Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 169 del 31 marzo 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 169/VII - ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N. 347, CONCERNENTE: "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA PER L'ANNO FINANZIARIO 1982 E PER IL TRIENNIO 1982-1984."

PRESIDENTE: Passiamo all'esame dell'articolato della legge n. 347:

Do lettura dell'art. 1:

Art. 1

(Stato di previsione dell'entrata)

E' approvato lo stato di previsione dell'entrata della Regione per l'anno finanziario 1982, annesso alla presente legge, in lire 429.340.000.000 (allegato A).

Sono autorizzati secondo gli artt. 51, 52 e 53 della legge regionale 7.12.1979, n. 68, l'accertamento, la riscossione ed il versamento alla Regione delle entrate derivanti da tributi propri, delle quote di tributi erariali devoluti alla Regione, dei contributi e assegnazioni dello Stato e di ogni altra entrata spettante per l'anno finanziario 1982.

PRESIDENTE: A questo punto la proposta della Presidenza è che si dia lettura delle pagine, e che se dei Consiglieri hanno intenzione di prendere la parola per interventi concernenti i vari capitoli, interrompano la lettura e chiedano la parola possibilmente specificando il numero del capitolo.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Avevo già sottolineato, nell'intervento di ieri mattina, che il capitolo 1200 meritava qualche chiarimento a livello di coerenza. Ripeto brevemente l'osservazione nel caso fosse sfuggita. Nella relazione sta scritto che gli importi dovuti in applicazione del nuovo ordinamento per redditi, per imposte sul reddito sul patrimonio, corrispondono per lo Stato a lire 83.194.000.000. Se noi vi calcoliamo i 7/10 e poi applichiamo, come viene scritto nella relazione, un incremento del 16%, non si arriva alla cifra di 46 miliardi iscritta al capitolo 1200, ma ad una cifra di 67 miliardi ed oltre.

Vorrei sapere come mai; o non si è rispettato quanto si è scritto nella relazione, o sono sfuggiti questi 22 miliardi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): La cifra di 83 miliardi è elevata sulle competenze del 1981, mentre per il 1982 noi abbiamo iscritto la cifra prudenziale di 45 miliardi, non avendo i dati certi, anche se sappiamo già da taluni istituti ed industrie che la cifra sarà superiore. Però non potevamo iscrivere sic et simpliciter una cosa di cui non abbiamo certezza. Per l'anno scorso abbiamo i dati ufficiali dello Stato, mentre per quest'anno, non avendoli precisi e dato che è stato detto che sarà necessario istituire un ufficio apposito presso l'Assessorato alle Finanze per tutti gli accertamenti indispensabili per arrivare alla certezza delle cifre, cosa che non avverrà certo in un anno, noi avevamo iscritto la cifra esatta, anche se, come dicevo, sappiamo che la Previdenza Sociale ci ha già fatto sapere di avere inviato circolare ai propri uffici informando che la Cogne avrà 7 miliardi da versare sull'IRPEF.

Abbiamo già alcune conoscenze, però al momento della stesura del bilancio abbiamo messo le conoscenze che erano certezza, riservandoci, una volta assicurati delle cifre esatte, di variarle.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare sulla pag. 21 il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sul capitolo 9200.

Vorrei sapere come mai a questo capitolo non sono stati iscritti interessi attivi sui depositi. L'anno scorso c'era un miliardo e 700 milioni; ora, secondo un criterio discutibile ma che è quello comunemente usato, anche quando la somma algebrica degli interessi attivi e passivi porta un risultato negativo, di norma si mettono nelle entrate gli interessi attivi e nelle uscite gli interessi passivi. Qui invece come mai si è lasciato a zero, se poi arriveranno, come ci auguriamo, entro l'esercizio, tutte le somme spettanti e gli interessi attivi su quelle somme da un certo punto in poi saranno rilevanti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Praticamente è da tre-quattro mesi che la Regione viaggia con scoperti di cassa notevoli ed ancora all'ultima seduta abbiamo dovuto votare una deliberazione di Giunta con la quale c'era l'autorizzazione allo scoperto di cassa fino a 15 miliardi. Voi sapete anche che la regolamentazione dei flussi, decisa dal Ministro Andreatta, che non supera il 12%, non ci favorirà più nella politica di avere degli interessi, cospicui, o anche miseri, come era in passato, perché i famosi 429 miliardi che noi ipotizziamo - forse saranno anche di più visto che voi dite che siamo stati troppo prudenti - non è che ci vengono consegnati con un assegno dal Ministero del Tesoro, ma ci affluiranno lentamente. Questo non solo per le difficoltà oggettive che ci sono presso il Tesoro, ma anche per quella disposizione che prevede che non possiamo avere giacenze di cassa superiori al 12%, anche se per adesso questo 12% non lo abbiamo ancora visto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): In teoria si potrebbe, ma non so se sarà possibile, differenziare le altre entrate da quelle erariali e forse avere qualche interesse attivo.

Nella riunione che i Presidenti delle Giunte hanno avuto col Ministro Andreatta, siamo venuti a sapere che in una maniera o nell'altra era proibito alle Regioni avere dei fondi, anzi si pretendeva una relazione prima di assegnare trimestralmente i fondi.

In quella riunione ci siamo tutti rifiutati e l'unica cosa che abbiamo appurato è che siamo disposti a dire qual è lo stato delle nostre finanze relativamente alle entrate erariali. A questo punto il flusso di cassa è regolato in modo che non ci possono essere dei residui attivi.

Questa è la teoria del Ministero del Tesoro.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Al capitolo 9800, dove ci dovrebbero essere gli introiti di somme provenienti dai fondi regionali di rotazione, non sono iscritti al bilancio questi fondi che ritornano.

Credo che il metodo usato debba essere rivisto quando si andrà ad un nuovo provvedimento legislativo, altrimenti questi fondi di rotazione funzionano in modo strano; ci sono sempre le nuove immissioni regionali, però non tornano mai nel bilancio le somme restituite dalle imprese o dai privati che ottengono dei mutui.

Mi pare che così si sfugga ad una certa possibilità di controllo da parte dell'Amministrazione sull'andamento di questi flussi di uscita e di entrata di somme destinate a diventare rilevanti. Sono 18 miliardi nel bilancio attuale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Sotto la forma del controllo il Consigliere Mafrica può avere ragione, in quanto si avrebbe immediata visione di quello che è il flusso annuale del fondo di rotazione che viene reimpiegato.

Nella convenzione esistente però questi flussi rimangono nelle banche, cioè non ritornano alla Tesoreria regionale, per cui non possono essere iscritti.

Accettiamo il suggerimento nel senso di modificare la convenzione, in modo che perlomeno riappaiano nel bilancio, sapendo però che devono essere incassati, altrimenti non è più un fondo di rotazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, sempre sulla pagina 22. Ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (DP): La legge istitutiva del fondo di rotazione prevede che allegato al bilancio ci sia un rendiconto sulla situazione dei fondi di rotazione. Lo avevamo già chiesto in Commissione e oggi chiediamo di nuovo di farci pervenire il rendiconto della situazione dei fondi di gestione, così come prevede la legge.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo l:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 31; favorevoli: 22; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:

Art. 2

(Stato di previsione della spesa)

E' approvato lo stato di previsione della spesa della Regione per l'anno finanziario 1982, annesso alla presente legge, in lire 429.340.000.000 (allegato B).

E' autorizzata ai sensi dell'art. 55 della legge regionale 7.12.1979, n. 68, l'assunzione di impegni di spesa entro i limiti degli stanziamenti di competenza dello stato di previsione della spesa di cui al comma precedente.

L'erogazione di somme su capitoli di spesa finanziati con le entrate previste nel Titolo II, concernente contributi, assegnazioni e trasferimenti di fondi in genere dal bilancio statale resta subordinata all'effettivo accertamento delle entrate stesse.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin; ne ha facoltà.

PEAQUIN - (PCI): Oltre a chiedere alcune informazioni, vorrei fare delle considerazioni, perché penso che per poter valutare la destinazione della spesa, bisogna capire come questa potrà poi avvenire, e credo di ritornare in questo senso su una preoccupazione espressa prima dal Consigliere Bordon, e cioè verificare se quanto è previsto in bilancio, possa avere attuazione.

Vorrei parlare di un settore specifico che è stato molto poco discusso in questo Consiglio durante queste due giornate, se non per gli accenni fatti dal Consigliere Bordon e dal Consigliere Pedrini, e che riguarda il settore della Sanità.

Abbiamo delle somme considerevoli iscritte in bilancio e, proprio per verificare se è possibile spendere tali somme, occorre avere dei chiarimenti su come l'Assessorato alla Sanità crede che si potranno spendere, e pertanto conoscere il funzionamento del settore della Sanità e della Sicurezza Sociale nella nostra Regione.

Anche per questo settore è indispensabile avere un progetto preciso di quelle che sono le necessità della nostra gente, come d'altronde è previsto anche dalla legge 833, e mi riferisco al Piano Sanitario Regionale che non è stato ancora approvato nella nostra regione. Ed è ben vero che la legge 833 prevede che questo piano venga fatto tenendo conto di quanto previsto nel Piano Sanitario Nazionale in accordo con l'art. 53 della legge di riforma sanitaria, ma a causa di quelle strane situazioni di disfunzioni permanenti esistenti a livello nazionale, il piano sanitario nazionale non è stato ancora approvato, pertanto si potrebbe supporre che, mancando questo strumento a livello nazionale, non si possa redigere lo strumento regionale.

Non dovrebbe essere così, sia perché altre regioni hanno steso un proprio piano sanitario regionale, sia perché dovrebbero essere chiare, lo saranno probabilmente, le esigenze della nostra regione. E' proprio per poter avere le idee più chiare che sto chiedendo all'Assessore quali sono gli orientamenti, ricordando che nella nostra regione ci sono dei grossi problemi ancora insoluti, ad esempio il problema dell'Ospedale regionale, dell'Ospedale Mauriziano e del rapporto che esiste con il Mauriziano.

L'approvazione della convenzione, avvenuta in Consiglio un anno fa ci pare, almeno a quanto dettoci dall'Assessore nell'ultima seduta del Consiglio, non abbia fatto fare ancora dei passi avanti, pertanto il problema resta; l'ipotesi prevista nella convenzione, della creazione di un nuovo Ospedale in Saint-Vincent, legata a questo problema dei rapporti nazionali, è ferma, né si sa a che punto siamo.

Per avere un buon funzionamento della Sanità nella nostra Valle, oltre ad avere le idee molto chiare su quello che deve essere il Piano Sanitario, deve esserci l'applicazione nella nostra regione della riforma sanitaria.

Proprio allo scopo di verificare se si potranno spendere i soldi nella maniera più conveniente prevista in questo bilancio, mi chiedo se è nelle intenzioni dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale - anche perché da più parti viene sollevata un'obiezione di questo tipo - di procedere ad una verifica delle capacità funzionali dell'U.S.L. e dei distretti socio-sanitari della nostra regione.

Ci pare che questo meccanismo si sia inceppato, che l'U.S.L. non riesca a produrre tutto quanto dovrebbe, e che i distretti siano abbastanza fermi su loro stessi.

Si dice anche che da qualche parte ai distretti mancherebbe la disponibilità finanziaria per fare le convocazioni dei proprio componenti e pertanto dovrebbero pagarsele da soli. E' come se avessimo steso una rete sul nostro territorio, così come previsto dalla legge di riforma sanitaria, ma l'avessimo stesa male, di modo che presenta diverse smagliature e non riesce a trasformare in servizi le necessità della gente.

Sappiamo di disfunzioni abbastanza ricorrenti nell'Amministrazione. Negli ultimi periodi parecchi sono stati i ricorsi presentati dai dipendenti dell'U.S.L. e l'Amministrazione comunale in diverse occasioni ha dovuto soccombere nelle sentenze pronunciate dal T.A.R.

Ci pare che nella nostra regione si sia instaurato un rapporto, se non proprio di sfiducia, almeno non più di piena fiducia tra i dipendenti della Sanità, l'U.S.L. e l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale, e proprio in questi giorni c'è uno stato di agitazione all'Ospedale, proprio perché si rivendicano le disfunzioni per mancanza di personale e l'assenza di rapporti corretti con queste due istituzioni.

Ci sono dei servizi che non funzionano bene, quali l'assistenza psichiatrica, di cui abbiamo parlato anche nella mattinata di lunedì, il servizio di Pronto Soccorso, i problemi inerenti alla Croce Rossa.

Sul fondo globale sono previsti 200 milioni per un Pronto Soccorso nelle località turistiche, però non abbiamo ben chiaro in quale modo questo servizio debba funzionare e quali scopi si prefigga, e chiediamo spiegazioni in proposito.

Sappiamo che in Aosta, come pure in altri Paesi della Valle, c'è stato un decadimento delle prestazioni dei consultori familiari, e perfino la chiusura di alcuni di essi; vediamo che nei capitoli 42450-42500 si prevede una diminuzione notevole, da oltre 4 miliardi dell'anno 1981 ad un miliardo e 200 milioni, allora chiediamo come si potrà affrontare questo problema con delle previsioni di spesa così diminuite?

Abbiamo altri problemi relativi alla medicina sportiva, della quale abbiamo discusso lungamente, quali ad esempio i problemi legati alla graduatoria dei medici, ed anche questo settore della nostra legge non è certo in buone condizioni.

Per l'inserimento lavorativo degli handicappati vediamo iscritto nei fondi globali una spesa di 100 milioni, ma vorremmo chiedere all'Assessore se si sono prese delle iniziative, se si intravedono delle possibilità di spesa di questi soldi, oppure se tutto è ancora e solo nelle intenzioni.

Sul problema della tossicodipendenza vorrei chiedere alcune informazioni all'Assessore: ci risulta che circa un mese fa ci sia stato un incontro a livello Assessori alla Sanità delle varie regioni d'Italia con il Ministro della Sanità Altissimo ed il Ministro dell'Interno Rognoni, il quale esprimeva delle preoccupazioni sul fenomeno della droga, arrivando a dire che questa è più pericolosa e crea più danni dello stesso terrorismo.

Vediamo iscritta in bilancio nel capitolo 39900 una somma di 5 milioni, pari a quella dello scorso anno, che mi pare assolutamente insufficiente. Vorremmo che l'Assessore ci desse notizia di eventuali nuove prospettive.

Un grosso interrogativo lo abbiamo per quanto riguarda il settore termale.

Non so se continuiamo sempre ad essere vincolati ad un progetto ordinato a quello studio di Porretta Terme, oppure se abbiamo una nostra idea precisa per lo sfruttamento delle risorse termali nella nostra regione. D'altronde, anche in questo settore, la legge di riforma sanitaria prevede degli interventi ben precisi.

Riguardo al grosso problema del risanamento del bestiame, che vede qui stanziata la somma globale di 3 miliardi e 400 milioni, non si intravede come si potrà arrivare ad una soluzione positiva del problema, essendoci ormai una diffidenza, una spaccatura molto profonda tra Associazioni interessate, allevatori, agricoltori e quello che è l'intervento pubblico.

Un problema molto importante è quello della legge 47 del giugno 1978, che prevede degli interventi a favore delle persone anziane ed inabili, per il quale è stato approvato ultimamente il piano di riparto e che sembrerebbe il toccasana di tanti problemi inerenti all'assistenza, in quanto verrebbe incontro ai problemi dell'assistenza psichiatrica e di persone handicappate di vario tipo. A mio avviso, questo non potrà funzionare bene se non ci saranno i distretti sanitari e l'U.S.L. in un discorso armonico con l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale.

Nei fondi globali sono previsti 195 milioni per spese di investimento nei riguardi della legge 47, vi sono iscritti poi 2 miliardi e mezzo che non vengono imputati a nessuna legge e mi chiedo se non era possibile iscrivere questa grossa e rilevante cifra, o parte di essa, essendo state fatte da parte dei distretti dei Comuni le richieste in base alla legge 47, di fondi per investimento e per strutture. Come mai sono state messe da parte?

Ecco una serie di domande che pongo in questa occasione, evitando eventualmente, se le risposte saranno soddisfacenti, di riproporne delle altre, capitolo per capitolo.

In conclusione, occorre, a nostro avviso, avere un piano sanitario regionale che ci indichi lo strumento indispensabile per sapere su quale indirizzo camminare. Se l'Assessore non reputa necessaria una verifica del funzionamento dell'U.S.L. e dei distretti, se non si ritiene indispensabile questa strada per creare delle condizioni di proposizione e di gestione di tutta la questione sanitaria nella nostra valle, ed inoltre affrontare in modo deciso e serio il problema del personale, che è poi quello che non ci permette la apertura di parecchi servizi, vedi il parziale funzionamento del Pronto Soccorso, oppure del reparto di Gastroenterologia che non è stato ancora aperto per questi motivi. Bisogna puntare al rapporto col personale, operante all'interno della sanità nella nostra valle, perché il problema non è tanto quello di fare delle previsioni di piano con delle cifre che possono essere giudicate sufficienti o insufficienti (a questo vorrei dare un grosso valore), ma le stesse cifre possono essere insufficienti, se gestite in modo sbagliato, e possono anche non essere spese, se non ci sono gli organismi che funzionano nel modo dovuto.

E' necessario avere un rapporto molto chiaro con tutti i dipendenti della sanità, perché non è possibile avere dei generali che corrono in una certa direzione ed una truppa che non li segue o va addirittura in senso contrario,

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, il Consigliere Péaquin ha preso in contropiede la Presidenza. E' consuetudine, nella discussione delle spese che ci siano anche interventi nel momento in cui si affronta il settore e, quando il bilancio era diviso per Assessorati, c'era anche una relazione introduttiva dell'Assessore sulla serie di capitoli che lo concerneva.

Ora, i problemi posti dal Consigliere Péaquin, salvo un accenno ai fondi globali, riguardano il settore della Sicurezza Sociale, a pag. 115. Perché i lavori possano continuare con un certo ordine, la Presidenza inviterebbe sia l'Assessore Rollandin che il Consigliere Péaquin a voler procrastinare il seguito di questo dibattito fino a quando arriveremo alla pag. 115, anche perché così altri Consiglieri possono intervenire e porre altri problemi, sempre in materia di sanità.

Questo vale anche per gli altri Consiglieri che intendono intervenire; a pag. 63 iniziano i capitoli concernenti l'assetto del territorio e, per dare un ordine al dibattito, direi che si arrivi al settore interessato e, indipendentemente dal chiarimento sul capitolo, l'intervento di carattere più generale può essere fatto nel momento in cui si inizia la serie dei capitoli che concernono il settore.

Il Consiglio è d'accordo? Allora procediamo.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sul capitolo 21960. Vorrei sapere in base a quale ragione si prevede una diminuzione delle spese per automezzi, in quanto la cosa mi appare poco probabile.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Direi che è quasi come il personale che è stato disaggregato, qui le macchine di competenza prettamente del palazzo o degli altri servizi sono disaggregate da quelle per la forestale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sul capitolo 22350. Mi sembra che la regione preveda ancora un incremento di litigiosità, perché le spese legali da 45 milioni con 4 milioni di residuo nell'81, vengono previste in 70 milioni.

Vorrei sapere quale ragione sta alla base di questa previsione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Oltre all'accenno fatto dal Consigliere Faval all'inflazione. è in aumento un numero di cause fatte alla CO.RE.C0. e cause relative a questioni di piani regolatori, che man mano che vengono fuori, aumentano.

Pur servendoci normalmente del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, le spese di giudizio sono quelle che sono.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Sul capitolo 22600. Per le spese per la sistemazione e manutenzione straordinaria dei locali, ecc., l'anno scorso c'erano 150 milioni, nei residui ci sono 130 milioni, come mai quest'anno si passa a 600 milioni?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Diversi stabili, anche nella città di Aosta, purtroppo presentano tempi molto lunghi prima che si possa ottenere la liberazione, per cui vorremmo intervenire, specie in questa città, per stabili che fra l'altro rischiano di essere fatiscenti, e questi, avendo la disponibilità finanziaria, hanno messo i soldi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (PRI): Volevo chiedere la logica che aveva suggerito la costituzione di questo settore "Finanza locale", perché tra l'altro, così collocato, è una classificazione avvenuta per categorie economiche anziché per fini omogenei che è la logica che sottintende a tutto il nuovo bilancio.

Ritengo che lo stesso risultato di evidenziare spese di questo genere, che riguardavano gli Enti locali, poteva essere raggiunto senza toccare la logica del bilancio, attraverso un allegato che metteva in evidenza questo tipo di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Do prima una risposta al Consigliere De Grandis; si tratta di una necessità contabile, di evidenziare tutti questi flussi di denaro e la loro destinazione che è finalizzata però, specificatamente ad un altro Ente. E, da questo, si può vedere come è il rapporto fra la Finanza regionale e quella comunale. Adesso le altre ragioni specifiche potrà darle l'Assessore Ramera.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Potrebbe anche essere esatto quanto dice il Consigliere De Grandis.

Data la massa di lavoro che ci siamo trovati, abbiamo ritenuto di mantenere questo modo di procedere, destinando le somme ai comuni in maniera che se le iscrivano tranquillamente con la finalizzazione che abbiamo dato, tenendo in piedi un sistema che può essere anche discutibile e che avremo modo di rivedere nel corso dell'anno, come suggerisce il Consigliere De Grandis.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Volevo precisare alcune cose, specificando che questo capitolo sparirà forse nei futuri bilanci. E' un discorso che si riprenderà, perché - a titolo personale - non ritengo che debba annullarsi, ma almeno in un domani lasciarlo per 100-200-300 milioni di valore.

Perché ancora l'esistenza in questo anno finanziario? Innanzi tutto perché la Giunta regionale, con prese d'atto o con lettere da parte di Assessorati competenti nel settore, ha fatto determinate promesse di contributo per lavori urgenti comunali, di modo che, se non c'era questa promessa di contributi scritta, cioè che veniva messa in bilancio quest'anno, i Comuni non avrebbero potuto seguire quell'opera e la CO.RE.C0. avrebbe bocciato le delibere. Secondariamente, perché ci sono determinati lavori fatti Enti che non sono i Comuni, ai quali la Regione nell'interesse pubblico che questi Enti non comunali eseguano i lavori dà un con tributo.

Ad esempio, con l'alluvione dell'anno scorso, l'Ilssa Viola ha avuto danni enormi, pertanto ha intenzione di fare determinati lavori. Faccio l'esempio di lavori approvati da noi, come arginature che mettano al riparo non solo la sua struttura, ma anche gli abitati e quindi chiede un contributo del 20-30-50-70%, che sarà la Giunta di volta in volta a deliberare e a portare in ratifica in Consiglio.

Ritengo anche che, sebbene non con cifre enormi, debba esistere un capitolo anche per altri Enti non comunali, come consorzi o società private. Ad esempio lo scorso anno, la stessa SITAV dietro una promessa nostra di contributo ha prolungato con un suo lavoro immediato la strada regionale che si diparte dal ponte di S. Valentino e si collega al Col di Joux. Ha fatto il lavoro a sue spese chiedendo un contributo alla Regione. Come possiamo dare un contributo a questi Enti se non prevediamo un capitolo?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Sui capitoli 22710 e 22715. Mi spiace che non sia presente il Presidente della Giunta, perché la domanda che voglio fare si riferisce proprio al problema delle Comunità Montane. Non siamo rimasti convinti dell'affermazione un pò perentoria fatta ieri sera dal Presidente della Giunta per cui le Comunità Montane non sono da considerare un Ente locale, ma solo degli Istituti che debbono concorrere in una funzione di riequilibrio.

Questa visione, secondo noi, è molto riduttiva rispetto all'art. 1 della legge 1102, il quale parla invece di partecipazione delle popolazioni alla determinazione di propri programmi di sviluppo, creati attraverso una larga partecipazione.

Inoltre, se il Presidente della Giunta è così ligio nel leggere quell'art. 1 della legge 1102, dovrebbe altrettanto correttamente leggere gli articoli di leggi successive, che hanno portato ad un'evoluzione del concetto di Comunità Montana nel senso di considerarla un momento aggregativo dei Comuni, tant'è che la legge 23 marzo 1981, n. 93 parla di funzioni che i Comuni possono delegare alle Comunità Montane e, con riferimento alla regione, dice che le Regioni provvedono a determinare nei propri bilanci pluriennali le autorizzazioni di spesa da impiegare nei rispettivi territori montani, integrando e coordinando i finanziamenti di cui alla presente legge.

Per cui vogliamo manifestare il nostro dissenso di fondo rispetto a questa affermazione del Presidente della Giunta, perché secondo noi le Comunità Montane possono essere anche un momento aggregativo dei Comuni ed un momento in cui la Regione individua una possibilità di delega di funzioni che sono proprie ai fini di un alleggerimento.

Se è così, mentre da un lato siamo evidentemente d'accordo nell'operare un largo decentramento, con relativa responsabilizzazione, in favore dei Comuni, discutendo poi nel merito la legge vorrei sapere perché la Giunta regionale, in sostanza, opera questa disparità di trattamento. C'è un intervento che è consistente, il Consigliere Lustrissy ha usato le parole più giuste: "un cauto avvio verso una politica di decentramento verso i Comuni", mentre per le Comunità Montane vedo da questi due capitoli e dai fondi globali che c'è un adeguamento dei finanziamenti alla svalutazione.

Non si prevede un leggero aumento di questa disponibilità a favore delle Comunità Montane, e non ho ancora letto il disegno di legge che la Giunta ha presentato in merito al decentramento, ma a quanto mi hanno detto alcuni che hanno dato una lettura affrettata, neanche in quell'occasione viene prevista la possibilità che i Comuni possano fare l'esercizio di quei lavori attraverso le Comunità Montane, usando questo momento aggregativo che dal nostro punto di vista rafforza il Comune.

Non intendiamo assolutamente disconoscere il valore storico dei Comuni, siamo dell'opinione però che i Comuni trovino anche nelle Comunità Montane un momento per essere più forti.

L'orientamento di questo bilancio, stando alle cifre, dice delle cose diverse; volevo capire se le affermazioni fatte ieri dal Presidente sono l'opinione della maggioranza o solo dell'Union Valdôtaine, e fino a che punto sono l'una o l'altra cosa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sul capitolo 22701 "Contributi ai Comuni ed altri enti locali nelle spese di investimento nel settore delle opere pubbliche diverse".

Diceva prima l'Assessore che questo è un fondo di riserva in attesa che vengano effettuati tutti gli atti necessari per la nuova legge sul decentramento, onde consentire ai Comuni di terminare opera già intraprese, o comunque di eseguire opere già determinate.

In questa logica a me sembra che il capitolo sia poco finanziato, se ha queste finalità; cioè mi sembra che un miliardo qui sia una cifra abbastanza poco rilevante rispetto alle esigenze perché passerà del tempo nella discussione delle leggi esistenti sul decentramento prima di arrivare alla possibilità di assegnare ai Comuni e di far loro iscrivere nei propri bilanci nuovi interventi finanziati con la nuova legge.

Quindi vorrei sapere l'opinione dell'Assessore ai Lavori Pubblici su questo capitolo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): No, assolutamente non passerà molto tempo perché la Giunta regionale porterà in discussione la legge sul decentramento, forse già il 7 aprile, e l'approvazione del bilancio giungerà fra circa trenta giorni.

Il motivo di questo importo, l'ho detto prima, è che ci sono già delle pratiche aperte che non sono solo per gli enti locali comunali, ma anche per altri enti o società, e per la maggior parte sono opere già con garanzie di contributo dell'anno scorso, eseguite o in corso di esecuzione. Altrimenti, per le opere che verranno con il bilancio provvisorio, è dato come contributo; abbiamo gestito il bilancio provvisorio, nel quale esistevano ancora i capitoli di contributo, sino ad ora ed abbiamo già dato alcuni contributi sempre con la vecchia legge del '64. Quei contributi che abbiamo dato verranno decurtati all'assegnazione che verrà attribuita al Comune, quindi questo è un capitolo proprio per definire le cose vecchie perché molte opere per le quali noi abbiamo promesso il 70% di contributo, ed il Comune ha appaltato aggiungendo il 30%, non sono ancora definite e dobbiamo pagare per la revisione dei prezzi ecc.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Non voglio entrare nel problema politico delle Comunità perché ci porterebbe di nuovo ad una discussione enorme, non è compito mio in questo momento - lo è personalmente come singolo membro di questo Consesso - in quanto qui discutiamo di due articoli che esistevano ed esistono.

Per la citazione che fa il Consigliere Tonino dovrei ripetere allora che lo Stato teorizza in un certo modo e poi agisce in un altro, perché mi sta bene che abbia detto nei vari articoli tutto quello che era nello spirito di fare; sarebbe come se noi avessi mo discusso sulla fame nel mondo e poi alla fine dell'anno non avessimo mandato neanche dieci lire.

Qui ci si trovava di fronte ad un fatto ben teorizzato ma per il quale i soldi poi non c'erano e lo abbiamo visto poi all'atto pratico delle assegnazioni dello Stato.

Giustamente il Consigliere Lustrissy, lo ha chiamato "cauto decentramento", perché tutte le cose alle volte sono in fase sperimentale e qui bisognerebbe ripetere quanto hanno già detto i Consiglieri De Grandis e Bordon, che piuttosto la discussione si dovrebbe fare alla fine, questi sono degli elementi propositivi che una Giunta ritiene di portare avanti.

Abbiamo la possibilità, attraverso la legge del decentramento, di finanziare con stabilità fino a 19 miliardi e mezzo di opere per i Comuni, i quali potranno senz'altro consorziarsi in determinati casi, lo vedremo in fase sperimentale il primo anno.

Non riteniamo che possano delegare completamente alle Comunità Montane perché, se dovessi dire la mia opinione personale, non sono omogenee, per cui ad un certo momento una sta da una parte, l'altra dalla parte opposta del versante della vallata, non so allora come certi problemi potrebbero essere comuni ad entrambi i Comuni (passatemi il bisticcio). Per cui noi, in fase sperimentale, faremo questo decentramento e verificheremo dopo un anno quello che accadrà. Nulla impedisce che, se i Comuni avranno questa volontà di riunirsi e riterranno le Comunità Montane strumento idoneo, o viceversa riterranno opportuno portare delle modificazioni, saremo anche noi sensibili al fatto ed andremo insieme a loro a verificare ed anche a variare le nostre leggi per favorirli.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare sul capitolo 22755 il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (PRI): Solo per fornire un chiarimento, non mi occorre la risposta. In particolare all'Assessore Borbey, vorrei direi che l'osservazione da me fatta è che se si osserva il capitolo 22755 se ne deduce che è finanziato con fondi assegnati dallo Stato in base alla legge 319 e 650 e poi, voltata qualche pagina e arrivati ai capitoli 29960 e 29970, si vede che si tratta di raggiungere fini identici con fondi assegnati dallo Stato sulle leggi medesime 390 e 619, pertanto questi capitoli hanno una finalità omogenea però si trovano in settori diversi.

Avevo chiesto se non fosse più opportuno, seguendo anche una logica di bilancio, metterli nello stesso settore anziché scorporarli.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica sui capitoli 22805, 22810, 22815.

Ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Ci sono tre capitoli, il 22805, il 22810 e il 22815, tutti per contributi ai Comuni ma per cose diverse; il primo dice "Spese di gestione di servizi sociali", il secondo "Trasferimento di funzioni amministrative già esercitate dall'O.N. M.I.", il terzo "Fondi assegnati dallo Stato per le spese di gestione degli Asili Nido".

Tutti e tre i capitoli registrano diminuzioni abbastanza consistenti.

Vorrei sapere le ragioni per cui questi contributi ai Comuni sono diminuiti, anche quelli attribuiti con leggi regionali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): Su questi capitoli e lo vedremo poi anche su altre leggi di settore finanziate dallo Stato, c'è da rilevare una grossa contraddizione. Al momento, ad esempio se prendiamo l'O.N. M.I., la ripartizione in atto viene fatta su determinati indici che penalizzano le regioni dove le cose vanno bene, tipo l'indice di mortalità infantile, per cui la regione che da un indice del 26? è passata all'11?, ha determinato, al momento di stabilire gli indici di rideterminazione dei parametri, un calo di questa rideterminazione di fondi. C'è una certa logica in questo ma, per una regione così piccola come la nostra, è estremamente penalizzante. Ora questi criteri come altri di determinazioni di fondo, dovranno essere rivisti sulla base di quelle che sono le rendicontazioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin; ne ha facoltà.

PEAQUIN - (PCI): Nel capitolo 22800 riguardante: "Contributi al Comune di Saint-Vincent", ci sono 200 milioni a residuo.

Vorrei chiedere come mai ci sono queste cifre e quando è stata versata la somma di un miliardo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Abbiamo versato a fine anno quasi tutto, tranne quei 200 milioni che andranno a posto prossimamente, anche per deficienze nostre di cassa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin; ne ha facoltà.

PEAQUIN - (PCI): Sul capitolo 22825. Qui ci sono i fondi assegnati dallo Stato per le spese relative agli Asili Nido. Come mai non ci sono più iscritte per il 1982 spese in questo senso?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Socia le Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): Purtroppo, per la determinazione dei fondi di queste leggi, mancando ancora la legge finanziaria, si aspetta l'assegnazione dello Stato. Mentre per le altre c'erano già dei parametri ed abbiamo già avuto l'indice di segnalazione per cui le abbiamo potute iscrivere in bilancio, qui non sappiamo ancora quando questo verrà dato per l'82.

Anche sulla prima bozza di legge, non si sa di quanto sarà la riparametrazione dei singoli per cui non si è potuto iscrivere in bilancio; si scriverà una cifra simbolica, siccome c'è il capitolo, quando verrà data l'assegnazione, come si fa per altri capitoli nei quali viene messa nella posta idonea anche la riparametrazione ed assegnazione di competenze.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ):

Sui capitoli 23150 e 23250: per il primo "Spese per speciali incarichi, studi e perizie per la partecipazione ad adunanze, consigli, comitati e commissioni", si passa da una previsione di 220 milioni nell'81, con 150 milioni di residui, a 700 milioni. Quindi c'è un aumento molto forte, vorrei sapere da cosa è determinato.

Nell'altro capitolo: "Spese per l'acquisto di beni patrimoniali", ci sono anche qui delle cifre molto più importanti delle precedenti; nell'81 avevamo 2 miliardi e 780 milioni, abbiamo residui per 2 miliardi e 100 milioni, e per quest'anno 2 miliardi e 900 milioni. Cosa si prevede di acquistare e perché ci sono questi residui?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Le domande sono le stesse che ha già fatto il Consigliere Carlassare, con in più l'osservazione che la politica patrimoniale della Regione, che è molto attenta nell'acquisto di edifici e strutture, non è altrettanto attenta nell'utilizzazione di queste strutture. Cioè si continuano ad investire molti denari nell'acquisto, poi non si sa mai precisamente qual è l'utilizzazione finale del patrimonio incrementato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Per il 23150, influisce in aumento la consulenza per il servizio meccanografico con l'Italsider, e poi la riqualificazione, con conseguente aumento, di determinate spese, dovuta anche all'inflazione. Ma 350 milioni sono proprio per consulenza alla Italsider.

Per quanto riguarda i beni patrimoniali, non ho con me la previsione di acquisti, però quanto ha detto il Consigliere Mafrica ci trova particolarmente sensibili, in quanto lo stato patrimoniale della regione sta raggiungendo la cifra di 100 miliardi, per cui abbiamo ritenuto nella ristrutturazione dell'Assessorato - dato che il demanio è "Cosa Mia", non dico "Cosa Nostra" perché starebbe male - di istituire al posto dell'ufficio attuale, che purtroppo adesso è ridotto ai minimi, come tutti sanno, almeno in Giunta, un ufficio efficiente proprio perché quanto è stato detto venga effettivamente portato avanti.

E' vero si sono spese rilevanti cifre nell'acquisto di beni immobili che bene ha fatto la Regione ad acquisire, ma c'è stata forse lentezza sia nel mantenerli sia nel darli in gestione o nell'utilizzarli ai vari fini che sono necessari alla vita della regione.

Sul 22350 ci sono tutti questi residui, perché facevano capo a questo capitolo gli stabilimenti costruiti a Cogne ed a Verrayes in Fraz. Champagne, di cui rimangono ancora da pagare i lavori.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Vorrei sapere se il capitolo 23310 comprende solo le spese per la direzione dei lavori, oppure comprende anche il pagamento degli assistenti e se la legge, che dovrebbe essere rifatta, verrà fatta o meno.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Comprende esclusivamente il pagamento degli assistenti; la previsione è per tutto l'anno, la spesa è annuale, ma la legge degli assistenti verrà in Consiglio il 27 aprile. La previsione non è stata ancora approvata e ricorderete che il Coordinamento l'aveva rinviata, in quanto per passare anche solo il IV livello bisognerà fare un concorso, magari a livello di colloquio, per l'inserimento al IV livello, per poi rinviare a fine novembre i concorsi per il V livello, per non portare uno sfasamento anche nella conduzione dei lavori nella Pubblica Amministrazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Nel capitolo 23400: "Spese per la concessione di contributi straordinari per l'esproprio" ci sono 200 milioni per quest'anno, c'erano 200 milioni lo scorso anno, ci sono 520 milioni a residuo. Vorrei conoscere il motivo per cui ci sono questi soldi, come mai sono fermi, se c'è una possibilità di sbloccarli, insomma qual è la situazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Come Assessorato alle Finanze, non avendo i soldi, abbiamo destinato le somme disponibili ad utilizzazioni più urgenti ed abbiamo forse penalizzato qualcuno che aveva necessità di incassare questi soldi per gli espropri fatti. Però li abbiamo contattati in modo che non fossero delusi e penso che andranno a posto nei prossimi mesi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Parlo per quanto concerne il nostro lavoro di Assessorato ai Lavori Pubblici; l'Assessorato alle Finanze, senz'altro, avrà ottenuto determinate pratiche forse in un momento di mancanza di liquidità, ritardando così alcuni pagamenti; comunque la maggior parte di questo ritardo è da imputare a noi, all'ufficio espropri ed all'ufficio legale, perché con la 865 siamo rimasti fermi per quasi un anno, non sapendo più come liquidare, anzi ci siamo preoccupati se potevamo dare degli acconti o meno.

Adesso siamo partiti in quarta per dare degli acconti perché la questione non è ancora definita.

PRESIDENTE: Se il Consiglio è d'accordo, sospendiamo i lavori con la pagina 61 e li riprendiamo oggi alle ore 16.00.

La seduta è sospesa.

La seduta termina alle ore 12,50.