Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 168 del 31 marzo 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 168/VII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "FINANZIAMENTI DI SPESE NEI DIVERSI SETTORI REGIONALI DI INTERVENTO, CON MODIFICHE ALLE AUTORIZZAZIONI DI SPESA DI LEGGI REGIONALI IN VIGORE, ASSUNTI IN COINCIDENZA CON L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO 1982 E DEL PLURIENNALE 19821984."

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 1:

(Disposizioni in materia di opere pubbliche)

Art. 1

Le autorizzazioni di spesa di cui all'art. 4 della legge regionale 22.6.1964, n. 8 e successive modificazioni ed integrazioni, sono rideterminate, per l'esercizio 1982, come segue:

a) opere stradali di interesse regionale, in complessive L.11.950.000.000, così suddivise:

capitolo 26000 L. 6.600.000.000

capitolo 26150 L. 800.000.000

capitolo 26400 L. 2.000.000.000

capitolo 26450 L. 1.500.000.000

capitolo 26500 L. 50.000.000

capitolo 26550 L. 400.000.000

capitolo 26650 L. 600.000.000

b) scuole, asili infantili e scuole convitti, in complessive lire 7.950.000.000, così suddivise: capitolo 45050 L. 7.500.000.000

capitolo 45100 L. 200.000.000

capitolo 45200 L. 250.000.000

c) edifici destinati a pubblica utilità, in complessive L. 800.000.000 (capitolo 27950);

d) acquedotti e fognature di interesse pubblico, in complessive lire 1.700.000.000, così suddivise:

capitolo 29500 L. 700.000.000

capitolo 29800 L. 1.000.000.000

e) cimiteri, in complessive lire 400.000.000 (capitolo 29900);

f) in attesa di un provvedimento legislativo atto a riordinare dal 1982 i trasferimenti finanziari a favore dei comuni della regione in materia di opere pubbliche di cui alla legge regionale 22.6.1964, n. 8, è autorizzato, per il solo esercizio 1982, uno stanziamento di L.1.000.000.000 per gli interventi già iniziati dagli enti locali stessi negli anni 1981 e precedenti e programmati per l'anno 1982 (capitolo 22701).

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Vista l'osservazione del Presidente sull'opportunità di votare in modo chiaro, vogliamo precisare la nostra posizione anche su questo disegno di legge.

Dal discorso che il nostro gruppo ha sostenuto in tutta la giornata di ieri risulta chiaro il nostro giudizio negativo sul bilancio regionale e sul complesso degli atti che lo precedono o che lo completano. Un altro motivo per votare contro il bilancio si è aggiunto ieri con le dichiarazioni del Presidente della Giunta, il quale dovrebbe avere la cortesia di ascoltarmi, perché sto parlando a lui. Che il Presidente della Giunta sia un esempio di educazione, non è possibile sostenerlo; ieri essendo stato fuori senza aver udito l'intervento di un Consigliere, nella replica si è riferito a cose che non ha ascoltato. Ma questi sono fatti suoi.

Adesso, invece, vorrei considerare sotto l'aspetto politico quanto ha voluto sostenere, perché con le sue dichiarazioni si sono aggiunti ulteriori elementi di determinazione nel nostro giudizio negativo sul bilancio.

L'Avvocato Andrione, per quello che mi risulta, compare sull'Enciclopedia Glovier non come esponente della cultura italiana o valdostana che sia, ma come Presidente della Giunta regionale della Valle d'Aosta; pertanto, come tutti i cittadini valdostani e tutti i Consiglieri presenti in questo Consiglio, può avere le sue opinioni legittime sulla cultura, ma non ha in questa materia, al di fuori di doti o interessi personali, alcuna patente particolare da mostrare a questo Consiglio.

Il discorso che ha rivolto al nostro gruppo lo respingiamo nel modo più assoluto, innanzi tutto perché se avesse sentito i discorsi da noi fatti ieri, non avrebbe potuto affermare che qui si davano lezioni su cosa deve essere la cultura, ma avrebbe capito che si criticava l'operato concreto di un Assessore, che è quanto compete ai gruppi di opposizione. In secondo luogo, su ciò che riguarda la cultura, non spetta né ai Consiglieri né ai partiti dare particolari indicazioni, perché se questa materia può anche interessare le forze politiche e le istituzioni dal punto di vista dello stimolo, dello strumento da mettere a disposizione, tuttavia essa interessa ambiti ben più vasti che non l'ambito puramente amministrativo o politico.

Quello che comunque voglio contestare nel modo più assoluto non è questo, né le osservazioni fatte dal Presidente sulla conoscenza o meno dell'uno o dell'altro della lingua francese, che è cosa particolarmente irrilevante in questo Consiglio, perché il fatto che un movimento o una forza politica quale che sia, pretenda di avere in questa regione l'esclusività della difesa della cultura valdostana in quanto nessuno può avere questo monopolio.

Credo che il Presidente della Giunta - non sono affari nostri, ma in parte ci coinvolgono - forse non ha colto l'occasione migliore per parlare a nome dell'Union Valdôtaine. Stava rispondendo, in sede di discussione generale, ad osservazioni fatte sul bilancio ed ha iniziato parlando a nome dell'Union Valdôtaine. Siccome stava esplicando funzioni proprie del Presidente di coalizione, lascio agli altri giudicare se era il momento più opportuno per esprimere valutazioni a nome del suo movimento. Comunque, su quello che ha detto non possiamo passare sopra e ribadiamo che non riconosciamo a nessuna forza politica, presente in Consiglio, eletta dal popolo valdostano, una dignità inferiore o superiore rispetto alle altre forze.

L'Union Valdôtaine ha avuto 9 Consiglieri, ha avuto il 24-25%; noi abbiamo avuto il 19,51% ed alle elezioni europee abbiamo avuto il 25%, forse più di quanto ha avuto l'Union Valdôtaine, ma non è questo il punto. Anche una forza che ha un solo Consigliere rappresenta la minoranza valdostana e le sue tradizioni, ognuno può sostenere di volerne difendere particolari prerogative o di volerla difendere in modo diverso dagli altri; è già un atto inaccettabile - lo diciamo noi se nessun altro ha il coraggio di dirlo - che una forza politica si assuma in esclusiva la rappresentanza della cultura valdostana, ma della minoranza valdostana, questo assolutamente non lo permettiamo, al fine di difendere la nostra stessa dignità e insieme quella delle altre forze presenti in questo Consiglio e nella regione.

Non c'è nessun elemento di nervosismo nel mio ragionamento perché siamo assolutamente tranquilli; siamo all'opposizione in questa regione dal '77 e poiché più in là dell'opposizione non potremmo andare, non abbiamo nulla da temere, neanche dal risultato elettorale. Quello che dico lo dico coscientemente: riteniamo che la posizione assunta ieri dal Presidente della Giunta in tutto simile a quelle assunte in altre occasioni dal Consigliere Faval e da altri esponenti ed Assessori dell'Union Valdôtaine sia una posizione molto pericolosa, che porta in sè dei germi che possono anche assumere, se non ci sarà qualche diversificazione nel futuro, carattere di natura totalitaria.

Un regime comincia sempre in qualche modo, e quando una forza pretende di rappresentare la minoranza valdostana, senza aver chiarito bene prima a chi si riferisce, forse perché da quel chiarimento potrebbero anche venir fuori degli elementi di discussione, mette tutte le altre forze in subordine, manca di tolleranza, di rispetto e quindi anche di democrazia.

Il Presidente della Giunta ha, non so con quale opportunità, perché parlava in quel momento a nome della coalizione e quindi anche dei Democratici Popolari, della D.C., dei progressisti, dei socialisti, distinto nell'atteggiamento del nostro gruppo rispetto alla D.C. o altre forze della maggioranza, dando dei giudizi sulla politica che noi conduciamo come partito rispetto al movimento dell'Union Valdôtaine.

Voglio che sia chiaro che nel mio discorso di ieri mattina, che avevo preparato per scritto, non mi sono mai permesso di criticare l'Union Valdôtaine in quanto partito, perché noi distinguiamo fra i partiti e le Giunte; ho sempre parlato di amministratori unionisti ed il Presidente, che dice di essere un ascoltatore attento, dovrebbe aver colto questa differenza. Ho criticato gli amministratori dell'Union Valdôtaine presenti in questa Giunta, non ho fatto un discorso generale sul partito dell'Union Valdôtaine. E' vero che si sono modificate le condizioni dal '78 ad oggi, ma il mondo non sta fermo; l'Union Valdôtaine non penserà che il PCI in Valle d'Aosta se ne resti immobile, in attesa che questo movimento decida di cambiare i suoi rapporti, che fra l'altro sembra gli vadano molto bene e portino un suo continuo rafforzamento elettorale.

Ovviamente con chi ce la dobbiamo prendere nel criticare questa Giunta?

Con il Consigliere Martin o con il Consigliere De Grandis, perché ogni tanto votano a favore, o con il movimento che propone, e poi in qualche modo impone, le sue scelte decisive?

Quindi, non c'è assolutamente niente di strano nel nostro atteggiamento e non pensiamo che con l'Union Valdôtaine non ci sia più alcuna possibilità di avere rapporti; abbiamo soltanto accentuato la nostra critica nei confronti degli amministratori dell'Union Valdôtaine, perché abbiamo verificato come si stanno svolgendo i fatti politici in questa regione, avvalendoci di prerogative, come dicevo all'inizio, che competono ad una forza di opposizione.

Penso di aver chiarito sino in fondo il nostro pensiero; abbiamo dichiarato pubblicamente, come è nostra abitudine, che sulla base di programmi siamo pronti a collaborare con tutte le forze politiche democratiche presenti in questa regione. Non facciamo corteggiamenti di nessun genere a nessuno, ma ci auguriamo, resistendo in questa collocazione, di rappresentare comunque un punto di riferimento per tutte quelle forze che fossero insoddisfatte degli atteggiamenti e degli atti politici di questa Giunta e della forza politica che in sostanza ne è la forza egemone.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Vorrei dire due frasi per chiarire perché è capitato anche a me di essere stato frainteso.

L'Union Valdôtaine non ha mai pensato che il PCI accettasse questa situazione come stabile ed immutabile, ma ha solo preso atto di un dato di fatto, e poiché il momento di discussione del bilancio è anche un'occasione per parlare di tutto lo scibile umano, in quello che ritenevo un primo intervento - perché ci saranno ulteriori dichiarazioni - ho fatto una panoramica di un certo tipo.

Per quanto riguarda il riferimento che avrei fatto a qualche frase udita da parte di un altro Consigliere, vorrei chiarire che mi riferivo, per quanto riguarda certe questioni, proprio all'intervento scritto del Consigliere Mafrica, che sottende quella che è una legittima dichiarazione del PCI che dice - secondo quanto ha diritto di fare - che l'Union Valdôtaine ed altre forze politiche, per affermare certe questioni, si esprimono in lingua francese o in patois per dividere, non per unire. Il mio discorso vuole essere una messa in guardia contro una posizione che a nostro avviso, tanto per ribaltare la questione, è integralista; non neghiamo la dignità di nessuno, ognuno è libero di dire che difende la minoranza valdostana essendo partecipe di un grande partito nazionale, questo fa parte dei suoi diritti che noi riconosciamo, così come vengono riconosciuti i nostri.

Diciamo invece che anche nell'Amministrazione, quando si compiono certe scelte, le si fa perché si rappresenta un certo movimento; questo mi sembra legittimo, normale, non discutibile. Di conseguenza, all'affermazione della scelta di un certo tipo di azione che a nostro avviso è culturale, mentre a vostro avviso deve essere modificata, avevamo risposto in quella maniera, precisando quali sono le fonti di un certo tipo di azione, non volendo in tal modo offendere nessuno.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI - (DP): Dato che l'inizio della discussione di stamane rappresenta la continuazione degli interventi di ieri relativi alla parte di premessa della discussione generale sul bilancio, voglio aggiungere alcuni chiarimenti sulla parte politica.

Questa parte finale del confronto ci va bene perché ci consente di precisare la nostra posizione su temi in parte artificiosi. Per noi non è accettabile il discorso sostenuto dal Consigliere Mafrica, secondo il quale esiste da una parte una forza egemone ed opprimente, in questo caso l'Union Valdôtaine, rispetto alla quale le altre forze politiche facenti parte della maggioranza risultano subalterne o suddite e dall'altra parte esiste una forza altrettanto forte, quella del PCI, egemone dell'opposizione.

Come Democratici Popolari partecipiamo a questa maggioranza con la dignità, come tutte le altre forze politiche, seppure con ruoli fissati da pesi diversi di rappresentanza popolare.

In questo momento il PCI esercita giustamente, secondo le regole della democrazia, un ruolo di opposizione. Mi pare però di capire dalle parole del Consigliere Mafrica che detto ruolo di opposizione sia più esaltato nelle parole che nei fatti; in realtà nella discussione generale sul bilancio regionale, il PCI non ha saputo esprimere e proporre una linea politica alternativa alla posizione e conduzione politica di questa maggioranza.

Tra le cose dimenticate dal Consigliere Mafrica sottolineerei quelle relative alle obiettive difficoltà delle forze di sinistra di trovare una chiara posizione, di definire una politica alternativa a questa, per cui qualificherei come settoriali i vari interventi delle opposizioni, e non certamente come espressione di una linea politica di opposizione reale e concreta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (PSDI): Innanzi tutto ritengo che all'interno di questa assemblea il pensiero ufficiale portato a questa Assise sia quello del capogruppo e, partendo da questo presupposto, respingo assolutamente le dichiarazioni fatte al momento dal collega Consigliere Lanivi, quando dice che il PCI monopolizza l'opposizione.

Noi, come PSDI, svolgiamo il nostro ruolo di opposizione senza nessuna egemonia da parte del Partito comunista, contrariamente a quanto avviene all'in terno della maggioranza, tanto che lo stesso Consigliere Lustrissy, ieri pomeriggio, nel suo intervento ha detto testualmente di aver visto il bilancio regionale solo a pochi giorni dalla discussione in Consiglio. Se forze della maggioranza hanno il coraggio di fare tali dichiarazioni, questo lascia presupporre che non siano state partecipi alla stesura ed alla predisposizione del bilancio e che abbiano subito le impostazioni del movimento che, come giustamente ha detto il Presidente della Giunta, può fare quello che ritiene più opportuno in quanto i numeri sono dalla sua parte. Per cui, se un certo tipo di monopolizzazione esiste, questo avviene all'interno della maggioranza.

Se poi andiamo a vedere quello che è successo in questi ultimi tempi, ci rendiamo conto che di fatto è così; il PSI è entrato in maggioranza ponendo delle questioni ben precise quali la Finanziaria e la Camera di Commercio, e dopo che al mattino il PSI ha fatto la sua dichiarazione di ingresso in questa maggioranza, tre ore più tardi a Saint-Vincent il Presidente della Giunta dichiara che la Camera di Commercio non si fa più. Quindi, o il PSI è entrato in una maggioranza per il gusto di entrarci, o l'Union Valdôtaine, dopo aver trattato per mesi con il PSI ed aver promesso, non appena questo è entrato in maggioranza, pensa bene di esporre chiaramente qual è il suo pensiero in merito a quei problemi, sui quali si era tanto discusso.

Per cui, ritengo che anche la questione del bilancio rispecchi in tutto questo il modo di gestire e di andare avanti.

Abbiamo sentito che la D.C. si lamenta di un certo tipo di comportamento, l'On. Flaminio Piccoli dice che attorno al suo partito si sta creando il "Deserto dei Tartari", e qualcuno qui in Valle d'Aosta lo ha copiato; ma queste responsabilità sono della D.C., la quale si sceglie gli alleati che preferisce però poi non deve lamentarsi se attorno a lei si crea il vuoto.

E' la prima volta quest'anno, da quando sono in questa Assemblea, che non sento citazioni di rilievo in fase di discussione di bilancio, mentre per il passato era uso comune prendere articoli da quotidiani o periodici per identificare la situazione geo-politica della Valle d'Aosta. Quest'anno, invece, salvo la citazione del Consigliere Fosson, presa da un certo Mistral che ha scritto sul Corriere della Valle, altre non ne sono state fatte. Io mi permetto di farne una che risale al 20 giugno 1920 quando, mentre in Parlamento si discuteva in materia di economia e finanze, ebbe a dire Turati a Giolitti che si poteva, se si doveva dare un voto, dare dieci in condotta e zero in profitto. Questa citazione calza a pennello all'Assessore Ramera, al quale potremo dare benissimo dieci in condotta e zero in profitto visto che ad un ottimo comportamento dell'Assessore ed all'impegno assuntosi perché alla Valle d'Aosta fosse riconosciuto questo riparto fiscale non è seguito un comportamento adeguato in fase di stesura di bilancio.

L'Assessore ha sostenuto un grosso sforzo fisico nell'illustrare questo bilancio e sinceramente in certi momenti, mentre parlava, mi preoccupava perché lo vedevo quanto mai affaticato; forse non gode di buona salute, oppure è la mancanza di allenamento ad intervenire nell'Assemblea che lo affatica.

Nel bilancio sono previsti impegni notevoli che probabilmente lasceranno un segno per il futuro, nella storia della Valle d'Aosta. Sono stati presi degli impegni, peraltro già esistenti nelle intenzioni dell'Assessore Ramera mesi addietro, dei quali però di fatto non possiamo vedere la realizzazione, perché al bilancio regionale non sono stati presentati i relativi progetti di realizzazione.

Vediamo qui impegnati circa 20 miliardi per la costituzione della finanziaria regionale, ma di fatto all'interno di questa maggioranza non si sa ancora come la si voglia attuare. Abbiamo sentito il Consigliere Lustrissy, che ha certe posizioni; sappiamo che la D.C., per bocca dell'Assessore Ramera, ha espresso dei principi secondo i quali dovrebbe essere costituita questa finanziaria, ed abbiamo potuto notare le difformità di giudizio su questo problema.

Quindi ci chiediamo, dall'opposizione, - o almeno mi chiedo - come possono essere impegnati in un bilancio tanti miliardi, quando ancora non si sa come concretizzare il discorso dell'impegno.

In questo bilancio non è stato tenuto conto del documento programmatico del 1979, steso al momento dell'ingresso dei Democratici Popolari in questa maggioranza, e poi sempre ripreso negli organi di informazione dei vari partiti e movimenti della maggioranza al momento dell'ingresso del PSI, quando tutti quanti si sono premurati di dire che avendo il PSI accettato il programma predisposto nel 1979, poteva benissimo far parte di questa maggioranza e tanto meno trovavano rispondenza le prime indicazioni per un piano di sviluppo regionale, che tanto ha fatto parlare questa Assemblea.

Abbiamo visto i documenti di critica delle organizzazioni sindacali, secondo i quali questo bilancio è stato predisposto senza tener conto delle osservazioni formulate dalle varie organizzazioni sociali e senza una preventiva consultazione. Secondo noi, è stato formulato in un modo che sta a dimostrare come questa Giunta non voglia farsi carico in modo articolato e concreto delle varie esigenze ed aspettative della popolazione valdostana, e per questi motivi riteniamo di dover dare il nostro voto contrario.

L'unica nota positiva che abbiamo potuto rilevare è la disponibilità ad impegnarsi in qualche modo a contribuire alla risoluzione del problema della fame nel mondo; peraltro già l'Assessore Ramera aveva detto che era nelle intenzioni della Giunta - forse per stanchezza, forse per dimenticanza, forse per vedere di proporre qualcosa di più articolato che non un semplice ordine del giorno - di formulare delle proposte in merito alla risoluzione della fame nel mondo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Je voudrais préciser que c'est l'Union Valdôtaine qui a entretenu de longs rapports avec le parti socialiste.

Nous avons longuement discuté sur l'entrée de ce parti au gouvernement, dans la majorité et surtout dans l'administration régionale.

La question de la Chambre de Commerce en Vallée d'Aoste a été une des première options sur laquelle nous avons discuté avec le parti socialiste déjà au mois d'octobre 1981 et, à cet égard, l'Union Valdôtaine a communiqué tout de suite au parti socialiste de ne pas être disposée à accepter leurs prépositions.

J'espère que M. Nebbia confirmera que ça c'est la vérité, afin qu'on puisse ici tenir un discours basé sur des faits et non pas sur des idées qui traversent la tête des représentants des différents partis.

En plus, sur la question de la "Finanziaria regionale" en Vallée d'Aoste, nous pouvons dire que l'Union Valdôtaine a adhéré aux exigences des autres partis et mouvements qui forment la majorité, en cédant sur une idée qu'elle ne partage pas du tout.

L'Union Valdôtaine peut accepter l'idée de la "Finanziaria", pourra même voter cette loi, voudra, elle aussi, avoir le projet de loi concernant cet instrument très important, mais cette idée n'est pas la nôtre et encore moins une des idées fondamentales de notre mouvement. Nous l'avons acceptée parce que d'autres mouvements, qui font partie de la majorité, nous l'ont proposée.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.

NEBBIA - (PSI): Vorrei ritornare su alcuni punti che sono già stati discussi in questo Consiglio, ma che a mio parere non sono stati colti.

Confermo quanto detto in questo momento dal Consigliere Tamone, e per di più ripeto per chi non avesse inteso quanto era già stato detto a suo tempo in Consiglio, e cioè che l'entrata del PSI in maggioranza era stata condizionata dall'accettazione di un documento comune sottoscritto da tutti i partiti e movimenti componenti la maggioranza, nel quale si prevedeva una serie di obiettivi che ha ritrovato puntuale riscontro nel progetto di bilancio; non si prevedeva né il progetto di finanziaria né quello della Camera di Commercio.

Questi tre punti, come pure un'infinità di altri, erano obiettivi del PSI: per quanto riguarda la finanziaria, è almeno da una dozzina di anni che il PSI sostiene questo progetto, mentre la Camera di Commercio, a nostro parere, dovrebbe essere la risposta alle esigenze di tutti i settori produttivi.

Il fatto di avere degli obiettivi che sono propri del PSI non vuol dire assolutamente, in maggioranze di coalizione, riuscire ad imporli alle altre forze, anche se chiaramente ci dovrà essere un contemperamento fra le esigenze di obiettivi di tutti i partiti e movimenti. Che poi nel bilancio trovi luogo anche il disegno di società finanziaria è un fatto positivo e, sebbene comprendiamo benissimo i dubbi espressi al riguardo dalle altre forze di maggioranza, riteniamo che ogni progetto, per ogni innovazione, debba essere in primo luogo ben progettato, in secondo luogo ben realizzato, ed il ultimo ben gestito. Sono tutti elementi che possono essere verificati a distanza di tempo, perché non è nella capacità di nessuno riuscire ad ipotizzare l'assoluta verità.

Ritengo abbastanza speciosa l'argomentazione fatta a proposito del PSI che voleva la Camera di Commercio la mattina per entrare in maggioranza, e poi il pomeriggio, dopo aver ottenuto l'accordo, il Presidente della Giunta ha espresso al riguardo parere contrario. Nell'accordo di maggioranza la Camera di Commercio non trovava luogo. Questo non vuol dire che sia impedito al PSI o ad altri partiti di sostenere in qualsiasi sede le proprie idee anche perché un confronto dialettico deve trovare tutti disponibili.

Siamo rispettosissimi delle opinioni e delle posizioni altrui e confidiamo che anche gli altri lo siano nei nostri confronti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON - (DC): A me pare che quando il pubblico si addensa in questa tribuna, tra questi banchi ci sia una maggiore voglia di parlare, di esporsi e di dare giudizi.

In questo senso si sta muovendo il dibattito di questa mattina, come coda del dibattito generale sul bilancio della giornata di ieri.

Ho ascoltato con molta attenzione quanto è stato detto. Per quel che mi riguarda e per quello che riguarda la D.C. devo solo dire che noi abbiamo fatto il nostro dovere nell'interesse della Valle d'Aosta e continueremo a farlo.

Lo abbiamo fatto al momento di portare in questa regione il nuovo riparto fiscale, lo abbiamo fatto con i nostri uomini quando altri uomini e altre forze erano latitanti o non erano così presenti.

Lo abbiamo fatto nella stesura di questo bilancio, che abbiamo contribuito a varare in questa maggioranza, con le discussioni e gli aggiustamenti che ci sono voluti. Non siamo stati egemonizzati, abbiamo portato il nostro contributo come ogni altra forza di maggioranza, e concordo a questo proposito con quanto diceva prima il Consigliere Lanivi a nome dei Democratici Popolari.

Quanto poi al "Deserto dei Tartari" che dovremmo temere, che il nostro segretario dovrebbe temere, a me pare che la D.C., se per certi versi trova delle difficoltà a trattare con i suoi alleati di maggioranza del governo centrale, abbia però sempre mantenuto una posizione coerente.

La D.C. segue la linea che il Congresso ha indicato e che è la linea del pentapartito, dell'alleanza con i partiti di democrazia laica e socialista. Con questa linea entra a far parte della maggioranza, altrimenti è all'opposizione, ma non è in maggioranza o all'opposizione con formule diverse pur di essere sempre e comunque al governo. Questa è la linea che perseguiamo, anche se è difficile ed in alcuni momenti crea degli ostacoli ad una collaborazione democratica. Mi viene in mente una citazione di Gobetti, che era, è vero, liberale, ma da liberale negli anni '20 attribuiva l'affermazione del governo fascista al mancato accordo fra Sturzo e Turati, fra i popolari democristiani ed i socialisti.

Noi non vorremmo ripetere oggi questo errore; quindi pur con tutte le difficoltà che la situazione comporta, ci assumeremo le nostre responsabilità ed anche se dovessimo andare all'opposizione, ci sentiamo di essere un partito popolare con radici abbastanza profonde da non essere sradicato, per poter continuare a rappresentare gli interessi e le idee di una grande fetta della nostra popolazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ):

Stamani ho sentito parlare di egemonia di questo su quel partito; il problema mi tocca abbastanza poco in quanto sono all'opposizione e intendo rimanerci e penso che nessuno possa accusarmi di cercare di modificare la mia posizione.

Vorrei però chiarire il perché sono all'opposizione di questa Giunta regionale. Secondo me c'è qui un comportamento ambiguo, da combattere, non tanto perché dannoso alle altre forze politiche, ma perché in ultima analisi è dannoso proprio a quella popolazione che intende, nelle affermazioni, difendere al massimo livello.

Ho parlato di comportamento ambiguo da parte dell'Union Valdôtaine in quanto la logica democratica vuole che i partiti siano interpreti non solo di un'ipotesi ideologica, ma anche di interessi particolari, a volte contrastanti, dei vari gruppi sociali che compongono la società. Questa è la realtà delle cose; la degenerazione di questa dialettica politica porta in alternativa alla formazione di gruppi di potere che superano questi interessi reali, che magari passano tra una classe sociale e l'altra, e si basano su quella degenerazione amministrativo-politica che è il clientelismo.

Vorrei far rilevare che la politica di questa Giunta è egemonizzata effettivamente dalle scelte politiche dell'Union Valdôtaine, che la caratterizzano. E' un movimento che sta giostrando una situazione politica difficile anche piuttosto bene, perché in effetti questa organizzazione politica, che in sede locale gestisce il governo e l'amministrazione regionale, dice di essere sempre e comunque ferocemente contro lo Stato accentratore, ma continua a sostenere con il massimo dell'impegno tutti quei gruppi che da un mucchio di anni a questa parte governano questo Stato con una politica denunciata quotidianamente come contraria al decentramento ed alle autonomie.

In qualche caso si tratta di un appoggio politico pieno e totale ai governi gestiti in prima persona dalla D.C. insieme ad altri partiti, che però hanno sempre avuto responsabilità minori rispetto a quelle della D.C., forza di governo maggioritaria; in altri casi è stato svolto un ruolo fondamentale nell'impedire che sorgessero all'interno di quelle coalizioni che governano a Roma questo Stato accentratore, momenti di crisi profonda.

Vorrei ricordare come l'astensione del Senatore Fosson all'Inquirente sia servito a salvare un uomo politico. Per salvarlo c'è stato un richiamo, come spesso fa il Presidente Andrione agli schieramenti politici, in quanto la generalità dell'opinione pubblica dava all'On. Rumor tutte le responsabilità di cui era accusato. E questo è un dato.

Questa Giunta, coerentemente con quella che è la dialettica politica, svolge un ruolo che la porta a difendere una serie di interessi in contrapposizione ad altri, e questa è una cosa assolutamente normale, non c'è niente di cui scandalizzarsi. Ritengo però che l'ambiguità stia nel fatto che attraverso l'accentuazione di tutte le problematiche sia culturali sia legate all'autonomismo, e la loro deviazione da quella che è la loro vera finalità - e poi cercherò anche di spiegare come questi valori non siano stati ben difesi - riesca a gestire anche quella che è la vera opposizione all'andazzo dell'economia, della cultura, delle cose locali, in pieno collegamento con quello che è l'andazzo che vede l'Union Valdôtaine e questa Giunta alleate alle forze di governo a Roma: sempre e comunque.

Per cui, ritengo che l'exploit del Presidente Andrione di ieri fosse un discorso rivolto prevalentemente all'interno dell'Union Valdôtaine; forse doveva venire incontro ad una serie di circoli di personaggi che, probabilmente, criticano all'interno dell'Union posizioni morbide nei confronti delle forze politiche che a livello di governo conducono il paese facendo delle scelte poco autonomiste.

Questo è poco ma sicuro, però questo comporta anche un certo pericolo, perché si corre il rischio che vengano sostenute anche in pubblici dibattiti delle tesi estremamente pericolose che non è il caso di sottolineare in questo momento. Ritengo che questa Giunta abbia difeso male gli interessi della popolazione valdostana, intesa come costituita da contadini, da operai, dagli strati popolari, la quale, pur non avendo la ricchezza di bilancio che ha in questo momento con il nuovo riparto fiscale, ha sempre potuto gestire un bilancio abbastanza ricco, perché da sempre ha avuto nei confronti di altre realtà tutta una serie di prerogative giuridiche ed amministrative che le consentivano di intervenire. Non è riuscita, per esempio, ad impostare uno sviluppo omogeneo del territorio, perché in seguito ad una politica che in qualche modo (anche se mai confessata apertamente) ha favorito la caduta del peso derivato dall'industrializzazione della regione, non ha voluto imporre dei vincoli a quell'industria che pare essere oggi prevalente nella realtà politica regionale: il turismo.

Se abbiamo un settore economicamente e culturalmente portante in questo momento in Valle d'Aosta, quello è il turismo, il quale però è il meno controllato dalla popolazione valdostana. Basta andare a vedere chi controlla dal punto di vista economico i grossi centri di sviluppo turistico della regione e, dal punto di vista culturale, quale difesa di cultura e delle tradizioni culturali della popolazione valdostana viene effettuata nei grossi centri a sviluppo turistico.

C'è stata una volontà ed un'azione politica da parte di questa Giunta per impedire questo scempio e del territorio e della realtà sociale valdostana?

Nessuna volontà in questo senso, ma piuttosto delle scelte che hanno favorito questo tipo di evoluzione della realtà valdostana. Ritengo che da moltissimi anni il bilancio regionale sia stato caratterizzato da quella voce poco scientifica che ho voluto sottolineare ieri, degli "Investimenti correnti". Significa che una grossa fetta degli investimenti sono stati sempre adoperati in un modo poco consono a come dovrebbero essere adoperati degli investimenti reali; sono sempre stati utilizzati per sviluppare la politica delle clientele, del contributo a pioggia, della sovvenzione, e non c'è mai stata una vera volontà di indirizzare questi mezzi, pochi o tanti che fossero, e gli strumenti amministrativi e giuridici - in confronto ad altre realtà amministrative decisamente molti - in opposizione a quello sviluppo politico, economico, sociale, derivato da scelte che vengono effettuate a livello nazionale e che stiamo subendo con assoluta tranquillità, salvo poi cercare di utilizzare il malcontento indirizzandolo contro lo Stato oppressore, senza identificare con precisione quali sono le forze politiche che lo gestiscono. Sono coloro che detengono il potere all'interno dello Stato che impediscono il decentramento e le autonomie.

Questo bilancio non modifica per niente quello che è l'andazzo di questi anni, ma anzi lo si può considerare un inno, vista la maggiore disponibilità di fondi, a quel meccanismo che dicevo prima, dell'investimento corrente.

Questo bilancio è una cavalcata del contributo o una Saga della sovvenzione, se si preferisce. E continuano ad essere vaghe e poco delineate tutte quelle scelte politiche e programmatiche che in qualche misura potrebbero opporsi alla linea di tendenza assolutamente prevalente. Secondo me, anche quando si fanno delle scelte, vengono fatte in questa direzione. Voglio riferirmi a quella che ho già sottolineato ieri e voglio sottolineare nuovamente oggi, di voler costruire l'autostrada sino a Courmayeur.

Questa decisione non faciliterà sicuramente lo sviluppo delle popolazioni dei paesi attraversati da questa autostrada, che saranno tagliati fuori, ma servirà solo a rivalutare ulteriormente il valore degli alloggi di Courmayeur, di proprietà abbastanza poco dei valdostani, e valorizzare gli impianti (sempre di Courmayeur) di proprietà di Savoretti, che non ha radici molto profonde in Valle d'Aosta.

Con questa autostrada si valorizzeranno scelte operative fatte da gruppi finanziari importantissimi - ed adesso possiamo intuire come sono stati gli spostamenti di personaggi tra i vari Casinò qui vicino - quando sarebbe possibile, spendendo molto meno, sviluppare dei collegamenti che effettivamente si pongano l'obiettivo non solo di facilitare il traffico, ma anche di valorizzare quelle aree e quelle isole di territorio che diventano quasi automaticamente depresse, in quanto abbandonate dalle strade di grande viabilità. Sarebbe possibile cercare di ottenere uno sviluppo turistico diffuso nel territorio, ma bisogna avere il coraggio di fare delle scelte che si oppongono pesantemente all'esistente, di assumere posizioni politiche che derivano dallo scontro con questi gruppi di potere, che probabilmente condurrebbero a rapporti politici diversi nel governo centrale.

Per tutti questi motivi ribadisco la mia opposizione a questo bilancio, il fatto di essere o meno egemonizzato dal PCI in quanto opposizione, mi interessa abbastanza poco, il problema circa la, caratterizzazione della Giunta regionale mi pare di averlo espresso ed il fatto che sia un'egemonia unionista non mi fa modificare assolutamente nulla. Anzi, per i detti motivi, questo accentua la mia collocazione rispetto a quella che è un'opposizione di una coalizione di forze politiche che fanno riferimento a principi da una parte ed ad interessi - soprattutto economico-sociali - diversi dall'altra.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI - (DP): Voglio fare dei chiarimenti perché probabilmente non mi sono espresso bene.

Voglio dire che il Consigliere Minuzzo mi ha attribuito intenzioni che sono esattamente il contrario delle cose che ho detto. Preciso che non mi sta bene un'impostazione ed una visione politica che veda due protagonisti, in questo caso l'Union Valdôtaine ed il PCI, rispetto alle quali le altre forze risultano forzatamente subalterne.

Ho voluto dire che sia fra le forze di maggioranza che fra quelle dell'opposizione, esistono forze che con la loro dignità e tradizione svolgono il loro ruolo all'opposizione ed in maggioranza.

Gli interventi del Consigliere Lustrissy, ieri, dei Consiglieri Fosson e Tamone stamani, dello stesso Consigliere Minuzzo, in definitiva hanno sostenuto questo. Il fatto che il Consigliere Tamone abbia detto - e lo possiamo dire anche noi - "la Finanziaria ci sta bene fino ad un certo punto", sta a testimoniare che all'interno della maggioranza non esiste un piattume, ma anche una diversificazione, un'articolazione di posizioni, così come vogliono le regole democratiche; così pure all'opposizione, dove giustamente il Consigliere Minuzzo ha tenuto a sottolineare l'originalità, o almeno la particolarità, della sua posizione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (UV): L'effervescenza mattutina, dovuta ai corroboranti sonni notturni, non giova certo a questo Consiglio e, dopo gli interventi che abbiamo udito, mi sembra di trovarmi anziché in un'aula di un Consiglio regionale, in tutt'altro luogo.

Infatti, con grandissimo stupore abbiamo appreso che un po' tutti i partiti che intendono fare parte di una maggioranza devono rinunciare a qualcosa dei propri programmi, e questo è stato contrabbandato come un grosso scandalo.

Allora il PSI rinuncia ad una parte del suo programma, così i Democratici Popolari e così l'Union Valdôtaine. Questo veramente è un linguaggio che non mi aspettavo di udire da parte di Consiglieri regionali, e cioè da persone che dovrebbero essere bene informate su quelle che sono le regole della democrazia della quale facciamo parte.

Se quindi, con stupore, si affermano cose del genere, mi chiedo quale credibilità si può dare alle osservazioni ed alle lamentazioni che sono state portate al bilancio regionale da coloro che tali affermazioni fanno.

Ma ne abbiamo sentite anche delle altre; non voglio fare del nominalismo, ma ho l'impressione che ciascuno utilizzi verbi, aggettivi, sostantivi come meglio ritiene, senza tener conto dell'accezione propria con la quale queste parole vengono usate. Per cui, si parla ad esempio di egemonia dell'Union Valdôtaine quando di egemonia non si tratta, bensì di peso politico diverso che il consenso dei cittadini le conferisce, cosicché tale peso non può non essere riconosciuto - sempre in termini assolutamente democratici - anche da coloro che fanno parte della maggioranza, di cui è parte integrante l'Union Valdôtaine.

Ma c'è di più; oltre che forza egemone, l'Union Valdôtaine è totalitaria (e chi afferma questo, in quest'aula lo fa indiscriminatamente) ed impone a ciascun rappresentante di movimento o partito presente in Consiglio la difesa della minoranza etnica valdostana.

Consigliere Mafrica, è questo atteggiamento mentale che è totalizzante, perché non ho mai sentito da parte del Consigliere Berti, o letto nei giornali sui quali scrive, che intende difendere la minoranza etnico-linguistica valdostana.

Non mi pare che la sua funzione tra l'altro sia questa. Noi, come Union Valdôtaine, lo rivendichiamo come obiettivo principale della nostra azione politica, ma ciò non significa che rivendichiamo unicamente per noi questa funzione. Sta di fatto però che, per quanto riguarda la nostra azione politica, questo lo rivendichiamo senz'altro.

Se altri lo intendono fare, per carità, lo facciano, non li contesteremo perché siamo veramente dei democratici e non dei totalizzanti, a differenza di quanto malauguratamente emerge, quando il PCI si esprime nei termini a lui propri.

Abbiamo appreso un'altra cosa estremamente interessante e cioè che l'unico motivo di validità presente nel bilancio che stiamo esaminando, è l'adesione del Consiglio regionale a partecipare in forma concreta, per quanto limitata rispetto all'enormità del problema, alla lotta alla fame nel mondo.

L'ordine del giorno per la fame nel mondo non fa parte integrante del bilancio, è solo un'affermazione di volontà che tutto il Consiglio regionale ha assunto nei confronti di questo problema; ma se effettivamente il bilancio regionale fosse valido solo per questo, mi chiedo cosa ci stiamo a fare in quest'aula, perché se è pur vero che le scelte presentate dalla maggioranza possono non soddisfare appieno le aspettative dell'opposizione, la quale si trova sul fronte opposto anche perché fa scelte diverse da quelle della maggioranza, nessuno ha ancora fatto rilevare qua dentro che per la prima volta in questo Consiglio si discute di un bilancio così cospicuo ed importante che, nonostante le lamentazioni sterili e controproducenti fatte troppo spesso dall'opposizione, inciderà non poco nella realtà della comunità valdostana e noi riteniamo in modo concreto e positivo.

Non si può venire a dire che un bilancio di oltre 400 miliardi è valido solo perché il Consiglio regionale ha votato un ordine del giorno per la fame nel mondo, senza arrivare all'assurdo, perché in questo bilancio, a parte la distribuzione dei cosiddetti sussidi, si prevedono delle scelte di qualità che qui dentro sono state rivendicate spesso dall'opposizione, come la questione della viabilità internazionale, spessissimo affrontata dall'opposizione, per la quale ha richiesto che la maggioranza facesse delle scelte qualificanti. Benissimo, una scelta qualificante questa volta c'è, come pure un impegno preciso a far sì che finalmente coloro i quali hanno la responsabilità di intervenire in questo settore si decidano a farlo, perché si sappia a chiare lettere che le strade nazionali o le autostrade, non è il governo regionale, non è il Consiglio regionale a doverle pagare quelli che si preoccupano di dire che parte di questi denari che la Valle d'Aosta riceve non le sarebbero dovuti, sappiano che si spendono soldi anche per interventi di precipua e specifica competenza dello Stato.

Per quanto riguarda l'autostrada, Consigliere Carlassare, si è parlato, e si è anche scritto, di un impegno a fare in modo che questa venga realizzata, ma non si è ancora detto come. A questo, noi dell'Union Valdôtaine, teniamo molto; mi sembra che i Consiglieri regionali dimentichino cosa è successo prima dell'attuale legislatura. Siamo Consiglieri regionali di questa legislatura, è vero, ma quando interveniamo sui vari argomenti non possiamo dimenticare cosa questo Consiglio regionale ha fatto in precedenza.

Al Consigliere Carlassare ricordo che per quanto riguarda la difesa del territorio, l'Union Valdôtaine è sempre stata all'avanguardia.

All'inizio degli anni '60 l'allora Presidente della Giunta, Marcoz, aveva portato in questo Consiglio una legge secondo la quale tutta la Regione Autonoma della Valle d'Aosta era sottoposta al vincolo paesaggistico. Poi, a seguito dell'interesse rivolto da grossi speculatori alla conca del Breuil per fare quello che poi è stato fatto, la Corte Costituzionale, nel 1963, ha dato torto alla Regione Autonoma Valle d'Aosta e in quell'occasione la nostra regione tutta intera "ha perso il treno" (passatemi l'espressione), ma non per colpa nostra, non perché non avessimo la volontà di opporci, ma perché ci è stato impedito, e così è stato per altri settori.

Quindi, l'autostrada vedremo come farla e ne discuteremo qui, perché siamo veramente dei democratici e vogliamo il confronto diretto con il Consiglio regionale e con i cittadini in primo luogo, perché le scelte abbiamo la coscienza di farle in funzione degli interessi della comunità.

Sempre a questo proposito, vorrei aggiungere, per ricordarlo a chi lo ha dimenticato, che in quest'aula l'unico partito o movimento che ha votato contro la legge di Pila è l'Union Valdôtaine. La convenzione è un altro discorso, è un momento successivo, ed il Consigliere Mafrica, che ha una mente matematica, dovrebbe avere almeno un minimo di senso logico e riconoscere che una legge che già esiste e che prevede determinate cose, o modifica una precisa volontà politica, oppure dà attuazione, secondo uno dei principi fondamentali per cui le leggi esistenti debbono essere rispettate ed attuate, principio che spetta per primo al Consiglio regionale di osservare.

Ripeto che all'epoca siamo stati gli unici a votare contro, così come abbiamo impedito, per esempio, che si facesse la speculazione in quel di La Salle.

Come giustamente ha detto il Consigliere Tamone, non bisogna dire le mezze verità, le cose bisogna dirle per intero se vogliamo essere seri e corretti, e soprattutto ricordiamoci di servirci delle parole secondo il loro vero significato, altrimenti si crea della confusione qua dentro, impedendo anche agli altri di capirci e favorendo determinati atteggiamenti dei giornali e dei cittadini nei confronti della classe politica. Non mi pare che la cosiddetta coda di stamani sia stata un fatto qualificante per questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE: Proprio a proposito della coda di stamani, che è da considerare un fatto tipicamente politico, la Presidenza considera questi interventi come dichiarazioni di voto e chiede in tal senso anche la collaborazione dei colleghi Consiglieri, in quanto non si ritiene di dover strozzare questo dibattito che ha preso avvio da una conclusione parziale della discussione generale di ieri.

Vi ricordo che stiamo trattando della legge 346 e raccomando ai colleghi che interverranno di essere il più possibile sintetici.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Clusaz; ne ha facoltà.

CLUSAZ - (UV): Vorrei dire al Consigliere Carlassare che non è vero che il voto determinante del Senatore Fosson ha messo definitivamente fine alla vicenda Rumor, perché bastava che i parlamentari iscritti ai rispettivi partiti che durante l'inchiesta avevano votato contro l'archiviazione, avessero raccolto le loro firme, per portare nuovamente Rumor sul banco degli imputati. Se non l'hanno fatto, c'era un motivo.

Per quanto riguarda il Consigliere Minuzzo, che dice che l'Union Valdôtaine monopolizza la maggioranza, e si è riferito come prova di ciò alle richieste della Finanziaria e della Camera di Commercio poste dal PSI per la sua entrata in maggioranza, alle quali il giorno dopo il Presidente della Giunta avrebbe detto di no, a me pare che il Consigliere Minuzzo abbia un pò il dente avvelenato perché il PSI è entrato in maggioranza e lui ne è uscito.

Parlo a titolo prettamente personale perché non vorrei che questa affermazione venisse a ricadere sul mio movimento e diventasse oggetto di speculazione. Quando il PSI è uscito dalla maggioranza, per poco all'interno dell'Union non si è scatenato il finimondo. Eravamo tutti preoccupati di cosa sarebbe successo. Io mi vedevo già in cucina, come nei caroselli della R.T.A. ma accanto al Presidente della Giunta e l'Assessore Viglino, "al di qua" della barricata; e non più nella "stanza dei bottoni". Non sono stato un buon profeta, non è successo niente; per un anno e mezzo abbiamo cercato l'anima gemella e, finalmente, dopo averla trovata, ci siamo accorti di avere dalla nostra parte una forza non inferiore a quella persa, con un peso numericamente doppio e, soprattutto, di averla ottenuta ad un prezzo non superiore alla precedente. Ci siamo detti: una delle quattro emergenze che turbano il sonno al Presidente Spadolini è superata. Non c'era nemmeno l'inflazione del 16%. Caro Consigliere Minuzzo cosa ci vuol fare, per un socialista che ne esce, due ne entrano. Le maggioranze e le minoranze bisogna vederle un pò come i matrimoni e le fortezze, chi è dentro vuole uscire, chi è fuori vuole entrarci.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon; ne ha facoltà.

BORDON - (DC): Non avevo nessuna intenzione di prendere la parola, almeno in questo momento, perché, per dirla un po' in sordina, già avanti nell'età ed avviato sul viale del tramonto, è il 27° bilancio di previsione che discuto in quest'aula, e se a qualcuno questo potrebbe anche non far piacere (ma non credo perché siamo fra amici), indubbiamente qualcun altro avrebbe voglia di dire basta; il basta lo diciamo io e gli elettori, ma qui dentro non si dice, tanto per puntualizzare.

Ma il problema si presentava in modo diverso. Effettivamente, il Consigliere Pedrini mi ha stroncato un po' dicendomi di parlare al momento opportuno, ed ha ragione il Consigliere Pedrini; ieri volevo prendere la parola ed ho qui i miei appunti, come li abbiamo tutti, perché di necessità ne abbiamo tutti e tanta.

Ma su quello che può riguardare le maggioranze non voglio neanche entrare in discussione.

Quando sono arrivato qui, il Consigliere Fosson, con il rispetto del giovane dovuto all'anziano, mi ha aggiornato sulla situazione e sul dibattito e gli ho detto che ha fatto molto bene, ma che al suo posto io non avrei neanche risposto.

Abbiate pazienza, è da un po' di tempo che la Democrazia Cristiana me la lasciano tranquilla, e questo mi annoia terribilmente, perché in questa aula con Consiglieri regionali e Presidenti di Giunta diversi, abbiamo discusso e fatto le impostazioni politiche regionali per tanti anni, ad un certo momento, quando si è all'opposizione, qualcosa bisogna pur dire. Infatti, come già dissi anche in Commissione Affari Generali ad un amico dell'opposizione, vorrei quasi affiancarmi a questi oppositori per dar loro un colpo di mano, non che ne abbiano bisogno perché l'opposizione la sanno fare, ma perché deriva spontaneo in occasione della discussione di un bilancio come questo; come pure le discussioni venute fuori ieri su determinate situazioni politiche di maggioranza che si creano e che non si creano; ma ricordatevi - e lo dico per quelli che non c'erano - che qui dentro è stato fatto un compromesso programmatico con il PCI. Abbiamo portato Dolchi alla Presidenza del Consiglio, abbiamo trattato un Assessorato al Turismo, abbiamo cercato di portare avanti sempre delle maggioranze che finissero per dare un risultato positivo, perché questo è lo scopo di tutti noi in questo Consiglio.

Naturalmente ha detto bene il Consigliere Clusaz, mi avvalgo dell'ultima battuta: "per un socialista che esce, due ne entrano", la politica è un continuo addivenire. Le cose cambiano attraverso gli anni, basta confrontare per esempio la posizione del PCI in Italia qualche anno fa con quella che è oggi. Non dobbiamo stupirci di questi cambiamenti. Naturalmente non ci dobbiamo stupire che la minoranza prenda determinate posizioni, altrimenti cosa ci starebbe a fare? E se non ci fosse neanche una minoranza che ci fa dell'opposizione, la dovremmo fare noi, membri della maggioranza, tanto per fare un dibattito, o non ne viene fuori più niente.

Non entro nell'affare degli accordi dell'Inquirente; cose del genere vengono fuori regolarmente, anzi ne parleremo probabilmente in altra sede ed in altra occasione. Ci sono delle cose che si possono sempre riguardare, naturalmente qualche volta ci si incavola un pò, perché abbiamo una Camera dei Deputati con 630 deputati dove ci sono dei partiti democratici nel vero senso della parola, il cui senso non vorrei nemmeno mettere in dubbio, ipotizzando che ad un certo momento quasi quasi ti dettano legge. Quindi, se dovessi fare una discussione non la farei adesso, altrimenti non finisce più. Ma con il PSDI abbiamo trattato, lo abbiamo chiamato al governo quando ne potevamo fare anche a meno, e lo abbiamo fatto volentieri, ed oggi lo sentiamo come il più grande, forse, ed accanito avversario della D.C.

Ma questa si vede che è la sua convenienza, perché spera di andare ad elezioni anticipate, magari fregandosene di tutto l'interesse della nazione, e di poter acchiappare dei voti da una parte e dell'altra, favorito dal momento politico.

Ma, questo modo di agire rientra nella naturale fase della politica, anche se si deve guardare, qualche volta, di fare meno politica e più amministrazione. Per esempio, queste continue richieste di elezioni anticipate non fanno certamente bene al paese, specialmente in un momento in cui l'economia è quella che è; ma non mi stupisco più di niente perché ormai ne ho viste tante.

Continuo un attimo, così evito forse di riprendere la parola più tardi.

Qui dentro ci sono delle perplessità; a chi dice che questo bilancio non è un bilancio impostato bene, si può rispondere che non c'è mai niente di perfetto.

Fui Assessore alle Finanze dal '65 al '69 ed è un periodo che ricordo con piacere perché portammo 20 e più miliardi alla regione, in base ad un articolo 12 che fece andare in bestia il Consigliere Andrione, perché si trattava del famoso articolo 12 che permetteva di aprire e chiudere i rubinetti. Quello alle Finanze è un Assessorato che non è gradito a nessuno e che a tutti sconsiglio di accettare, perché qui si fanno le funzioni del padre di famiglia. Però, allora, quale Assessore alle Finanze ricordo che mi presentavo in Consiglio dicendo che i bilanci più perfetti che si potevano presentare in Valle d'Aosta erano quelli che avevamo presentato noi. Invece, quando sono stato all'opposizione, ho sempre detto tutto il contrario, i bilanci, quando si era al fronte del leone, erano tutti una schifezza.

Naturalmente, bisognerebbe sempre prendere la strada di mezzo, però la discussione era un'altra. Vi dico che questo bilancio è un bilancio che forse non tutti ci aspettavamo di questa entità; non è giusto che si parli di una massa di denari, in quanto sono dei denari che abbiamo in un bilancio regionale che si ripeterà, perché non finisce né quest'anno né quello venturo; invece, il problema base, per quel poco di esperienza che ho acquisito, consiste nella priorità, nel vedere cosa dobbiamo fare prima e cosa dopo.

In particolare ci sono alcune considerazioni da fare; ad esempio, quando sento parlare di autostrada o di superstrada con carattere autostradale, dell'ospedale di Aosta o di quello di Beauregard, devo dire che qui, quando si è trattato di prendere delle botte in testa me le sono prese; per l'ospedale Mauriziano il decreto lo abbiamo firmato, lo ha firmato la Presidenza, pur sapendo che potevano venirci anche dei fastidi, ma volevamo evitare quella corrente di ammalati che continuava ad andare in Svizzera, creando qui un ospedale funzionante.

Penso che l'équipe medica, paramedica, il personale dell'ospedale, vadano bene, il miglioramento netto c'è stato; naturalmente io protesto ancora sull'ambiente, e l'ho già detto all'Assessore Rollandin, e ne parleremo perché se lo faccio adesso, non ne parlerò più quando discuteremo del bilancio articolo per articolo.

Siamo stati in collegio, abbiamo fatto il corso allievi-ufficiali, abbiamo dormito nelle camerate, ma non ritengo giusto che un ammalato debba essere ospitato in un ospedale che ha delle camerate di 5-6 persone.

L'autonomia, l'abbiamo discussa per tanti anni e su questa possiamo dire la nostra parola con tranquillità. Ieri, il Presidente Andrione ha parlato di una autonomia che non è ancora la nostra, ed anche per me non è ancora la nostra. Ci siamo battuti, avremmo voluto avere la "petite république", perché una piccola repubblica valdostana sarebbe stato il massimo che potevamo avere, naturalmente non per delle annessioni. Ecco perché ci siamo divisi in Valle d'Aosta; per me sarebbe stata una grossa fesseria l'annessione alla Francia là dove oggi non vediamo ancora attuato nessun decentramento, e se volete informazioni più precise andate in Corsica.

Avremmo voluto qualcosa di più; ma se in questa autonomia, voluta, che ci spettava di diritto, e per la quale si sono battuti tanti valdostani per tanti anni e durante il periodo partigiano, non riusciamo a dare la salute pubblica ai nostri cittadini, non riusciamo a dare una pensione ai pensionati che li faccia vivere degnamente, non riusciamo ad adoperarci, come invece si sta facendo, il più possibile per questa lingua francese che è quella che ci ha fatto avere questa autonomia, allora signori abbiamo fallito in pieno, perché a me non interessa che ci siano 400 miliardi, se viene meno parte di questi presupposti.

Tanto per cominciare, dobbiamo farci un esame di coscienza perché adesso vogliamo tutti l'autostrada il più presto possibile, in linea di massima anche l'autostrada non a pedaggio, perché questa è la preoccupazione; però noi abbiamo portato in questo nostro Consiglio 5 miliardi che avevamo avanzato per andare con l'autostrada fino a la Grenade, progetto che è stato bocciato qui, come risulta dai verbali.

Ma Beauregard l'abbiamo portato fuori nel '69-'70, sta finendo adesso dopo 11 anni e andate a vedere chi lo ha portato avanti, chi ha fatto l'opposizione. Qui non è questione di andare a fare il processo al passato; ieri stavamo parlando dell'inceneritore, e ci sono voluti 11 anni prima di portare a fine questo problema; un giorno si voleva l'inceneritore per l'elettricità, un altro giorno per i concimi, un altro ancora per il compostaggio. Eravamo diventati tutti professori in materia.

Queste sono le cose che dobbiamo esaminare, ed adesso mi sto scaldando, forse erroneamente ma un pò di passione ce l'ho ancora, perché altrimenti, perché abbiamo ottenuto questa autonomia?

Volevamo togliere la burocrazia centrale, e quasi quasi, facciamo qui una burocrazia più grave di prima, perché le cose vanno a rilento, perché qualche volta in queste famose Commissioni, dove stanno in dieci, ci sono 16 idee perché ognuno ne ha due, una ufficiale e l'altra di ricambio, e forse tre, perché una deve essere politica. Queste sono le cose che vorrei dibattere in questo bilancio di previsione, però ce ne sarebbero ancora delle cose da dire, le ripeterò magari dopo.

Per me questo bilancio ha solo una cosa, e mi riservavo - se sarò presente - di parlarne nelle dichiarazioni di voto, con il permesso dei miei amici; è un bilancio bellissimo, come ho detto prima, con impostazioni nuove, quali la Finanziaria. Ma mi fanno ridere, quando discutono della Finanziaria, ma da anni parliamo di Finanziaria. Abbiamo sempre avuto qui le nostre preoccupazioni, perché bene ha detto l'Assessore Ramera: la Finanziaria non deve essere un carrozzone, non deve essere l'EGAM di Einaudi, dove si devono dare dei contributi soltanto a quelli che non vanno più avanti, e questa atmosfera esiste già in Valle.

La Finanziaria dovrebbe essere quella che dà i denari a basso tasso di interesse, vedremo poi il suo funzionamento. Per esempio, di decentramento avevamo già parlato tanti anni fa. Cosa ne viene fuori? Viene fuori questo, e lo dicevo al Consigliere De Grandis, io mi riservo una cosa sola - a parte tutte queste cose che ho detto così, a braccio, perché non pensavo di prendere la parola stamani - e chiamerò in aiuto tutti i Consiglieri.

Quanto è previsto qui sopra noi dobbiamo attuarlo, cosa che invece non capita sempre, perché qui il bilancio di previsione viene discusso e per farlo ci mettiamo tre o quattro giorni, il tempo che è necessario. Quando facciamo il conto consuntivo, lo dicevamo con il Consigliere De Grandis, vediamo che ogni volta che lo portiamo in discussione, passa in dieci minuti.

La previsione è una cosa importante, ma io posso prevedere due lune nel pozzo e se poi non ne porto neanche la metà ho mancato ai miei compiti.

Quindi l'attuazione di quanto è scritto qui deve contare. Non si è parlato di programmazione, ma da tanti anni ne parliamo. Avevamo dei Presidenti, oggi presenti in Consiglio, i quali ricordo che non avevano fiducia nella programmazione, ma come si vedeva procedere la cosa, non si poteva arrivare ad una conclusione valida. Mi ricordo che ad un certo momento un Presidente della programmazione ci mandò con una carriola 17 volumi, che ho ancora adesso a casa in biblioteca - li ho letti una volta e non tutti, solo i settori che mi interessavano - ma sono lì, nessuno li ha potuti attuare; ma il dire oggi che non si è applicata la programmazione, non lo trovo giusto.

Se per caso avessimo applicato una programmazione fino da oggi, certamente qualcuno qui dentro avrebbe detto: "Voi già impegnate la regione dopo il 1983. Credete di rimanere sempre al potere voialtri"?

E' un anno di preparazione in cui dovremo studiare molto bene questa programmazione, dibatterla, e chi arriverà nell'83 dovrà applicarla o modificarla, avrà tutte le facoltà, con un bilancio che ha una certa importanza.

Sempre a proposito della programmazione, ogni tanto se ne parla ed io mi diverto un mondo, sarà arche il mio carattere che mi ha consentito di stare qui per tanti anni, ma vai alla TV, arriva un bravissimo signore, competentissimo, che ti dice che questo bilancio va abbastanza bene, è raddoppiato: da 200 miliardi è diventato 400 miliardi, però è un bilancio ottocentesco.

Io sono rimasto lì a pensarci un po', ho detto va bene, sono quasi dell'ottocento, ma non ho capito cosa intendesse con bilancio "ottocentesco".

Naturalmente il cavallo di battaglia per la critica è la programmazione: lì la programmazione ci doveva essere a tutti i costi, però se poi li chiami per vedere quello che si deve applicare, non lo sanno. D'altronde, vediamo degli articoli - li ho qui dentro - e se sarà necessario avremo ancora altre dichiarazioni da fare, ma oggi cerchiamo soltanto, tutti d'accordo, di portare avanti nel migliore dei modi questo problema. Consentiamo alla opposizione di dire tutto quello che ha da dire, perché è questo pungolamento che fa andare avanti la democrazia, e dove questo pungolamento manca, e non voglio fare delle battaglie perché questa non è la sede, ad esempio in certi altri parlamentini la programmazione la si fa, poi se i piani quinquennali vanno a carte quarantotto con una regolarità matematica è un altro discorso, ma intanto si è dibattuto, si è approfondito, ecc., si sono fatte insomma un sacco di parole.

Invece a tutti voi dico che questo bilancio è meraviglioso, lavoriamo tutti insieme per portarlo a compimento. Si capisce, il perfezionamento non c'è, la cosa perfetta non esiste, ed adesso avremo dei problemi da risolvere quale ad esempio quello dell'autostrada e dell'ospedale.

Dicevo ieri all'Assessore Rollandin: "non la invidio perché il suo è l'Assessorato più balordo in questo momento." E' doloroso dirlo, non andiamo a vedere che a Roma hanno voluto la riforma sanitaria, ma effettivamente è stato un fallimento generale. Questo lo riconosciamo tutti e dopo che lo abbiamo riconosciuto, ci divertiamo a criticarlo? No, dobbiamo caso mai divertirci a creare qualcosa per modificarlo. Per esempio, ci sono problemi che non voglio toccare altrimenti potrebbe sembrare che faccio della demagogia, ma ieri sera alla TV mi sono sorbito Pannella a Tribuna Politica e vi garantisco che sulla fame nel mondo uno rimane un pò perplesso, innanzi tutto per questo signore, che è anche un buon oratore, sono tutti dei mentitori, degli incapaci, il socialista Lagorio è immondo, i comunisti poi non parliamone, la D.C. lasciamola lì. Non è la D.C. che ha permesso per 35 anni, con tutte le magagne, la troppa libertà che c'è in Italia? No, questo non lo ricordiamo mai, ricordiamo solo le magagne. Per la fame nel mondo, ieri si arriva qui tutti con il cuore tenero, perché il problema ci impressiona tutti quanti; arrivano qui con lo 0,50% di bilancio, se non sbaglio Consigliere Carlassare, faceva 2 miliardi.

Sono stato bravo qui, cerco proprio di star bravo. E il Consigliere Pedrini parla di lirette, scherziamo. Come se io arrivassi e dicessi: per la fame nel mondo infiliamo 2 miliardi. Ma se diciamo da anni ed anni che il meridione - adesso faccio della politica e non voglio - per colpa del Consigliere Fosson non è ancora a posto, a chi dunque dobbiamo venire incontro? A uno verrebbe quasi voglia di dire, cominciamo a curare le miserie in casa nostra, perché nessuno ce le viene a curare da fuori. Però non lo diciamo questo, ma diciamo piuttosto: facciamo le cose quando è possibile, con la dovuta serietà che tutti noi cerchiamo di impiegare in questa Valle, dove da tanti anni andiamo avanti e dove un certo progresso c'è stato.

Naturalmente abbiamo disoccupazione e tanti altri problemi che ci fanno anche dire che è l'ora di finirla di portare delle industrie in Valle d'Aosta forzate, come se io facessi una piantagione di qualcosa e la mettessi in un ambiente che non è il suo. Li faccio venire dando loro dei denari, capannoni, le rubinetterie, poi cento operai; per prendere cento operai spendo 150 milioni a testa come posto di lavoro. I cento operai si riducono a cinquanta, e dopo due o tre anni che sono qui non vanno più avanti. Tu, regione, dammi dei denari a basso tasso d'interesse: ma come si fa? Non è questa l'Amministrazione pubblica, quindi, ben venga questa Finanziaria, sempre a condizione che le porcate che la regione non ha potuto fare e che non può fare per legge, non le faccia la finanziaria.

Ecco il discorso. Sono andato forse un pò fuori del seminato, ma questo succede a chi parla a braccio ed a chi è un pò svanito di memoria, come lo sono io, anche se certe cose me le ricordo e, quindi, per adesso, vi ringrazio e vi chiedo scusa se vi ho rotto le scatole troppo a lungo.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, in questa coda, come l'avevo voluta chiamare, oltre ad aver discusso il seguito di quanto è avvenuto ieri in sede di discussione generale, sono state anticipate già molte considerazioni sulla legge 347, cioè sul bilancio. Richiamo allora la vostra attenzione sul fatto che ci troviamo a votare adesso la legge 346, per la quale considero che siano già state fatte anche dichiarazioni di voto abbastanza precise, quindi passerei alla richiesta ai colleghi di volersi pronunciare con il voto sugli articoli.

Metto pertanto in votazione l'art. 1 letto in precedenza:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:

(Disposizioni in materia di difesa del suolo, forestazione e difesa dei boschi)

Art. 2

Per l'esecuzione di opere di sistemazione idraulico-forestale e di difesa da valanghe, nonché di difesa idrogeologica del suolo, le autorizzazioni complessive di spesa di cui agli artt. 4 della legge regionale 29.1.1980, n. 5 e 3, della legge regionale 23.3.1981, n. 16, sono rideterminate, per l'esercizio 1982, nella somma totale di i i r e 11.850.000.000 così suddivise:

capitolo 28510 L. 6.000.000.000

capitolo 28530 L. 2.300.000.000

capitolo 28250 L. 3.000.000.000

capitolo 28260 L. 50.000.000

capitolo 28560 L. 500.000.000

Metto in votazione l'art. 2 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:

Art. 3

Le autorizzazioni di spesa di cui agli artt. 9 della legge regionale 29.1.1980, n. 5 e 4, lett. b), della legge regionale 23.3.1981, n. 16, per gli interventi intesi alla conservazione e all'incremento del patrimonio boschivo e forestale, sono rideterminate, per l'esercizio 1982, in complessive lire 2.595.000.000 così suddivise: capitolo 28810 L. 100.000.000

capitolo 28850 L. 45.000.000

capitolo 29050 L. 500.000.000

capitolo 29060 L. 1.450.000.000

capitolo 29180 L. 500.000.000

Metto in approvazione l'art. 3 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4:

(Disposizioni in materia di agricoltura)

Art. 4

Le autorizzazioni di spesa di cui agli artt. 1, lett. b), e 7 della legge regionale 29.1.1980, n. 5 e 6 della legge regionale 23.3.1981, n. 16, per gli interventi nel settore delle infrastrutture destinate alla raccolta, conservazione, manipolazione e trasformazione di prodotti agricoli, nonché per macchine ed attrezzature agricole sono rideterminate, per l'esercizio 1982, in complessive lire 3.700.000.000 così suddivise:

capitolo 31750 L. 2.300.000.000

capitolo 31850 L. 200.000.000

capitolo 31950 L. 1.200.000.000

Metto in approvazione l'art. 4 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5:

Art. 5

Per gli interventi nel settore delle infrastrutture in agricoltura di cui alla legge regionale

14.8.1962, n. 17, l'autorizzazione di spesa di cui all'art. 6 della legge regionale 29.1.1980, n. 5 è rideterminata, per l'esercizio 1982, in lire 1.000.000.000 (cap. 31900).

Metto in approvazione l'art. 5 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6:

Art. 6

L'autorizzazione di spesa di cui all'art. 7 della legge regionale 23.3.1981 n. 16 è elevata, per l'esercizio 1982, a lire 1.200.000.000 (cap. 32000).

Metto in approvazione l'art. 6 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 7:

Art. 7

E' autorizzata, per l'esercizio 1982, la spesa di lire 1.000.000.000 per la concessione di contributi al fine di favorire l'attuazione delle norme sullo sviluppo di cooperative di meccanizzazione agricola (cap. 32050).

Metto in approvazione l'art. 7 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 8:

Art. 8

Le autorizzazioni di spesa di cui agli artt.12 e 13 della legge regionale 29.1.1980, n. 5, sono rideterminate, per l'esercizio 1982, in complessive lire 950. 000.000 (cap. 32100).

Metto in approvazione l'art. 8 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 9:

Art. 9

Per gli interventi previsti dalla legge 27.12.1977, n. 984 nel settore dell'irrigazione, l'autorizzazione di spesa, recata dall'art. 9 della legge regionale 23.3.1981, n. 16 è ulteriormente elevata, per l'esercizio 1982, di lire 1.400.000.000 (cap. 32200).

Metto in approvazione l'art. 9 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 10:

Art. 10

Per gli interventi previsti dalla legge regionale 3.1.1977, n. 1 nel settore delle strutture finanziate dalla CEE, l'autorizzazione di spesa recata dall'art. 1, lett. e), della legge regionale 29.1.1980, n. 5 è ulteriormente elevata, per l'esercizio 1982, di lire 1. 000. 000. 000 (cap. 32350).

Metto in approvazione l'art. 10 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 11:

Art. 11

Le autorizzazioni di spesa recate dagli artt. 4, lett. a) e b), della legge regionale 23.3.1981, n. 16 sono elevate a lire 950.000.000 per ciascuno degli esercizi 1982 e 1983 (cap. 32750).

Metto in approvazione l'art. 11 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 12:

Art. 12

L'autorizzazione di spesa di cui all'art. 14 della legge regionale 29.1.1980, n. 5 è elevata, per l'esercizio 1982, a complessive Lire 510.000.000 così suddivise:

capitolo 35900 L. 440.000.000

capitolo 36000 L. 70.000.000

Metto in approvazione l'art. 12 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 13:

(Disposizioni in materia di cooperazione, artigianato e commercio)

Art. 13

Le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi regionali sottoindicate sono sospese per l'esercizio 1982: legge regionale 30.1.1981, n. 6 per Z i r e 250.000.000 (cap. 35725); legge regionale 22.6.1981, n. 35 per lire 228. 000. 000 (cap. 36850).

Metto in approvazione l'art. 13 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 14:

Art. 14

L'autorizzazione di spesa recata dalla legge regionale 9.6.1981, n. 30 è ridotta di lire 500.000.000 per l'esercizio 1982 (cap. 36550).

Metto in approvazione l'art. 14 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 15:

(Disposizioni in materia di fonti energetiche alternative)

Art. 15

E' autorizzata, per l'esercizio 1982, la spesa di lire 160.000.000 per l'individuazione e la definizione di potenziali fonti, energetiche alternative (cap. 38100).

Metto in approvazione l'art. 15 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 16:

(Interventi a favore del turismo)

Art. 16

Per gli interventi finalizzati alla promozione del turismo è autorizzata per l'esercizio 1982 la spesa di lire 3.230.000.000 destinata:

a) quanto a lire 1.400.000.000 per spese di pubblicità ed azioni promozionali turistiche (cap. 37100);

b) quanto a lire 330.000.000 per spese di organizzazione atte a migliorare l'offerta turistica (cap. 37150);

c) quanto a lire 300.000.000 per spese per manifestazioni culturali di interesse turistico (cap. 37160);

d) quanto a lire 1.200.000.000 per contributi a enti che svolgono attività nel settore del turismo e del tempo libero (cap. 37200).

Metto in approvazione l'art. 16 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 17:

Art. 17

L'autorizzazione di spesa recata dall'art. 18 della legge regionale 29.1.1980, n. 5, per le finalità di cui alle leggi regionali 10.1.1961, n. 2 e 9.5.1963, n. 1 è elevata di lire 180.000.000 per l'esercizio 1982 (cap. 37350).

Metto in approvazione l'art. 17 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 18:

Art. 18

L'autorizzazione di spesa recata dalla legge regionale 27.3.1980, n. 14 è elevata, per l'esercizio 1982, di lire 131.000.000 (cap. 37560).

E' revocata l'autorizzazione di cui all'art. 3 della legge regionale stessa alla contrazione di un mutuo passivo per l'esercizio 1982.

Metto in approvazione l'art. 18 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art.19:

(Disposizioni in materia di assistenza sociale)

Art. 19

L'autorizzazione di spesa recata dagli artt. 16 della legge regionale 29.1.1980, n. 5 e 14 della legge regionale 23.3.1981, n. 16 è ulteriormente elevata, per l'esercizio 1982, di lire 170.000.000 (cap. 41900).

Metto in approvazione l'art. 19 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 20:

Art. 20

L'autorizzazione di spesa recata dall'art. 17 della legge regionale 29. 1.1980, n. 5 è elevata, per l'esercizio 1982, a lire 100.000.000 (cap. 41950).

Metto in approvazione l'art. 20 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 21:

(Diritto allo studio ed altri interventi a carattere scolastico)

Art. 21

L'autorizzazione di spesa recata dall'art. 5, lett. b) della legge regionale 29.1.1980, n. 5 è rideterminata, per l'esercizio 1982, in complessive lire 350.000.000 così suddivise:

capitolo 44200 L. 200.000.000

capitolo 44450 L. 150.000.000

Metto in approvazione l'art. 21 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 22:

Art. 22

Al fine di favorire il diritto allo studio, è autorizzata, per l'esercizio 1982, la spesa di lire 60.000.000 per il finanziamento delle spese di trasporto degli alunni delle scuole della Regione (cap. 44300).

Metto in approvazione l'art. 22 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 23:

Art. 23

L'autorizzazione di spesa recata dall'art. 5, lett a) della legge regionale 29.1.1980, n. 5 è rideterminata, per l'esercizio 1982, in L.320.000.000 (cap. 44400).

Metto in approvazione l'art. 23 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 24:

Art. 24

Per le finalità di cui al D.P.R. 31.5.1974, n. 419, art. 7, è autorizzata per l'esercizio 1982, la spesa di lire 250.000. 000 (cap. 44700).

Metto in approvazione l'art. 24 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 25:

Art. 25

E' autorizzata, per l'esercizio 1982, la spesa di lire 1.415.000.000 destinata:

a) quanto a lire 670.000.000 per la concessione di contributi per la gestione di scuole materne autorizzate (cap. 45450);

b) quanto a lire 125.000.000 per la concessione di contributi per la gestione di scuole elementari parificate (cap. 45460);

c) quanto a lire 320.000.000 per la concessione di contributi per la gestione di scuole secondarie legalmente riconosciute e convenzionate (cap. 45470);

d) quanto a lire 300.000.000 per la concessione di contributi per la gestione e funzionamento di altre iniziative scolastiche ivi compresi i corsi per lavoratori e studenti lavoratori (cap. 45475).

Metto in approvazione l'art. 25 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 26:

(Disposizioni in materia di attività culturali e scientifiche)

Art. 26

E' autorizzata, per l'esercizio 1982, la spesa di lire 930. 000. 000 destinata:

a) quanto a lire 200.000.000 per spese relative a manifestazioni ed iniziative culturali e scientifiche scolastiche (cap. 46100);

b) quanto a lire 50.000.000 per spese relative a sperimentazioni e ricerche educative nelle scuole (cap. 46150);

c) quanto a lire 280.000.000 per spese relative all'acquisto e stampa di monografie di carattere culturale (cap. 46200);

d) quanto a lire 200.000.000 per concessioni di contributi straordinari ad istituzioni ed associazioni culturali ed educative nonché per manifestazioni culturali e scientifiche (cap. 46250);

e) quanto a lire 200.000.000 per spese per manifestazioni ed iniziative culturali e scientifiche (cap. 46350).

Metto in approvazione l'art. 26 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 27:

Art. 27

La quota annua relativa all'esercizio 1982 dell'autorizzazione di spesa recata dalla legge regionale 7.8.1980, n. 35, destinata alla realizzazione delprogramma relativo alla difesa del patrimonio culturale, da iscrivere nell'importo di lire 2.100.000.000 ai sensi dell'art. 20 della legge regionale 23.3.1981, n. 16, è rideterminata nei seguenti importi (cap. 47160):

- esercizio 1982 L. 1.100.000.000

- esercizio 1983 L. 1.000.000.000

Metto in approvazione l'art. 27 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 28:

(Disposizioni in materia di accesso al credito della Cassa Depositi e Prestiti da parte dei Comuni della Regione)

Art. 28

Ai sensi dell'art. 6 della legge regionale 25.8.1980, n. 38, la spesa annua per gli interventi atti a favorire l'accesso al credito della Cassa Depositi e Prestiti da parte dei Comuni della Regione, è determinata, a decorrere dall'esercizio 1982, in annue lire 690. 000. 000 (cap. 22 790).

Metto in approvazione l'art. 28 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 29:

(Disposizioni varie)

Art. 29

Le autorizzazioni annue di spesa per complessive lire 975.000.000, di cui alla legge regionale 30.11.1965, n. 24 e successive integrazioni, sono ridotte per carenza di beneficiari, a decorrere dall'esercizio 1982 a lire 777.930.000 annue (cap. 25250 e 25251).

Metto in approvazione l'art. 29 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 30:

Art. 30

Le annualità relative a limiti di impegno autorizzati o assunti in bilancio in base ai provvedimenti legislativi di cui alla allegata tabella A, non pagati alla scadenza dell'esercizio finanziario 1981, costituiscono economia di spesa.

Le annualità o le quote di annualità di cui al comma precedente saranno annualmente reiscritte con legge di bilancio per l'importo risultante dalla proiezione sui singoli bilanci degli impegni assunti e comunque in misura non superiore alle relative autorizzazioni di spesa.

Metto in approvazione l'art. 30 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 31:

Art. 31

Agli oneri conseguenti alle autorizzazioni di spesa contenute nella presente legge ammontanti a lire 60.801.790.000 nel triennio 1982-1984, la Regione fa fronte con le risorse evidenziate nel bilancio pluriennale 1982-1984, stato di previsione delle entrate, nel rispetto delle destinazioni indicative definite dallo stato di previsione pluriennale della spesa, secondo quanto analiticamente rappresentato nella tabella allegata B).

Metto in approvazione l'art. 31 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 32:

Art. 32

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dello art. 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Metto in approvazione l'art. 32 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; maggioranza: 18; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Metto in approvazione la tabella A:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Metto in approvazione la tabella B:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 33; favorevoli: 24; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, il Consiglio è chiamato a votare, per votazione segreta, sul complesso della legge:

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 34; favorevoli: 24; contrari: 10

Il Consiglio approva.