Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 166 del 30 marzo 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 166/VII - INIZIATIVE PER LA LOTTA ALLA FAME NEL MONDO E PER AIUTO AI PAESI SOTTOSVILUPPATI. - ESAME DI ORDINI DEL GIORNO. - RINVIO.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, ai sensi dell'art. 61 del Regolamento il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi con votazione palese sugli ordini del giorno che sono stati presentati nel corso della discussione generale.

Gli ordini del giorno sono due, come è stato detto sia dai presentatori che dall'Assessore alle Finanze, e sono analoghi. Il primo è stato presentato da parte del Consigliere Carlassare; il secondo è firmato Lustrissy, Voyat, Martin. Io chiedo ai presentatori se ritengono, dopo le parole pronunciate dall'Assessore alle Finanze, che possa esserci un testo unico, altrimenti li metto in votazione prima uno e poi l'altro, in ordine di presentazione.

La parola al Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE- (Dem. Prol.-Nuova Sinistra): Ritengo che si possa indubbiamente concordare un ordine del giorno unificato in quanto importanti non sono i particolari ma sono lo spirito e l'impegno che ci animano. Dobbiamo tuttavia fare delle variazioni, fissare una certa cifra, per l'intervento a favore del Terzo Mondo, in modo che sia un impegno preciso per essere effettivamente realizzato. E' anche importante che si identifichi con precisione una struttura regionale che possa operare in questo senso.

PRESIDENTE: Sugli ordini del giorno la parola al Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (U.V.): Credo che senz'altro si possa concordare un testo unico. Rispetto al principio che il Consigliere Carlassare intende affermare in questo ordine del giorno sul quale io sono d'accordo, vorrei che si tenesse conto di un altro problema di principio che è il seguente. Ho appreso da amici che di recente sono stati in Paesi che malauguratamente si ritrovano nelle condizioni tragiche descritte da entrambi gli ordini del giorno, che se il mondo occidentale, il mondo industriale vuole intervenire positivamente, concretamente nei loro confronti per cercare in una certa misura di alleviare quello che è il problema della fame, il sistema non è certamente quello di dar loro del denaro e di fornir loro derrate alimentari di tipo occidentale, perché di queste cose non sanno assolutamente che farsene. L'unico corretto valido sistema di intervenire per contribuire a diminuire i morti per fame è quello di fornire loro tecnologie e tecnici per utilizzare le risorse che hanno in loco. Questo mi pare un principio molto importante che noi dobbiamo affermare. Non si fanno gli scioperi della fame alla "Pannella" per portare migliaia di tonnellate di derrate di tipo occidentale, che quelle persone magari non utilizzano. Se vogliamo essere seri, come giustamente si dice nell'ordine del giorno di Carlassare, e come la popolazione valdostana è sempre stata, agiamo in questo modo; sarà il nostro intervento, piccolo magari, ma un intervento che vada in quella direzione. Non solo, perché il nostro contributo in termini di denari può essere limitato, possiamo convincere altre Regioni e il Governo italiano ad intervenire in ugual modo. Questa credo sia la cosa migliore che noi possiamo fare.

PRESIDENTE: La parola al Presidente del la Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Credo che il Vicepresidente Faval abbia già detto una parte di quello che volevo dire. Dovrei aggiungere che sarebbe opportuno anche prima di quantificare, come è stato fatto del resto per il terremoto del Sud, scegliere una Regione, perché non è che possiamo fare il miracolo di salvare dalla fame tutto il Terzo Mondo. La Giunta regionale è disposta ad accogliere qualsiasi proposta da un esperto serio che ci dica: "Guardate in quella direzione". Che sia l'Haute-Volta, il Bangladesh, non importa, noi questo lo accettiamo; mentre non siamo d'accordo sulla indicazione di una cifra, che poi viene spesa male, come è successo per il Cile. A noi sembrerebbe che questo modo concreto di agire corrisponda non solo a quella necessità morale che giustamente Carlassare e Tonino hanno sottolineato, ma corrisponde anche ad una preoccupazione di concretezza, in maniera si possa dire che i soldi sono andati spesi in questo modo, in quel posto, per queste cose.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT - (U.V.): Come già detto dal Presidente della Giunta e come avevamo già predisposto noi, non siamo favorevoli a quantificare adesso l'intervento, in quanto si dice da parte nostra: "partecipi alla lotta alla fame nel mondo per l'attuazione di progetti di sviluppo concordati". Quindi per i progetti si chiederà l'intervento da parte della Regione e lo si potrà giustificare in quel momento. Mi sembra anche abbastanza esagerato indicare la percentuale dello 0,5% di quello che è il bilancio regionale, ma dobbiamo avere qualcosa su cui intervenire. Pertanto noi siamo disposti a concordare a condizione che non si quantifichi la cifra.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI - (D.P.): In questo momento, secondo me, si può trovare una dichiarazione unitaria di volontà che il Consiglio può esprimere rispetto a questo problema e che dovrebbe qualificare la nostra Regione. Vorrei poi dare un suggerimento al Presidente della Giunta rispetto alle dichiarazioni che ha fatto. Stante le dichiarazioni di principio fatte in sede di replica dal Presidente della Giunta sul ruolo della Regione rispetto alla realtà regionale, in questa sede non dimenticherei e utilizzerei quelle associazioni che già esistono su questa materia, perché in questo modo la Regione sarebbe interprete di realtà associative che meritano il nostro rispetto. Quindi, concordo con quanto ha detto il Vicepresidente Faval, perché probabilmente inviare le scatole di carne non serve e suggerimenti validi potrebbero venirci da associazioni qualificate. Sono del parere che si debbano ripetere le esperienze che la Regione ha verificato in occasione dei terremoti, cioè l'individuazione di interlocutori precisi, avendo anche contatti con organizzazioni internazionali, e coinvolgendo le realtà associative che già esistono su questi problemi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON - (D.C.): Sono assolutamente d'accordo con quanto ha detto il Consigliere Lanivi sulla necessità che questo Consiglio si ritrovi unanime intorno ad una dichiarazione unitaria su un problema di importanza così fondamentale per il mondo in cui viviamo. Quindi, se sarà necessario sospendere cinque minuti per trovare una formulazione unitaria, dovremo farlo e lo faremo, lo chiederemo alla Presidenza del Consiglio. L'altro aspetto è quello di individuare con molta precisione delle organizzazioni che già operano. E mi pare che tutti i Capigruppo abbiano ricevuto in questi giorni una lettera di una Cooperativa che opera ad Aosta e ad Ivrea e si chiama "Il Sentiero" e che ha dei collegamenti con l'Alto Volta, dove sta portando avanti dei programmi concordati con il Governo, programmi di ricerca e di sperimentazione tecnologica e quindi di educazione. Il nostro Gruppo si è sentito in dovere di partecipare alla attività di questa Cooperativa con una piccola offerta. Un rappresentante di questa Cooperativa è nella tribuna del pubblico, per cui penso che ogni Gruppo potrà, oltre che con il contributo portato alla discussione in questo Consiglio partecipare con un proprio contributo personale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI - (Ind. P.L.I.): Sono perfettamente d'accordo sull'impostazione data dal Presidente, ma dissento nella forma, perché la Regione deve essere un polo trainante. E' giusto che gli indirizzi ci vengano dalle organizzazioni internazionali però è la Regione che deve essere il polo trainante, così come lo è stata nel Meridione. Non possiamo ad un dato punto entrare in un coacervo, dove praticamente le nostre lire verrebbero ad essere comprese in una massa di miliardi praticamente utilizzati da altri, ma ci deve essere quel controllo che noi invece richiediamo sia fatto proprio a nome della popolazione valdostana.

PRESIDENTE: Colleghi, per poter procedere senza interruzioni nei lavori del Consiglio e se il Consiglio è d'accordo nel derogare al fatto che la votazione avvenga subito dopo la chiusura della discussione generale, poiché i firmatari degli ordini del giorno sono quattro, li inviterei, come ha anche suggerito il collega Fosson, a riunirsi e presentarci domattina un testo unico, eventualmente traendo profitto anche dai suggerimenti che possono venire dalla Cooperativa "Il Sentiero".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE: Io voto molto volentieri questi ordini del giorno, però vorrei fossero cancellate quattro o cinque parole che non mi sembra il caso siano accettate. Noi stiamo facendo qui un discorso nostro, per cui non mi pare si debba andare ad accusare gli altri perché "di fronte alla latitanza del Governo centrale" a noi non importa; il Governo centrale faccia quello che vuole, noi qui stiamo operando per conto nostro e non vogliamo giudicare gli altri.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sinistra) Io intendevo fissare delle responsabilità precise, ma possiamo metterci d'accordo immediatamente, e tutto potrebbe essere risolto. Un discorso diverso farei per quanto riguarda la Cooperativa "Il Sentiero", per cui sono d'accordo di accettare l'indicazione fatta da Fosson e riunirci come Capigruppo per vedere di realizzare un'iniziativa immediatamente.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Concordo con Carlassare sulla sospensione. A me sembra importante tenere presente il concetto espresso da Lanivi. Io parlo di un esperto; Lanivi ha parlato di organizzazioni già esistenti; Fosson ha fatto anche un nome. A questo punto se voi vi riunite ci potete dare non solo le vostre intenzioni, ma ci fate avere un vostro accordo, un obiettivo da discutere prima di entrare in Consiglio, ma un obiettivo concreto. A questo punto credo che avremo fatto un passo avanti notevole, perché non vorrei che la Giunta regionale stanziasse per esempio due miliardi o cento milioni nel bilancio regionale e poi se non è finalizzata rischia di rimanere come una posta di bilancio che il ragioniere capo sarà molto lieto alla fine dell'anno di stornare. Questa la accettiamo come, lo dico senza nessuna falsa modestia, una lezione, perché Carlassare, Tonino, ecc. ne hanno fatto una questione morale che ci sembra valida, che ci sembra giusta. Interessa anche che sia una questione morale efficace, valida. Quindi io chiederei la sospensione; voi vi riunite, lavorate, ci fate una proposta e domattina ci vediamo e ne parliamo.

PRESIDENTE: C'è una proposta del Presidente della Giunta di sospendere adesso la seduta, di riprenderla domattina con l'esame dell'articolato e dell'ordine del giorno.

Il Consiglio è d'accordo?

- così resta deciso -

PRESIDENTE: Viene accolta la proposta del Presidente della Giunta di sospendere la seduta, che verrà ripresa domattina alle ore 9,30.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 18,57.