Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1787 del 21 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1787/XVI - Discussione generale sul disegno di legge n. 75: "Misure urgenti in materia di contenimento dei costi energetici delle famiglie e a favore degli investimenti delle imprese".

Bertin (Presidente) - Punto n. 3.01 all'ordine del giorno. L'oggetto riguarda il disegno di legge n. 75 che è composto da sei articoli. Si esamina il nuovo testo predisposto dalle Commissioni III, IV e V. I relatori sono: per la maggioranza il consigliere Restano e per la minoranza il consigliere Distort. Si è prenotato per l'illustrazione il consigliere Restano.

Restano (GM) - Gentili colleghi, il mondo, l'Europa, l'Italia, e conseguentemente la nostra regione, stanno attraversando la peggiore crisi energetica degli ultimi cinquant'anni almeno. Quella che stiamo vivendo potremmo definirla "la tempesta perfetta": il Covid prima, la guerra in Ucraina, le sanzioni economiche, l'inflazione, il ricatto energetico, gli effetti sempre più catastrofici del cambiamento climatico rischiano di portare parte della popolazione e delle imprese, in vista delle prossime stagioni autunnale ed invernale, verso scelte che potrebbero rivelarsi molto difficili.

In relazione a quanto sopra espresso, il Consiglio regionale, nella seduta del 27 e 28 luglio scorso, nell'approvare la legge regionale primo agosto 2022 n. 18, "Assestamento al bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'anno 2022" e secondo provvedimento di variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2022-2024", ha allocato l'importo complessivo di euro 12 milioni a copertura degli oneri derivanti dall'approvazione, per l'anno 2022, di nuove misure di sostegno ai cittadini e alle imprese, in considerazione degli impatti economici derivanti dall'attuale situazione di crisi economica, caratterizzata da un'eccezionale incremento dei costi dell'energia e delle materie prime, e della necessità di sostenere, proprio in tale contesto di crisi, la redditività e la competitività delle aziende valdostane, favorendone la continuità anche in termini di investimenti.

Il presente disegno di legge dà attuazione quindi all'articolo 46 della legge regionale poc'anzi richiamata. È stato presentato l'8 settembre 2022 dalla Presidenza della Regione e illustrato nelle Commissioni consiliari III, IV e V, riunite congiuntamente in data 15 settembre, che hanno poi audito i rappresentanti della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, le organizzazioni sindacali e le associazioni dei consumatori. A tale proposito, il vicepresidente della Chambre ha illustrato ai commissari le proposte che aveva trasmesso, significando che quello che vi vado a leggere è un documento che abbiamo condiviso con tutte le associazioni che sono rappresentate all'interno della Chambre.

Il disegno di legge è stato approvato a maggioranza, con gli emendamenti proposti dal Presidente della Regione agli articoli 2 e 3, che fanno proprio riferimento alle suggestioni pervenute in Commissione, predisponendo così un nuovo testo di Commissione che ha ottenuto il parere di compatibilità finanziaria della II Commissione.

La norma in esame propone disposizioni urgenti in materia di agevolazioni alle famiglie valdostane e alle imprese, dirette all'abbattimento dei costi aggiuntivi derivanti dal rincaro dei prezzi dell'energia e delle materie prime, e al sostegno degli investimenti aziendali.

In relazione alle misure per sostenere le famiglie in difficoltà, per effetto dell'aumento dei prezzi nei settori energetici, l'articolo 2 prevede l'erogazione di un contributo, a fondo perduto, a favore dei nuclei familiari residenti, il cui indicatore della situazione economica equivalente, ISEE, non superi l'importo di euro 20 mila, da differenziare nell'importo in base al valore dell'indicatore e al numero dei componenti il nucleo. I contributi saranno concessi per ordine cronologico di ricevimento e nei limiti di stanziamento di bilancio, 4 milioni di euro. Le domande di contributo si potranno presentare tramite la piattaforma dedicata, accessibile dal sito istituzionale della Regione, entro il 15 novembre 2022. Detti aiuti sono cumulabili con le misure statali adottate nel corso dell'anno 2022 per contrastare gli effetti negativi e il rincaro dei costi energetici. Alla Giunta regionale viene demandato di stabilire, con propria deliberazione, ogni ulteriore requisito, aspetto, modalità e termini procedimentali per la concessione dei contributi di cui all'articolo in questione.

L'articolo 3, "Contributi straordinari a sostegno degli investimenti", disciplina in sostanziale continuità, rispetto all'analoga misura introdotta per l'anno 2021 dall'articolo 16 della legge regionale 16 giugno 2021 n. 15, "Assestamento al bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'anno 2021", misure di sostegno all'economia regionale conseguenti al protrarsi dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, e primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2021-2023", la concessione di contributi per spese di investimento effettuate dalle imprese operanti nei settori disciplinati dalle vigenti leggi regionali di agevolazione e nello specifico quelle ricadenti nell'ambito di applicazione delle leggi di seguito riportate, aventi sede legale e operativa in Valle d'Aosta iscritti nel registro delle imprese.

Si tratta quindi: della legge regionale n. 19 del 2001, "Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali"; della legge regionale n. 17 del 2016, "Nuova disciplina degli aiuti in materia di agricoltura e di sviluppo rurale"; della legge regionale n. 6 del 2003, "Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane". A questi si aggiungono i proprietari o gestori dei rifugi alpini e proprietari di alpeggio mayen ubicati nel territorio regionale, ancorché non titolari o conduttori di aziende agricole.

I contributi a fondo perduto sono concessi per favorire la continuità negli investimenti utili al mantenimento della competitività delle aziende valdostane, a parziale copertura dei costi in beni strumentali o in opere di adeguamento degli spazi funzionali all'esercizio dell'impresa, purché sostenuti dal primo giugno 2022 al 15 novembre 2022. Il comma secondo specifica l'intensità delle agevolazioni, pari al 35 percento della spesa complessiva ammissibile per ogni singola impresa, per un importo minimo di euro 5 mila e di massimo di euro 200 mila. L'intensità dell'aiuto è elevata al 45 percento per gli investimenti, che saranno individuati nella disciplina attuativa, finalizzati all'efficientamento energetico o al miglioramento delle condizioni di approvvigionamento idrico.

In ragione della particolare difficoltà determinatasi in agricoltura, a seguito della siccità eccezionale verificatasi nella primavera 2022 e proseguita anche nell'estate, per le imprese operanti nel territorio regionale nel settore della produzione agricola primaria e nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, di cui agli articoli 5 comma 1, 6 comma 1 e 7 della legge regionale 17 del 2016, la percentuale dei contributi è pari al 45 percento, a prescindere dalla tipologia d'investimento per il quale il contributo è richiesto. La procedura da seguire per l'inoltro della domanda prevista dall'articolo 3 è la stessa di cui all'articolo 2 del presente disegno di legge. Il procedimento è a sportello e prevede la presentazione delle domande in via telematica entro il 15 novembre 2022. I contributi sono concessi nei limiti degli stanziamenti di bilancio, con provvedimento del dirigente delle strutture regionali competenti in relazione ai settori agevolati, sulla base degli importi di spesa auto dichiarati nella domanda, comma terzo.

Il comma 4 introduce un procedimento alternativo per la concessione dei contributi. In detta ipotesi il contributo è concesso, nell'anno 2022, anche sulla base di preventivi di spesa o di computi metrici estimativi, a condizione che il beneficiario, all'atto della domanda, dimostri il pagamento di almeno il 20 percento della spesa per la quale contributo è richiesto. Il contributo è poi liquidato anche successivamente all'annualità 2022, sempre che il beneficiario abbia saldato l'intera spesa sostenuta e ultimato l'investimento agevolato, entro e non oltre diciotto mesi dalla data di presentazione della domanda.

Il comma 5 stabilisce, in considerazione della disponibilità comunque limitata nel tempo delle risorse allocate per lo scopo agevolativo, la non cumulabilità dei contributi di cui all'articolo in parola con i mutui o contributi in conto capitale concessi a valere sulle risorse regionali o cofinanziate con risorse regionali concessi o concedibili per le medesime spese.

Il comma 6 introduce un vincolo di destinazione sui beni agevolati, prevedendo l'obbligo per i beneficiari di non alienare o cedere separatamente all'azienda detti beni nei due anni successivi alla data di erogazione, pena la revoca del contributo. Per gli alpeggi o mayen la revoca è disposta nel caso in cui i beni agevolati non siano utilizzati per la monticazione nei due anni successivi all'erogazione.

I commi 7 e 8 recano disposizioni procedimentali, rinviando a una deliberazione della Giunta regionale la disciplina di dettaglio, mentre il comma 9 definisce il regime applicabile in materia di aiuti di Stato.

L'articolo 4 modifica l'articolo 6 della legge regionale n. 18 del 2022, "Fondo a copertura dei maggiori oneri per la prosecuzione delle opere pubbliche", sostituendo al comma 1 le parole "la regolare e tempestiva" con "il tempestivo avvio dei lavori previsti dal programma triennale dei lavori pubblici 2022/2024 e la regolare", chiarendo così che l'operatività dell'articolo riguarda tutti i lavori previsti dal programma triennale dei lavori pubblici 2022-2024, ancorché non ancora avviati.

L'articolo in questione non comporta nuovi o maggiori oneri, in quanto gli stessi sono stati già adeguatamente quantificati e stanziati dall'articolo 6 della legge 18 del 2021, di cui l'articolo 4 del presente disegno di legge costituisce migliore specificazione.

Presidente - Prima di passare la parola ai relatori di minoranza, vi comunico che sono pervenuti alla Presidenza un emendamento da parte dei gruppi di Lega e Forza Italia e un ordine del giorno sempre dei gruppi Lega e Forza Italia. Passo la parola al consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - La descrizione della struttura dell'articolato del disegno di legge 75 e dei suoi contenuti è stato oggetto dell'intervento che mi ha preceduto, la relazione di maggioranza presentata dal collega Restano, che a nome mio ma a nome dell'aula ringrazio di aver già espresso quanto contenuto, evitando di ripetermi e prolungare gli interventi. Quale relatore di minoranza, preferisco definirmi di opposizione, mi limiterò invece a commentare il senso pratico e politico di questo disegno di legge.

A nome delle forze politiche di opposizione presenti nelle Commissioni competenti, esplicito che non abbiamo il minimo dubbio che l'argomento richiamato dal presente disegno di legge, oggi all'esame dell'aula, sia urgente e importante. È per questo riconoscimento di urgenza e importanza sull'argomento che la Lega Vallée d'Aoste con Pour l'Autonomie e Forza Italia, già in occasione della discussione sull'assestamento del bilancio della Regione, in particolare della variazione di bilancio a questo collegata, si esprimeva nel luglio scorso in questi termini. Sull'articolo 46, "Misure per il contenimento dei costi energetici e per la continuità degli investimenti aziendali", noi evidenziavamo: "Le ultime crisi economiche sociali sono state per lo più determinate da fattori di natura finanziaria, sanitaria e geopolitica. Fonti energetiche, materie prime, guerra, con l'indirizzo sostegno dell'inflazione e della speculazione, stanno mettendo a rischio la stabilità del nostro sistema economico e sociale. Nel corso dell'ultimo anno i principali interventi di sostegno alle famiglie e alle imprese in materia di caro energia sono stati messi in campo dallo Stato centrale. Sino ad oggi, a parte qualche iniziativa dei gruppi di opposizione, vedi ad esempio la proposta di reintroduzione del bon de chauffage, non vi sono stati interventi da parte del Governo regionale. Con l'articolo 46 del disegno di legge 73 il Governo regionale di fatto impegnava semplicemente pro futuro 12 milioni di euro con un apposito provvedimento legislativo, funzionale a sostenere economicamente da un lato i clienti domestici economicamente svantaggiati, con 4 milioni di euro di parte corrente, e dall'altro la continuità degli investimenti da parte delle imprese con 8 milioni di euro in conto capitale, anche volti alla riduzione dei costi e dei consumi energetici. Una scelta che, oltre a dover essere concretizzata dal punto di vista legislativo, con tutte le incertezze del caso, altro non faceva che traslare il momento del dunque rispetto a un problema che non si risolverà neanche oggi, ma che necessitava, sin d'ora, di un'azione immediata a sostegno soprattutto delle controparti più fragili". Questo è quanto dicevamo a luglio.

"L'esame di questa scelta aveva fatto maturare allora, ai gruppi di Lega Vallée d'Aoste, Pour l'Autonomie e Forza Italia, la volontà di porre all'attenzione dell'aula una controproposta, articolata in due binari distinti, tuttavia coerenti tra loro, che potessero parallelamente dare una prima risposta a favore dei soggetti più deboli, così come al contempo lavorare per individuare maggiori risorse da poter utilizzare per una seconda azione verso la fine dell'anno in corso, che si prospetta, purtroppo, sempre più difficile. Allora, con un primo emendamento avevamo proposto di utilizzare immediatamente i 4 milioni di euro di parte corrente, con l'introduzione di una misura una tantum da erogare quanto prima, denominata chèque énergie, in forma similare per metodo, verifica ed erogazione al vecchio bon de chauffage. " Questa era la nostra proposta concreta di luglio.

Con una seconda proposta contenuta in un "ordine del giorno specifico abbiamo poi proposto di procedere ad una ricognizione generale dei conti in corso d'anno, al fine di poter individuare tutta quella spesa al momento non strategica, ovvero inespressa, che avrebbe potuto generare sul fine anno un ulteriore pesante avanzo di bilancio.

Un'ultima considerazione, fatta a suo tempo in merito alla destinazione degli altri 8 milioni di euro a favore d'investimento, tra cui quelli votati al risparmio energetico, ci chiedevamo già allora se fossero state valutate bene grandezze e potenziali effetti di un budget di questa portata rispetto alla necessità del momento delle imprese valdostane. Credevamo già allora che la situazione reale delle nostre aziende avrebbe messo in luce non poche incertezze in tal senso."

Questo è un resoconto storico, che vuole far capire la natura della nostra posizione, il fatto che noi eravamo già arrivati dove oggi voi state proponendo di operare. Questo resoconto vuol far emergere che già due mesi fa le forze di opposizione in questione avevano individuato quegli stessi elementi che voi allora avete respinto e che oggi proponete come vostro disegno di legge. Una misura urgente che arriva in ritardo, dopo che la voce inascoltata di una parte dell'opposizione ne proponeva l'applicazione diretta già due mesi fa. Invece così non è stato. Perché? Indecisione, litigiosità, inerzia, distrazioni varie di una compagine di maggioranza in evidente crisi di pragmatismo?

Inoltre, la misura che oggi viene discussa in Consiglio è stata oggetto di fatto di un unico passaggio in Commissione, passaggio d'esame, perché i due incontri di Commissione, uno per comunicare l'argomento e fissare una prima tornata di audizioni che si è rivelata unica, è stata fondamentalmente espressa con un unico vero passaggio di lavoro di Commissione, con l'audizione del Presidente della Regione a nome di tutti gli Assessori, della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales e a nome di tutte le associazioni, di alcuni rappresentanti sindacali e dei consumatori, con un esame a tempi ristretti da parte dei membri di Commissione e con l'evidente insicurezza dimostrata nel deposito affannato di auto emendamenti presentati a pochi minuti dal voto in Commissione; riprova, perché l'albero si riconosce dai frutti, della modalità sbrigativa dell'iter di questo disegno di legge.

Un unico grande condensato di analisi, con frettoloso passaggio al voto. Ci chiediamo se l'urgenza è relativa al reale contenuto della misura, e vogliamo dare beneficio d'inventario su questo, non vogliamo lavorare su pregiudizi, non vogliamo strumentalizzare pregiudizi, ma poniamo comunque il dubbio. É veramente un'attenzione all'urgenza, in ritardo ovviamente? Oppure è un particolare sincronismo con le elezioni di domenica, con impiego strumentale delle Commissioni quali organi di pura espressione di parere. Questo, permettetemi, a onor del vero, non vuole essere minimamente un fuori tema di campagna elettorale, ma voi siete chiamati a rispondere ai valdostani di questo.

In pratica, tutto quel lavoro che caratterizza l'attività delle Commissioni che sono descritte ampiamente negli articoli dal 19 al 33 del Regolamento del Consiglio, presuppone l'approfondimento necessario, al fine di ottenere il miglior atto legislativo possibile. Ma tutto questo si è concentrato sbrigativamente in un'unica seduta, nella quale le parti sociali hanno espresso in sintesi all'unanimità la loro perplessità sull'efficacia delle misure contenute nel disegno di legge rilevando, in allineamento ai nostri stessi dubbi, alcuni punti deboli sostanziali.

L'esiguità della disponibilità economica messa in atto, 4 milioni di euro per le famiglie e 8 milioni di euro per le imprese, apparentemente grandi numeri che però spariscono di fronte ad altri grandi numeri; abbiamo circa 11 mila famiglie, abbiamo circa 11 mila imprese. Questi numeri, di fronte a questi altri numeri, dimostrano l'esiguità.

Non è chiaro se vi sia un meccanismo di assegnazione di merito ai richiedenti sulla base della progressività degli importi d'ISEE, né sulla base del fattore di altitudine e di condizioni termiche invernali, dove è intuibile un maggior costo energetico di climatizzazione nel prossimo periodo invernale.

Altro punto, l'accoglienza in ordine di presentazione delle domande per le famiglie penalizza la platea degli anziani, poco formati in tecnologia rispetto alle generazioni più giovani.

Inoltre, gli aiuti alle imprese nell'ordine del 30 e 40 percento in funzione della tipologia degli interventi, come previsto nell'edizione originale, così poi come ha ben spiegato il collega Restano, auto emendati a 35 percento e 45 percento della spesa complessiva, non fanno altro, di fatto, che premiare gli interventi già in atto, indipendentemente dalla bontà dei progetti avviati e, cosa importante, a incitare le imprese ad indebitarsi ulteriormente, perché se io spendo cento oggi in vista di un contributo di 35 o 45, tutto il resto rimane debito.

E di fronte a questo debito: sicuramente, se sono aiuti, vuol dire che sono imprese che hanno bisogno di aiuti, sono imprese che non hanno risorse a disposizione, sono imprese che dovranno far ricorso al credito; allora di fronte a questi ulteriori indebitamenti, come reagirà il mercato creditizio locale? Sono state pensate soluzioni di garanzia a favore dei soggetti investitori?

Ancora, per le imprese, gli aiuti, visti i tempi ristretti d'attuazione delle misure e dell'ordine cronologico di presentazione, indirizzeranno sicuramente i candidati beneficiari a optare verso soluzioni all'ultimo minuto di acquisto di beni preconfezionati, consistenti evidentemente in macchinari e attrezzature presumibilmente di importazione estera, che esuleranno quindi dall'attivazione di filiere lavorative locali.

Infine, tra i punti nevralgici, tra le contraddizioni, le limitatezze di questo disegno di legge, in base a quanto ho appena esposto, il settore dell'edilizia, vero tessuto economico locale, rimarrà escluso dalle dinamiche messe in moto da questo disegno di legge, sia per la priorità che avranno i beni preconfezionati, sia perché l'avvio di iniziative edilizie presuppongono iter autorizzativi che, di per sé, sono notoriamente lunghi rispetto ai tempi proposti in legge. Con professionisti e imprese al collasso in questo particolare periodo di iper attività legati agli interventi di superbonus. Piccola parentesi, verrebbe da dire: beh, ma se sono già iper impegnati con attività di superbonus, a questo punto ben venga che non vengano coinvolti. No, perché noi siamo per un'economia locale e reale, non per sostenere un'economia dei lavori fatti di fretta.

Il presente provvedimento assomiglia quindi a un piatto insipido, che tanto sembra rappresentare l'aver fatto comunque qualcosa in un momento difficile. Ne siamo certi: quanto proposto non basta. Ci chiediamo come sia accaduto che persone che compongono l'attuale maggioranza, delle quali non mettiamo in dubbio intelligenza e competenza, abbiano potuto condividere l'idea che misure così deboli, così carenti di visione, così tardive, nonché di adeguate risorse a disposizione, potessero risolvere i problemi dei valdostani e delle loro imprese. Forse la spiegazione è che qualcuno in maggioranza ormai abbia allenato il suo stomaco in questo periodo mandando giù bocconi ben più indigesti di questo, quindi, ormai addestrati a questa pratica, si riesce a far digerire tanto, e ci spiace, perché noi queste intelligenze le riconosciamo. Noi vogliamo essere obiettivi, perché questa è un'opposizione che ha il senso della dignità.

Parallelamente a tutte queste perplessità, assistiamo a una procedura legislativa puramente precostituita, in assenza di un opportuno ed efficace confronto con le parti, con gli stessi componenti di Commissione, e con l'approssimazione tipica delle operazioni svolte in regime di fretta, rispetto alla quale il Consiglio però oggi, con le armi che ha, è tenuto ad esprimersi.

In sintesi, per noi si tratta di una misura di facciata e non di sostanza, un palliativo, un vero e proprio taccone economico che, in campo medico, si definirebbe placebo. Ma il placebo agisce sulla psiche per influenzare il corpo, mentre in economia il placebo non funziona. L'economia agisce nella concretezza che muove l'attività di imprese, altrimenti non stiamo parlando di economia, ma di altro che chissà come si chiama.

Per tutti questi motivi il disegno di legge 75 sarà destinato ad avere un'efficacia decisamente limitata e tardiva.

Noi siamo a favore dell'economia reale, e quando dico "noi" ricordo i sottoscrittori, la rappresentanza di questa relazione di opposizione: Lega Valle d'Aosta, Pour l'Autonomie, Fratelli d'Italia. L'altra forza di opposizione avrà lo spazio per esprimersi e per dire se si affianca o no a questa visione. Noi siamo a favore dell'economia reale e proprio per questo ci lasciano perplesse le misure di facciata.

Oggi è San Matteo, ma non penso di uscire dal tema del calendario agiologico se cito un altro santo, San Tommaso d'Aquino, e proprio qua l'ho già citato diverse volte, ma qui calza perfettamente a pennello nella sua celebre frase bonum ex integra causa, si può dire che qualcosa è buono se tutte le parti che lo compongono sono buone. Mi pare di aver dato motivo a Tommaso d'Aquino, se potesse parlare oggi, ma magari parla al cuore di qualcuno, di dirci che si poteva fare meglio e soprattutto prima.

Presidente - La discussione generale è aperta. Si è prenotato il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Colleghi, credo che non sia necessario dire nulla di più di quanto è stato già ben rappresentato dai due relatori del disegno di legge oggi in discussione. Sto ovviamente parlando dei contenuti di questo, e non tanto del commento politico che necessariamente va aggiunto.

Il collega Distort ha già inquadrato una serie di questioni non di poco conto, che vanno giustamente tenute in considerazione. L'analisi di questo provvedimento non deve limitarsi alla semplice lettura del suo titolo, perché senza ombra di dubbio siamo tutti concordi nel considerare il contenimento dei costi energetici delle famiglie un'urgenza, la prima urgenza del momento, così come anche il sostegno alle nostre imprese in materia di investimenti volti anche a efficientare il consumo energetico, così come migliorare le condizioni di approvvigionamento idrico delle realtà per cui l'acqua rappresenta una risorsa primaria delle proprie produzioni, penso all'agricoltura.

Ma è bene, così come abbiamo già fatto in sede di discussione dell'assestamento di bilancio e della relativa variazione collegata, fare alcune considerazioni su quello che è stato il rapido percorso di definizione di questo provvedimento ed anche in merito ai deficit che lo caratterizzano. Misure urgenti meritano sempre percorsi contraddistinti dall'urgenza, ma in questo caso sappiamo già che l'effetto pratico di queste misure, il collega relatore di minoranza lo ha già detto, sarà davvero minimo rispetto alle problematiche contingenti. Senza dubbio l'emergenza a cui si deve far fronte è di grandezza tale che il solo attore regionale poco più può fare, sia per via delle cifre di cui parliamo, sia perché gli strumenti a sua disposizione sono piuttosto spuntati.

L'inflazione e la crisi energetica, ovviamente più di prezzo che di quantità, a cui le famiglie devono far fronte non si possono certo fronteggiare con 4 milioni di euro, risorse che oggi hanno ancor meno forza di luglio scorso, perché le prossime bollette saranno ben più pesanti di quelle di qualche mese fa. Siamo seri, sicuramente anche 4 milioni a luglio non avrebbero fatto la vera differenza, ma sicuramente sarebbero serviti di più di oggi. Ma - questa è storia di quest'aula - il chèque énergie non vi è piaciuto e lo avete interpretato come una misura contro, piuttosto che una misura per.

Quell'emendamento da voi respinto, colleghi della maggioranza, avrebbe potuto mettere in campo una misura che, in quel momento, voi non riuscivate a realizzare per via del fiacco vivere quotidiano che contraddistingue ormai la vostra compagine.

Allo stesso modo 8 milioni di euro in investimenti, anche, e sottolineo anche, a supporto di interventi volti all'efficientamento energetico e a migliorare l'approvvigionamento idrico, che forza hanno rispetto alle reali necessità del momento? L'allora legge regionale 15 mise subito in campo tredici milioni di euro e l'emergenza era un'altra, ma non è poi questo il vero problema di tutto, perché, come ci ha ben insegnato qualche collega qui, il fuoco si fa con la legna che si ha. Peccato che a luglio scorso ci avevate detto che altra legna sarebbe stata fatta in vista della presentazione di questo disegno di legge, ma in Commissione non abbiamo trovato altro che quanto già previsto in assestamento, ovvero in variazione, già in Commissione.

Non voglio entrare troppo nel merito di questioni procedurali e regolamentari sull'iter che ha avuto questo disegno di legge, poco interessa a chiunque penso in questo momento, ma è cosa certa che la rapidità con la quale è stato trattato è senza dubbio singolare, ma forse domenica abbiamo tutti un importante impegno che ci attende.

Prima considerazione. Non abbiamo potuto audire gli assessori competenti in materia:

l'Assessore alla sanità, per la parte relativa alle famiglie, nonché gli altri assessori coinvolti per la parte degli investimenti. Cito tra tutti quello dello sviluppo economico, che si è fatto promotore sin da subito delle interlocuzioni con le parti sociali e datoriali, in merito alla questione del caro energia, ma niet, tutto è stato demandato al Presidente.

Senza dubbio la sua rappresentazione in Commissione è stata chiara, ma relativamente a tutta a una serie di questioni di dettaglio ci siamo sentiti dare rimando all'aula, ai suoi assessori, per quel che attiene alle modalità più specifiche di applicazione della norma.

La ringraziamo per la tabella che ci fornisce il dato degli 11.362 potenziali beneficiari della misura di cui all'articolo 2, ma i dubbi che restano sono tanti. Uno fra tutti il contributo sarà a pioggia e uguale per tutti, o terrà conto, ad esempio, delle zone climatiche di residenza dei percettori? Insomma, da luglio a oggi che cosa avete pensato di fare? Dico questo anche perché voi avete avuto la possibilità di confrontarvi con tutte le categorie datoriali e sociali. I resoconti li abbiamo potuti leggere soltanto dai lanci di agenzia di giornali, cosa che invece le Commissioni non hanno potuto fare.

Ringrazio comunque chi è intervenuto, come la Chambre, i sindacati e le Associazioni dei consumatori che, in sintesi, hanno fornito importanti contributi. A tal proposito voglio citare quello fornito dalla Chambre che, in un passaggio che riguarda ovviamente e principalmente la misura sugli investimenti, fa una considerazione che possiamo estendere a tutto il provvedimento all'esame oggi di quest'aula. In tale contesto di difficoltà appare opportuno evidenziare come - sto citando la Chambre - seppur in un contesto che supera le competenze regionali per inserirsi in un quadro di interventi che dovranno essere portati avanti a livello nazionale e internazionale, si esprime apprezzamento nei confronti del disegno di legge, pur prendendo atto che lo stesso non è in grado di fornire risposte alle problematiche immediate derivanti dal rincaro dei costi per le imprese. Caro Presidente, vede, in Commissione le ho detto che il caso lo conosce meglio lei di me; chissà se è così.

Seconda considerazione. Abbiamo appreso in II Commissione lunedì mattina, con non poco stupore direi, che il Consiglio permanente degli enti locali non avrebbe dovuto esprimere alcun parere sul disegno di legge in vista della presente seduta del Consiglio. Il disegno di legge è stato trasmesso al CPEL a mero titolo informativo. Ora, non voglio entrare nel merito di una questione fatta di regole e norme, così come di prassi e procedure, ma credo - guardo lei Presidente Bertin - che sia necessario approfondire pro futuro tale tematica, perché altrimenti, come è già capitato non solo in questa legislatura - parlo della precedente - si potrebbe finire per pensare che la modalità di richiesta dei pareri al CPEL possa essere utile o meno al momento politico, più che al rigore normativo. Perché vede, io avrei voluto sapere, da Commissario della II Commissione, cosa pensavano i Sindaci della valorizzazione in legge delle zone climatiche o del numero dei componenti dei nuclei familiari beneficiari, prima di esprimere il tanto famoso parere di compatibilità finanziaria, e forse lo avrei anche voluto sapere se fossi stato un membro delle altre Commissioni. Sarebbe stato comunque un elemento utile e in più, ma così non è stato ieri ed oggi e ne prendiamo atto.

Terza considerazione. Cari colleghi, ve li ricordate i titoli dei media a inizio settembre, del tipo "Ferrovie, Corte dei conti, studio idrogeno a copertura illegittima"? Perché in sede di II Commissione ho chiesto, tra le varie cose, se fosse stato verificato chiaramente che le risorse finanziarie, messe a disposizione da questa legge, non riscontrassero positivamente le osservazioni fatte nel merito dalla sezione di controllo della locale Corte dei conti nella propria deliberazione n. 22, perché, a seguito di quei titoli, qualcuno qui presente ha preso la palla al balzo trasformando politicamente un'osservazione tecnica. Ci siamo sentiti dire che in combutta con autonomisti e PD - tra l'altro con il PD si sono presentate alle elezioni ed uso il femminile che è abbastanza fluido penso - noi cattivi leghisti ci siamo trovati uniti in Consiglio nel sostenere una proposta di legge presentata dal collega relatore di maggioranza Restano, che parlava di ferrovia. Peccato - qui spiace davvero dirlo e sottolineare - come qualcuno faccia sempre, e dico sempre, non solo in campagna elettorale, devo darne atto, è un continum che si presenta, un uso politico di fatti tecnici, tipico di certe sinistre più o meno extra consiliari, tra l'altro, perché qui non siamo in Parlamento.

Eh sì, peccato però che non ci sia soltanto quella legge tra quelle considerate nella deliberazione n. 22, perché c'è anche quella che riguardava il sostegno ai lavoratori stagionali, la 3 del 2021 e quella inerente addirittura all'istituzione del collegio dei revisori della Regione autonoma, la 14 del 2021. Tra l'altro, se andiamo a vedere le cifre, queste due leggi insieme hanno delle somme più significative di quella sull'idrogeno. Ma perché dico questo? Perché un conto, come è giusto, è che ognuno di noi faccia politica, ma quando si parla di fatti tecnici, è bene che vengano citati tutti quanti, perché nella tabella ci sono tre componenti. Quindi, mi stupisco che i solerti media non abbiano considerato i contenuti completi della deliberazione, ma soltanto una parte. Questo lo dico perché comunque la domanda in II Commissione io l'ho fatta per scrupolo, perché volevo capire, a fronte di quell'osservazione, se i controlli erano stati fatti, e il Presidente giustamente ha risposto, anche se avrei preferito poi sentire anche l'Assessore competente. Qui torno, care colleghe, perché nel vostro comunicato stampa queste leggi non le avete citate; era bene sottolinearlo, l'ho fatto io, diciamo che vi ho dato una mano in tal senso, forse vi eravate distratte.

In conclusione, perché ho già detto molto, credo che oggi tutti quanti dobbiamo chiederci se questa legge cambierà qualcosa al di fuori di quest'aula e degli uffici che hanno contribuito a concepirla. Io credo di no purtroppo: sicuramente per i beneficiari finali arriveranno aiuti in più ma, e penso soprattutto alle famiglie, poco cambierà.

Un ragionamento in tal senso va anche fatto con riferimento alle fonti di finanziamento di questa legge. Una parte derivante infatti da quei 18 milioni di euro stanziati con l'ultima variazione di bilancio, che derivano a loro volta dagli effetti finanziari del disegno di legge del 21 marzo 2022 n. 21, quello che per la cronaca ha istituito il contributo straordinario a carico dei soggetti operanti nel settore energetico, i cosiddetti extra profitti, che à tour de rôle un po' tutti abbiamo criticato, soprattutto per il metodo e per chi viene colpito, in tal senso una remarque politica in più potrebbe essere fatta, ed è quella di dire che a favore della collettività sociale e produttiva mancano 6 milioni di euro, perché di fatto ne ho 18, ne uso 12 per questo e me ne mancano 6. Dico questo perché se seguiamo la ratio della criticabilissima norma, che se non erro è l'articolo 37 del convertito, questi extra profitti e la tassazione di questi extra profitti sono nati come una sorta - perdonatemi il termine ma noi valdostani lo capiamo - di restitution alla collettività degli incentivi a suo tempo erogati per lo sviluppo di certi impianti di produzione elettrica. Ripeto, è una remarque politica: se quella tassazione aveva una finalità, noi ne abbiamo usata solo parzialmente, per il discorso del caro energia, soltanto 12 milioni di euro; ma è una banale considerazione di natura politica che chi ha portato avanti questa legge probabilmente ha fatto ma in un altro senso, però se questi extra profitti dovevano servire per calmierare, poi stiamo parlando di importi contenuti rispetto all'effetto di oggi, ma io purtroppo dico anche di domani anche a fronte delle dichiarazioni che penso qualcuno di voi ha letto di palazzi molto più grandi e importanti di questo, io temo che la crisi e soprattutto l'effetto inflattivo un po' generato dal sistema e un po' generato da problemi di natura energetica, ci faranno parlare di altre cifre.

Era giusto però fare un commento ulteriore rispetto a quello che è già stato fatto e delle considerazioni perché, ripeto, a volte anche delle misure, come quella degli extra profitti, che sono criticate e giustamente soprattutto nella finalità e nella ratio non hanno senso, poi vengono introitate nel bilancio regionale e poi lì è questa politica che ne fa un uso. Forse si poteva fare un uso più corrispondente alla finalità e alla nascita di quegli extra profitti.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie ai colleghi che mi hanno preceduto, grazie ai due relatori, grazie al collega Aggravi, Sono già stati illustrati molti aspetti e molte criticità di questa legge e credo che sia opportuno evidenziare anche alcuni effetti che questa legge avrebbe potuto avere e invece non avrà.

Sembra ieri infatti che questo Consiglio esaminava una proposta similare, ovvero usare 12 milioni di euro per rendere meno dura la crisi energetica per i valdostani; e invece erano ben due mesi fa. Ricordo distintamente che proprio due mesi fa presentammo un emendamento che chiedeva di erogare immediatamente quei soldi, per poi effettuare un riaccertamento dei residui e trovarne di nuovi, perché questi non sarebbero bastati. Quell'emendamento, anche qui ricordo ben distintamente, ci venne bocciato, poiché venne detto che sarebbero potute arrivare nuove risorse. Invece purtroppo sono passati due mesi, due mesi che non hanno visto sostanziali cambiamenti né nei numeri, perché i fondi rimangono gli stessi, né nelle modalità che erano oscure ai tempi e rimangono sibilline oggi.

Rispetto a quell'emendamento presentato il 27 luglio, una sola cosa è cambiata: il fattore tempo. Perché con le domande aperte a luglio, avremmo avuto un'erogazione nel 2022, con queste tempistiche invece arriveremo al 2023, mentre le famiglie patiscono i costi e la crisi, dagli ultimi mesi del 2021, quando inascoltati lanciavamo l'allarme a livello nazionale così come a livello locale. Sarebbe stato sufficiente in quel momento accettare quell'emendamento, attivare le procedure e iniziare a ricevere le domande, ma avete detto di no.

Risulta utile ricordare come, a più riprese, abbiamo chiesto a gran voce e a suon di emendamenti la riattivazione del bon de chauffage fin dal 2018, ottenendo sempre un netto rifiuto. Il tempo ci ha dato ragione, ma a quale costo? Ogni mese che passa, porta con sé nuovi aumenti, nuove povertà, nuove sofferenze, nuove rinunce. Peraltro, noi chiedevamo di riattivare il bon de chauffage in un momento e in un periodo, il 2018, che certo non vedeva l'abbattersi di una crisi energetica così importante sulle famiglie, quindi già noi rilevavamo la necessità, e molte famiglie rilevavano la necessità, di riattivare quel tipo di aiuto, ma, ripeto, con assoluta poca lungimiranza è stato detto di no.

Veniamo però alla parte dell'articolato, in particolare a quella parte che riguarda il sostegno alle famiglie. Sia in Commissione che nel testo, per esempio, si parla di importo variabile in base ai valori ISEE e al numero dei componenti del nucleo. Nonostante le richieste, non siamo riusciti a sapere quale sia questa variabilità, sulla base di cosa si possa prendere di più o di meno, né si comprende quali siano le valutazioni alla base della scelta del numero di componenti della famiglia, invece che, per esempio, e questo credo che l'abbia già illustrato in maniera approfondita il collega Aggravi, di considerare le dimensioni dell'alloggio piuttosto che la sua collocazione in una zona più o meno fredda, perché anche questo chiaramente incide sulle spese che si devono effettuare alla fine del mese.

Anche sulla suddivisione, la situazione è particolarmente nebulosa. In Commissione ci è stata sventolata una tabellina che il Presidente si è rifiutato di consegnare seduta stante, per poi farcela pervenire in un secondo momento senza sapere se fosse effettivamente quella mostrata. In quella tabella, però, non c'era alcun metodo di calcolo di quella che sarebbe stata la ripartizione dei vari fondi a disposizione nelle famiglie, bensì - e credo che tutti i colleghi l'abbiano ricevuta - una semplice suddivisione dei nuclei potenzialmente beneficiari divisi in tre fasce; cioè, non quanto avrebbero preso, ma quanti nuclei si trovano fra 0 e 6 mila di ISEE, quanti nuclei si trovano fra 6 mila e 12 mila di ISEE e quanti nuclei si trovano fra 12 mila e 20 mila di ISEE. La ringraziamo, ma chiaramente questo non ci chiarisce quali siano e sulla base di che cosa siano decise le modalità di suddivisione.

In ogni caso il numero di questi nuclei assomma a 11.400 famiglie, e su questi numeri il calcolo è presto fatto. Dividendo i 4 milioni di euro per i nuclei beneficiari, otteniamo un contributo di poco più di 300 euro, largamente insufficiente per aiutare in maniera concreta le famiglie e largamente lontano, comunque lo si voglia trattare, nel raggiungere i 500 euro massimi indicati dal Presidente durante l'audizione di Commissione.

Durante l'audizione abbiamo potuto prendere atto di quanto evidenziato dalle associazioni dei consumatori, ad esempio, che hanno indicato in 2200 euro gli aumenti patiti dalle famiglie valdostane in quest'anno, senza contare le bollette e i relativi aumenti in arrivo o patiti nel frattempo. In quale maniera un intervento di questo tipo potrà incidere significativamente nel bilancio familiare? Vi faccio un esempio banale, così almeno ci caliamo nella nostra realtà, quello di un nucleo - e ho preso dei casi reali - a ISEEE zero che si è visto recapitare bollette da 600 euro. Non ha potuto usufruire del bando affitti, perché siamo in fervente attesa da tutto l'anno di questo bando affitti, non ha potuto usufruire del bon de chauffage, perché l'avete bocciato a dicembre 2021. Se abitasse in un alloggio di edilizia residenziale, non potrebbe usufruire nemmeno della morosità incolpevole, perché incide solo su chi ha una perdita di reddito e non su chi ha un disagio sociale, e per di più ha dovuto subire gli aumenti collegati all'allacciamento forzato al teleriscaldamento a cui è stato obbligato a collegarsi. In quale maniera nuclei di questo tipo, a ISEE zero, potrebbero trarre giovamento da queste cifre così esigue?

E ancora, c'è un calcolo che manca e una valutazione che non è stata fatta, ovvero il numero di famiglie che, a causa della crisi energetica e della pandemia, vedranno calare il proprio ISEE fino a rientrare nel tetto dei 20 mila euro, perché voi avete fatto i calcoli su 11.400 nuclei, ma non avete considerato che le persone faranno il nuovo ISEE. Voi li avete calcolati su quelli vecchi, ma le persone faranno un nuovo ISEE, potrebbero fare un ISEE corrente a seguito di un calo del reddito e potrebbero rientrare nei calcoli; numeri che voi non avete ovviamente stimato. Un numero di famiglie che quindi non rientra nei calcoli, e che potrebbe sballare di molto i conteggi, escludendo molte famiglie anche da questo piccolo aiuto.

Forse un esame più approfondito, meno frettoloso e superficiale, ci avrebbe permesso di apportare dei correttivi, ci avrebbe permesso di raccogliere maggiori spunti e magari, nel frattempo, di trovare nuovi fondi, ma si è voluto correre.

Ora, lungi da me fare illazioni ovviamente e gettare ombre sul modus operandi che è stato adottato, però è particolarmente curioso che un percorso che è stato stoppato a luglio, per motivi ancora ignoti, devono arrivare nuovi fondi e poi i nuovi fondi non arrivano, attenda placidamente due mesi per poi subire un'improvvisa accelerazione per arrivare in aula a tre giorni dal voto. È curioso! Per fare questo sono state stilate le regole consiliari, convocando Commissioni congiunte in maniera preordinata, ci siamo trovati qui con un percorso già delineato, non ne abbiamo parlato liberamente. É arrivato uno e ci ha detto: "Sapete che c'è? Convochiamo le Commissioni in maniera congiunta, facendo già le audizioni che siano programmate", senza chiedere se volevamo audire qualcuno. Lo facciamo già, "É già tutto stabilito, via, convochiamo, facciamo, brighiamo, votiamo, qua c'è bisogno di fare in fretta", quando si poteva fare due mesi prima. Sono state bocciate le audizioni proposte dalla minoranza, presentando un testo alla seconda seduta unitamente a emendamenti spuntati cinque minuti prima, votandoli in tutta fretta ed evitando magicamente di chiedere e acquisire il parere degli enti locali, contrariamente a quanto si è fatto in passato. Si sa, a pensar male si fa peccato, ma a volte tre indizi fanno una prova.

Qualche avviso ai naviganti, innanzitutto sulle cifre. Si è fatta purtroppo parecchia disinformazione, in buona fede sugli organi d'informazione, in maniera meno inconsapevole a livello politico sulla cifra che questa legge riporta. È bene evidenziare, a chi sta fuori da qui, che i soldi disponibili a favore delle famiglie sono solo 4 milioni di euro, l'ho detto ma lo ripeto e lo sottolineo, non 12 milioni complessivi come indicato erroneamente da alcuni organi di informazione, perché ho visto titoloni da parte degli organi d'informazione e quindi è meglio riportare il tutto a quello che è: 4 milioni per le famiglie, non 12 milioni di euro.

Altro avviso, ma questo ormai ciclico, e viene riproposto a ogni disegno di legge che approda in quest'aula, questa volta però obiettivamente con qualche colpo in più. Riprendo alcune dichiarazioni del presidente Lavevaz che dichiara a livello di Giunta e di maggioranza: "É stato oggetto di un confronto politico anche abbastanza articolato per diverse settimane. Prima di approvare il disegno di legge in Giunta, abbiamo fatto un passaggio anche con le parti sindacali, con le parti datoriali, con le associazioni di categoria, con le associazioni dei consumatori, per una presentazione dell'idea di misura che avevamo ipotizzato. Abbiamo chiesto in particolare anche alla Chambre di farsi un po' da catalizzatore delle posizioni. È stato un dibattito molto interessante anche il fatto di mettere comunque intorno a un tavolo tutti gli attori dell'imprenditoria, in particolare valdostana". Presidente, queste dichiarazioni aumentano lo scoramento rispetto alla lavorazione del testo. Come sempre, infatti, le idee risultano confuse, dal momento che il deposito della legge coincide, per l'ennesima volta, con il deposito contestuale degli emendamenti in Commissione e in aula. A volte viene il dubbio che non esaminiate quello che depositate. Come mai dichiarate di aver fatto i confronti preventivi con le associazioni, se poi recepite i loro emendamenti? Avete fatto un confronto con le associazioni di categoria, con le parti sociali, con le associazioni dei consumatori? Vi hanno dato delle indicazioni? Avete fatto settimane e arrivate in Commissione con gli emendamenti? A me viene l'idea che in realtà questo confronto non ci sia stato, oppure non lo abbiate compreso.

Ancora, le abbiamo chiesto i dati degli aumenti dei costi delle famiglie: ci ha detto che non li aveva e doveva chiedergli alle politiche sociali; le abbiamo chiesto dei dati relativi all'agricoltura, ci ha detto che ci sarebbero stati forniti in aula. È di tutta evidenza quindi che non sono stati compiuti i dovuti approfondimenti, e lei ritiene davvero che il provvedimento fosse pronto e che fosse sufficiente audire lei per portare avanti il tutto?

Questa è la fotografia che ci viene fornita dall'analisi del testo e del percorso che questo testo ha fatto. Una fotografia che ci restituisce un'immagine sfocata e non risolutiva, che aiuterà poco e troppo tardi le famiglie valdostane.

Presidente - Si è prenotata la consigliera Foudraz, ne ha facoltà.

Foudraz (LEGA VDA) - Stiamo attraversando e vivendo tutti un periodo storico che credo nessuno di noi avrebbe mai pensato di attraversare e di vivere. Quando i nostri nonni ci raccontavano da bambini delle varie ristrettezze vissute nella loro gioventù, a noi sembravano dei discorsi lontani, ma lontani anni luce. Eppure così tanto lontani non erano, in vista di tutto quello che purtroppo sta accadendo ora da due anni a questa parte. Dapprima con la pandemia che ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini, ci ha relegati in casa, ci ha privato della possibilità di ritrovarci tra amici e parenti per quei momenti di convivialità che sono indubbiamente nelle nostre radici e nelle nostre tradizioni. Ci ha reso anche più deboli come persone, sotto l'aspetto psicologico, perché ha generato in tantissimi di noi, soprattutto anche nel mondo adolescenziale, paure, insicurezze, incertezze.

Dopo questo periodo bruttissimo di pandemia, arrivano le notizie sulla guerra, quella che ormai dal 24 febbraio di quest'anno è sulla bocca di tutti. Una guerra che - ricordo - non è tanto lontana da noi, ci separano purtroppo meno di 1800 chilometri da quelle terre martoriate, una distanza che è più o meno quanto la lunghezza della nostra nazione. E ora un'altra bomba a orologeria che è pronta a scoppiare da un momento all'altro e incombe su tutti noi, su tutte le famiglie e su tutte le imprese valdostane e italiane, su tutti. Il rincaro dei prezzi energetici sta colpendo indistintamente tutti, tutte le famiglie si ritrovano a fare i conti con quelli che sono gli aumenti che bimestralmente vengono inviati nelle case dei valdostani. Tutte le imprese, da quelle più piccole a quelle più grandi, stanno combattendo per cercare di sopravvivere, perché la loro sopravvivenza è la sopravvivenza di tantissime famiglie, che sennò si troverebbero senza un lavoro.

Questo disegno di legge che viene discusso oggi in aula è appunto frutto, come hanno già anticipato i miei colleghi e i relatori di maggioranza e dell'opposizione, dell'approvazione dell'assestamento di bilancio. Purtroppo, è già stato detto, le risorse sono insufficienti, il nostro gruppo consiliare - anche questo è già stato detto - lo fece già presente nel corso della discussione dell'assestamento in quest'aula a luglio. In quell'occasione - già anche questo detto - proponemmo da subito l'elargizione di queste somme che, seppur minime, avrebbero comunque potuto da subito dare un aiuto alle famiglie e alle imprese. Ma no, ci venne risposto che si sarebbe proceduto nel corso dell'estate a una ricognizione, per capire se gli importi potevano eventualmente crescere. Un'illusione, una grandissima illusione, un'illusione per tutti i valdostani: le somme erano quelle a luglio e sono rimaste le stesse oggi che siamo a fine settembre.

Non sarebbe stato opportuno procedere subito, come chiedevamo noi del gruppo Lega e altri gruppi dell'opposizione, ad aiutare coloro che erano in difficoltà? Arriviamo oggi, a fine settembre, a mettere a disposizione delle famiglie e delle imprese delle somme che erano già libere a luglio, però con una differenza, una grande differenza. Si arriva con un aiuto con quattro mesi di ritardo, se va bene, perché dando la possibilità di presentare domanda dal primo ottobre, tempistiche parlando e pubblicazione di legge, per far partire tutta la macchina amministrativa al 15 novembre, vuol dire elargire questi aiuti a fine novembre.

Le famiglie e le imprese si trovano ora nella difficoltà di far fronte al pagamento delle bollette che hanno cifre astronomiche, che arrivano nelle case dei valdostani e nelle imprese valdostane per il consumo dell'energia elettrica. Qualora ci fossero degli insoluti nei pagamenti delle bollette, per tante famiglie ci sarebbe una conseguenza che palperebbero subito sul momento e sarebbe quella della riduzione della potenza nella fornitura di energia elettrica. Questo cosa vuol dire? Riduzione di potenza dell'energia elettrica significa che se una famiglia si riscalda con termosifoni elettrici, piuttosto che con una stufa a pellet, ormai quasi tutti o se non tutti tantissimi abbiamo questo genere di riscaldamento, non parliamo poi dell'attuale costo dei sacchi di pellet, che è ampiamente più che raddoppiato rispetto allo scorso anno nello stesso periodo, questa stessa famiglia non avrà a disposizione la potenza elettrica necessaria per far funzionare gli impianti. Perché quando la potenza viene ridotta, per intenderci, funzionano solo gli elettrodomestici base, tipo il frigorifero; il forno non tanto, perché consuma parecchio.

Stiamo andando verso la stagione fredda, almeno dal punto di vista climatico, calda, anzi caldissima sotto tantissimi altri aspetti, e questo non aiuterà sicuramente i valdostani.

Concludo questo mio intervento ribadendo che questo aiuto minimo poteva comunque essere dato con quattro mesi di anticipo, senza illudere ulteriormente famiglie e imprese valdostane.

Presidente - Consigliere Ganis ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - Ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto e ringrazio i relatori della legge n. 75. Come sappiamo, a livello nazionale è stato approvato il decreto "Aiuti ter", che rafforza le misure a sostegno di famiglie e imprese, per contrastare l'aumento dei costi energetici e in particolar modo per far fronte al caro bollette. Anche in Valle d'Aosta è stata presentata una proposta che prevede 12 milioni di euro, di cui 8 milioni per le imprese valdostane e 4 milioni a sostegno delle famiglie in difficoltà, con ISEE non superiore a 20 mila euro. Un disegno di legge che, a nostro avviso, è stato assegnato alle Commissioni competenti in fretta e furia.

Vorrei ricordare che un'anticipazione di quest'iniziativa era stata presentata a luglio dal nostro gruppo, e lo hanno ben ricordato i miei colleghi che mi hanno preceduto, con un emendamento finalizzato a riattivare una forma di aiuto per le famiglie, che avevamo denominato chèque énergie, un sostegno economico a sostegno appunto delle famiglie valdostane per le spese riguardanti il riscaldamento domestico, bocciato allora dalla maggioranza. Eppure questi 4 milioni di euro dedicati al sostegno delle famiglie sono gli stessi che noi, come gruppo, avevamo previsto di utilizzare già due mesi fa, sostegni che forse oggi sarebbero serviti ad aiutare le famiglie in difficoltà, e lo ha ben ricordato la mia collega.

Nonostante questo però, e nonostante le rassicurazioni ricevute in aula, a luglio, rispetto ai maggiori stanziamenti, è parere unanime delle parti sociali e delle associazioni di categoria che abbiamo audito in Commissione, che questi non siano sufficienti a fornire aiuti concreti.

A questo proposito vorrei portare all'attenzione di questo Consiglio un esempio per quanto riguarda il consumo di una stufa a pellet e i relativi costi di funzionamento perché, credetemi, in questo caso forse i numeri dimostrano la gravità del problema, forse più di mille parole. Mediamente, è stato calcolato che per riscaldare un ambiente di 60 metri quadri, con una stufa da 10 Kw, occorre un sacco di 15 chilogrammi. Tenendo conto che un sacco costa oggi circa 10 euro, i conti sono subito fatti: occorrono oggi circa 300 euro al mese. Ora, immaginiamo di riscaldare una casa di 120 metri quadri, quindi le spese raddoppiano. Appare chiaro ed evidente che occorrono misure importanti a sostegno delle famiglie, non palliativi o tacconi economici, come ha ben evidenziato il collega.

Per quanto riguarda gli aiuti alle imprese, anche qui i soldi messi a disposizione sono insufficienti. Già mi immagino la felicità di quelle attività che, davanti al pagamento di bollette stratosferiche, avranno come possibilità quelle di sborsare altri soldi per fare investimenti. Aziende, attività alberghiere, artigiani, provati da questa crisi del caro bolletta, per le quali, se non si interviene subito, saranno costrette a chiudere, impoverendo ulteriormente la nostra regione e il nostro tessuto economico.

Aiuti immediati a sostegno di famiglie e imprese: la nostra proposta andava già in quella direzione e, come abbiamo più volte sottolineato, noi la proposta l'avevamo già presentata due mesi fa, tra l'altro in un lasso di tempo lontano dalle elezioni del 25 settembre.

Presidente - Consigliere Cretier ne ha facoltà.

Cretier (FP-PD) - Intervengo sul disegno di legge n. 75, una legge importante, sono delle scelte politiche della Giunta e della maggioranza. Si dovrà fare della buona comunicazione alla platea degli aventi diritto, infatti nel testo finale si è prolungato il periodo per presentare le domande in via telematica e agevolare la platea.

Nello specifico articolato di legge si è già detto molto con le relazioni del collega Restano e del collega Distort, quindi mi accingo a fare una valutazione general. Un disegno di legge in materia di agevolazioni alle famiglie e alle imprese per abbattere i costi aggiuntivi, come già detto, derivanti dal rincaro dei prezzi dell'energia e delle materie prime, e al sostegno degli investimenti aziendali.

Per il contributo straordinario alle famiglie il riferimento è l'ISEE fino a 20 mila euro, attraverso la piattaforma telematica. Esiste una grande discussione attorno all'ISEE, è comprensibile, ma ampliando la platea, si riduce il contributo una tantum alla famiglia.

L'ISEE, lo dico, è l'indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione, un aiuto o un contributo, nato da applicazioni di decreti ministeriali variati nel tempo, ma che poggiano sui redditi e sul patrimonio. Purtroppo sono sempre i redditi lordi, che non sono spendibili, a mio modo di vedere; non è il netto che entra nelle case delle famiglie e che serve a sostenere le spese. Certo, è il metodo ufficiale di legge riconosciuto per differenziare i redditi e quindi da applicare sub iudice, ma non è questa la sede per la discussione del tema.

Un disegno di legge che è passato in Commissione sostenuto dalla Chambre, su cui tutte le categorie e le organizzazioni sindacali hanno evidenziato, tutti, la necessità di intervenire urgentemente per compensare il rincaro delle materie prime, soprattutto quelle energetiche; testuali parole della relazione della Chambre. Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato una serie di aspetti su cui riflettere, per onor di cronaca, anche su passaggi ante e sull'applicazione.

Eravamo in un'evidente ripresa post pandemia su tanti settori produttivi, rimarcato nel manifatturiero ed energetico in primis, ma che oggi, con l'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime, preoccupa tutto il comparto economico senza distinzioni, con necessità urgenti di interventi decisi a livello nazionale e internazionale, quindi incisivi se sono sovraregionali. Dalla relazione della Chambre si evince un consenso generale delle categorie con richieste di intervenire ora, non rinviabile e che, attraverso la delibera applicativa e le sue procedure di richiesta, si possono liquidare entro fine anno ai richiedenti.

Sappiamo tutti che non risolverà strutturalmente il momento critico, ma l'idea per noi della maggioranza è la tempistica, la garanzia e la soddisfazione della platea. Questo lo dice anche in sintesi la comunicazione della Chambre. La soddisfazione della platea potrà essere valutata a posteriori, alla chiusura dei pagamenti, in cui si dovrà valutare l'efficacia degli aiuti. Ricordiamo a chi ci ascolta che il gruzzolo non è infinito, bisogna leggerlo come la compensazione ragionata e immediata, desunta dall'assestamento del bilancio di previsione.

Tre elementi importanti a cui questo disegno di legge 75 dà delle risposte immediate e puntuali: le scadenze, le domande, l'entità e la modalità, come ha anche ribadito la vicepresidente della Chambre in audizione, che ha portato la voce degli iscritti, senza differenziazione alcuna tra le categorie, come qualcuno voleva sottolineare in audizione. Un testo che ha suscitato un grande interesse nelle audizioni in Commissione. Dico che eravamo quasi al completo in aula, ognuno a sostenere politicamente le proposte e gli obiettivi, ma le scelte hanno delle condizioni non flessibili.

Il quanto, il come e il quando, sono alla base delle nostre scelte in questo momento. Sul "chi", come proposto, l'estensione a una platea più ampia l'abbiamo preso in considerazione, ma non permetterebbe un sostegno idoneo e valido, per cui la prima ipotesi è quella che sosteniamo: un ISEE a 20 mila euro.

Ricordo anche che parallelamente vi è lo Stato che propone il nuovo decreto "Aiuti ter", attraverso un comunicato stampa reso noto il 16 settembre 2022, un nuovo decreto di legge che introduce "Misure urgenti in materia energetica nelle politiche sociali, nella produttività delle imprese e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza", quello che alcune forze vorrebbero fermare, quello che attua una serie di interventi importanti per la ripresa di attività e cantieri in loco. Viene proposto un credito d'imposta per l'acquisto di energia elettrica e il gas naturale, per lottare contro il caro energia, variabile dal 30 al 40 percento se energia elettrica o gas naturale, oltre che la riduzione delle accise e IVA sui carburanti fino al 31 ottobre 2022. Insomma, un insieme di misure tendenti ad attenuare il momento difficile, non strutturali ma compensative di una situazione critica e sull'altro fronte a limitare gli approvvigionamenti monopolizzati dalla Russia e diversificare le forniture da altri paesi in mercati a prezzi calmierati, ed è necessario un tetto al costo dell'energia.

Dobbiamo sviluppare ricerca per il prelievo di materie prime, sviluppare ricerche di nuove tecnologie e lo sviluppo di ulteriori impianti da fonti rinnovabili, che sia eolico o idroelettrico, sparse sul territorio nazionale e regionale, semplificando le procedure, liberando l'Italia da un mercato chiuso e limitato a pochi fornitori e incrementando la quota di produzione interna, in modo sostenibile e funzionale anche per gli altri obiettivi strategici, ma con un occhio di riguardo alle fasce deboli.

Infine, sono contento che il collega relatore di minoranza abbia enunciato nella sua relazione che il disegno di legge ha due concetti importanti: che sia dichiarato urgente ed importante e che un chiaro riferimento alla speculazione del mercato mette a rischio il sistema; in secondo luogo, che era necessario dare delle risposte alle fasce più deboli; almeno su due punti concordiamo.

In riferimento al disegno di legge 75 mi scuso con l'assessore Barmasse per l'invasione di campo. Lei, collega Distort, lo definisce un placebo che non funziona, ma il placebo è una sostanza priva di principi attivi specifici, ma che viene somministrata come se avesse una proprietà curativa e farmacologica. Io definisco l'intervento del disegno di legge 75 una flebo, una somministrazione più veloce per distribuire fluidi o sostanze utili necessarie oggi e non tra un anno.

Avremmo potuto fare di più? Questa è la domanda. Forse, ma questa è la realtà in cui abbiamo proposto ed elaborato questo disegno di legge. Il resto rimangono proposte, alcune anche interessanti, ma ora non si poteva fare di più; le altre importanti diventeranno forse legge dopo il voto degli articoli.

Presidente - Consigliere Marquis ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Inizio con l'esprimere apprezzamento, perché oggi è arrivato in aula il disegno di legge 75 su un argomento di particolare urgenza, sul quale ci eravamo già espressi nel corso degli ultimi Consigli regionali. Il Consiglio regionale del 27 luglio aveva messo a disposizione, com'è stato detto da chi mi ha preceduto, attraverso l'articolo 46, un tesoretto di 12 milioni di euro per far fronte al caro energetico per le famiglie e per le imprese valdostane, ma già nel Consiglio precedente avevamo avuto modo di portare all'attenzione l'istituzione del bon de chauffage, proprio perché ritenevamo che questa fosse una priorità in un momento così difficile di crisi energetica. Una crisi energetica senza precedenti, è stato detto prima: i costi delle bollette sono triplicati, i costi del prodotto di riscaldamento sono raddoppiati, i costi del trasporto anche questi sono notevolmente aumentati, visto il crescente aumento del carburante. Quindi, una situazione di grande preoccupazione e di grande difficoltà, dove non si vedono ancora all'orizzonte delle possibili soluzioni che possano tranquillizzare sia la popolazione valdostana, sia anche tutto l'intero Paese.

Questo per dire che è un argomento sul quale abbiamo posto grande attenzione e già nel Consiglio del 27 e 28 luglio, come è stato ben rappresentato dal relatore di minoranza e di opposizione Distort, avevamo chiesto di introdurre l'istituzione di un chèque énergie, per poter immediatamente mettere a disposizione queste poche risorse della popolazione valdostana. Erano sicuramente delle risorse che noi auspicavamo per il mese di settembre potessero essere messe in circolo, vista la difficoltà che si sta vivendo. In quell'occasione ricordo che era stato detto che era meglio aspettare, perché si doveva fare una valutazione di complementarietà e capire come integrare questa misura con quella che era prevista dallo Stato. L'unica cosa che è cambiata è che stato considerato l'aspetto della cumulabilità, ma sostanzialmente non c'è stata nessuna relazione tra queste iniziative.

Noi ritenevamo che il fattore tempo fosse importantissimo su questa misura, così come lo riteniamo ancora adesso, quindi ci auspichiamo che possa essere approvato questo disegno di legge nella seduta di oggi, per poi di arrivare alla possibilità di erogare queste risorse prima possibile. Sono risorse che purtroppo non riusciranno a risolvere la situazione, perché tenuto conto dell'amplia platea dei beneficiari e della loro esiguità, quando ci riferiamo alle famiglie ci sono 4 milioni di euro a disposizione, stiamo parlando di qualche 100 euro a famiglia interessata, quindi di circa una media di 300 euro cadauno, a fronte delle difficoltà che tutti stanno provando.

Sicuramente l'altro aspetto che, secondo noi, è utile rimarcare e che avevamo anche sottolineato, così come ha detto il collega Distort, è la possibilità di provare a liberare delle risorse sul bilancio della Regione; ci avviciniamo alla fine dell'anno, magari sono risorse che non vengono utilizzate e poi vanno a confluire nell'avanzo di amministrazione. Probabilmente di fronte a questa grave crisi, della quale non abbiamo ancora visto tutti gli effetti ma solo visto l'inizio, c'è la necessità di provare a fare qualcosa di più, anche se ci rendiamo conto che la dimensione di questo impatto è molto rilevante, quindi con le risorse della Regione non è sicuramente possibile essere risolutivi rispetto a questa problematica. Quindi, contiamo che da parte dello Stato possano essere messe in atto delle misure significative per affrontare l'argomento.

Le famiglie sicuramente sono tante e diventa anche difficile capire quale può essere l'effetto, così come sono state individuate le caratterizzazioni di ISEE, perché purtroppo non siamo neanche ancora in grado di avere una banca dati che ci consenta di capire qual è l'effetto sovrapposto di tutte le iniziative che vengono erogate in queste fasce reddituali di beneficiari. Faccio un esempio: c'è gente che prende il reddito di cittadinanza, che prenderà questo contributo, che ne prende altri; quindi, anche al fine di dare un'omogeneità di ripartizione di queste risorse, per non avere una distribuzione piatta, bisognerebbe avere degli elementi maggiori che possano indirizzare l'aiuto nel senso dell'equità.

Bene anche l'introduzione dell'ordine del giorno sulle clausole valutative, perché dovremmo arrivare poi a capire quali sono gli effetti di quest'iniziativa post applicazione; questo ritengo che sia un elemento importante, d'introdurre questa possibilità di controllo.

Per quanto riguarda il discorso delle imprese, gli importi sono un po' più significativi, ci sono 8 milioni di euro a disposizione, però vedo che non tutti sono finalizzati alla riqualificazione energetica e al superamento delle questioni di difficoltà e di criticità che ci sono state quest'estate. In particolare, c'è anche la possibilità per le imprese agricole di fare degli interventi che vadano contro la situazione della siccità che ha sicuramente portato dei gravi inconvenienti a questo settore.

Come è stato detto anche prima, questi sono dei contributi che vanno dal 35 al 45 percento, però richiedono sicuramente dell'indebitamento, qualora intervengano delle imprese che sono in difficoltà, perché ci possono essere anche imprese che magari hanno disponibilità a bilancio e quindi non so poi quali saranno le modalità in termini applicativi che verranno previste, perché magari saranno definite poi delle priorità anche in funzione della difficoltà che il soggetto imprenditoriale può avere, per dare una possibilità a tutti d'intervenire.

Sicuramente in questo settore ci sono anche delle difficoltà che non sono solo quelle dell'investimento e quindi io mi auspico che l'investimento vada nella riqualificazione energetica, perché la prima ricaduta necessaria è quella proprio di ridurre il costo delle bollette. Noi oggi abbiamo delle attività al dettaglio, delle attività imprenditoriali che avevano un paio di mille euro al mese a bimestre di bolletta di corrente elettrica, le quali oggi vanno a 5000-6000 euro. Quindi, capiamo che c'è anche un problema contingente di pagamento della bolletta, e non solo quello di prevedere degli investimenti. Questa è sicuramente una situazione di oggettiva difficoltà che potrebbe mettere anche a rischio la sopravvivenza di piccoli esercizi al dettaglio in Valle d'Aosta, perché sicuramente degli aumenti così spropositati hanno una grande rilevanza proprio laddove ci sono già delle situazioni che stavano in equilibrio precario, dove non c'erano delle grosse marginalità.

Da parte nostra non può che essere gradita la presentazione di quest'iniziativa, rimarcando comunque che, soprattutto nel settore della popolazione dove ci sono maggiori difficoltà, ci auspichiamo che poi nella ripartizione delle risorse che ci sono a disposizione, ci sia anche un contributo che sia decrescente in funzione della capacità reddituale: dove c'è maggiore capacità reddituale che decresca il contributo da parte della Regione perché, diversamente, non arriviamo a dare un segno tangibile e concreto di aiuto a chi più ha bisogno e necessità.

Da parte nostra ci sarà tutta l'attenzione a quest'iniziativa, così anche seguiremo quello che sarà il deliberato di definizione, di dettaglio delle modalità di accesso. Cercheremo di contribuire come possiamo, se ci sarà l'occasione e verrà coinvolto il Consiglio regionale nella sua articolazione delle Commissioni, e auspichiamo anche che questa piattaforma che dovrà essere realizzata per mettere in circolo queste risorse, possa essere attivata nel più breve tempo possibile, perché credo che l'autunno sarà lungo e difficile e, se sarà possibile arrivare a dare queste piccole disponibilità di risorse, almeno farlo prima dell'arrivo dell'inverno.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (AV-VdA Unie) - Qualche considerazione su questo disegno di legge 75.

Ci spiace sinceramente aver sentito da parte del relatore di opposizione che si tratta, secondo lui, di una misura di facciata e non di sostanza. Sinceramente ci spiace, perché stiamo affrontando un disegno di legge che in pancia ha 12 milioni di euro che oltretutto, in un momento comunque non facile, può essere sicuramente un aiuto, un sostegno. Quindi, minimizzarlo di facciata e non di sostanza: stiamo parlando comunque di 12 milioni di euro di risorse pubbliche.

Ciò detto, la scelta questo Consiglio l'ha fatta qualche settimana fa, dopo aver discusso parecchio su dove andare ad allocare quelle che erano le principali risorse, per non far fermare quella che era la macchina generale del sistema Valle d'Aosta, nel luglio del 2022, quindi qualche settimana fa. Decidemmo di non bloccare i lavori pubblici, perché comunque i costi erano aumentati e avrebbe voluto dire che tutto il comparto edilizio, che aveva avuto comunque dei contratti con la pubblica Amministrazione, si sarebbe dovuto fermare. Abbiamo dato corso a una buona parte per l'azienda USL, per quella che è comunque la situazione sanitaria pandemica. Abbiamo dato linfa e corpo ai 74 Comuni, perché sono l'ente più vicino alle nostre comunità. Abbiamo fatto delle scelte strategiche, come dare corso comunque ai grandi eventi negli ambiti invernali, gare di coppa del mondo, piuttosto che scelte strategiche che danno corso comunque a un sistema che deve stare in equilibrio. Abbiamo dato corso a delle scelte che questo Consiglio ha fatto qualche settimana fa, ad esempio sul sistema idrico integrato: ci eravamo assunti delle responsabilità e in legge abbiamo inserito gli impegni che ci eravamo assunti. Parallelamente avevamo cercato comunque di potere, a 360 gradi, fare crescere quello che era il sistema Valle d'Aosta.

Cerco di entrare brevissimamente nel merito di questa proposta. Innanzitutto probabilmente l'elemento più importante di questa legge è che i due principali aiuti, i due pilastri su cui si basa questa legge, il primo è un contributo straordinario alle famiglie per il contenimento dell'incremento dei costi energetici, il secondo pilastro è legato agli investimenti a quelle aziende che vogliono investire. Questi aiuti si sommeranno a tutti quelli che sono gli aiuti statali. Questo penso sia un passaggio fondamentale e di sostanza. Per quanto riguarda il primo, il contributo straordinario alle famiglie, quello che lo Stato ha fatto qualche giorno fa, qualche ora fa, questo aiuto emergenziale, per una Regione come la nostra, si sommerà agli aiuti nazionali.

Anche qui per sfatare un attimo la pochezza di quest'articolo 2. Due sono gli elementi che io metterei in evidenza: il primo, oggi, se questa legge sarà approvata e sarà approvata, si fissa il tetto dell'ISEE a 20 mila euro. Questa è una scelta tutta politica ed è una scelta nettamente superiore, l'asticella è nettamente superiore rispetto a quello che sta facendo lo Stato nazionale. Quindi, se questa legge sarà approvata, la decisione di questo Consiglio sarà di aiutare e sostenere quelle famiglie più in difficoltà, aumentando quella che è la soglia.

Il secondo, sarà invece quello più di natura del quantum. Il Presidente della Regione, alle tre Commissioni congiunte non solo ha rappresentato quelle che sono delle proiezioni, ma è stato anche detto che poi, una volta che questa legge sarà approvata, i criteri saranno poi decisi da una delibera di Giunta e questa comunque sarà discussa nelle Commissioni. Potremo inserire dei correttivi, potremo inserire dei nuovi criteri per poter meglio cibler dove vogliamo sostenere e aiutare le famiglie, e l'aiuto sarà comunque un range - anche su questo dobbiamo fare un po' di chiarezza, perché altrimenti non so se sono tanti o pochi che ci stanno ascoltando - che va da 300 a 500 euro.

L'altro elemento che metterei in evidenza è che c'è stato da parte del Presidente della Regione in Commissione un impegno, quindi non ci sarà nessun click day: se ci sarà una richiesta di 4 milioni e 200 mila, 4 milioni e 500 mila o 4 milioni e 2 euro, nessuno rimarrà senza sostegno, perché c'è un impegno da parte del Governo regionale di andare comunque a reperire le risorse necessarie per garantire l'aiuto e il sostegno. Questo è il primo pilastro che si somma comunque alle scelte che lo Stato ha fatto qualche ora fa.

Il secondo pilastro è quello legato agli investimenti. Anche su questo penso a qualche elemento per poter meglio valutare la proposta. Abbiamo detto che è una proposta emergenziale e come tutte le proposte emergenziali non possono essere strutturali, ma sono di aiuto, sono di accompagnamento alle aziende, che indubbiamente hanno la voglia, la forza e la necessità di voler investire. Quindi non è un bonus, è dedicato a quelle aziende che decidono di investire nella propria azienda.

Solo due numeri, penso utili anche al dibattito. La legge che abbiamo approvato l'anno scorso, la 15 del 2021: dato che è stato citato da diversi colleghi l'articolo 16, vorrei mettere in evidenza due ordini di grandezza. Di tutte le aziende, ne abbiamo circa 11 mila in Valle d'Aosta, quelle che hanno utilizzato l'articolo 16, quindi che hanno deciso di investire, al di là che l'aiuto fosse al 30 o al 40 percento, sono circa; questo è l'ordine di grandezza. Sono circa ottocento nel settore di artigiani e industriali, ottocento nel settore turistico, ricettivo e commerciale, e circa trecento nel settore degli agricoltori, più un centinaio all'incirca legati ai liberi professionisti. Queste sono le partite IVA che hanno l'anno scorso, nel mese di giugno, utilizzato l'articolo 16 approvato all'unanimità, mi sembra, da questo Consiglio. Questo era per mettere in evidenza quelle che sono state le aziende che hanno utilizzato quella legge che questo Consiglio ha approvato.

Cosa proponiamo sul secondo pilastro? Indubbiamente siamo consci di quella che è stata la proposta, la sintesi che la Chambre - la ringraziamo - ha fatto in queste settimane. Abbiamo deciso di migliorare e quindi modificare quello che era l'impianto, viste proprio le necessità di tutte le associazioni e soprattutto quello che è stato un equilibrio non facile, sapendo che probabilmente il settore più colpito, per due principali ragioni, è quello agricolo; è stato deciso di aumentare tout court l'aiuto per quelle aziende agricole che decideranno di investire al 45 percento a livello generale. Penso che questa sia una scelta coraggiosa da una parte e dall'altra probabilmente utile a quelle aziende che hanno la voglia e la robustezza di sostenere un ulteriore investimento. È vero che l'altra parte dovrà essere coperta da quelli che sono gli imprenditori agricoli, ma l'aiuto a quel punto è veramente corposo.

Dopodiché la sintesi trovata è stata quella di aumentare leggermente anche gli altri due aiuti, dal 30 al 35 percento e dal 40 al 45 percento nel settore energetico. Vi rubo ancora qualche minuto sulla parte energetica, perché qualche collega ha messo in evidenza che questo disegno di legge non aiuterà il settore edile, ma il settore edile è già in grossa difficoltà perché con il 110 praticamente non troviamo più dei professionisti, non troviamo più delle aziende. Evviva che quell'efficientamento vada nella direzione di questo piccolo disegno di legge che va nella stessa direzione. Quindi, bene. La difficoltà sarà invece di poter utilizzare il 45 percento sul risparmio energetico, proprio per mancanza probabilmente di maestranze, di professionisti che in questo periodo, in questi due mesi possano dare contezza a quella che è la proposta o la possibilità che è inserita all'interno di questo disegno di legge. Quindi, io guarderei positivamente sia la scelta del legislatore, ma positivamente anche rispetto a quello che si vede sul nostro territorio.

Un ultimo dato che volevo mettere in evidenza è questo: non per guardare indietro, ma è importante avere un'analisi di qual è stata la ricaduta della legge 15 del 2021. Nel settore legato alle imprese artigiane e alle imprese industriali, su 800 imprese che hanno fatto degli investimenti, più di 500 hanno avuto un aiuto che va dai 3 mila euro ai 6 mila euro. Questo per dire che, dato che la nostra micro impresa è molto piccola, anche solo l'aiuto del 35 percento su un investimento di 10 mila euro che sono comunque 3500 euro, l'imprenditore o la micro impresa ha utilizzato quella che è stata la proposta fatta l'anno scorso. Quindi, riteniamo che aumentando dal 30 al 35 anche a quelle aziende che non faranno degli investimenti sul risparmio energetico, per chi ha la capacità e la robustezza di poterlo fare, questo secondo noi è un tassello che si somma agli altri che, a livello statale, comunque hanno già messo in campo, stanno mettendo in campo e che metteranno in campo non solo a livello nazionale, perché sul costo energia - lo avete detto in tanti - il livello dovrà essere sicuramente nettamente superiore a quello statale e dovrà essere europeo per poter se non calmierare, creare delle condizioni utili, in modo che imprese e famiglie possano comunque continuare a operare, a lavorare e a vivere sapendo perfettamente che il costo della vita, vista anche l'inflazione, sta galoppando e aumentando. Io penso che siano queste le iniziative che possono essere fatte da una regione, dall'altra parte sicuramente saranno altri livelli, altre azioni e anche in altri luoghi.

Presidente - Sospendiamo brevemente per arieggiare i locali. Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 10:55 alle ore 11:21.

Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori dopo la sospensione. Si era prenotato il consigliere Distort a cui passo la parola. Ricordo che siamo in discussione generale del disegno di legge 75.

Distort (LEGA VDA) - Sono conscio che probabilmente mi brucio la possibilità del secondo intervento per un fatto di puro chiarimento, ma mi sento toccato nel vivo e ritengo che sia assolutamente importante che la mia voce si levi a difesa di una categoria. Costruisco questo mio intervento semplicemente su un chiarimento che è opportuno venga fatto in quest'aula, perché quando il collega Chatrian riferisce, in merito a quanto io avevo esposto, che questa misura non aiuta l'edilizia ed esce con la considerazione "ben venga che non si coinvolge l'edilizia che è già congestionata dalle misure del 110 percento", quindi rilevi tale caratteristica di questo disegno di legge come un elemento vantaggioso, allora io faccio presente al collega Chatrian, nonché collega architetto, che probabilmente lei manca un po' da troppo tempo nei cantieri, manca un po' da troppo tempo nella libera professione, manca un po' da troppo tempo nel mondo dell'edilizia in genere. Quindi, se mi permette - anche solo se non altro perché ho qualche anno più di lei, come correzione fraterna, e lei che è stato nei Salesiani sa cosa vuol dire la correzione fraterna - tengo a precisare che le misure del 110 percento non hanno fatto altro purtroppo che premiare la grande imprenditoria e le società di ingegneria, cioè quelle forme di azienda particolarmente strutturate e capaci di poter sostenere tutto quanto il meccanismo che il 110 percento prevede. E a questo punto queste società di ingegneria, così come la grande impresa, utilizzano in subappalto forza lavoro delle ditte più piccole, delle micro aziende tipiche del nostro tessuto economico, tipiche della nostra edilizia territoriale, e le utilizzano con contrattualità o con accordi capestro.

Il mondo del 110 percento non è la vera grande risposta al nostro vero tessuto imprenditoriale nel settore dell'edilizia. E questo è lo spaccato del mondo dell'edilizia che lei forse non conosce più, non conosce bene, sicuramente non conosce la maggioranza. Diciamo che questa non vuole essere la mia posizione da grillo parlante, ma semplicemente da colui che chiarisce, che mette a disposizione le sue conoscenze a quest'aula, nella linea del contributo costruttivo a capire qual è la nostra società.

Ribadisco che questa è una misura di aiuti che non aiuta questo tipo di mondo, questo spaccato di mondo imprenditoriale. Invece, un diverso approccio avrebbe potuto veramente creare quell'effetto flebo di cui ha parlato il collega Cretier; ringrazio di avermi dato questo suggerimento. Forse tutto questo è stato dimenticato, forse tutto questo, riguardo allo spaccato del nostro tessuto imprenditoriale nell'edilizia, non era a conoscenza della maggioranza. Ora tutto il Consiglio lo sa. Grazie per l'attenzione.

Presidente - Siamo in discussione generale. Altri intendono intervenire? Consigliere Grosjacques ne ha facoltà.

Grosjacques (UV) - Il collega Distort con il quale ho già scambiato qualche battuta oggi entrando in Consiglio, mi consentirà di rilevare che, contrariamente alla sua natura, lui oggi, rispetto al collega Restano relatore di maggioranza che, mutuando dal diritto canonico, ha fatto il postulatore della causa della legge del disegno di legge n. 75, lui oggi ha fatto la parte del diavolo, cioè colui che sostiene che nulla va bene, per cui non va approvata in questo caso la beatificazione della legge; ha fatto un po' il poliziotto cattivo. Non lo riconosco in questa veste, lo stimo, ma oggi ho trovato la sua relazione - mi consenta di dirlo - un po' cattiva e ingenerosa rispetto all'attività che questa maggioranza ha fatto, non solo in questo disegno di legge ma in questo percorso di due anni che vengono compiuti domani, perché proprio domani due anni fa abbiamo avuto i risultati delle elezioni che hanno composto questo Consiglio regionale.

Non entrerò nel merito degli articoli 2 e 3, perché credo che il collega Chatrian che mi ha preceduto ha, con dovizia di particolari, illustrato quelle che sono le particolarità e i vantaggi sulle famiglie e sulle imprese di questo disegno di legge. Però trovo ingenerosa l'analisi che molti colleghi, non tutti, hanno fatto, tenendo conto dell'attività di questa maggioranza solo con riferimento a questo disegno di legge, perché chi ci ascolta da fuori, in molti interventi potrebbe aver capito che la maggioranza regionale, il Governo regionale si è limitato a quest'intervento. In realtà questa maggioranza, che è stata definita in vari interventi fiacca, lenta, poco produttiva, credo che in questi due anni, contraddistinti da quello che sembra superfluo ripetere, cioè una crisi pandemica che abbiamo preso quasi all'inizio e che ci stiamo portando ancora adesso, aggravata poi dalla guerra e dalle speculazioni nel settore energetico che stiamo vivendo, credo che quest'amministrazione e questa maggioranza abbiano in questi due anni lavorato molto per famiglie, imprese e lavoratori di questa società.

Mi ero segnato l'elenco dei principali interventi che questa maggioranza ha fatto e ne ricordo qualcuno, molto velocemente. La legge 15, della quale dobbiamo dar merito anche ai gruppi di opposizione per il grande contributo che hanno dato, ma che ha visto stanziati in un colpo solo 130 milioni di euro. Abbiamo lavorato per la sospensione dei mutui per le famiglie, per le aziende, per i lavoratori. Abbiamo in questi due anni finanziato con grandissime energie il piano di politiche del lavoro triennale, mettendoci decine di milioni, quindi pensando non solo a chi è già occupato, ma anche soprattutto a chi un lavoro non ce l'ha e ha necessità di essere inserito nel mondo del lavoro. Abbiamo finanziato il territorio attraverso gli impianti di sci e le piccole stazioni, quindi abbiamo pensato anche, e direi soprattutto, a salvaguardare chi vive in montagna, cercando di creare le opportunità per evitare lo spopolamento. Abbiamo finanziato le scuole di montagna, abbiamo messo nella condizione oggi un Comune di invertire la tendenza e di riaprire dopo venticinque anni una scuola di montagna. Credo che questo sia frutto della collaborazione del Governo regionale con gli enti locali. Abbiamo fatto tutta una serie di attività che, sul territorio, oggi si sentono.

Questo è l'ultimo, ma ultimo in ordine temporale; non sarà l'ultimo, ma non possiamo ridurre gli interventi a questo. È del tutto evidente che questo è un intervento non sufficiente dal punto di vista economico, ma comunque in grado di dare una risposta. È una risposta superiore per importi e per tetti di coinvolgimento delle famiglie superiore a quello che ha fatto il Governo nazionale. Per cui io credo che questo sia un provvedimento del quale dobbiamo oggi essere fieri, al quale dare la giusta importanza, sapendo tutti che non è l'ultimo; il Presidente in Commissione ha più volte, rispondendo alle domande, dichiarato che tutti avranno una risposta rispetto alle loro domande. Direi quindi che famiglie e imprese oggi hanno una risposta, non la prima, una conseguenza di tutte le risposte che abbiamo dato in questi due anni, con tutte le risorse che abbiamo messo in campo e che metteremo ancora in campo, perché questo Governo e questa maggioranza hanno a cuore la società in tutti i suoi aspetti.

Oggi abbiamo finanziato famiglie, abbiamo aiutato famiglie nel sostegno alle spese che, purtroppo, non siamo in grado di governare, perché dipendono da scelte che non sono di competenza di questo Consiglio regionale. Aiuteremo le aziende con contributi fino al 45 percento; è vero che ci sarà una parte di autofinanziamento, oggi qualcuno lo ha ricordato, ma non dobbiamo dimenticare che il 45 percento, che credo sarà una misura difficilmente ripetibile, darà delle grandi opportunità a coloro che decideranno di investire per migliorare l'attività delle proprie aziende.

Quindi, non è una misura né di facciata, né una misura elettorale, tantomeno un palliativo e - questo mi preme dirlo - meno che meno una misura elettorale. É una misura che viene approvata oggi, perché questo Consiglio era convocato fin da gennaio in questa data ed è il primo Consiglio utile nel quale portare una misura così importante.

Presidente - Si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Faccio una piccola precisazione in premessa perché, anche come detto dai colleghi dell'opposizione, già a luglio parlavamo di 12 milioni di euro e qualcuno pensa che quelli di cui stiamo parlando oggi siano altri 12 milioni di euro. No, sono sempre gli stessi di luglio. E come già a luglio avevamo detto, nella fase di discussione dell'assestamento, che ci sembravano pochi 4 milioni di euro alle famiglie e 8 milioni alle imprese, lo ribadiamo oggi in aula.

Lo sottolineavamo senza avere i dati che ci ha portato il Presidente, in base ai quali ci è stato evidenziato che mille nuclei familiari in più rispetto all'anno passato sono in una situazione reddituale tra gli 0 e i 6 mila euro di ISEE, quindi un aumento credo importante da segnalare rispetto alla povertà in Valle d'Aosta, di cui stiamo aspettando da tempo uno studio che, speriamo, presto di vedere. Oltretutto questi dati si riferiscono all'anno precedente, quindi crediamo che la situazione sia ulteriormente peggiorata in quest'ultimo anno, ed è quanto hanno evidenziato con preoccupazione i sindacati e le associazioni dei consumatori già giovedì in Commissione. Ecco perché, come chiesto dai colleghi, sarebbe stato importante approfondire, pur capendo l'urgenza di questa misura. Noi avevamo votato a luglio perché si potesse già intervenire in quel momento e quindi nessuno di noi nega l'urgenza di questa misura.

Altro dato che avevamo sottolineato in assestamento e che ribadiamo quest'oggi è che, rispetto alle misure alle famiglie, quindi a quei 4 milioni di euro, ci si aspettava un intervento più incisivo. Dobbiamo tenere conto che, più o meno, il bon de chauffage in periodi diversi, con una situazione migliore rispetto a quella di oggi, aveva comunque un budget di 7 milioni di euro, quindi quasi la metà in una situazione di crisi più importante.

Non crediamo poi che questa misura possa in qualche modo essere efficace, anche per l'entità del contributo che verrà erogato. Qualcuno già negli interventi precedenti parlava di 300-400 euro per le fasce più deboli.

La seconda osservazione è la questione che riguarda il costruire questa misura con un click day. È vero che il Presidente in Commissione e oggi altri hanno detto che si sta lavorando per l'implementazione delle risorse e che quindi non si lascerà indietro nessuno, ma chi adesso prende in mano questo disegno di legge invece trova altro. Crediamo che proprio quelle famiglie più in difficoltà, quindi quelle con un disagio maggiore e gli anziani siano in qualche modo penalizzati, anche perché sappiamo bene che dovranno interagire con una piattaforma informatica per chiedere questo contributo.

Accogliamo con favore l'ordine del giorno presentato dalla Lega, che riprende un po' quanto evidenziato in Commissione dalle organizzazioni sindacali dove si pensava di utilizzare risorse diverse per le famiglie con persone con disabilità, quelle con anziani o con figli minori.

Per quanto riguarda invece la misura delle imprese, abbiamo letto e ascoltato il vicepresidente della Chambre e abbiamo ascoltato i vari rappresentanti in audizione, che sostanzialmente ci hanno detto che cambia poco la realtà dei fatti, soprattutto per quello che riguarda gli investimenti relativi all'efficientamento energetico. Le piccole attività a conduzione familiare, che sono la maggioranza nella nostra regione, soprattutto nei comuni delle vallate laterali, e che sono state devastate da questi due anni di Covid, adesso si vedono ridurre ulteriormente i margini a causa degli aumenti dei costi energetici e non solo. Per essere davvero efficaci in questo momento, bisognava probabilmente intervenire ancora in maniera consistente sulle questioni delle rate dei mutui, degli interventi sugli affitti, della riduzione dei costi dell'energia e della revisione dei contratti. La strada invece sembra quella di aiutare chi è rimasto forte e chi ha gli strumenti per pensare a investimenti, proprio in questo caso in un momento difficile, lasciando indietro forse quelli che non riusciranno nemmeno a presentare le domande per il 15 novembre, perché rispetto agli interventi di efficientamento delle imprese devono già essere o in corso di realizzazione o almeno di definizione, decisi e progettati, visto che la domanda sappiamo che scadrà a ottobre, anche se per quella data è sufficiente dimostrare il pagamento del 20 percento di questi interventi.

Per molte aziende sappiamo che l'estate è stata un periodo in cui hanno, per fortuna, lavorato molto e hanno cercato di recuperare le perdite degli anni precedenti. Quindi, crediamo che con questa misura proprio quelle piccole aziende verranno penalizzate. Lo stesso problema si pone per gli aiuti statali con scadenza di presentazione delle domande al 30 settembre, per progetti con documentazione che sappiamo essere molto impegnativa.

Sono diverse le questioni su cui non siamo d'accordo: sicuramente la questione di un ritardo di questa norma e il fatto che siano impegnate poche risorse sia sulle famiglie che sulle imprese. Non condividiamo le modalità e i criteri con cui questa è stata definita e riteniamo che, sia per quello che riguarda le famiglie, sia per quello che riguarda le imprese, non vi saranno risposte efficaci.

Presidente - Il consigliere Padovani si è prenotato, ne ha facoltà.

Padovani (FP-PD) - L'ha già detto il collega Restano nella sua relazione, ma penso sia utile ripeterlo: stiamo attraversando la peggiore crisi energetica degli ultimi cinquant'anni almeno. L'aumento impazzito delle bollette è dovuto a molti fattori, uno di questi è la guerra, ma non è il solo, e lo dico perché gli aumenti sono iniziati ormai un anno fa, quindi molto prima dell'aggressione russa all'Ucraina. Ci troviamo di fronte a operazioni di carattere speculativo che continuano da vari mesi e che, tanto per cambiare, fanno sì che siano sempre di più le famiglie e le piccole e medie imprese a faticare per arrivare alla fine del mese, mentre c'è chi, con la speculazione, si compra lo yacht. Giusto per dare un numero, nel primo semestre del 2022 le sei maggiori compagnie europee hanno generato oltre 74 miliardi di euro di extra profitti e indovinate dove è finita questa montagna di soldi? In dividendi agli azionisti e in operazioni speculative.

Un'altra causa di questa situazione è la dipendenza dell'Italia dai combustibili fossili. Qualcosa, vista la grande criticità del momento, va fatto a livello europeo, nazionale e regionale. Per far uscire dalla dipendenza dei combustibili fossili il nostro sistema economico, i governi italiani avrebbero dovuto già da tempo dare ascolto alle richieste delle migliaia di attiviste e attivisti, scienziate e scienziati, che chiedono un piano urgente e ambizioso per la transizione ecologica ormai da tanti anni.

Un'altra soluzione per aiutare le persone a far fronte alla crisi, sarebbe la restituzione in toto di questi extra profitti da parte delle aziende energetiche sui quali, peraltro, anche l'Unione Europea ha chiesto una tassazione, incentivando misure di efficienza energetica che permettano di ridurre i consumi e gli sprechi e aiutino a minimizzare le bollette per gli anni a venire. Questi soldi servirebbero anche a finanziare progetti per le rinnovabili su tutto il territorio nazionale. Abbiamo visto come invece i colossi dell'energia non abbiano pagato nemmeno la tassa proposta dal Governo Draghi.

Dalla relazione di minoranza e da alcuni interventi, si evince che per chi sta nei banchi di fronte, il disegno di legge che discutiamo qui oggi e che, voglio ricordarlo, prevede 4 milioni di euro per l'erogazione di un contributo a fondo perduto a favore dei nuclei familiari residenti il cui indicatore ISEE non superi l'importo di euro 20 mila, contributo che per chi ne ha diritto si aggiunge agli aiuti statali e che prevede aiuti anche per le fasce ISEE non ricomprese negli aiuti statali, e 8 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese, siano sciocchezze. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano per esempio quei 3933 nuclei familiari che hanno un ISEE tra lo 0 e 5999,99 euro (uso i dati fornitici in Commissione) di queste affermazioni da parte di chi porta a casa più di cinquemila euro netti ogni mese. Io penso che queste affermazioni siano schiaffi a chi fa fatica ad arrivare a fine mese.

In questi anni stiamo vivendo diversi e numerosi momenti di difficoltà, dalla pandemia a un clima che, se non lo avessero predetto in tanti e da tempo, definiremmo impazzito, dalla guerra in Ucraina a questa speculazione energetica. A pagare sono sempre le fasce più deboli, che si tratti di popolazione o di aziende che tengono vivi i settori fondamentali per la nostra regione, nei quali è sempre più complicato lavorare. Da parte mia, quando vengono prese decisioni volte in qualche maniera ad aiutare chi fatica ad arrivare a fine mese, non si può che applaudire.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Testolin, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Alcune riflessioni in coda agli interventi di maggioranza e opposizione che hanno cercato, a loro modo, di portare acqua al proprio mulino. Generalmente è più semplice in una discussione trovare i punti di debolezza di un lavoro fatto da altri, perché è semplice andare a identificare delle nicchie o delle carenze che fanno parte di un provvedimento, come tutti quelli che vengono presentati, in funzione di debolezze che sono dettate dalla contingenza e da situazioni oggettive che non si possono modificare. Più difficile invece è assumere delle decisioni e tracciare dei percorsi che possano portare a dare delle risposte a chi le aspetta.

Credo che la cosa condivisibile è che negli ultimi mesi c'era una forte necessità da parte di un tessuto sociale provato da quelle che sono state ben descritte come delle modifiche dei prezzi del carburante, dei prezzi dell'energia e quant'altro. A questa richiesta d'aiuto, già nel mese di luglio, si decise di voler fare una valutazione preliminare prima di andare a dare delle risposte. Una valutazione preliminare che, da un punto di vista politico, a mio avviso era qualcosa di sensato, di opportuno, e anche corretto nell'approcciare un problema che non si sarebbe risolto con i soli interventi regionali, ma un problema che avrebbe dovuto trovare il grosso della sua soluzione tramite quelle che sono le attività di altri organi istituzionali, tra le quali il Governo nazionale. Un Governo nazionale che è caduto, e qua riapro un percorso che era stato già valutato nella seduta di luglio, dove alcune forze politiche che oggi lamentano l'inattività di queste risorse regionali per due mesi, allora decisero di staccare la spina a un Governo che avrebbe dovuto dare risposte dall'oggi al domani.

Allora è chiaro che poi cerchiamo di reagire dando delle indicazioni di una normetta che possa essere preelettorale, che possa essere qualcosa di insufficiente, che debba essere sminuita, che pretestuosamente la si indica come qualcosa di inefficace e inopportuno. Non è così, quello che è inefficace e inopportuno sono i passaggi che, sia dalla parte della destra, sia dalla parte dei 5 Stelle che oggi sostengono due movimenti assolutamente importanti e rappresentativi all'interno di quest'aula così come fuori, credo che debbano essere riconosciuti prima a sé stessi, questi errori debbano essere riportati in casa propria e non attribuiti a qualcun altro.

Credo che il Governo regionale abbia rispettato quelle che erano le indicazioni date nel mese di luglio, quando ci si era presi carico di fare un'analisi puntuale su quelli che potevano essere i provvedimenti messi in piedi dal Governo nazionale, per poi andare a implementare quelle che potevano essere le risorse da mettere a disposizione del tessuto produttivo e sociale valdostano, cosa che è stata fatta.

Fondi insufficienti: i fondi sono sempre insufficienti, non bastano mai, ci vorrebbero delle risorse molto più importanti. Ma quello che è assolutamente necessario sottolineare è che questi due provvedimenti, come è già stato chiarito da alcuni che mi hanno preceduto, vanno ad aggiungersi, per quanto riguarda il sociale, ad altri provvedimenti peraltro meno estensivi dal punto di vista del range di chi viene interessato; basti parlare di un ISEE che si ferma a 12 mila euro per quanto riguarda i provvedimenti nazionali, un ISEE che arriva fino a 20 mila euro per quanto riguarda i provvedimenti regionali.

Prima nei corridoi sentivo parlare di un tessuto imprenditoriale che non ha bisogno di investire. Io penso invece che il futuro sia proprio sugli investimenti, il futuro non è sul contributo una tantum per sfangare la giornata, perché probabilmente chi è in condizioni disperate avrà bisogno di altre tipologie d'intervento. Il tessuto produttivo, il tessuto sano, quello che crea benefit per l'intera comunità, che crea posti di lavoro, che crea opportunità per i nostri giovani, che crea innovazione, che crea progresso, quello ha sempre bisogno di essere sovvenzionato, sostenuto e accompagnato verso nuovi investimenti e nuove modalità anche di approcciare le problematiche più importanti, nello specifico quella energetica e quella dell'acqua, cosa che questo disegno di legge 75 vuole sostenere e avvantaggiare.

Penso che sia tutt'altro che banale poter pensare che, magari non duemila aziende come è successo lo scorso anno, le duemila aziende citate dal collega Chatrian, possano essere comunque un migliaio o novecento o mille e cinque, che possano essere da traino per un tessuto socioeconomico che ha bisogno d'investire, ha bisogno di questi 8 milioni di euro che non saranno sufficienti, ma si sta lavorando coscientemente e giudiziosamente per trovare altre risorse. Sarà poi il Governo regionale a dare questi dettagli e queste prospettive. Sicuro è che sia da una parte che dall'altra l'indicazione, la voglia, la volontà e il lavoro è stato messo in piedi per cercare di dare sul sociale una risposta a tutti; è inutile che si continui a paventare questo click day come qualcosa di assolutamente penalizzante per qualcuno. La storia ci insegna che tutte le volte che si è voluto farsi forza di questo click day per maîtriser quelle che sono delle iniziative che sono state messe in piedi da chi amministra questa Regione, ci si sia ritrovati smentiti di fronte invece alla capacità di dare copertura a quelle che erano le esigenze e le richieste del territorio.

Dall'altra parte plaudo invece a quella che è stata un'azione coordinata e corretta da parte delle associazioni di categoria, del sistema produttivo regionale che tramite la Chambre ha saputo fare sintesi dei bisogni dei vari settori produttivi, facendo dei passi indietro e delle scelte anche importanti per cercare di dare una risposta a tutti coloro che avranno voglia di rilanciare la nostra economia, con un occhio particolare all'agricoltura che è stata fortemente penalizzata, ma che anch'essa dovrà trovare nei nuovi investimenti, nelle nuove capacità di produrre energia per conto proprio, per abbassare in futuro i costi di produzione, principalmente quelle che sono le tematiche più importanti da sostenere con questi contributi.

Io credo che la serietà di questo provvedimento non possa essere messa in discussione. Credo che il primo step è stato realizzato con la presentazione di questo disegno di legge, quelle che sono le ulteriori risorse sono oggetto di un lavoro continuo da parte degli assessorati che anch'io mi auspico, come qualcuno anche della minoranza ha ipotizzato, possano essere rese disponibili al più presto, per dare contezza di quelle che potranno essere le nuove opportunità e di dare il più risposte possibili a chi ce le chiede.

Penso che le due situazioni, quella amministrativa e quella politica, in questo momento non possano essere disgiunte solo perché ci saranno delle elezioni a breve. Credo che le responsabilità, soprattutto di chi ha fatto delle scelte, come direbbe il mio collega Marguerettaz, scellerate nel luglio scorso, oggi facciano parte di un qualcosa che la cittadinanza, anche quella valdostana, ha già conosciuto. E sicuramente non è questo disegno di legge a non essere in grado di dare delle risposte, ma sono queste scelte fatte allora che ci hanno portati a intervenire oggi senza chiarezza e contezza complessiva di quelli che possono essere gli aiuti destinati alla nostra popolazione.

Penso che voteremo convintamente questo disegno di legge per darne applicazione il più in fretta possibile, avendo dato fiducia piena in questa fase di contingenza alle indicazioni ricevute dalla Chambre. Probabilmente anche quest'aspetto ha colto un po' di sorpresa, perché quelli che vengono definiti come emendamenti posti all'ultimo secondo per raffazzonare qualcosa, sono invece un'indicazione precisa del tessuto produttivo che è stata raccolta pressoché in pieno dalla maggioranza, all'interno delle Commissioni e all'interno del Governo regionale, per andare incontro a una situazione che necessita di stimoli maggiori di quelli dell'anno scorso e di quelli che potranno esserci il prossimo anno, perché un 45 percento sugli investimenti è qualcosa di estremamente importante. Non è detto che i prossimi anni sarà così, perché le condizioni si spera che possano anche migliorare e quindi l'aiuto potrebbe essere riportato a dei livelli più contenuti. Oggi invece c'è bisogno di stimolare quelle che sono queste attività, di stimolare quello che è il progresso all'interno del nostro tessuto produttivo e quindi ben venga questo provvedimento che voteremo sicuramente con tutta la forza che necessita.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Aggravi per il secondo intervento.

Aggravi (LEGA VDA) - Volevo soltanto aggiungere due osservazioni rispetto al dibattito che si è generato anche molto interessante. Sicuramente tutte le parti in causa giustamente fanno le loro osservazioni, fanno le loro remarques e giocano anche la loro partita, perché c'è comunque in democrazia un gioco - ma non è per sminuire - ovviamente di maggioranza e di opposizione. Però ci sono alcuni punti che volevo sottolineare rispetto a quello che è stato detto.

Qualcuno ci ha ricordato che, a fronte di questa legge, ci sarà poi una delibera che verrà confezionata dal Governo e che quindi provvederà a dare attuazione alla legge. Io so che il collega è particolarmente appassionato di diritto amministrativo e quindi lo ringraziamo per avercelo ricordato, però gli vorrei ricordare, a differenza di quello che ha detto, che non c'è scritto da nessuna parte all'interno di questa legge che quella delibera poi verrà in Commissione e la Commissione dirà qualcosa. Questo è avvenuto, forse si confonde con altre leggi che sono state citate da altri colleghi e che sono passate - ringrazio il collega che l'ha ricordato - non soltanto con il voto, ma anche l'apporto delle forze di opposizione, perché gran parte degli interventi emergenziali, non voglio tornare alla legge 8, ma alla legge 15 sicuramente, sono nate anche con un contributo da parte delle forze di opposizione che non era scontato, perché sicuramente, c'è chi ce lo sta insegnando, stando all'opposizione comunque sempre guadagna spesso e soprattutto in periodi elettorali, e invece c'è chi, come è già successo nella scorsa legislatura dove ricordo almeno per il mio gruppo si poteva benissimo giocare all'opposizione dura e pura, invece si è preferito andare a cercare di trovare un equilibrio, perché chi sta al Governo deve trovare degli equilibri, ma anche chi sta all'opposizione deve trovare dei punti di equilibrio se vuole fare qualcosa, sennò ovviamente fa un altro mestiere, e personalmente sinceramente preferisco trovare dei punti di equilibrio magari complicati ma che fanno qualcosa, piuttosto di non trovarli mai o di non volerli trovare. Ma al di là di questo vado avanti.

Ci sono stati due impegni che io sinceramente non ho capito e quindi volevo sottolineare: l'impegno a garantire l'aiuto a tutti, quindi no al click day, ma mi trovo poi però un altro collega di maggioranza che giustamente dice che secondo lui il click day non è un problema, qua è una lotta di filosofie perché per qualcuno lo è, per qualcun altro no, poi purtroppo lo sappiamo che nel mondo reale un ordine delle cose c'è sempre, quindi non è facile da gestire; e un impegno del Governo ad aumentare i fondi. Se ci sono questi due impegni io non li ho letti e inviterei i colleghi che li hanno citati a mettere giù un bell'ordine del giorno che penso tutta l'aula sia pronta a votare, soprattutto l'impegno a rifinanziare queste misure.

Perché dico questo? Perché qualche collega l'ha detto prima e l'ha ricordato: i tempi sono stretti, sia per l'attuazione di questa legge, ma soprattutto per andare oggi a trovare nuove risorse, quella legna di cui parlavo nel mio intervento iniziale. Dico questo perché oggi dobbiamo correre su questo e, lo sappiamo, è il 21 di settembre, sta arrivando il periodo di bilancio, e dopo il 26 settembre chissà che cosa succederà, e ovviamente ci sarà meno tempo, e io penso anche meno spazio, perché dobbiamo essere molto sinceri, lo spazio per trovare i fondi del bilancio non è sempre agevole e non è sempre comodo, chi fa amministrazione lo sa, quindi se c'è quest'impegno, che lo si metta nero su bianco e lo si scriva in un ordine del giorno. Chi l'ha detto prenda atto e faccia di conseguenza. Ne parlo anche con riferimento agli investimenti, perché anche sugli investimenti ci siamo giustamente concentrati sulla parte delle famiglie, perché è la vera emergenza. Però anche sugli investimenti io mi immagino che ci sarà un overbooking o comunque una maggiore richiesta, perché giustamente le imprese colgono l'opportunità di potere investire anche nel risparmio energetico e anche nelle azioni per contenere la siccità, perché gli investimenti dell'articolo 3 non sono soltanto su queste due categorie, che sono l'emergenza contingente, ma sono anche su questo aspetto. Questo lo dico perché giustamente l'impresa fa economia, sfrutta nel senso positivo del termine le opportunità e quindi, al di là di queste due categorie, ce ne sono altre. Quale categoria d'investimenti tirerà di più nel fondo di dotazione dell'articolo 3 lo vedremo poi a consuntivo, ma è bene ricordarlo perché altrimenti diremmo qualcosa che non è del tutto corretto.

Arrivo poi invece, ringrazio e qui lo cito, il collega Padovani per aver parlato e citato la questione degli extra profitti, perché ne ho tenuto conto nel mio breve intervento e perché per me rimane un oggetto abbastanza misterioso dal punto di vista politico, e spiego perché. A parte il fatto che qualcuno giustamente, a rigor suo, ci ricorda che ci sono delle forze che hanno staccato la spina a questo Governo che stava risolvendo tutti i problemi, ma è lo stesso Governo che poi ha concepito la tassazione dell'extra profitto, come altri governi in Europa, perché a vario titolo un po' l'hanno fatto tutti. La tassazione dell'extra profitto sembra colpire terribilmente questi cattivi e terribili speculatori che, per carità, ci sono senza dubbio, però io temo che stiamo andando a colpire e che soprattutto in Italia si sia concepita la tassazione degli extra profitti verso una parte degli speculatori, perché ricordiamo che, al di là delle bollette, c'è tutto un mercato cartolare che non riguarda le aziende di produzione energetica o di distribuzione, ma c'è chi compra e vende, perché funziona così, lo so che chi crede ancora che sia issato il muro di Berlino ogni tanto ha delle difficoltà a comprenderlo, ma ci sono anche queste tipologie. Queste tipologie non sono state toccate da questo Governo che comunque, ripeto, ne fa parte anche la mia forza politica, forse per ragionare in termini di quegli equilibri di cui dicevo prima visto che condivido la visione che ha uno dei ministri della compagine di Governo.

Sugli extra profitti va bene fare la propaganda, che piace tanto a una certa parte politica, ma bisogna dirci le cose come stanno. Hanno pagato gli extra profitti anche - e noi dovremmo saperlo più di altri - delle realtà che producono energia verde o blu, anche se l'energia blu è legata al gas. Perché dico questo? Perché poi sono gli stessi extra profitti che ci troviamo nel bilancio regionale e che utilizziamo: dodici milioni per questa legge, ma i sei milioni mancano sempre l'appello. Quindi, collega Padovani, sono contento che lei abbia dato un focus sulla questione degli extra profitti, ma mi stupisce perché lei in maggioranza non si sia stracciato le vesti per mettere quegli altri sei milioni di extra profitti a disposizione magari delle famiglie, visto la sua sensibilità più sociale o socialdemocratica o socialista. Vede, è facile colpire alla bisogna le cose, perché gli extra profitti la nostra società idroelettrica, come altre società green, li hanno pagati e non sono andate però in realtà a colpire l'extra profitto reale di altre realtà, magari in Olanda, magari italiane con sede anche in Olanda, magari che fanno compravendita di energia, non produzione, perché poi anche lì c'è distribuzione e produzione, ma c'è anche la compravendita di energia, e lì si generano i famosi mark up che a voi comunisti non piacciono.

Detto questo, io penso che nessuno abbia la soluzione, l'ho già detto, è complicato anche a livello nazionale, perché qua dovevamo essere pronti un po' prima a livello magari comunitario o a livello occidentale, perché in realtà c'è anche uno strano meccanismo per cui stiamo riducendo la dipendenza da certi paesi, la stiamo aumentando da altri, però il problema è che rimane la dipendenza e il concetto di dipendenza sappiamo che non è qualcosa di positivo.

Qui voglio ancora dare un punto, che è la vera parte nascosta del problema, ovvero il fatto che noi giustamente continuiamo a parlare e a rafforzare la politica di transizione ecologica ed energetica, io direi anche produttiva, perché poi l'effetto finale è su questo, ma ci dobbiamo ricordare che purtroppo, nel bene o nel male, i combustibili fossili hanno un vantaggio che le altre energie non hanno e di cui bisogna tenere conto. Non sto dicendo che sono a favore dei combustibili fossili, ma sto dicendo che alcune energie rinnovabili non possono essere stoccate, e questo genera un problema nel sistema. Quindi bisogna trovare delle soluzioni in quel senso, dello stoccaggio, del trasporto e di un'energia che può essere disponibile, perché banalmente il generatore diesel alla bisogna si accende e funziona; il solare, l'eolico, hanno sempre un impianto a gas o di altra natura che sono pronte a entrare in funzione quando non vanno. Alcuni programmi energetici di alcuni partiti non ne parlano, e non sto parlando del nucleare perché non voglio aprire questioni, ma anche lì qual è il vantaggio di alcune fonti di energia rispetto ad altre? La possibilità di attivarle alla bisogna. Questo non è un fattore banale, perché altrimenti ci riempiamo di grandi parole, di grandi idee, e poi come abbiamo fatto io e il Presidente in Commissione, parliamo del caso, perché alcune energie funzionano in base al caso: non sappiamo quando tira vento o quando c'è il sole al netto di alcune possibilità. Questo è il vero problema, e forse è lì che la transizione ecologica energetica dovrebbe lavorare, perché a me sembra che stiamo lavorando soltanto sulle fonti e non sul sistema. Poi dall'altro lato ci troviamo anche caricati gli oneri di sistema che hanno delle dinamiche non da poco, ma non voglio allargare.

Sulle imprese io mi auguro, ovviamente al netto della questione siccità che sicuramente chi lavora negli ambiti toccati sa benissimo e più di me cosa deve fare, che la maggior parte degli investimenti possa vedere appunto investimenti nel settore dell'efficientamento energetico, perché se non iniziamo a diminuire alcune tipologie di consumi, il mix energetico poi ovviamente in qualche modo lo dobbiamo far tornare, perché ci dimentichiamo anche questo. Chi ci vende l'energia, non ci vende un solo tipo di energia: aprite le bollette e guardatele, soprattutto in determinati movimenti, perché c'è un mix energetico e ci sono anche delle quote di cattive fonti di energia, quelle uno se le dimentica sempre. È bene che oltre a pensare alle bollette degli altri, ci apriamo anche le nostre e andiamo a capire effettivamente come funziona il sistema.

Presidente - Il consigliere Manfrin ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Solo per una piccola sintesi del dibattito che si è sviluppato fino adesso su alcuni punti che ritengo fondamentali, tralasciando le evocazioni di stipendi da 25 mila euro a cui non so a chi si rivolgesse il collega Padovani; spero che ce lo potrà spiegare prima o poi.

Vengo innanzitutto alla questione degli emendamenti che il collega Testolin ha detto e ha sancito non essere raffazzonati. Collega, io voglio essere positivo, giustamente lei ha difeso questi emendamenti che sono giunti però, vede, di una cosa non mi capacito.

La prima questione è che purtroppo, e lo dico un'altra volta, purtroppo, ogni volta che noi veniamo in quest'aula a discutere un disegno di legge che arriva dalla Giunta, ci troviamo in Commissione e in Consiglio successivamente degli emendamenti. Allora, io ho come l'impressione che ci sia un lavoro molto approssimativo, oppure che non vengano coinvolti tutti i soggetti che poi, a un certo punto, si ricorda all'ultimo secondo di buttare un foglio: "Ah, mi sono dimenticato di questo, infiliamolo". Il problema è questo qua: ogni volta che arriviamo in quest'aula e c'è un disegno di legge della Giunta che dice: "Voto questo disegno di legge perché sono convinto che sia il migliore possibile" e poi viene cambiato con un emendamento in Commissione, con un emendamento in aula. In aggiunta a questo, succede spesso per esempio nelle leggi omnibus in cui gli uffici all'ultimo secondo si ricordano "Cielo, potevo mettere anche questa cosa qua!".

Questa volta il problema è uno: questa legge è molto breve, pochissimi articoli, ma nonostante i pochissimi articoli, c'è stato un percorso di confronto, questo è quello che ci ha detto il presidente Lavevaz in Commissione, un confronto durato settimane con le parti sociali, con le associazioni di categoria, con la Chambre, con le associazioni dei consumatori; quindi, un confronto che è durato settimane nel quale io immagino si siano raccolte le indicazioni che arrivano da questi. Allora, per me viene naturale pensare una cosa: se io mi confronto con delle persone per settimane e le persone che hanno valutato il testo che io gli ho dato mi dicono: "Guarda, io cambierei il testo in questi punti", penso che sia naturale recepire, nel momento in cui me lo dicono, questi testi o queste correzioni. Se questo non avviene, ma devo arrivare in Commissione e avere un emendamento che mi viene schiacciato cinque minuti prima di votarlo, mi viene un sospetto: o io non ho ascoltato queste persone o le osservazioni che sono state fatte non le ritenevo utili. Ma poi, siccome avrebbero causato, non so, delle pericolose lamentazioni, dei pericolosi punti critici a pochi giorni dall'espressione del voto da parte dei valdostani, allora a quel punto recepisco, così almeno mettiamo a posto la cosa. Io altro sinceramente non mi sento di prevederlo. Lo ripeto, un confronto che dura settimane, così viene dichiarato, mi confronto per settimane con tutte le associazioni, queste mi fanno delle osservazioni e io non le recepisco in legge nel testo originario, ma le deposito in Commissione e le voto cinque minuti prima di votare l'interezza del testo. È incomprensibile.

Il collega Grosjacques che ringrazio anch'io per aver ricordato l'importante intervento che l'opposizione ha fornito sulla legge 15 e che ci ha permesso effettivamente di trovare un punto di equilibrio e una quadra, ci ha detto però una cosa sulla quale non concordo, cioè che questo è il primo Consiglio utile nel quale andare a deliberare questo tipo di misure. No, collega Grosjacques, il primo Consiglio utile nel quale deliberare queste misure era il Consiglio del 27 luglio: c'eravamo tutti, ce lo ricordiamo bene, se lo ricordano i valdostani. Eravamo qui in quel Consiglio nel quale, portando una legge che stanziava 4 milioni di euro per le famiglie e 8 milioni di euro per le imprese, all'emendamento che noi abbiamo presentato e che diceva "Diamoli immediatamente alle famiglie e alle imprese, diamoli immediatamente", il Governo ci disse: "No, non possiamo darli subito". La motivazione principale era perché siamo alla ricerca di nuovi fondi, questi potrebbero arrivare e quindi è inutile darli adesso per poi andare a fare un nuovo intervento dopo e distribuire dei soldi dopo, quando potevamo farlo tutti assieme; quindi, ci è stato bocciato l'emendamento. Oggi arriviamo qui e i soldi sono sempre gli stessi.

Il primo Consiglio utile era due mesi fa. Se noi due mesi fa avessimo votato come Consiglio, noi opposizione l'abbiamo votato, la maggioranza non l'ha votato, ma se tutti avessimo dato via libera a quell'emendamento che diceva "Ci sono questi soldi, diamoli immediatamente", le procedure che, come sapete, fra la richiesta degli ISEE, fra la presa in carico dei CAF, fra la richiesta, i provvedimenti dirigenziali di pagamento e quant'altro prende sicuramente molto tempo, tutto questo si sarebbe messo in moto due mesi fa, invece siamo ancora qui ad aspettare che si chiuda il 15 di novembre. Con buona pace di chi ci ha detto in Commissione che in realtà le procedure sono molto rapide, quindi al 15 novembre si arriverà con quant'altro; perché noi ricordiamo tutti benissimo che cosa è successo, per esempio, sul bando affitti, dove c'è un sistema rodato, che ha una struttura a disposizione, che si occupa di questo da anni e quando le domande del 2021 sono state aperte nel 2022, cioè io nel 2022 pago il bando affitti del 2021, a gennaio si sono chiuse le procedure per la raccolta delle domande per il pagamento del bando affitti e i pagamenti del 2021 sono arrivati a luglio 2022. Questa è la durata delle procedure, è questa qui, non altra; quindi, io che mi sono pagato l'affitto in pieno e sono in un momento di necessità per tutto il 2021, devo aspettare a luglio 2022 per avere i soldi. Di fronte a questa lunghezza e a questa lentezza delle procedure, è evidente che più allunghiamo i tempi e più in là aiuteremo i cittadini. Il primo Consiglio utile era quello di luglio, ma non avete voluto farlo.

Vengo poi alle considerazioni del collega Chatrian, il quale ha voluto rassicurare quest'aula rispetto ai pericoli che abbiamo evocato, ovvero il fatto che delle famiglie vengano escluse o il fatto che quei famosi fondi, che si è detto e ci è stato detto in Commissione arriveranno alle famiglie, che intercorrono - dichiarazioni dell'Assessore - fra i 300 e i 500 euro, arriveranno effettivamente per qualcuno a 500 euro, perché - prendo a prestito le parole del collega Chatrian - se la spesa dovesse essere di 4 milioni e 2 euro, così come di 4 milioni e 200 mila, così come di 5 milioni, i soldi c'è l'impegno di andare a cercarli. Bene, ne prendiamo atto. A parte il fatto che se i soldi li devo andare a cercare, partiamo dal presupposto che i soldi potrebbero anche non esserci se li devo cercare, perché se so che ci sono è una cosa, se li devo andare a cercare parto dal presupposto che potrebbero non esserci. Quindi non è una certezza, mi si consenta di dirlo con chiarezza.

Oppure c'è un'altra opzione. I soldi ci sono già, ma allora la domanda sorge spontanea: perché non li avete messi? Se c'erano già, potevate metterli, non saremmo arrivati qui con 4 milioni e basta; siamo arrivati con 4 milioni e qualcosa, però i soldi a oggi non ci sono. E se i soldi a oggi non ci sono, c'è il rischio che qualcuno non prenda quello che avete detto, il massimale di 500 euro; è impossibile: se facciamo una suddivisione matematica, 4 milioni diviso 11.400 nuclei, non fa 500. Quindi, se questo è un rischio concreto, a poco vale l'impegno. Però l'impegno è un impegno verbale, io non vedo nessun impegno scritto. Io prendo il testo di legge e scrivo che le domande verranno esaminate e verranno liquidate limitatamente agli stanziamenti di bilancio che ci sono e verranno esaminate e liquidate in base all'ordine cronologico di arrivo. È inutile dire che non è un click day: certo che lo è. Se io dico che vale l'ordine cronologico e che vale nei limiti dello stanziamento di bilancio, ci sono due vincoli; non c'è scritto "però c'è l'impegno a fare in modo di mettere i soldi nel caso non ci siano", non c'è nessun impegno.

È chiaro che ci troviamo di fronte al pericolo concreto, alla certezza che le cifre che sono state dette non arriveranno alle famiglie, non ci sarà nessun contributo da 500 euro. Con questi soldi non ci sarà. Non lo sappiamo poi neanche come verranno suddivisi, ripeto, perché non ci sono i criteri di suddivisione. Si è detto, anzi si è immaginato, perché in realtà non c'è scritto in legge, in Commissione si è detto: "Immagino che ci sia l'idea che le famiglie che hanno meno, prenderanno di più e le famiglie che hanno di più prenderanno meno". Io immagino perché non lo so, non c'è scritto da nessuna parte, c'è scritto che poi verranno fatte delle valutazioni, delibere applicative e quant'altro, ma non c'è scritto cosa verrà fatto.

Come si possono dare delle certezze oggi? Oggi l'unica certezza è quella che è scritta nel testo di legge e l'unica certezza dice che i soldi sono 4 milioni e i nuclei familiari sono 11.400. Sono 11.400 secondo la stima che ci è stata data in Commissione ma, ripeto, non è stato tenuto conto del fatto che le famiglie aumentano, perché - come sappiamo bene - la pandemia ha già provocato una serie di impoverimenti, lo ricordava la collega Guichardaz prima, più di mille nuclei in più rispetto alla fascia più debole, la fascia più povera, e il rischio concreto è che altri nuclei arrivino a essere inseriti nella fascia sotto i 20 mila euro, ovvero quella che beneficerà in teoria di questo contributo. Anche dire che il calcolo ci dice che i nuclei sono 11.400, è un ragionamento fallace: lo dicono i dati, perché se fossimo in un periodo di espansione economica, allora sì, potremmo ragionare sul fatto che, anzi, addirittura magari qualcuno di quei nuclei in realtà migliorerà la sua situazione economica, ma siccome siamo in un periodo invece di crisi molto grave, allora è evidente che dobbiamo assolutamente aspettarci un aumento di quei numeri.

Quindi, le certezze, le promesse e gli impegni che sono stati evocati, come sempre, o sono effettivamente scritti o sono effettivamente certi o altrimenti hanno la stessa consistenza e lo stesso valore del metodo con il quale sono comunicati, cioè parole che, come tutti sappiamo, volano mentre lo scritto rimane.

Presidente - Altri interventi in discussione generale? Non vedo prenotazioni, chiudo pertanto la discussione generale. Per la replica del Governo regionale, l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Grazie a tutti i colleghi intervenuti e soprattutto ai colleghi di maggioranza che hanno ben illustrato gli obiettivi che il disegno di legge si prefigge di raggiungere, direi ognuno apportando elementi concreti e anche la visione politica che accompagna il lavoro purtroppo pesante di questi due anni. Mi è piaciuto quello che ha detto il collega Aggravi, dicendo che si può fare opposizione in varie maniere, anche cercando di portare un po' la croce, qui come a livello nazionale, oppure continuare a sparare addosso a chi governa, sapendo bene che poi arriverà il momento di governare e tutto quello che si racconta sarà poi difficile portarlo avanti. Credo che l'atteggiamento giusto sia sempre questo: cercare di essere obiettivi e costruttivi, poi ovviamente le critiche sono tutte legittime. E io dico al collega Manfrin, che ci dice "perché non dare certezze, ma perché costruire un mondo di incertezze", che in quest'aula abbiamo anche dimostrato un po' tutti che quando ci assumiamo degli impegni, poi se sono scritti o verbali credo che sotto questo profilo in termini politici si può parlarne, gli impegni li portiamo avanti e cerchiamo di raggiungerli questi obiettivi. In una fase sociale molto delicata, personalmente io preferisco lavorare per portare della positività, delle certezze alla comunità, piuttosto che creare maggiori incertezze che non fanno che far male a chi già soffre ed è in difficoltà.

Mi ha molto stupito sinceramente la divisione che appare ogni tanto quando si parla di famiglie e imprese. Quando si parla di famiglie, l'ho colto dalla collega Guichardaz in particolare, le famiglie sono valdostane, le imprese sembra che arrivano da altri posti distanti dalla Valle d'Aosta. Famiglie e imprese sono Valle d'Aosta, poi ci sono le imprese più piccole, le imprese più grandi, ma l'imprenditore agricolo è valdostano come famiglia e come imprenditore, il commerciante è valdostano come famiglia e come imprenditore, l'impresa industriale è famiglia e imprenditore. Questa divisione netta tra i buoni e i cattivi, se i soldi sono per le famiglie sono buoni, se i soldi sono per le imprese sono soldi che non funzionano, a me personalmente non piace, non convince e credo che non è così che costruiamo della progettazione per la nostra comunità, perché poi se le imprese reggono, danno posti di lavoro e costruiscono quella dignità del vivere quotidiano che è utile alle nostre famiglie. I soldi servono a tutti, servono alle famiglie e servono alle imprese. Purtroppo, a differenza di quello che può fare lo Stato, e il Governo ha dimostrato di fare tutto il possibile ma di continuare a lavorare in affanno, decreto dopo decreto, noi non possiamo sforare il nostro bilancio, nel senso che non possiamo aumentare il debito pubblico e forse è bene così, perché in tutto questo periodo, se oltre allo Stato ci fossero state anche le Regioni, non so dove saremmo arrivati, possiamo lavorare con quel minimo di certezze che possiamo dare alle persone con il nostro bilancio, oppure con le entrate extra che possiamo inserir.

È un po' questa la dimensione di questo provvedimento. È vero che questo provvedimento non nasce con la collaborazione del passato che c'è stata, è vero anche che in questi mesi tutto questo è stato meno facile da realizzare. La prima speranza è che finisca questa maledetta e tragica guerra, prima di tutto per gli effetti che sta continuando a produrre sulle popolazioni colpite, in particolare sulla popolazione ucraina, perché al di là degli effetti economici, di tutto quello che sta succedendo, lì c'è gente che muore, che soffre e che continua a pagare caramente sulla propria pelle il modo di stare al mondo di Putin, che decide a un certo punto di invadere un'altra Nazione e di produrre tutto l'orrore e le tragedie che sta producendo. Quindi, la prima speranza è quella, per la pace e per la sicurezza di quelle popolazioni e la sicurezza generale di tutti noi. La seconda è che questa guerra finisca, perché gli effetti stanno diventando veramente pesanti in una situazione dove, a livello di Europa, ci siamo trovati fortemente impreparati, soprattutto per quello che riguarda la gestione del nostro patrimonio energetico e soprattutto del nostro sviluppo economico.

La riflessione mi pare sia aperta e sia anche molto rapida. Devo dire che in tanti provvedimenti il Governo ha dimostrato di lavorare bene. La solidarietà che la Chambre e le associazioni di categoria valdostane hanno dimostrato nei confronti del mondo dell'agricoltura, in questo momento, non c'è in Europa, dove i paesi che stanno facendo i loro profitti su questa attuale organizzazione di come si arriva alla definizione del prezzo dell'energia, ben si guardano dal trovare una soluzione che metta un po' tutti i paesi europei nella condizione di poter vivere meglio questa situazione.

Io sono anche orgoglioso di come abbiamo affrontato questi due anni, ma in particolare questo periodo ancora di difficoltà, e ringrazio le associazioni di categoria, in particolare la Chambre, per aver cercato di lavorare con noi come Governo, non da tante settimane ma in questi giorni, per trovare una soluzione a un provvedimento che non risolverà tutti i problemi; nessuno di noi l'ha presentato in questa maniera. È un provvedimento che serve in una fase di transizione che, ripeto, speriamo ci porti verso il positivo e non verso un inverno ancora peggiore di quello che abbiamo iniziato l'anno scorso, dove avevamo l'incertezza del Covid, non della guerra, non sapevamo come avremmo gestito quell'inverno lì per quelle condizioni, non per quelle che abbiamo affrontato dopo.

È un provvedimento che ha due obiettivi: da un lato provare a sostenere maggiormente le famiglie, cercando di rendere complementare l'intervento nazionale con il nostro, come abbiamo fatto già in passato, e dall'altro sostenere le imprese, ovviamente non tutte, ma non l'abbiamo fatto neanche con l'articolo della legge 15, l'articolo 16: avevamo messo 13 milioni di euro, ma le imprese erano sempre 12 mila anche allora e sapevamo benissimo che non saremmo arrivati ad accontentarle tutte. Sono misure che si inseriscono in una visione dell'amministrazione del prima e del dopo che continua ad andare avanti.

Abbiamo attualmente delle leggi in corso per le imprese. Per esempio, nel mio settore la legge 6 del 2003 dell'innovazione continua a finanziare investimenti delle imprese: sotto i 50 mila euro e sopra i 50 mila euro hanno due differenti valutazioni, ma ci sono ancora risorse e le imprese stanno continuando a fare investimenti. Quindi, descrivere il mondo della nostra economia come un mondo fermo, non è così. Purtroppo, c'è il grandissimo effetto dell'aumento dei costi energetici che sta incidendo sul conto economico delle nostre imprese, ma c'è lavoro, le imprese stanno sviluppando e per fortuna ci credono. Avete visto, qualche tempo fa abbiamo finanziato il primo intervento sulla legge 8 del 2016, alla Podium Engineering che cresce, ha un progetto di sviluppo, un aumento di 30 unità; quindi, ci sono anche delle realtà che stanno continuando in maniera importante a guardare al futuro.

Noi dobbiamo cercare di sostenere queste imprese e, allo stesso tempo, di non perdere di vista con il lavoro che facciamo, anche insieme agli altri assessori e ai presidenti delle Regioni in Conferenza delle Regioni, con provvedimenti che vadano in questa direzione. Nell'ultima settimana abbiamo avuto più incontri con gli assessori allo sviluppo economico, favorendo un dialogo trasversale; in Conferenza delle Regioni non c'è mai un colore politico, ma c'è l'interesse generale per tutti. Abbiamo sensibilizzato il Governo una serie di provvedimenti, per esempio, sull'allargamento del credito d'imposta; l'ha detto il ministro Giorgetti, che potrà far rientrare anche tutte le imprese, ma in generale da novembre in avanti, se questo provvedimento avrà una continuità, anche i nostri impianti a fune per una parte di questi maggiori costi che andranno a sostenere. Il lavoro deve essere visto come collegiale, dove ognuno fa la sua parte e sapendo bene che le risorse non sono infinite, ed è anche per quello che la guerra deve terminare al più presto.

Ci sono altre leggi, abbiamo i fondi strutturali che sono in arrivo. È chiaro che in questa legge abbiamo voluto dare un segnale, e il segnale più importante di emendamento è che le imprese ci hanno chiesto di aumentare ancora un po' il contributo, da 30 a 35 percento, da 35 al 45 percento e di sostenere in maniera diversa il settore agricolo, ma il primo segnale che questa legge dà, quello dell'aumento del contributo per gli investimenti sulla transizione energetica, è un seme che si mette in un mondo molto complicato che continuerà poi con i fondi strutturali.

Mi pare che sul FESR ci sia stato l'okay della Comunità Europea: abbiamo 4 milioni di euro per l'efficientamento energetico delle nostre imprese, altri 4 milioni di euro sulle comunità energetiche, soldi per fare investimenti sull'idrogeno. C'è tutto un programma, sostenuto anche dai fondi strutturali, che cercherà di essere ovviamente più preciso, di andare in maniera attenta a premiare gli investimenti giusti, ma con questa legge non si è voluto semplicemente generalizzare un contributo a fondo perduto, ma si è cercato di cominciare a dire che sarebbe meglio investire in quella direzione, proprio a fronte di quello che stiamo vivendo e soffrendo sia come famiglie che come imprese. Va letto così e speriamo che venga colto così anche dalle nostre imprese.

Sulla questione della retroattività, abbiamo cercato anche di colmare una lacuna, in particolare per il mondo agricolo, che si è trovato, dal mese di giugno in avanti, in una situazione che è stata ancora più pesante data dalla siccità. Dalla prima proposta di legge siamo passati da 10 mila euro d'intervento minimo a 5 mila, anche per cercare di venire incontro a dei piccoli investimenti che sono stati fatti a fronte della carenza idrica.

Tutto è perfettibile e, anzi, con molta umiltà siamo qua a dire che sicuramente si può fare tutto meglio, però il tentativo di far le cose cercando di renderle più coerenti al momento che si sta vivendo, c'è da parte nostra e continuerà a esserci, perché così deve essere se si vuole governare una fase molto difficile della nostra comunità.

La maggiore critica che ho sentito questa mattina, che ci può stare, sempre se non si governa, ma se si governa poi si deve anche governare quello che abbiamo alle spalle, che sono le strutture amministrative, i dirigenti, l'organizzazione dell'Amministrazione regionale. Non è che a un certo punto si ferma l'azienda e dici: "Non ho niente da fare, facciamo anche questo". L'Amministrazione regionale sta lavorando in ogni settore su tutto quello che c'è da fare: carichiamo anche questa legge e cerchiamo di fare anche questo.

Dal 28 luglio in avanti cosa abbiamo fatto? Abbiamo continuato a lavorare e l'indicazione che è arrivata dalle opposizioni di cercare nuove risorse l'abbiamo colta. Certo che stiamo lavorando per recuperare nuove risorse, ed è in arrivo e in cammino un disegno di legge nuovo, interverranno poi gli altri assessori e vi racconteranno la parte di loro competenza, proprio per innestare nuove risorse ed essere sicuri, da un lato sugli investimenti di cercare di dare ancora maggiore risposta, dall'altro sulle famiglie di non lasciare indietro nessuno, cogliendo l'occasione di fare, come si chiamano tecnicamente: sul bilancio bisogna togliere i soldi da un capitolo, innestarli con legge su altri capitoli, per andare a implementare quella che è la legge che stiamo costruendo. Quindi è il lavoro che si è fatto in questo mese, perché stiamo parlando del mese di agosto e noi la legge l'abbiamo scaricata l'8 settembre. E stiamo lavorando appunto a un nuovo provvedimento che darà risposte ancora all'agricoltura, ancora al sociale e sugli investimenti, proprio per cercare di fare tutto quello che è possibile per farlo bene.

Sul fatto che le piattaforme rischiano di lasciare indietro i più deboli, le persone anziane, lo sappiamo tutti, ma lo sapevamo anche nel 2020 quando abbiamo portato questa grossa innovazione al nostro sistema di lavorare, e meno male che l'abbiamo fatto, perché sennò noi tutti quei soldi alle famiglie non li avremmo mai fatti arrivare; quindi, bravi a quelli che allora l'avevano previsto. Intanto in questi anni ci siamo dotati di un'organizzazione, in particolare ai centri dell'impiego abbiamo provato a costruire delle convenzioni con i patronati per sostenere maggiormente proprio questo a livello di burocrazia, e cercheremo anche in questa fase della legge di coinvolgerli e di coinvolgere le nostre strutture, che devono essere vicino a coloro che non riescono magari ad accedere velocemente a una piattaforma. Però questa è la strada per fare provvedimenti di questa portata, dove bisogna dare una risposta a numeri importanti di richieste e poi di erogazioni da fare con estrema rapidità.

Il lavoro che vogliamo continuare a fare è quello di trovare le risorse che appunto abbiamo trovato per un nuovo disegno di legge e, se possibile, trovare, soprattutto per le famiglie, un adattamento il migliore possibile a quello che è l'effetto che questo obiettivo vuole raggiungere. Qualcuno dice che potevamo darli prima, ma intanto dipende sempre: questa è una questione casuale, oggi stiamo in una curva discendente dei costi, speriamo di vederla ancora per un po'; quest'estate eravamo in un'altra situazione. Ma noi cercheremo di darle velocemente queste risorse, ma abbiamo bisogno di definire anche delle platee. Sotto questo profilo il collega Manfrin l'ha detto più volte, questo progetto sulla povertà, la necessità di avere ancora più elementi, e il lavoro che sta facendo l'assessore Barmasse con le sue strutture va in quella direzione, dobbiamo avere una fotografia nuova della nostra comunità, perché purtroppo in questi due anni le cose probabilmente non sono migliorate ma sono peggiorate.

Poi ci sono dei dati sui quali facciamo fatica anche noi a costruire i nostri provvedimenti. Oggi il bonus economico elettrico alla Deval è stato assegnato a 3600 nuclei familiari, che non sono neanche gli 11 mila ai quali facciamo riferimento noi. Sapete che quelli arrivano direttamente, perché sono banche dati dell'INPS. Deval ovviamente non è l'unico fornitore di energia in Valle d'Aosta, però erano 1400 nel 2018, quindi il dato esponenziale in aumento la dice lunga su quello che sta succedendo, però non sono neanche gli 8 mila che noi abbiamo nella fascia ISEE sotto i 12 mila euro, che attualmente potrebbero rientrare nel provvedimento nazionale e non sono neanche quelli sulla base ISTAT che noi abbiamo. È facendo le misure che avremo dei dati e, allo stesso tempo, è completando quel lavoro di analisi sulla povertà che ne avremo degli altri, che ci permetteranno di utilizzare in via prioritaria le risorse per dare una risposta a chi ne ha più bisogno.

Da parte nostra tutta la collaborazione per cercare di fare il meglio possibile in una fase molto delicata, perché poi le elezioni passano, qualcuno vincerà, qualcuno perderà, ma bisognerà continuare a governare in un momento molto difficile, dove la cosa più importante è cercare tutti quanti di essere efficaci nella risposta, piuttosto che essere migliori degli altri.

Presidente - Sempre in replica l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Un intervento che va a chiudere una mattinata dove c'è stato un dialogo proficuo, un dialogo molto interessante. Un intervento che vorrà sottolineare sicuramente alcuni aspetti di questo disegno di legge, ma poi ne approfitterò per mettere in evidenza, visto che molto è già stato detto, anche la seconda parte, quanto sarà possibile proporre già dal prossimo Consiglio.

È un disegno di legge che si sviluppa in seguito anche alle esperienze dell'articolo 16 della legge 15, quella a cui avevamo lavorato tutti insieme, che ha avuto un riscontro importante in tutti i settori, ma in quello agricolo in particolare. Analizzando questo percorso che ci ha portato fino qui, l'hanno già detto ma ci tengo a ripeterlo e a metterlo ulteriormente in evidenza, rilevo la maturità e l'apporto della Chambre valdôtaine che ha saputo fare sintesi, dando un segnale di compattezza, ma soprattutto un segnale di solidarietà, verso il settore più colpito, quello dell'agricoltura, così come durante l'emergenza Covid era stato forte il sostegno al settore turistico e ricettivo. Un'azione sinergica tra politica e attività produttive. In riferimento al comparto agricolo, posso dire che è un'azione che viene portata avanti di continuo, quasi settimanalmente in questi due anni, al di là poi dei problemi che non sono mancati e che ci hanno spesso travolto.

È doveroso, entrando nello specifico, porre l'accento sulla periodicità della misura, con il comma 1 dell'articolo 3. Si parla del primo giugno, in modo da poter riconoscere anche quegli investimenti che le aziende, in particolar modo gli sforzi che le aziende del settore agricolo hanno fatto in quest'estate per cercare di contrastare il pesante deficit idrico, come ricordava anche il collega Bertschy; da qui anche la volontà di porre il minimo a cinquemila euro. Segnali che questa maggioranza vuole dare anche ai proprietari di alpeggi o mayen, al fine di poter sviluppare economie importanti sia nel campo del risparmio energetico che in quello del miglior utilizzo della risorsa acqua, per permettere di affrontare al meglio anche la prossima stagione in quota.

I tempi sono dettati da procedure tecniche ben note ai colleghi. Non credo, come hanno già detto altri, che sia corretto parlare di una misura di facciata, ma direi un'azione necessaria, un'azione attesa, un'azione importante. La testimonianza reale l'abbiamo, l'ho personalmente, con continue richieste e sollecitazioni quotidiane direi: questo è quello che percepisco, quello che ascolto sul territorio. Lo testimoniano poi i numerosi confronti e indicazioni arrivati dal settore, ma in particolar modo anche da chi rappresenta le categorie di questo settore, AREV, Coldiretti e tanti altri, settore zootecnico ma non solo. Il settore vitivinicolo e i referenti del settore ortofrutta si sono presentati insieme al tavolo: un ulteriore segno di maturità, segno di compattezza, che spesso poi si trovano nei momenti difficili.

I segnali erano già stati dati, l'ha detto bene il collega Chatrian nel suo intervento, in fase di assestamento su vari settori, al quale andrei ad aggiungere anche il sostegno ai consorzi, dove avremo il doppio delle risorse dello scorso anno per quel che riguarda le manutenzioni. Sicuramente non risorse che in quella fase sono andate direttamente alle aziende, ma che permetteranno alle stesse una migliore qualità del lavoro. Come diceva il collega Grosjacques, investimenti al 45 percento che difficilmente saranno ripetibili e siamo certi che le aziende sapranno cogliere il momento, aziende che popolano tutto il territorio valdostano a bassa quota e ad alta quota, che questo territorio aiutano a mantenere.

Per venire a questi giorni, consapevoli delle numerose difficoltà che si stanno susseguendo, in particolare appunto sul settore zootecnico, gli uffici del dipartimento agricoltura stanno lavorando per assicurare alle aziende l'erogazione puntuale e completa delle provvidenze regionali, nazionali ed europee previste, pur nel rispetto dei vincoli imposti dalle regole gestionali di aiuti che, come noto, sono spesso determinati da organismi extraregionali.

Alcuni dati erano già stati affrontati in Commissione, ma era se non sbaglio il mese di giugno. Oggi i dati ci dicono che la situazione è ulteriormente peggiorata: un aumento importante del costo di mantenimento giornaliero per capo, parliamo di un costo del fieno che da euro 1,50 è andato a euro 3,30, il mangime da euro 1,50 a euro 2,50, quindi in percentuale un costo medio del fieno che ha subito un aumento del 120 percento, mentre se parliamo del mangime, un aumento del 66,66 percento. Questi sono dati aggiornati a questi giorni, che l'AREV ci ha trasmesso l'altro ieri. A questo poi va sommato, come nelle altre categorie, l'aumento del costo dell'energia, i cali di produzione, la perdita sulle fienagioni. Il Consorzio Fontina ci dice che nel 2022 la perdita di produzione estiva è stata di meno 15 percento nel mese di giugno, 20 percento nel mese di luglio e circa il 27 percento nel mese di agosto, ma è un dato che non è ancora consolidato.

Fin dalla primavera sono state avviate le interlocuzioni relative all'emergenza idrica, ma nonostante questo non ci è stato riconosciuto lo stato di calamità, in quanto la nostra regione, pur in una situazione molto critica, quasi drammatica, non aveva i parametri tecnici utili perché questo fosse riconosciuto. Quindi, il decreto 6 del 16 agosto, dichiarazione di avversità atmosferica assimilabile a calamità naturale sul territorio regionale determinata dal perdurare di una situazione di deficit idrico, associata a temperature giornaliere di gran lunga superiori alla media e alla mancanza di precipitazioni piovose, è solo il primo passo per poter permettere alle aziende di ricevere degli adeguati sostegni e compensazioni.

Veniamo quindi alle misure da qui in avanti, perché i tempi tecnici ci dettano queste procedure. Riguardo alla monticazione, è in predisposizione una previsione normativa che permetterà alle aziende di ricevere il premio in misura intera, ricorrendo appunto al quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, per sostenere le imprese europee e i settori più colpiti dal caro energia, a seguito della guerra in Ucraina. Quadro temporaneo che, diversamente da quello previsto per l'emergenza Covid, è stato aperto dall'Unione europea solo al comparto agricolo, a testimonianza di quanto questo settore sia il più colpito dall'attuale situazione socioeconomica.

Per quanto riguarda le misure a superficie del PSR 2014-2022, la struttura politiche regionali di sviluppo rurale e AREA Valle d'Aosta stanno interloquendo con AGEA, per individuare soluzioni tecniche all'eventuale mancato rispetto dei carichi minimi in alpeggio, causati quindi da possibili casi di demonticazione anticipata. Inoltre, il decreto sopra citato permetterà anche al consorzio di tutela della fontina di richiedere temporanee deroghe al disciplinare. Si tratta di misure a carattere regionale, complementari a quelle previste già a livello nazionale, sempre utilizzando il quadro temporaneo, e a quelle di sostegno specifico al settore che verranno presto portate all'attenzione del Consiglio regionale, grazie alla disponibilità di risorse che abbiamo oggi, proprio in questi giorni, ma che non avevamo prima, risorse che potranno essere erogabili su parte corrente, cosa che non era possibile, come avevamo già detto durante l'avanzo.

Questa è un'ulteriore testimonianza che poi le azioni politiche, le azioni che vengono messe in campo, a sostegno e a supporto di questi settori, hanno i tempi dettati dai tecnicismi e non dalle coincidenze elettorali.

Nel dettaglio, credo che questa sia anche l'occasione per proporre e per illustrare la misura che porrà l'attenzione in particolare sul comparto zootecnico, il più colpito dall'emergenza attuale, per il quale si sommano cali di produzione dovuti all'emergenza idrica, forte aumento delle materie prime, dei costi energetici, come abbiamo già detto prima con numeri ben dettagliati. Misura che prevede l'utilizzo di circa 3 milioni di euro di risorse regionali erogabili, come detto, in parte corrente, che andranno a sommarsi al primo stanziamento di risorse nazionali, che erano 1 milion 500 mila di euro. Risorse, quelle nazionali, che potevano essere di più, perché era stata messa in atto un'azione sinergica politica con gli assessori delle Regioni alpine, là dove, come ricordava il collega Bertschy, anche nella commissione delle politiche agricole, gli schieramenti spesso non sono politici ma sono di territori, ed è quello che conta. Purtroppo scelte politiche - come ha detto Testolin, riprendo le sue parole - scellerate hanno portato alla caduta di un Governo che almeno, su questa misura, qualcosa in più poteva erogare e stava per erogare, proprio a sostegno della zootecnia di montagna. Comunque, sono risorse che, come detto, andranno a beneficio del settore zootecnico.

Invece, per il resto del comparto, che non è indenne dalla difficile annata del 2022, perché poi oltre alla grande siccità abbiamo avuto parecchi fenomeni di criticità meteorologiche con grandinate, movimenti franosi che hanno visto impegnate le strutture dei nostri assessorati sul territorio, per questi settori saranno utilizzati i residui di spesa delle varie misure PSR, così da predisporre, anche qui appena i tecnicismi e i tempi tecnici ce lo permetteranno, un'apposita misura, in modo che si parli di un sostegno all'agricoltura e non a un settore piuttosto che ad un altro. É chiaro che il supporto e il sostegno saranno proporzionati alle criticità subite e ai danni che le aziende hanno avuto.

Parallelamente stiamo proseguendo il monitoraggio delle criticità delle aziende, l'analisi dei dati, sia climatologici, sia economici e anche produttivi, al fine di pianificare le migliori politiche per le prossime stagioni. Se questa è, speriamo, un'annata particolare ed eccezionale, non siamo certo ottimisti sulle tendenze pluriennali. È stata un'estate molto pesante: con la tenacia e con la solidarietà che li contraddistingue da sempre, i nostri allevatori hanno resistito in alpeggio oltre quello che si poteva immaginare, considerato lo stato dei pascoli e delle sorgenti. Ora il ritorno a valle non sarà sicuramente facile, i pascoli autunnali sono scarni, le scorte insufficienti. La custodia degli animali e la cura dei cicli vegetativi non sono processi che si possono sospendere ed è tutto un mondo di presidio del territorio che occorre sostenere. Un sostegno immediato ma, congiuntamente, uno sguardo al futuro per permettere non solo la dignitosa sopravvivenza delle aziende, ma anche la ricerca di un miglioramento della qualità di vita dei nostri agricoltori. Questa forse è un'ulteriore sfida che dobbiamo accettare.

Presidente - Con quest'intervento, sospendiamo i lavori del Consiglio regionale di questa mattina. Riprenderanno, come da programma, alle ore 15:00 questo pomeriggio.

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La seduta termina alle ore 12:57.