Oggetto del Consiglio n. 1653 del 22 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1653/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito al coinvolgimento di tutte le associazioni rappresentative delle persone con disabilità nella predisposizione della proposta progettuale "Lo sci per tutte le abilità" e interpellanze: "Intendimenti per la modifica del progetto "Lo sci per tutte le abilità"" e "Motivazioni della scelta del progetto "Lo sci per tutte le abilità" nell'ambito del bando nazionale del turismo accessibile".
Marguerettaz (Presidente) - Adesso avremmo le tre iniziative discusse congiuntamente, la n. 12, la n. 30 e la n. 31. Per la presentazione della n. 30, il collega Rollandin ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - Credo che anche i colleghi poi avranno modo di esprimersi su questo tema.
Come sapete, le Associazioni dell'Unione dei Ciechi hanno fatto presente e chiesto che ci fosse una possibilità di chiarire quello che è emerso da quest'esigenza, di poter poi partecipare direttamente a una serie di argomentazioni.
Noi, in funzione delle sollecitazioni che abbiamo avuto... per conoscere se sia intenzione del Governo prevedere la modifica del progetto presentato, integrando con le richieste esplicitate dall'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.
Si tratta di poter adeguare questo tipo d'intervento che era già fatto in modo da rendere possibile e gestibile questa (incomp.). Credo che sia un aspetto molto semplice però è stato chiesto e quindi chiediamo che venga prevista quest'ulteriore integrazione e modifica per venire incontro a quello che è sicuramente positivo per quanto riguarda l'Associazione dei ciechi e degli ipovedenti.
Presidente - Per la presentazione della 31, collega Marquis ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Credo che non ci sia molto da aggiungere rispetto all'illustrazione che è già stata fatta dal collega Rollandin. Anche noi abbiamo presentato quest'iniziativa proprio a seguito del comunicato che è stato fatto dall'Unione dei ciechi perché sostanzialmente si era dato corso a quest'iniziativa che è stata targhettizzata esclusivamente sul periodo invernale.
È di tutta evidenza che abbiamo capito qual è stata la volontà dell'Amministrazione, di fare una scelta ben precisa, di veicolare le energie in un'unica direzione.
Ho letto comunque il bando nazionale, è vero che dava delle possibilità di aperture a 360 gradi, quindi credo che a seguito di quest'osservazione sia anche bene, per tener conto di quella che è la pari dignità e la pari opportunità di poter partecipare alla vita pubblica e alle possibilità che il nostro territorio offre, fare una valutazione complessiva di quelle che possono essere le difficoltà di accessibilità ai beni culturali e verificare anche con le risorse proprie, come ha detto il collega, se vi è la possibilità di dare una maggiore possibilità fruizionale a tutti.
Presidente - Per la risposta, l'assessore Jean-Pierre Guichardaz ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - La proposta progettuale "Lo sci per tutte le abilità" è oggetto di grande interesse per questo Consiglio, tanto da essere stato oggetto - scusate il gioco di parole - di più di un'iniziativa consiliare, farò pertanto un'introduzione, visto che il tempo è la sommatoria dei tre interventi, generale per poi passare alla risposta ai vari quesiti.
Rammento innanzitutto che lo scorso 13 gennaio questo Consiglio regionale ha votato all'unanimità la mozione n. 1179 proposta dal collega Brunod per favorire la pratica degli sport, inclusi quelli invernali, nella nostra regione da parte delle persone con disabilità.
La mozione, se vi ricordate, impegnava il Governo regionale a istituire un tavolo di lavoro in collaborazione con l'Associazione valdostana impianti a fune, l'Associazione valdostana maestri di sci e tutte le associazioni e categorie direttamente interessate finalizzata a stimolare la creazione dei servizi, tra cui anche Skirama, dedicati, necessari a promuovere un'immagine di Valle d'Aosta quale importante realtà turistica inclusiva.
Due giorni prima, vale a dire l'undici gennaio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri - e più precisamente l'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità - ha pubblicato l'avviso per il finanziamento di progetti volti a promuovere un turismo accessibile e la creazione di servizi per rispondere ai bisogni speciali delle persone con disabilità, delle famiglie e dei loro accompagnatori.
Il bando intendeva stimolare proposte volte a favorire il turismo accessibile, attraverso azioni finalizzate allo sviluppo del turismo accessibile e inclusivo volto a favorire la presenza di turisti con disabilità e dei loro familiari, alla realizzazione di infrastrutture e all'organizzazione di servizi accessibili e all'offerta turistica accessibile e inclusiva, anche attraverso tirocini lavorativi per persone con disabilità.
Il bando richiedeva che le proposte progettuali soddisfacessero tutte le condizioni che ho appena citato; questa precisazione è d'obbligo per comprendere la complessità dell'elaborazione di un progetto condiviso con gli stakeholder di riferimento.
Il bando imponeva infatti tempi molto stretti per presentare le candidature, solo sessanta giorni - se vi ricordate ne abbiamo discusso variamente - dalla data di pubblicazione dell'avviso che poi, fortunatamente, sono stati prorogati di ulteriori trenta giorni.
Entro il termine previsto, quindi l'11 aprile, il progetto è stato predisposto e coordinato dalla struttura capofila Enti e professioni del turismo di concerto, con il coinvolgimento di altre quattro strutture regionali e sei partner sul territorio: Promozione progetti europei per lo sviluppo del settore turistico, Politiche per l'inclusione lavorativa, Invalidità civile, disabilità e tutele, Infrastrutture funiviarie, Associazione valdostana maestri di sci, Unione valdostana guide di alta montagna, l'Associazione valdostana impianti a fune, l'Office Régional du Tourisme e Co. Di. VdA - che è il coordinamento della disabilità proprio della Valle d'Aosta - oltre all'ADAVA. Come vedete è un progetto che ha richiesto una complessità anche concertativa piuttosto considerevole.
Vi fornisco ora brevemente alcune informazioni sulle proposte previste dal progetto: a seguito della mappatura dei comprensori sciistici - anche in considerazione dei servizi già esistenti - verranno selezionate almeno quattro zone sciistiche sul territorio regionale, almeno due per la pratica del fondo e almeno due per lo sci di discesa, che saranno oggetto degli investimenti materiali e immateriali al fine di renderle più accoglienti e inclusive al bisogno delle persone con disabilità motorie, sensoriali e/o intellettive.
In tali zone sono previsti gli investimenti materiali - quali ad esempio gli adeguamenti all'interno dei comprensori sciistici di discesa e di fondo e l'acquisto di ausili e di facilitatori per praticare l'attività sportiva invernale - e immateriali, quali, ad esempio, le attività di mappatura dei servizi presenti e la valutazione del loro grado di accessibilità.
La formazione, tra l'altro, e sensibilizzazione di diverse figure professionali e degli operatori turistici sui bisogni speciali delle persone con disabilità diverse, nonché - prevede il progetto - una campagna d'informazioni sia all'interno della Regione, per far conoscere l'offerta alle famiglie residenti, che possono fungere da amplificatori del messaggio, sia all'esterno, per far conoscere l'offerta integrata dei servizi proposta dalla Regione.
Al fine di agevolare le conoscenze delle strutture e dei servizi disponibili, la campagna promozionale, prevista dal progetto, sarà affiancata dalla realizzazione sul sito www.lovevda.it di una sezione dedicata al turismo accessibile.
Nell'ambito del progetto è altresì prevista la realizzazione di tirocini presso attività del settore turistico per persone con disabilità, residenti sul territorio.
L'intento è quello di sperimentare, su alcuni territori, interventi finalizzati ad ampliare l'accessibilità dei servizi che favoriscano la presenza di turisti con disabilità, creando così un modello virtuoso che possa essere replicato in altre località della regione.
In data 31 maggio u.s. è stato pubblicato, come avete riportato su alcune vostre iniziative, l'esito della valutazione da cui risulta che il progetto valdostano sarà finanziato.
Sulla base del cronoprogramma progettuale, le attività prenderanno avvio ufficialmente il primo ottobre prossimo e si concluderanno nell'aprile del 2024.
Passiamo ora ai singoli quesiti: le ragioni che hanno portato a proporre il progetto "Lo sci per tutte le abilità".
Per correttezza segnalo che l'iniziativa consiliare presenta un'imprecisione quando afferma che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha messo a disposizione 1.320.000 euro; in realtà il bando prevedeva una differenziazione del finanziamento statale in funzione della dimensione in termini di popolazione della Regione richiedente.
L'importo massimo per una realtà territoriale quale quella valdostana era di 1.200.000 euro che sono saliti a 1.320.000 euro in ragione del fatto che il bando prevedeva, obbligatoriamente, una compartecipazione regionale di almeno il 10%. Quindi noi abbiamo aggiunto 120 mila euro per poter partecipare a questo bando.
Tanto premesso, occorre considerare che il termine "Turismo" abbraccia una pluralità di ambiti, sport, eno-gastronomia, cultura eccetera.
Data l'entità della somma a disposizione, sarebbe stato impossibile intervenire su tutti i fronti ed è stato quindi necessario operare una scelta che, come tutte le scelte, può ovviamente non essere condivisa e può essere anche limitata.
Rispetto all'osservazione circa il non aver considerato la possibilità di progettare interventi destinati all'accessibilità dei beni culturali, occorre tener conto del fatto che la stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, ha specificato nelle FAQ il raggio di destinazione dei fondi del bando - mi riferisco alla questione avanzata dal gruppo di Forza Italia - e al punto D si dice che "L'ambito turistico di riferimento deve essere necessariamente lacustre, montano o balneare o può essere anche riferito all'intera regione o a specifiche città/musei/siti archeologici, cammini e ciclovie".
La risposta a questa domanda - che forse è stata fatta, se ben ricordo, dalla Regione Sicilia - dice: "Gli ambiti turistici possono essere regionali e/o riferibili a enti territoriali, siti archeologici, musei comunali, cammini e ciclovie. Per quanto riguarda le città, musei e siti archeologici, si deve tener conto che tali ambiti sono già destinatari in genere di risorse per la rimozione delle barriere architettoniche, per favorire l'accessibilità laddove la finalità della misura è rivolta invece a migliorare la fruizione dei servizi turistici per le persone con disabilità in aree e settori più raramente destinatari di risorse e in cui il potenziamento dei servizi per persone con disabilità è rimesso alla vocazione imprenditoriale degli operatori privati", quindi la risposta praticamente risponde già di per sé alla domanda del collega Marquis.
Alla luce di quanto indicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è optato per un intervento rispetto ad attività ludico-sportive, nello specifico alla pratica dello sci e alle attività con le Guide Alpine.
L'intento del progetto è da un lato quello di rendere accessibili alcuni comprensori sciistici nella speranza d'intercettare un certo target turistico, dall'altro quello di poter vivere una Valle d'Aosta inclusiva che stimoli le persone con disabilità a tornare anche in stagioni diverse dall'inverno.
Per le persone con disabilità e i loro accompagnatori e le famiglie, è impossibile - senza sistemi di servizi integrati, informazione sugli alloggi, formazione degli operatori, presenza di ausili dedicati, assenza di barriere presso i comprensori - praticare lo sci.
Sul territorio regionale ci sono già esperienze sull'accoglienza di turisti con disabilità diverse che, tuttavia, non sono strutturate in un prodotto turistico vero e proprio. La proposta progettuale intende proprio capitalizzare queste esperienze, rafforzare i servizi e promuoverli.
Questa è anche un'occasione per gli operatori privati - quindi per i maestri di sci, le Guide Alpine, gli albergatori, i ristoratori - di qualificarsi ulteriormente e di potenziare la loro offerta di servizi che però, senza un investimento pubblico iniziale, non potrebbe partire, quindi formazione, ausili, guide sul territorio e, sui servizi offerti, promozione eccetera.
Considerato che all'inizio dell'anno è stata votata all'unanimità da questo Consiglio la mozione di cui dicevo prima, la 1179, che evidenziava tra l'altro: "Ritenuto che sarebbe molto importante promuovere ulteriori azioni concrete ben strutturate, in modo tale che anche tutte le categorie di persone con disabilità e relativi accompagnatori - oltre a poter usufruire delle già previste agevolazioni per l'acquisto a un prezzo forfettario dello skipass nella Regione Valle d'Aosta - possano usufruire di servizi sui comprensori, adeguati e inclusivi a sostegno di un'immagine della Valle d'Aosta quale realtà turistica inclusiva a 360 gradi", e che entro la scadenza del bando è stato convocato anche due volte il tavolo di lavoro con i diversi rappresentanti istituzionali, restituendo le informazioni riguardanti l'accessibilità degli impianti,
la scelta d'investire nella formazione delle diverse figure coinvolte nell'accoglienza, nell'acquisto di ausili, nel censimento delle strutture ricettive, nella valutazione del loro grado di accoglienza delle persone con diverse disabilità - quindi motorie, sensoriali e interattive - è stata una naturale conseguenza di un'azione politica coerente con il mandato ricevuto da questo Consiglio.
Per rispondere alla domanda dei colleghi del gruppo Pour l'Autonomie: "Se sia intenzione del Governo regionale prevedere la modifica del progetto integrandolo con le richieste esplicitate dall'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti", la proposta progettuale "Lo sci per tutte le abilità" è stata sviluppata seguendo la logica di creare attorno ad alcuni comprensori sciistici, due di discesa e due di fondo, un sistema favorevole e rispondente ai bisogni speciali delle persone con diversi tipi di disabilità.
Si è ipotizzato il caso di un potenziale turista con disabilità che scopre, grazie alla campagna pubblicitaria, il volto accessibile e inclusivo della Valle d'Aosta e decide di trascorrervi un periodo di vacanza durante l'inverno: prima di partire, consultando il portale regionale del turismo www.lovevda.it, troverà tutte le informazioni necessarie e potrà scegliere e prenotare la situazione alloggiativa, saprà quali comprensori sciistici offrono servizi per le persone con disabilità e per i loro accompagnatori e quale opportunità prevedono, potrà prenotare le lezioni di fondo di discesa con un maestro formato sui suoi bisogni e avrà l'accesso gratuito agli ausili e alle attrezzature per sciare in sicurezza; allo stesso modo potrà svolgere attività con le Guide Alpine che anch'esse disporranno degli ausili e della formazione specifica necessari. Sulle piste di sci troverà la segnaletica per favorire gli spostamenti e, se è non vedente, troverà anche le mappe tattili all'interno del comprensorio, saprà presso quali locali ci sono le cosiddette "Carrozzine di cortesia", ciò significa che le persone con disabilità motoria scendono dall'ausilio per l'attività di sci e si spostano sulla carrozzina per poter accedere al bar-ristorante.
Presso i comprensori selezionati per le qualificazioni dell'offerta turistica, verranno formati tutti i professionisti: maestri di sci, pisteur secouriste, guide alpine, operatori di impianti di risalita.
Nell'ambito del progetto verrà assicurata la formazione degli operatori turistici e del comparto ricettivo della zona, alberghi e ristoranti oltre che dei dipendenti dell'Office du Tourisme, che spesso sono le prime persone a cui il turista si interfaccia sia a distanza via telefono, sia in presenza, presso gli sportelli turistici presenti sul territorio.
Tutti gli investimenti materiali e immateriali, formazione, informazione e promozione permetteranno di creare le solide basi per consolidare un'offerta turistica invernale dedicata alle persone con disabilità, ai loro accompagnatori e alle loro famiglie, creando un sistema di servizi funzionale e rispettoso dei loro bisogni.
Il progetto presentato è stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, e pertanto sarà finanziato; come ogni progetto di questa natura, è stato predisposto e approvato seguendo un preciso iter e scadenze definite a monte.
Rispetto alle eventuali modifiche e integrazioni del progetto, occorre tener conto - come chiedeva il collega Rollandin - che l'articolo 11 comma 5 dell'avviso pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri prevede che: "Eventuali modificazioni progettuali, che non alterino le impostazioni e le finalità del progetto valutato e in ogni caso senza ulteriori oneri aggiuntivi per l'ufficio" - che sarebbe quello per le politiche in favore delle persone con disabilità - "Dovranno comunque essere preventivamente autorizzate dall'ufficio, a seguito di richiesta motivata dal soggetto beneficiario, da far pervenire con almeno sessanta giorni di anticipo rispetto alla loro messa in atto, periodo entro il quale l'ufficio esprimerà il proprio eventuale diniego motivato".
Alla luce di quanto sopra, non risulta quindi possibile accogliere le modifiche proposte dall'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, modifiche che peraltro noi non conosciamo, anche perché noi non ci siamo interfacciati direttamente con loro, ma con il Comitato che rappresenta tutti, perché il progetto iniziale, finanziato con il bando in questione, ne uscirebbe snaturato e non risponderebbe alle condizioni sopra esplicitate. Si tratterebbe di fatto di un nuovo progetto.
Rispetto a "Quali siano state le valutazioni che non hanno permesso di valorizzare anche la sfera non motoria, prevedendo ad esempio progetti destinati all'accessibilità ai beni culturali e se sia stato previsto un confronto preventivo con le associazioni per elaborare un progetto che potesse tener conto di tutte le necessità", devo dire che rimango un po' stupito della posizione dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, in quanto, come dicevo prima, quest'organizzazione fa parte del Co. Di. VdA, che è il coordinamento della disabilità della Valle d'Aosta, associazione di secondo livello che raggruppa tredici associazioni in Valle d'Aosta.
Ai sensi della legge regionale n. 14 del 18/04/2008 e della deliberazione della Giunta regionale n. 3132/2008, Co. Di. VdA è il soggetto che partecipa ai lavori del gruppo regionale interistituzionale sulla disabilità, in rappresentanza di tutte le associazioni impegnate in tema di disabilità.
Co. Di. VdA- a cui aderisce anche l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti - non solo è stata coinvolta nell'elaborazione della proposta progettuale, ma ne è anche partner effettivo, rientra proprio nella scheda di progetto; il suo ruolo richiederà, tra l'altro, un'attività di coinvolgimento delle associazioni e nel contempo di stimolo al partenariato del progetto, rispetto alle osservazioni e proposte di miglioramento da attuarsi nel corso della realizzazione degli interventi.
La partecipazione di Co. Di. VdA è fondamentale e costituisce un reale valore aggiunto, perché chi meglio delle persone che vivono quotidianamente la disabilità può aiutare nella definizione e realizzazione di un progetto destinato a rispondere a bisogni di persone con la disabilità? Esattamente come recita il motto "Nulla di noi senza di noi", uno dei pilastri su cui si fonda il Movimento internazionale per i diritti delle persone con disabilità.
Rispetto a quanto indicato nell'iniziativa consiliare, mi riferisco nello specifico alla frase "Preso atto del fatto che con la summenzionata iniziativa si è privilegiata esclusivamente la sfera motoria, andando a discapito di chi non può pienamente accedervi", di certo con questo progetto si amplieranno le opportunità delle persone con disabilità e, grazie alla rimozione delle barriere materiali e immateriali, potranno accedere alla pratica dello sci.
Si è consapevoli che non si potrà consentire a tutte le persone disabili di praticare lo sci e l'attività con le guide alpine, perché potrebbero avere una disabilità talmente grave o specifica da impedire loro di beneficiare di quest'opportunità.
È altrettanto certo però che in qualunque settore si fosse scelto d'intervenire - anche, ad esempio, in quello culturale - ci si sarebbe trovati nella stessa situazione.
Con le risorse a disposizione, ci si prefigge non solo d'intervenire da un punto di vista tecnico, quindi acquisto di ausili, abbattimento delle barriere architettoniche - che indubbiamente sembra un paradosso ma è la parte più semplice - ma anche soprattutto di creare la cultura di un'accoglienza realmente inclusiva.
Dal progetto si evince chiaramente l'attenzione riservata alla formazione non solo di maestri di sci e Guide Alpine, ma anche degli operatori del settore della ricettività, gli addetti al soccorso eccetera.
La proposta progettuale ben specifica che si fa riferimento alla disabilità in genere, in tutte le sue forme: motoria, sensoriale e cognitiva.
A mero titolo esemplificativo - ma le posso assicurare che in tutto il progetto è così e quindi invito chi è interessato a rileggere la DGR 372/2022 - rappresento che al punto 3 di pag. 7, in cui si fa riferimento a una delle azioni da realizzarsi, è riportato quanto segue: "Selezione delle scuole di sci e valutazione degli investimenti da effettuare al fine di renderle maggiormente accessibili senza fare riferimento diretto solo agli edifici o agli spazi ma anche ai servizi offerti: quest'attività prevede la selezione delle attrezzature da acquistare e dei facilitatori da realizzare per consentire alle persone con disabilità la pratica degli sport invernali, in particolare gli ausili come monosci, bass, snow kart per bambini, ragazzi e adulti, carrozzine di cortesia, i facilitatori per gli sciatori non vedenti" - quindi è contenuto all'interno del progetto - "E le guide in CAA", che è la comunicazione aumentativa/alternativa per le persone con disabilità intellettiva o relazionale.
Sarebbe di certo stato molto più semplice, sia in termini di progettazione che d'individuazione degli ausili necessari, così come di formazione degli operatori, limitarsi a un'unica tipologia di disabilità.
Il progetto "Lo sci per tutte le abilità" si concentra invece sì su un tema specifico, quello della pratica dello sci, ma per le persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive.
Rispondere a tutti i bisogni speciali è un obiettivo molto ambizioso perché ogni disabilità ha le sue specificità, motivo per il quale sono stati previsti interventi su larga scala: dall'adeguamento delle aree dei comprensori e acquisto degli ausili per superare le barriere fisiche, al posizionamento delle mappe tattili per le persone non vedenti, alle guide in CAA, cioè nella comunicazione aumentativa/alternativa per le persone non verbali.
Concentrare le risorse economiche su un tema specifico - tra l'altro votato, come ricordavo prima, con la mozione in Consiglio - non potrà - a nostro parere - che portare dei risultati auspicabili e necessari a promuovere un'immagine di Valle d'Aosta quale importante realtà inclusiva che successivamente, quello sì, potranno essere capitalizzati anche in altri contesti, in particolare la sensibilizzazione della popolazione, la formazione degli operatori, dei proprietari gestori degli alberghi e la mappatura degli alloggi resteranno così come patrimonio anche per le future iniziative.
Presidente - Per la replica, il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore per aver passato venticinque minuti nel dirci che sostanzialmente lui ha fatto tutte le cose bene, questo progetto è perfetto e non ha alcun difetto.
Lo ringrazio ovviamente in maniera importante, innanzitutto perché questo farà sì vedere quello che è stato detto, farà sì che io non dia mai più il consenso per accorpare le iniziative, ma per lo meno mi limiti ad avere una risposta alle mie domande, dopodiché lascerò i colleghi decidere eventualmente se accorpare loro.
La seconda questione è una: lei, come detto, ha passato molto tempo nel dirci che ha fatto tutto in maniera perfetta, che il progetto è assolutamente inattaccabile, che tutto è stato fatto bene, ma qui abbiamo un comunicato stampa di un'associazione che raggruppa una particolare categoria di disabili, di cui lei peraltro ci ha detto che ci porta il punto di vista - non so se è stato un lapsus o qualcosa - ma che evidentemente non è soddisfatta da quello che è emerso e dal progetto che è stato messo insieme.
Assessore, io avrei accettato magari una spiegazione che ci spiegava come mai non si è ritenuto opportuno comprendere alcuni bisogni e le motivazioni per le quali si è dovuto ripiegare in qualche maniera su questo progetto.
Lei ci ha detto che questo progetto è inattaccabile e va bene per tutti; non è così però, non è così.
Io ho visto raramente associazioni di disabili che fanno dei comunicati stampa per attaccare direttamente un progetto sui disabili, credo forse che sia la prima volta.
Il problema è che effettivamente una mozione è stata presentata, e ringrazio il collega Brunod, per l'interesse in questo progetto, e noi non disconosciamo il valore di questo progetto, però quando c'è stata la fase di elaborazione, lei lo ha detto Assessore, è stata evidenziata - soprattutto da parte del rappresentante del CODI VDA, che lei ha citato - la non esaustività del progetto, è stata evidenziata in sede di approfondimento. Questo lei ha omesso di dirlo, cioè che mancava un pezzo, era evidente ed è stato detto. Poi che lei abbia fatto delle scelte differenti, questa è tutta un'altra questione.
Però credo che lo stimolo, che arriva anche da alcuni colleghi, sia: ma c'è la volontà di andare a fare a questo punto l'integrazione?
Credo che un dato sia emerso in tutto l'intervento che lei ha fatto, cioè fare un'integrazione, rispetto a quello che è stato suggerito dall'Associazione, non è possibile, secondo lei, lei ce lo dice, poi lo verificheremo, perché questo modificherebbe i vincoli dati dal bando. Questo è quello che ci ha detto. Ci ha detto anche però che questo progetto può essere modificato.
Allora bisogna verificare se effettivamente questo progetto può essere modificato e in quale maniera questo progetto può essere modificato andando incontro ai suggerimenti delle associazioni, senza snaturare la natura, ma per andare effettivamente a creare un progetto che sia inclusivo per tutti, perché qua l'inclusività viene sempre utilizzata come un paravento e qualcuno la utilizza sempre per dire "La Valle d'Aosta è inclusiva, aperta, è bella, accogliente" e quant'altro, poi questi comunicati stampa ci fanno tornare con i piedi per terra, la fanno tornare con i piedi per terra. Non è così.
Quindi, Assessore, io non sono soddisfatto da questa risposta, ovviamente andrò a vedere e approfondire i requisiti che sono stati chiesti perché, se ci fosse la possibilità, con risorse proprie, di andare a integrare questo progetto, allora è evidente che a questo punto un'integrazione si renderebbe necessaria sulla base di quelle indicazioni. Prima questione.
Seconda questione: Assessore, lei purtroppo fa un errore che commettono anche altri, cioè spesso, siccome la realtà è complessa e ha mille sfaccettature, si cerca di semplificarla, quindi c'è un'associazione che ricomprende i non vedenti, c'è un'associazione che ricomprende le persone con autismo, c'è un'associazione che ricomprende le persone paraplegiche, c'è l'associazione che le raggruppa tutte, sentiamo cosa ci dice uno e poi va bene così.
La realtà è più complessa, proprio perché è un problema che ha mille sfaccettature, a volte è meglio entrare nello specifico, perché effettivamente un'associazione di secondo livello, che raggruppa le associazioni, può dare delle indicazioni di massima, ma delle criticità specifiche di una specifica disabilità possono essere presentate solo da chi quella disabilità la conosce a fondo, e questo ne è un esempio lampante.
Quindi per le prossime volte - e vedremo poi quali saranno le possibilità di modificarlo - la necessità di interfacciarsi con chi ha delle criticità diverse è essenziale.
Presidente - Collega Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - Noi abbiamo presentato quest'iniziativa tenendo conto di suggerimenti che ci sono stati fatti naturalmente, in particolare tenendo conto dell'Unione Italiana dei ciechi.
Lo dico perché poi sono sopravvenute altre iniziative che non sono tutte uguali, chiaramente il disagio, il fatto che ci siano delle esigenze diverse a seconda della situazione personale è scontato.
Lei ci ha rappresentato la disponibilità di attivare dei meccanismi che, in qualche modo, possano agevolare le situazioni che portano a queste difficoltà.
Ora credo che sia importante non immaginare di avere tutto per tutti, qui in questo caso noi guardavamo per i ciechi; quando abbiamo presentato... ci hanno detto: perché non si poteva ottenere un risultato senza fare la modifica che "permetta di".
Allora la stessa cosa credo che anche quello che ci ha appena illustrato adesso la complessità delle cose... per cui mi sembra un po' illusorio immaginare di ottenere un risultato, di avere una risultanza che sia onnicomprensiva. Se vogliamo, dobbiamo tener conto di alcune situazioni che meglio possano essere collegate e collegabili con quello che si vuole ottenere in primis.
Come abbiamo detto noi in Valle d'Aosta... non è che noi ne rispondiamo per tutta l'Italia, rispondiamo per la Valle d'Aosta. Riteniamo che facendo degli investimenti relativi si possa ottenere a titolo esemplificativo delle risposte che possano comunque essere importanti, però non si può essere omnicomprensivi.
Chiederei quindi di fare una riflessione che meglio si adegui a quelle che sono... sperimentali, perché non è che è tutto acquisito, si fa quello che si può tenendo conto della possibilità di avere le associazioni che, in qualche modo, collaborino e possano essere quelli che ci tengono a dare delle risposte, che poi gradualmente si possa ottenere un risultato che vada nella direzione che noi tutti abbiamo auspicato, perché sennò non facciamo niente, il che è la cosa peggiore.
Presidente - Collega Marquis, per la replica.
Marquis (FI) - Abbiamo apprezzato la sintesi della sua risposta, Assessore, che ci ha fatto un'ampia rappresentazione di tutte le ragioni che hanno portato a confezionare questa proposta.
Immaginavamo quale fosse il tenore della sua risposta, però - da responsabile anche dei beni culturali quale è lei - ci aspettavamo un'altra risposta, francamente.
Io mi sarei aspettato che ci avesse detto: "Il bando è stato fatto in questo modo, è stata fatta questa scelta, non si può tornare indietro, perché il finanziamento è stato determinato, però qualche soldo ce l'ho ancora nel mio Assessorato, faccio un progetto complementare, faccio una verifica delle possibilità per migliorare l'accessibilità ai beni culturali".
Attenzione, che, quando parliamo di accessibilità, non si parla poi solo di abbattere le barriere architettoniche che possono avere anche dei finanziamenti diversi rispetto a questi, si parla anche di servizi per migliorare l'accessibilità alle strutture. Quindi credo che del margine di miglioramento ce ne sia in questo settore.
D'altronde, non è neanche giustificabile lo scaricare la responsabilità sull'Associazione che rappresenta tutte le categorie dei disabili, perché ci rendiamo conto che qualcosa possa sfuggire, però ci rendiamo anche conto che quando arriva un comunicato da parte di un'Associazione di disabili... queste sono persone che il problema lo vivono, sono persone che lo vivono sulla propria pelle.
Mi sembra anche una mancanza di sensibilità la risposta che ha dato rispetto alla dignità di queste persone, perché si poteva tranquillamente dire: "Il progetto che è stato impostato è stato impostato diversamente, proviamo a vedere cosa si può fare con le risorse che abbiamo".
Il suo Assessorato penso che una decina di milioni dell'avanzo di Amministrazione ce li ha avuti non impegnati e penso che ce l'avrà anche quest'anno.
Con un minimo di attenzione, di verifica nei conti delle sue poste di bilancio, qualche risorsa la potrebbe trovare da mettere a disposizione per dare una soddisfazione anche a questo problema, magari non organica e complessiva, ma un segnale.
Questa è gente che soffre la quotidianità, sa, quindi ci aspettavamo un poco più di attenzione e di sensibilità sull'argomento.
