Oggetto del Consiglio n. 1620 del 9 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1620/XVI - Interpellanza: "Ampliamento del numero dei progetti di prevenzione dell'abuso di alcol fra i giovani organizzati sull'intero territorio regionale".
Bertin (Presidente) - Punto n. 42. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Ganis.
Ganis (LEGA VDA) - I SERD sono i centri che si prendono cura delle persone affette da dipendenza. Questi luoghi si pongono come obiettivo quello di garantire alcuni aspetti essenziali per l'individuo, come la prevenzione, la diagnosi, la cura della tossicodipendenza, dell'alcolismo ma non solo, anche del gioco d'azzardo e non per ultimo dei videogiochi.
I SERD sono presenti in tutte le ASL, ospitano medici, sociologi, psicologi e offrono un servizio utile alla comunità. Inoltre organizzano progetti di educazione, promozione della salute, progetti di informazioni finalizzati a promuovere il benessere.
Evidenziati questi aspetti importanti del SERD, oggi in Consiglio regionale, come gruppo, vorremmo riprendere in parte una nostra iniziativa avente come oggetto iniziative incisive atte ad arginare in maniera efficace l'assunzione smodata di alcol tra i giovani, nella quale avevamo messo in evidenza un problema che attanaglia i giovani d'oggi: quello che riguarda l'abuso di alcol.
Come avevamo evidenziato nell'interpellanza, la gravità del problema consiste nel modo in cui i giovani d'oggi consumano grandi quantità di alcol bevendo già in età preadolescenziale e spesso in maniera smisurata, finalizzata a un rapido raggiungimento dell'ubriachezza: il cosiddetto "binge drinking".
Evidenziando questo problema allora avevamo chiesto in Consiglio regionale quali fossero le strategie messe in campo per ridurre questa problematica. L'Assessore ci aveva elencato, in risposta alla nostra domanda, che il SERD, per contrastare e prevenire gli abusi di alcol tra i giovani, attua una serie di iniziative, e ne cito alcune: la campagna "Non siete soli" avviata a fine ottobre 2019, "Adolescenza e consumo di alcol", "Le ali di Icaro", "Dipendere", "I giovani tra le vecchie e le nuove droghe", una serie di progetti che vengono avviati nelle scuole, purtroppo non in tutte.
A detta dell'Assessore, cosa che comunque confermo, esiste un'applicazione chiamata "Youngle" scaricabile da tablet, da PC o da telefonino che supporta gli under 20 a districarsi in questo mondo così complicato, che poi è la vita; in questa realtà virtuale ci si confronta, ci si scambiano idee, emozioni ed esperienze di vita, tutto supportati da un gruppo di psicologi, medici ed esperti della comunicazione. L'idea è alquanto innovativa e ha sicuramente l'obiettivo di dare un supporto costruttivo ai giovani, peccato però che la pagina su Facebook sia ferma al 15 gennaio 2021 con un solo like.
Ora, chi è conoscitore dei social può immaginare quale visibilità... o, meglio, ancora l'utilità che possa avere questo supporto. Ricordo che questo progetto è finanziato dal Ministero della salute e con la partecipazione di undici Regioni, senza la compresenza della nostra Regione.
C'è di più, Assessore: io ho provato a registrarmi a questa Community, mi permetta Comunità preferisco, e mi creda che Aosta non c'è; speriamo che presto venga inserita a questo punto anche la nostra Regione all'interno di questo progetto.
Ora non tutto è perduto, esiste anche il "Percorso ebbrezza", il quale, mediante l'uso di occhiali speciali, fa percepire alla persona gli effetti dell'alcol, un progetto sperimentale questo che, a mio avviso, mi ubriaca solo al pensiero.
Personalmente ho partecipato a una serie di conferenze organizzate dal SERD sull'abuso di alcol tra i giovani e l'ho trovata educativa e istruttiva ma, dal nostro punto di vista, certi progetti andrebbero potenziati in maniera più capillare su tutto il territorio regionale.
In base a queste considerazioni, io e la consigliera Foudraz interpelliamo l'Assessore per conoscere se i progetti organizzati dal SERD all'interno delle scuole in via preventiva sono organizzati grazie anche all'approvazione da parte dei soli dirigenti scolastici, oppure, in caso affermativo, perché i summenzionati corsi di prevenzione non vengono organizzati in maniera più capillare su tutto il territorio regionale in ambito scolastico, in modo da coinvolgere un maggior numero di alunni.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Come ha ricordato il consigliere Ganis, la prima domanda è: "se i progetti... sono organizzati grazie all'approvazione da parte dei soli dirigenti scolastici", il SERD, afferente al Dipartimento di salute mentale, per ogni anno scolastico presenta alle scuole un progetto di interventi di prevenzione ad ampio spettro, alcol, droghe, gap, dipendenza da Internet, eccetera, indirizzata agli Assessorati della Sanità e dell'Istruzione, nonché alla Sovrintendenza agli studi. In ragione dell'autonomia delle istituzioni scolastiche è a discrezione dei dirigenti e dei referenti alla salute e all'educazione civica scegliere se aderire o meno alla proposta e all'interno di essa a quali azioni. L'offerta suddetta viene indirizzata indistintamente a tutte le scuole, il numero di istituzioni scolastiche coinvolte dipende, in primo luogo, dalle adesioni e in secondo luogo dalla disponibilità di risorse umane dedicate alla prevenzione. Vale la pena di sottolineare che le azioni del progetto vengono svolte in orario istituzionale da una équipe composta da medici, psicologi ed educatori in forza al SERD e non prevedono l'utilizzo di risorse aggiuntive, pertanto ciò inevitabilmente condiziona la disponibilità del servizio che è anche chiamato a garantire i livelli essenziali di assistenza.
A partire dal 2018 il SERD, utilizzando i fondi ministeriali vincolati al contrasto e al gioco d'azzardo patologico, ha ampliato l'offerta della proposta affidando a consulenti esterni diverse iniziative, spettacoli in streaming, conferenze, laboratori esperienziali, eccetera; pur tuttavia anche in questo caso solo un ristretto numero di scuole ha partecipato alle iniziative aggiuntive.
Per svolgere interventi di prevenzione capillari sul territorio che contemplino anche una rilevazione della loro efficacia, sarebbe necessario dedicare per un lungo periodo di tempo, più anni scolastici, più risorse professionali e finanziarie dedicate, occorre anche erogare i LEA.
Infine, si precisa che nell'ambito del progetto del Centro europeo di bioetica e qualità della vita "Bien manger, bien boire, bien être" il SERD ha dato informale disponibilità a partecipare alla formazione dei PEAR.
Ricordo che in questo momento il SERD ha disponibile solamente uno psichiatra e abbiamo difficoltà a reperirne altri, quindi la carenza di personale continua a esserci, soprattutto dal punto di vista dei medici, psichiatri e mi piace ricordare, come ha anche detto Andrea Cane, se non sbaglio, che è il Vicepresidente della Commissione salute della Regione Piemonte, non bastano le petizioni per creare e dare soddisfazione, ci vogliono dei fogli di carta dove c'è scritto: "laurea in medicina e chirurgia" che attualmente non ci sono. La carenza di personale, in particolare di psichiatri, è evidente anche nel SERD ma direi che, nonostante le carenze, ci sia una buona attività da questo punto di vista.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis.
Ganis (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. La carenza di personale sta diventando un po' una scusante, diciamo che c'è ovunque e in particolar modo in ambiente sanitario.
Nella relazione ho omesso la partecipazione dei Comuni di Châtillon e di Avise nei progetti di collaborazione con il SERD e me ne scuso. Visto che la situazione appare difficile, bisognerebbe utilizzare al meglio tutte le strategie affinché si possa arginare questo fenomeno. Mi permetta di evidenziare che ad oggi ci sono veramente delle carenze in questi progetti, ci sono ragazzi o, meglio, studenti - le faccio l'esempio di mio figlio che ha 16 anni - che non ha mai partecipato a nessun progetto di prevenzione e di sensibilizzazione.
Personalmente credo che in tutto questo sia in primis la famiglia a educare i giovani, ma è anche grazie alla scuola che si può dare una speranza e un futuro ai nostri giovani: ecco perché ritorno a ribadire che i progetti educativi, formativi e di prevenzione sono alquanto importanti. Dovrebbero essere una parte integrante del sistema scolastico e non rilegati come un'appendice.
Forse perché, come ho detto prima, ho un figlio in fase adolescenziale e come genitore le mie preoccupazioni e quelle di molti altri sono condivisibili e comprensibili... prevenire è meglio che curare dicono e ricordiamoci che in questi casi stiamo parlando dei nostri ragazzi e del loro futuro.
