendo benissimo che, se anche presentavamo questo, era chiaro ed evidente che il testo da voi presentato è quello che voi volete che sia discusso e soprattutto che non abbia dei punti di riferimento per modificare quello che lei ha già definito.
A questo punto dico: che senso ha discutere su qualcosa che sappiamo già non verrà nemmeno preso in considerazione? Questo è un punto delicato, perché nella discussione molto frazionata di oggi è emerso in modo chiaro quest'aspetto, se a livello d'intervento familiare, a livello d'intervento delle aziende, a livello delle diverse situazioni, si può discutere a condizione che non venga aprioristicamente votato come diciamo noi, allora che senso ha discutere di questo tema?
Noi prendiamo atto che avete deciso di prendere in considerazione questo target con questo punto di riferimento e con questi fondi e poi si vedrà.
Questo è il riassunto di un avvicinamento su punti molto delicati, perché sia per le aziende che per le famiglie, questa questione è molto delicata e chiaramente ci si aspetta di avere delle risposte che qui non vengono, qui non ci sono, qui si dà per scontato che quello che voi avete presentato, la legge, è l'unico aspetto che si può fare e quindi punto e a capo.
Voi capite che fare una discussione, con questa base, non ha senso.
Poi vediamo nel tempo se sarà necessario, se si potrà... Questi sono i verbi che vengono utilizzati per portarci nel di là.
Quindi credo che sia abbastanza chiaro a tutti che così non si può governare, ma né per gli interessati né per le aziende né per le famiglie.
Che cosa andiamo a dire? In che termini possiamo immaginare di fare qualcosa, di modificare, d'integrare o di presentare emendamenti che sicuramente verranno bocciati. Non vengono nemmeno tollerati.
Questo è un po' l'aspetto non dico non simpatico ma peggio.
Allora che cosa stiamo a fare nella discussione se quello è il testo, quello viene preso in considerazione, viene approvato e, se ci riusciamo, andiamo a casa.
Questo è il punto su cui voi avete portato quest'Assemblea. Mi sembra che sia devastante questo punto qui, perché poi può, rispetto a una proposta, magari dire: beh, potremmo rivederla, potremmo modificarla...
No, non si prende in considerazione, non ce n'è, non ce n'è!
Per cui francamente andare di là è perdere del tempo, comunque andare in una direzione che francamente non dà nessuna situazione di poter non domani, non oggi, ma nemmeno nel futuro poter attivare dei meccanismi che in qualche modo possano dare delle risposte a chi se le aspetta! È quello il punto, non è solo il nostro dire: "Va beh, noi non riteniamo sufficiente questo", quella è un'affermazione che può essere discussa, ma qual è l'alternativa? "No, non se ne parla, poi vediamo nel pomeriggio".
Questa è la ragione per cui non andiamo oltre e chiaramente il discorso di prendere in considerazione ha delle conseguenze negative che vedremo a breve termine.
Presidente - Altri interventi? Passiamo all'ordine del giorno. Per l'illustrazione il consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Come potete evincere da quest'ordine del giorno, abbiamo voluto raccogliere da una parte quello che avevamo già previsto all'interno della legge 15, ovvero quel lavoro che è stato ricordato da più parti, il lavoro bipartisan, che ha portato a dei buoni risultati in termini di produzione normativa, che aveva al suo interno un articolo, l'articolo 26, che prevedeva degli aiuti specifici per le famiglie, e nello specifico le famiglie che appunto avevano raggiunto una situazione di povertà a causa della crisi pandemica, e, all'interno di queste famiglie e all'interno di questi aiuti, avevamo previsto - con l'obiettivo di tutelare maggiormente quelle famiglie che al proprio interno vedono la presenza di persone particolarmente fragili, ovvero di minori oppure di soggetti con handicap grave - di raddoppiare quest'aiuto per questo tipo di famiglie.
Ora questa è stata, secondo me, una scelta corretta, una scelta che tutelava proprio quel tipo di nuclei, ed è una scelta che peraltro, quando abbiamo fatto le audizioni con le parti sociali, è stata evidenziata anche dalle parti sociali ed è stata richiesta, cioè i sindacati hanno evidenziato come la necessità di andare a tutelare questi nuclei fosse necessaria.
Questo perché - e l'abbiamo detto più volte, oggi - la preoccupazione che la formulazione di questa richiesta, quindi il cosiddetto "Click Day" - così come le limitazioni dei fondi a disposizione - evidentemente prelude alla possibilità che alcuni nuclei possano venire esclusi; non ci dimentichiamo che non tutti i nuclei purtroppo hanno già un Isee aggiornato pronto. Si sa che le code ai CAF piuttosto che a quelle strutture che si occupano di redigere l'Isee potrebbero protrarsi, soprattutto in base ai numeri che vengono previsti: 11.400 nuclei, per non contare quelli che potrebbero rientrare all'interno della fascia dei 20.000 per la crisi che si è appena creata, quindi proprio a fronte di questo la nostra proposta è quella d'intervenire per dare delle garanzie a questi nuclei.
Con questo ordine del giorno chiediamo che, a fronte della scarsità dei fondi o dei fondi che sono limitati, si possa dare una garanzia di erogazione di tutela dall'esclusione ai nuclei che formuleranno la domanda nei quali siano presenti minori o soggetti con handicap grave, accertato ai sensi dell'articolo 3 comma 3 della legge 5 febbraio 92 n. 104.
Presidente - Consigliere Padovani si è prenotato.
Padovani (FP-PD) - Non per intervenire sul punto, ma per chiedere una sospensione per una riunione dei gruppi di maggioranza.
Presidente - Sospensione concessa. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 16:04 alle ore 16:33.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo. L'ordine del giorno è stato illustrato. Per il Governo, l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Rispondo a nome del Governo in relazione all'ordine del giorno che è stato illustrato dal consigliere Manfrin.
La problematica è ben nota al Governo, per la sensibilità che noi abbiamo e avevamo c'era comunque intenzione, in occasione poi della delibera attuativa della legge, di tener conto, per quanto possibile tecnicamente, di questo tipo di problematiche, per cui annuncio, a nome del Governo, che noi voteremo favorevolmente quest'ordine del giorno.
Presidente - Vi sono altri interventi sull'ordine del giorno? Altrimenti mettiamo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
L'ordine del giorno è approvato all'unanimità.
Passiamo ora all'analisi del testo. Ricordo che è il nuovo testo elaborato dalle Commissioni III, IV e V.
Articolo n. 1, vi sono interventi su quest'articolo? Se non vi sono richieste d'intervento, mettiamolo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
L'articolo n. 1 è approvato all'unanimità.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 2. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Astenuti: 2 (Guichardaz Erika e Minelli).
L'articolo n. 2 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 3: stesso risultato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 4. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 13 (Aggravi, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Manfrin, Minelli, Perron, Planaz, Sammaritani e Spelgatti).
L'articolo n. 4 è approvato.
Vi è poi l'articolo n. 4bis che è l'emendamento della Lega e Forza Italia. Per l'illustrazione dell'emendamento si è prenotato il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Semplicemente per dire che quest'emendamento vuole inserire una clausola che stiamo utilizzando in varie leggi, che è la clausola valutativa della legge. Questo perché crediamo che soprattutto una legge di questo tipo abbia la necessità, al termine della sua applicazione, della sua messa in opera, di una valutazione complessiva anche perché, come spesso è stato detto, queste sono misure oggi contingenti ma che forse potrebbero - parlo soprattutto degli investimenti - diventare strutturali, quindi forse è meglio capire come le risorse pubbliche erogate possono rappresentarci uno spaccato della società produttiva o della comunità valdostana per quello che riguarda l'aiuto alle famiglie.
Presidente - Si è prenotato l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Sull'emendamento noi ci asterremo con l'impegno, da parte della maggioranza, di mettere a disposizione le strutture della Giunta - se possibile con quelle del Consiglio - per arrivare a scrivere una norma che possa essere una norma standard da inserire nel collegato qui a bilancio. L'impegno è anche quello di dare al Consiglio le relazioni che abbiamo costruito con la legge 15, che tra l'altro dobbiamo aggiornare con la misura che è avanzata, e quindi su questo provvedimento noi vi chiediamo, se possibile, di lavorare insieme per approvare una norma che possa essere utile anche agli uffici della Giunta e alle strutture che si mettono a disposizione della gestione misure per costruire la norma nella maniera che sia la più funzionale possibile al lavoro da fare in fase successiva all'attivazione della legge.
Se c'è la possibilità di ritirare l'emendamento o, quantomeno, di poter lavorare...
Come abbiamo detto, è un indirizzo che il Presidente del Consiglio ha dato insieme a tutti i capigruppo alle varie leggi, quindi ci lavoreremo però cercando di costruire un provvedimento che sia il più gestibile possibile anche da parte delle strutture che lavorano all'interno degli Assessorati.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Per dichiarare che quest'emendamento intendiamo mantenerlo, perché oggi quest'emendamento è certo, di domani non sappiamo; capiamo l'impegno e sicuramente da parte dei membri che oggi siedono nel comitato di valutazione ci sarà la disponibilità a valutare eventualmente una norma quadro.
Riteniamo invece di mantenere l'emendamento e di portarlo in votazione considerato il fatto anche che sicuramente - e gli uffici competenti elaboreranno nel collegato quello che è - ci saranno poi a cascata delle modifiche normative o comunque... in questo caso la richiesta è certa e quindi l'emendamento lo portiamo avanti.
Presidente - La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rollandin, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'emendamento non è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 5. Per dichiarazione di voto, il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Per dichiarazione di voto, l'aveva già preannunciato il mio capogruppo. Il nostro gruppo su quest'articolo si astiene per due motivi: il primo perché siamo coerenti, l'abbiamo già detto a luglio, l'abbiamo ripetuto nella discussione: secondo noi questi fondi non sono sufficienti e sinceramente ci asteniamo anche perché, mi spiace dirlo, però in replica dal Presidente io ho sentito dire delle cose che sinceramente non capisco da dove siano uscite.
Noi ci siamo lamentati, e abbiamo messo in evidenza il fatto che mancano dei fondi su questo D.L.; noi non potevamo sicuramente manovrare le risorse e spostare delle spese correnti e d'investimento, che è l'unica cosa che si poteva fare, Presidente. Mi perdoni ma la contabilità non è la fisica, è più certa, perché ci diamo delle regole e quindi se la regola dice che le spese d'investimento possono diventare spese correnti e non il contrario, noi non è che andiamo a fare il contrario di quello che diciamo.
Allo stesso modo - mi perdoni se lo dico - ma visto che lei viene in II Commissione ogni volta che c'è un giudizio di compatibilità finanziaria sulle proposte di legge del Consiglio, allo stesso modo non mi venga a dire che il Consiglio può presentare una variazione, perché siete voi che manovrate, governate il bilancio, sapete quali sono i capitoli disponibili e no, non possiamo sicuramente farlo noi.
Quindi sinceramente io penso che nella concitazione ci sia stata un po' di confusione ma non diciamo delle cose che non ci sono.
Non siamo in bilancio, in bilancio avremmo potuto - e probabilmente quando sarà l'occasione lo faremo - manovrare laddove è possibile secondo le regole previste della contabilità pubblica, oggi su questo disegno di legge noi nulla potevamo fare in tal senso, se non riportare le nostre osservazioni.
Sul resto ho sentito dire che ci sono delle risorse in più, ci saranno, io mi auguro che la variazione conseguente verrà fatta prima del 30 novembre come prevede la legge contabile, la 30 della Regione, e poi vedremo di volta in volta quello che sarà, perché fino ad oggi sicuramente l'impegno ad aggiungere risorse lo abbiamo sentito ma non lo abbiamo visto in nessun atto, quindi è soltanto una promessa per il momento, un impegno e non un atto concreto.
Presidente - Se non vi sono altri interventi su quest'articolo, lo mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 16 (Aggravi, Baccega, Brunod, Distort, Foudraz, Ganis, Guichardaz Erika, Lavy, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Rollandin, Sammaritani e Spelgatti).
L'articolo n. 5 è approvato.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 6. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Astenuti: 2 (Guichardaz Erika e Minelli).
L'articolo n. 6 è approvato.
Prima di mettere in votazione la legge nel suo insieme, ci sono altre dichiarazioni di voto? Altrimenti metto in votazione. Assessore Marzi per dichiarazione di voto.
Marzi (SA) - Mi scuso per fare la dichiarazione di voto da qui, ma scendendo rischiavo, giustamente, d'interrompere il voto.
La Stella Alpina naturalmente voterà in maniera assolutamente favorevole questo disegno di legge n. 75, so che quanto appena detto può sembrare una finezza istituzionale, però secondo me invece era doveroso dirlo.
Durante il dibattito si sono susseguite tutta una serie di dichiarazioni di matrice politica e amministrativa, soprattutto rispetto al rimando, senza entrare nel merito delle tempistiche, tra il 28 di luglio, giorno in cui abbiamo votato la legge di assestamento ultima, e quanto invece, con rispetto dei tempi e lavoro assolutamente strenuo da parte di tutto quanto il Governo, la maggioranza e il Consiglio ma soprattutto dei colleghi di riferimento che - nel raccogliere quanto inserito all'interno della legge di assestamento sui 12 milioni di euro per il fondo che oggi andiamo a destinare - hanno dovuto per far sì che con la prima scadenza di fatto consiliare, quindi con il primo Consiglio utile, si arrivasse a poter approvare.
Giustamente però, all'interno del dibattito politico che è avvenuto nella giornata di oggi, è stata fatta presente tutta una serie di valutazioni soprattutto rispetto a un aspetto - scusate il gioco di parole - rilevante che, tra l'altro, ha connotato anche tutta una serie di dichiarazioni che si sono susseguite nel corso di quello che dal 29 di luglio poi è diventata la frattura della campagna elettorale con quanto di riferimento.
É utile, a mio avviso, politicamente e amministrativamente ricordare che quando noi abbiamo approvato la legge di assestamento, nel destinare questi 12 milioni di euro, e quindi di conseguenza nel dare mandato a ognuno dei colleghi qui a fianco per poter intervenire su settori particolarmente delicati sia del mondo delle famiglie che delle imprese con tutta una serie di connotazioni, noi avevamo di fatto composto un disegno di legge, quindi poi, dopo la legge di assestamento, che prevedeva la messa in disponibilità di 113 milioni di euro - che derivavano dall'avanzo libero del rendiconto - e di ben 78 milioni di euro - che invece derivavano direttamente, attraverso la legge 51/22, e attraverso gli utili di CVA - in una serie di destinazioni di riferimento che, a mio modesto avviso, è il caso di ricordare.
Questo perché? Sia perché da un punto di vista amministrativo questa cosa connotava un'assoluta valutazione e un'assoluta programmazione, sia perché a tutti gli effetti esse rendono evidenti come poi questi fondi, non soltanto questi 12 milioni ma anche quelli che derivano dalla nostra partecipata, esistono, eccome, all'interno dell'attuale bilancio di previsione, perché con questi 78 milioni di euro noi abbiamo finanziato un fondo per l'emergenza da 12 milioni di euro, che è questo oggetto del D.L. 75; abbiamo finanziato un fondo a copertura delle maggiori spese impreviste per la prosecuzione delle opere pubbliche, pari a 13 milioni e 600 nel 2023 e a 13 milioni e 400 nel 2024; abbiamo integrato le risorse destinate al rimborso dell'Azienda USL delle somme destinate al fondo sanitario regionale per 4 milioni e 100 nel 2022, per 4 milioni nel 2023 e nel 2024; abbiamo integrato di circa 2 milioni i trasferimenti per quanto riguarda gli interventi previdenziali a favore degli invalidi civili, piuttosto che tutta un'altra serie d'interventi destinati che, in maniera assolutamente reale, non soltanto concorrono all'attuale biennale, quindi il 2022 il 2023 e il 2024.
...non dimentichiamoci che soltanto per quanto riguarda l'attuale bilancio di previsione e la partecipata - quindi tutto il mondo che è collegato alla situazione di crisi energetica - perché noi spesso sentiamo dire che CVA di fatto, in quanto di proprietà valdostana, dovrebbe intervenire a maggior ragione nella vita delle famiglie valdostane; questa è un'edulcorazione politica, mettiamola così, in altre occasioni e luoghi diversi da questi le trasformeremmo in boutade, perché in realtà è assolutamente presente nel bilancio regionale sostenendolo per 34 milioni di euro nel 2022, 55 milioni di euro nel 2023 e 41 milioni di euro nel 2024 e, ringraziando il cielo, e anche il fatto che in questo momento stanno operando con assoluta parsimonia, questo dovrebbe anche intervenire in maniera rilevante per il prossimo triennale.
Per cui non soltanto si vota in maniera positiva questo D.L. come Stella Alpina ma se ne riconosce anche l'assoluta pertinenza rispetto al mondo, ahimè, della crisi energetica straripante che stiamo vivendo e soprattutto se ne riconosce l'assoluta programmazione nel passaggio dall'approvazione della legge di assestamento all'attuale D.L. - sperando di mantenere anche la parola "Brevissimo" - riuscendo ad ampliare gli spettri sia dei destinatari di questo D.L. che di altre categorie che tutte quante stanno soffrendo per la crisi energetica più volte richiamata da maggioranza e minoranza nella giornata di oggi come la più dura dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Presidente - Altri? Se non vi sono altri interventi, mettiamo in votazione la legge nel suo insieme. Non vedo richieste. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Astenuti: 2 (Guichardaz Erika e Minelli).
La legge è approvata.
