Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 150 del 29 marzo 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 150/VII - ATTUAZIONE DELL'ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENERALE E CON I MEDICI SPECIALISTI PEDIATRI. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Carlassare e Mafrica:

Visti i D.P.R. 13.8.1981, che rendono esecutivi l'accordo collettivo nazionale per la regolamentazione dei rapporti con i medici di medicina generale e quello per la regolamentazione con i medici specialisti pediatri di libera scelta;

INTERPELLANO

l'Assessore alla Sanità per sapere se, come previsto dal 4° comma dell'art.48 della legge 23.12.1978, n.833, la Regione ha adottato, entro i previsti 30 giorni dalla pubblicazione del decreto che rende esecutivi tali accordi nazionali, i necessari e dovuti atti deliberativi.

In particolare si chiede:

1) se, visto l'art.13 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la medicina generica e l'art.13 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la medicina pediatrica, entro 90 giorni dalla pubblicazione dei decreti sono stati istituiti i comitati e le commissioni di cui agli artt. 8, 9, 11 e 12 dei due Accordi Collettivi Nazionali;

2) se, visto il 2° comma degli articoli 3 dei due Accordi Collettivi Nazionali e vista la disposizione ministeriale che prorogava al 30 settembre 1981 i termini per la presentazione delle domande di inserimento nelle graduatorie, il Comitato ex art.9 degli Accordi Collettivi Nazionali o chi per esso ha provveduto entro il 30 settembre a stendere la graduatoria stessa;

3) se, visto il 3° comma degli articoli 3 dei due Accordi Collettivi Nazionali e la sopraccitata disposizione ministeriale, si è provveduto a pubblicare entro il 15 febbraio 1982 tale graduatoria nel Bollettino Ufficiale della Regione;

4) se, visto il 6° comma degli articoli 3 dei due Accordi Collettivi Nazionali, la Regione ha provveduto a pubblicare entro il 1° gennaio 1982, sul Bollettino Ufficiale della Regione, le zone carenti accertate dalla U.S.L. nel trimestre precedente;

5) se l'U.S.L., sulla base degli artt.4 dei due Accordi Collettivi Nazionali, ha provveduto ad individuare le zone carenti e se la Regione ha sollecitato tale individuazione;

6) se, viste le norme transitorie n.3 degli Accordi Collettivi Nazionali per la medicina generica con relativa integrazione e la norma n.6 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la medicina pediatrica e relativa integrazione, la U.S.L. ha provveduto:

a) alla revoca d'ufficio di tutte le scelte in carico ai medici che non hanno ricusato entro il 1° marzo le scelte eccedenti il massimale, o non si sono associati secondo le norme degli artt. 1 e 2 dell'allegato B dell'Accordo Collettivo Nazionale;

b) alla loro messa in regime forfetario sulla base di 1.500 assistiti ai fini della retribuzione;

c) alla notificazione dell'obbligo della prestazione dell'assistenza nei confronti degli assistiti già in carico che ne facessero richiesta;

7) se la Regione intenda sollecitare l'U.S.L. in tal senso, nel caso essa non abbia ottemperato ai compiti per essa prescritti dai due Accordi Collettivi Nazionali, anche considerato che in tal caso sarebbero attribuite ai medici supermassimalisti spettanze non dovute, configurandosi così possibili violazioni di legge;

8) se l'Assessore alla Sanità - visto che è stata della Giunta la scelta fatta a suo tempo di redigere la graduatoria dei medici per l'82 sulla base di una convenzione scaduta, decisione che ha prodotto una delibera poi precipitosamente ritirata in seguito ad un ricorso al TAR da parte di un medico - non ritiene di avere personali responsabilità rispetto ai disagi e ai danni economici che la mancata applicazione dell'Accordo Collettivo Nazionale provoca tra i medici e soprattutto tra gli utenti.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): L'interpellanza è molto articolata e credo che sia già sufficientemente chiara. Ci sono una serie di domande, relative all'attuazione dell'Accordo Collettivo dei medici nella nostra Regione, alle quali chiedo che l'Assessore risponda punto per punto.

Interessano in modo particolare le risposte relative al comportamento dell'Unità Sanitaria rispetto alla situazione dei medici, diciamo così supermutualisti; ci chiediamo cioè se l'Unità Sanitaria Locale si comporterà, rispetto ai medici che non hanno ricusato il numero dei mutuati necessario a raggiungere il livello prescritto secondo quanto stabilito dalle norme, oppure se ci saranno altri comportamenti.

Colgo l'occasione per sottolineare che la Commissione di Coordinamento, come noi avevamo in qualche modo previsto, ha stralciato dalla delibera relativa alle norme di attuazione dell'associazione, proprio il comma di cui noi avevamo chiesto la soppressione; ecco, questo per dire che le proposte dell'opposizione non sono sempre strumentali all'Assessore e che in questo caso partivano da valutazioni anche tecniche che si sono poi rivelate giuste.

PRESIDENTE: Il Consigliere Carlassare intende aggiungere qualche cosa?

La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin per la replica.

ROLLANDIN - (U.V.): Innanzitutto, sulla questione dello stralcio del comma aggiuntivo, devo dire che in quel caso si era facili profeti perché si sapeva quale era, a quel momento, il comportamento tenuto nella valutazione di questo accordo; però dobbiamo tener conto che qui in Consiglio si proponeva un accordo tra le parti, non una soluzione unilaterale, perciò se veniva proposto l'accordo senza la controparte, cioè i medici, questi non avrebbero accettato.

E già c'era stata una lunga discussione per arrivare a quel tipo di accordo, quindi non ci sarebbe stata la possibilità di presentare quel documento in Consiglio in quanto chiaramente - lo ripeto - si tratta di un accordo tra le parti, fra Regione e medici; tutte le Regioni, almeno quelle del Nord, che avevano dei grossi problemi, si sono comportate in quel modo. Quindi non era una posizione preconcetta.

E poi voglio dire che in relazione a questo problema si teneva conto della situazione specifica, come ho spiegato allora, perché a livello medico c'è una situazione che in altre Regioni non c'è: cioè un'iscrizione negli elenchi molto inferiore all'esigenza legata alle ricusazioni.

Venendo alle questioni sollevate dall'interpellanza, per quanto riguarda il punto 1), posso dire che il Comitato Consultivo dell'Unità Sanitaria Locale, di cui all'art. 8 dell'Accordo Nazionale per la medicina generale, è stato costituito con delibera del Comitato di Gestione dell'U.S.L. n. 497 del 28 dicembre 1981; il Comitato Consultivo regionale è stato costituito con delibera della Giunta n. 1052 del 12 marzo 1982; la Commissione locale di disciplina, di cui all'art. 11, è stata costituita con delibera del Comitato di Gestione dell'U.S.L. n. 496 del 28 dicembre 1981; la Commissione regionale di disciplina, di cui all'art. 12, è stata costituita con delibera di Giunta in data 26 marzo 1982.

Il ritardo nella costituzione degli organismi da parte della Regione - come avevo già spiegato al momento della presentazione dell'accordo - è dovuto al fatto che in essi sono previsti rappresentanti dell'U.S.L. designati dall'ANCI, di cui non esiste una sezione costituita dalla nostra Regione. Per risolvere il problema, la Regione aveva preso contatti con l'Associazione Nazionale Comuni, l'ANCI, chiedendo con lettera in data 2 novembre 1981 il benestare perché le designazioni potessero essere effettuate in luogo dell'ANCI dall'Associazione dei Sindaci della Valle; si sono succeduti solleciti in data 4.12.1981 e in data 10.12.1981 nonché contatti telefonici per superare questo ostacolo e sollecitare la risposta che è stata data in forma negativa il 26.l.1982, senza proporre soluzioni alternative.

Di fronte a tale situazione, di fatto c'era l'impossibilità di arrivare alla costituzione dei Comitati che sono previsti dalla Convenzione. A seguito poi di lettera in data 10.2.1982 e di contatti diretti con il Ministero della Sanità, questo, solo in data 12.3.1982, ha ufficialmente autorizzato la Regione a richiedere al Presidente dell'Unità Sanitaria Locale di nominare i rappresentanti da chiamare a far parte degli organismi, in sostituzione dei rappresentanti dell'ANCI. Questo iter estremamente lungo è il motivo unico che ha determinato il ritardo nella costituzione degli elenchi.

Va richiamato poi il fatto dell'approvazione della graduatoria antecedente che era legata alla precedente convenzione, poi annullata, e che era possibile solo in quanto nella convenzione precedente non si parlava dei rappresentanti ANCI ma di rappresentanti locali dei Comuni cosicché a quel momento la soluzione dei rappresentanti dei Sindaci era stata accettata; successivamente questo non fu più possibile.

Da tutto ciò, come ho detto, il ritardo; del resto la soluzione fu accettata solo in data 12.3.1982; dopodiché rapidamente sono state approvate le delibere di nomina dei Comitati, i quali hanno già provveduto all'esame delle graduatorie: queste già sono state approvate e pubblicate sul Bollettino del 26.3.1982.

Per quanto riguarda il punto 2), il Comitato consultivo regionale per la medicina generale ha provveduto a predisporre la graduatoria - cioè l'atto che permette di iniziare l'iter vero e proprio dell'organizzazione in base alla nuova convenzione - in data 16 marzo 1982. Teniamo conto che soltanto il 12.3.1982 si è avuto il benestare sulla procedura che la Regione aveva proposto, in quanto da parte dell'ANCI, oltre a non essere stata accolta la soluzione che precedentemente era stata accettata, cioè quella dei rappresentanti dell'Associazione Sindaci, non era stata proposta nessuna soluzione alternativa, cosicché l'accordo era bloccato.

Successivamente, per analogia, venne accettata la nomina da parte del Presidente dell'Unità Sanitaria Locale dei rappresentanti facenti parte dell'Assemblea; la nuova graduatoria predisposta il 16 marzo dai rappresentanti che sono stati nominati in seno a questa Commissione è stata regolarmente approvata.

Per quanto riguarda la costituzione degli organismi relativamente ai medici specialisti pediatri, il problema si è presentato ancora più difficilmente risolvibile perché nei quattro organismi sono previsti complessivamente dieci rappresentanti dei medici pediatri convenzionati, di fronte a una situazione di soli tre medici pediatri convenzionati. Si è dovuto perciò giungere ad un accordo tra le parti che permettesse di superare questa impasse e quindi di far approvare la stessa graduatoria dei rappresentanti della convenzione, tenendo conto che alcuni medici generici sono anche inseriti nella graduatoria dei medici pediatri.

Le graduatorie - è la richiesta del punto 3) - sono pubblicate sul Bollettino Ufficiale Straordinario recante la data del 26 marzo 1982.

Per quanto riguarda i punti 4) e 5) relativi all'individuazione delle zone carenti, sulla base delle precedenti convenzioni, questa doveva essere effettuata entro il mese di febbraio di ciascun anno; prima dell'entrata in vigore della nuova convenzione l'individuazione delle zone carenti avveniva una sola volta all'anno. Per l'anno 1981 è stata effettuata regolarmente, sempre secondo la vecchia convenzione, la quale disponeva che entro il 1° gennaio si dovessero individuare le zone carenti relative al trimestre precedente. Questo cosa voleva dire? Che il 1° gennaio si sarebbero individuate come zone carenti le stesse della volta precedente, non essendoci stato inserimento dei nuovi medici; perciò non è stato fatto niente perché sarebbe stato un atto inutile, in quanto non si era modificato nulla. Sarà fatta invece, da parte dell'Unità Sanitaria Locale, l'individuazione delle zone carenti del l° trimestre 1982, cosa che dovrà essere portata a conoscenza dell'Assessorato entro il 1° aprile 1982. Tale individuazione verrà fatta sulla base degli unici dati ufficiali sulla popolazione residente, che sono relativi all'1.1.1981 perché i definitivi sul censimento non ci sono ancora.

Poi c'è il punto 6), che ritengo sia quello di maggiore interesse in relazione alle conseguenze che se ne hanno a livello di applicazione della convenzione. Allo stato attuale è prematuro provvedere ad una revoca d'ufficio di tutte le scelte in carico ai medici che non sono rientrati nel massimale, in quanto a pochi giorni dalla scadenza del 1° marzo 1982, che come dico è molto vicina nel tempo, sono tuttora in corso le operazioni di ricusazione o di associazione.

Da parte dell'Unità Sanitaria Locale si è provveduto ad identificare i casi di medici che hanno superato il massimale, invitando nel contempo gli stessi a provvedere attraverso la ricusazione o l'associazione al rientro nel massimale. A tal proposito va detto che da parte dei medici, in seno al Comitato - e penso che questo sia a conoscenza del Consigliere Mafrica - era stata sollevata la questione della difficoltà di provvedere entro questi termini in quanto non era ancora stato approvato il regolamento di associazione; cioè, è un giro vizioso, perché non essendoci il regolamento, i medici non possono associarsi.

Teniamo conto però che anche ora che il regolamento di associazione è approvato, non si avrà alcun risultato in questo senso, perché essendo gli iscritti solo medici che non si trovano nella situazione di associarsi, di fatto l'associazione non potrà aver luogo. Ed è per questo - lo ripeto - che si era proposta l'alternativa di pescare nella graduatoria, perché l'associazionismo potesse aver luogo; così invece non è cambiato nulla.

E' stato chiarito in sede di Comitato, presenti anche i medici, che a decorrere dal mese di marzo - poiché per il primo trimestre si segue la solita procedura senza entrare nel merito della revoca o dell'associazionismo - verranno cautelativamente sospesi i pagamenti relativi agli assistiti eccedenti; questo, in relazione alla norma transitoria del punto 6) che viene richiamata anche dal Consigliere Mafrica; in questo modo cosa succede? Che dal 1° marzo le quote in eccedenza non vengono pagate, cioè si tiene conto del limite massimo come previsto nella convenzione. Poi in base alle possibilità, che sono date dalla convenzione, della revoca, dopo aver visto che cosa sarà fatto da parte dei medici in questo lasso di tempo, si regolarizzeranno le posizioni. La notifica dell'obbligo a prestare l'assistenza agli assistiti già in carico sarà fatta quando il medico non avrà ottemperato all'obbligo del rientro nel massimale; cioè, finché non sarà fatto questo, ci sarà l'obbligo di assistenza da parte del medico all'assistito.

Volevo ancora far presente che effettivamente questo è un problema estremamente difficile da risolvere perché procedere alla revoca d'ufficio vuol dire che di fatto si dice ad un assistito: "Tu da domani non sei più assistito da me, scegliti un altro medico!". La scelta di un altro medico sappiamo che non consiste solo nell'atto di andare alle strutture amministrative unificate e scegliere un altro medico che non si conosce. Si tratta di ricreare un rapporto di fiducia, perché il medico viene giustamente chiamato "medico di fiducia"; in questo modo ci si trova a dover scegliere per forza un altro medico, sconosciuto, quindi il rapporto di fiducia va a farsi benedire! Non c'è nessuno che mi possa dire che io debba aver fiducia in un medico che non conosco! E quindi proprio per questo la soluzione che era stata prospettata permetteva un raccordo ed evitava agli assistiti una scelta del tutto insoddisfacente: questo verrà fuori, già in certe zone si sono mossi facendo delle petizioni e raccogliendo firme perché venga conservata una certa procedura.

Chiaramente, con questi termini, non si potranno soddisfare le richieste da parte degli assistiti. Teniamo ancora presente che in molte zone la scelta del medico di fiducia di fatto era obbligata, perché c'era un unico medico e non si ponevano scelte alternative. Il rapporto di fiducia a livello locale, dunque, è sempre stato molto problematico.

Per quanto riguarda il punto 7), vale la risposta che ho dato prima.

In risposta al punto 8) posso dire che l'esposizione dei problemi che sono sorti per la costituzione degli organismi dimostra che essi sono dovuti a volontà indipendente dalla Regione, che anche in passato ha sempre sollecitamente e regolarmente adempiuto ai suoi compiti per l'applicazione delle convenzioni, tanto da essere all'avanguardia sotto certi aspetti: mi riferisco al discorso dell'anagrafe che è stata fatta tenendo conto dei vecchi sistemi mutualistici, per cui è da escludere la pretesa di responsabilità.

Ho citato l'iter che ha portato alla costituzione della graduatoria perché con questa procedura, chiaramente anomala, la Regione si è trovata in serie difficoltà nell'applicazione di questi atti. Infatti, non avendo altre Regioni le difficoltà che abbiamo noi, il problema non poteva essere sollevato a livello nazionale come avviene per altre questioni, tipo l'associazionismo, che verrà discusso e verrà molto probabilmente risolto con un accordo a livello nazionale. Qui si tratta di un problema strettamente locale, che quindi ha comportato difficoltà non indifferenti.

PRESIDENTE: Per la replica, la parola al Consigliere Mafrica.

MAFRICA - (P.C.I.): L'Assessore sovente dice che la nostra è una Regione all'avanguardia; io dico però che ci veniamo a trovare molto spesso in situazioni pasticciate, intricate, da cui non si sa come uscire. Non credo che in questo senso si possa dire di essere all'avanguardia!

Con la medicina sportiva abbiamo fatto una legge all'avanguardia, però di fatto il servizio in questo momento non c'è e anche l'ultima convenzione tra Unità Sanitaria Locale e Istituto Radiologico è stata bocciata dalla Commissione regionale di Controllo; quindi bisognerà ricominciare tutto da capo... INTERRUZIONE...

Già risolto? Ci ritorneremo la prossima settimana, perché abbiamo presentato un'interpellanza.

Tornando al problema in discussione non ho ancora capito come verrà risolta la situazione, in sostanza; l'Assessore continua a dire che tutto il ritardo è dovuto al fatto che non potevamo nominare i rappresentanti dell'ANCI perché qui l'ANCI non esiste, qui esiste l'Associazione dei Sindaci. In realtà nella norma transitoria n. 5, si dice che "in mancanza di tali organismi, di comune accordo tra Regione e i Sindacati più rappresentativi, sono provvisoriamente costituiti a livello provinciale e regionale organismi consultivi similari a quelli previsti nella presente convenzione".

Ecco, io ho visto che recentemente, in alcune deliberazioni della Giunta con cui si nominavano alcuni di questi Comitati si è, alla fine, lasciato perdere l'ANCI e si è ricorso - mi sembra che l'abbia richiamato anche l'Assessore - al Presidente dell'Associazione dei Comuni, in qualità di rappresentante. Ora, questa idea poteva essere presa in considerazione prima, senza fare tutta questa inutile trafila che non ha portato praticamente a niente; visto che la norma transitoria consentiva di passare attraverso organismi similari, era abbastanza chiaro che si poteva seguire questa strada!

ROLLANDIN - (U.V.): L'Associazione dei Comuni era l'organismo più similare! E non è stata accettata!

MAFRICA - (P.C.I.): Ma anche l'Assemblea dei Comuni è un organismo similare! Invece di pensare all'Associazione dei Sindaci, si poteva pensare all'Associazione dei Comuni, il cui Presidente, rappresentando tutti i Comuni, procedeva alle designazioni di sua competenza, rendendo possibile la costituzione dei Comitati e la redazione delle graduatorie! Invece le graduatorie hanno almeno quattro o cinque mesi di ritardo; i medici dicono che non essendoci le graduatorie, non essendoci nuovi medici giovani a disposizione, non hanno potuto fare la ricusazione, e anche la possibilità di associazione è solo teorica perché non sanno con chi associarsi; per questo non hanno ricusato le scelte eccedenti il massimale prescritto e ne attribuiscono la responsabilità alla Regione.

La Regione risponde che il Ministero non ha dato autorizzazione a nominare i rappresentanti dell'ANCI, perciò non sa cosa fare! Di fatto, siamo in una situazione difficile ed io credo che alcune responsabilità, senz'altro, debbano essere fatte ricadere sull'amministrazione regionale.

Altro punto: l'accordo tra medici e Assessore prevedeva che, nel caso in cui non fosse possibile l'associazione tra un medico che ha molti mutuati e un medico dell'elenco, una volta esaurita tutta la sequela, si passasse a pescare nella graduatoria; io dico che almeno si poteva pescare nella graduatoria in modo ordinato, perché quello che toglieva valore al comma che poi è stato soppresso dalla Commissione di Coordinamento era il fatto che ci si poteva associare con un medico qualunque della graduatoria e non si faceva alcun cenno al fatto che questa era stata redatta con un certo ordine e quindi stabiliva diritti, diciamo così, di precedenza per quelli che avevano fatto domanda.

Probabilmente si sarebbe dovuto tener conto di questo elemento.

Oggi come oggi, io credo che si debba andare avanti con la massima attenzione, perché è un problema complesso; è chiaro che non possiamo in Valle d'Aosta - e mi sembra che questa sia l'intenzione dell'Unità Sanitaria Locale - accettare che esistano altri medici che hanno 4.000 mutuati, perché a parte il fatto che ogni 1.000 mutuati c'è un riscontro finanziario di un certo tipo - dovrebbero essere circa 36 milioni - e quindi con 1.500 mutuati la quota annua del medico è di 54 milioni, il che non è insufficiente, il riportare a 1.500 i mutuati per ogni medico significa dare, perlomeno teoricamente, la possibilità di un servizio migliore nei confronti degli utenti.

Siccome nella graduatoria i medici interessati a questo servizio sono almeno 96, io credo che accelerando le cose si possa arrivare ad una situazione migliore e si possano ridistribuire i mutuati evitando che pochi medici abbiano migliaia di assistiti ed altri ne abbiano poche decine o non ne abbiano affatto. E' chiaro che esiste la questione del rapporto di fiducia, ma se si vuole fare della sanità un servizio in qualche modo programmato, un servizio anche migliore, occorre sciogliere certi nodi. Quindi io chiedo che la Giunta regionale intervenga perché questo non è un problema di poco conto e deve essere risolto.

Chiedo comunque all'Assessore se il testo della sua risposta, con tutte le date che non ho potuto annotare, può essermi consegnato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Carlassare. Ha quattro minuti.

CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Quanto?

PRESIDENTE: Quattro minuti!

CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Sarò velocissimo. Vorrei solo riflettere sull'espressione dell'Assessore: "facili profeti". Dico, se siamo facili profeti noi, poteva esserlo a maggior ragione l'Assessore che ha tutti gli strumenti burocratici per esserlo! Ma mi pare che il problema non sia quello di avere una volontà politica. Tant'è che il problema di fondo in tutta questa questione della medicina non sono le Commissioni che non si son potute mettere in piedi perché mancavano i rappresentanti dell'ANCI, ma sono i punteggi adoperati, perché se si fosse adoperato il punteggio previsto, anche con i rappresentanti dell'Associazione dei Sindaci al posto dei rappresentanti dell'ANCI nella Commissione per la formazione della graduatoria in sede locale, tutto questo problema non sarebbe sorto; l'aver fatto riferimento alla vecchia convenzione ha significato stravolgere sino in fondo l'Accordo Nazionale, che prevedeva dei parametri assolutamente diversi! Questo è il nodo di fondo! Quindi sulle parole "facili profeti", ho già detto quello che penso: l'Assessore, ad esempio, sosteneva che per quanto riguarda l'Istituto Radiologico Valdostano non esisteva incompatibilità in quanto erano medici specialisti quelli che operavano lì ed operavano contemporaneamente nella USL; di tale avviso mi pare non siano stati neanche i medici, che come hanno preso visione della legge non sono andati di corsa, alcuni per lo meno, a dimettersi perché avevano paura di questa incompatibilità.

Una cosa vorrei che fosse ancora chiarita: l'Assessore, relativamente al punto 6) ha usato queste parole: "verranno cautelativamente sospesi i pagamenti relativi agli assistiti eccedenti"; ora, io vorrei esser sicuro che queste quote non vengano poi pagate in un secondo tempo; la parola "sospesi" si potrebbe intendere nel senso di "sospesi provvisoriamente", dopodichè saranno pagate anche le quote eccedenti.

Questo vorrei che fosse chiaro, perché la legge in questo senso non lascia dubbi sul fatto che a partire dal mese di marzo non bisogna, in ogni caso, pagare le quote eccedenti.

PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 15 dell'ordine del giorno.