Oggetto del Consiglio n. 1628 del 22 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1628/XVI - D.L. n. 65: "Disposizioni concernenti la concessione di contributi in favore delle piccole stazioni sciistiche di interesse locale". (Reiezione di due ordini del giorno. Approvazione di un ordine del giorno).
Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto n. 3.02 dell'ordine del giorno. Si è prenotato il consigliere Chatrian a cui passo la parola.
Chatrian (AV-VdA Unie) - Solo per richiedere una breve sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - È accolta la richiesta, il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 09:43 alle ore 10:07.
Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere. Siamo al punto n. 3.02, il D.L. 65 sugli impianti da sci. Il D.L. in questione è composto da quattro articoli, sono stati depositati due emendamenti della IV Commissione e un sub emendamento dell'Assessore.
Inoltre vi sono, come detto in precedenza, tre ordini del giorno. Il relatore del disegno di legge in questione è il Presidente della IV Commissione, consigliere Grosjacques, che si è prenotato e a cui passo la parola per la relazione.
Grosjacques (UV) - Il presente disegno di legge regionale, votato all'unanimità nelle competenti Commissioni, II e IV, intende disciplinare la concessione di contributi in favore delle stazioni sciistiche di piccole dimensioni - aventi non più di tre impianti aerei e caratterizzate da un bacino di utenza prevalentemente locale - ed è finalizzato a garantirne la continuità del servizio, anche nei periodi della stagione invernale, durante i quali l'affluenza di utenti risulta significativamente bassa.
Tale disegno di legge discende dall'impegno assunto dal Governo regionale attraverso l'approvazione in data 14 gennaio 2021 della risoluzione consiliare avente come oggetto "Impegno al mantenimento e all'incremento dell'offerta turistica dell'impianto sciistico del Weissmatten e dei piccoli comprensori sciistici regionali. Valutazione sull'evoluzione del modello gestionale e di sviluppo del sistema degli impianti di risalita regionali" e della successiva adunanza della IV Commissione consiliare del 28 ottobre 2021, al termine della quale era stato dato mandato all'assessore Bertschy di predisporre un testo di legge che, anche attraverso il sostegno finanziario pubblico, potesse garantire una riorganizzazione complessiva di tutti i piccoli comprensori sciistici presenti sul territorio regionale.
Uno degli obiettivi principali del testo che oggi ci apprestiamo a votare è il riconoscimento del ruolo fondamentale delle piccole stazioni sciistiche nell'economia delle nostre comunità di montagna come strumento di sviluppo socio-economico, legato da un lato al sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali del territorio, attraverso la garanzia di continuità di apertura per l'intera stagione invernale, e dall'altro al mantenimento della popolazione nei Comuni sui quali insistono tali impianti, attraverso la conferma di numerosi posti di lavoro i quali, nel caso di chiusura degli stessi, sarebbero difficilmente sostituibili con altre iniziative imprenditoriali aventi uguale ricaduta in termini occupazionali.
Le piccole stazioni sciistiche, oggetto del provvedimento in esame, sono attualmente dodici, sette delle quali incardinate nelle grandi società Cervino S.p.A. con Chamois, Pila S.p.A. con Saint-Rhémy, Crevacol e Cogne e Monterosa S.p.A. con Ayas Antagnod, Brusson, Palasinaz, Champorcher e Gressoney Weissmatten e le cinque di proprietà delle amministrazioni comunali di La Magdeleine, Rhemes-Notre-Dame, Valgrisenche, Ollomont e Saint-Vincent Col de Joux, che ne affidano la gestione in sub-concessione a società o enti diversi.
L'impegno di spesa previsto dal disegno di legge, stabilito in 2 milioni di euro all'anno per i prossimi tre anni, dovrebbe consentire, sulla base delle simulazioni effettuate dai competenti uffici con riferimento alle ultime stagioni pre-pandemia, di dare copertura a circa due terzi del possibile deficit previsto da tali stazioni e il contributo sarà calcolato per ognuna di esse per ogni giornata di bassa affluenza come differenza tra il ricavo medio giornaliero di bigliettazione delle giornate di alta affluenza e il ricavo medio giornaliero di bigliettazione delle giornate di bassa affluenza, intendendosi per tali le giornate dal lunedì al venerdì e con esclusione dei periodi indicati al primo comma dell'articolo 2.
Non dobbiamo però considerare questo disegno di legge e il relativo impegno di spesa semplici strumenti di ripianamento delle perdite generate dalle piccole stazioni ma, al contrario, questa è una legge ambiziosa che lancia una sfida al territorio tutto intero, enti locali ed operatori economici in primis, affinché tutti insieme creino i presupposti che consentano di mettere in campo dei progetti e delle azioni miranti a invertire il paradigma della gestione e della fruizione dei piccoli comprensori sciistici, creando sinergia tra gli stessi comprensori nell'offerta alla clientela, anche attraverso un utilizzo turistico multi-stagionale dei territori in questione, con l'obiettivo di aumentare in modo considerevole le presenze turistiche.
Tutto questo dovrà concretizzarsi ai fini dell'ottenimento dei contributi previsti dal disegno di legge attraverso la redazione di accordi di cooperazione tra le società di gestione degli impianti e i Comuni interessati da attività di esercizio delle piccole stazioni sciistiche, ma, più in generale, con i territori aventi una ricaduta diretta in termini commerciali e occupazionali dai benefici derivanti dalle misure di sostegno presenti all'interno del disegno di legge.
Con riferimento agli accordi di cooperazione che ho appena citato - i cui criteri saranno condivisi dal Governo regionale con il gruppo di lavoro costituito per effetto del sub-emendamento presentato questa mattina dall'assessore Bertschy, in adesione al suggerimento dell'assemblea del CPEL e condiviso dalla IV Commissione consiliare, che introduce il comma 5bis dell'articolo 2 e che si tradurrà in una deliberazione di Giunta - gli stessi potranno comprendere, a titolo esemplificativo e non esaustivo, azioni quali la bigliettazione unitaria tra le piccole stazioni, con particolare riferimento a determinati target di clientela; il sostegno agli investimenti sul comprensorio; lo sviluppo di attività accessorie all'uscita discesa; la creazione di servizi aventi una ricaduta diretta sulla gestione della stazione, quali ad esempio parcheggi, connettività gratuite, ricariche per auto elettriche e, più in generale, tutte le attività che i singoli territori riterranno utili per gli obiettivi fissati nel presente disegno di legge.
Il testo di legge tiene forzatamente conto degli aspetti connessi alla disciplina euro unitaria in materia di aiuti di Stato e ha come principi di riferimento l'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea riguardante le Regioni più disagiate, nonché la decisione 676/2002 della Commissione Europea, che ha escluso dagli aiuti di Stato i contributi pubblici in favore delle piccole stazioni sciistiche d'interesse locale aventi specifiche caratteristiche, che la Regione autonoma Valle d'Aosta ha fatto proprie attraverso l'approvazione della legge regionale 8/2004.
Più in generale, la previsione di un corrispettivo in favore delle stazioni di piccole dimensioni il cui servizio non rientra tra quelli d'interesse economico generale, basato solo ed esclusivamente sul presupposto che le stesse versino in una condizione di perdita strutturale, rischierebbe - almeno in linea teorica - di configgere con i principi di economicità, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa.
Proprio per tali ragioni, il sostegno economico previsto dal presente disegno di legge è riferito solo ed esclusivamente alle giornate di bassa affluenza dell'utenza, con la finalità di garantire la continuità nell'apertura del servizio, anche nei periodi di scarso afflusso, con particolare riferimento all'inizio e alla fine della stazione sciistica, periodi durante i quali non vi sarebbero le condizioni dal punto di vista economico per una continuità di apertura.
Il disegno di legge ha ottenuto il parere positivo dell'assemblea del CPEL con alcune osservazioni che sono state oggetto di attenta analisi in IV Commissione e che sono state inserite nel testo all'attenzione oggi di questo Consiglio, nonché dell'Associazione valdostana impianti a fune che, nel corso dell'audizione, ha voluto porre l'accento sugli effetti positivi derivanti dall'approvazione di quest'importante provvedimento sull'economia, non soltanto dei Comuni direttamente interessati, ma più in generale su tutto il sistema neve della nostra regione.
Ci apprestiamo a votare un disegno di legge di grande importanza, a sostegno delle comunità della nostra regione sulle quali insistono le dodici piccole stazioni sciistiche, un provvedimento con un orizzonte triennale al termine del quale dovranno essere misurate le effettive ricadute generate in termini di maggiori attività intraprese dagli enti locali e da tutti gli attori coinvolti nei comprensori interessati e di miglioramento, per quanto possibile, del risultato economico degli stessi.
Siamo quindi chiamati tutti a un attento e scrupoloso lavoro, con l'obiettivo di non vanificare le positive e immediate ricadute derivanti dall'applicazione di questa legge e non essere costretti, al termine del triennio, a dover assumere decisioni dolorose ma a questo punto non più rinviabili nei confronti anche di una sola delle piccole stazioni oggetto del presente provvedimento legislativo.
In conclusione, prima di procedere all'esame dell'articolato, consentitemi di ringraziare il Governo regionale, e in particolare l'Assessore Bertschy, titolare della delega sugli impianti a fune, per aver voluto dare attuazione, attraverso il disegno di legge 65, a quanto deciso da questo Consiglio regionale, con l'approvazione unanime della risoluzione del 14 gennaio 2021, nonché le competenti strutture dell'Assessorato e in ultimo, non certamente per ordine d'importanza, tutti i Commissari e i colleghi Consiglieri per la grande attenzione prestata a questo disegno di legge e per il contributo fornito nel corso delle riunioni di Commissione per l'esame del testo, i cui preziosi suggerimenti hanno certamente contribuito a migliorarne i contenuti.
Il presente D.L. si compone di quattro articoli.
L'articolo 1 dispone l'oggetto e le finalità della legge.
L'articolo 2 illustra le modalità relative alla determinazione ed erogazione del contributo alle società di gestione degli impianti ed ai Comuni interessati da attività di esercizio di piccole stazioni sciistiche. All'articolo in questione sono stati inseriti due emendamenti che costituiscono i commi 4 e 5 e che sono stati approvati dalla IV Commissione contestualmente al presente disegno di legge nonché il sub-emendamento 1 che introduce il comma 5bis relativo alla costituzione del tavolo di lavoro.
L'articolo 3 reca la disposizione transitoria e l'articolo 4 reca infine le disposizioni finanziarie.
Presidente - A questo punto apriamo la discussione generale sul disegno di legge 65. La discussione generale è aperta. Si è prenotato il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Questo disegno di legge rappresenta oggi la risposta di breve termine al problema della continuità dell'apertura del servizio reso dalle stazioni sciistiche di piccola dimensione, una soluzione elaborata tra le maglie non certo larghe della normativa euro unitaria, fatta da quell'Europa che tanto piace a parole ma le cui conseguenze dirette finiscono poi per non piacere a tanti suoi ultras, come in questo caso.
Considerando il principio per cui il servizio reso da queste non rientra tra quelli d'interesse economico generale e il cui eventuale stato di perdita strutturale, ovvero d'inattività, possa generare non poche ricadute negative sulla sopravvivenza d'intere comunità di Valle.
Per l'appunto, come si legge nella relazione al disegno di legge, il sostegno economico introdotto è riferito esclusivamente a quelle giornate di bassa affluenza da parte dell'utenza, quelle giornate che potrebbero risolversi nella chiusura dell'impianto da parte del concessionario, come diceva il relatore di legge; un disegno di legge che nasce dall'impegno di questo Consiglio preso nel gennaio scorso a fronte della presentazione di una petizione popolare finalizzata al mantenimento e incremento dell'offerta turistica costituita dall'impianto sciistico del Weissmatten, sito nel Comune di Gressoney-Saint-Jean.
Petizione successiva a quella discussa nel corso della precedente consiliatura riguardante l'impianto di Antagnod, luoghi diversi dinamiche simili.
Ebbene, va detto che questa legge più di così non poteva fare, almeno a fronte del quadro normativo attuale, della perseguibilità di una soluzione di natura prettamente normativo amministrativa.
Proprio a tal riguardo infatti alla petizione fece seguito una risoluzione multi partisan intitolata: "Impegno al mantenimento e all'incremento dell'offerta turistica dell'impianto sciistico del Weissmatten e dei piccoli comprensori regionali. Valutazione sull'evoluzione del modello gestionale di sviluppo del sistema degli impianti di risalita regionali", volta, tra l'altro, a impegnarsi a predisporre in tempi brevi un disegno di legge regionale che, anche attraverso il sostegno finanziario pubblico, possa garantire una riorganizzazione complessiva di tutti i piccoli comprensori sciistici presenti sul territorio regionale.
Fatto il primo pezzo, tocca mettere mano al secondo, in linea tra l'altro con l'ulteriore impegno a valutare e definire un nuovo modello di gestione e sviluppo delle stazioni sciistiche valdostane.
Non una questione di poco conto, non una scelta semplice, un dossier che potrebbe rischiare di essere trattato con troppa rapidità o in emergenza, ovvero anche solo parzialmente, status tipico della maggior parte delle leggi che questa consiliatura sta affrontando.
Dico questo perché da alcune parti, così come anche nei richiami dell'ultimo documento di economia e finanza regionale, la soluzione sembrerebbe essere semplice: fare una sola società di gestione degli impianti a fune valdostani.
Avevate dubbi che si potesse affrontare una questione di società ad azionariato pubblico con la nascita di una nuova e sola società? Mi auguro che questa prima legge non sia antesignana di un errore di tale portata.
Chi compra la scatola prima di scegliere il contenuto?
Dico questo perché, al di là della dimensione economica delle singole realtà, gli elementi da considerare in valutazione complessiva del modello di gestione e sviluppo - nonché anche di finanziamento, perché spesso ce lo dimentichiamo - sono per lo più i medesimi, tra cui, ad esempio, il mercato di riferimento; l'offerta alla clientela, offerta fatta anche dalle strutture, dagli impianti, dai servizi; la struttura societaria di governance; la struttura finanziaria delle società e le strategie di vendita e promozione, di sviluppo e d'investimento, e potrei andare oltre, però occorre metterli tutti in fila questi elementi, considerarli tutti e valutarli tutti, non a pezzi.
Non anticipo nulla, ma per i nostri ordini del giorno chiediamo di poter avere aggiornamenti su quanto si sta facendo per valutare lo stato dell'arte, nonché le possibili evoluzioni del modello dei nostri impianti a fune. Sarebbe davvero inutile parlare di piccoli o grandi comprensori senza aver chiaro l'obiettivo futuro a cui vogliamo tendere.
Inutile parlare di scelte di sviluppo turistico dello sci, così come anche di regresso turistico, che tanti guru della decrescita triste fomentano dopo l'applicazione dei regimi di lockdown.
Per inciso, non si vive di sole ciaspole e di sole pelli, perché è giusto considerare a monte tutti gli elementi necessari per capire cosa stiamo facendo e soprattutto dove vogliamo e possiamo andare.
Tutti questi sono interventi che costano e impegnano risorse pubbliche e non solo nel breve, medio e lungo periodo, e proprio per questo occorrerà ben considerare la questione relativa alla struttura finanziaria dell'attuale futuro modello di gestione e sviluppo dei nostri comprensori, perché oggi necessariamente l'azionista è la Regione e, come abbiamo visto in questi anni, sia questa che il suo braccio destro in house, la Finaosta, si sono mossi a vario titolo e con vari mix di finanziamento che oggi, insieme a quello bancario, sono i canali tipici di reperimento delle risorse necessarie.
Sembra - anzi, è banale quello che dico - ma al di là della sopravvivenza di realtà fondamentali per l'economia delle annesse comunità, vi è la necessità, non soltanto legata al cambiamento climatico - e lo dico così i decrescenti tristi sono contemplati anche in questo passaggio - bensì anche e soprattutto alla realizzazione e sostenibilità d'investimenti e delle manutenzioni future, perché ci si rende poi conto delle manutenzioni solo quando gli impianti sono già fatti, bisogna anche considerare il futuro e la sostenibilità di queste scelte, come la sostenibilità delle scelte anche in materia societaria.
È più sostenibile una sola società o tante società o alcune società? Sono tutti elementi da considerare prima di fare le leggi.
Quello di oggi non è che un piccolo passo, quello che dobbiamo invece fare domani è una seria camminata risolutiva verso un modello che non può certo assomigliare a un carrozzone travestito da berlina fiammante; tuttavia la forza per farla, la camminata, mi sembra che oggi qui non ci sia proprio, e di questo è meglio che i tanti maîtres à penser siano pronti a prenderne atto, ad assumersene i relativi costi morali e politici di circostanza, perché non stiamo parlando di cose banali.
Presidente - Consigliere Rollandin si è prenotato, ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - La relazione che è stata fatta, credo che sia coerente con quello che era il "dopo Weissmatten", quando si è voluto dire che la situazione di Weissmatten non solo non era l'unica, ma non doveva essere un elemento da sottovalutare, e proprio in quell'occasione avevamo dato la possibilità e l'impegno di esaminare le situazioni che qui sono già state riprese e che comunque devono darci la possibilità di valutare in che termini si è in grado di sostenere le difficoltà che già conosciamo.
Ci sono sicuramente dei problemi non secondari da affrontare, perché se, da una parte, prima erano i Comuni che in qualche modo cercavano di sostenere quello che succedeva nelle piccole stazioni, oggi si dà una copertura, che non vuol dire pagare comunque, per le esigenze che di volta in volta vengono... ma con un controllo ben chiaro sulle possibilità d'intervento che devono essere tenute già da questo primo anno, che sarà l'esempio di quello che si può fare, quello che si può contenere e quali sono le differenze rispetto agli anni precedenti, perché non è che sono cambiate le situazioni, dovrebbero cambiare le modalità con cui si interviene per cercare di evitare che ci siano le solite necessità d'intervenire a posteriori; naturalmente se non sono i Comuni, è la Regione e sarebbe una débâcle per quanto riguarda l'intervento che noi vogliamo con questa legge.
Evidentemente, essendo il primo anno, è importante che ci sia una continuità d'intervento da parte della Regione con i Comuni e con le società che gestiscono queste situazioni.
Differenze sostanziali, perché quello che succede a Champorcher o a Brusson non è uguale a Weissmatten, e così per le altre situazioni.
Quando abbiamo discusso in Commissione di questo problema, si è cercato di riuscire a mettere in riga tutto quello che si può fare per prevenire i deficit, perché i deficit ci saranno, però capire se questi sono giustificati, se sono in coerenza con quello che si è voluto dire con questa legge, di dare cioè un'attività preventiva, in modo tale che si possa arrivare alla fine dell'anno con una valutazione oggettiva, seria e soprattutto che ci possa dire che questo tipo d'intervento ha un suo valore, ha una sua valenza se è in conseguenza delle indicazioni che sono state date e che sono soprattutto mantenute.
Questa sarà una sfida non da poco, e la sfida è sia per quello che interverrà direttamente con queste situazioni, perché anche durante la discussione della legge si è parlato della differenza che esiste tra questi sistemi che noi abbiamo e quindi su questo dovremo tenerne conto fin dall'inizio, perché se arriviamo alla fine il gioco è fatto e rischiamo di dire "Non funziona" e cerchiamo di trovare un'altra situazione.
Non è così. Noi vogliamo intervenire, ma vogliamo intervenire seguendo in modo coerente con quello che la stessa norma porta a ottenere per riuscire ad avere un risultato positivo e quindi a mantenere quei benefici che sono stati previsti e che possono dare una continuità ai Comuni interessati.
Presidente - Consigliere Lavy ne ha facoltà.
Lavy (LEGA VDA) - Se un anno e mezzo fa avessimo pensato che oggi ci sarebbe stata in discussione questa legge per il mantenimento dei piccoli impianti, molto probabilmente qualcuno si sarebbe messo a ridere, perché la sensibilità che c'era un anno e mezzo fa... non in quest'aula, assolutamente, perché quest'Aula comunque ha sempre dimostrato di avere una forte attenzione per i piccoli impianti, ma fuori, è ovvio che mai ci si sarebbe aspettati che si sarebbe arrivati a questo genere di percorso con questa legge che, come è stato detto prima dal collega Aggravi, è l'unica possibile.
È anche giusto capire il perché ci si è arrivati a questa legge, che è assolutamente fondamentale proprio per il mantenimento del territorio; più che altro credo che siamo tutti consci del fatto che i piccoli impianti - soprattutto per quanto riguarda i Comuni testata di Valle - sono assolutamente fondamentali per l'economia di quei Comuni che, altrimenti, potrebbero già, vivono già comunque, anche con questi impianti, in alcuni casi importante sofferenza.
Ecco che però avere una legge che garantisce anche un minimo di "Perequazione" fra i periodi di massima affluenza e minima affluenza, con un eventuale - o meglio obbligatorio - ritorno poi successivo sul territorio in quanto investimenti, era necessario pensarci, proprio perché, se si vuole avere un futuro per questi piccoli impianti, bisogna anche capire in che direzione si vuole andare.
Come è già stato comunque detto anche prima dal collega Aggravi, questa legge non dà una direzione vera e propria per il futuro generale dei piccoli impianti, dà una direzione, un po' un taccone, perché anche qui capire il perché si è arrivati a queste legge.
Se un anno e mezzo fa non avessimo avuto sul tavolo la petizione per quanto riguarda la salvaguardia, la salvezza dell'impianto di Weissmatten, se nella scorsa legislatura non ci fosse stata la petizione per la salvezza dell'impianto di Antagnod, credo che molto probabilmente oggi noi questa legge non staremmo qui a discuterla perché, parliamoci chiaro, al di là del problema magari del Col de Joux, la questione dei piccoli impianti è uscita fuori essenzialmente perché c'erano dei problemi in una società, e questa società - lo sappiamo tutti - è la Monterosa Ski.
Erano state fatte scelte aziendali che miravano almeno a un ridimensionamento, per non parlare magari di un'eventuale chiusura di piccoli impianti, e lo si è visto anche proprio dalle azioni portate qui in Consiglio con varie interpellanze, varie iniziative, l'analizzo delle petizioni.
Se il problema non fosse stato lì, non fosse nato lì, oggi noi non saremmo qui a parlare di questa legge che non sarebbe stata credo forse neanche necessaria sotto tanti punti di vista. Magari sarebbero usciti altri problemi successivamente, però ad oggi è così.
Ecco perché comunque, al di là della legge che è buona - anzi, è da ringraziare anche l'impegno dell'assessore Bertschy - bisogna poi capire effettivamente come verrà poi attuata la legge perché, per carità, ci sono delle garanzie, abbiamo visto anche la bozza di delibera e quant'altro, che "Promettono" di avere una maggiore cooperazione fra società, Amministrazioni locali e anche Ente Regione, però poi bisogna capire nei fatti se effettivamente questa cooperazione ci potrebbe essere o meno, perché lì il problema principale sulla carta... anche fino ad ora, tendenzialmente, certe società avrebbero dovuto collaborare con gli Enti locali e con la Regione, cosa che purtroppo non è mai stata fatta.
Adesso ci sono tavoli in corso, per carità - lei potrebbe dire così, Assessore, è anche vero - però valutiamo poi nei fatti, avere un tavolo è un conto, però se non ci si riesce a mettere d'accordo, è un altro paio di maniche.
Il problema però che viene fuori è: ma come la mettiamo con certi amministratori che anni fa avevano certe posizioni riguardo al mantenimento o no dei piccoli impianti?
Perché io alle conversioni sulla Via di Damasco, alle folgorazioni sulla Via di Damasco ci credo assolutamente poco se non niente; quindi credo che per una questione di etica, di opportunità di morale, credo che nel futuro, quando verranno rinnovate certe cariche, non è opportuno che certi amministratori che tot anni fa avevano certe posizioni rimangano al loro posto, anche perché andrebbero contro il senso della legge stessa, per il mantenimento proprio dei piccoli impianti.
Ma se queste persone anni fa avevano certe posizioni che vedevano almeno come minimo un ridimensionamento di alcuni piccoli impianti e oggi hanno cambiato idea, io non so bene quanto possa essere efficace ed efficiente collaborare con questi amministratori, però qui poi successivamente verrà discusso anche un ordine del giorno che, bene o male, servirà in qualche maniera a controbilanciare certe posizioni prese nella società.
Però, ripeto, sulla carta questa legge ha delle grandi potenzialità, proprio perché è una risposta che tante piccole stazioni stavano aspettando, al di là poi quelle nelle società, quelle comunali che sono andate in sub-concessione, però il fatto è proprio quello. Come verranno poi attualizzati, attuati questi accordi di programma, accordi di cooperazione fra società, Regione ed Enti locali?
Sarà questa la vera sfida, quindi sappiamo benissimo che in questo caso, l'abbiamo già dimostrato più volte, Assessore, da parte del nostro gruppo e non solo, da parte mia in maniera particolare, l'attenzione che c'è verso i piccoli impianti, e proprio perché oggi vengono impegnati ancora altri soldi pubblici per questi piccoli impianti che, sicuramente, se ci sarà una virgola che non funzionerà nella gestione dei piccoli impianti in alcune società, noi la questione la porteremo qui. Mi sembra assolutamente logico e corretto proprio perché vengono impegnati altri soldi.
Quindi io credo che questa legge sia buona, noi la voteremo convintamente come abbiamo fatto in Commissione, come è nel nostro DNA, nelle nostre battaglie che abbiamo sempre portato avanti per il mantenimento dei piccoli impianti. Per carità, poi bisogna anche fare una riflessione, perché, comunque, lo si vede dal clima: tutti, anche chi ha un piccolo impianto, deve pensare ad un piano B per quanto riguarda lo sci perché si vede che purtroppo oggi la neve cala sempre di più, manca sempre di più, e quindi se non ci si concentra anche un po' - e lì dipende molto anche dagli amministratori locali - a un futuro, a un piano B, per quanto riguarda il turismo, proprio perché certe località potrebbero essere veramente spacciate... se non c'è uno sforzo oggi che, bene o male, siamo ancora in tempo per prevedere un piano B, certe località, certi Comuni e certi paesi rischieranno veramente di morire, come purtroppo sta già capitando.
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Presidente - Si è prenotato il consigliere Segretario Jordan a cui passo la parola.
Jordan (AV-VdA Unie) - Il disegno di legge rappresenta - come detto bene dal consigliere Grosjacques - il riconoscimento del ruolo delle piccole stazioni sciistiche, un ruolo fondamentale per lo sviluppo socio-economico dei territori e dei comprensori territoriali dove insistono queste stazioni.
Queste stazioni sono caratterizzate da tensioni finanziarie legate per lo più a questioni strutturali, anche per le loro ridotte dimensioni; aspetti finanziari che però sono ampiamente compensati dalle ricadute sull'indotto, ricadute significative che hanno permesso negli ultimi decenni lo sviluppo in ambito turistico, e non solo, di molti territori, contribuendo così in maniera significativa all'arricchimento dell'offerta turistica invernale di tutta la regione, oltre che assicurare lavoro e sviluppo imprenditoriale.
Intelligente è la proposta dell'assessore Bertschy d'intervenire esclusivamente a sostegno nelle giornate e nei periodi di bassa affluenza e nei periodi in cui per diseconomicità gli impianti potrebbero essere chiusi o non aperti dal concessionario.
Oltretutto il garantire continuità di apertura produce effetti positivi rispetto al mantenimento dell'offerta turistica.
La norma consente alle piccole stazioni di avere un dignitoso equilibrio finanziario, soprattutto nei confronti delle più grandi società in cui alcune di esse sono accorpate.
Assolutamente interessante e sfidante - ed è stato ricordato - oltre che di assoluta responsabilità, è la condizione vincolante per la definizione degli accordi di cooperazione, degli accordi di promozione e di sviluppo tra le società e i Comuni dove sono evidenti le ricadute dirette e indirette derivanti dagli impianti; azioni che devono vedere i Comuni protagonisti nelle azioni di sviluppo, delle azioni sinergiche, azioni che possano coniugare i piani gestionali, societari, con le strategie di sviluppo territoriale dei Comuni e dei comprensori.
Questa norma infine valorizza - ed uso nuovamente il termine "Dignitoso" - la gestione delle piccole stazioni dove il termine "Piccolo" si riferisce esclusivamente al numero d'impianti aerei e non assolutamente rispetto alla qualità del servizio delle piste dell'offerta turistica dove sia i dipendenti delle società che gli operatori turistici operano con professionalità e passione e attaccamento al territorio, che anche in un turismo non di massa, può fare la differenza in questi momenti.
Presidente - Qualcun altro vuole intervenire in discussione generale? Consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Grazie all'approvazione di questa legge, la n. 65, verranno concessi dei contributi in favore delle piccole stazioni sciistiche, al fine di garantire la continuità di servizio anche nei periodi di bassa affluenza turistica, cercando inoltre di creare, cosa alquanto importante, delle sinergie tra enti locali e gestori degli impianti.
Bisogna riconoscere che nella nostra regione esistono piccoli comprensori sciistici i quali necessitano, a volte, di aiuti concreti, affinché possano esercitare a pieno il loro servizio; piccole stazioni che grazie alla loro apertura permettono a intere comunità di poter vivere, e molte volte a sopravvivere, grazie all'indotto economico che si genera, permettendo così ad albergatori, ristoratori, attività commerciali, maestri di sci, guide e addetti agli impianti di poter lavorare.
Va evidenziato che in questi ultimi anni la pandemia, la crisi economica e ora il caro energia hanno messo in difficoltà molte realtà legate al mondo della montagna e, tra queste, spiccano i piccoli comprensori sciistici, sempre più fagocitati dai grandi comprensori.
Piccole realtà amate da una fascia di clientela legata principalmente alle famiglie e a chi vuole trascorrere delle vacanze in relax dove neve e divertimento sono i protagonisti indiscussi.
Proprio per questo, questi piccoli comprensori garantiscono una presenza costante di turisti sul territorio, che andrebbe sicuramente ampliata anche tramite delle strategie mirate di marketing. Ecco l'importanza di creare delle sinergie tra enti locali, gestori degli impianti e comunità stessa.
Detto questo vorrei evidenziare l'importanza dei piccoli comprensori, i quali permettono di mantenere viva un'intera comunità.
Ecco che vallate come quella di Champorcher, Rhêmes e di Gressoney vivono grazie alla presenza di queste realtà e a tutto l'indotto generato, perché la promozione turistica della nostra regione passa anche attraverso la valorizzazione delle piccole realtà turistiche di montagna e in questo caso grazie al contributo delle piccole stazioni sciistiche.
Condivido totalmente questa proposta di legge e ne approfitto per ringraziare tutti i colleghi e gli uffici che hanno contribuito alla stesura di questo disegno di legge.
Presidente - Consigliere Testolin ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Anche da parte mia alcune riflessioni. La prima è sicuramente che il quadro complessivo del disegno di legge è stato rappresentato in maniera esaustiva e puntuale dal collega Grosjacques, che ha evidenziato tutta una serie di particolarità e di benefici che questo disegno di legge può portare alle nostre comunità e, partendo da questa visione complessiva, focalizzerei la mia attenzione su alcune osservazioni, su alcune considerazioni di carattere generale.
Una è quella che questo disegno di legge rappresenta l'evoluzione di un sistema di valorizzazione, di attenzione dell'Amministrazione regionale nei confronti delle piccole stazioni, così come delle grandi, perché è una conseguenza di quello che è successo in questi ultimi trent'anni: situazioni che partivano da condizioni di necessità di sviluppo locale, con la costituzione nel tempo, tanti anni fa anche da parte di privati, qualche volta appoggiati dalle comunità locali, dagli Enti locali... di iniziare delle piccole attività con delle società di sviluppo turistico locale che investivano su piccoli impianti per diversificare quell'offerta che non era così scontata in località turistiche minori.
Altro discorso è quello che invece è stato fatto dalle società più importanti e più rappresentative del nostro territorio - quali quella di Courmayeur, quella di Breuil Cervinia piuttosto che di Pila - ma queste piccole iniziative hanno saputo portare un minimo di sviluppo, hanno saputo far crescere delle comunità e soprattutto hanno fatto radicare famiglie e far crescere nuove generazioni in quegli stessi luoghi dove c'era la necessità di un presidio della montagna.
Questa è un po' l'ottica che ha permesso alla Regione... e ha visto la Regione attrice principale in questo percorso, perché ha sostenuto sia gli investimenti delle grandi aziende, sia gli investimenti delle piccole stazioni, con un'attenzione che oggi si ripete, io direi.
Dopo un momento di transizione, che era quello dove queste piccole società non erano più in grado di gestirsi in maniera autonoma, dove anche le piccole società di sviluppo turistico erano sovente state passate alle Amministrazioni comunali che molte volte dovevano sobbarcarsi completamente i costi e le perdite che questi impianti di risalita causavano sul proprio territorio, con la lungimiranza del momento si è deciso di inserire queste piccole società all'interno di gestioni più ampie per annacquare un poco quelle che potevano essere le tensioni finanziarie ed economiche che queste stesse rappresentavano.
Oggi siamo a una situazione ancora in evoluzione, dove vogliamo riportare un po' di responsabilità anche sulle Amministrazioni locali, sulle comunità locali, sul fatto che bisogna partecipare in maniera collettiva a una gestione del proprio territorio.
Credo che la cosa più interessante sia stata quella di accogliere le indicazioni che sono state anche date dal CELVA nella discussione su questo disegno di legge e che introducono un senso di responsabilizzazione delle comunità locali nel voler sviluppare quelle che possono essere le future iniziative per un mantenimento sul territorio di opportunità, per un mantenimento di un indotto fondamentale per tenere - in località come Ollomont, per non parlare sempre di Gressoney-Saint-Jean, ma di Rhêmes-Notre-Dame piuttosto che di Valgrisenche o di Cogne stessa - una diversificazione dell'offerta turistica che, chiaramente, non può focalizzarsi tutta sugli impianti di risalita, ma che trova, anche in queste opportunità, delle attrattività per un turismo familiare, per un turismo più a dimensione d'uomo che vede anche in altre attività del territorio una complementarietà interessante.
Quest'attenzione dell'Amministrazione regionale penso che vada un po' nell'ottica anche di quella che è stata sempre un'attenzione alla montagna, perché qua parliamo d'impianti di risalita ma parliamo principalmente di mantenere del lavoro - l'ha ricordato bene il collega Grosjacques - del lavoro su un territorio che altrimenti vedrebbe un suo spopolamento e una criticità poi anche del mantenimento del territorio stesso.
Credo che l'Amministrazione regionale le stesse iniziative le abbia assunte in termini d'investimento sulle scuole, d'investimento sulle strade con investimenti importantissimi per raggiungere località abitate da 100-150 persone, ma che mettere in sicurezza la viabilità piuttosto che il trasporto di energia elettrica, interrandolo piuttosto che magari lasciandolo aereo, siano degli investimenti propedeutici a mantenere la gente sul territorio, a far sì che si possa raggiungere comodamente queste località e che si sostenga una sorta di turismo minore e tutt'altro che trascurabile.
Penso che le similitudini con altri investimenti che vanno in questa direzione ci sono.
Se da un punto di vista tecnico dovessi trovare invece un piccolo limite di questa norma - ne avevamo già discusso in maniera informale anche con l'Assessore - se vogliamo, è quello di non individuare magari una forma di premialità per chi è in grado di utilizzare questa norma come rilancio, come crescita di queste stazioni e quindi di premiare chi magari nel futuro riuscirà a limitare le perdite rispetto al passato, questa forma di premialità dove, magari, sostengo di più la perdita di chi è stato in grado di avere perdite inferiori.
Questo è un meccanismo che potrà essere oggetto di valutazioni future, che potrà anche dare stimolo ai vari attori e principalmente anche alle amministrazioni comunali che, proprio grazie all'emendamento, verranno coinvolte in un tavolo di lavoro tutt'altro che banale, perché è proprio nella progettazione che si debbono tracciare gli elementi fondamentali di un futuro - che bisogna condividere con chi gestisce finanziariamente, economicamente e strategicamente un comprensorio più ampio - che possano permettere, alle varie località, che hanno caratteristiche totalmente diverse tra loro, di calare, ognuna, le proprie opportunità, i propri atouts su quello che sarà un progetto di sviluppo, non uguale per tutti ma ritagliato su misura, un modello sartoriale che possa dare delle indicazioni positive per il proprio comprensorio alla propria comunità di riferimento.
Un auspicio che vuole essere anche una riflessione su alcuni stimoli lanciati in qualche modo da chi mi ha preceduto.
Credo che l'attenzione che le società, soprattutto quelle che inglobano i sette comprensori più piccoli all'interno della gestione di comprensori più ampi... vada fatto, ma debba essere vissuto come un'opportunità di trovarsi come partecipi e primari attori di uno sviluppo locale più ampio di quello squisitamente legato alla redditività o al bilancio finanziario ed economico e contabile di una società.
Penso che in quest'ottica, dove le aziende, le società grandi e piccole, affiancano sempre più sovente ai bilanci contabili anche dei bilanci sociali, dei bilanci etici, dei bilanci sostenibili e ambientali, penso che deve essere interpretato un po' in questo senso il ruolo di accompagnare anche i piccoli comprensori a una sorta di sviluppo complessivo.
Questo dovrebbe entrare un po' come concetto nel DNA di chi gestirà in futuro queste società che dovranno curare anche gli interessi delle piccole realtà locali e, in questo, il fatto di avere una norma che dà tangibilmente il sostegno e il conforto dell'Amministrazione pubblica e la vicinanza da un punto di vista delle spese da portarsi a casa, gli oneri da accollarsi, penso che possa essere motivo d'incentivo a lavorare sempre di più nella direzione di non vedere queste piccole società magari come un qualcosa di marginale, ma come un qualcosa di centrale poi da valorizzare, anche in termini societari di visibilità e di positività della società che si gestisce.
Presidente - Consigliere Chatrian ne ha facoltà.
Chatrian (AV-VdA Unie) - Non vorrei ripercorrere gli interventi che i colleghi hanno fatto, quindi non voglio essere ridondante, ma innanzitutto penso che il relatore Grosjacques abbia ben illustrato qual è il quadro normativo che oggi ci accingiamo a sostenere e a votare in maniera convinta, in una maniera anche molto pratica.
Una considerazione, prima di entrare nel merito: sicuramente si è lavorato per elaborare e confezionare questo disegno di legge, questa legge, in un terreno molto difficile, altrimenti probabilmente quest'elemento sarebbe già stato probabilmente confezionato molto tempo fa; quando dico molto difficile è nel senso che è dovuto proprio a quel crinale, a quelle criticità, a quelle difficoltà d'incastrare il provvedimento, che sia non solo sostenibile, legittimo per andare a raggiungere determinati obiettivi.
Noi come gruppo sintetizzeremmo così questo disegno di legge:
primo: questa legge ribadisce l'importanza dello sci e di questo sport nella nostra Regione;
secondo: questo disegno di legge mette in campo una delicata attenzione a quelle piccole comunità dislocate all'interno del nostro territorio in zone meno frequentate, quindi il secondo tassello importante è quello legato a delle zone possiamo dire meno frequentate rispetto alle due-tre principali stazioni, e solo loro rappresentano l'80% del target legato allo sci;
il terzo elemento, per quanto ci riguarda, fondamentale e probabilmente forse è il più importante, oltre ai primi due, è che lo spirito, all'interno di questo disegno di legge, va nella direzione che per poter far la differenza, al di là dei 2 milioni di euro messi in campo annualmente, dovrà essere lo sforzo corale; sforzo corale vuol dire che la Regione mette in campo questo atto, questa legge, questo sostegno, per accompagnare le piccole comunità, e stiamo parlando di stazioni sciistiche di cui sette fanno già parte di grandi società e le altre sono gestite a livello comunale; la seconda: lo sforzo corale legato alle società stesse, la terza: Comuni che non sono solo direttamente interessati, quindi non solo i dodici Comuni in questo caso, ma i dodici Comuni più gli altri Comuni che gravitano attorno a questi Comuni.
Quindi per quanto ci riguarda i tre elementi più importanti, secondo noi, sono questi che riassumo:
il primo: si va a ribadire quanto è importante lo sci per il sistema Valle d'Aosta;
il secondo: l'attenzione alle piccole comunità dislocate sul territorio in zone meno frequentate, quindoi un "accompagnamento per";
il terzo: lo sforzo corale che ci dovrà essere nel creare le condizioni di accordi di programma che andranno ad accompagnare le scelte, o cooperazioni allargate anche ad altri Comuni.
Qualche altra considerazione: una scelta di questo genere è un tassello, è un primo passo, è un passo ulteriore rispetto agli sforzi che in questi anni il sistema Valle d'Aosta sta approvando e questo Consiglio sta approvando, perché negli ultimi tre anni, 2020-2021-2022, le risorse approvate da questo Consiglio che vanno a sostenere l'importanza dello sci sono state cospicue e robuste, come lo sono state negli anni precedenti e certe scelte strategiche messe in campo nei decenni precedenti fanno sì che questo sia comunque un settore trainante per il nostro modello, non l'unico indubbiamente, oggi parliamo di sci, nelle prossime settimane parleremo di un'altra offerta turistica e nei mesi successivi affronteremo altri temi, ma questo disegno di legge è una risposta indubbiamente a chi abita in montagna.
Io penso che il relatore che vive in montagna 365 giorni conosca - così come noi altri colleghi che per scelta di vita viviamo in montagna - i punti di forza, ma conosciamo anche i punti di debolezza.
Noi pensiamo che questo disegno di legge vada oltretutto ad accompagnare e, speriamo, a mantenere e a creare nuova occupazione, perché questo vuol dire in prima battuta mantenere e poi creare un'occupazione.
Sappiamo quant'è l'importanza per questo settore dell'indotto diretto e indiretto.
Speriamo, e immaginiamo che quest'elemento possa essere utile anche ad aiutare a non far spopolare queste piccole comunità.
Non sarà questo l'unico provvedimento, ma può essere un granello, può essere un elemento che possa permettere comunque, a chi per scelta decide di continuare ad abitare in montagna... ma gradiremmo che questo possa essere utile, perché no, a chi per adesso non ha ancora fatto quella scelta e che possa permettere, eventualmente, di fare una scelta strategica da un punto di vista familiare, da un punto di vista delle nuove generazioni, di chi magari per scelta decide, nel momento in cui ci sono elementi atti come questi, che accompagnano magari le giovani famiglie, le giovani leve, i ragazzi, o eventualmente anche persone che invece hanno finito il loro percorso lavorativo... che possa permettere di fare delle scelte drastiche e quindi di trasferirsi in montagna e poterla ripopolare, perché senza il mantenimento delle comunità, della popolazione di montagna, penso che tutti gli aiuti che possono essere messi in campo da questo Consiglio regionale e poi attuati dal Governo stesso, non raggiungerebbero determinati obiettivi.
Termino facendo ancora un'ultima chiosa: anche questa è un granello? Sicuramente sì, visto che stiamo parlando di piccole comunità dislocate sul territorio ed un po' meno frequentate rispetto ad altre, anche legato al fatto che oggi per i giovani ragazzi che si avvicinano alle professioni della montagna -... questo possa aiutare chi per scelta decide di mettersi in discussione e quindi anche in questo settore percorre il giusto percorso di vita - nel momento in cui possano esercitare la professione di guida alpina, la professione di maestro di sci, la professione di guida turistica in queste località più piccole ma che hanno non solo una loro dignità, ma che possono sicuramente, in un'offerta turistica più ampia, più generale e più generalizzata, cercare di fare la differenza e soprattutto creare le condizioni per delle comunità comunque più vive.
Presidente - Consigliera Erika Guichardaz ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Innanzitutto vorrei ringraziare i cittadini, gli imprenditori e gli amministratori che più di un anno fa avevano voluto porre all'attenzione del Consiglio regionale il problema di Weissmatten, ben rappresentato da alcuni colleghi prima e che ci ha portato, nell'arco del tempo, a fare una riflessione su questo tema.
Dopo più di un anno di attesa, perché quella petizione - come è stato detto - è stata approvata nel gennaio 2021, oggi ci troviamo a votare una legge che, rispetto a quell'impegno di una legge più strutturata, di riorganizzazione complessiva, si limita a un mero contributo in questo momento, perché tutta quella parte di cooperazione, di legami tra territorio e piccole stazioni - credo che sia evidente a tutti noi - c'è indipendentemente dalla legge.
L'abbiamo visto affrontando quella petizione, lo vediamo da amministratori, l'abbiamo visto per quello che riguarda i nostri territori, quindi anche sotto questo punto di vista credo che sì, bene l'idea dei contratti di cooperazione - naturalmente questo se viene in qualche modo verificata la loro applicazione - e sotto questo punto di vista direi che alcuni degli ordini del giorno della Lega vanno proprio in quel senso e sicuramente troveranno il nostro voto favorevole.
Lo diceva prima il consigliere Rollandin: si trattano tutte le piccole stazioni nello stesso modo, ma sappiamo bene che il Weissmatten e il Col de Joux sono agli antipodi, sia per gli investimenti che ci sono stati, sia per le condizioni, sia per l'indotto che hanno all'interno.
Quindi, sotto questo punto di vista, molto probabilmente è vero che vi sarà anche una diversificazione rispetto al contributo ma naturalmente, anche sotto questo punto di vista, esprimiamo una criticità.
Lo stesso relatore nella sua relazione parla di possibili decisioni dolorose da prendere dopo il triennio di applicazione. Questo fa capire che quindi questa legge è una legge ponte, una legge che non ha nulla di definitivo e strutturato, una legge che noi - non lo diremo - non è così importante, perché alla fine perde molto di quello che si era promesso in quella risoluzione di cui parlava il consigliere Aggravi.
Insomma, sembra un po' un tirare a campare, finanziando forse anche impianti che sappiamo essere fallimentari, ma non solo sotto il punto di vista economico, ma anche sotto il punto di vista ambientale.
Ci riempiamo la bocca di politiche che tengano conto dei cambiamenti climatici, ma si continua a parlare di cementificazione e continuiamo a parlare di diversificazione dell'offerta turistica, ma mi sembra che sotto questo punto di vista non abbiamo le idee molto chiare.
Insomma, quella mancanza di visione che abbiamo denunciato con le nostre dimissioni, la vediamo anche con questa legge che mi sembra che di visione abbia poco o nulla.
Naturalmente riteniamo importante, comunque, la riflessione che c'è stata all'interno della Commissione, i dati trasmessici, l'idea comunque di coinvolgere in maniera più profonda anche le comunità locali.
Alcune interpellanze le abbiamo portate per far capire che spesso per alcuni comprensori la loro attività piuttosto che il loro fatturato non dipende molto dalla collaborazione con il territorio ma dalle decisioni fallimentari dell'ente gestore, che magari apre solo un pezzo, decide di chiudere e aprire a intermittenza o magari non fa politiche sulla bigliettazione che possano favorire un accesso al comprensorio.
Nella proposta di deliberazione di Giunta alcune di queste cose ci sono e vanno in questo senso, sicuramente - come dicevo - non è una legge risolutiva e non è quello di cui avevamo parlato durante quella risoluzione della petizione, cioè di riorganizzazione complessiva dei piccoli comprensori, noi non lo vediamo.
Presidente - Consigliere Restano ne ha facoltà.
Restano (GM) - Intervengo per significare innanzitutto che il percorso che ci ha portati oggi a discutere questa norma non è nato un anno fa, neppure due anni fa, ma questo Consiglio se ne occupa da molto, molto tempo. Forse non siamo stati celeri come ha auspicato poco fa la collega Guichardaz, però l'attenzione ai piccoli comprensori, i cosiddetti minori, c'è sempre stata e siamo intervenuti in maniere diverse secondo quello che le norme dell'epoca permettevano di fare.
Sono state scelte che forse si potevano condividere, si potevano non condividere, però erano scelte fatte in soccorso anche delle piccole stazioni.
Certo, nel tempo il percepito da parte dell'utenza, degli operatori del turismo e delle Amministrazioni comunali interessate è cambiato e ci siamo trovati a discutere appunto di questo: di come l'Amministrazione regionale, di come le società degli impianti a fune operavano nei confronti delle piccole stazioni
Il confronto c'è stato e anche molto serrato, con tante iniziative che riguardano gli anni 16, 17, 18 e così via.
Vi è poi stato il periodo delle raccolte firme, non per questo si è tolta la funzione alle piccole stazioni che non provvedevano con iniziative di questo genere, ovvero attenzione alta rivolta a Crevacol, a Cogne, piuttosto che a Ollomont, c'è sempre stata sia da parte dell'Amministrazione regionale ma soprattutto degli Enti locali interessati.
Quindi questa norma arriva dopo un lungo travaglio e, per quanto mi riguarda, è ben accolta.
È un guanto di sfida, non ha la pretesa di dare una risposta chiara e definitiva, una soluzione alle esigenze delle piccole stazioni, però è un primo passo importante, e lo vediamo fin da subito nell'oggetto e nelle finalità, perché vengono riconosciute, finalmente vengono definite le piccole stazioni. Nella relazione abbiamo un elenco delle piccole stazioni e come esse vengono gestite.
Anche le finalità, ci dà le motivazioni per cui noi interveniamo: importanza di mantenere - lo hanno detto tutti i colleghi - sul territorio determinati servizi, determinate professioni, cioè di dare vita e mantenere la vita nel territorio e dare un impulso socio-economico.
Direi che però il punto essenziale, il focus della norma, sta tutto nel punto 4: la sfida sta non nel contributo che viene dato, ma nel coinvolgimento, nel mettere insieme gli Enti locali, la società di gestione degli impianti a fune e mi permetto di dire che la delibera dovrà contenere anche il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, degli operatori commerciali, affinché venga dato quel valore aggiunto che permetterà, laddove è possibile, a queste società e a queste piccole stazioni di marcare il segno più, di non essere più in negativo.
Questo è il grande obiettivo, che è da raggiungere per gradi, e non lo possiamo imporre con una legge; con una legge possiamo stanziare il contributo, ma dobbiamo cambiare la forma mentale, e non possiamo applicare quanto viene fatto in altre regioni perché noi siamo diversi dalle regioni che da sempre vengono evocate in questa sala consiliare.
Quindi la norma viene da noi accolta con favore. Forse si poteva fare prima, forse si poteva fare in maniera diversa, ma rappresenta un primo passo importantissimo nella valorizzazione delle piccole stazioni e di tutte le attività a esse connesse, come già ben illustrato dai colleghi che mi hanno preceduto. Quindi la voteremo con convinzione e guardiamo da oggi con un po' più di ottimismo verso il futuro che riguarda le piccole stazioni.
Presidente - Non vedo altre prenotazioni. Se non vi sono altre richieste, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Prima della replica e degli ordini del giorno, facciamo una breve pausa per arieggiare i locali.
La seduta è sospesa dalle ore 11:15 alle ore 11:31.
Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere dopo la pausa. La discussione generale è stata chiusa, siamo in fase di replica da parte del Governo. Per il Governo si è prenotato l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Grazie per gli interventi e per il contributo, che vanno a concludere questa fase di collaborazione con tutti i gruppi in Consiglio regionale per arrivare al testo di legge che oggi discutiamo.
Come tutti sappiamo, ci siamo dati un metodo di lavoro, che ha evidentemente permesso di raggiungere un testo il più condiviso possibile, ma ha anche allungato un po' i tempi di lavoro.
È stata una cosa voluta per dare continuità allo spirito che ha animato la votazione della risoluzione che dopo la petizione di Antagnod aveva portato a un secondo confronto in aula per cercare insieme di trovare una strada per dare la migliore risposta alla situazione che le piccole stazioni vivono da tempo, come è stato ricordato poc'anzi dal consigliere Restano.
Il metodo di lavoro ha portato a predisporre prima uno studio, che abbiamo presentato in Commissione e abbiamo lasciato a disposizione dei Commissari, sul quale si sono analizzate le ipotesi percorribili e si è poi scelta una strada per predisporre il testo.
Lo dico con la massima volontà di continuare a lavorare in questa direzione: è evidente che poi nella misura in cui si presentano dei documenti e si raccolgono delle osservazioni, poi si procede nel lavoro che si definisce di fare insieme. Giungere alla conclusione di un percorso e ovviamente mettere in condizione i gruppi di avere a disposizione un testo di legge vuol dire anche, dopo averlo condiviso, che abbiamo immaginato che questo fosse il punto di discussione e la sintesi più giusta per tutti i gruppi, e direi che buona parte degli interventi l'ha confermato.
Il testo di legge non è ovviamente la risoluzione di ogni difficoltà che oggi noi conosciamo rispetto alla gestione dei piccoli comprensori, anzi - per quello che mi riguarda e per quello che ho sentito dire in aula - non può essere considerato che un punto di partenza.
Non è un testo di legge che si propone di risolvere immediatamente i problemi, ma un testo di legge che ridà un equilibrio gestionale anche a quelle località che in una visione che appartiene alle scelte del passato, che ho già avuto modo di dire che condivido: in quella fase particolare della storia fu scelto di accorpare tante piccole società all'interno di società più importanti; in quella visione e in quel modello gestionale esse hanno, nel corso degli anni, perso visibilità e forse perso anche la possibilità di organizzare un proprio progetto di sviluppo e di crescita.
Ricordiamo bene, e lo sappiamo tutti, che sul territorio viviamo modelli gestionali differenziati: ci sono piccole stazioni che appartengono e stanno all'interno di una gestione di società, altre che sono ancora oggi gestite, attraverso appalti di concessione, dai Comuni.
La legge, per gli obiettivi che ci erano stati assegnati, a mio avviso rende importanza a un grande obiettivo, che è quello di riportare anche gli enti locali, ma non solo gli enti locali, pure gli operatori economici e coloro che conoscono il territorio, all'interno di una discussione che li deve mettere nella condizione di portare al tavolo di lavoro le migliori idee ma che, allo stesso tempo, li responsabilizza in un'azione di gestione la migliore possibile, perché abbiamo da un lato vissuto la mancanza di condivisione su certe scelte, dall'altro anche la facilità di avanzare delle proposte senza poi averne la responsabilità. Oggi dobbiamo cercare di creare le condizioni perché questi due punti di grande importanza, gli enti locali in primis e le società, trovino il miglior accordo per far ripartire lo sviluppo di quei piccoli comprensori.
La legge si propone anche di garantire la valorizzazione attraverso gli accordi di cooperazione che, tra l'altro, saranno oggetto di ulteriore confronto: abbiamo presentato un emendamento per la preparazione al tavolo di lavoro degli accordi, per la predisposizione della delibera di Giunta, ma poi per il confronto ancora sulle delibere di Giunta all'interno delle Commissioni, quindi per attuare questa legge ci sarà ancora una fase di confronto direi assolutamente importante che permetterà a tutti di portare un contributo.
Questi accordi cosa si propongono di fare? Di valorizzare le peculiarità del territorio, perché non si può fare tutto in maniera uguale dappertutto, chi vive il suo territorio e lo conosce, dovrà essere in grado di portare, all'interno di questi accordi, le migliori idee per far sì che quel comprensorio possa ritornare a essere un comprensorio che si sviluppa e cresce.
Per quella che è la visione politica che accompagna questa fase di lavoro, per me si tratta di un momento di lavori in corso. Abbiamo la fortuna di avere, attraverso la gestione del settore impianti a fune, un fatturato ancora importante e un indotto altrettanto importante che si genera attraverso la loro gestione; abbiamo un modello di molto diverso da quello degli altri territori, dovremo capire se è un modello che potrà sostenere le sfide del futuro. Credo che un po' tutti ci rendiamo conto - soprattutto gli appassionati, coloro che seguono un po' di più il settore - di quanto in altri settori si stia investendo per far crescere ancora la competitività di località importanti e rinomate, che sono quelle che poi fanno competizione soprattutto ai grandi comprensori.
Con questo modello che sosteniamo, attraverso il quale valorizziamo lo sviluppo con le nostre leggi, dobbiamo far rinascere le piccole stazioni; l'ambizione - per l'idea che porto in questa legge - è di riuscire a costruire un prodotto commerciale che rappresenti tutte le piccole stazioni come target e anche come possibilità di accesso a livello tariffario, per far sì che si possano recuperare, almeno in fase iniziale, tutti quei potenziali nuovi sciatori che oggi sono anche nei territori di prossimità, perché lo sci vive una fase diversa da quella di tanti anni fa e noi possiamo, attraverso le piccole stazioni, provare a riportare sui campi da sci anche coloro che in questo momento i campi da sci non li frequentano o forse non li frequentano più, per far sì che si possa costruire un terreno fertile per appassionare ancora di più queste persone e magari portarle in futuro anche a frequentare gli impianti più importanti.
Allo stesso tempo i comprensori più grandi si devono giocare una sfida diversa - che è quella della competitività con i grandi comprensori sia in Italia che in Europa e nel mondo - e devono puntare a una clientela sempre più globale e, ovviamente, lì l'investimento non è solo degli impianti a fune ma del modello turistico nel suo complesso.
La legge ci aiuta a fare un pezzo di strada, rianima anche dei rapporti sul territorio che è necessario avere, in una logica, se possiamo dire, anche un po' federalista, nel senso che contano soprattutto coloro che quel territorio lo vivono e noi dobbiamo fare in modo che questo sia ben chiaro come mandato, al di là di chi saranno le persone che verranno nominate nelle società. C'è una risoluzione, c'è una legge, c'è un obiettivo politico che il Consiglio regionale assegna ai futuri amministratori o agli attuali amministratori e su quello dovremo essere molto bravi.
Condivido quello che in particolare il consigliere Lavy sosteneva, cioè che non è un mandato vuoto di significato perché dietro ci sono degli atti politici e un percorso politico.
Dobbiamo però - per venire a quello che ha sottolineato il consigliere Aggravi - continuare a confrontarci, perché è in corso uno studio che si propone di dare alla politica degli elementi il più possibile utili a fare delle scelte per il futuro che qualcuno di noi intravede in un modello gestionale unico, qualcuno oggi non ha questa visione... Sarà questo studio che ci permetterà di avere degli elementi in più per definire il percorso del futuro per cui, vista la storia del passato, non dovremmo correre il rischio, in una società più grande, di dimenticarci di quelli più piccoli.
L'elemento di gestione di una società, che appunto è a modello unico, dovrà essere quello di rendere più competitivo il nostro servizio, le nostre capacità di produrre una proposta turistica sostenibile, ma non di dimenticarci che questa proposta appartiene a tutte quelle località che oggi di sci vivono, dalle piccole alle grandi comunità, e soprattutto è una proposta che deve tenere la Valle d'Aosta insieme per evitare che le differenze economico e sociali che già oggi contraddistinguono alcune località da altre, possano essere poi ancora aumentate da scelte non oculate o sbagliate in questa direzione.
Se da un lato vedo con favore una valutazione in quella direzione, dall'altro posso garantire che da parte del Governo e della maggioranza non c'è nessuna scelta adottata e che, anzi, sarà proprio il confronto che ci permetterà di avere la possibilità di compiere questa scelta con l'assoluta certezza di aver fatto la scelta migliore per il nostro territorio.
L'ambizione da parte di tutti deve essere anche quella di continuare a provare a recuperare l'attenzione dei Valdostani rispetto allo sci e al sistema dello sci, perché viviamo tutti il nostro territorio, sappiamo quanto poco oggi i Valdostani, ma in generale le nostre regioni, partecipino all'attività sportiva. Noi abbiamo provato negli ultimi anni, attraverso la proposta dello skipass a 50 euro, a re-interessare i giovani, stiamo lavorando con il Governo per provare a passare dal progetto "Scivolare a scuola", che prevede la giornata di sci, a ritornare, se possibile, attraverso qualche istituzione scolastica ad avere qualche giornata in più da passare in montagna sui modelli del passato; è importante soprattutto trovare il modo che i nostri ragazzi possano a certi costi stare sui campi da sci e in questo senso le piccole stazioni possono essere la risposta giusta, almeno in fase iniziale.
Sennò il rischio, come un po' sta succedendo in alcuni settori, sarà di avere sì un settore dalle grandi potenzialità ma sempre meno partecipato in termini gestionali, anche su tutta l'attività economica che gli impianti da fune producono, sempre meno partecipato dai Valdostani, sia come frequentatori dei campi da sci che come operatori economici.
Anche questa è una sfida che ci deve vedere impegnati tutti insieme, perché è un obiettivo importante riportare più Valdostani possibile a utilizzare dapprima i comprensori e poi a sviluppare gli interessi professionali o gli investimenti economici in quella direzione.
Il collega Testolin ha sottolineato uno degli spunti che per ora la legge non riesce a raccogliere, cioè l'eventuale premialità da inserire per quelle località che saranno capaci d'invertire la tendenza.
La legge è una legge di partenza, se saremo in grado di definire degli emendamenti in futuro e delle proposte per andare a migliorarla, credo che sarà opportuna farlo. Evidentemente siamo in una fase molto sperimentale dove dovremmo vedere dopo il primo anno di attuazione anche quali saranno i primi risultati verificati e verificabili e soprattutto anche se tutto quello che riguarda la stima dei contributi e tutto quello che la legge ci propone di fare sarà poi attuabile con gli obiettivi che abbiamo definito.
Nel ringraziare tutti per il lavoro svolto, continuo a chiedere la collaborazione per andare in questa direzione. É un settore che non appartiene né all'Assessore di turno e neanche alle forze politiche, è un settore che rappresenta in maniera trasversale tutta la nostra regione, in alcune località più che in altre, ma, come ben è stato detto, lo sci non riguarda solo il paese dove l'impianto insiste, perché poi i comprensori sono comprensori omogenei e tante volte, per fortuna, le ricadute vanno anche in altri territori.
Io volevo ringraziare i dirigenti che hanno lavorato in questo periodo perché comunque anche questo lavoro è stato un lavoro di studio importante, in particolare il coordinatore della struttura delle partecipate, Valter Mombelli, il dirigente delle strutture impianti a fune Giuliano Zoppo, ovviamente le strutture che sono a loro collegate perché comunque, anche arrivare a predisporre un testo come questo, è stato oggetto di valutazioni approfondite con le strutture degli aiuti di Stato. perché tutto questo deve essere anche sostenibile rispetto al quadro nazionale ed europeo che regolamenta un settore che, ricordiamo, riguarda tanti altri territori che con noi sono in competizione.
Grazie al Presidente della Commissione per la disponibilità, grazie a tutti i Commissari e a tutti quelli che sono intervenuti. Ripeto, da parte mia e da parte del Governo, c'è la massima disponibilità a offrire la collaborazione per rendere questa fase di lavoro la più utile possibile alla ripartenza delle piccole località.
Presidente - Con la replica del Governo, propongo di affrontare gli ordini del giorno e dopo le dichiarazioni di voto sul D.L. se siete d'accordo. Iniziamo con gli ordini del giorno. Sono tre, come anticipato, presentati dal gruppo della Lega. Se qualcuno vuole illustrarli... Il consigliere Lavy si è prenotato.
Lavy (LEGA VDA) - Sarò abbastanza breve, questo è un ordine del giorno che vorrebbe tendere a una situazione ideale che sarebbe quella di avere una sorta di rappresentante per piccola stazione. Ci si concentra sempre nell'ambito della Monterosa Ski proprio perché, come è stato detto prima - e anche lei in parte l'ha confermato Assessore - è lì che principalmente ci sono i principali problemi riguardo le piccole stazioni sciistiche.
Finora nel CdA erano rappresentate le varie amministrazioni comunali su cui insistevano i piccoli comprensori sciistici; con questo ordine del giorno si vuole invitare la Regione, tramite Finaosta, a fare in modo che questa sorta d'impostazione di composizione del CdA venga confermata, quindi ci sia un'espressione delle amministrazioni comunali nel CdA proprio della Monterosa Ski.
Presidente - La discussione è aperta, se qualcuno vuole intervenire... Non vedo prenotazioni, pertanto per il Governo l'assessore Caveri.
Caveri (AV-VdA Unie) - Mi sia innanzitutto consentito di apprezzare molto il dibattito che si è svolto: già negli anni 2000 si discusse a lungo del ruolo delle stazioni locali, ricordo a suo tempo un incontro molto interessante con il Commissario alla concorrenza Monti, in cui si rimarcò la differenza fra i grandi domaines skiables come ne abbiamo noi e gli impianti di risalita di tipo sociale.
Rispondo invece alla questione posta con quest'ordine del giorno ricordando che il Monterosa Ski ha il 94,5% di presenza di Finaosta e il tema che voi sollevate è in realtà molto, molto delicato, partendo dal presupposto che oggi nel Consiglio di Amministrazione ci sono cinque Consiglieri d'amministrazione che sono, in realtà, rappresentativi più o meno di tutte le località interessate dal complesso del Domaine skiable. In realtà l'articolo 11 della celebre e famigerata legge Madia andrebbe veramente modificato rispetto agli impianti di risalita - molte volte il senatore Albert Lanièce ha presentato degli emendamenti con scarso successo perché non ci si rende conto della particolarità della presenza pubblica negli impianti della Valle d'Aosta - e sicuramente questa legge Madia è un peso e una zavorra, però vorrei ricordare che la sezione di controllo della Corte dei conti, ancora nel recente pronunciamento riguardo proprio al Monterosa Ski, critica la numerosità degli amministratori così come è oggi configurata, e già il TUSP prevedrebbe di fatto l'amministratore unico per società di questo genere.
Anzi, nel parere espresso su Monterosa Ski, viene stigmatizzata la motivazione "Stereotipata", così viene definita, con cui si dice che quest'allargamento è stato scelto proprio per poter dare una rappresentatività a tutte le comunità locali.
Sarebbe diverso - il caso di Inva è quello più recente - se fosse una società in house in cui ci dovesse essere un controllo congiunto di diversi soggetti; in realtà - al di là appunto del fatto che si tratta di Finaosta al 94,5% - questa è una società controllata che opera sul mercato.
Quindi, non si può configurare un bando che, in qualche maniera, pone delle logiche di tipo localistico; ben diverso è un impegno non esplicitato in un ordine del giorno che si rifà a questa consuetudine saggia di una rappresentanza delle comunità locali che oggi viene assicurata.
Certo è che in fase di scelta, rispetto al rinnovo del CdA, dovremmo comunque, in qualche maniera, riflettere sull'ammonimento venuto dalla sezione di controllo della Corte dei conti che, in sostanza, ci chiede di meglio esplicitare il perché di questo CdA così ampio, che non può essere giustificato esclusivamente, come dicevo, dalla rappresentanza locale.
Per cui credo che la volontà politica di garantire il massimo di rappresentatività locale sia stato espresso ma non può, a nostro avviso, essere così configurato così come è esplicitato in quest'ordine del giorno. Per cui ne chiediamo il ritiro oppure ci asterremo.
Presidente - Consigliere Lavy ne ha facoltà.
Lavy (LEGA VDA) - Grazie, Assessore, per la risposta che in parte mi soddisfa, in parte no. Sapevo di questa questione, ho letto il parere della Corte dei conti che sollevava questo dubbio e questa problematica e di certo è una problematica.
La questione però sta nel fondo: se comunque si ritiene doveroso e corretto che ci sia anche una sorta di rappresentanza territoriale all'interno del CdA della Monterosa.
È ovvio che le motivazioni si trovano, per carità, bisogna argomentarle sicuramente meglio rispetto a quelle che sono state portate avanti finora, perché sicuramente se è stato trovato un problema, è forse perché certe motivazioni o non sono state capite o magari non sono neanche state così bene spiegate, però questo serve proprio anche in ottica collaborativa.
Sapendo benissimo quali problemi esistono in quella società per quanto riguarda le relazioni con gli enti locali, togliere addirittura questa sorta di rappresentanza di espressione degli enti locali nel Consiglio di Amministrazione sarebbe un problema abbastanza importante, proprio perché si sa benissimo come finora è stata gestita la Monterosa Ski, e l'assessore Bertschy sa benissimo quante difficoltà ci sono state tra rapporti tra amministratori locali e amministratori della società, avere anche in meno questa rappresentanza nel CdA porterebbe credo a ulteriori problemi.
Quindi è ovvio che la giustificazione della presenza di questi membri deve essere forte, però più che ammettere che alla base della gestione della società - che ha anche diversi piccoli impianti al suo interno - ci debbano essere dei rappresentanti territoriali indicati dalle amministrazioni comunali, per avere una maggiore concertazione, anche nell'ottica dell'attuazione di questa legge, credo sia assolutamente la base.
So benissimo delle difficoltà, non è semplice, però non ritiro l'ordine del giorno e, anzi, sulla votazione chiedo il voto segreto.
Presidente - Se non vi sono altri interventi, possiamo mettere in votazione. Vi è stata la richiesta di votazione segreta, per cui si procede con votazione segreta. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 22
Favorevoli: 16
Astenuti: 13
Contrari: 6
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 2. Per l'illustrazione, il consigliere Brunod.
Brunod (LEGA VDA) - Innanzitutto volevo ringraziare tutti i colleghi di minoranza e di maggioranza che hanno espresso chiaramente l'importanza di questo disegno di legge n. 65, anche se con parole diverse in sostanza hanno confermato la grande importanza che vi è per il mantenimento di questi piccoli comprensori.
Questo è un ordine del giorno che è molto semplice ma che va a mettere in risalto l'importanza che vi è per quanto riguarda i futuri accordi di cooperazione che verranno stipulati con delibera di Giunta regionale.
Tenendo conto dei contenuti espressi nell'articolo 2, "Determinazioni ed erogazione del contributo" del D.L. n. 65, "Disposizioni concernenti la concessione di contributi in favore delle piccole stazioni sciistiche di interesse locale", preso atto che per l'ottenimento del contributo le società di gestione degli impianti e i Comuni interessati da attività di esercizio di piccole stazioni sciistiche dovranno stipulare accordi di cooperazione finalizzati al mantenimento e allo sviluppo dell'offerta turistica delle medesime stazioni, secondo criteri e modalità definiti con deliberazione della Giunta regionale da adottare previo parere della Commissione consiliare competente, teniamo a evidenziare che negli anni alcune di queste piccole stazioni sciistiche sono state scelte per le loro particolarità tecniche e qualitative da diversi team nazionali e internazionali per svolgere la preparazione tecnica in vista d'importanti appuntamenti agonistici, tutti ci ricordiamo i raduni che sono stati fatti sul Weissmatten, a Champorcher o ancora prima sul Col de Joux con la presenza di Giorgio Rocca.
Considerando che ogni piccola stazione ha delle qualità e potenzialità anche da un punto di vista tecnico che ben si prestano per un'organizzazione di diversi eventi sportivi, sia invernali che estivi, per quanto riguarda le più svariate discipline sportive, si impegna il Governo regionale a prevedere, nella fase di predisposizione della delibera della Giunta regionale, che andrà a definire i criteri e le modalità per l'ottenimento del contributo, anche un ambito specifico che si occupi dello sviluppo, della pianificazione e dell'organizzazione con continuità di raduni ed eventi sportivi, sia a livello nazionale che internazionale, durante la stagione invernale e anche in quella estiva.
Presidente - Consigliere Restano.
Restano (GM) - Come non condividere la proposta del collega Brunod. Sicuramente, dopo tutto quanto abbiamo detto durante la discussione della norma di legge in questione, saremmo portati ad incentivare qualsiasi attività venga proposta per le piccole stazioni, dobbiamo ahimè però fare i conti con la realtà. La norma in discussione oggi, possiamo definirla una norma che concede un contributo di sopravvivenza alle stazioni; come ho già detto durante il mio intervento, il punto più importante della norma è il punto 4 dell'articolo 2 e il successivo sub-emendamento proposto dall'Assessore, di un gruppo di lavoro del quale faranno parte gli Enti locali e della successiva delibera di Giunta regionale.
Oggi andare a discutere di eventi sportivi anche estivi, prevedrebbe credo il coinvolgimento anche dell'Assessorato al turismo che è chi poi ha a disposizione un budget per l'organizzazione degli eventi richiamati dal collega, eventi che riguardano varie stagioni ma che devono riguardare una crescita della Valle d'Aosta armoniosa, quindi riguarda investimenti futuri in un'ottica di lungo periodo.
Condivido pienamente l'utilizzo di questi piccoli impianti con caratteristiche importantissime per quanto riguarda gli allenamenti delle squadre di sci ma che saranno oggetto proprio della discussione durante i lavori del gruppo di lavoro e quindi delle successive attività che passeranno attraverso la Giunta e spero anche attraverso una valutazione da parte dei Consiglieri.
Mi rimetto poi alle valutazioni della maggioranza però questo è quanto mi premeva sottolineare perché, provenendo dallo stesso settore e avendo la stessa estrazione del collega Brunod, su questo punto abbiamo delle piccole divergenze ma che riguardano un'ottica d'investimento futuro e non quella per l'immediato.
Presidente - Per il Governo l'assessore Bertschy ne ha facoltà.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Noi ci asterremo. Le considerazioni del collega Restano appartengono alla maggioranza, non perché non condividiamo lo spirito dell'iniziativa, però verrebbe meno anche l'autonomia dei territori di andare a disciplinare gli accordi di cooperazione.
È corretto che questo oggi venga messo nel tavolo di lavoro come indicazione politica, ovviamente raccolta, però, visto che andiamo a comporre un tavolo e attraverso questo tavolo dovremmo elaborare degli obiettivi e dei progetti, che possa nascere lì per ogni territorio la propria vocazione e se questa è la propria vocazione, trovare il modo, perché sia sostenuta finanziariamente, anche perché possa poi portare quel valore aggiunto che l'ordine nel giorno si auspica.
Quindi noi ci asterremo.
Presidente - Consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Mi fa molto piacere che ci sia la condivisione sul principio di quest'ordine del giorno; probabilmente non ci siamo ben capiti proprio sul contenuto in sé, in quanto non si parlava di budget per quanto riguarda l'organizzazione di questi eventi, ma era di fissare un punto fermo per quanto riguarda gli ambiti d'azione degli accordi di cooperazione, prevedere proprio un punto specifico che riguardasse queste tematiche, perché sappiamo tutti che ad oggi abbiamo a volte sì, a volte no, dei raduni su queste località che fanno la differenza, sono molto importanti. Avere una pianificazione, un'organizzazione continuativa negli anni - come molte volte abbiamo parlato, anche per altri eventi ancora più importanti - sarebbe per noi un aspetto molto importante e fondamentale perché, come abbiamo detto prima, anche la legge va in quella direzione, i raduni di queste squadre nazionali su questi piccoli comprensori vengono principalmente svolti in settimana e quindi andrebbero proprio nella direzione di sfruttare al meglio quelle giornate di minor afflusso.
Altro discorso è che gli eventi d' importanza nazionale internazionale danno un risalto a livello mediatico a quella località, a tutta la vallata, a tutti i Comuni afferenti ai piccoli comprensori, quindi mi sarei aspettato, da parte dell'Assessorato al turismo, una grande attenzione a quest'ordine del giorno perché avrebbe tutto il suo interesse che venga portato avanti, venga votato con convinzione. Questo è quello che noi pensavamo.
Come ha detto l'Assessore prima: lavori in corso, noi con quest'ordine del giorno abbiamo avviato i lavori, ci dispiace che ci sarà l'astensione, ovviamente porremo la massima attenzione durante la Commissione.
Presidente - Altri? Altrimenti mettiamo in votazione. Non vedo altre richieste, mettiamo in votazione l'ordine del giorno n. 2 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 3. Si è prenotato il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Per presentare sinteticamente quest'ordine del giorno, di fatto già nel mio intervento in discussione generale sulla legge l'avevo anticipato: la volontà del nostro gruppo è quella di dare attuazione e concretezza alle osservazioni che abbiamo fatto, al di là di quello che era stato votato nella risoluzione alla già citata petizione; al di là di quello che oggi è stato detto, c'è un'attività che si sta facendo e che si dovrà fare riguardo a quella parte che oggi manca rispetto all'impegnativa di risoluzione che è quella di capire come riorganizzare e quale modello si vuole dare al sistema degli impianti a fune valdostano.
Per questo motivo questa mozione impegna l'Assessore competente a informare - entro trenta giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno, come spesso dico sulle tempistiche siamo disponibili a trattare, sul resto no - le Commissioni consiliari competenti in materia d'impianti a fune, società partecipate, in merito alle attività di studio, e quindi le prime eventuali considerazioni, valutazioni e conclusioni in corso di espletamento in materia di valutazione dell'evoluzione dell'attuale modello di gestione e sviluppo delle stazioni sciistiche della nostra Regione.
Vorremmo che su una scelta, o, meglio, su un insieme di scelte così importante, ci sia non soltanto una valutazione condivisa ma, al di là di tutto, un monitoraggio e una valutazione in corso d'opera di quelle che possono essere le problematiche, le evoluzioni, le possibili modifiche o anche i punti di debolezza e di forza del nostro modello.
Perché dico questo? Proprio per evitare - come spesso accade, che poi magari provvedimenti epocali, non soltanto di natura legislativa... perché sicuramente bisognerà anche fare delle scelte come azionista Regione e scelte anche di natura industriale, perché non basta una legge per risolvere i problemi che riguardano le ricadute poi economiche - che questo non avvenga in maniera rapida, raffazzonata, magari con una caterva di emendamenti, come spesso è capitato anche nel passato, poi ovviamente sappiamo che ogni situazione è un po' figlia del periodo in cui si vive, però su una scelta così epocale e così importante per una delle gambe della nostra economia, pensiamo che sia necessario fare i giusti passi nei tempi opportuni.
Siamo consci che siamo nel periodo estivo, che c'è tanta carne al fuoco, che ci sono dei problemi che ad oggi non sono risolti, torno sempre all'energia necessaria per fare quella camminata che qualcuno dovrà fare, e quindi sulle tempistiche ben vengano eventuali proposte di modifica o anche di eliminazione di quel passaggio, ma l'importante è che il principio sia che le Commissioni competenti vengano informate, ovviamente à fur et à mesure che gli studi e le valutazioni vengono fatte.
Presidente - Per il Governo, l'assessore Bertschy.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Come anche ho detto durante il mio intervento, da parte nostra non c'è nessuna volontà e neanche necessità di fare delle fughe in avanti rispetto a un tema di tale importanza ed è bene che il Consiglio regionale, tutti i gruppi e le persone che di più conoscono questo settore, abbiano tutti gli elementi per poter discutere con la massima trasparenza rispetto a un modello che dobbiamo costruire insieme nel futuro, nell'interesse della nostra comunità.
Per quello che ci riguarda non c'è nessun problema ad accogliere l'ordine del giorno, vi chiederemmo solo di eliminare, visto che c'è la disponibilità, i trenta giorni, perché non credo che sarà così semplice, al di là del fatto che non c'è ancora grandissima documentazione a disposizione, non è così semplice portare un contributo in così breve tempo.
Noi vi chiederemmo di eliminare l'inciso "Entro trenta giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno" e ci impegniamo, direi entro i primi giorni della ripresa dalla pausa estiva, di fare una prima audizione in Commissione, credo la IV Commissione, per cominciare a mettere a fuoco i documenti che sono a disposizione e il lavoro da fare.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Semplicemente per accettare la proposta e annunciare che lavoreremo anche noi in questo periodo per eventualmente elaborare le nostre proposte e le nostre considerazioni.
Presidente - Aspettiamo soltanto che arrivi l'emendamento di modifica.
Possiamo, se non vi sono altri interventi, passare alla votazione dell'ordine del giorno. Non vedo richieste, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno, così come modificato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
L'ordine del giorno n. 3 è approvato all'unanimità.
Vi sono dichiarazioni? Consigliera Minelli per dichiarazione di voto.
Minelli (PCP) - Per dichiarazione di voto e per completare, in qualche maniera, il ragionamento della collega Guichardaz che ha esplicitato le nostre considerazioni su questo disegno di legge. Un disegno di legge che un po' ci ha deluso, lo dobbiamo dire, perché, dopo un anno e mezzo da quella risoluzione che avevamo approvato all'unanimità, ci aspettavamo una norma più strutturata e più incisiva.
Questa mattina in aula abbiamo sentito in vari interventi una sorta di magnificenza di questa norma: è stato detto che è una norma di grande importanza e ambiziosa; qualcun altro ha anche detto che la legge non poteva far altro che intervenire con un aiuto di tipo finanziario.
Noi crediamo che non sia esattamente così, pensiamo che la legge avrebbe potuto avere anche una genesi diversa e che, per esempio, proprio quel famoso tavolo, che oggi viene istituito con un emendamento che arriva in aula, avrebbe forse potuto essere nominato precedentemente e essere reso operativo anche per contribuire alla stesura della norma stessa.
Come ha detto in un passaggio del suo intervento il collega Aggravi, qui manca tutto il secondo pezzo e secondo noi è quello che rappresenterà davvero la sfida per tutti, la sfida di capire quale futuro potrà esserci in particolare per alcune di queste piccole stazioni.
Io credo che nessuno pensi che si possa fare a meno dello sci in Valle d'Aosta, non credo proprio che sia una cosa che si possa pensare, però sappiamo anche che dovremo, fra non molti anni, fare i conti con una situazione dove, purtroppo, ci saranno delle località che dovranno anche fare a meno della neve.
Mi ha fatto piacere che l'Assessore, nella sua esposizione, abbia detto che questa legge è un punto di partenza e che, in pratica, ci troviamo in una situazione di lavori in corso.
Noi su alcuni articoli ci asterremo, in particolare sull'articolo n. 1, che è quello che ricomprende le finalità che, a nostro avviso, potevano essere più ampie e incisive.
Su altri articoli invece voteremo, soprattutto l'articolo 2 che ha aggiunto con gli emendamenti successivi tutta una serie di punti, anche questo del tavolo, che viene aggiunto in ultimo.
Nel complesso il nostro sarà un voto positivo però è un voto in qualche maniera condizionato, con l'auspicio davvero che si cominci, fin da subito, a pensare, seriamente e con una visione prospettica, al futuro di quelle stazioni che non potranno risollevarsi solo attraverso un contributo legato alla perdita delle giornate di bassa affluenza.
In questo senso confidiamo molto in quella parte che riguarda gli accordi di programma che, a nostro avviso, non è stata sufficientemente delineata e descritta, in particolare a quel tavolo di lavoro che non deve avere soltanto una valenza consultiva e di apporto delle istanze dei Comuni e dei soggetti che sono interessati, ma deve proprio trovare una concretizzazione in una futura norma di legge, che davvero vada a pensare al futuro delle piccole stazioni, perché qui, in questo pezzo, così come è stato definito, c'è soltanto in nuce un percorso che viene appena delineato e che non può ridursi a una questione finanziaria. Questa è la posizione che esprimiamo.
Presidente - Si è prenotato il consigliere Marquis per dichiarazione di voto.
Marquis (FI) - Questo disegno di legge lo consideriamo da una parte un punto di arrivo di un percorso che è stato fatto anche all'interno dell'aula, dove spesso si è dibattuto sulla difficoltà delle piccole stazioni e quindi questa proposta rappresenta una risposta a questa problematica, ma lo vogliamo considerare anche un punto di partenza per tutto quello che è stato detto perché, a seguito dell'approvazione di questa proposta, ci sarà da applicarla e quindi ci saranno da affrontare tutta una serie di situazioni per rendere più sostenibile questo tipo di gestione.
La sostenibilità non è detto in questo caso che significhi raggiungere il pareggio economico, perché anche uno sforzo per un impianto che ha una valenza io direi non solo sociale ma socio-economica, perché trovo che sia sbagliato parlare di sociale in questo caso, perché comunque sul territorio questi impianti hanno anche un riflesso economico per tutta una serie di attività da parte dei privati e per tutti quelli che vivono quella realtà.
Come gruppo di Forza Italia lo voteremo con convinzione, diamo la nostra adesione a questa proposta che si prefigge di coprire quelle che sono in qualche modo le perdite per rendere sostenibili queste attività, ma credo che porti anche un po' d'innovazione che è quell'innovazione che chiede un accordo di cooperazione che deve essere fatto tra il gestore e tra l'Amministrazione comunale, per dimostrare la ricerca di uno sviluppo del comprensorio, di uno sviluppo di quella realtà e per minimizzare eventualmente i disavanzi della gestione annuale che si vanno poi a verificare.
In queste stazioni sono ricomprese sette che sono confluite nella gestione di grandi stazioni e ce ne sono cinque invece che sono di gestione comunale.
Io auspico che nell'applicazione pratica di questa norma non ci siano poi dei pregiudizi aggiuntivi nei confronti degli impianti gestiti dai Comuni, perché l'applicazione di questo comma 5 la vedo ancora un po' nebulosa, non so se poi sarà disciplinato meglio dalle delibere della Giunta di attuazione, però mi auguro che alla fine ci sia una pari dignità di trattamento tra queste dodici realtà.
Concludo rinnovando il nostro voto favorevole all'iniziativa.
Presidente - Consigliere Cretier per dichiarazione di voto.
Cretier (FP-PD) - Crediamo come gruppo che con il D.L. 65 vi sia un reale sostegno alla montagna e al suo valore di multifunzionalità intrinseca, che necessariamente ha bisogno d'iniziative per mantenere il presidio puntuale del territorio, e come fare se non a garantire la continuità del servizio nella bassa stagione, come citato dal relatore?
Un accordo di cooperazione tra società e Comune, poi sarà anche l'imprenditoria locale che deve reagire nel consapevole abbraccio turistico-ricettivo ludico sportivo e per questo non mancano le iniziative per compensare periodi difficili e allungare la stagione, quindi una misura di accompagnamento.
Dichiaro il voto favorevole del gruppo per tutte le considerazioni fatte in quest'aula.
Presidente - Per dichiarazione di voto, consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Da un certo punto di vista credo che ci sia veramente poco da aggiungere dopo l'ottima relazione del collega Grosjacques e l'intervento puntuale del collega Testolin. La relazione e la presentazione dell'Assessore hanno definito correttamente tutto il perimetro; è chiaro che questo è un intervento "per", come ha detto il collega Chatrian; mettiamo in primo piano il mondo della montagna, la cui componente dello sci è fondamentale.
Ovviamente queste piccole stazioni hanno la possibilità di - rubo l'espressione di Renzo - offrire un "prodotto sartoriale", dove coesistono tutta una serie di discipline. Tutti noi portiamo un po' l'esempio di casa nostra, io e il collega Jordan vediamo che a Crevacol abbiamo la possibilità di proporre veramente un po' di tutto, se voi andate, trovate persone che camminano sulla neve, delle persone che usano le ciaspole, persone che risalgono i pendii con le pelli, ma se non ci fossero gli impianti di sci tutto questo non esisterebbe.
Allora io trovo - mi perdoneranno le colleghe che sono intervenute - un po' ambiguo parlare sempre di cementificazione, quasi come se costruire degli impianti fosse una violenza al territorio.
Gli impianti sono necessari e non possiamo, ogni volta che abbiamo un intervento, avere il comitato del No che viene cavalcato con forza da tutto un mondo che, più che avere a cuore lo sviluppo della Valle d'Aosta, ha a cuore il blocco di qualsiasi tipo di attività.
Anche lì nel ragionamento, vorrei trovare delle contraddizioni, cioè da un lato si dice: "Attenzione, ci sono una serie di piccole stazioni che con il cambiamento climatico in futuro potrebbero avere dei problemi", ma, dall'altra parte, si incatenano - per dare un'immagine - contro i progetti che hanno invece un futuro.
Il collegamento di Cime bianche va proprio in quella direzione, creare un complesso sciistico che, per la sua collocazione, crea la possibilità di offrire un prodotto turistico sciistico sicuro in quota, facendo un collegamento con tutta una serie di località in alta quota.
Queste contraddizioni sono evidenti, sono palesi, e da un lato mi complimento per il voto favorevole ma lo trovo molto ambiguo, "lo voto, sì, ma condizionato" perché è imbarazzante dire di no ai piccoli impianti, ma, in realtà, se voi andate a rileggere gli interventi, sono degli interventi dove, sotto sotto, "Votiamo, ma avremmo potuto non votare o avremmo voluto non votare".
Noi siamo a dire l'esatto contrario: per tenere le persone in montagna ci vogliono gli impianti di sci, ci vogliono le professionalità e voglio ricordare - oltre a quelle che sono state chiamate, maestri di sci piuttosto che guide - le professionalità di coloro che lavorano agli impianti: elettricisti, tecnici... questo vuol dire avere una ricchezza nella nostra comunità, persone che alla bisogna possono intervenire anche in altri settori. Quindi votiamo convintamente perché noi siamo per il Sì, non per i No.
Presidente - Consigliera Minelli per fatto personale.
Minelli (PCP) - Molto brevemente perché il collega Marguerettaz non rinuncia mai a utilizzare il tempo dei suoi interventi per parlare di cose che riguardano poco la dichiarazione di voto.... per fatto personale perché lei ha parlato... (Interruzione fuori microfono)... Lei ha citato "Le due colleghe che hanno espresso una dichiarazione di voto" e ha criticato una dichiarazione di voto.
Io posso rispondere se lei critica la mia dichiarazione di voto? Benissimo, non rispondo. Il Presidente deciderà se io posso rispondere al fatto che ha criticato una mia dichiarazione di voto. Se non posso rispondere non rispondo, Presidente.
Presidente - Circoscriva il fatto personale.
Minelli (PCP) - Il fatto personale è questo: il collega ha detto che noi votiamo perché non possiamo fare a meno di non votare, quindi noi diamo un voto perché siamo in qualche modo obbligati a votare in quella maniera.
Noi non siamo obbligati a votare proprio nulla in un certo modo, abbiamo esplicitato delle critiche sul disegno di legge, le abbiamo ribadite e abbiamo detto perché votavamo il Dl, perché il nostro è un voto condizionato, sapendo che questo è un pezzo di un percorso che crediamo debba essere completato. Tutto il resto che è stato tirato in ballo non lo citerò, visto che non fa parte dell'accusa sulla dichiarazione di voto, ma credo che le parole del collega Marguerettaz si commentino da sole.
Presidente - Consigliere Marguerettaz per fatto personale.
Marguerettaz (UV) - Se nel momento in cui interveniamo, dove siamo in disaccordo con una componente politica, consideriamo che questo sia un fatto personale, presidente Bertin, questa diventa l'anarchia, nel senso che io capisco che la collega Minelli si consideri l'interpretazione del Verbo ma, ahimè, sono stato eletto anche io e, per gentilezza, mi lasci commentare e mi lasci dire che non sono d'accordo con lei.
Io credo che il presidente Bertin debba ristabilire un po' le regole in quest'aula: non è possibile... nel momento in cui io intervengo, cito una persona e le attribuisco dei titoli, è fatto personale, ma qua non c'è nessun fatto personale: la collega Minelli come interpreta correttamente il suo ruolo - e lo fa molto bene - della politica del No, si contrappone al mio pensiero, che è la politica del Sì.
Presidente - Passiamo all'analisi dell'articolato. Articolo n. 1, mettiamo in votazione l'articolo n. 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Guichardaz Erika e Minelli).
L'articolo n. 1 è approvato.
All'articolo n. 2 sono presenti tre emendamenti, pertanto mettiamo in votazione prima gli emendamenti. Apriamo la votazione sull'emendamento n. 1 della IV Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Guichardaz Erika e Minelli).
L'emendamento n. 1 della IV Commissione è approvato.
Chiedo se posso dare lo stesso risultato anche sull'emendamento n. 2. No. Mettiamo in votazione l'emendamento n. 2 della IV Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
L'emendamento n. 2 della IV Commissione è approvato all'unanimità.
Vi è adesso il sub-emendamento dell'assessore Bertschy, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
Il sub-emendamento è approvato all'unanimità.
Mettiamo adesso in votazione l'articolo n. 2 così come emendato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
L'articolo n. 2 è approvato all'unanimità.
Mettiamo in votazione l'articolo n. 3. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
L'articolo 3 è approvato all'unanimità.
Mettiamo adesso in votazione l'articolo n. 4. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Guichardaz Erika e Minelli).
L'articolo n. 4 è approvato.
Mettiamo adesso in votazione la legge nel suo insieme. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
La legge è approvata all'unanimità.
