Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1714 del 13 luglio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1714/XVI - Interpellanza: "Valutazione delle modalità di attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza attraverso il potenziamento delle strutture amministrative e il supporto tecnico-operativo di società a prevalente partecipazione regionale".

Bertin (Presidente) - Passiamo ora alle interpellanze. Punto n. 24 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione dell'interpellanza, ha chiesto la parola il collega Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Lo annunciavo questa mattina nella presentazione alla risposta che abbiamo fatto sulle progettualità PNRR che saremmo tornati sull'argomento. In particolare l'interpellanza richiama in premessa i contenuti dell'articolo 9 del decreto-legge n. 77/2021, che poi è stato convertito in legge, in particolare due commi: uno è quello che prevede che alla realizzazione operativa degli interventi previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza provvedono le varie Amministrazioni e gli Enti locali sulla base di specifiche competenze istituzionali, ovvero della diversa titolarità degli interventi attraverso le proprie strutture, ovvero avvalendosi di soggetti attuatori esterni individuati nel PNRR, ovvero con le modalità previste dalla normativa nazionale ed europea. In particolare poi il comma 2 prevede il fatto che "al fine di assicurare l'efficace e tempestiva attuazione degli interventi, le Amministrazioni - quelle citate precedentemente - possono avvalersi del supporto tecnico operativo di società a prevalente partecipazione pubblica, rispettivamente, statale, regionale e locale e da enti vigilati".

La prima domanda è quella che chiede: "quali siano ad oggi le modalità di applicazione della nostra Regione alle prerogative" che ho appena citato in rapidità, questo per capire e per fare un quadro anche se vogliamo informativo rispetto alle aspettative che ci sono sul piano di come oggi sono affrontate le modalità di applicazione nella nostra regione del piano. Dico anche questo perché spesso e volentieri è capitato, nelle varie discussioni sia in Commissione, sia in Aula sia anche al di fuori dell'Aula, delle modalità di aiuto o di sostegno dei vari enti di volta in volta coinvolti, ovviamente non stiamo parlando di enti di natura sovraregionale, stamattina abbiamo parlato di Rete Ferroviaria Italiana, quello è un altro paio di maniche, ma, laddove si parla di Regione, di Enti locali e di Comuni, capire qual è lo stato dell'arte.

Nela seconda domanda si chiede: "se sia stata presa in considerazione, ed eventualmente come, la possibilità di coinvolgere una o più società a prevalente partecipazione pubblica, regionale o locale per il supporto tecnico-operativo nell'ambito delle iniziative PNRR". Ogni tanto si cita INVA, qualcuno tempo fa chiese anche qual era il ruolo, se un ruolo aveva, di Finaosta, nel panorama italiano sappiamo che c'è un coinvolgimento anche molto forte delle finanziarie regionali, faccio un esempio che mi è capitato di conoscere l'altro giorno durante un'iniziativa a cui ho partecipato: quella della Regione Abruzzo, capire oggi più che se è stata presa in considerazione, come oggi agiscono o come operano queste realtà.

La terza domanda è per capire "quali siano ad oggi le modalità e i canali di finanziamento che gli Enti locali stanno utilizzando per la copertura delle spese relative alla progettazione per la realizzazione di opere pubbliche inerenti il PNRR". Perché cito e faccio questa domanda? Perché nell'evolversi del monitoraggio che è stato anche fatto da parte di alcuni gruppi, e parlo anche del mio gruppo, delle progettualità PNRR, è spesso capitato di capire e di sapere che, ad esempio, gli Enti locali si sono mossi in autonomia, hanno fatto ricorso a risorse proprie - cito gli Enti locali perché ovviamente la Regione nel caso agisce con le proprie finanze - ci sono delle realtà, come, ad esempio, il Friuli, che a suo tempo ha costituito un fondo di rotazione specifico utile ad anticipare le spese di progettazione delle opere pubbliche con priorità a quelle contemplate dal piano nazionale di ripresa e resilienza e anche dal fondo complementare e tutta una serie di misure anche pattizie tra la Regione e gli Enti locali di supporto alle attività propedeutiche anche alla risposta dei bandi, perché, come spesso ricordiamo e com'è stato ricordato, su tanti progetti l'accesso alle risorse passa da bandi. Quali sono oggi le modalità? Da quello che so, penso che siano canali propri da parte... e cito gli Enti locali ma quest'esempio che ho portato del Friuli è un esempio che sta funzionando molto bene.

Voglio anche però citare, e lo ripeto, il discorso anche delle risorse perché gli Enti locali spesso e volentieri, soprattutto quelli di più piccola misura, hanno delle problematiche grosse dal punto di vista delle risorse umane che possono partecipare anche al lavoro per la risposta ai bandi, quindi sicuramente possono far riferimento a professionalità esterne ma capire se e come in alcune Regioni c'è stata o ci sarà anche l'eventualità di un supporto da parte della Regione. Capire se, a fronte dell'esperienza che si sta maturando nella gestione delle iniziative di cui al piano nazionale di ripresa e resilienza, si sia valutato o si intenda valutare di potenziare o modificare l'attuale strutturazione dell'organizzazione che il Governo regionale sino ad oggi si è dato.

Io le chiederei anche, Presidente, l'ho detto anche questa mattina, di valutare anche un maggiore accordo, e lo dico a lei ma lo dico ai componenti della cabina di regia, task force e chi più ne ha ne metta, sono parole che mi fanno ricordare il generalissimo Schwarzkopf, però sinceramente ogni volta che si usano questi termini mi sembrano anche un po' troppo sovradimensionati rispetto alle necessità. Va beh, ci sta, però, detto questo, capire anche che cosa si intende fare dal punto di vista della trasparenza, e non lo dico soltanto per quello che riguarda l'attività dei gruppi consiliari o delle Commissioni: lo dico anche nei confronti dell'esterno, anche nei confronti dei cittadini.

L'ho già detto una volta e lo ripeto: su questo piano ci sono grandi aspettative e anche grandi sogni da parte di qualcuno; almeno capire visivamente quali sono gli effetti e le progettualità anche in tempo reale non sarebbe male: lo dico perché ad oggi non mi sembra, però c'era l'intenzione, magari nella risposta potrà dirci qualcosa, quando ci potrà essere anche una rendicontazione visiva, per esempio, nel sito dedicato - ho controllato ieri, mi sembra di non averlo visto, magari mi sono perso nei link e in questo caso le chiedo di correggermi - per capire quando ci sarà questa possibilità. perché sicuramente siamo tutti ben contenti di leggerlo su quotidiani on-line, che magari qualche volta sembrano quasi le agenzie stampa di determinati movimenti o personaggi, però, al di là di questo, forse i siti istituzionali sono il luogo più deputato e quindi capire anche quest'aspetto. Lo dico anche nell'interesse di soggetti terzi perché ricordiamo che su alcune progettualità i privati sono e forse lo saranno più nel futuro direttamente coinvolti.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Torniamo a parlare di Piano nazionale di ripresa e resilienza, ne abbiamo parlato brevemente questa mattina; qua entriamo più nel dettaglio e più nel tecnico di alcuni aspetti anche di affiancamento, aspetti importanti di qui ci stiamo occupando da diverso tempo non senza difficoltà dovute a interlocuzioni non troppo semplici, in particolare con il Governo.

Nello specifico, venendo alle risposte, in particolare si chiede, relativamente ai commi 1 e 2 dell'articolo 9 del DL n. 77/2021, come vengono classificati e quali siano le modalità di applicazione. In questo caso, come lei sa, proprio questi due commi vanno a definire gli enti territoriali, Regioni, Comuni ed Enti locali nell'ambito dell'operatività del Piano nazionale di ripresa e resilienza che possono essere qualificati come soggetti attuatori, quindi nel momento in cui questi sono classificati come soggetti attuatori, hanno tutta una serie di oneri a carico degli stessi che fanno sì che questo iter debba essere preso in carico in maniera totale.

Per quanto riguarda la realizzazione delle missioni, parlo dell'Amministrazione regionale, anche di recente a fine giugno, il dirigente della Struttura a ciò preposta e il Segretario generale hanno inviato una nota a loro firma a tutti i coordinatori richiamando la necessità che siano le singole strutture dirigenziali, quindi competenti per materia, ad assumersi i compiti e gli oneri derivanti dall'essere soggetto attuatore, che sono, come dicevo, numerosi e complessi. Questo l'abbiamo già detto tante volte, parlando di PNRR in maniera più o meno approfondita e a diversi livelli; quello che è sempre stato sottolineato è che la trasversalità degli argomenti che i bandi e gli interventi del Piano coinvolgono sostanzialmente rendono difficile una gestione centralizzata di un'unica struttura, che pure abbiamo e che fa un lavoro di coordinamento, ma delle questioni più pratiche, più operative sono le singole strutture a doversi farsi carico dei procedimenti.

Anche la questione delle società partecipate è una questione interessante di cui ci occupiamo da qualche mese, in ultimo nel mese di aprile anche in Conferenza delle Regioni, in quell'occasione avevamo chiesto di porre a carico del bilancio dello Stato gli oneri derivanti dall'utilizzo delle società partecipate per questo affiancamento tecnico-amministrativo. Era stata fatta anche una prima simulazione, una prima stima effettuata dal MEF direttamente e, per quanto riguarda la Regione Valle d'Aosta, gli oneri, che sarebbero da coprire da parte dello Stato, sono di 3 milioni e 800, quindi sono risorse importanti che ad oggi aspettiamo ancora.

Il 21 aprile abbiamo scritto per chiedere in buona sostanza due cose: la prima di poter rimodulare quest'importo, che ovviamente fa riferimento a tutto il Piano, tra le diverse annualità del Piano, in modo da avere un utilizzo più diluito e facendo fronte però a delle esigenze che non sono solo di oggi ma saranno comunque anche rispetto all'avanzamento dei progetti anche per i prossimi anni.

La seconda cosa è proprio di utilizzare questo budget anche da parte dei Comuni o, in alternativa, di utilizzare l'intero importo per un affidamento da parte della Regione, ovviamente a società in house della Regione, anche per fornire assistenza ai Comuni, quindi di avere un po' di margine per l'utilizzo di questi fondi proprio per venire incontro alle esigenze che i Comuni hanno manifestato anche in maniera molto evidente anche venerdì durante l'incontro con il ministro Cingolani. Purtroppo ad oggi questi fondi non risultano ancora stanziati, quindi questo è il vero problema. Abbiamo ancora fatto le verifiche la scorsa settimana e siamo ancora è in attesa. Proprio per questa ragione abbiamo riavviato una ricognizione presso tutti i Dipartimenti regionali del fabbisogno di assistenza tecnica e di personale a tempo determinato e tempo indeterminato necessario a supportare le strutture amministrative nelle fasi diverse di realizzazione degli interventi che man mano si manifestano. Questo al fine di poter fare una valutazione precisa delle risorse da allocare con una prossima variazione di bilancio nel caso in cui questi fondi statali non venissero allocati in tempo utile.

Terza domanda: "quali siano ad oggi le modalità e i canali di finanziamento che gli Enti locali stanno utilizzando per la copertura delle spese, qua ci sono diverse questioni": la prima è quanto previsto nel decreto-legge n. 121, che ha previsto il fondo concorsi, progettazione e idee per l'acquisizione territoriale, questo è un fondo importante che ha coinvolto la stragrande maggioranza dei Comuni valdostani perché sono tutti Comuni ricompresi nella mappatura delle aree interne e con popolazione inferiore a 30 mila abitanti, quindi sono 44 Comuni su 74, in totale per un importo complessivo di oltre 133 mila euro. Questa linea di finanziamento ha proprio l'obiettivo di sostenere il processo di progettazione e di preparazione dal punto di vista tecnico della partecipazione ai bandi, quindi è una finalità molto specifica, che però, di fatto, risulta poi essere anche abbastanza trasversale rispetto ad altre forme di finanziamento.

Per quanto riguarda invece il rafforzamento amministrativo, c'è un'altra misura che è riferita al DL 152/2021, modificato dal DL 36/2022, che riguarda i Comuni con meno di 5 mila abitanti, quindi tutti i Comuni valdostani tranne Aosta, che risultano attuatori di progetti PNRR, c'è questo fondo che è istituito presso il Ministero dell'Interno che va a copertura parziale dei costi di reclutamento del personale a tempo determinato proprio per seguire i progetti fino a fine naturale del piano, quindi fino a fine 2026. Questi devono essere richiesti in un'apposita piattaforma proprio entro luglio di quest'anno, quindi i Comuni stanno predisponendo queste procedure proprio in questi giorni e in queste settimane.

Ultima domanda: "se a fronte dell'esperienza che si sta maturando nella gestione di iniziative si sia valutato o si intenda valutare di potenziare o modificare l'attuale struttura dell'organizzazione", torno a quanto detto prima, nel senso che sarà la conclusione di questa ricognizione puntuale delle necessità che si sta facendo in questo momento, una revisione, tra l'altro, che dovrebbe essere più puntuale in questo momento, perché siamo in fase di avanzamento abbastanza importante delle procedure e dei programmi di spese, quindi dovremmo avere un quadro più dettagliato delle necessità. Questo ci permetterà di stimare le risorse ovviamente per le prossime variazioni e soprattutto per i prossimi bilanci visto che comunque il Piano ha ancora quattro anni di vita davanti, pianificare gli adempimenti amministrativi eventualmente per il reclutamento e per le procedure selettive del personale, eventualmente stimare la necessità di un fabbisogno di professionalità esterne nel caso in cui questo sia necessario.

Per quanto riguarda il report, come dicevo, il report è stato messo a punto nelle scorse settimane, quindi io credo che si possa valutare, insieme alle Commissioni, insieme alla II Commissione immagino o un'audizione, o comunque una trasmissione del documento perché è nella disponibilità di farlo.

Per quanto riguarda il portale, effettivamente non è ancora on-line, dovrebbe esserlo a breve, io adesso non ho una tempistica perché non era nella domanda dell'interpellanza, quindi non ho avuto tempo di verificare, ma era una questione che doveva essere risolta in questo periodo, quindi credo sia questione di giorni, a meno che non ci siano problemi di natura tecnica, non so se l'Assessore Marzi può avere qualche informazione in più. In buona sostanza l'idea era proprio quella che diceva lei, cioè di avere uno strumento per una massima evidenza anche pubblica dello stato di attuazione dei lavori, degli importi in gioco, dei bandi, eccetera, in modo che anche la popolazione o chi vuole avere le informazioni, le possa avere in maniera del tutto trasparente.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Rispetto alle risposte, mi concentrerò più sulla prima e sull'ultima parte delle risposte. La prima direi che non è legata solo al discorso del piano nazionale di ripresa e resilienza quella della trasversalità, quella anche del contenuto della nota del Segretario generale che citava. Io penso che sicuramente com'è stato scritto il piano nazionale, ma poi ripeto, l'ho sempre detto e lo dico molto modestamente, non ha pensato poi effettivamente alla ricaduta operativa o alla messa a terra di tanti processi, e un problema tipico dell'ente pubblico è la mancanza di trasversalità. Io adesso non voglio parlare di project management, però il problema è un po' questo, ma non c'è solo nel piano nazionale di ripresa e resilienza, in realtà c'è in tutte le progettualità complesse che l'Amministrazione pubblica deve gestire. C'è un ragionamento a silos che impedisce spesso anche proprio fisicamente di portare avanti i piani.

Quello che ci si augurava e che mi auguro è che, al di là delle giuste responsabilità che ogni struttura deputata a seguire un bando o una responsabilità di progetto ha, che ci sia però qualcuno, e di solito appunto è un progect manager, che fa un po' il cane da guardia per quello che riguarda le scadenze, l'organizzazione. Lo so, è un gran discorso magari quello che faccio ma bisogna pensare per una volta di trasformarsi e di ragionare un po' più come il privato, cioè per obiettivo, perché sennò il rischio è che ognuno ha delle responsabilità, ognuno si trincera dietro queste responsabilità e il coordinamento, che deve essere attivo e non passivo, viene meno. Dico questo perché sentendo altre realtà regionali, almeno un tentativo e una volontà di cambiare prospettiva c'è. Questo è anche un po' quello che ho percepito da dei confronti informali anche funzionali a un'intervista che ha fatto anche lei sul tema del PNRR per avere delle informazioni in più. È emerso che c'è una necessità di trasversalità e parlo almeno all'interno dell'Amministrazione regionale.

Sugli Enti locali e sulle realtà più piccole sicuramente ci sono tutta una serie di fondi e tutta una serie di coperture, almeno sulla carta io mi auguro che ci sia anche qualcosa di più e ci si renda conto poi a un certo punto che si può rischiare di avere delle realtà che non partecipano al bando perché non hanno la copertura o non hanno le risorse, o non hanno neanche la possibilità di impegnarsi su questo.

Sull'ultimo aspetto e sul discorso del monitoraggio del portale, al di là delle tempistiche, l'importante è che si faccia... io cito, e prima mi sono dimenticato nell'esposizione... mi è capitato un report che viene fatto su base mensile se non erro, in questo caso è della Regione Liguria, che tiene conto di tutte le possibilità ed è anche destinato, poi se vuole, gliene do copia, ai soggetti terzi, alle imprese, alle possibilità che ci possono essere per ogni missione di interesse.

Tra l'altro, questo è curato dall'Assessorato dello sviluppo economico e da quello che ho capito ogni Assessorato coinvolto lo fa, però c'è un'informazione e una trasparenza, ma più un informazione nei confronti non solo dei cittadini ma anche delle realtà che possono beneficiare di questi bandi, non banale, magari è un po' complicato, ma in realtà per ogni filiera di riferimento, ripeto, questo è dello sviluppo economico e quindi tiene conto di attività produttive e quant'altro però mette insieme tutta una serie sia di misure sia di agevolazioni collegate. Dico questo perché io penso che prima di tutto questo piano debba anche servire poi ai terzi e soprattutto a colmare quei gap che ci sono, e torno al discorso che si fa ogni tanto sulla digitalizzazione. Mi sembra che qua stiamo parlando tanto di burocrazia e, ripeto, torno ai silos, e poco di praticità.

Mi chiedo quindi nel 2026, quando faremo poi un bilancio di quanto queste risorse abbiano avuto degli effetti, che cosa potremmo raccogliere da questo bilancio, ricordandoci che una buona parte di questi fondi sono presi a debito e gli altri a fondo perso vengono comunque dai contributi che ogni Stato membro dà, perché è una partita di giro prima di tutto.

Presidente - Sospendiamo brevemente i lavori del Consiglio per arieggiare i locali. Riprendiamo tra un quarto d'ora circa.

La seduta è sospesa dalle ore 17:08 alle ore 17:29.